Evan (Ben
Stiller) ama la sua comunità e si dedica con altruismo spassionato ad essa. Offre lezioni di lingua, tiene un corso di ginnastica mattutina
per il parco, rispetta le minoranze etniche e accetta con gioia
quando queste ottengono la cittadinanza americana. Evan dirige un
megastore dove Antonio, Joe Nunez, fa la guardia giurata.
Una notte
Antonio viene aggredito durante il suo turno di guardia da una figura
misteriosa. Il giorno dopo, trovando il cadavere dilaniato di
Antonio, Evan decide che la città non è abbastanza al sicuro, per
questo decide di arruolare qualcuno per la ronda di quartiere.
Accorrono, a dire il vero, in pochi. Il costruttore edile Bob, Vince
Vaughn, superficiale e fancazzista, il disoccupato Franklin, Jonah
Hill, gasato ed esagitato, e l'impeccabile e corretto vicino
Jamarcus, Richard Ayoade. La ronda si forma. Sono delle mezze seghe e
pertanto vengono sbeffeggiati a ogni loro “eroica missione”. La
polizia giustamente li sfotte. Sembra che il gruppo sia formato più
per esigenze personali dei singoli membri che per effettivo interesse
per la causa; la cosa sulle prime demotiverà Evan, ma poi una specie
di equilibrio interno arriverà.
Presto le cose si faranno davvero
strane. Antonio è stata la prima vittima non di un assassino comune,
ma di una razza aliena di invasori che usano la pelle delle vittime
per nascondersi tra la gente comune. Sono già arrivati e sono in
tanti. La ronda di quartiere riuscirà a contrastare il loro attacco?
Vicini del terzo tipo è un film strano. Ci sono scene divertenti, ma
non è un film prettamente comico. Ci sono scene che richiamano alla
fantascienza, ma questa è per lo più poco dettagliata per avere
particolare attrattiva. Anche come film sulla società medio borghese
americana sferra qualche unghiata sulla superficialità
dell'americano medio, ma non ha gli attributi per fare reale critica
sociale. Qua e là, a ulteriore conferma di un quadro di insieme così
incerto, alcuni buchi di sceneggiatura. Poteva essere una commedia
fantasy sul modello di Ghost Busters o Man in Black, ma il modello
più vicino di riferimento è il film inglese Attack the Block, cui
mutua più di una suggestione. Perfino Evolution era più carino.
Akiva Schaffer è regista del Saturnday Night Live e del simpatico
Hot Rod, ma qui manca decisamente il colpo o forse sono io a non
essere nel mood giusto (la comicità del Saturnday Night Live attuale
non è che mi faccia proprio impazzire).
Cosa rimane
quindi, pur nei limiti? Un film sull'amicizia virile, filone che
annovera Scappo dalla città e gli Hangover (una notte da leoni) e,
perché no, visto che parliamo di Stiller e Vaughn, il simpatico
Dodgeball (palle al balzo). Siamo lontani però dalle pellicole
sopra citate, forse per volontà di non varcare certi limiti, di
stare in acque chete . La cosa irrita anche perché gli attori sono
bravi e convincenti, gli effetti speciali sono discreti e molte
suggestioni dello script sono valide. Manca qualcosa e lo si avverte.
Ideale per vederlo una sera, ridere un po' con gli amici,
dimenticarselo il giorno dopo. Peccato.
Abbiamo già
parlato con largo anticipo di questa straordinaria nuova pellicola in
un nostro post in cui anticipavamo in tempi non sospetti la trama
grazie alla nostra uallera e un po' di passione per i fumetti CLICCA QUI.
