sabato 9 febbraio 2013

Les Misérables




Victor Hugo scrive una delle massime opere della letteratura mondiale. Vi si narra di un paese in subbuglio, dove la legge sembra perseguitare le persone e un rinnovato spirito combattivo colpisce i giovani nati al tramonto della rivoluzione francese. Il prigioniero 20601 è in semilibertà dopo 19 anni di carcere, scontati per aver rubato un pezzo di pane e per aver tentato la fuga più volte. 20601 per la legge, ma il suo nome è Jean Valjean e una volta tornato libero dovrà esporre sempre un documento che attesti la sua condizione da ex galeotto oltre all'obbligo di firma giornaliero, condizioni che di fatto non gli permetteranno altro che vivere una esistenza da reietto. Jean Varjean però si ribella, distrugge il documento e si dà alla fuga. Grazie a un prete cambia nome e riesce così a mutare il suo destino. Ma dietro di lui ci sarà sempre un poliziotto, Javert, che per tutta la vita inseguirà il fuggitivo. Jean Varjean riuscirà a diventare una persona migliore grazie alla piccola Cosette, Javert diventerà un pezzo grosso. La vita non sarà però facile per entrambi, come per le persone con cui avranno a che fare.


A Broadway c'è un musical che da 30 anni fa il tutto esaurito. È basato su “i miserabili” di Vcitor Hugo e vanta diecimila versioni, tradotte in ogni paese tranne che in Italia. Di fatto un'aria di questo musical è stata utilizzata da Pippo Baudo come motivetto del Festival di San Remo, cambiando le parole, ma questa è un'altra storia. A cotanto successo mancava il suggello di una riduzione cinematografica. Operazione quantomai ambiziosa quanto pericolosa; i musical “tradotti al cinema” sono in genere delle sole, come Rock of Ages e Rent di recente, o Il fantasma dell'Opera qualche tempo fa. Ma ogni tanto le cose vanno bene ed è il caso di Mamma Mia, Sweeney Todd, Chicago e questo Les Misérables.
Tom Hooper è uno dei più noti registi inglesi. Suoi sono "Il maledetto United" e il mortalmente palloso "Il discorso del re". Un regista solido, molto esperto nella direzione degli attori. Hugh Jackman non è “solo” Wolverine, ha una lunga gavetta nei musical. Non viene dai musical ma è un attore di straordinaria presenza scenica e umanità Russel Crowe, così come bravissima a recitare e cantare è Anne Hathaway. Se la cavano bene come attori-cantanti anche Samantha Banks e Eddie Redmayne. Sono invece già rodati e affidabili al cinema come interpreti di musical Amanda Seyfried, che viene da Mamma mia, Sacha Baron Cohen e Helena Bonham Carter, entrambi in Sweeney Todd. Con un simile cast tecnico c'erano da subito le premesse per un ottimo lavoro e così è puntualmente avvenuto. Oltre ad una regia ispirata e una sontuosa messa in scena da ogni punto di vista, gli attori, il cuore di ogni musical, sono semplicemente perfetti nella parte e non fanno sentire la durata complessiva della pellicola, che si attesta quasi sulle tre ore. Molte sono le scene vincenti, merito anche di una sceneggiatura che ha saputo riscrivere e valicare i limiti spaziali che gioco-forza presentava la messa in scena teatrale. Dalle imponenti location perfettamente ricostruite ai cavalli e cannoni che si arrampicano nei vicoli di Parigi, l'intera rappresentazione ben figura una folla in costante movimento in una continua invasione degli spazi. Ciò che più affascina a parer mio è poi la verticalità della messa in scena, il fatto che il personaggio di Crowe, rappresentazione dello Stato così come della legge, sia sempre “al di sopra” del popolo anche fisicamente, laddove l'attore, già alto di statura, spesso è a cavallo o parla da balconate o addirittura si muove sui cornicioni dei tetti dei palazzi, in una continua sfida alla gravità, vissuta sull'orlo del vuoto, laddove il fondo è proprio dove sta il popolo, dove dovrebbe stare forse la giustizia. Difficile stilare la lista dei “più bravi”. Laddove Crowe non è un cantante, questi ripaga con una interpretazione fisica e gestuale magistrale, il suo personaggio è un titano, l'espressione, al di là della severità che il proprio ruolo impone, della volontà disperata di conservare un mondo che va a rotoli. Hugh Jackman è il motore stesso dell'opera, impersona un uomo forte ma sempre in fuga, costretto a sbagliare a volte solo in virtù del suo istinto di conservazione, che gli impone delle priorità fittizie. Buona volontà di cambiare che si scontra con un costante senso di inadeguatezza in un personaggio che però cresce e matura diventando simbolo morale di una generazione che forse ha fatto troppi sbagli, magari ha subito dei torti, ma che ora vuole solo consegnare ai giovani un mondo migliore. Un uomo che cambia, quindi, che cambia per amore, grazie a Cosette, interpretata da bambina da Isabelle Allen (che canta anche sul trailer) e da adulta da Amanda Seyfried, entrambe perfette nell'incarnare l'innocenza e grazia del personaggio. 
Scusate, dovevo metterla!
La nomination all'Oscar di Anne Hathaway dà poi la dimensione di quanto sia eccelsa la sua interpretazione, il suo ruolo dura una manciata di minuti ma rimane, costante, nella testa degli spettatori per tutta la durata della pellicola. Sacha Baron Cohen e Helena Bonham Carter riescono ad alleggerire una materia quanto mai cupa, ritagliandosi addosso i personaggi più guasconi e irriverenti, dimostrando una leggerezza recitativa che ben si adatta come contrasto alle parti più sofferte e sanguigne, quelle dei giovani rivoluzionari interpretati da Samantha Banks e Eddie Redmayne, il cui destino è incerto. Credo di aver finito gli aggettivi e di essermi pure qua e là ripetuto. Ma questo film è davvero bello ed è bello poterlo vedere su grande schermo, dove viene più adeguatamente resa giustizia alla rappresentazione. Cinque nomination. Non posso che augurare l'incasso pieno a quest'opera.
Tutto in lingua originale con sottotitoli (si sono così evitate tremende traduzioni di canzoni in italiano come ne Il fantasma dell'opera). 
Talk0  

