mercoledì 6 febbraio 2013

Il grande e potente OZ



Pura elegia. Il mago di Oz è una delle pellicole più amate di sempre da circa un secolo, ancora stupendo tecnicamente e autentica miniera per il genere fantasy tutto e non solo (chi si ricorda Somewere over the rainbow come sottofondo ad una celebre sparatoria in Face Off di John Woo?). Milioni di tentativi di imitazione, numerose parodie nei telefilm più noti (chi si ricorda quella ne I Robinson?). Un mito. Per rinfrescarvi la memoria e ricordarvi che da poco è uscito restaurato in blu ray eccovi un bel trailer d'annata.

Sappiamo di Dorothy, del cane Dotto, dello spaventapasseri, dell'uomo di latta e del leone. Ma chi era Oz prima di diventare il grande mago? Chi era la strega che finiva nella prima scena schiacciata dalla casa di Dorothy? Domande affascinanti di cui probabilmente non sentivamo bisogno, vuoi anche perché Ritorno a Oz, seguito ufficiale, ha sapientemente tagliato la strada a qualsiasi sviluppo narrativo e terrorizzato una moltitudine bambini. Per chi è uscito dall'incubo, rieccovi il trailer..

Ma si può internare una bambina, fargli l'elettroshock, popolare il mondo di mostri senza testa e di allegri compagni che portano in testa una zucca da halloween?
Ovviamente un ancora giovane American McGee ne sarà stato influenzato quando ha creato un suo personale Oz videoludico, come proseguo alla sua personale re-versione favolistica iniziata con quell' “Alice” in salsa horror, ma per Oz non deve aver avuto grossi problemi a reiterpretare il racconto.
Fortuna che un paio di settimane dopo l'uscita nelle sale di questo terrorizzante prodotto per bambini sia arrivato nelle sale Labyrinth, uno dei miei film preferiti di sempre (anche lui è uscito in blu ray da poco). Ma acqua sotto i ponti ne è passata, è tempo di tornare a Oz! E guarda caso si sceglie la strada intrapresa nel recente Alice di Burton: una storia che si affianchi all'originale senza sovrapporla. Se Per Alice era un sequel, per Oz un prequel. Per entrambi grosse produzioni e grandi registi.
Sam Raimi torna quindi alla regia. A interpretare il giovane Oz viene scelto il bravo James Franco, già Osborn jr nella trilogia di Spiderman di Raimi, ma anche protagonista de L'alba del pianeta delle scimmie e dell'ottimo 127 ore. Un attore decisamente interessante e da seguire. Oltre a lui il cast presenta la sempre bellissima Rachel Weisz (che ha abbandonato la Mummia prima del terzo tremendo capitolo... che giusto per gli effetti speciali io comunque ho gradito... sì, sono una fogna...), Michelle Williams (l'amata Jen di Dawson's creek) e Mila Kunis, che noi da sempre amiamo perché oltre a essere carinissima dà in originale la voce a Meg in Family Guy, I Griffin. La produzione è faraonica, come ci si aspetta da un blockbuster (ma si dice ancora così dopo la chiusura dei Blockbuster?) targato Disney. Ovviamente dovremo inforcare quei cacchio di occhialini e vederlo in 3d. I produttori sono gli stessi di Alice in Wonderland e dal trailer si vede. Tutto magnifico, tutto bellissimo ma il film come sarà? In attesa di fornirvi un post una volta che la pellicola sarà nelle sale italiane, devo dirvi che attendo l'uscita della pellicola, ma di nutro nel contempo dei dubbi. Soprattutto in riferimento ai produttori. Alice in Wonderland è stato uno spettacolo visivo straordinario, ma mi è sembrato in qualche modo “pilotato” da uno script così ferreo da soffocare il classico tocco da regista di un autore come Burton (che comunque ultimamente sta vivendo una fase a mio avviso un po' sottotono). Capiterà lo stesso con Raimi in questa pellicola così similare ad Alice? É un regista diverso, certo, ma temo anche nel suo caso che rimanga fagocitato nella mega-produzione. Per ora questo è quanto. A risentirci dopo la visione della pellicola. Attenti alle scimmie volanti!
Talk0

martedì 5 febbraio 2013

Super Bowl 2013

Quello che abbiamo notato noi delle “conseguenze”




C'è stato il XLVII Super Bowl. Il massimo evento del football americano si è svolto a New Orleans, a contendersi il prestigioso titolo i Baltimora Ravens e i San Francisco 49ers. Per gli americani l'evento degli eventi. Sarebbe per il resto del mondo la massima espressione del chissenefrega (soprattutto per noi italiani, che non vediamo altro sport che il calcio ignorando quello che è l'unico vero sport a squadre degno di essere visto e vissuto: il beach volley femminile... ma questa è un'altra storia...), non fosse che il Super Bowl si è fatto conoscere per tutto lo spettacolo che gli ruota intorno e per i trailer dei nuovi film e videogiochi in uscita, pagati quattro milioni di dollari per 30 secondi. La pubblicità più cara al mondo, dicevamo nel post di G.I. Joe, in quanto la più potente, quella che tutti gli Americani, e noi "resto del mondo" di riflesso, volenti o nolenti dovranno vedere. Un'ottima occasione per vedere un po' di primizie, in ogni caso. Anche quest'anno si è replicato il classico show dei trailer. Noi abbiamo visto quelli e Beyoncè. Della partita sbatte una sega.