Puck
Adesso
possiamo fornirvi nuovi eccitanti dettagli! Nello specifico Bryan
Singer, tornato ad essere patron dell saga, conferma che torneranno
Jean Grey e Scott Summers, alias Marvel girl e Ciclope, sempre
interpretati da Framke Janssen e James Marsden come nella prima
trilogia. Quindi a tutti coloro che stanno picchettando con forconi
l'abitazione del regista diciamo che possono finalmente rincasare. In
effetti la fine che facevano i due in X-men conflitto finale non è
piaciuta praticamente a nessuno, bisognava in qualche modo recuperare
e quale modo migliore se non usare le distorsioni spaziotemporali
della saga di Giorni di un Futuro Passato? Ovviamente è confermato
che tornerà anche Ellen Page, Kitty Pride, essendo anche uno dei
personaggi chiave della saga in oggetto e pare certo anche il
ritorno di Anna Paquin per il personaggio di Rouge. Hugh
Jackman nei panni dell'artigliato più amato del mondo non mancherà,
essendo legato da un contratto che lo lega a Wolverine per altre 300
pellicole, 20 cartoni animati, 5 addii al nubilato e un paio di feste
per i figli dei produttori in cui pare si scontrerà in duello
mortale con Ronald McDonald. Un rumor darebbe quasi per certa anche Halle Berry nei panni (speriamo pochi) di Tempesta...
Ma le novità non
si fermano qui!
Peter Dinklage in "Games of thrones"
Ahab, supercattivo
Sembra che ad
interpretare un cattivo sarà chiamato Peter Dinklage, star di Game
of thrones e uno dei miei attori preferiti di sempre. Che ruolo
interpreterà? Mistero! C'è chi diceva sarebbe stato perfetto nella
tutina nera di Puck, membro degli Alpha Fight (una specie di
Avengers Canadesi) e vecchio amico di Logan-Wolverine. C'è chi
diceva che sarebbe stato perfetto per interpretare una sentinella,
ricordando il profilo dell'attore la medesima (cosa un filo
offensiva..)o avrebbe prestato la voce ad uno di quei grossi
robottoni se fatti in cg. Singer con un tweet spiazza tutti e dice che
non sarà né Puck né presterà la voce ad un personaggio in cg,
cosa che esclude da subito la sentinella/e. Che interpreti in
cattivo, Ahab?
La data di uscita
è fissata sempre per il luglio 2014. Noi ne riparleremo sicuramente,
asteroidi mortali permettendo.
.....come di già? (segue lamentoso peana del nerd
conservatorista-retrogrado)
L'hanno presentata
da poco, arriverà a Natale 2013. sono quasi svenuto. Sì, lo so che è
fuori da un bel po' di tempo la play3, che era una macchina
controversa e difficile da programmare. Ma io ce l'ho dal 2009, il
tempo mi è volato! E sono ancora scarsissimo a giocare online contro
tosti bambini del Belgio...
Ora so che Watch
Dogs lo prenderò per play4, che probabilmente Gta5 lo prenderò per
play4. A conferma del calcio nel culo che la play3 incassa, pare che
i titoli ps3 non saranno giocabili su play4 per retrocompatibilità,
che manco i giochi presi su psn saranno giocabili. Ma che cacchio le
compro a fare ora le versioni hd di titoli del passato? Se mi conosco
un po' temo che farò come nel passaggio dalla ps2 alla ps3: presa la
nuova console non considererò più la vecchia, rimandando a un
futuro imprecisato il recupero dei vecchi games.
Poi vogliamo
mettere tutte le cose che mi hanno fatto girare della ps3 e che mi
ritroverò sulla ps4? Ormai il gioco è tutto online o sviluppato con
una componente del 70% online. Non mi preoccupano i free to play o le
micro-transazioni o i dlc. Mi preoccupa il fatto che certi giochi si
dovranno sempre più fare per forza in compagnia o supportati da
server appositi. Questo si traduce nel fatto che se c'è un gioco a
cui sei affezionato ma che il 90% del pubblico online non si fila,
semplicemente non te lo puoi giocare mai più: non trovi più i
server né trovi più giocatori. Certo lo sanno che di massima
nessuno gioca ai giochi vecchi, a livello statistico, ma se uno lo
volesse fare?