venerdì 8 febbraio 2013

Psycho-Pass


Annunciato da Dynit

Futuro prossimo venturo. La tecnologia ha fatto passi da gigante e ora permette addirittura di prevenire in concreto la criminalità. É stato scoperto il sistema di misurare e monitorare con esattezza la propensione a delinquere delle persone e questo tramite un aggeggio, che viene istallato in tutte le persone, che prende il nome di Psycho-Pass. Passato un certo livello “di guardia”, raggiunto il cosiddetto Psycho-Hazzard, il soggetto potrebbe delinquere e pertanto una squadra di pre-crimine del dipartimento di pubblica sicurezza e sanità (o almeno lo suppongo dal simbolo del doppio serpente della “farmacia” che sfoggiano) entra in azione prima che si verifichi alcunché. Ma è un sistema perfetto? Chi li allerta? È qui che c'è l'inguaiata. Ciò che fa partire il tutto è un sistema che riceve tali dati dagli Psycho-pass, definito Sybil System. Un nome, una garanzia di efficienza e sicurezza. Come operi questo mega-computer è un mistero, posso ipotizzare che non sia ancora collaudatissimo, per usare un eufemismo.
Parentesi. Ma non si diceva che tenere un cellulare troppo vicino all'orecchio faceva male alla salute? Non è che impiantare nel cranio uno strumento che emette segnali può fare pure peggio? Si vede che nel futuro non è così!
Avete un aggeggio in testa che vi pulsa e dice che siete cattivi? Ci sono altre controindicazioni? Ma certo! Per esempio, le armi di cui dispone questo corpo di polizia. Le futuristiche e computergraficate pistole Dominator, che “parlano” come il “legislatore” del Giudice Dredd, possono fare del male solo ai soggetti “pericolosi”, senza recare danno a chi stia nelle circostanze, fornendo scariche di variabile potenza a seconda dello Psycho Hazzard misurato dal Sybil. Le dominator vengono “caricate” con i dati del super-coso e programmate per essere usate solo dai super-agenti in questione, con un simpatico sistema di protezione in virtù del quale se un tizio non autorizzato le impugna queste inviano una maxi scarica che termina l'allocco facendogli esplodere dall'interno gli organi. Brrr. Non poteva bastare che non funzionassero e basta? Se il led legge male un numero (cosa che capita con tutte le tessere della metro di Milano) si subisce un equivalente di un pugno di Hokuto? I jappi sono sempre esagerati.
Ma armi e aggeggini impiantati e super-computer-giudici a parte... questa unità è qualcosa che effettivamente funziona o è una supercazzola? Quanta gente finisce lobotomizzata o morta sparata per un errore di misurazione o esplosa per aver impugnato l'arma che dovrebbe usare?
L'anime “Psycho-Pass” racconta le gesta di questa particolare unità pre-crimine, del tutto similare al cast di un qualsiasi csi-anime poliziesco: il figo cupo e tormentato, la nuova arrivata, il vecchio esperto e rodato con braccio bionico (e considerando le “splendide” pistole in dotazione posso pure intuire il perché), un gasatello, due gnocche di cui una “novellina”, il figo con occhiali (ma c'è SEMPRE in ogni manga-anime? Il fatto che uno sia sguercio per i giappi è poi SEMPRE sinonimo di un ineccepibile alto coefficiente intellettivo?). Un manipolo di “ben motivati” agenti che hanno a che fare con uno dei più sentiti dilemmi della fantascienza moderna: il futuro permetterà la fine della criminalità? Fin dalla prima puntata l'idea che tutto possa andare a puttane da subito pare più che fondata. Non credo che si faranno delle grosse risate.

