sabato 30 marzo 2013

Fist of the north star

Ovvero quanto sono brutti i giochi su Kenshiro...

Aarzak e max???
1989 (11 anni). Il gioco di Ken il guerriero!!! Figata pazzesca! Lo guardo tutti i giorni in Tv, un energumeno che fa esplodere i nemici menando come manco Terence Hill...e il suo amico? Un figo pazzesco, che agita le mani e taglia a pezzi i maniaci vestiti da punk che leccano coltelli e scimitarre prima di uccidere civili innocenti, che già hanno i loro problemi a sopravvivere alle radiazioni e alla mancanza di acqua... ma siamo sicuri che è Ken il protagonista del gioco su Megadrive? Si chiama Aarzak o qualcosa del genere e soprattutto...non fa esplodere nessuno!! Ma che ca@@o di censura! Poi il gioco fa davvero ca@@re...però è sempre Ken su...


Squadrati, ma all'epoca il massimo possibile
1995 (17 anni). Un altro gioco di Kenshiro! Figata pazzesca! Lo guardo ancora tutti i giorni e mi gaso ancora quando fa esplodere i cattivoni (sempre punk con unghioni tipo nightmare); nel frattempo poi c'è stata la nuova serie con Lynn che è diventata una gnocca pazzesca e Ken tende alla pedofilia...ed è pure bello, il miglior gioco sul palestratone mai realizzato. Peccato che sia stato pubblicato solo in Giappone, che la mia Play sia priva di modifica...beh dai, ne uscirà preso un altro ancora più straordinario!

2010 (32 anni). E' uscito un nuovo gioco di Kenshiro! Ormai non lo seguo più, ma solo perché non trovo repliche sui canali locali...è uscito un nuovo fumetto (una ca@@ta pazzesca senza Kenshiro), ma ho in casa una Playstation 3 ormai al massimo delle sue potenzialità. Non potranno aver realizzato una ciofeca! Invece ce l'hanno fatta, il gioco è davvero orrido, ma considerate alcuni punti:
1- c'è Kenshiro e ci sono tutti gli altri personaggi della prima serie (con qualche piccola eccezione, ma trascurabile)
2- i nemici esplodono deformandosi o dividendosi in pezzettini
3- per completarlo tutto vi ci vorranno una cinquantina di ore buone (estremamente ripetitive, ma sempre tante)
4- ci sono tutte le mosse e i colpi segreti di Nanto e Hokuto e ogni personaggio ha uno stile perfettamente caratterizzato
5- dopo un po' di colpi subiti i vestiti dei personaggi vanno in pezzi (compreso quello di Mamiya)
Non fatevi ingannare, in movimento è molto peggio!
6- ci sono due modalità di gioco che vi faranno rivivere la prima serie, dal pestaggio del punk Zed allo scontro epico con Raoul
Detto questo il resto è spazzatura: gli scenari sono indegni anche dei primi giochi per Playstation 2 e sono di una ripetitività quasi paranoica. I cattivoni hanno un'intelligenza artificiale da cactus: a volte partono con le loro mosse senza neanche accorgersi che stanno colpendo un muro o una carcassa di automobile. Gli scontri con i boss invece sono pure troppo complicati a un livello di difficoltà che non sia "cerebroleso senza pollice opponibile": in questi casi, infatti, la telecamera, per farvi un gradito piacere, punta sempre il boss, rendendo complicatissimo appropriarsi delle sfere di energia o aura necessarie per il combattimento.  A volte si perdono secondi preziosi per passare sopra ai bonus, facendoci raggiungere dal bestione di turno che può liberamente massacrarci di botte. La modalità storia è giocabile con ben cinque personaggi, ma gli scenari sono sempre gli stessi; la modalità sogno è più divertente, si discosta dalla trama del cartone animato e presenta le classiche sfide con decine di nemici da menare contemporaneamente in puro stile Koei (alla Dinasty Warriors per intenderci...). Ma è pur sempre Ken, questa volta non censurato e pubblicato in Europa...

2012 (34 anni). Il seguito di Fist of the north star è uscito! Avranno migliorato la grafica? Non l'ho ancora acquistato, ma pare proprio che faccia ribrezzo come il primo. Ma c'è tutta la trama, prima e seconda serie complete, con tutti i personaggi e decine di campagne da affrontare con ognuno di essi. Mi aspettano 100 ore di gioco nello stesso scenario? Probabilmente sì...ma e sempre Ken e fa esplodere i nemici...
Gianluca

venerdì 29 marzo 2013

Wolverine L'immortale - The Wolverine


 Primo Trailer!