Poi l'online è
sempre pieno di bambini e un misogino come me patisce di brutto
questa circostanza: cioè ho 35 anni e sto giocando a nascondino
(call of duty) con bambini di sei sette anni. Se potessi giocare con
adulti sarebbe meno imbarazzante... oddio... non che ne sia così
matematicamente certo... Speriamo che la Ps4 permetta di vedere l'età
del giocatore effettiva così da evitare i match con i bimbi e magari
poter segnalare ai genitori degli stessi che i loro amati pargoli
stanno usando un prodotto non adatto alla loro età. Perché allo
stato attuale se uno non amasse stare a sparare nelle natiche
digitali di un bambino belga di tipo 7 anni in un Call of Duty
avrebbe poi alternative? Sono milioni e invadono la rete come
ultracorpi... Ma perché i genitori del bambino belga non leggono
sulla confezione che il gioco è v.m.18 e non piazzano un bel calcio
nel culo del pargolo che prova a giocarci... così che quel maledetto
si dedica ai libri di matematica invece che a fraggare un
trentacinquenne sfigato italiano? Non è la mia una filippica pro
scuola no videogame. É unicamente uno sfogo nerd alla: “fuori dal
çççç! Call of Duty è nostro!!! Cioè degli adulti... o
quasi. Tornatevene ad allevare foòò&%i pokemon del ??&&=
o lo dico alla vostra mamma!!!”.Ok, dopo aver espresso con la
necessaria maturità del caso questo concetto, passiamo sereni ad
altro...
La banda larga.
Non so a voi ma a me va veramente a spruzzo: se devo metterci una
notte per scaricare un demo di venti minuti (vedi metal gear rising),
in quante cacchio di ore mi si scaricherà un demo della play4? E il
tempo per gli aggiornamenti obbligatori? Pare che, come accade già
per chi ha il psn plus, ci saranno aggiornamenti automatici che
partono per cacchi loro quando cacchio vogliono. Magari mentre siete
on line e stavate per fraggare un bambino belga che poi ha vinto per
calo di lag. Sarà il futuro, ma io mi sento ancora un primitivo per
i mezzi di cui dispongo. Ricordo ancora che intorno al 2002 ho visto
al cinema con Gianluca Premonition (ne parleremo sul blog, fa parte
di una importante operazione per estendere il j-horror che in Italia
non si è filato quasi nessuno). C'era una scena che ho tutt'oggi
stampata nel cervello. Una cabina telefonica dismessa sulle pendici
di un paesino desolato disabitato da anni. Il protagonista entra in
questo catafalco rugginoso e... il telefono dispone del collegamento
internet!!!!! Roba che in Italia ci sogniamo ancora adesso!! In un
paesino sperduto in cui la gente va in giro in kimono era già la
norma più di dieci anni fa.
Aspetti positivi
delle periferiche. Ai tempi della ps3 è stato uno shock dover
comprare un rooter e un televisore hd (di quelli piccoli come un
francobollo), per lo meno ora sono acquisti che non devo più fare
(certo che un televisore con lo schermo grande quanto un fumetto
della bonelli lo potrei trovare).
Di contro ci sono
tante cosine positive. Play4 sarà una macchina potentissima e, sì
dice, più facile da programmare in quanto progettata sul feedback
dei programmatori, che hanno preferito una architettura più
versatile e duttile, similare al pc e quindi alla xbox. Magari non si
vedesse mai più quello schifo di effetto tearing, che ho odiato dal
primo istante che ho inserito un titolo nel lettore play3 (ma mi
aveva già irritato in god of war per ps2, solo che lì compariva
mezza volta). La play3 per anni è stata la sorella povera tra pc
e xBox, con software house che hanno fatto fatica a rendere sullo
stesso livello titoli ps3 e xbox360 e case che proprio non ci
riuscivano a programmare, vuoi perché non hanno mai capito
seriamente come farlo, vedi Skyrim, vuoi perché era economicamente
più semplice per i piccoli studi produrre un titolo per pc e
downgradare a xbox piuttosto che riscrivere tutto il codice da capo
per la sola ps3, con il risultato che Witcher lo vedremo solo su
ps4. Ci sono state a onor del vero software house che hanno fatto
cose egregie con la ps3, titoli che hanno zittito tutti i detrattori,
ma se si potesse sfatare questo mito della “console difficile da
programmare” sarebbe un bene per tutti.
