martedì 12 marzo 2013

Paranorman



C'è una cittadina americana in cui in passato è stata bruciata una strega. L'intera comunità vive sul business del giorno della strega e ogni attività commerciale richiama in qualche modo la vicenda, dal ristorante della strega agli alimentari del gatto nero. Perfino nella scuola cittadina viene annualmente messa in scena una recita che riproduce processo ed esecuzione della strega.

Norman vive qui, in un posto diciamo un po' bigotto. Norman ha il “sesto senso”. Questo gli permette di parlare con la nonna defunta, che guarda con lui i film horror alla tv, ma non ci sono altri effettivi vantaggi. La sua famiglia lo giudica strano, i compagni di scuola lo giudicano strano, per tutta la ridente cittadina in cui vive è un tipo strano. Strano come suo zio, anche lui con il sesto senso, che messo in disparte da tutto e da tutti vive quasi come un barbone. Maltrattato dal mondo, lo zio ha comunque un importante compito da svolgere per la città, una bega che tutti ignorano, parlare una volta all'anno con il fantasma della famosa strega e per mezzo delle parole di un libro misterioso evitare che questa si risvegli e scateni l'inferno in terra. Lo zio però è malandato e il gravoso incarico dovrà passare a Norman. Se la sua vita fa già abbastanza schifo, tra bulli che lo perseguitano, vicini che lo deridono e famiglia che non lo capisce, le cose andranno di male in peggio. Ma ora la sorte della città è in mano sua.
Tra poltergeist, morti che risorgono, fantasmi e streghe, la pellicola è una autentica dichiarazione d'amore per le pellicole horror. Da antologia il film che si vede in tv all'inizio della pellicola. Pur nella cornice di un cartone animato per bambini certe scene decisamente fanno saltare sulla sedia, al punto che le situazioni comiche vengono accolte con gioia e stemperano un contesto decisamente cupo.
Paranorman racconta di come è difficile vivere una vita tranquilla per chi è percepito come “diverso”. Ma non è la classica storia conciliante, ci sono delle belle badilate di cinismo e personaggi stronzissimi che, fingendo un'evoluzione positiva, rimangono stronzissimi. Geniale. Come avviene nella vita reale, non vi è una accettazione del diverso ma una “comprensione dell'esistenza del diverso”in quanto utile. Da applauso, in quanto falsissimi, i personaggi del bullo e della sorella del protagonista, con l'unica consolazione che riceveranno per il loro comportamento dei piccoli brutti tiri da un karma quantomai indulgente. Per non parlare degli zombie! Paranorman gioca “scorretto” e questo è per me il più grande pregio della pellicola, in fondo i mostri peggiori sono sempre e comunque gli uomini.
Dopo Coraline, la Laika ci regala un nuovo lungometraggio animato con i pupazzi animati a passo uno, una delle tecniche più difficili e affascinanti di sempre, che necessita per rendere al meglio oltre che di indiscusso talento anche di una spropositata pazienza. Si potrebbe fare tutto in 3d, costerebbe forse anche meno, ma l'animazione passo uno è ancora qualcosa di magico, un tesoro che sono felice di scoprire quantomai in buona forma anche di recente. Pirati, briganti da Strapazzo, il Fantastico Mr.Fox, Frankenweenie (ma quando cacchi lo faranno uscire da noi?come, è già uscito a gennaio in 2 sale in croce??), il sopracitato Coraline: c'è ancora molto da dire con i pupazzi animati.
Dietro la macchina da presa Chris Butler e Sam Fell. Il primo, già nel reparto artistico de La sposa cadavere e di Coraline, per Paranorman ricopre il ruolo anche di sceneggiatore. Il secondo viene direttamente dalla fucina di Peter Lord (il papà di Wallace e Gromit) e ha co-diretto Giù per il Tubo.
Lo stile ricercato è fortemente caricaturale e mira a portare in scena personaggi buffi ma con dettagli che li rendono sempre un po' sgraziati e per questo quasi più “veri”. Le scenografie sono imponenti per una produzione del genere, il paesino recupera l'impostazione un po' storta e un po' sgraziata dei personaggi, riportando alla memoria l'ambientazione di Edward mani di forbice. Molto simpatiche anche le voci scelte per la versione italiana, non avremo John Goodman ma siamo comunque felici. L'edizione home video presente nella catena Mediaworld ha un costo abbastanza contenuto, con 16 euro scarsi si porta a casa la versione blu ray 3d (che contiene anche la versione blu ray standard). La realizzazione del disco è decisamente ottima. Molto ricco il comparto dei contenuti aggiuntivi, assolutamente da vedere solo a fine pellicola per non rovinarsi gustose sorprese.
Non è che manchino difetti a Paranorman. Ci sono qui e là dei problemi di ritmo, la storia poteva essere narrata in modo meno tortuoso, un paio di personaggi si perdono per strada. Ma sono peccati veniali in ragione di un prodotto più che pregevole che si fa vedere con piacere. Se siete poi fan degli horror vi divertirete un mondo. 
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lunedì 11 marzo 2013