Potevamo esimerci dal partire con il nuovo Fast'n'Furious?

Wow. Sono un tamarro. In casa mia si beve birra Corona. Amo fieramente i Fast'n'Furious. Non ho mai messo però gli alettoni alla mia Uno. Amo questa nuova pellicola. È presente tutto il cast di tutti i film. Le macchine fanno cose pazzesche. Il regista è sempre il grandissimo Justin Lin, che ha preso la serie dal baratro in cui era caduta con il secondo capitolo dopo l'ottimo esordio, l'ha fatta resuscitare con pochi soldi ma tante idee e tanto entusiasmo (il Tokyo Drift), l'ha resa “grande” con Fast 4 ricucendo le trame e riportando Diesel protagonista e l'ha consacrata con Fast 5, la versione stra-cazzuta di Ocean 11, aggiungendo un gigantesco e tostissimo antagonista, The Rock e, non pago, regalando un finale a sorpresa che nessuno sulla terra si sarebbe mai aspettato. Ora si svolta. Nel 6 il grupo di Toretto lavora per The Rock: sarà una sporca dozzina motorizzata in missione per conto di Riddick...C'è altro da aggiungere? Alla salute!

Continuiamo con prezzo del pericolo con il trailer di Star Trek : into the darkness

La Paramount ha il braccino corto, solo trenta secondi. Non ci sono sostanziali innovazioni rispetto al trailer che già vi abbiamo fatto vedere. Certo, grandi effetti e lo stesso cast della prima, ottima, pellicola diretta da J.J.Abrams. Ovviamente lo attendiamo molto, ma da questo trailer ci aspettavamo qualcosa di più.. magari un klingon... magari il ritorno di Nero...

Proseguiamo in grande stile con The Lone Ranger!

Sarà il nuovo carrozzone colorato Disney dopo i Pirati del Caraibi (che comunque dovrebbe continuare..)? Da fan di Johnny Depp non posso che aspettare con gioia questa sua nuova performance. Molto interessante anche l'attore “Tizio” (Armie Hummer..mai sentito..) che interpreta il ranger solitario (ci sui so poco nulla, ma mi ricorda “The spirit incontra il Corvo”...insomma sembra fico). Il regista Gore Verbinski è lo stesso dei Pirati dei Caraibi e del remake di The Ring nonché uno dei miei registi preferiti (provò pure a proporre a Hollywood un copione su Bioshock e per questo è entrato nella mia speciale hall of fame dei miti a vita). Hans Zimmer alle musiche, la Light'n'Magic agli effetti. Nel cast anche Tom Wilkinson e Helena Bonham Carter, una delle mie interpreti preferite di sempre. Che dire? È esattamente il film che vado a vedere il primo giorno di programmazione e acquisto il primo giorno di uscita dell'home video. Il western è un terreno in genere scivoloso per i film disimpegnati, anche quelli molto divertenti come Maverich e ultra-cool come Cowboys vs Aliens e Wild Wild West, che sono stati un bagno di sangue al botteghino. Paiono lontani i tempi di Trinità. Magari è però la volta buona. Rammendiamo con piacere il fatto che prima dei Pirati dei Caraibi anche il genere dei pirate-movie, con Corsari e Pirati di Polanski non vendeva un biglietto. Naturalmente ne riparleremo.

Altro giro, ancora Disney con Il grande e potente Oz.

A breve un post del film in questione, che pare davvero molto interessante, c'è dietro Raimi, ci ricorda un sacco il recente Alice di Burton, come fossero pellicole siamesi. Franco è molto valido e versatile come attore, il che è un bene. Da valutare quanto la pellicola verrà sommersa dagli effetti speciali. Si teme che la trama possa affogare nella cg. Vi faremo sapere.

E ancora non è finita! Iron Man 3!

