Due fratelli
giocano con le loro pistole spaziali. Qualcosa di strano sta
accadendo in una missione spaziale, ma il mondo si dimentica del
piccolo equipaggio perché è stato appena ucciso JFK. Un padre non
fa più ritorno dal mare e una madre decide di iniziare a odiare i
suoi figli. Forze sconosciute si nascondono al buio, tra le ombre. Ma
qualcuno ha il coraggio di affrontare il buio di mettere insieme i
pezzi, di trovare la verità. Ma non ci sarà una sola verità.
Superare il
limite, varcare il muro invisibile tra luce e oscurità, voglia e nel
contempo timore di scoprire l'inesplicabile, guardare il lato oscuro
della luna, a noi mortali sempre negato dalla rotazione dei pianeti.
Il quinto numero delle Storie parla delle zone d'ombra e traccia
labirinti mentali in cui perdersi fondendo storie private, Storia,
horror e fantascienza in un mix così perfettamente plastico e
duttile che lascia al lettore la possibilità di scegliere una
propria interpretazione dei fatti, di scoprire parlando con altri
lettori nuove suggestioni e letture. Un oggetto strano quindi, un
puzzle con più tessere doppie. Un meccanismo narrativo così
studiato nel dettaglio da meritare solo plausi, probabilmente il
migliore fumetto italiano di questo 2013, non fosse per quell'intro
un po' noiosa e un po' verbosa, peccato veniale che comunque
acquisisce una dimensione e un senso mano a mano che si scava nella
narrazione. I disegni sono molto curati, carichi di dettagli e
appropriati per rappresentare l'umanità dei personaggi. I fondali
sono minuziosi, le tavole scavano nel buio delle ambientazione con
fare indagatorio ma lasciano sempre lati irrisolti dove socchiudere
lo sguardo e immaginare. La copertina del volume, di Aldo Di Gennaro,
è poi un vero gioiello, perfetta in ogni dettaglio, la vedrei bene
come poster da appendere in ufficio.
Differentemente
dai precedenti volume de “Le Storie”, qui non si avverte nemmeno la
penuria delle pagine, tutto scorre ed è correttamente dosato. Se ne
vorrebbe una razione extra, ma sarebbe troppo, svelerebbe troppo e
magari andrebbe a discapito della magia di queste pagine. Un volume
consigliato senza riserve, la dimostrazione che il fumetto è un
media sempre più straordinario per descrivere sogni e relazioni
umane.
Un capolavoro,
equilibrato e appagante, che non doverebbe mancare nella collezione
di nessuno.
Bruce Willias
torna per la quinta volta al personaggio di John McClane, il
character che ne ha decretato la fama come attore action. Alla regia
l'ignobile tipo che ha diretto Max Payne, un regista scarso scarso di
nome John Moore. Ad affiancare il protagonista, nel ruolo del figlio
Jack McClane, il promettente (?) Jai Courtney, che i nostri
affezionati lettori ricorderanno aver impersonato il ruolo di Varro
in Spartacus: un armadio con stipati mille muscoli ma dal q.i. (parlo
del personaggio di Varro ovviamente) di una rana investita da un
camion. Questa volta McClane non deve salvare un palazzo da dei
terroristi, non deve salvare un aeroporto da dei terroristi, non deve
salvare una città da dei terroristi, non deve salvare... non mi
ricordo nemmeno cosa salvava nel quarto film, era tutta una pellicola
di colore blu modello Underworld (e infatti il regista era Wiseman),
la spalla era insopportabile, i cattivi inesistente e pur essendoci
nel cast Maggie Q questa era sempre coperta: più che un film una
bestemmia. Questa volta McClane si fa un viaggetto in Russia, luogo
dove deve aiutare (?) il figlio contro dei tizi russi pazzi e
doppiogiochisti. Ammetto, la trama mi è oltremodo fumosa anche in
virtù del fatto che per via del ritmo mortifero della narrazione
devo essermi addormentato in sala almeno 3 volte. Quando mi si
aprivano gli occhi, per le esplosioni del subwoofer (prossima volta
scegliamo una saletta tranquilla e sonnolenta non quella dal
giga-impianto) per lo più vedevo Willis sparare o far esplodere
qualcosa o qualcuno o combinando le due cose, continuando a ripetere
una frase tipo “e dire che questa doveva essere una vacanza”.