Crysis 3


Prophet è tornato! E' incazzato e vuole picchiare a mani nude tanti brutti ceffi (anche perchè con la nano-tuta i pugni fanno più male che raffiche di mitragliatori vulcan). É tornato anche Psycho. Ha perso l'armatura ed è quindi incazzato pure lui. I Cell nel frattempo sembra abbiano trovato un modo per utilizzare la tecnologia aliena per trarre energia pulita. Ma sarà vero? Sta per arivare una nuova ondata Cef? Ma quanto pagano i soldati Cell per combattere Prophet senza curarsi del fatto che gli alieni, che dovrebbero essere loro alleati, gli stanno dando fuoco? Speriamo non impieghino esodati...
Proviamo ad immaginare per un attimo come sono partiti i lavori di questa produzione. Io mi immagino due tizi al telefono che si aggiornano dopo un brainstorming durato 3 giorni, con gente stremata carica di pizze d'asporto e redbull nella sala convegni di un albergo due stelle. L'ipotetico direttore Y è reduce da tale inferno. Il dirigente X è appena uscito da una settimana da un centro benessere Thai... Dirigente X al telefono con direttore dei lavori Y. Immaginiamo un paio di mesi dopo l'uscita di Crysis 2. (ovviamente tutti i dirigenti parlano aleno un po' in milanese..) “Ciao Grande! è piaciuto! Grosso successo! Hanno giusto rotto un po' le balle quelli del pc... sai dicono che abbiamo buttato via un mare di tempo con le scatoline colorate, che il gioco con la loro scheda grafica da 14.000,00 euro non gli provoca il durello che si aspettavano. Sì, sì, sempre a fare i piagnoni. Pensa, è piaciuta anche la campagna! E dire che l'abbiamo scritta in 3 ore mentre stavamo al night... averci appiccicato sopra il nome di quell'autore di libri-nerd ha fatto effetto. Piace pure l'online, qualcuno ha apprezzato anche i trofei presa-per-il-deretano come “coniglietto elettrico”. Certo che quando c'è la simpatia...Oh, Bello, guarda che ora ce ne serve un altro! Come ti ho detto, budget surgelato, massimizzare prima delle console next gen, dare un contentino ai tizi col pc, qualche novità blanda. Allora, che ti hanno detto i geni del reparto sviluppo? Che fare una ambientazione nuova costa un botto e quindi rifanno New York solo un po' diroccata e coperta di verde? Ma quanti sacchi della compos avete usato? Ah ah ah ah, chissà che puzza a concimare tutta Manhattan ah ah ah  Ma viene comunque bene? Ah... Ok andata! Tanto i nerdacci non ci fanno caso. Nuovi mostri, veicoli, personaggi complementari? Come? Vorrebbero dei fondi sufficienti per sviluppare nuovi mostri e veicoli? Si attacchino al mio sventrapapere!!! Facciamo senza, tanto sono già bellissimi quelli ideati in passato e poi i nerd non se ne accorgono... Cosa dici? Per la trama mettiamo dentro un personaggio che i giocatori console non conoscono perchè protagonista di crysis warhead, così che poi gli vendiamo pure la versione console? Ma sei un mito! Il pcista mi si sente protagonista, il consolaro rosica ma mi prende il giochino vecchio di tre anni. Questo è marketing!!! Un'altra cosa... il figlio del delegato Z è andato in fissa con il tiro con l'arco. Ci possiamo mettere un arco in crysis 3? Come dici? C'è già in Turok? Cos'è 'sto Turok, una marca di preservativi? ah ah ah. Mettici l'arco, fai felice il pupo e fai felice l'uomo con il grano! C'hai già messo il verde a New York, vedrai che l'arco ci sta... Come dici? Non c'è nessuno che usa l'arco nel gioco e spargere frecce sul territorio di gioco sembrerebbe stupido? Ma chi pensi che si farebbe mai questa domanda? Stammi lineare sul pezzo! Massimizza! Ah, e riduci le ore della campagna di gioco, che mio cugino si è rotto le palle....”