Ecco lo sapevo, opzione a. Se avete letto il promo-spoiler di Iron man 3 già qui pubblicato, saprete che alla visione di una certa scena di questo trailer mi sono depresso un casino. Per il resto tutto bello, grande, divertente. Non c'è attore migliore per impersonare il personaggio, l'attore che hanno scelto per impersonare War Machine dal 2 invece non mi convince molto. La Paltrow è sempre bellissima. L'incognita è il “fiato corto” del secondo film, il regista dovrà fare davvero un buon lavoro.    

Chi vuole una porzione extra di the Rock?

Il film si intitola Snitch... lo attendo con trepidazione tra tre anni su rai movie alle 2 del mattino!

World War Z! Ne abbiamo già parlato in queste pagine. Ecco nuovo (?) materiale per l'attesissima pellicola con Pitt ammazza-zombie.

Altro trailer risparmioso, ma in questo caso bisogna rientrare nei costi di quei millemila zombi-mutanti-agenti-della-folletto.

Chiudiamo anche con lo spot di un giocone, God of War Ascension

Che pare tanto lo spot di un dopobarba... si nota che ci sarà in merito anche una edizione budle con la console, per l'occasione rosso ketchup. Vabbeh...
Questo è più o meno quello che abbiamo notato noi. Probabilmente c'è dell'altro spulciando la rete. Di sicuro qualcosa di bello dall'America sta per arrivare. Ma non è il football. 
Talk0

lunedì 4 febbraio 2013

Non aprite quella porta 3d




E invece la continuano ad aprire, quella porta, pare una porta girevole.
Babbo...ehm, Gunnar Hansen
In Texas giovani scapestrati, classiche vittime di un film horror, sbagliano strada e chiedono aiuto a una famiglia di cannibali... sì farebbe ridere la cosa, solo che il film faceva dannatamente paura come il suo bizzarro e pericoloso mostro, lo spaventoso Faccia di Cuoio, impersonato all'epoca da Gunnar Hansen. Che oggi secondo la foto del profilo di imdb potrebbe interpretare Babbo Natale. La pellicola è lo specchio dei più cinici anni '70; con le grandi industrie andate in malora, nella provincia americana si respira pesante aria di crisi. E se chiudono il mattatoio presso cui lavori, sei abbastanza pazzo e vivi scarnificando facce di giovani capitati per caso a casa tua, diventare cannibale non deve essere una cosa troppo da fuori di testa (non che questa mia frase sia frutto di completa sanità mentale comunque). Nasce un film mitico. Alcuni provano a fare evoluzioni con la motosega imitando Faccia di Cuoio e scoprono che le motoseghe sono discretamente pesanti, ma da allora anche il rumore di uno che taglia un albero inizia nell'immaginario collettivo a essere uno sei suoni più agghiaccianti di sempre (dopo le unghie sulla lavagna, comunque, mi dicono dalla regia...)

