venerdì 1 marzo 2013

Vicini del terzo tipo


The watch

Evan (Ben Stiller) ama la sua comunità e si dedica con altruismo spassionato ad essa. Offre lezioni di lingua, tiene un corso di ginnastica mattutina per il parco, rispetta le minoranze etniche e accetta con gioia quando queste ottengono la cittadinanza americana. Evan dirige un megastore dove Antonio, Joe Nunez, fa la guardia giurata. 
Una notte Antonio viene aggredito durante il suo turno di guardia da una figura misteriosa. Il giorno dopo, trovando il cadavere dilaniato di Antonio, Evan decide che la città non è abbastanza al sicuro, per questo decide di arruolare qualcuno per la ronda di quartiere. Accorrono, a dire il vero, in pochi. Il costruttore edile Bob, Vince Vaughn, superficiale e fancazzista, il disoccupato Franklin, Jonah Hill, gasato ed esagitato, e l'impeccabile e corretto vicino Jamarcus, Richard Ayoade. La ronda si forma. Sono delle mezze seghe e pertanto vengono sbeffeggiati a ogni loro “eroica missione”. La polizia giustamente li sfotte. Sembra che il gruppo sia formato più per esigenze personali dei singoli membri che per effettivo interesse per la causa; la cosa sulle prime demotiverà Evan, ma poi una specie di equilibrio interno arriverà. 
Presto le cose si faranno davvero strane. Antonio è stata la prima vittima non di un assassino comune, ma di una razza aliena di invasori che usano la pelle delle vittime per nascondersi tra la gente comune. Sono già arrivati e sono in tanti. La ronda di quartiere riuscirà a contrastare il loro attacco? 
Vicini del terzo tipo è un film strano. Ci sono scene divertenti, ma non è un film prettamente comico. Ci sono scene che richiamano alla fantascienza, ma questa è per lo più poco dettagliata per avere particolare attrattiva. Anche come film sulla società medio borghese americana sferra qualche unghiata sulla superficialità dell'americano medio, ma non ha gli attributi per fare reale critica sociale. Qua e là, a ulteriore conferma di un quadro di insieme così incerto, alcuni buchi di sceneggiatura. Poteva essere una commedia fantasy sul modello di Ghost Busters o Man in Black, ma il modello più vicino di riferimento è il film inglese Attack the Block, cui mutua più di una suggestione. Perfino Evolution era più carino. Akiva Schaffer è regista del Saturnday Night Live e del simpatico Hot Rod, ma qui manca decisamente il colpo o forse sono io a non essere nel mood giusto (la comicità del Saturnday Night Live attuale non è che mi faccia proprio impazzire).
Cosa rimane quindi, pur nei limiti? Un film sull'amicizia virile, filone che annovera Scappo dalla città e gli Hangover (una notte da leoni) e, perché no, visto che parliamo di Stiller e Vaughn, il simpatico Dodgeball (palle al balzo). Siamo lontani però dalle pellicole sopra citate, forse per volontà di non varcare certi limiti, di stare in acque chete . La cosa irrita anche perché gli attori sono bravi e convincenti, gli effetti speciali sono discreti e molte suggestioni dello script sono valide. Manca qualcosa e lo si avverte. Ideale per vederlo una sera, ridere un po' con gli amici, dimenticarselo il giorno dopo. Peccato. 
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giovedì 28 febbraio 2013

X-Men Days of future past


Aggiornamenti

Abbiamo già parlato con largo anticipo di questa straordinaria nuova pellicola in un nostro post in cui anticipavamo in tempi non sospetti la trama grazie alla nostra uallera e un po' di passione per i fumetti CLICCA QUI