Ecco più o meno come deve essere andata, come sono state imbastite le linee guida. Oltre 2 anni di lavoro per rifinire un gioco già ultimato, perfezionarlo e non strafare. In un periodo dove per ammortizzare i costi con lo stesso modello si creano più giochi (vedi gli Assassin's Creed.... temo che per questo mi arriverà un anatema di Gianluca...), è un ragionamento che trovo in ogni caso condivisibile. Direi onesto. Ma soprattutto, funzionale per l'utente finale. Crysis 3 dura meno ma, soprattutto su console, è più convincente, più stabile, più bello da vedere, con una trama che, pur nella sua canonica assoluta insensatezza, strappa anche dei bei momenti e interpretazioni convincenti. Certo per apprezzarla al massimo una infarinatura del primo Crysis serve, ma è un peccato veniale, uno scotto accettabile. Vola via veloce pero, mannaggia. Se ne vorrebbe di più.
Dove rende di sicuro meglio Crysis 3 è il comparto multiplayer. Qui sì che ci sono aspetti interessanti! In fondo trama e scenario narrativo non servono quando si gioca in multiplayer. L'esperienza on-line di crysis è sempre stata interessante: cosa c'è di più figo di un Call of Duty in cui i personaggi hanno nel contempo la possibilità, per via della supertuta, di avere la forza di un Capitan America combinata alla capacità di diventare invisibili come predator?
Per ora ho testato death match e modalità cacciatore.
Parto dal Death match. La grafica è sensibilmente migliorata rispetto al 2, almeno per quanto riguarda la versione da me testata sulla play, davvero uno spettacolo. Bella anche l'architettura delle mappe, che permettono di fare tante cose carine a seconda del proprio stile di gioco. In genere con il mio personaggio prediligo il basso profilo, diventare silenzioso e invisibile, magari colpendo alle spalle i nemici. Non ho trovato grossi problemi in questo approccio. Giocando “alla commando” ho invece trovato dei problemi con la hit-box degli avversari: ok che possono con l'armatura inspessire la corazza e diventare resistenti come carriarmati, ma spesso non cadono anche dopo una valanga di colpi. Morale: affrontare il nemico a pugni è più efficace che usare un'arma, anche se parliamo di armi giganti. Ma, lo ripeto, questo può anche darsi per il solo fatto che io sono uno scarsone. Davvero velocissimo entrare in partita, ottima qualità per un titolo del genere.
Modalità cacciatore-hunter. Una squadra di marines deve sopravvivere all'attacco di tizi in bioarmatura. I marines sono armati malino, i due supercosi hanno invisibilità e forza a palla oltre a utilizzare arco mimetico. Se si muore si diventa a propria volta del tizi in bioarmatura e per i marines è ancora più dura. Vince chi “resiste di più”. Mooolto divertente, davvero. La modalità ideale per testare le proprie capacità e, nel caso si sia delle pigne (come me) potersi prontamente vendicare di chi ci ha battuti, supportati da una forza disumana.
Una campagna divertente, non fosse per le troppe similitudini con il precedente capitolo, un comparto multiplayer decisamente ricco e interessante. Certo serve impegno per trarre il massimo divertimento dall'esperienza di gioco, non è immediato come un Call of Duty. Ma questo non lo vedrei come un difetto. Il gioco c'è, ma io più che un “ Crysis 3” lo avrei titolato “Crysis 2.1”.
Dalla regia mi confermano che la grafica Pc pompato fa paurissima, roba da scorgere negli occhi di Psycho il classico rossore di “c'ho una roba nell'occhio”. Consigliamo collirio a intervalli regolari previo prescrizione medica... 
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domenica 10 marzo 2013