L'originale era sublime. Tobe Hooper un genio della macchina da presa: senza rivelare troppo faceva quasi annusare la lordura degli ambienti, il puzzo di animali e corpi umani marcescenti. Il film fu un vero colpo allo stomaco. Sporco. Cattivo. Senza speranza. Dennis Hopper nel numero 2 era completamente fuso e affrontava faccia di cuoio in duello, entrambi armati di motosega, ma con Hopper con in testa un cappello da cowboy. Dirigeva ancora Hooper e si vedeva. La scena del vecchio-mummia con martellino è un caro ricordo per la buona notte di chiunque si sia imbattuto nella pellicola. Immenso. Poi il 3 di cui non ho memoria. Poi il quattro con una giovane e tostissima Renee Zellweger e il simpatico Mattheu - Ed tv - McConaughey. Non poteva tutto morire così, Francis Ford Coppola decide di produrre e assegna un remake al videoclipparo Nispel. Al cast si aggiunge il maggiore cattivo cattivo di Full Metal Jacket, R.Lee Ermey, mentre scompare Testa di latta (nooooo...), rimane Faccia di Cuoio (yeah...) e la famiglia viene trasformata in un matriarcato (forse a dare maggiore peso al ruolo della donna negli horror moderni? Non so se i comitati di pari opportunità pensavano a cose di questo genere..). A capeggiare il branco di vittime chiamano Eric Balfour (Milo in 24), attore che detesto e quindi sono oltremodo soddisfatto a vederlo affettato per bene (virtualmente, sempre virtualmente...). Però c'è Jessica Biel, da poco uscita da quella “cosa” chiamata “Settimo cielo” e pronta a diventare una delle attrici più belle e affascinanti di Hollywood. Da sola varrebbe il prezzo della pellicola. Cosa ne esce? Un prodotto visivamente bello, accattivante, ben girato. Solo che è un film totalmente cannato, forse per quella folle mania tutta americana di fare film violenti e poi pretendere che siano adatti anche a bambini di età prescolare per massimizzare l'incasso. E allora taglia, taglia, taglia, butta e taglia, taglia. Se l'originale è un torture porno, tanto trasuda frattaglie, qui sembra di stare nel castello di dracula di Gardaland (e non dico la casa degli orrori di certi lunapark ambulanti...quelli sì che a volte fanno venire i capelli bianchi..), tutto è plasticoso e controllato.
In una scena Faccia di Cuoio si toglie la maschera-faccia-di-un-altro-tizio è con il faccino all'insù guarda la luna. La cosa mi fa tornare in mente per uno strano gioco di sinapsi un'analoga scena di Bambi, motivo per cui mi viene tuttora da vomitare. C'è la motosega? Serve a qualcosa? Poco e non si vede nulla, Faccia di Cuoio la impugna contento mentre gioca tra i panni stesi al sole, manco fosse Heidi. Comunque ci si diverte un po', giusto per il ritmo incalzante della narrazione. Volete vedere qualcosa di forte con lo stile dell'originale pellicola anni 70? dirigetevi senza remore, ma comunque con cautela, verso il dittico di Rob Zombie: La casa dei 1000 corpi e La casa del diavolo (che poi ne è in sequel. Attenzione, da vedersi unicamente in dittico!! L'eccentricità della prima pellicola viene mitigata dalla profondità della seconda... tipo kill Bill ma meglio... vedere unicamente la casa dei mille corpi è come andare a vedere Springsteen, magari dedicato a Ghost of Tom Jones, e tornare a casa prima che questi passi a interpretare il repertorio classico. Fate voi). Tuttavia questo remake di Non aprite quella porta piace, e molto. Tanto che dopo averlo disprezzato al cinema anch'io me ne sono preso una versione dvd limitata per un paio di scene tagliate della Biel (no, non scene zozze...dannato film horror per tutti ..)...Ok, dimenticate questo ultimo passaggio. Va in cantiere un prequel, stesso cast, Ermey compreso (che comunque è una garanzia). Regia diversa. Nispel intanto decide di dirigere il brutto ma visivamente eccelso The Pathfinder e il brutto ma decisamente simpatico remake di Venerdì 13. Di recente ringrazio Nispel per il brutto ma infarcito di tette e quindi simpatico Piranha 3d. Il nuovo regista è l'esperto Jonatan Liebesman, un regista molto caro al mio socio Gianluca, il regista di uno dei suoi fil horror preferiti: Al calare delle tenebre. Ma in seguito farà anche il bruttino ma simpatico “la furia dei Titani”, che ogni tanto vedo per rilassarmi, e “World invasion”, che comunque è carino. Anche non aprite quella porta 2 esce carino, ma nulla più. Ad indossare la maschera di faccia di cuoio è, come per il film di Nispel, Andrew Bryniarski, un uomo possente quanto affascinante. Affascinante in senso un tantino ambiguo...ma pur sempre possente e...sì beh gustatevi le foto...

Poco profondo, poco sentito, recitato con in mente l'ora della pausa pranzo. Giusto un po' di divertente azione splatterosa e senza pretese. Sì, ho anche quello in dvd... mi piace l'azione splatterosa e senza pretese. Ed eccoci al numero 3 o, come vuole la moda, il 3d. A interpretare Faccia di Cuoio è Dan Yeager.
Dan Yeager
A questo giro la regia tocca a John Luessenhop, venuto alla ribalta per Takers, film dal ricco cast del 2010 che mi ripropongo di vedere prima o poi. Tra gli attori figura Alexandra Daddario, già vista in Persey Jackson e che sembra venire su molto carina, la star di Step up 2 e 3 Trey Songz, il figlio di Clint, Scott Eastwood, già visto in Flags of our Fathers e Gran Torino oltre al recente Di nuovo in gioco (chissà perché...), Tania Raymonde, vista in quasi tutti i telefilm esistenti (malcom, raven, csi, bones, 90210 ecc.ecc.), Shaun Sypos, visto nel fuori di testa Rampage, Final destination 2 (la scena del dentista!!) e molti telefilm, e tanta altra gente tra cui Bill Moseley, il mitico Otis ne La casa dei mille corpi – la casa del diavolo. Speriamo bene per questo manipolo di prodi. Non perderemo di vista questa pellicola e appena visionata vi faremo sapere cosa ne pensiamo. Notizia dell'ultima ora! (ehm, quasi dai...7 gennaio) Non aprite quella porta in 3d pare abbia squarciato al botteghino USA il panciotto di Bilbo Baggis, che a sua volta era stato sforacchiato da Django. Se son rose...
Talk0