Puck
Adesso possiamo fornirvi nuovi eccitanti dettagli! Nello specifico Bryan Singer, tornato ad essere patron dell saga, conferma che torneranno Jean Grey e Scott Summers, alias Marvel girl e Ciclope, sempre interpretati da Framke Janssen e James Marsden come nella prima trilogia. Quindi a tutti coloro che stanno picchettando con forconi l'abitazione del regista diciamo che possono finalmente rincasare. In effetti la fine che facevano i due in X-men conflitto finale non è piaciuta praticamente a nessuno, bisognava in qualche modo recuperare e quale modo migliore se non usare le distorsioni spaziotemporali della saga di Giorni di un Futuro Passato? Ovviamente è confermato che tornerà anche Ellen Page, Kitty Pride, essendo anche uno dei personaggi chiave della saga in oggetto e pare certo anche il ritorno di Anna Paquin per il personaggio di Rouge. Hugh Jackman nei panni dell'artigliato più amato del mondo non mancherà, essendo legato da un contratto che lo lega a Wolverine per altre 300 pellicole, 20 cartoni animati, 5 addii al nubilato e un paio di feste per i figli dei produttori in cui pare si scontrerà in duello mortale con Ronald McDonald. Un rumor darebbe quasi per certa anche Halle Berry nei panni (speriamo pochi) di Tempesta...
Ma le novità non si fermano qui!
Peter Dinklage in "Games of thrones"
Ahab, supercattivo
Sembra che ad interpretare un cattivo sarà chiamato Peter Dinklage, star di Game of thrones e uno dei miei attori preferiti di sempre. Che ruolo interpreterà? Mistero! C'è chi diceva sarebbe stato perfetto nella tutina nera di Puck, membro degli Alpha Fight (una specie di Avengers Canadesi) e vecchio amico di Logan-Wolverine. C'è chi diceva che sarebbe stato perfetto per interpretare una sentinella, ricordando il profilo dell'attore la medesima (cosa un filo offensiva..)o avrebbe prestato la voce ad uno di quei grossi robottoni se fatti in cg. Singer con un tweet spiazza tutti e dice che non sarà né Puck né presterà la voce ad un personaggio in cg, cosa che esclude da subito la sentinella/e. Che interpreti in cattivo, Ahab?
La data di uscita è fissata sempre per il luglio 2014. Noi ne riparleremo sicuramente, asteroidi mortali permettendo.
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mercoledì 27 febbraio 2013

Playstation 4


.....come di già? (segue lamentoso peana del nerd conservatorista-retrogrado)