Chi si ricorda Minority Report, ossia uno dei miei film preferiti nonostante la presenza di Tom Cruise? Di sicuro deve essere noto agli autori di questo bell'anime del 2012, ancora in corso di serializzazione e che Dynit ha avuto la prontezza di portare fresco fresco a noi. E non sono autori qualunque. Allo script fugura un certo Gen Urobuchi, responsabile tra l'altro di quel piccolo gioiello che prende il nome di Puella Magi Madoka Magica e pertanto artefice una delle migliore sceneggiatura animata degli ultimi anni (almeno per me, che amo le cose contorto-cervellotiche). L'animazione è opera della Production I.G., una delle case di produzione giapponese più stimate e prolifiche, quella di Ghost in the Shell e del recente e bellissimo Una Lettera per Momo, per dirne un paio. Le premesse per assistere a qualcosa di bello ci sono, ma bisogna in concreto vedere qualche puntata, soprattutto per via della Production I.G. Sì, sono dei grandi dell'animazione giapponese, ma se ripenso a Ghost in the Shell S.A.C. e Second Gig, opere che richiamano tantissimo questo Psycho Pass per atmosfera plumbea e impostazione narrativa (tra il serio e l'accademico), mi rivedo, nonostante  inseguimenti infiniti, tattiche militari, animazione superba, a russare sul divano (certo, mentre russavo avevo anche un orgasmo intellettuale all'idea dei cyborg di gits che per esprimersi al meglio citano i filosofi, ma tant'è...). Spero vivamente di sbagliarmi e sarei felice di essere sbugiardato... anche perché quando mi addormento sul divano finisco sempre scoperto e mi sveglio poi con tosse e torcicollo. Di sicuro Urobuchi è però stimolo a dare fiducia all'impianto narrativo.
Rimane da sapere circa le modalità con le quali Dynit intende serializzarlo, nello specifico se è previsto un passaggio televisivo, magari su rai 4, prima della distribuzione home video, per la quale il blu ray è sempre più standard di riferimento (per chi ce l'ha). Non appena si saprà qualcosa di più vi faremo sapere. 
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giovedì 7 febbraio 2013

Star Trek – into the darkness


Il primo spettatore...