domenica 3 febbraio 2013

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Talk0 e Gianluca

Drifters


 di Kohta Hirano 

Kohta Irano è l'autore di Hellsing, il fumetto action-horror-splatter più fico del creato, uscito in Italia inizialmente by Dynit e in seguito by Jpop e giunto ormai a conclusione. Di Hellsing è poi uscito un ottimo anime by Gonzo, del 2001, pubblicato da noi dalla defunta Shin Vision-Fool Frame in una suggestiva confezione, una bara, e in seguito è stato fatto un ulteriore adattamento, fedelissimo al manga, di cui si sono occupati per archi narrativi ben quattro studi (e che studi): Satelight, Mad House, Graphinica e Kemadick. Questo anime “definitivo” di Hellsing, "Hellsing Ultimate” è di una qualità stratosferica, ma per imperscrutabili giochi del destino, ossia una sfiga clamorosa, è finito alla Kaze che per ora (e parliamo di mesi) ne ha sospeso la pubblicazione al volume 4 o 5 di 10. Spero vivamente un giorno di vedere finita l'opera. Se Kaze non intende finirla per la nota querelle circa il fatto di non credere troppo nel mercato italiano, spero che la casa francese abbia almeno la gentile disponibilità a disfarsi di diritti di distribuzione che per lei sono del tutto inutilizzabili a favore di qualche etichetta italiana, vedi Dynit, vedi Yamato, che magari sarebbero più interessate alla lavorazione del prodotto finale, fornendo un doppiaggio degno e una confezione all'altezza. La poco redditizia e claudicante comunità italiana di fan dell'animazione giapponese ringrazierebbe con calore. Pensando a certi lavori di Kaze, citando Grillo mi viene da dire: “vorrei dire una parolaccia...ma non la dico!”.
Ora. Il fatto di aver creato Hellsing proietta di diritto Kohta Hirano nell'olimpo dei migliori autori giapponesi di sempre. Tuttavia se un uomo può fare tanto, tanto gli verrà richiesto in futuro e le sue opere successive verranno per forza valutate di conseguenza. Una bella sfida quindi: Drifters dovrà dimostrarsi a livello di Hellsing.

Partiamo dai dati puramente esteriori. Il disegno è favoloso e capace di incantare al primo sguardo. I dettagli si sprecano e ogni tavola dimostra di essere stata lungamente pensata e rifinita. I personaggi spiccano per la potenza visiva delle azioni che li vedono coinvolti; la storia è sempre chiara da seguire, nonostante ardite scelte grafiche di inquadratura. I characters sono nell'inconfondibile stile già apprezzato in Hellsing, occhi allucinati e bocche leggermente deformate che per nulla inibiscono, ma esaltano l'impatto emotivo dei personaggi, uno stile morbido in grado di passare facilmente ad espressioni superdeformed come ad assumere connotazioni realistiche. Tutti risultano in sostanza strafighi e ultra-cool e ciò che fanno è sempre esaltante e di grande impatto. Poi ci sono i fondali, aspetto tralasciato da molti disegnatori, relegato in secondo piano spesso più per motivi di tempo che per scelta stilistica; in Drifters i fondali ci sono eccome e sono maestosi, dettagliati, strapieni di fascino. La carta utilizzata da J-Pop per l'edizione italiana è di ottima qualità e fornisce alle immagini davvero quel “qualcosa in più”. A livello tecnico-grafico ci siamo, e siamo al top. Il prodotto è eccellente e graficamente pareggia senza problemi con Hellsing e ciò significa, se non sono già stato sufficientemente ridondante, che siamo ben oltre l'eccellenza.
Ora dedichiamoci alla trama. Esiste un corridoio con molte porte sui lati. Al centro c'è un tizio seduto a una scrivania. I defunti (ma la cosa non è del tutto chiarita finora) si presentano davanti a lui. Alcuni di loro, grandi eroi e comandanti, saranno quindi trascinati oltre una di queste porte e accederà a un mondo parallelo, un mondo fantasy per l'esattezza con nani, elfi, orchi e pure hobbit e draghi. Una sorta di Gantz, per capirci. Come non conoscete Gantz? Ne riparleremo.. Questi nuovi arrivati a seconda delle modalità del trapasso conservano ancora umanità e possono essere votati al bene, nel qual caso si chiameranno “drifters” oppure saranno ormai delle anime corrotte e votate alla ditruzione, gli “ends”. Misteriosi burattinai muovono i fili dell'intreccio, ma drifters ed ends sono destinati a combattersi, come capitani (o jedi?) di legioni di creature, tra elfi, nani e orchi, nella più immane battaglia campale fantasy-steampunk che non riuscireste nemmeno a immaginare. Immaginate SPOILER a difendere il forte mentre aerei della seconda guerra mondiale ingaggiano battaglia contro draghi e SPOILER si scontra con una incendiaria SPOILER supportato dai revolver di SPOILER (non voglio rovinarvi la sorpresa!). Quando poi si intuisce chi sia il Re Nero, cioè GIGA MEGA ULTRA SUPER SPOILER l'opera assume un significato nuovo. Il massimo orgasmo per uno storico amante dei manga, che cercherà la presenza o meno di questo o quel personaggio manco fosse la raccolta delle carte pokemon. Per chi non ama la storia, c'è comunque un sacco d'azione e la trama scorre comunque bene. Un maledetto delirio in cui, una volta entrati non vorrete più uscire. Un viaggio esaltante, spettacolare e decisamente divertente. La trama parte piano ma accelera subito e in un attimo si è completamente coinvolti. Se siete amanti della Storia e amate i manga questo è il fumetto che dovete avere, scoprirete l'immane lavoro di ricerca di Kohta Hirano e vi esalterete vignetta dopo vignetta e maledirete presto il fatto che le uscite siano così rade, per ora 2 volumi in Italia in 6 mesi. Dal punto di vista narrativo bisogna comunque fare un appunto, inevitabile: il paragone con Hellsing. Sebbene tutto sia magnifico in Drifters, ci siano splendidi ed eccentrici personaggi, vengano spiegate dettagliate tattiche di guerra e ci si diverta un sacco si avverte più lo spirito guascone e ludico dell'opera, si avverte meno la potenza narrativa di un Hellsing. Ne consegue che non esiste un solo personaggio che abbia il carisma di un Alucard o di una Lady Integra. Questo fa di Drifters un quasi-capolavoro, ma il mio giudizio è necessariamente ancora parziale, ho letto solo due volumi. Ad ogni modo una stra-consigliata e bellissima lettura. Lo trovate in fumetteria, 6.00 euro a volume, due volumi per ora, by J-Pop.
E non è finita! Nell'ultimo volume di Hellsing Ultimate è stata pubblicata, notizia del 26 gennaio 2012, un primo assaggio dell'anime di Drifters!!! Ovviamente è solo un teaser, la qualità sarà diversa dal prodotto finale (insomma, sistemate quei cacchio di draghi in cg per pietà!)