Tedio. Puro masochismo auto-inflitto. La trama non va da nessuna
parte, non è interessante, non si capisce chi sono i cattivi, perché lo fanno, che cacchio vogliano. A onor di cronaca segnalo una bella
scena di inseguimento in autostrada e una sequenza finale con
elicottero che mi ha ricordato i bei tempi andati de L'Ultimo
Boyscout del compianto Tony Scott. Credetemi, mi piange il cuore a
parlar male di questa pellicola.
Amo molto i primi
tre film, il modo in cui mischiano sapientemente l'action movie con
il disaster movie in una rincorsa tra micro e macro cosmo, dove le
azioni del singolo hanno peso per la collettività.
Galattico il primo
film con protagonista l'eccentrico palazzone noto come Nakatomi
Plaza, con i suoi cattivi anche simpatici, l'atmosfera natalizia,
l'amico poliziotto con cui scambiare poche parole al telefono (che
poi ha fatto Otto sotto un tetto, telefilm troppo divertente), i
condotti d'areazione più claustrofobici che in Alien.
Divertente e
veloce il terzo Die Hard , quello con Samuel Jackson a impersonare
Zeus (altro che Liam Neeson ne L'ira dei titani...), laddove la città
di New York diventa un vero personaggio e un signor cattivo come
Jeremy Irons imbastisce con l'eroe una guerra di indovinelli su tutto
il territorio, il folle “Simon ordina”, con le corse in macchina
per Central Park e i sotterranei di Fort Knox. Wow, quello sì che è
un bel film, ricordo ancora la colonna sonora. Ve la ricordate Summer
in the City, proprio nei titoli di testa? John McTiernan alla regia
come per il primo e altrettanto ottimo Die Hard (nonché regista di
Predator).
Pure Renny Harlin
con Die Hard 2 aveva fatto meglio (anche se il suo top per me è lo
stratrash Cliffhanger con Stallone Alpino, uno dei film che vedo
integralmente ogni volta che per puro caso mi ci imbatto).
Poi
Wiseman... va beh... ma perché i produttori insistono a dare lavori a
Wiseman?? Come si può dare a Wiseman due miti come Die Hard e Total
Recall, due delle mie pellicole preferite, vedere che ne combina
Wiseman e ciononostante dargli da fare altri film?? Non può Wiseman
dedicarsi a Underworld, unica cosa che gli riesce benino? Mistero.
Ma Moore. Moore è
inconcepibile.
Bruce Willis negli
anni ha lesinato le apparizioni, uno o due film all'anno, dimostrando
di essere un attore valido ovunque lo metti, capace anche di salvare
filmetti come Surrogates (com'era il titolo italiano... tipo il Mondo
de Replicanti mi pare), oggi torna alla carica con diversi ruoli, dalla
commedia di Wes Anderson, Moonrise kingdom, al nuovo G.I. Joe oltre
agli Expendables e a Red, pellicola molto carina sulle spie in
pensione che presto avrà un seguito e al futuro prossimo Sin City 2
di Rodriguez (aridacce predators 2 !!! Te lo sei scordato?!!) in cui
vestirà di nuovo i panni del detective Hartigan. Perché allora
questo Die Hard così poco ispirato? Perché un Die Hard 4 così
poco ispirato? Ma si può essere tanto miopi da svaccare una delle
serie di punta Paramount, mettere sulle spalle di un unico e bravo
attore le sorti di pellicole scritte male e dirette peggio e rimanere
impuniti a contare i soldi che comunque arrivano da qualche fan
nostalgico di vecchia data? Mistero.
Sì, il film è
comunque godibile in modalità “automatica”: cervello spento,
tanti pop corn e birra gelata a fiumi. E tra un boom, ta ta ta e un
badaboom ci si può anche intrattenersi un po' nell'ammirare la
sequela di scene esagerate inanellate una via l'altra. Sì, c'è
anche una gnocca decisamente notevole. Ma il divertimento è davvero
pochino pochino.
Ehi, calma! Sto ancora giocando il 3! Non vi sembra il caso di pazientare un po'?
Neanche il tempo di completare la campagna principale di Connor, quand'ecco comparire il trailer del nuovo capitolo! E io che pensavo che avrebbero spinto sulla trilogia "alla Ezio", per sfruttare al massimo la frontiera, vero e proprio fulcro del terzo capitolo. Niente di più sbagliato. Il prossimo sarà il quarto capitolo, con un vero IV alla romana dopo il titolo e un "Black flag", che fa intendere dove il gioco voglia andare a parare.