L'hanno presentata da poco, arriverà a Natale 2013. sono quasi svenuto. Sì, lo so che è fuori da un bel po' di tempo la play3, che era una macchina controversa e difficile da programmare. Ma io ce l'ho dal 2009, il tempo mi è volato! E sono ancora scarsissimo a giocare online contro tosti bambini del Belgio...
Ora so che Watch Dogs lo prenderò per play4, che probabilmente Gta5 lo prenderò per play4. A conferma del calcio nel culo che la play3 incassa, pare che i titoli ps3 non saranno giocabili su play4 per retrocompatibilità, che manco i giochi presi su psn saranno giocabili. Ma che cacchio le compro a fare ora le versioni hd di titoli del passato? Se mi conosco un po' temo che farò come nel passaggio dalla ps2 alla ps3: presa la nuova console non considererò più la vecchia, rimandando a un futuro imprecisato il recupero dei vecchi games.
Poi vogliamo mettere tutte le cose che mi hanno fatto girare della ps3 e che mi ritroverò sulla ps4? Ormai il gioco è tutto online o sviluppato con una componente del 70% online. Non mi preoccupano i free to play o le micro-transazioni o i dlc. Mi preoccupa il fatto che certi giochi si dovranno sempre più fare per forza in compagnia o supportati da server appositi. Questo si traduce nel fatto che se c'è un gioco a cui sei affezionato ma che il 90% del pubblico online non si fila, semplicemente non te lo puoi giocare mai più: non trovi più i server né trovi più giocatori. Certo lo sanno che di massima nessuno gioca ai giochi vecchi, a livello statistico, ma se uno lo volesse fare?
Poi l'online è sempre pieno di bambini e un misogino come me patisce di brutto questa circostanza: cioè ho 35 anni e sto giocando a nascondino (call of duty) con bambini di sei sette anni. Se potessi giocare con adulti sarebbe meno imbarazzante... oddio... non che ne sia così matematicamente certo... Speriamo che la Ps4 permetta di vedere l'età del giocatore effettiva così da evitare i match con i bimbi e magari poter segnalare ai genitori degli stessi che i loro amati pargoli stanno usando un prodotto non adatto alla loro età. Perché allo stato attuale se uno non amasse stare a sparare nelle natiche digitali di un bambino belga di tipo 7 anni in un Call of Duty avrebbe poi alternative? Sono milioni e invadono la rete come ultracorpi... Ma perché i genitori del bambino belga non leggono sulla confezione che il gioco è v.m.18 e non piazzano un bel calcio nel culo del pargolo che prova a giocarci... così che quel maledetto si dedica ai libri di matematica invece che a fraggare un trentacinquenne sfigato italiano? Non è la mia una filippica pro scuola no videogame. É unicamente uno sfogo nerd alla: “fuori dal çççç! Call of Duty è nostro!!! Cioè degli adulti... o quasi. Tornatevene ad allevare foòò&%i pokemon del ??&&= o lo dico alla vostra mamma!!!”.Ok, dopo aver espresso con la necessaria maturità del caso questo concetto, passiamo sereni ad altro...
La banda larga. Non so a voi ma a me va veramente a spruzzo: se devo metterci una notte per scaricare un demo di venti minuti (vedi metal gear rising), in quante cacchio di ore mi si scaricherà un demo della play4? E il tempo per gli aggiornamenti obbligatori? Pare che, come accade già per chi ha il psn plus, ci saranno aggiornamenti automatici che partono per cacchi loro quando cacchio vogliono. Magari mentre siete on line e stavate per fraggare un bambino belga che poi ha vinto per calo di lag. Sarà il futuro, ma io mi sento ancora un primitivo per i mezzi di cui dispongo. Ricordo ancora che intorno al 2002 ho visto al cinema con Gianluca Premonition (ne parleremo sul blog, fa parte di una importante operazione per estendere il j-horror che in Italia non si è filato quasi nessuno). C'era una scena che ho tutt'oggi stampata nel cervello. Una cabina telefonica dismessa sulle pendici di un paesino desolato disabitato da anni. Il protagonista entra in questo catafalco rugginoso e... il telefono dispone del collegamento internet!!!!! Roba che in Italia ci sogniamo ancora adesso!! In un paesino sperduto in cui la gente va in giro in kimono era già la norma più di dieci anni fa.
Aspetti positivi delle periferiche. Ai tempi della ps3 è stato uno shock dover comprare un rooter e un televisore hd (di quelli piccoli come un francobollo), per lo meno ora sono acquisti che non devo più fare (certo che un televisore con lo schermo grande quanto un fumetto della bonelli lo potrei trovare).
Di contro ci sono tante cosine positive. Play4 sarà una macchina potentissima e, sì dice, più facile da programmare in quanto progettata sul feedback dei programmatori, che hanno preferito una architettura più versatile e duttile, similare al pc e quindi alla xbox. Magari non si vedesse mai più quello schifo di effetto tearing, che ho odiato dal primo istante che ho inserito un titolo nel lettore play3 (ma mi aveva già irritato in god of war per ps2, solo che lì compariva mezza volta). La play3 per anni è stata la sorella povera tra pc e xBox, con software house che hanno fatto fatica a rendere sullo stesso livello titoli ps3 e xbox360 e case che proprio non ci riuscivano a programmare, vuoi perché non hanno mai capito seriamente come farlo, vedi Skyrim, vuoi perché era economicamente più semplice per i piccoli studi produrre un titolo per pc e downgradare a xbox piuttosto che riscrivere tutto il codice da capo per la sola ps3, con il risultato che Witcher lo vedremo solo su ps4. Ci sono state a onor del vero software house che hanno fatto cose egregie con la ps3, titoli che hanno zittito tutti i detrattori, ma se si potesse sfatare questo mito della “console difficile da programmare” sarebbe un bene per tutti.
Il nuovo pad poi sembra sarà più leggero e conterrà anche i sensori del move. Cosa di cui non mi sbatte una sega e temo comporti che dovrò appiccicare telecamerine e cretinate varie alla tv. Ci sarà anche una forte compatibilità con psvita, cosa di cui mi strastrasbatte una sega e spero che non comporti l'acquisto della suddetta scatolina (si dice che psvita può in remoto far girare i giochi della vostra ps4, cosa che si concretizza fattualmente solo quando mi reco in bagno... peccato che il bagno per me è territorio di Dylan Dog...).
Certo che stringi stringi la ps4 starà a fianco alla ps3 nella mia cameretta. La rottura di palle è anche il cavo hd che già non ho voglia di spostate da un sistema all'altro. La rottura sono le implementazioni con il move, con la psvita, con gli smartphone... basta solo che richiedano standard il televisore 3d hd che un seppur piccolo biglietto di minaccia ad Osaka lo mando.
Ma perché proprio adesso? Ora stanno uscendo finalmente giochi programmati da paura, la vita di ps3 può essere ancora bella lunga! Non si poteva aspettare un paio di annetti prima del nuovo costoso giocattolo? Perché so che tanto lo prenderò, sono un dannato fan della sony dalla ps1 e sto già sbavando sulle nuove foto e filmati di play4, porca la miseria.
Sì. lo so. Se non la vuoi nessuno ti obbliga. Sei vecchio dedicati alla pesca sportiva e non a fraggare bambini che vengono dal belgio. Pensa a chi usa il pc per giocare, che spende una barca di soldi che neanche ti sogni per la sola soddisfazione di dire: “Crysis 3 sul mio pc asfalta Crysis 3 sulle vostre tristi scatolette di giocostazione.” Ma tanto l'acquisto lo farò, appena il prezzo passerà da insensato a folle.
Arriva la play4... no, non sono contento cacchio! Magari però esce Last Guardian...
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martedì 26 febbraio 2013