Django Unchained

Recensione

Un caccatore di taglie che si fa chiamare “il dentista” ha bisogno di un uomo per identificare le sue prede. Questo uomo è uno schiavo di nome Django. Il dentista lo libera e insieme partono alla caccia dei ricercati. Intascato il compenso, Django e il dentista diventano amici e il secondo si impegna ad aiutarlo per trovare la donna della sua vita, venduta al losco trafficante di schiavi interpretato da Di Caprio. Il dentista è uno straniero, non capisce né comprende la schiavitù. È forse un opportunista che vuole utilizzare le capacità combattive di Django per il suo lavoro, ma è anche un romantico, che vede nel nuovo amico la possibilità di fare qualcosa di buono della sua vita. La loro epopea si snoderà per i più bei scenari d'America.
Il post che ne anticipava l'uscita ha avuto molto seguito, cosa di cui vi sono grato.
Oggi, con i due oscar conquistati tra cui quello di migliore attore non protagonista per il gigantesco Christoph Waltz, ho deciso che era ora di parlare dello spaghetti western di Tarantino. Perché sì. Perché è il film di Tarantino che mi è piaciuto di più in assoluto. Perché Amazon per maggio ha messo in cantiere una versione home video con fumetto, colonna sonora e fumetto allegato che voglio a ogni costo fare mia.  Django è una dichiarazione d'amore al genere spaghetti western, ai suoi eroi (non manca un gustoso cameo di Franco Nero), ai suoi paesaggi, alle sue musiche. Sentire un celeberrimo pezzo di Morricone cantato da Elisa è l'esatto succo di tutta l'operazione, la modernità che si sposa con il classico in perfetta armonia e continuità. Ma se la celeberrima e celebrata theme song di Django pompa a mille, il piccolo cuore degli amanti-nottambuli del western italico che fu, quando in “quella” scena parte la theme song di Trinità, le lacrime sgorgano incontrollate e si torna bambini. Pura magia. Django è anche un film sulla schiavitù, vivido e brutale nella rappresentazione scenica, difficile da guardare senza distogliere gli occhi dallo schermo. Un autentico pugno allo stomaco che trova il culmine nel combattimento mortale tra schiavi neri, nella tortura della sepoltura sotto il sole dell'amata di Django. Scene così forti che quando arrivano a cantare le pistole, tra corpi che esplodono e sangue ovunque si ha quasi una liberazione, come se tanto sangue serva per una rinascita morale. Immenso.Se la pellicola è così carica di cupezza, a sorpresa (ma non troppa, considerando l'estro di Tarantino) non mancano momenti di distensione e momenti prettamente comici, collocati proprio dove serve. Fantastica sotto questo aspetto la smitizzazione dei KKK, che per ragioni di stile devono cavalcare incappucciati anche se la moglie dell'addetto ai cappucci (Johna Hill, perfetto nella parte) ha fatto un casino e con quei cosi addosso non si vede una cippa.
Personalmente trovo questo Django Unchained la conferma di un autore sempre bravo nel saper cogliere dal passato il meglio e reimpastarlo con puro stile. Se Inglorius Basterds (film eccelso) un poco strabordava, qui i tempi sono perfetti e oliati  con cura. Vi è anche una ricerca paesaggistica, l'uso del grandangolo, aspetto abbastanza inedito nella classica messa in scena tarantiniana. Rimane la cifra di stile, il tocco del Regista, magico e brevettato, di dilatare i tempi dell'azione, di far percorrere ai personaggi in equilibrio sottile un filo invisibile che si fa sempre più sottile, che inevitabilmente si romperà. La scena di riferimento riguarda una contrattazione di schiavi e ha lo stesso impatto delle scena del bar-cantina di Inglorious Basterds, della scena dell'irruzione di Samuel Jackson e John Travolta in Pulp Fiction, del culmine di Le Iene. I fan aspettano queste scene, Tarantino gliele fornisce. Difficile trovare difetti a questo ultimo Django. Manca la bara. In una scena specifica pensavo di trovarmela davanti, ma forse Tarantino ha voluto non essere troppo autorefernziale. Me ne farò una ragione. Dopo Django, Dopo Sukiyaki western Django, oggi c'è un nuovo Django da amare. Oltre a Django Fett....
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sabato 9 marzo 2013