Ora spero proprio che Dynit e Yamato vi ci si fiondino sopra per evitare a Kaze di fare casini. 
Talk0

sabato 2 febbraio 2013

Anarchy Reigns


Sono un giocatore di vecchio corso, uno di quelli pure scarsi con il joypad. Per questo amo alla follia Platinum Games, ex Clover Studio, ex i-membri-più-cazzuti-di-Capcom. Con la loro “fuga” Capcom è di fatto finita gambe all'aria, cadendo in situazioni grottesche come aver ritenuto cosa sensata far produrre Bionic Commando agli americani, come aver prodotto Dark Void. Se c'era qualcosa di buono in Capcom (i picchiaduro, Asuka's Wrath, Dragon Dogma), la casa si è fatta da tutti disgustare per la politica dei dlc su dlc, portando alcuni fan a detestare il marchio di principio: come quando su metacritic hanno giudicato in massa brutto Resident Evil 6 quando non era ancora uscito nei negozi (criticare DOPO è invece sempre giusto e sacrosanto, farlo prima “a naso” non è corretto per me), ma di questo ne abbiamo già parlato alcuni mesi fa.
Già ai tempi di Clover si capiva che era il meglio di Capcom quello che era uscito. Viewtiful Joe rivoluzionava i platform action, con creatività e ironia si creava così un autentico cartone animato in movimento. Poi Okami, uno Zelda più “astratto”, gioco bellissimo e infinito, poesia in movimento, che oggi si può provare in versione HD sul Psn (occhio però a scaricarlo senza spazio, oltre a costicchiare occupa mi pare più di tre giga) ed è ancora una pietra miliare. Per finire con God Hand (anche lui scaricabile da psn), un gioco grezzo ma affascinante, uno dei più complessi giochi di combattimento di sempre, nonché uno dei più eccessivi e bizzarri, chiuso in fretta e con pochi fronzoli ma ancora giocatissimo dagli appassionati.
Poi Clover diventa Platinum. Esce Bayonetta, un Devil May Cry potenziato, magnifico e pieno di trovate. Io impreco perché esce un capolavoro su X360 ma un mezzo pasticcio su Ps3, che comunque prendo. Esce Mad World, action black-n-white con flutti di sangue alla Sin City per Wii, gioco estremo e divertentissimo che però non si sposa con il mercato Wii (su ps3 ci stava bene per me...). C'è un tizio-tosto con motosega che spacca tutto e tutti, l'azione di gioco è più semplice che in God Hand ma è pur sempre un glorioso picchiaduro a scorrimento alla Final Fight, re-incarnato ai giorni nostri i grafica cool e cell-shading, pure divertente da giocare. Spero in una conversione per ps3 fino a... 3 minuti fa... Non uscirà mai e maledico Wii. Esce Vanquish, programmato espressamente su Ps3, una versione stra-pompata dei nuovi action in terza persona, nati su modello di Resident evil 4 (creato da Mikami per Capcom, poi diventato leader di Clover....stile di gioco che poi si sarebbe evoluto, grazie ai ragazzi di Epic, in Gears of War assurgendo a canone di riferimento, ma questa è un'altra storia). Vanquish è veloce, difficilissimo, divertente. Molti lo criticano perché breve. Molti lo criticano perché troppo difficile e quindi “brutto”, perché “dopo essere morto 3 volte non ho più voglia di finire un gioco... scaffale!”