Si chiama Daniel Craft ed è co-fondatore del New York Asian Film Festival. È un fan di Star Trek. Un ricovero d'urgenza non gli permette di vedere l'anteprima dell'ultima pellicola di J.J. Abrams, pochi minuti che gli americani possono visionare in anteprima andando a vedere Lo Hobbit. Daniel è gravemente malato ed esprime un desiderio: gli piacerebbe vedere l'ultimo Star Trek non appena sarà nelle sale, ma difficilmente vivrà così a lungo.  Il sito Reddit, noto in America ma sfigato in Italia, riporta la notizia che in breve viene diffusa da tutta la rete fino a giungere alle orecchie di J.J.Abrams. Fogli di autorizzazione e divieti di divulgazioni infiniti, un giorno di riposo per prepararsi e Daniel vede in anteprima il montaggio preliminare del film, arrivato a casa sua in dvd, secondo quanto riporta Hollywood Report. Poi, in uno dei primi giorni di gennaio, Daniel Craft, 41 anni, chiude gli occhi. Leggo la notizia a inizio gennaio su vari siti, vorrei scrivere quanto prima un post in merito ma non riesco a trovare le parole giuste, il tono adatto. È un po' che scrivo e cancello queste righe. Sento di farlo perché questo è un sito che parla agli appassionati di film e fumetti, persone che credo possano comprendere la forza delle piccole cose, delle piccole passioni, di alleviare i momenti più grigi della vita. Le chiamano perdite di tempo, ma a volte non c'è davvero nient'altro per dare pace al cervello nei brutti momenti, almeno un paio di minuti al giorno, da quella che dovrebbe essere la realtà. E allora una passione può anche diventare una medicina, un piccolo placebo per l'anima, quanto meno. Spero davvero che Daniel Craft si sia divertito quella sera e sia stato felice e assistito dai suoi cari negli ultimi momenti della sua vita. Vorrei chiudere con il classico saluto vulcaniano, in onore a questo sfortunato fan, ma davvero non ce la faccio. 
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mercoledì 6 febbraio 2013

Il grande e potente OZ



Pura elegia. Il mago di Oz è una delle pellicole più amate di sempre da circa un secolo, ancora stupendo tecnicamente e autentica miniera per il genere fantasy tutto e non solo (chi si ricorda Somewere over the rainbow come sottofondo ad una celebre sparatoria in Face Off di John Woo?). Milioni di tentativi di imitazione, numerose parodie nei telefilm più noti (chi si ricorda quella ne I Robinson?). Un mito. Per rinfrescarvi la memoria e ricordarvi che da poco è uscito restaurato in blu ray eccovi un bel trailer d'annata.

Sappiamo di Dorothy, del cane Dotto, dello spaventapasseri, dell'uomo di latta e del leone. Ma chi era Oz prima di diventare il grande mago? Chi era la strega che finiva nella prima scena schiacciata dalla casa di Dorothy? Domande affascinanti di cui probabilmente non sentivamo bisogno, vuoi anche perché Ritorno a Oz, seguito ufficiale, ha sapientemente tagliato la strada a qualsiasi sviluppo narrativo e terrorizzato una moltitudine bambini. Per chi è uscito dall'incubo, rieccovi il trailer..