Space Pirate Captain Harlock




Nuovo film per il pirata-filosofo di Matsumoto. L'Arcadia è nella versione con “mega teschio” stratamarro sulla prua, vista la prima volta nel film animato “l'Arcadia della mia giovinezza” e reiterata stabilmente in tutte le opere successive alla prima serie animata. Riposa in pace Arcadia-a-taglierino. 
Da queste poche scene è difficile capire alcunché, non si vedono ne Yattaran né il dottor Zero, così come mancano Toshio ed Emeraldas. Insomma, non sappiamo in che opera è ambientato. Nel dubbio spero che la trama segua l'arco narrativo della prima serie oppure la miniserie Captain Herlock, probabilmente il punto più alto della narrativa Harlocchesca anche grazie all'animazione Mad House (per me Harlock = Rin Taro). Dalla poca animazione che si intravede è difficile in effetti valutare la bontà dell'opera. Temo che la Pixar sia comunque piuttosto lontana, così ad occhio. 
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lunedì 25 febbraio 2013

Willow


Blu Ray per i 25 anni della pellicola

Siamo in un ridente villaggio di Nelwyn, (che sarebbero nani anche in virtù del fatto di essere interpretati da attori nani, ma qualcuno direbbe che si comportano come Hobbit dai piedi non pelosi) Willow Ufgood vuole diventare un grande mago, ma alla fiera del suo paese i suoi giochi di prestigio devono essere ancora rodati per bene (per me il fatto di esibirsi senza una assistente gnocca è comunque penalizzante...). Potrebbe essere scelto per diventare apprendista del vero mago della zona, ma fallisce il test. Scoraggiato, trova nel bosco una bambina ”daikini” (che credo significhi “bambina bianca razza caucasica”) abbandonata e ancora in fasce. Pertanto decide di riportarla ai “daikini” e inizia così il suo viaggio verso il primo villaggio disponibile. Però Willow si affeziona alla bambina, decide per questo di diventare suo protettore. Ancora non lo sa, ma la piccola potrebbe porre fine al regno di terrore della strega-regina Bavmolrda. Nel suo viaggio sarà accompagnato da due folletti, da una maga e da un improbabile ma deciso cavaliere, Madmartigan.
Inutile, bastano due note dello score di Willow, opera del grande James Horner (oscar per Titanic), e ritorno bambino. Una favola fantasy che riscalda il cuore. Uno dei film più belli della mia infanzia che anche oggi sembra decisamente in forma. Ron Howard e Lucas insieme, la più grande comunità di nani mai creata per una sola pellicola, un Val Kilmer, nel ruolo di Madmartigan, così in forma e simpatico da sembrare quasi un Kurt Russell o un Jeff Bridges, ma soprattutto la celebrazione di un piccolo grande attore, Whalley Warwick. Warwick per via della statura e delle sue indiscusse doti da mimo è uno degli attori più utilizzati nel cinema. Solo che viene utilizzato per lo più con abbondanti doti di trucco. É lui l'Ewok Wicket (in Star Wars VI Ritorno dello Jedi così come nei tremendi l'avventura degli Ewoks e l'avventura degli Ewoks 2), è lui a impersonare più goblins in Labyrinth, è lui a essere il folletto cattivo di Leprechaun in una saga infinita di film, alcuni recentissimi. Cos'è Leprechaun? Da noi si è visto poco ed è giunto direttamente in home video, ma è una star horror almeno importante quanto... bambola assassina? Ecco un trailer per farvi un'idea