Il punto più interessante dell'epopea di Connor, presentata come una vera rivoluzione per la saga, ma poi dimostratosi "solo" un ottimo capitolo con tante innovazioni, è stato sicuramente quello dedicato alle missioni navali; un vero gioco nel gioco, divertente e ben strutturato. Il nostro Connor dismetteva gli abiti da assassino e prendeva il timone di una nave con cannoni di ogni genere e si dilettava a speronare e affondare la flottiglia inglese, anche durante tempeste spaventose; un orgasmo per gli occhi! Ebbene, Ubisoft non ha perso tempo e ha deciso di dedicare il gioco numero 4 (6 se si contano i due capitoli aggiuntivi di Ezio) al nonno di Connor, tale Edward Kenway, un assassino - pirata che naviga per i mari Caraibici. Dal trailer si capisce che avremo a che fare con missioni sulla terraferma, per mare e...sott'acqua? Chissà... Cosa mi aspetto? Sicuramente una campagna navale ampliata al massimo e la possibilità di esplorare le isole in totale libertà; niente più cervi da scuoiare, ma serpenti a cui fare attenzione! Le ambientazioni principali dovrebbero essere Cuba, Giamaica, Bahamas e Florida. La data di uscita? Il trailer dice 29 ottobre per tutte le console e anche per Play 4!
E se i supereroi,
stanchi di veder trionfare il male, si autoproclamassero sovrani del
mondo e mettessero insieme uno stato di polizia globale? Forse
sarebbero a questo punto i criminali la solo speranza contro la
tirannia.
Il sogno di ogni
amante dei supereroi e dei picchiaduro: trama alla Kingdom Come, con
collection's edition da paura con maxi statua Batman vs Wonder Woman
che da sola spingerebbe all'acquisto.
È di fatto la
concretizzazione di un sogno che molti nutrivano dai tempi di Mortal
kombat vs Dc. Il titolo in questione aveva fatto storcere il naso a
più di una persona per il suo stile un po' troppo semplificato e per
l'eresia di aver “addolcito”, privando di fatality cattive,
l'atmosfera di Mortal Kombat. Un passo falso, la Midway cade nel
baratro. Ma poi sotto l'egida della Warner, richiesta a gran voce e
stra-attesa ecco che prendeva luce l'ultima incarnazione di Mortal
Kombat: un ritorno a meccaniche bidimensionali corredato dalla
grafica poligonale migliore possibile. Una apoteosi, uno dei giochi
più apprezzati di questa generazione di console. A questo punto,
ristrutturato Mortal Kombat, qualcuno ha sperato nel restauro anche
della “parte Dc” di quel celebre versus. I lavori sono iniziati in
gran segreto e a tutt'oggi il titolo è blindadatissimo circa
contenuti e personaggi utilizzabili. Si sa solo che i supereroi DC
classici saranno i cattivi, che gente come Solomon Grundy e Joker
saranno il “bene”. Già così le aspettative dei fan subito sono
schizzate a mille. Il fatto di centellinare il rooster definitivo dei
combattenti ha ingigantito di brutto l'hype. Dai filmati rilasciati
sembra che si sia vicini a replicare la caratura dell'ultimo Mortal
Kombat, ma è ancora presto per esprimere giudizi. Aprile è ancora
lontano, avremo tempo di riparlarne con gioia.
Evan (Ben
Stiller) ama la sua comunità e si dedica con altruismo spassionato ad essa. Offre lezioni di lingua, tiene un corso di ginnastica mattutina
per il parco, rispetta le minoranze etniche e accetta con gioia
quando queste ottengono la cittadinanza americana. Evan dirige un
megastore dove Antonio, Joe Nunez, fa la guardia giurata.
Una notte
Antonio viene aggredito durante il suo turno di guardia da una figura
misteriosa. Il giorno dopo, trovando il cadavere dilaniato di
Antonio, Evan decide che la città non è abbastanza al sicuro, per
questo decide di arruolare qualcuno per la ronda di quartiere.
Accorrono, a dire il vero, in pochi. Il costruttore edile Bob, Vince
Vaughn, superficiale e fancazzista, il disoccupato Franklin, Jonah
Hill, gasato ed esagitato, e l'impeccabile e corretto vicino
Jamarcus, Richard Ayoade. La ronda si forma. Sono delle mezze seghe e
pertanto vengono sbeffeggiati a ogni loro “eroica missione”. La
polizia giustamente li sfotte. Sembra che il gruppo sia formato più
per esigenze personali dei singoli membri che per effettivo interesse
per la causa; la cosa sulle prime demotiverà Evan, ma poi una specie
di equilibrio interno arriverà.