Ma si può internare una bambina, fargli l'elettroshock, popolare il mondo di mostri senza testa e di allegri compagni che portano in testa una zucca da halloween?
Ovviamente un ancora giovane American McGee ne sarà stato influenzato quando ha creato un suo personale Oz videoludico, come proseguo alla sua personale re-versione favolistica iniziata con quell' “Alice” in salsa horror, ma per Oz non deve aver avuto grossi problemi a reiterpretare il racconto.
Fortuna che un paio di settimane dopo l'uscita nelle sale di questo terrorizzante prodotto per bambini sia arrivato nelle sale Labyrinth, uno dei miei film preferiti di sempre (anche lui è uscito in blu ray da poco). Ma acqua sotto i ponti ne è passata, è tempo di tornare a Oz! E guarda caso si sceglie la strada intrapresa nel recente Alice di Burton: una storia che si affianchi all'originale senza sovrapporla. Se Per Alice era un sequel, per Oz un prequel. Per entrambi grosse produzioni e grandi registi.
Sam Raimi torna quindi alla regia. A interpretare il giovane Oz viene scelto il bravo James Franco, già Osborn jr nella trilogia di Spiderman di Raimi, ma anche protagonista de L'alba del pianeta delle scimmie e dell'ottimo 127 ore. Un attore decisamente interessante e da seguire. Oltre a lui il cast presenta la sempre bellissima Rachel Weisz (che ha abbandonato la Mummia prima del terzo tremendo capitolo... che giusto per gli effetti speciali io comunque ho gradito... sì, sono una fogna...), Michelle Williams (l'amata Jen di Dawson's creek) e Mila Kunis, che noi da sempre amiamo perché oltre a essere carinissima dà in originale la voce a Meg in Family Guy, I Griffin. La produzione è faraonica, come ci si aspetta da un blockbuster (ma si dice ancora così dopo la chiusura dei Blockbuster?) targato Disney. Ovviamente dovremo inforcare quei cacchio di occhialini e vederlo in 3d. I produttori sono gli stessi di Alice in Wonderland e dal trailer si vede. Tutto magnifico, tutto bellissimo ma il film come sarà? In attesa di fornirvi un post una volta che la pellicola sarà nelle sale italiane, devo dirvi che attendo l'uscita della pellicola, ma di nutro nel contempo dei dubbi. Soprattutto in riferimento ai produttori. Alice in Wonderland è stato uno spettacolo visivo straordinario, ma mi è sembrato in qualche modo “pilotato” da uno script così ferreo da soffocare il classico tocco da regista di un autore come Burton (che comunque ultimamente sta vivendo una fase a mio avviso un po' sottotono). Capiterà lo stesso con Raimi in questa pellicola così similare ad Alice? É un regista diverso, certo, ma temo anche nel suo caso che rimanga fagocitato nella mega-produzione. Per ora questo è quanto. A risentirci dopo la visione della pellicola. Attenti alle scimmie volanti!
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martedì 5 febbraio 2013

Super Bowl 2013

Quello che abbiamo notato noi delle “conseguenze”




C'è stato il XLVII Super Bowl. Il massimo evento del football americano si è svolto a New Orleans, a contendersi il prestigioso titolo i Baltimora Ravens e i San Francisco 49ers. Per gli americani l'evento degli eventi. Sarebbe per il resto del mondo la massima espressione del chissenefrega (soprattutto per noi italiani, che non vediamo altro sport che il calcio ignorando quello che è l'unico vero sport a squadre degno di essere visto e vissuto: il beach volley femminile... ma questa è un'altra storia...), non fosse che il Super Bowl si è fatto conoscere per tutto lo spettacolo che gli ruota intorno e per i trailer dei nuovi film e videogiochi in uscita, pagati quattro milioni di dollari per 30 secondi. La pubblicità più cara al mondo, dicevamo nel post di G.I. Joe, in quanto la più potente, quella che tutti gli Americani, e noi "resto del mondo" di riflesso, volenti o nolenti dovranno vedere. Un'ottima occasione per vedere un po' di primizie, in ogni caso. Anche quest'anno si è replicato il classico show dei trailer. Noi abbiamo visto quelli e Beyoncè. Della partita sbatte una sega.

Potevamo esimerci dal partire con il nuovo Fast'n'Furious?

Wow. Sono un tamarro. In casa mia si beve birra Corona. Amo fieramente i Fast'n'Furious. Non ho mai messo però gli alettoni alla mia Uno. Amo questa nuova pellicola. È presente tutto il cast di tutti i film. Le macchine fanno cose pazzesche. Il regista è sempre il grandissimo Justin Lin, che ha preso la serie dal baratro in cui era caduta con il secondo capitolo dopo l'ottimo esordio, l'ha fatta resuscitare con pochi soldi ma tante idee e tanto entusiasmo (il Tokyo Drift), l'ha resa “grande” con Fast 4 ricucendo le trame e riportando Diesel protagonista e l'ha consacrata con Fast 5, la versione stra-cazzuta di Ocean 11, aggiungendo un gigantesco e tostissimo antagonista, The Rock e, non pago, regalando un finale a sorpresa che nessuno sulla terra si sarebbe mai aspettato. Ora si svolta. Nel 6 il grupo di Toretto lavora per The Rock: sarà una sporca dozzina motorizzata in missione per conto di Riddick...C'è altro da aggiungere? Alla salute!