Dopo spasmodica attesa, dopo immagini che facevano dubitare sul photoshop, ecco arrivare finalmente il primo ufficiale trailer della nuova pellicola dedicata al ghiottone più amato del mondo: il nanico, brutto ceffo, arrabbiato, fetente e spietato Wolverine!! Come dite? Cosa c'entrano nanico e brutto ceffo con Hugh Jackman? Si vede che non conoscete troppo il fumetto originale e che Hollywood a volte fa dei casting un po' assurdi (chi useranno per un film su “The Goon”? Brad Pitt?... ah, non ci starebbe male...). La storia narra di come Wolverine fosse considerato da Miller un personaggio idiota e ingestibile, un rissoso buffone che sarà pure immortale ma è scarso oltre ogni immaginazione. Poi Miller venne spinto da Claremont a reinventare il personaggio, a dargli peso, a considerarlo una specie di samurai caduto. É da lì che Miller trasse ispirazione per uno dei più noti cicli narrativi di Wolverine, quello in cui l'artigliato canadese va in Giappone e trova l'amore della bella Mariko. Tra Yakuza e sentimento, azione e tragedia, è con questa run che Wolverine inizia a dire qualcosa per i più, in un'opera di comprensione e assimilazione del personaggio che si è protratta negli anni fino alla serie di culto Wolverine Origins, partita con il botto e culminata con l'arrivo del personaggio di Draken, un autentico aborto narrativo ingiustificatamente protratto all'infinito.
Wolverine in Oriente: ecco cosa succede...
Dopo la prima, riuscita (Daedpool a parte) pellicola in solitaria di Wolverine, che traeva spunto da molte suggestioni della saga Wolverine Origins, per continuare la carriera cinematografica dell'artigliato è quindi sembrato logico e giusto riprendere gli spunti offerti dalla run di Miller tanto decantata. Hugh Jackman è da molto che si prepara a reindossare i panni del personaggio che lo ha reso famoso, il suo corpo sembra opera di body art. Non ci dovrebbero essere grossi cattivoni di spicco a parte l'elettrico Silver Samurai e, sembra, Viper, la storia dovrebbe viaggiare su binari più convenzionali. Dirige James Mangold, un tipo che ha alle spalle capolavori indiscussi come Identità e Copland, remake convincenti come Quel Treno per Juma con Crowe e Bale, apprezzati docu-film (ma non da me) come Walk the line e immonde “cose” quali Knight'n'day con la coppia Cruise-Diaz mai così in declino. Ne riparleremo. 
Talk0

giovedì 28 marzo 2013

Code Geass - Akito the Exiled



Il sacro Impero di Britannia sta continuando il suo piano di conquista del mondo. Dopo il Giappone, che con la sconfitta ha perso anche il nome diventando la zona 11, con i suoi abitanti che ora vengono chiamati Eleven, è il turno di far capitolare anche l'E.U., i paesi europei che su fronte comune tentano ancora di contrastare l'avanzata. San Pietroburgo è zona di guerra. Per permettere il ritiro del 132° reggimento è necessario il supporto delle “Viverne”, la truppa d'assalto speciale W-0. La squadre, armata dei potenti Knightmare frame carichi di esplosivo, viene impegnata in una missione suicida dove i mezzi vengono fatti esplodere, su ordine dalla base operativa, per provocare più danni possibili alle truppe di Britannia. Perché i piloti di tali mech sono sacrificabili, sono Eleven rifugiati che si sono arruolati per ricevere la cittadinanza E.U. Gentaglia che sta riempiendo i ghetti di tutto il territorio E.U., ora più che mai pieno di ghetti e disagi. Per mano nemica o per scelta tattica di farli detonare, l'intera truppa d'assalto viene sterminata. Salvo Akito Hyuga. Perché i suoi occhi si illuminano di rosso. Akito è sotto l'influenza di un Geass. L'ufficiale Leila Malkai partirà da lui per rifondare la squadra, cercando tra i ghetti degli Eleven ribelli idonei al ruolo. Probabilmente finirà male.


