sabato 11 marzo 2023

Scream VI: la nostra recensione del nuovo capitolo della amata Saga horror creata dal grande Wes Craven, nuovamente diretto dal “Radio Silence” Matt Bettini-Olpin e Tyrell Gillett

Vigilia di Halloween dei giorni nostri, un anno dopo gli eventi dell’ultimo film. Dal paesino di Woodsboro ci troviamo ora a New York, dove Tara Carpenter (Jenna Ortega) ha iniziato il college, con la sorella Sam (Melissa Barrera) che ha deciso di seguirla per starle vicino, scegliendo di fare qualche lavoretto in zona. Sam sta ancora metabolizzando psicologicamente il fatto di essere la figlia di Billy Loomis, il primo serial killer conosciuto come Ghostface (Skeet Ulrich), così è in cura da uno psicologo (Henry Czerny) per dare una risposta agli attacchi di rabbia sempre più frequenti che la travolgono e un po’ “le piacciono”. Al college ci sono anche il palestrato Chad (Mason Gooding) e l’esperta di cinema Mindy (Jasmin Savoy Brown), così il gruppo di super-amici sopravvissuto all’ultima mattanza di un Ghostface è di un uovo riunito. A New York hanno trovato nuovi amici come l’estroversa nuova compagna di stanza di Tara, Quinn (Liana Liberato), figlia di un poliziotto (Dermot Mulroney), e il timido nuovo compagno di stanza di Chad, Ethan (Jack Champion). Mindy si è trovata la ragazza, Anika (Devyn Nekoda) ed è possibile che pure Sam stia iniziando a frequentare un nuovo misterioso vicino di casa, Frankie (Andre Anthony).

Il posto è diverso, ma in fondo “l’ambientazione del college” è un classico ricorrente per la serie Scream e così a un anno di distanza la storia non cambia: le sorelle Carpenter dovranno di nuovo affrontare dei pazzi mascherati. Tutto quello che si può raccontare da qui in poi è spoiler e quindi mortalmente vietato.


C’è sempre un nuovo Ghostface in città, perché nel mondo di Scream gli amanti degli horror/aspiranti serial killer sono tanti quanti gli zombie di Romero. Così come continua il “gioco” dei protagonisti di considerare consapevolmente la loro realtà all’interno di un film dell’orrore di genere slasher alla Halloween o Venerdì 13. Dopo una pellicola di “rilancio” che nella sua meta-trama ha omaggiato, in modo come sempre irriverente, tutto il mercato cinematografico  dei franchise che si oggi “si riciclano” con prequel/sequel/“re-quel”, la serie più meta-cinematografica di sempre va avanti con le nuove mattanze di nuovi pazzi, sempre vestiti rigorosamente con cappa nera e maschera ispirata dal Grido di Munch di ordinanza. Questa volta il personaggio “cinefilo” del gruppo (Mandy) ci racconta che la vicenda da re-quel sta assumendo i connotati della “saga-moderna”: una perfida idea commerciale volta allo sfruttamento infinito della stessa idea calpestando ogni spunto narrativo, distruggendo ogni personaggio-chiave o sostituendoli con copie sempre più sbiadite di buoni e cattivi, cliché dopo cliché. Nessuno può essere davvero in salvo in questo tipo di caos, che punta solo a diventare sempre più “grosso e confuso” fino a che gli incassi commerciali reggono. Questa volta inoltre i pazzi sembrano ancora più organizzati, armati e addestrati. Sono disposti a sacrificare un “classico” come il coltello da cucina per sostituirlo se la situazione lo richiede con le possenti bocche di fuoco da fucile a pompa. Usano la tecnologia, hanno rinnovato le tattiche di avvicinamento delle vittime, non hanno paura ad agire in luoghi pubblici. Questa volta sembrano poi davvero in tanti, al punto che ci potrebbe essere un'intera setta con tanto di un personale tempio/museo dei costumi. Ma chi “è” o “sono” i nuovi Ghostface? Quale ludico/pretestuosissimo motivo muoveranno per giustificare una nuova mattanza ai danni delle final girls e dei loro amici? Sarà di nuovo per vendetta, per mania di grandezza/riconoscimento o perché “troppo malati di film dell’orrore”? Come sempre “chi fa spoiler muore”, ma siamo sicuri che i nuovi Ghostface riusciranno a far di nuovo sbudellare dal ridere il pubblico, quando “partono per la caccia” con tutta la loro recitazione sopra le righe e i loro movimenti teatralmente goffi/sopraeccitati per cui questo strano “circolo di incappucciati” si è fatto voler bene negli anni, al pari delle loro divertenti e “coriacee” vittime. Da quando quei ragazzacci di Wes Craven e Kevin Williamson li hanno creati per giocare con lo stesso genere horror che li ha resi famosi, “impacchettandoli in storie piene di spaventi e squartamenti, ma simili in fondo a partite di una sorta di gioco da tavolo tra il Trival Pursuit e il Cluedo. È sempre difficile scoprire chi è l’assassino, perché nella scrittura tutti i personaggi sono così sapientemente calibrati che possono essere tutti dei sospettati. Per rendere la sfida ancora più difficile, in produzione spesso vengono girati finali multipli, scegliendone uno solo in fase di montaggio finale, per non dare a nessuno mai la sensazione di aver davvero “capito” il gioco e frustrando gioiosamente il l’ego di ogni piccolo detective. 