Continuiamo con prezzo del pericolo con il trailer di Star Trek : into the darkness

La Paramount ha il braccino corto, solo trenta secondi. Non ci sono sostanziali innovazioni rispetto al trailer che già vi abbiamo fatto vedere. Certo, grandi effetti e lo stesso cast della prima, ottima, pellicola diretta da J.J.Abrams. Ovviamente lo attendiamo molto, ma da questo trailer ci aspettavamo qualcosa di più.. magari un klingon... magari il ritorno di Nero...

Proseguiamo in grande stile con The Lone Ranger!

Sarà il nuovo carrozzone colorato Disney dopo i Pirati del Caraibi (che comunque dovrebbe continuare..)? Da fan di Johnny Depp non posso che aspettare con gioia questa sua nuova performance. Molto interessante anche l'attore “Tizio” (Armie Hummer..mai sentito..) che interpreta il ranger solitario (ci sui so poco nulla, ma mi ricorda “The spirit incontra il Corvo”...insomma sembra fico). Il regista Gore Verbinski è lo stesso dei Pirati dei Caraibi e del remake di The Ring nonché uno dei miei registi preferiti (provò pure a proporre a Hollywood un copione su Bioshock e per questo è entrato nella mia speciale hall of fame dei miti a vita). Hans Zimmer alle musiche, la Light'n'Magic agli effetti. Nel cast anche Tom Wilkinson e Helena Bonham Carter, una delle mie interpreti preferite di sempre. Che dire? È esattamente il film che vado a vedere il primo giorno di programmazione e acquisto il primo giorno di uscita dell'home video. Il western è un terreno in genere scivoloso per i film disimpegnati, anche quelli molto divertenti come Maverich e ultra-cool come Cowboys vs Aliens e Wild Wild West, che sono stati un bagno di sangue al botteghino. Paiono lontani i tempi di Trinità. Magari è però la volta buona. Rammendiamo con piacere il fatto che prima dei Pirati dei Caraibi anche il genere dei pirate-movie, con Corsari e Pirati di Polanski non vendeva un biglietto. Naturalmente ne riparleremo.

Altro giro, ancora Disney con Il grande e potente Oz.

A breve un post del film in questione, che pare davvero molto interessante, c'è dietro Raimi, ci ricorda un sacco il recente Alice di Burton, come fossero pellicole siamesi. Franco è molto valido e versatile come attore, il che è un bene. Da valutare quanto la pellicola verrà sommersa dagli effetti speciali. Si teme che la trama possa affogare nella cg. Vi faremo sapere.

E ancora non è finita! Iron Man 3!

Ecco lo sapevo, opzione a. Se avete letto il promo-spoiler di Iron man 3 già qui pubblicato, saprete che alla visione di una certa scena di questo trailer mi sono depresso un casino. Per il resto tutto bello, grande, divertente. Non c'è attore migliore per impersonare il personaggio, l'attore che hanno scelto per impersonare War Machine dal 2 invece non mi convince molto. La Paltrow è sempre bellissima. L'incognita è il “fiato corto” del secondo film, il regista dovrà fare davvero un buon lavoro.    

Chi vuole una porzione extra di the Rock?

Il film si intitola Snitch... lo attendo con trepidazione tra tre anni su rai movie alle 2 del mattino!

World War Z! Ne abbiamo già parlato in queste pagine. Ecco nuovo (?) materiale per l'attesissima pellicola con Pitt ammazza-zombie.

Altro trailer risparmioso, ma in questo caso bisogna rientrare nei costi di quei millemila zombi-mutanti-agenti-della-folletto.