Code Gaess Gaiden o Code Geass – Akito the Exiled è uno spin off di Code Geass (vi rimando ad una futura recensione su questa strana e interessante serie in due stagioni by Sunrise-Clamp), una delle più apprezzate opere Sunrise degli ultimi anni, fautrici della rinascita della gloriosa casa di produzione dopo un periodo un po' moscio, culminato con il fiacco Gundam Seed Destiny (quasi un insulto al magnifico Seed) e con il discreto ma troppo ripetitivo Inuyasha. Dopo Code Geass sono arrivati Gundam 00, decisamente notevole anche grazie al supporto del regista della prima serie di Full Metal Alchemist, l'ottimo Freedom e lo spettacolare Gundam UC – Unicorn, tanto per citarne alcuni (io ho gradito anche il recente Gundam Age, ma so che non tutti hanno apprezzato). Akito the Exiled è pianificato come opera in 4 oav da 50 minuti l'uno, il secondo capitolo è previsto in Giappone per la primavera. Grazie a Dynit, che ha curato anche la versione italiana di Code Geass, possiamo vedere anche noi da fine marzo il primo oav.
Se il contesto bellico è il medesimo le storie, almeno per ora, appaiono del tutto autonome e mi auguro rimanga così. Questo perché i personaggi di questo oav sono davvero interessanti e ben caratterizzati, così come peculiare è l'ambientazione, e cercare forzosamente dei collegamenti con Code Geass potrebbe sminuire una storia che ha davvero le carte in regola per reggersi da sola sulle sue gambe. I personaggi che per ora emergono giocoforza, anche in virtù del minutaggio, sono l'ufficiale Leila Malkal e l'eleven in esilio Akito Hyuga. La prima è una nobile di Britannia che si è ribellata al suo dittatoriale regime, un personaggio forte che ha le carte in regola per avvicinarsi ad una Integra Van Hellsing. Akito come eroe è una autentica sorpresa: freddo e determinato, incline a momenti di pazzia ed eccitazione durante le battaglie, non estraneo ad azioni temerario-suicide. Speriamo non venga troppo addolcito. Gli altri personaggi sono ancora troppo abbozzati, ma c'è del potenziale. La struttura ricalca il modello di riferimento, laddove giochi politici si intersecano con vite private e con scontri a bordo di robot corazzati di gundammosa memoria. Ci sono accenni per ora, e spero che presto scompaiano, alle derive più stucchevoli dell'opera di base: un forzato e forzoso bisogno di graziosità nel characters, Clamp-matriciale, quanto nella proposizione di situazioni quasi moe a stemperare i toni. Stemperano ma a me fanno un po' girare. Ancora ho il voltastomaco a pensare a tutti quei quadretti tra festini e pizza hut di Code Geass. Del resto quando vedo esplodere corpi disegnati by Clamp come palloncini di sangue il godimento è doppio rispetto al solito. Ampio uso di Cg per i combattimenti, splendide coreografie con al centro le performance del quasi bestiali Alexander. Un bel vedere ma un profilo più basso di cg non lo avrei dispiaciuto. L'opera è visivamente molto valida, non tocca le vette di Gundam UC ma è decisamente più abbordabile di quest'ultimo. Consigliato. 
Talk0

mercoledì 27 marzo 2013

Jimmy Bobo


 ...ha un Jimmy Trailer italiano

Un killer di New Orleans (un tatuato Stallone che interpreta il personaggio che da il nome alla pellicola) e un detective di Washigton D.C.( Sung Kang), hanno un obiettivo comune e si alleano per far saltare macchine, dire battutacce e cimentarsi in combattimenti armati di accetta. Roba molto old school...

Ne abbiamo già parlato QUI, vi abbiamo detto che è tratto da un fumetto, cast tecnico interessante. Una pellicola dal travagliato iter produttivo, che ora vi presentiamo con quello che è lo status definitivo, pronta per essere servita nelle sale. Stallone protagonista con spalla il tizio orientale di Fast'n'Furious (quello buono... sì, contando che in fast3 si era a Tokyo ho un po' semplificato le cose), che il potente produttore Joel Silver ha preferito al sempre più in declino Thomas Jane (che come Punitore era pure bravo e come Hung – ragazzo squillo aveva dimostrato di essere anche piuttosto dotato come attore a tutto tondo, ma quando c'hai la sfiga...). Nel cast anche Christian Slater e Jason Mamoa, protagonista dell'ultima sfortunata trasposizione di Conan (che sarà nel breve futuro re-interpretato da Schwarzenegger) e mattatore della prima stagione de Il trono di spade. Regia di questo retrò buddy movie action in salsa '80 il granitico immarcescibile e immagino ormai vecchissimo Walter Hill, che dalle sale manca dal 2002, anno dell'ottimo Undisputed con Snipes. Gli sarà rimasto il tocco di quando dirigeva 48 ore e Danko o (magari) Johnny il bello? Ora ci avviciniamo all'usicta, 4 aprile, ecco pronto il trailer italiano e... Wow! È esattamente quello che mi aspettavo! Seguirà ravvicinata sentita e capillare recensione (forse). 
Talk0