Il nuovo pad poi
sembra sarà più leggero e conterrà anche i sensori del move. Cosa
di cui non mi sbatte una sega e temo comporti che dovrò appiccicare
telecamerine e cretinate varie alla tv. Ci sarà anche una forte
compatibilità con psvita, cosa di cui mi strastrasbatte una sega e
spero che non comporti l'acquisto della suddetta scatolina (si dice
che psvita può in remoto far girare i giochi della vostra ps4, cosa
che si concretizza fattualmente solo quando mi reco in
bagno... peccato che il bagno per me è territorio di Dylan Dog...).
Certo che stringi
stringi la ps4 starà a fianco alla ps3 nella mia cameretta. La
rottura di palle è anche il cavo hd che già non ho voglia di
spostate da un sistema all'altro. La rottura sono le implementazioni
con il move, con la psvita, con gli smartphone... basta solo che
richiedano standard il televisore 3d hd che un seppur piccolo
biglietto di minaccia ad Osaka lo mando.
Ma perché proprio
adesso? Ora stanno uscendo finalmente giochi programmati da paura,
la vita di ps3 può essere ancora bella lunga! Non si poteva
aspettare un paio di annetti prima del nuovo costoso giocattolo?
Perché so che tanto lo prenderò, sono un dannato fan della sony
dalla ps1 e sto già sbavando sulle nuove foto e filmati di play4,
porca la miseria.
Sì. lo so. Se non
la vuoi nessuno ti obbliga. Sei vecchio dedicati alla pesca sportiva
e non a fraggare bambini che vengono dal belgio. Pensa a chi usa il
pc per giocare, che spende una barca di soldi che neanche ti sogni
per la sola soddisfazione di dire: “Crysis 3 sul mio pc asfalta
Crysis 3 sulle vostre tristi scatolette di giocostazione.” Ma tanto
l'acquisto lo farò, appena il prezzo passerà da insensato a folle.
Arriva la
play4... no, non sono contento cacchio! Magari però esce Last
Guardian...
Nuovo film per il
pirata-filosofo di Matsumoto. L'Arcadia è nella versione con “mega
teschio” stratamarro sulla prua, vista la prima volta nel film
animato “l'Arcadia della mia giovinezza” e reiterata stabilmente
in tutte le opere successive alla prima serie animata. Riposa in pace
Arcadia-a-taglierino.
Da queste poche scene è difficile capire
alcunché, non si vedono ne Yattaran né il dottor Zero, così come
mancano Toshio ed Emeraldas. Insomma, non sappiamo in che opera è
ambientato. Nel dubbio spero che la trama segua l'arco narrativo
della prima serie oppure la miniserie Captain Herlock, probabilmente
il punto più alto della narrativa Harlocchesca anche grazie
all'animazione Mad House (per me Harlock = Rin Taro). Dalla poca
animazione che si intravede è difficile in effetti valutare la bontà
dell'opera. Temo che la Pixar sia comunque piuttosto lontana, così
ad occhio.
Siamo in un
ridente villaggio di Nelwyn, (che sarebbero nani anche in virtù del
fatto di essere interpretati da attori nani, ma qualcuno direbbe che
si comportano come Hobbit dai piedi non pelosi) Willow Ufgood vuole
diventare un grande mago, ma alla fiera del suo paese i suoi giochi
di prestigio devono essere ancora rodati per bene (per me il fatto di
esibirsi senza una assistente gnocca è comunque penalizzante...).