Presto le cose si faranno davvero
strane. Antonio è stata la prima vittima non di un assassino comune,
ma di una razza aliena di invasori che usano la pelle delle vittime
per nascondersi tra la gente comune. Sono già arrivati e sono in
tanti. La ronda di quartiere riuscirà a contrastare il loro attacco?
Vicini del terzo tipo è un film strano. Ci sono scene divertenti, ma
non è un film prettamente comico. Ci sono scene che richiamano alla
fantascienza, ma questa è per lo più poco dettagliata per avere
particolare attrattiva. Anche come film sulla società medio borghese
americana sferra qualche unghiata sulla superficialità
dell'americano medio, ma non ha gli attributi per fare reale critica
sociale. Qua e là, a ulteriore conferma di un quadro di insieme così
incerto, alcuni buchi di sceneggiatura. Poteva essere una commedia
fantasy sul modello di Ghost Busters o Man in Black, ma il modello
più vicino di riferimento è il film inglese Attack the Block, cui
mutua più di una suggestione. Perfino Evolution era più carino.
Akiva Schaffer è regista del Saturnday Night Live e del simpatico
Hot Rod, ma qui manca decisamente il colpo o forse sono io a non
essere nel mood giusto (la comicità del Saturnday Night Live attuale
non è che mi faccia proprio impazzire).
Cosa rimane
quindi, pur nei limiti? Un film sull'amicizia virile, filone che
annovera Scappo dalla città e gli Hangover (una notte da leoni) e,
perché no, visto che parliamo di Stiller e Vaughn, il simpatico
Dodgeball (palle al balzo). Siamo lontani però dalle pellicole
sopra citate, forse per volontà di non varcare certi limiti, di
stare in acque chete . La cosa irrita anche perché gli attori sono
bravi e convincenti, gli effetti speciali sono discreti e molte
suggestioni dello script sono valide. Manca qualcosa e lo si avverte.
Ideale per vederlo una sera, ridere un po' con gli amici,
dimenticarselo il giorno dopo. Peccato.
Abbiamo già
parlato con largo anticipo di questa straordinaria nuova pellicola in
un nostro post in cui anticipavamo in tempi non sospetti la trama
grazie alla nostra uallera e un po' di passione per i fumetti CLICCA QUI.
Puck
Adesso
possiamo fornirvi nuovi eccitanti dettagli! Nello specifico Bryan
Singer, tornato ad essere patron dell saga, conferma che torneranno
Jean Grey e Scott Summers, alias Marvel girl e Ciclope, sempre
interpretati da Framke Janssen e James Marsden come nella prima
trilogia. Quindi a tutti coloro che stanno picchettando con forconi
l'abitazione del regista diciamo che possono finalmente rincasare. In
effetti la fine che facevano i due in X-men conflitto finale non è
piaciuta praticamente a nessuno, bisognava in qualche modo recuperare
e quale modo migliore se non usare le distorsioni spaziotemporali
della saga di Giorni di un Futuro Passato? Ovviamente è confermato
che tornerà anche Ellen Page, Kitty Pride, essendo anche uno dei
personaggi chiave della saga in oggetto e pare certo anche il
ritorno di Anna Paquin per il personaggio di Rouge. Hugh
Jackman nei panni dell'artigliato più amato del mondo non mancherà,
essendo legato da un contratto che lo lega a Wolverine per altre 300
pellicole, 20 cartoni animati, 5 addii al nubilato e un paio di feste
per i figli dei produttori in cui pare si scontrerà in duello
mortale con Ronald McDonald. Un rumor darebbe quasi per certa anche Halle Berry nei panni (speriamo pochi) di Tempesta...
Ma le novità non
si fermano qui!