martedì 26 marzo 2013

Killer is dead



Come non amare un eroe di nome Mondo Zappa?
Il post potrebbe benissimo chiosarsi così, dopo aver gustato le immagini dell'ultima fatica di Suda 51 ormai sarete tutti intenti a rivedere il trailer altre 6 o 7 volte e quindi io mi trovo a scrivere queste righe in pratica solo per me stesso... Allora, domani devo ricordarmi di prendere il dentifricio, lo yogurt alla vaniglia... Ah, ci siete ancora?
Suda 51 è uno che va giù sincero di superalcolico. Un tipo onesto. Quasi un Burroughs, solo che il primo mentre era in “viaggio” scriveva, Suda quando è in “viaggio” programma. Stessa cosa. Ecco che quindi capitano cose fantastiche e assurde come Killer 7, dove per muoversi si usa un tasto per procedere in linea retta, si collezionano palline contenenti repliche subbuteo di giocatori del Brasile, e si intrattengono conversazioni con bimbi fatti a pezzi mentre esseri invisibili si scagliano contro di noi urlando. Eccoti poi scaturire un No More Heroes dove tra moderno e anni ottanta si affrontano killer con una specie di spada laser. E che dire delle ossessioni falliche di Shadows of the damned e al fetish-camp di Lollipop Chainsaw? Tutte opere che, pur in una certa discontinuità realizzativa, sembrano urlare alla massa la loro singolarità, in loro non essere un prodotto tra tanti, svelando il matrix della censura autoimposta.
Tra tanti eccessi, non ultimo Black Knight Sword (dove il protagonista, prima di iniziare una epopea fantasy si impicca nella sua stanza) e il bellissimo Sine Mora (dove creature antropomorfe si scontrano nei cieli per il controllo del tempo parlando e filosofeggiando in francese), il mio cuore non ha mai smesso per un secondo di amare Killer 7, titolo per ps2 e xbox che ho così sublimato nei miei ricordi da non volere più vederlo, per non perdere “l'aroma dei tempi del giocato vissuto” (ecco una frase che dovrei far brevettare). Ho amato molto anche Shadows of the damned, ma causa indigestione di bug l'ho sempre preso e riposto sulla mensola (magari in questi tempi ci rigioco però...). Di fatto, come si può non amare Killer 7 dopo averlo finito, dopo aver goduto di uno dei finali più fighi di una delle storie più fighe del creato?
Killer is dead. Già dalle prime foto, l'aroma di Killer 7 è potente in lui (Yoda cit.). Di sicuro un titolo che vorrei già da ora provare. Sono contento che Deep Silver si occupi di portare questo titolo tra noi buzzurri italici del terzo mondo tecnologico. Deep Silver si meriterebbe una statua solo per aver portato Catherine tra noi. Speriamo che lo scultore pratichi la maxi offerta due al prezzo di uno. Come non si può amare un eroe di nome Mondo Zappa? No, non è possibile non amarlo. 
Talk0

domenica 24 marzo 2013

Evil dead 4


 (sarà la volta buona?)