Chiudiamo anche con lo spot di un giocone, God of War Ascension

Che pare tanto lo spot di un dopobarba... si nota che ci sarà in merito anche una edizione budle con la console, per l'occasione rosso ketchup. Vabbeh...
Questo è più o meno quello che abbiamo notato noi. Probabilmente c'è dell'altro spulciando la rete. Di sicuro qualcosa di bello dall'America sta per arrivare. Ma non è il football. 
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lunedì 4 febbraio 2013

Non aprite quella porta 3d




E invece la continuano ad aprire, quella porta, pare una porta girevole.
Babbo...ehm, Gunnar Hansen
In Texas giovani scapestrati, classiche vittime di un film horror, sbagliano strada e chiedono aiuto a una famiglia di cannibali... sì farebbe ridere la cosa, solo che il film faceva dannatamente paura come il suo bizzarro e pericoloso mostro, lo spaventoso Faccia di Cuoio, impersonato all'epoca da Gunnar Hansen. Che oggi secondo la foto del profilo di imdb potrebbe interpretare Babbo Natale. La pellicola è lo specchio dei più cinici anni '70; con le grandi industrie andate in malora, nella provincia americana si respira pesante aria di crisi. E se chiudono il mattatoio presso cui lavori, sei abbastanza pazzo e vivi scarnificando facce di giovani capitati per caso a casa tua, diventare cannibale non deve essere una cosa troppo da fuori di testa (non che questa mia frase sia frutto di completa sanità mentale comunque). Nasce un film mitico. Alcuni provano a fare evoluzioni con la motosega imitando Faccia di Cuoio e scoprono che le motoseghe sono discretamente pesanti, ma da allora anche il rumore di uno che taglia un albero inizia nell'immaginario collettivo a essere uno sei suoni più agghiaccianti di sempre (dopo le unghie sulla lavagna, comunque, mi dicono dalla regia...)

L'originale era sublime. Tobe Hooper un genio della macchina da presa: senza rivelare troppo faceva quasi annusare la lordura degli ambienti, il puzzo di animali e corpi umani marcescenti. Il film fu un vero colpo allo stomaco. Sporco. Cattivo. Senza speranza. Dennis Hopper nel numero 2 era completamente fuso e affrontava faccia di cuoio in duello, entrambi armati di motosega, ma con Hopper con in testa un cappello da cowboy. Dirigeva ancora Hooper e si vedeva. La scena del vecchio-mummia con martellino è un caro ricordo per la buona notte di chiunque si sia imbattuto nella pellicola. Immenso. Poi il 3 di cui non ho memoria. Poi il quattro con una giovane e tostissima Renee Zellweger e il simpatico Mattheu - Ed tv - McConaughey. Non poteva tutto morire così, Francis Ford Coppola decide di produrre e assegna un remake al videoclipparo Nispel. Al cast si aggiunge il maggiore cattivo cattivo di Full Metal Jacket, R.Lee Ermey, mentre scompare Testa di latta (nooooo...), rimane Faccia di Cuoio (yeah...) e la famiglia viene trasformata in un matriarcato (forse a dare maggiore peso al ruolo della donna negli horror moderni? Non so se i comitati di pari opportunità pensavano a cose di questo genere..). A capeggiare il branco di vittime chiamano Eric Balfour (Milo in 24), attore che detesto e quindi sono oltremodo soddisfatto a vederlo affettato per bene (virtualmente, sempre virtualmente...). Però c'è Jessica Biel, da poco uscita da quella “cosa” chiamata “Settimo cielo” e pronta a diventare una delle attrici più belle e affascinanti di Hollywood. Da sola varrebbe il prezzo della pellicola. Cosa ne esce? Un prodotto visivamente bello, accattivante, ben girato. Solo che è un film totalmente cannato, forse per quella folle mania tutta americana di fare film violenti e poi pretendere che siano adatti anche a bambini di età prescolare per massimizzare l'incasso. E allora taglia, taglia, taglia, butta e taglia, taglia. Se l'originale è un torture porno, tanto trasuda frattaglie, qui sembra di stare nel castello di dracula di Gardaland (e non dico la casa degli orrori di certi lunapark ambulanti...quelli sì che a volte fanno venire i capelli bianchi..), tutto è plasticoso e controllato.
In una scena Faccia di Cuoio si toglie la maschera-faccia-di-un-altro-tizio è con il faccino all'insù guarda la luna. La cosa mi fa tornare in mente per uno strano gioco di sinapsi un'analoga scena di Bambi, motivo per cui mi viene tuttora da vomitare. C'è la motosega? Serve a qualcosa? Poco e non si vede nulla, Faccia di Cuoio la impugna contento mentre gioca tra i panni stesi al sole, manco fosse Heidi. Comunque ci si diverte un po', giusto per il ritmo incalzante della narrazione. Volete vedere qualcosa di forte con lo stile dell'originale pellicola anni 70? dirigetevi senza remore, ma comunque con cautela, verso il dittico di Rob Zombie: La casa dei 1000 corpi e La casa del diavolo (che poi ne è in sequel. Attenzione, da vedersi unicamente in dittico!! L'eccentricità della prima pellicola viene mitigata dalla profondità della seconda... tipo kill Bill ma meglio... vedere unicamente la casa dei mille corpi è come andare a vedere Springsteen, magari dedicato a Ghost of Tom Jones, e tornare a casa prima che questi passi a interpretare il repertorio classico. Fate voi). Tuttavia questo remake di Non aprite quella porta piace, e molto. Tanto che dopo averlo disprezzato al cinema anch'io me ne sono preso una versione dvd limitata per un paio di scene tagliate della Biel (no, non scene zozze...dannato film horror per tutti ..)...Ok, dimenticate questo ultimo passaggio. Va in cantiere un prequel, stesso cast, Ermey compreso (che comunque è una garanzia). Regia diversa. Nispel intanto decide di dirigere il brutto ma visivamente eccelso The Pathfinder e il brutto ma decisamente simpatico remake di Venerdì 13. Di recente ringrazio Nispel per il brutto ma infarcito di tette e quindi simpatico Piranha 3d. Il nuovo regista è l'esperto Jonatan Liebesman, un regista molto caro al mio socio Gianluca, il regista di uno dei suoi fil horror preferiti: Al calare delle tenebre. Ma in seguito farà anche il bruttino ma simpatico “la furia dei Titani”, che ogni tanto vedo per rilassarmi, e “World invasion”, che comunque è carino. Anche non aprite quella porta 2 esce carino, ma nulla più. Ad indossare la maschera di faccia di cuoio è, come per il film di Nispel, Andrew Bryniarski, un uomo possente quanto affascinante. Affascinante in senso un tantino ambiguo...ma pur sempre possente e...sì beh gustatevi le foto...