Potrebbe essere scelto per diventare apprendista del vero mago della
zona, ma fallisce il test. Scoraggiato, trova nel bosco una
bambina ”daikini” (che credo significhi “bambina bianca razza
caucasica”) abbandonata e ancora in fasce. Pertanto decide di
riportarla ai “daikini” e inizia così il suo viaggio verso il
primo villaggio disponibile. Però Willow si affeziona alla bambina,
decide per questo di diventare suo protettore. Ancora non lo sa, ma
la piccola potrebbe porre fine al regno di terrore della
strega-regina Bavmolrda. Nel suo viaggio sarà accompagnato da due
folletti, da una maga e da un improbabile ma deciso cavaliere,
Madmartigan.
Inutile, bastano
due note dello score di Willow, opera del grande James Horner (oscar
per Titanic), e ritorno bambino. Una favola fantasy che riscalda il
cuore. Uno dei film più belli della mia infanzia che anche oggi
sembra decisamente in forma. Ron Howard e Lucas insieme, la più
grande comunità di nani mai creata per una sola pellicola, un Val
Kilmer, nel ruolo di Madmartigan, così in forma e simpatico da
sembrare quasi un Kurt Russell o un Jeff Bridges, ma soprattutto la
celebrazione di un piccolo grande attore, Whalley Warwick. Warwick
per via della statura e delle sue indiscusse doti da mimo è uno
degli attori più utilizzati nel cinema. Solo che viene utilizzato
per lo più con abbondanti doti di trucco. É lui l'Ewok Wicket (in
Star Wars VI Ritorno dello Jedi così come nei tremendi l'avventura
degli Ewoks e l'avventura degli Ewoks 2), è lui a impersonare più
goblins in Labyrinth, è lui a essere il folletto cattivo di
Leprechaun in una saga infinita di film, alcuni recentissimi. Cos'è
Leprechaun? Da noi si è visto poco ed è giunto direttamente in home
video, ma è una star horror almeno importante quanto... bambola
assassina? Ecco un trailer per farvi un'idea
Che con il tempo è
diventata una serie così
Checcarino! Oltre
a questo babau in miniatura, Warwick torna in
Star Wars I per interpretare Wald, e in Harry Potter, dove fa il
banchiere fetente fottello e il professor Flitwick. Ma è solo Willow
che lo vede protagonista e senza trucco, consacrandolo sia come
straordinario attore che come una delle più riuscite icone
dell'infanzia. Ma non è il solo piccolo grande attore della
pellicola, c'è anche tra gli altri il mitico Tony Cox, qui buono e
altruista guerriero Nelwyn, ma celebre per le sue parti da piccolo
infame, come in Babbo Bastardo e Io, me e Irene. Un grande cast al
servizio di una storia avvincente e commovente, con inseguimenti a
rotta di collo, ricca di effetti speciali all'epoca innovativi (si
parla di morphing, per le trasformazioni della strega Reziel, cosa
che all'epoca costava miliardi e oggi si riesce a riprodurre con i
programmi giusti anche a livello casalingo, se si ha la dovuta
pazienza e bravura), ricca di creature animatroniche come un
impressionante drago.
Ron Howard, sotto l'ala protettiva di Lucas da
American Graffiti (è stato protagonista anche del semi-sconosciuto
American graffiti 2 di Lucas) si dimostra già nel 1988, ancora
giovane come regista, dotato di un grande talento nel gestire attori
e cast tecnico in opere complesse e ricche a livello visivo. Dispiace
vederlo fermo al 2009 dopo un buon Frost/Nixon e, soprattutto, un
pasticciato Angeli e Demoni, in considerazione di pellicole potenti
come Cuori Ribelli, Apollo 13, Fuoco assassino e Cindarella man.
