San Francisco dei giorni nostri. Il musicista cinquantenne Joe (Seth Rogen) lavora come insegnante di banda jazz al conservatorio locale, ma appena la sua classe inizia a suonare, nella sua testa non arriva alcun suono. Il volume è come azzerato, avvolto in un rumore di fondo. Joe non riesce o non vuole sentirli, finge di ascoltare, annuisce, fino a che al termine della lezione saluta, esce e riparte verso casa, a bordo di quella maledetta bicicletta che gli ha imposto la moglie Angela (Olivia Wild) per “tenersi in forma”: la principale causa dei suoi recenti dolori alla schiena.
L’abitazione è grande, in una zona centrale, luminosa, con Angela e i suoi studi da interior designer che rendono persino il piccolo bagno con doccia un’opera di Art Deco. Ma, anche se tenuta a lustro, per Joe quella casa è solo un generoso lascito di famiglia che ha ricevuto in eredità: non la sente sua, non la sente “loro”. Come non sente più suo quel pianoforte al centro del salotto, che ogni sera apriva le feste quando esisteva ancora il vecchio gruppo di Joe. Al piano ora non vuole che nessuno si avvicini, mai, per nessun motivo: alimentando il silenzio e l’aria pesante che impesta quell’appartamento. Per cercare aria Angela ha preservato una finestra senza tende, per sbirciare al piano di sopra, nella stanza da bagno dove il sorridente pompiere Hawk (Edward Norton) è solito fare la doccia.
Joe invece, appena abbandonata l’aria di casa, ogni giorno in ascensore sospira sul prosperoso seno della generosa sessuologa Pina (Penelope Cruz), compagna di Hawk. Hawk e Pina, felici a solo una rampa di scale da loro: belli, dall’aria gentile, vitali, “chiassosi”. Decisamente “troppo rumorosi”, specie di notte, quando oltre mura condominiali poco spesse la musica viaggia a tutto volume, senza riuscire comunque a coprire urla e gemiti che testimoniano un’intesa di coppia “fin troppo soddisfacente”, quasi da Guinness dei primati.
Un po’ per invidia, un po’ per curiosità, un po’ per far cessare la “molestia notturna” che spesso non consente di dormire alla piccola figlia di dodici anni di Joe e Angela, che di giorno poi va a scuola, una sera, “quella sera”, Hawk e Pina, per la prima volta, sono stati invitati a essere ospiti per cena a casa del musicista.
Per l’occasione Angela ha comprato al mercatino un tappeto nuovo.
Joe, anche per il terribile mal di schiena dovuto al ritorno in bici, arriva all’evento di malumore: lunare, malmostoso, sarcastico fino al cinismo in ogni scambio di battuta, incazzato per la spesa del nuovo tappeto. Angela con tutti i sorrisi e buona volontà di cui dispone cerca di essere “radiosa”: ha cucinato e preparato tutto alla perfezione, per tempo, ma in pochi minuti è nel panico: appena entrati, i bellissimi ospiti hanno manifestato abitudini alimentari complesse, la portata principale finisce bruciata nel forno, Joe risulta molesto oltre la media. Se tutto appare disastroso, Pina e Hawk appaiono incredibilmente accomodanti, comprensivi, empatici. La sessuologa è prodiga di consigli e attenzioni per tutti, Hawk è più silenzioso ma ascolta con attenzione, è fin troppo complimentoso. Se così tanta gentilezza all’inizio crea in Joe, per forza, evidenti conati di vomito, scatenando il suo umorismo più feroce, con il tempo la situazione si stabilizza, la musica di sottofondo crea la giusta atmosfera, gli animi si ammorbidiscono e rilassano: al punto da arrivare alle confidenze, ai ricordi e sogni, alle intimità. Pina si dedica ad ascoltare Joe, Hawk fa lo stesso con Angela. A un certo punto sono tutti così intimi da parlare di cosa effettivamente facciano di notte Pina e Hawk, al piano di sopra: non solo cene romantiche ma feste in cui tutto è concesso, scambi di coppie e giochi di gruppo, “roba tantrica”. Tutto è così nuovo e invitante, con Joe e Angela che sono invitati, come loro “nuovi amici vicini” a partecipare. La goliardia cede il passo ai balli spinti. Ma quando la situazione si scalda troppo, tutto arriva sul punto di esplodere.