Sempre con questo spirito divertente, divertito e dissacrante, dopo il buon riuscito quinto capitolo sono di nuovo dietro la macchina da presa quei pazzi di Matt Bettini-Olpin e Tyrell  Gillett. La coppia torna anche a “firmarsi” sotto l’insegna del glorioso collettivo “Radio Silence”, come ai tempi dei film orrorifici a episodi V.H.S. e Southbound, ma anche quando sono stati autori di quella piccola perla di Ready or Not - Finché morte non ci separi (film con al centro per final girl quella bellissima ragazzaccia di Samara Weaving, che in questo Scream fa anche una gustosa particina alla Drew Barrymore. (Una chicca per i più catecumeni “ultra nerd” in cerca di Ready or Not: la versione home video italiana non esiste, ma se trovate online la versione tedesca del dvd o del blu Ray la traccia italiana c’è. Ma non ditelo a nessuno). Siccome squadra che vince non si cambia, alla sceneggiatura (basata come sempre sul lavoro di Williamson, autore ricordiamo anche di So cosa hai fatto e del “dotto” Nightmare nuovo incubo) tornano come per il precedente capitolo e per Ready or not anche James Vanderbilt e Guy Busick, come torna tutto il cast di “sopravvissuti” capitanati da Melissa Barrera, la “nuova protagonista” nel ruolo di Sam Carpenter/Loomis. Il mostro da Woodsboro passa a New York e tutto si fa “più grande”: le sparatorie sono più rumorose, i vicoletti bui più lunghi, i luoghi più affollati, gli edifici situati a troppi piani di altezza per potervi sfuggire dalla finestra senza cadere di svariati metri. C’è anche una scena ambientata nella metropolitana ad Halloween, carica di ogni tipo di maschera da film horror moderno per sollazzare i cacciatori di dettagli. Molto interessante l’evoluzione del personaggio della Barrera, il vero cuore della vicenda e perennemente al centro di una crisi di identità ben sviluppata, dolorosa ma coerente. Sempre divertente e arguto il personaggio di Mindy di Jasmin Savoy Brown, un po’ defilato ma immancabile il personaggio della giornalista di Courtney Cox, una Gayle Weather di nuovo amabilmente scontrosa, egocentrica, opportunista quanto basta ma combattiva. Il ritmo dell’azione è sempre elevato, non mancano gustosi dettagli splatter, la musica ripropone il classico accompagnamento sonoro con le musiche di Beltrami e naturalmente l’imprescindibile Red Ring Hand di Nick Cave e i Bad Seed. 

Il finale è “matto” come si conviene e apre a interessanti scenari futuri. I Radio Silence confezionano un capitolo 6 con tutti i crismi, forse non sconvolgente nella formula, ma comunque di buon impatto, con buoni interpreti, divertente, pieno di scene cariche di tensione. Certo il fascino del finale del primo Scream è ancora insuperabile, ma per tutti i fan qui “ci si sente a casa”, coccolati e omaggiati in grande stile e con tanta voglia di continuare a seguire con piacere le nuove avventure del franchise. 

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