Una notte da leoni 3

Primo trailer!!

Sono tornati! Sono tornati! Sono tornati! Sono tornati! Sono tornati! Sono tornati! Sono tornati! Sono tornati! Sono tornati! Sono tornati! Sono tornati! Sono tornati! Sono tornati! Sono tornati! Sono tornati! Sono tornati! Sono tornati! Sono  tornati! Sono tornati! Sono tornati! Sono tornati! Sono tornati! Sono tornati! Sono tornati! Sono tornati! sono tornati! Sono tornati! Sono tornati!
Il branco è tornato. Il primitivo che risiede nel cuore di ogni persona per bene è di nuovo libero, evaso dal cervello-gabbia grazie agli effluvi dell'alcool, armato di virile stupidità e pacchetto compulsivo-autodistruttivo. Al diavolo la foglia di fico del “rimettiamo insieme i cocci”, la patetica levataccia di un mattino di un giorno da cani, i nostri eroi sono dinamite pura quando vanno in scimmia, quado il regista-guru Todd Phillips ci fa sbirciare nei frammenti di “buio” della coscienza  del mini branco. Se il numero due è sembrata la versione dlc della prima pellicola, cambio di location ma presupposti identici, il ritmo narritivo me l'ha fatta ugualmente amare. Se anche questo capitolo sarà la solita solfa, io ne sarò soddisfatto comunque. Perchè, irrazionalmente, appena vedo su schermo Zach Galifianakis io in automatico rido come un pirla, senza un perchè, sempre (spero di non dover andare a vedere una pellicola drammatica con Galifianakis, mi butterebbero fuori dalla sala...). Perchè è un thriller senza essere un thriller. Perchè è comico senza essere forzosamente comico.  Perchè Bradley Cooper è uno dei duri-sfigati più carismatici degli ultimi anni. Perchè da un momento all'altro compare Mike Tyson. Perchè il dentista si concia sempre da far paura.  Perchè ci sta sempre qualche animale esotico e sotto acido o qualche pargolo inerme cui il branco mima il gesto di farsi una sega. Perchè Mr. Chao è il mito dei miti. Dura aspettare fino a maggio...
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venerdì 8 marzo 2013