. Critiche un po' pretestuose, a giocarlo a un degno livello di difficoltà il gioco può durare dei mesi e se si abbandona un gioco perché difficile non si dovrebbe dire “è brutto”, ma “non sono capace di giocarci” se non un comprensibile “preferisco giocare a giochi più facili, non mi rilasso a morire ogni sei secondi”. Ma devo pur considerare che ci sono “nuovi videogiocatori” che nascono ogni giorno, persone che cercano dai videogiochi cose che i vecchi come me non sono forse in grado di capire. Se tutti ragionassero però come chi critica Vanquish, mi sembra di consigliare loro altre attività di ricreazione, magari la filatelica... Presto Platinum uscirà con Revengence (spin off di Metal Gear), di cui il post di qualche giorno fa, uscito il 22 gennaio... ma prima è uscita con questo, monumentale, Anarchy Reigns, dalle nostre parti pure a prezzo ridotto.
Ma cos'è Anarchy Reigns?
É il seguito di Mad World! E già qui torno a imprecare... Però non serve aver giocato a Mad World, la storia è autonoma e solo il seguito spirituale di Mad World! Ma io ancora sto incazzato. Costa a Mediaworld al lancio solo 29.00 euro! Ok, sono felice. Premesse a parte Anarchy Reigns è il sogno bagnato di tutti gli amanti dei picchiaduro a scorrimento da Golden Axe in poi (dove oltre a picchiare puoi prendere oggetti e usare veicoli... il mio gioco preferito di questo tipo è il mitico Captain Commando...), un massivo picchia picchia doppiato bene (doppiatori professionisti usciti dai cartoni animati) in italiano, con un sacco di scene animate da cartone in 3d di alto profilo, ambientato in un galattico mondo alla Hokuto no Ken con derive cyberpunk. Off line e  on line in cui si possono picchiare in compagnia più e più persone contemporaneamente. Off line si ha la campagna, una storia lunga e articolata in cui due personaggi, un poliziotto e un cacciatore di taglie, devono cercare un pericoloso criminale, il mondo di gioco è pieno di cyborg e mutanti disegnati in modo stiloso, non dovreste annoiarvi.
Trailer della storia

Off line il gioco vi permettere di scegliere di utilizzare solo due personaggi, Leo e Cayman; terminata in cinque-sei ore la campagna di uno si può scegliere di iniziare quella dell'altro e alla fine si accederà a un livello finale. Se si gioca invertendo l'ordine di utilizzo dei personaggi si accede a un diverso livello finale con diverso finale. Insomma, va giocato come si giocava al leggendario Resident Evil 2 (anche lui di Mikami), solo che se Resident Evil a fare 4 giri impegnavi 7 ore totale, qui abbiamo almeno 17-18 ore di gioco. Considerando che Golden Axe durava 30 minuti e poco più durava Final Fight, siamo davanti al più longevo picchiaduro a scorrimento di sempre...Certo se qualcuno considera picchiaduro a scorrimento anche i Dynasty Warriors (cosa per me non del tutto corretta) in cui non si sceglie tra 2 ma tra 90 personaggi con campagne da 6 ore l'uno è tutto un altro discorso. Ma considerando che oggi ci si lamenta di giochi che non durano almeno 6 ore, Anarchy Reigns è fuori pericolo. Lo stile di gioco è una semplificazione di God Hand come di Mad World: in sostanza si picchia ma bisogna imparare anche a muoversi, concatenare gli attacchi, difendersi, sfruttare l'ambiente. È necessario quindi imparare un proprio stile e migliorasi costantemente, perché oltre l'off line esiste un altro pianeta, ancora più vasto: l'on line, già patria dei maestri orientali di Anarchy Reigns (poiché loro il gioco lo hanno in mano dall'estate) in cui se non preparati a dovere (dall'off line) si muore in pochi secondi contro bimbi-mostro di 10 anni.
Trailer dell'on – line