Peter Dinklage in "Games of thrones"
Ahab, supercattivo
Sembra che ad
interpretare un cattivo sarà chiamato Peter Dinklage, star di Game
of thrones e uno dei miei attori preferiti di sempre. Che ruolo
interpreterà? Mistero! C'è chi diceva sarebbe stato perfetto nella
tutina nera di Puck, membro degli Alpha Fight (una specie di
Avengers Canadesi) e vecchio amico di Logan-Wolverine. C'è chi
diceva che sarebbe stato perfetto per interpretare una sentinella,
ricordando il profilo dell'attore la medesima (cosa un filo
offensiva..)o avrebbe prestato la voce ad uno di quei grossi
robottoni se fatti in cg. Singer con un tweet spiazza tutti e dice che
non sarà né Puck né presterà la voce ad un personaggio in cg,
cosa che esclude da subito la sentinella/e. Che interpreti in
cattivo, Ahab?
La data di uscita
è fissata sempre per il luglio 2014. Noi ne riparleremo sicuramente,
asteroidi mortali permettendo.
.....come di già? (segue lamentoso peana del nerd
conservatorista-retrogrado)
L'hanno presentata
da poco, arriverà a Natale 2013. sono quasi svenuto. Sì, lo so che è
fuori da un bel po' di tempo la play3, che era una macchina
controversa e difficile da programmare. Ma io ce l'ho dal 2009, il
tempo mi è volato! E sono ancora scarsissimo a giocare online contro
tosti bambini del Belgio...
Ora so che Watch
Dogs lo prenderò per play4, che probabilmente Gta5 lo prenderò per
play4. A conferma del calcio nel culo che la play3 incassa, pare che
i titoli ps3 non saranno giocabili su play4 per retrocompatibilità,
che manco i giochi presi su psn saranno giocabili. Ma che cacchio le
compro a fare ora le versioni hd di titoli del passato? Se mi conosco
un po' temo che farò come nel passaggio dalla ps2 alla ps3: presa la
nuova console non considererò più la vecchia, rimandando a un
futuro imprecisato il recupero dei vecchi games.
Poi vogliamo
mettere tutte le cose che mi hanno fatto girare della ps3 e che mi
ritroverò sulla ps4? Ormai il gioco è tutto online o sviluppato con
una componente del 70% online. Non mi preoccupano i free to play o le
micro-transazioni o i dlc. Mi preoccupa il fatto che certi giochi si
dovranno sempre più fare per forza in compagnia o supportati da
server appositi. Questo si traduce nel fatto che se c'è un gioco a
cui sei affezionato ma che il 90% del pubblico online non si fila,
semplicemente non te lo puoi giocare mai più: non trovi più i
server né trovi più giocatori. Certo lo sanno che di massima
nessuno gioca ai giochi vecchi, a livello statistico, ma se uno lo
volesse fare?
Poi l'online è
sempre pieno di bambini e un misogino come me patisce di brutto
questa circostanza: cioè ho 35 anni e sto giocando a nascondino
(call of duty) con bambini di sei sette anni. Se potessi giocare con
adulti sarebbe meno imbarazzante... oddio... non che ne sia così
matematicamente certo... Speriamo che la Ps4 permetta di vedere l'età
del giocatore effettiva così da evitare i match con i bimbi e magari
poter segnalare ai genitori degli stessi che i loro amati pargoli
stanno usando un prodotto non adatto alla loro età. Perché allo
stato attuale se uno non amasse stare a sparare nelle natiche
digitali di un bambino belga di tipo 7 anni in un Call of Duty
avrebbe poi alternative? Sono milioni e invadono la rete come
ultracorpi... Ma perché i genitori del bambino belga non leggono
sulla confezione che il gioco è v.m.18 e non piazzano un bel calcio
nel culo del pargolo che prova a giocarci... così che quel maledetto
si dedica ai libri di matematica invece che a fraggare un
trentacinquenne sfigato italiano? Non è la mia una filippica pro
scuola no videogame. É unicamente uno sfogo nerd alla: “fuori dal
çççç! Call of Duty è nostro!!! Cioè degli adulti... o
quasi. Tornatevene ad allevare foòò&%i pokemon del ??&&=
o lo dico alla vostra mamma!!!”.Ok, dopo aver espresso con la
necessaria maturità del caso questo concetto, passiamo sereni ad
altro...
La banda larga.