Looper




In un futuro non troppo lontano, diciamo pure un futuro sudicio e vicinissimo, gli uomini hanno scoperto di possedere deboli capacità paranormali, che gli permettono per lo più di far sollevare una penna sul palmo della mano di pochi centimetri, di amare guidare delle moto hoovercraft a reazione piuttosto inquinanti, di poter essere assunti da un datore di lavoro che ancora non è nato. Perché nel futuro di questo futuro non troppo lontano, diciamo pure sudicio e vicinissimo, c'è chi ha scoperto la macchina del tempo. Wow! Chissà quante estrose applicazioni pratiche! Saranno forse istituiti i Timecop tra le cui fila milita Van Damme? Qualcuno porterà indietro nel tempo un almanacco sportivo? Un esperto di storia potrà andare a vivere nel medioevo? (dai, su! Caccia alla citazione!) Niente di tutto ciò.
Le macchine del tempo nel giro di mezzora sono state dichiarate senza se e senza ma fuorilegge e pertanto la mafia ha deciso di farne incetta per un nobile scopo: import export. Siccome nel futuro futuro è difficile sbarazzarsi dei cadaveri, magari perché colarli nel cemento di un palazzo è fuori moda, magari perché tutti hanno salutari dispositivi satellitari sottocutanei, i mafiosi del futuro mettono le vittime in una macchina del tempo e le spediscono nel futuro sudicio da un loro affiliato, che nell'inquadramento aziendale viene definito Looper. Lo sgherro avrà un'ora e un posto dove recarsi vergognosamente armato: vedendoseli comparire un determinato giorno in un determinato posto alla determinata ora il tizio che la mafia del futuro gli ha spedito (insieme al nuovo numero di Berserk... ma questa è un'altra storia), gli sparerà e si disferà del corpo nel modo che più gli garberà: fuoco, esplosivo, scioglimento chimico. Il pagamento del looper avviene scientificamente. La fortunata vittima del futuro pertanto viene spedita a ritroso nel tempo con uno zainetto e incappucciata. Nello zainetto c'è la paga del looper, lingotti d'argento, il cappuccio permette di evitare troppi sentimentalismi tra predatore e pollo. Fare il looper frutta, frutta un casino. Vai di macchine di lusso e montagne di soldi. Ma c'è un ma. I looper devono sparire come le loro vittime, prima o poi, o sarebbero una grana nel futuro, potenziali concorrenti. Pertanto esiste una procedura che si chiama “chiudere il loop”, una sorta di programma pensionistico del looper. Senza che ci sia un tempo specifico, un giorno ad ogni Looper verrà spedita a ritroso una speciale vittima, con lo zainetto pieno non di argento ma di una bella montagnetta d'oro. Un ottimo trattamento di fine rapporto, non ci piove, peccato che sotto il cappuccio vi sia lo stesso looper, il se stesso del futuro! Sì, Sì, il fesso che ha appena sparato, con più rughe e problemi di prostata. I looper del passato uccidono di fatto i se stesso del futuro. Si avrà una trentina d'anni per spendere tutto quell'oro (ma andrà via veloce), ma chissene. Essere looper significa avere la consapevolezza di morire, prima o poi, ma di essere pochi secondi prima a Cuba, coperti da spogliarelliste brasiliane e affogando nel Rum... prima di essere buttati in una macchina del tempo a forma di bitumatrice. Chissà perché la bitumatrice... alla fine i malavitosi del futuro devono avere comunque un feeling con le colate di cemento. Siccome il futuro è incerto, tutti i looper ovviamente se ne fregano e chiudono il loop, ma se qualcuno non se la sente di suicidarsi in un modo così fantasioso saranno gli altri looper a chiudere il loop, magari uccidendo anche il looper reticente. Joe, interpretato dal sempre più bravo Joseph Gordon-Levitt, un giorno si vede assegnare l'incarico di chiudere il loop. Peccato che il se stesso del futuro, interpretato da Bruce Willis, riesce miracolosamente a salvarsi dall'esecuzione e a scappare. La caccia è aperta.
Rian Johnson è un giovane regista con all'attivo alcuni episodi di Breaking Bad (ma quanto è bello Breaking Bad?!!), per Looper oltre a dirigere si occupa della sceneggiatura, creando così uno dei film di fantascienza più interessanti dell'anno. Un film piccolo, di quelli da seconda serata, parco di effetti speciali, ma pregno del materiale migliore per un'opera di qualità: una bella storia e un buon talento recitativo. Se Joseph Gordon Levitt, ormai attore feticcio di Nolan, è una certezza, un attore sempre bravo e in parte che per questo Looper gioca a fare un po' il bullo alla James Dean, fa piacere vedere Willis di nuovo in forma, dopo recenti performance altalenanti, compresi gli ultimi due capitoli di Die Hard. Ritroviamo con gioia anche Jeff Daniels, che amiamo però ricordare per scemo e più scemo e troviamo pertanto poco convincente nei panni del cupo antagonista. Il comparto femminile vede su tutte un'ottima Qing Xu nei panni dell'amata di Willis.
La materia è decisamente cupa, piuttosto mefitica, ma del resto la fantascienza è da sempre il territorio delle grandi domande esistenziali sull'uomo e i film che più rimangono nella memoria sono quelli che sanno colpire basso nelle paure peggiori. In Looper l'uomo vive a contatto di un futuro che lo respinge, che lo uccide letteralmente prima di accoglierlo. Per sopravvivere, pertanto, l'uomo deve uccidere il suo futuro in un tragico scherzo. Ottimo giochetto su cui riflettere in un'epoca di crisi economica come la nostra, dove non si parla più di futuro, dove i vecchi regnano e non si curano di quando morirano (e spero davvero che esista un abbastanza capiente e terribile inferno ad accoglierli, quando finalmente se ne andranno... ecco un valido motivo per essere credenti). Il looper diventa così eroe tragico. Non è nemmeno la mente dietro agli omicidi, è un mero esecutore-burocrate della volontà dei “cattivi del futuro”. Non potrà mai avere una famiglia o affetti. Vive alla giornata con un mucchio di soldi. Poi il looper invecchia, la fine del suo contratto si avvicina, capisce di aver buttato via la sua esistenza in un continuo eccesso, trova magari l'amore, ma sa che deve morire e ovviamente vuole scappare dal destino-auto-inflitto. Ma scappare è impossibile. Vi lascio con queste suggestioni, il film ha molto altro da proporre ma voglio lasciare a voi il piacere della scoperta. Mi piacerebbe anche discutere del finale, davvero geniale nella sua perfetta e spietata logica. Il film è ancora nelle sale, se ve lo siete perso correte a recuperarlo, magari dribblando l'ultimo Die Hard.
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giovedì 7 marzo 2013