Per questo 25 di
Willow la Lucas ha optato per un poderoso restauro visivo, da quanto
appare nel trailer sembra che la pellicola oggi sia più sgargiante
che mai.
Uscirà in America
a marzo, da noi si vocifera ad inizio aprile. Personalmente io non
vedo l'ora.
Manfred, Leon Lai, è un bravo poliziotto ma è uomo finito, gira per le strade in cerca
di vendetta e vive in auto come un barbone. Kee, l'attore Richie Ren,
sta facendo carriera nella polizia, ma sta varcando con troppa
scioltezza il confine tra bene e male, perdendo di vista lo scopo
della sua vita. Due personaggi diversi, accomunati dal fatto di
brancolare nel buio della loro anima alla ricerca di una via di
uscita. Il drago di fuoco (così il titolo originale del film) è una
festa tradizionale di Hong Kong, una parata che illumina la notte con
fuochi d'artificio mentre tra le strade viene portato un enorme drago
rosso la cui funzione è sconfiggere le tenebre che si annidano negli
uomini. Tanto Manfred che Kee sono occupati in indagini parallele che
si incroceranno, si ostacoleranno a vicenda. Entrambi avranno a che
fare con il drago, ma solo uno di loro riuscirà a rinascere, l'altro
finirà bruciato dalle sue fiamme. È su questo simbolismo-dualismo
che viene costruito Fire of Coscience, uno dei migliori polizieschi
di Dante Lam, una delle stelle più luminose dell'action asiatico. È
dai tempi d'oro di John Woo che non vedevo sparatorie tanto concitate
e inseguimenti a rotta di collo: il canone è sì Better Tomorrow, ma
c'è tantissimo di Face Off.
Gli attori sono
eccezionali e il comparto tecnico non ha nulla da invidiare a una
grossa produzione action americana. Scenografie metalliche, colonna
sonora sparata a mille, un sacco di esplosioni. Il ritmo è serrato, i
colpi di scena si susseguono in una costruzione narrativa priva di
pecche, inseguimenti e sparatorie sempre chiare e ottimamente
coreografate.
I film di Lam sono
spesso dei puzzle ultraveloci dove è facile perdersi, come tra le
trafficate strade di Hong Kong. Un momento di distrazione e si è travolti da una azione incessante e da esplosioni cadenzate che fanno
tremare il vostro impianto. Per fortuna è in home video e si può
tornare indietro alla bisogna, constatando che tutto è logico e
messo al suo posto, è solo il nostro occhio-cervello che non è
abituato a una simile scansione narrativa (o almeno, questo è un
problema che ho io). Rispetto a Beast Stalker (di cui presto
parleremo) abbiamo una semplificazione nella scrittura, meno
situazioni da analizzare, non ci perdiamo in mille dettagli e
sotto-trame, ma la visione necessita in ogni modo di un discreto grado
di attenzione per apprezzarne la cura realizzativa.
Fire of Coscience
non è forse dotato della forza evocativa di Beast Stalker ma stiamo
comunque parlando di un ottimo film che si confronta con un
capolavoro. Consigliato a tutti, soprattutto nell'ottima versione Blu
Ray curata da Ticker Film per la collana Far East.
Il mondo è invaso
dai giganti, creature semi immortali e antropofaghe. Gli uomini per
sopravvivere hanno eretto alte mura intorno alle città, evitano di
uscire all'esterno e stanno tutto il giorno a chiappe strette
sperando che i mostri non arrivino. Entrare nell'esercito è quindi
l'unica occasione per vedere quello che c'è al di là delle mura: il
mondo intero. Ma arruolarsi significa avere a che fare con i giganti
e nella maggior parte dei casi morire in modo orrendo. Chiusi come
animali in gabbia, gli uomini sono riusciti a innalzare anche una
barriera psicologica tra loro e i giganti, con molte difficoltà e
dopo molto tempo si inizia a pensare di essere al sicuro, che i
militari siano solo dei pazzi che vogliono morire. Poi arriva un
gigante. Un gigante grande come una montagna. Abbatte l'alto muro che
protegge il villaggio del protagonista, Eren. La sua vita è finita,
le persone che conosceva sono smembrate e divorate dai giganti. Eren
diventa un soldato e giura vendetta. Ma nella sua prima grande
missione finirà tra le fauci di un mostro. Ma non morirà. Uscirà
invece dal ventre della creatura. Rinascerà come un gigante..