Alla prima de “Il grande e potente Oz” il leggendario regista Sam Raimi è tornato su uno degli argomenti più cari ai suoi fan. Sembra che questa estate riprenderà in mano il progetto a lungo tempo rimandato, il seguito de “L'armata delle tenebre”. Abbiamo già parlato una prima volta e vi abbiamo dato aggiornamenti circa il remake/reboot della pellicola originale “evil dead”, della collaborazione alla sceneggiatura di Diablo Cody, di come sia stato scelto un giovane regista e giovani attori per ridare vita all'opera di debutto di Raimi, arrivata in Italia negli anni 80 con il nome “La casa” (CLICCA QUI). Ma parlare di un ritorno di Ash, commesso del reparto ferramenta, è tutta un'altra eccitazione. Quale occasione migliore per spendere due parole sul “fenomeno evil dead”?
La trilogia originale (giunta in Italia con i titoli di “La casa”, “La casa 2”, che ne modifica in parte la trama, e “L'armata delle tenebre”) ha per protagonista Ash, anti-eroe interpretato da Bruce Campbell (più che attore, all'epoca della prima pellicola amico di di Sam Raimi). Per via di un inquietante e misterioso libro di lovecraftiana memoria, Ash assiste al risveglio di forze misteriose che si impossessano dei suoi amici, tramutati in schifosi zomboidi indemoniati. Dovrà cotrattaccare. Il film fa paurissima, costa una miseria, innaffia i piccoli cuori dei fan di entusiasmo. Raimi gioca con plastilina e telecamere montate su moto, trenini, carrucole: estro e incoscienza al potere


Seconda pellicola. Ash 1, mostri 0. Ash ha a tal punto conquistato il pubblico che nel prologo del film viene in parte riscritta la sceneggiatura della prima pellicola: via tutti gli inutili comprimari. Ash sopravvive al primo round ma diventa pazzo, così pazzo al punto da lottare con la sua stessa ex-mano, diventata infetta in uno scontro comico-grottesco. Tanti mostri, tanto sangue, tanto divertimento. Tutto si fa incredibilmente goliardico, il ritmo narrativo indavolato. Si intravedono trovate visive che raimi svilupperà in seguito con Darkman. La seconda pellicola è un cult del non-sense, tanto assurda quanto stralunata. Raimi inizia a giocare con le deformazioni e saturazioni della pellicola: torturandola pur di saggiarne i limiti. In una scena finisce il sangue, cioè i barattoli di vernice rossa. Per completare la scena si usa vernice nera. Lo scontro tra Ash e la mano monca è memorabile. Da un momento all'altro, salita a mille la pazzia, Ash risponde alla casa, di colpo animata tra armadi parlanti e alci appesi ai muri sghignazzanti, esibendosi in una specie di gara di scoregge... roba che anche solo a descriverla non ci si crede


Terza pellicola. Ash alla fine del secondo film è riuscito a evocare il grande eroe che viene dal cielo, l'arma finale contro la maledizione del Necronomicon. Peccato che il grande eroe... sia lui!! La magia lo porta in un mondo medioeval-fantasy dove si scontrerà con il suo peggior nemico... un se stesso diabolico alla guida di una intera armata delle tenebre. Raimi al cubo, con gozzilioni di influenze al cinema mitico del passato, agli scheletri animati a passo uno dei film di Simbad, mini-Ash che strizzano l'occhio a pellicole come Viaggio al centro della terra anni '50. Raimi è un nerd di lusso. Ash scatenato, ogni battuta è degna di essere collocata su una t-shirt. Se prima era una creatura poco definita, si dà ora largo spazio alla “strega”, character raimiano massimo che rivedremo in varie forme in varie pellicole... ma sempre inquietantissima. Largo alle ultime invenzioni di Ash: braccio bionico con stritolata alla Robocop ricavato dalla bottega di un fabbro medioevale e il “tritaossa”, auto con annesse pseudo pale di elicottero per falciare i morti viventi.


Questo porterà alla quadra del cerchio. Cerchio che però sembra strato chiuso forzosamente dagli impegni di Raimi. Il finale originale de L'Armata delle Tenebre era un cliffhanger per un quarto episodio mai girato. No, Ash non torna ai giorni nostri...