Watch Dogs


Ok, il gioco presentato al Playstation meeting girava su un PC ultrapotente, ma le specifiche tecniche della nuova console targata Sony fanno sperare che la grafica di gioco sia uguale, se non magari addirittura superiore. Lo ammetto, ho già messo da parte i soldi per la prevendita... Watch Dogs pare una versione pompata di GTA, l'azione si svolge in una città quasi comletamente interattiva e viva come non mai. Gli abitanti si muovono e compiono azioni con una scioltezza e una veridicità mai viste prima. L'eroe (siamo sicuri? A me ricorda uno dei protagonisti delinquenti preso a caso da un titolo Rockstar) dovrebbe essere un hacker, tale Aiden Pearce, in grado di craccare qualsiasi dispositivo elettronico. Nel video si nota come riesca a utilizzare questa capacità per mandare in tilt i semafori, causando incidenti stradali oppure per rubare soldi direttamente dal conto corrente dei passanti attraverso i bancomat. Le città di oggi sono piene zeppe di dispositivi elettronici di ogni specie, dalle telecamere ai mezzi pubblici, dai caselli autostradali all'illuminazione pubblica, quindi le possibilità di interazione sono pressoché infinite. Se a ciò uniamo il fatto che console come la Play 3 o l'XBox 360 hanno già dimostrato di poter muovere un numero impressionante di poligoni e di poter ripordurre una città vastissima in ogni minimo dettaglio, le aspettative sono a mille...vi terremo aggiornati su ulteriori notizie...
Gianluca

mercoledì 6 marzo 2013

Star Wars VII


Qualche ulteriore aggiornamento, tendendo presente che tutto ciò che viene scritto e riportato dai vari siti è da ritenersi ufficioso, in mancanza di conferme da parte di Disney.
In sostanza la trama si svolgerà diversi anni dopo episodio VI, in un'epoca in cui i personaggi della trilogia originale saranno molto più anziani; dopo Harrison Ford e Carrie Fisher, si aspetta infine un cenno di assenso da parte di Mark Hamill, il mitico Luke Skywalker. Ebbene, tutti loro saranno ovviamente più vecchi e ormai dediti ad allevare pargoletti più o meno agitati. Questi pargoletti, probabilmente adolescenti o giovani, saranno i veri protagonisti della nuova trilogia, relegando gli anziani genitori a un ruolo che pare sempre più marginale. Chi saranno ancora non si sa... voci iniìsistenti vorrebbero Simon Pegg molto vicino ad accettare un ruolo nella saga, dopo essere stato Scotty nel nuovo Star Trek targato Abrams. Lui smentisce ma chissà...
Vi terremo come sempre aggiornati, visto che mancano ancora quasi tre anni al completamento del nuovo capitolo!
Gianluca