Primordiale.
Questo è l'aggettivo che più si appropria a questo manga. L'autore
crea un universo narrativo con solide basi, semplici e terrorizzanti,
illustrato con un tratto grezzo, brutale e primitivo, ottimo per
disegnare la paura in un modo vivido tale da non far chiudere occhio
ai lettori. I giganti fanno letteralmente paura, sono inquietanti
quanto non mai. Gli umani che li affrontano sono spesso prede, corpi
brutalizzati e divelti, ma mai così vividi, reali. É facile
empatizzare con loro, calarsi nel loro mondo disperato. Più si
legge, più si nota come il disegno si affini, migliori ma grazie al
cielo non perda mai quell'impronta tragica ed estrema, che tanto
ricorda per impatto l'Urlo di Munch.
Il modo in cui
avviene il combattimento tra umani e giganti è pazzesco e vale il
prezzo del biglietto da solo. Sulle alte mura si procede al
cannoneggiamento da postazioni fisse, ma in città i soldati volano
letteralmente tra un edificio e un altro sparando con pistole a gas dei ganci
allacciati con delle funi . É più chiaro
a vedersi che a spiegarlo: diciamo solo che ricorda, in bene, il modo
in cui usa le ragnatele Spiderman. Giunti in prossimità del gigante,
i soldati lo affrontano con delle spade-taglierini giganti puntando
al collo, unico punto delle creature che una volta colpito non si
rigeneri. Inutile dire che tale strategia finisca quasi sempre male,
con soldatini afferrati dalle mani del mostro per poi essere spremuti
come un tubetto di Ketchup. Ma la rappresentazione scenica di tale
scontro è semplicemente favolosa, puro titanismo visivo.
Al di là del
pregiato-peculiare aspetto visivo, una volta calati nel mondo
narrativo se ne vuole ancora e ancora, non è possibile distaccarsi,
grazie a espedienti narrativi davvero d'impatto, frutto di una
spiccata originalità, merce sempre più rara nel panorama odierno. I
personaggi sono autentici e sfaccettati e così bene gestiti che è
possibile affezionarsi a loro. Quello che ho più apprezzato è però
lo studio di una società che, seppur semplificata, appare piuttosto
credibile dal punto di vista gerarchico e funzionale, segno di uno
studio non banale di natura para-antropologica. Davvero una chicca.
Peccato per una
edizione italiana che sceglie una impaginatura tanto scomoda, con
pagine troppo incollate e che si deformano al semplice atto di
girarle. Spero ardentemente che siano difetti superati ad una seconda
edizione, anche perché allo stato attuale tale impaginazione non
riesco davvero a comprenderla, laddove la stessa casa editrice ha
fatto molto di meglio proponendolo allo stesso prezzo di copertina.
Un autentico mistero.
L'attacco dei
Giganti non è quindi un caso che sia diventato uno dei fumetti più
popolari in giappone, al punto che è oggi in produzione dalla
Production I.G. una bella serie animata
Ecco qualcosa che
mi piacerebbe davvero vedere in italiano... magari sotto etichetta
Dynit o Yamato...
Non solo, è in
produzione anche un film con attori dal vivo! Chissà che non ne esca
anche un remake a stelle e strisce... (sì, lo so che c'è già il
Cacciatore di Giganti, ma volete mettere guardare sul grande schermo
un esercito che cerca di abbattere un gigante con l'attacco
tridimensionale “alla Spideman?”... goduria...)