Poco profondo, poco sentito, recitato con in mente l'ora della pausa pranzo. Giusto un po' di divertente azione splatterosa e senza pretese. Sì, ho anche quello in dvd... mi piace l'azione splatterosa e senza pretese. Ed eccoci al numero 3 o, come vuole la moda, il 3d. A interpretare Faccia di Cuoio è Dan Yeager.
Dan Yeager
A questo giro la regia tocca a John Luessenhop, venuto alla ribalta per Takers, film dal ricco cast del 2010 che mi ripropongo di vedere prima o poi. Tra gli attori figura Alexandra Daddario, già vista in Persey Jackson e che sembra venire su molto carina, la star di Step up 2 e 3 Trey Songz, il figlio di Clint, Scott Eastwood, già visto in Flags of our Fathers e Gran Torino oltre al recente Di nuovo in gioco (chissà perché...), Tania Raymonde, vista in quasi tutti i telefilm esistenti (malcom, raven, csi, bones, 90210 ecc.ecc.), Shaun Sypos, visto nel fuori di testa Rampage, Final destination 2 (la scena del dentista!!) e molti telefilm, e tanta altra gente tra cui Bill Moseley, il mitico Otis ne La casa dei mille corpi – la casa del diavolo. Speriamo bene per questo manipolo di prodi. Non perderemo di vista questa pellicola e appena visionata vi faremo sapere cosa ne pensiamo. Notizia dell'ultima ora! (ehm, quasi dai...7 gennaio) Non aprite quella porta in 3d pare abbia squarciato al botteghino USA il panciotto di Bilbo Baggis, che a sua volta era stato sforacchiato da Django. Se son rose...
Talk0

domenica 3 febbraio 2013

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Talk0 e Gianluca