Vuoi per Darkman, vuoi per Soldi Sporchi, vuoi per Spiderman o Pronti a Morire, Raimi diventa un regista noto e molti richiesto, distinguendosi per serietà e costanza nel portare a termini lavori anche molto complessi. Diventa anche produttore insieme all'amico Rob Tapert, gli scheletri animati de L'Armata delle Tenebre sono solo stati gli apripista per lo sviluppo dei sogni fantasy di Raimi, riportare i miti classici ai più, con Hercules e Xena, con il recente Spartacus. Ma il cuore batte ancora lì, al suo debutto horror-trash, ai suoi attori-amici. Se Campbell non è più protagonista dai tempi d'oro, dal classico trash Maniac Cop, ma ogni tanto fa capolino con qualcosa di fenomenale, come Bubba Ho-teep, nelle opere dirette o prodotte da Raimi c'è sempre uno spazio per lui. Una comparsata in Spiderman, un personaggio secondario in Hercules. Nel contempo porta pure alle masse americane il remake di ju-on, “the grudge”, con Sara Michelle Geller che purtroppo non si spoglia... e produce un sacco di interessanti pellicole di genere horror (anche Boogeyman... a volte gli errori capitano)
Se la saga ha avuto uno stop, i fan non hanno smesso di amare Ash.
Armato di fucile canne mozze e motosega impiantata al posto della mano, rozzo, simpatico e particolarmente sbruffone, Ash colpisce come un fulmine l'immaginario collettivo. Tra horror, commedia e fantasy le possibilità che il character permette sono infinite. Per questo la Dark House prima e la Dynamite creano mille e nuove avventure di carta per l'eroe nato dalla penna di Raimi. Recentemente Ash si è visto anche nel meta-crossover Marvel Zombies (opera dello stesso autore di Walking Dead) e vederlo a tu per tu con la versione zombificata di Sentry fa una certa impressione. Non solo, la premiata ditta di fugures McFarlane Toys (nella celeberrima serie movie maniacs, che annovera tra gli altri Freddy Krueger, Michael Myers, Jason, i Gremlins, Terminator, Alien) ha dedicato più di un character ad Ash e di recente la Neca ha continuato questa tradizione.
Per non parlare dei videogiochi!
Dai tempi del Commodore 64 Ash impazza su tutte le piattaforme.
Il primom titolo è questa... cosa...


poi seguirono cosine più graziose come:


passando per


per finire con l'ultimo nato...troppo tempo fa in effetti...

ah, e c'è pure una app!! Caruccia!!!

Tutti titoli carini e nulla più, ma se ne fanno tanti significa che qualcuno li piglierà pure...
E che dire del musical? Certo che non poteva mancare un musical!!!


Evil Dead oggi più che mai è una serie che non ha abbandonato i suoi fan. Saprà Raimi far uscire dal cilindro qualcosa di memorabile o la sua affermazione dobbiamo riqualificarla all'interno delle operazioni nostalgia? Oppure, polemicamente, ha “evocato” Evil Dead come segno della volontà di tornare a creare qualcosa di proprio e personale, in contrasto con blockbuster guidati dalle major e creati a tavolino come possono (forse) essere Spiderman o l'ultimo “Il grande e potente Oz”?. Noi in ogni caso saremo pronti a dirvi la nostra!


Talk0

sabato 23 marzo 2013

Cattivissimo me 2

 (Despicable me 2) – primo trailer


Cosa sta facendo sparire i minions, i buffi omini a forma di ovetto kinder del Cattivissimo protagonista Gru? Avanzando tempo, quale diabolico piano stanno escogitando Gru e Nefario per conquistare, nuovamente, il mondo? Il mistero si infittisce.
Grande attesa per la nuova pellicola Universal Pictures, di nuovo affidata alle talentuose mani dello studio francese Illumination Entertainment capitanato da Pierre Coffin e Chris Renaud. La prima pellicola, targata 2010, è piaciuta un sacco e ha messo in ombra al botteghino produzioni anche più “ricche” come Megamind (che comunque è stra-divertente). Lo studio è cresciuto e gli sono stati in seguito affidati anche Hop, storia per i più piccini sul coniglio pasquale affidata in Italia all'ugola di Dj Francesco (...) e il divertente Lorax, tratto da un racconto dello stesso autore del Grinch e di Ortone, affidato in Italia all'ugola di Danny De Vito che parla appunto in italiano (presente Mr. Magorium auto-doppiato da Dustin Hoffman? Vi ho evocato brutti ricordi? Beh, qui è pure peggio...). Avendone l'autorità, in merito a tali scelte di doppiaggio rivolgerei al suddetto direttore italiano, o a chi ha materialmente approvato, considerando “geniali” queste soluzioni, l'ordine più celebre della Regina di Cuori di Alice.
Ma di Cattivissimo me 2 è già un po' che se ne parla, esattamente da marzo 2012, quando ha fatto capolino sul web questo divertente trailer. Vi invito a guardarlo senza sbellicarvi.


Nell'attesa, vi consiglio di spolverare la vecchia pellicola. Di corsa.
Talk0