Nell'on-line potete scegliere per ora un totale (da sbloccare progressivamente nell'off line) di 16 personaggi più il personaggio bonus scaricabile con la limited edition (che per ora è l'unica versione disponibile, che ricordo costare 29.00 euro), ossia la sexy-strega Bayonetta, personaggi tutti diversissimi da utilizzare, chi più tecnico chi meno tecnico, caratterizzati da urlo. Le modalità di gioco sono ben 11, ma con la limited si possono scaricare altre 2 modalità di gioco e c'è veramente di tutto: capture the flag, death match fino a 16 personaggi contemporaneamente, death match a squadre, sopravvivenza-orda, lotta nella gabbia, battaglie aeree da combattere aggrappati ai mitragliatori di aerei harrier, battaglia-contro-leader, death ball, tutto in scenari dinamici con camion che irrompono dal nulla, aerei che cascano, posti che crollano. Una libidine che dovrebbero provare i giocatori di Call of Duty, quelli che sono abituati a eliminare il nemico con un colpo a due chilometri di distanza... anche in Anarchy Reigns ci sono armi a distanza e bombe satellitari da lanciare, ma nella maggior parte dei casi quando si individua un nemico qui bisogna affrontarlo con un serio e ragionato approccio da combattimento corpo a corpo, e magari il nemico è al galoppo di un mutante di 10 metri. Una sfida nuova e stimolante quindi.
Il gioco funziona, diverte e convince. Sono stati fatti alcuni sacrifici grafici sull'altare di fluidità e azione concitata, ma sono peccati veniali davanti a ore e ore di divertimento e un così appagante gameplay. Nel panorama videoludico odierno è poi una autentica mosca bianca per concept di gioco come per l'impegno che richiede, aspetti che costituiscono al contempo punto di forza per i giocatori più hard-core e punti deboli per i giocatori più casual. L'arena è un posto duro, ma riuscire a padroneggiarla dà un forte senso di appagamento e l'estrema varietà di situazioni e personaggi è in grado di offrire a chi maggiormente apprezzerà questo prodotto non giorni ma mesi di divertimento. La critica si è un po' scissa nella valutazione e questo significa che il prodotto ha potenzialità non riscontrabili da chiunque ma, aggiungo, anche la forza di far discutere, stimolare il dibattito su cosa significhi realmente giocare, soprattutto on-line, ben consci che il mondo videoludico è vasto e ogni tipo di giocatore può trovarvi facilmente quanto a lui più adatto. Se in uno sparatutto il frag è l'inizio e la fine di tutto, un colpo un morto, in Anarchy Reigns è solo il primo pugno di un combattimento tutto da decidere, dove ad avere la meglio sarà solo il giocatore più allenato o, perché no, il più scaltro, quello che si fa coprire le spalle da un amico per poi combattere in coppia con lui. Nuove prospettive di divertimento. Forse non per tutti, ma il prezzo budget è un buon incentivo per provare..... 
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venerdì 1 febbraio 2013

The last Stand


L'ultima sfida


Torna Schwarzenegger al cinema in un classico film action anni '80. La spalla dell'eroe è lo stralunato Johnny “Jackass” Knoxville, che da sempre considero una variante di Jim Carrey poco sfruttata da Hollywood. Il buon Arnold è lo sceriffo, il resto della trama lo rimando a dopo la visione, ma non credo che salvo appunto “Arnold è lo sceriffo” si componga di più di cinque o sei righe di testo. Quello che conta è lo spirito duro e puro degli action che furono, corpi maciullati e battutacce pesanti. Ah, quanto mi manca Commando! Quanto mi manca il periodo in cui i film d'azione li facevano solo gli attori di film d'azione! Voce di un uomo che grida nel deserto: “dove sei finito Don "The Dragon" Wilson?”
Jee-woon Kim è il regista de Il Buono il matto e il cattivo. Chi ha visto la suddetta pellicola sa quanto sia bravo nel gestire scene d'azione con sparatorie e abbondante uso di effetti speciali. Da quando ho rivisto Arnold ne “I mercenari” mi sono accorto di quanto mi sia mancato in questi anni. Per questa pellicola forse nessuno griderà al miracolo, ma io sono deciso ad entrare in sala con un sacco di pop-corn gigante e una coca ghiacciata. È tutta salute.
Ma c'è anche una notizia bomba a corredo di questo post e viene direttamente dal tour promozionale di questa pellicola. È già stato annunciato che Schwarzy sarà Re Conan, film che riprenderà il personaggio da dove è stato lasciato al termine della prima pellicola, ignorando la seconda e sbattendosene del reboot con Mamoa: si presenta già un piatto gustoso. La vera novità è invece Terminator 5. Sì, si farà Terminator 5. Immagino che in egual misura ci sia gente felice e gente che impreca. Inutile dire che appena ne sapremo qualcosa, vi faremo sapere. 
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