Che con il tempo è diventata una serie così

Checcarino! Oltre a questo babau in miniatura, Warwick  torna in Star Wars I per interpretare Wald, e in Harry Potter, dove fa il banchiere fetente fottello e il professor Flitwick. Ma è solo Willow che lo vede protagonista e senza trucco, consacrandolo sia come straordinario attore che come una delle più riuscite icone dell'infanzia. Ma non è il solo piccolo grande attore della pellicola, c'è anche tra gli altri il mitico Tony Cox, qui buono e altruista guerriero Nelwyn, ma celebre per le sue parti da piccolo infame, come in Babbo Bastardo e Io, me e Irene. Un grande cast al servizio di una storia avvincente e commovente, con inseguimenti a rotta di collo, ricca di effetti speciali all'epoca innovativi (si parla di morphing, per le trasformazioni della strega Reziel, cosa che all'epoca costava miliardi e oggi si riesce a riprodurre con i programmi giusti anche a livello casalingo, se si ha la dovuta pazienza e bravura), ricca di creature animatroniche come un impressionante drago. 
Ron Howard, sotto l'ala protettiva di Lucas da American Graffiti (è stato protagonista anche del semi-sconosciuto American graffiti 2 di Lucas) si dimostra già nel 1988, ancora giovane come regista, dotato di un grande talento nel gestire attori e cast tecnico in opere complesse e ricche a livello visivo. Dispiace vederlo fermo al 2009 dopo un buon Frost/Nixon e, soprattutto, un pasticciato Angeli e Demoni, in considerazione di pellicole potenti come Cuori Ribelli, Apollo 13, Fuoco assassino e Cindarella man.
Per questo 25 di Willow la Lucas ha optato per un poderoso restauro visivo, da quanto appare nel trailer sembra che la pellicola oggi sia più sgargiante che mai.
Uscirà in America a marzo, da noi si vocifera ad inizio aprile. Personalmente io non vedo l'ora. 
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domenica 24 febbraio 2013

Fire of Coscience




Manfred, Leon Lai, è un bravo poliziotto ma è uomo finito, gira per le strade in cerca di vendetta e vive in auto come un barbone. Kee, l'attore Richie Ren, sta facendo carriera nella polizia, ma sta varcando con troppa scioltezza il confine tra bene e male, perdendo di vista lo scopo della sua vita. Due personaggi diversi, accomunati dal fatto di brancolare nel buio della loro anima alla ricerca di una via di uscita. Il drago di fuoco (così il titolo originale del film) è una festa tradizionale di Hong Kong, una parata che illumina la notte con fuochi d'artificio mentre tra le strade viene portato un enorme drago rosso la cui funzione è sconfiggere le tenebre che si annidano negli uomini. Tanto Manfred che Kee sono occupati in indagini parallele che si incroceranno, si ostacoleranno a vicenda. Entrambi avranno a che fare con il drago, ma solo uno di loro riuscirà a rinascere, l'altro finirà bruciato dalle sue fiamme. È su questo simbolismo-dualismo che viene costruito Fire of Coscience, uno dei migliori polizieschi di Dante Lam, una delle stelle più luminose dell'action asiatico. È dai tempi d'oro di John Woo che non vedevo sparatorie tanto concitate e inseguimenti a rotta di collo: il canone è sì Better Tomorrow, ma c'è tantissimo di Face Off.
Gli attori sono eccezionali e il comparto tecnico non ha nulla da invidiare a una grossa produzione action americana. Scenografie metalliche, colonna sonora sparata a mille, un sacco di esplosioni. Il ritmo è serrato, i colpi di scena si susseguono in una costruzione narrativa priva di pecche, inseguimenti e sparatorie sempre chiare e ottimamente coreografate.
I film di Lam sono spesso dei puzzle ultraveloci dove è facile perdersi, come tra le trafficate strade di Hong Kong. Un momento di distrazione e si è travolti da una azione incessante e da esplosioni cadenzate che fanno tremare il vostro impianto. Per fortuna è in home video e si può tornare indietro alla bisogna, constatando che tutto è logico e messo al suo posto, è solo il nostro occhio-cervello che non è abituato a una simile scansione narrativa (o almeno, questo è un problema che ho io). Rispetto a Beast Stalker (di cui presto parleremo) abbiamo una semplificazione nella scrittura, meno situazioni da analizzare, non ci perdiamo in mille dettagli e sotto-trame, ma la visione necessita in ogni modo di un discreto grado di attenzione per apprezzarne la cura realizzativa.
Fire of Coscience non è forse dotato della forza evocativa di Beast Stalker ma stiamo comunque parlando di un ottimo film che si confronta con un capolavoro. Consigliato a tutti, soprattutto nell'ottima versione Blu Ray curata da Ticker Film per la collana Far East. 
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sabato 23 febbraio 2013