Non so a voi ma a me va veramente a spruzzo: se devo metterci una
notte per scaricare un demo di venti minuti (vedi metal gear rising),
in quante cacchio di ore mi si scaricherà un demo della play4? E il
tempo per gli aggiornamenti obbligatori? Pare che, come accade già
per chi ha il psn plus, ci saranno aggiornamenti automatici che
partono per cacchi loro quando cacchio vogliono. Magari mentre siete
on line e stavate per fraggare un bambino belga che poi ha vinto per
calo di lag. Sarà il futuro, ma io mi sento ancora un primitivo per
i mezzi di cui dispongo. Ricordo ancora che intorno al 2002 ho visto
al cinema con Gianluca Premonition (ne parleremo sul blog, fa parte
di una importante operazione per estendere il j-horror che in Italia
non si è filato quasi nessuno). C'era una scena che ho tutt'oggi
stampata nel cervello. Una cabina telefonica dismessa sulle pendici
di un paesino desolato disabitato da anni. Il protagonista entra in
questo catafalco rugginoso e... il telefono dispone del collegamento
internet!!!!! Roba che in Italia ci sogniamo ancora adesso!! In un
paesino sperduto in cui la gente va in giro in kimono era già la
norma più di dieci anni fa.
Aspetti positivi
delle periferiche. Ai tempi della ps3 è stato uno shock dover
comprare un rooter e un televisore hd (di quelli piccoli come un
francobollo), per lo meno ora sono acquisti che non devo più fare
(certo che un televisore con lo schermo grande quanto un fumetto
della bonelli lo potrei trovare).
Di contro ci sono
tante cosine positive. Play4 sarà una macchina potentissima e, sì
dice, più facile da programmare in quanto progettata sul feedback
dei programmatori, che hanno preferito una architettura più
versatile e duttile, similare al pc e quindi alla xbox. Magari non si
vedesse mai più quello schifo di effetto tearing, che ho odiato dal
primo istante che ho inserito un titolo nel lettore play3 (ma mi
aveva già irritato in god of war per ps2, solo che lì compariva
mezza volta). La play3 per anni è stata la sorella povera tra pc
e xBox, con software house che hanno fatto fatica a rendere sullo
stesso livello titoli ps3 e xbox360 e case che proprio non ci
riuscivano a programmare, vuoi perché non hanno mai capito
seriamente come farlo, vedi Skyrim, vuoi perché era economicamente
più semplice per i piccoli studi produrre un titolo per pc e
downgradare a xbox piuttosto che riscrivere tutto il codice da capo
per la sola ps3, con il risultato che Witcher lo vedremo solo su
ps4. Ci sono state a onor del vero software house che hanno fatto
cose egregie con la ps3, titoli che hanno zittito tutti i detrattori,
ma se si potesse sfatare questo mito della “console difficile da
programmare” sarebbe un bene per tutti.
Il nuovo pad poi
sembra sarà più leggero e conterrà anche i sensori del move. Cosa
di cui non mi sbatte una sega e temo comporti che dovrò appiccicare
telecamerine e cretinate varie alla tv. Ci sarà anche una forte
compatibilità con psvita, cosa di cui mi strastrasbatte una sega e
spero che non comporti l'acquisto della suddetta scatolina (si dice
che psvita può in remoto far girare i giochi della vostra ps4, cosa
che si concretizza fattualmente solo quando mi reco in
bagno... peccato che il bagno per me è territorio di Dylan Dog...).
Certo che stringi
stringi la ps4 starà a fianco alla ps3 nella mia cameretta. La
rottura di palle è anche il cavo hd che già non ho voglia di
spostate da un sistema all'altro. La rottura sono le implementazioni
con il move, con la psvita, con gli smartphone... basta solo che
richiedano standard il televisore 3d hd che un seppur piccolo
biglietto di minaccia ad Osaka lo mando.
Ma perché proprio
adesso? Ora stanno uscendo finalmente giochi programmati da paura,
la vita di ps3 può essere ancora bella lunga! Non si poteva
aspettare un paio di annetti prima del nuovo costoso giocattolo?
Perché so che tanto lo prenderò, sono un dannato fan della sony
dalla ps1 e sto già sbavando sulle nuove foto e filmati di play4,
porca la miseria.
Sì. lo so. Se non
la vuoi nessuno ti obbliga. Sei vecchio dedicati alla pesca sportiva
e non a fraggare bambini che vengono dal belgio. Pensa a chi usa il
pc per giocare, che spende una barca di soldi che neanche ti sogni
per la sola soddisfazione di dire: “Crysis 3 sul mio pc asfalta
Crysis 3 sulle vostre tristi scatolette di giocostazione.” Ma tanto
l'acquisto lo farò, appena il prezzo passerà da insensato a folle.
Arriva la
play4... no, non sono contento cacchio! Magari però esce Last
Guardian...