L'attacco dei giganti


Attack of titans


Il mondo è invaso dai giganti, creature semi immortali e antropofaghe. Gli uomini per sopravvivere hanno eretto alte mura intorno alle città, evitano di uscire all'esterno e stanno tutto il giorno a chiappe strette sperando che i mostri non arrivino. Entrare nell'esercito è quindi l'unica occasione per vedere quello che c'è al di là delle mura: il mondo intero. Ma arruolarsi significa avere a che fare con i giganti e nella maggior parte dei casi morire in modo orrendo. Chiusi come animali in gabbia, gli uomini sono riusciti a innalzare anche una barriera psicologica tra loro e i giganti, con molte difficoltà e dopo molto tempo si inizia a pensare di essere al sicuro, che i militari siano solo dei pazzi che vogliono morire. Poi arriva un gigante. Un gigante grande come una montagna. Abbatte l'alto muro che protegge il villaggio del protagonista, Eren. La sua vita è finita, le persone che conosceva sono smembrate e divorate dai giganti. Eren diventa un soldato e giura vendetta. Ma nella sua prima grande missione finirà tra le fauci di un mostro. Ma non morirà. Uscirà invece dal ventre della creatura. Rinascerà come un gigante..
Primordiale. Questo è l'aggettivo che più si appropria a questo manga. L'autore crea un universo narrativo con solide basi, semplici e terrorizzanti, illustrato con un tratto grezzo, brutale e primitivo, ottimo per disegnare la paura in un modo vivido tale da non far chiudere occhio ai lettori. I giganti fanno letteralmente paura, sono inquietanti quanto non mai. Gli umani che li affrontano sono spesso prede, corpi brutalizzati e divelti, ma mai così vividi, reali. É facile empatizzare con loro, calarsi nel loro mondo disperato. Più si legge, più si nota come il disegno si affini, migliori ma grazie al cielo non perda mai quell'impronta tragica ed estrema, che tanto ricorda per impatto l'Urlo di Munch.
Il modo in cui avviene il combattimento tra umani e giganti è pazzesco e vale il prezzo del biglietto da solo. Sulle alte mura si procede al cannoneggiamento da postazioni fisse, ma in città i soldati volano letteralmente tra un edificio e un altro sparando con pistole a gas dei ganci allacciati con delle funi . É più chiaro a vedersi che a spiegarlo: diciamo solo che ricorda, in bene, il modo in cui usa le ragnatele Spiderman. Giunti in prossimità del gigante, i soldati lo affrontano con delle spade-taglierini giganti puntando al collo, unico punto delle creature che una volta colpito non si rigeneri. Inutile dire che tale strategia finisca quasi sempre male, con soldatini afferrati dalle mani del mostro per poi essere spremuti come un tubetto di Ketchup. Ma la rappresentazione scenica di tale scontro è semplicemente favolosa, puro titanismo visivo.
Al di là del pregiato-peculiare aspetto visivo, una volta calati nel mondo narrativo se ne vuole ancora e ancora, non è possibile distaccarsi, grazie a espedienti narrativi davvero d'impatto, frutto di una spiccata originalità, merce sempre più rara nel panorama odierno. I personaggi sono autentici e sfaccettati e così bene gestiti che è possibile affezionarsi a loro. Quello che ho più apprezzato è però lo studio di una società che, seppur semplificata, appare piuttosto credibile dal punto di vista gerarchico e funzionale, segno di uno studio non banale di natura para-antropologica. Davvero una chicca.
Peccato per una edizione italiana che sceglie una impaginatura tanto scomoda, con pagine troppo incollate e che si deformano al semplice atto di girarle. Spero ardentemente che siano difetti superati ad una seconda edizione, anche perché allo stato attuale tale impaginazione non riesco davvero a comprenderla, laddove la stessa casa editrice ha fatto molto di meglio proponendolo allo stesso prezzo di copertina. Un autentico mistero.
L'attacco dei Giganti non è quindi un caso che sia diventato uno dei fumetti più popolari in giappone, al punto che è oggi in produzione dalla Production I.G. una bella serie animata

Ecco qualcosa che mi piacerebbe davvero vedere in italiano... magari sotto etichetta Dynit o Yamato...
Non solo, è in produzione anche un film con attori dal vivo! Chissà che non ne esca anche un remake a stelle e strisce... (sì, lo so che c'è già il Cacciatore di Giganti, ma volete mettere guardare sul grande schermo un esercito che cerca di abbattere un gigante con l'attacco tridimensionale “alla Spideman?”... goduria...)
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