Può essere rianimato, un rapporto di coppia defunto da anni, grazie a un inaspettato (e insperato) momento di complicità e erotismo?
Questa era la sfida alla base di una trama semplice ma intrigante, che in poco tempo ha racconto grande successo di critica e pubblico e ha già vissuto “diverse vite”.
All’inizio, nel 2015, questo racconto era una piece teatrale spagnola (Els veins de dalt/ Los vecinos de arriba): quattro interpreti sulla scena, una scenografia e una trama raccontata in un unico ambiente domestico. Con la risposta del pubblico l’opera si è affinata e affilata, i tempi narrativi e comici si sono perfezionati: in soli cinque anni, benché in piena epoca covid, l’opera era matura per diventare un film, The people upstairs (Sentimental), scritto e diretto sempre dall’autore originale, Cesc Gay, con qui protagonisti ben conosciuti interpreti come Javier Camara (Julio, il maestro di musica), Griselda Siciliani (Ana, la moglie), Belen Cuesta (Laura, la sessuologa) e Alberto San Juan (Salva, il suo compagno pompiere). Su schermo, grazie a un montaggio ulteriormente “claustrofobico”, l’opera diventava ancora più “sanguigna”, erotica e drammatica, ancora divertente quanto malinconica, quasi amabilmente, irresistibilmente cinica.
Un’opera stratificata ma elaborata cosi bene che allo spettatore sapeva apparire incredibilmente “leggera”: in grado di danzare con grande intelligenza e magia tra commedia e tragedia. Si rideva e si piangeva insieme, come solo le opere migliori sanno fare, anche grazie al talento di quattro interpreti favolosi.
Ma c’era qualcosa di più: era un testo con alla base una struttura e temi così universali che poteva “parlare più lingue”.
Nel 2022 abbiamo così avuto un primo adattamento “straniero”, quello italiano, per la regia del non brillantissimo Paolo Costella. Sulla scena un troppo loffio e volatile Claudio Bisio (Giulio, insegnante di musica), una spenta Vittoria Puccini (Federica, sua moglie), una carichissima e motivata ma “troppo contenuta” Valentina Lodovini (Laura, la sessuologa) e un purtroppo solo decorativo Vinicio Marchioni (Salvatore, il pompiere). Si perdeva tantissimo dell’originale miscela comico/sexy/drammatica e la trama finiva per viaggiava (male) quasi sull’unico binario della “commedia sexy”. Una commedia sexy che peraltro non diventa mai davvero sexy: forse perché il nostro cinema negli anni ha smesso di portare capire come portare sulla scena l’erotismo, quasi avendone “paura”, senza più “crederci”. Ne usciva (pur nel fraintendimento) una delle commedie sexy più castrate degli ultimi vent’anni.
Nel 2023 l’opera di Cesc Gay rinasceva invece in un nuovo adattamento, “svizzero”, The Neighbours from upstairs, seguito da un adattamento francese dal titolo Maybe more. Nel 2024 arrivava un adattamento pensato per la Corea del Sud dal titolo People from Upstairs ed eccoci al film di cui parliamo oggi, l’adattamento USA del 2026, firmata da Will McCormack e Rashida Jones (sceneggiatori di The Social Network, Black Mirror), per la regia di Olivia Wild. Come se non bastasse, è già in produzione per il 2027 un adattamento dell’opera Franco/Belga, dal titolo di lavorazione De bovenburen.
Dopo tanti anni e adattamenti, alcuni più riusciti di altri, è ancora emozionante vedere e rivedere i testi e i personaggi creati per il teatro da Cesc Gay “rifiorire” in vite sempre nuove. Chi conosce il teatro è più avvezzo a scovare più adattamenti e versioni/ rivisitazioni della stessa opera, che sanno dare risalto a sfumature sempre diverse, ma in campo cinematografico è qualcosa (per il momento) di ancora “fresco”.
La regia sicura e puntuale di Olivie Wilde, unita a un'ottima direzione degli attori e al lavoro di riscrittura mai banale degli sceneggiatori McCormack e Jones, riescono davvero a rendere giustizia e rinnovare il testo di Cesc Gay. L’ambientazione cambia, come in parte anche “l’indole” dei personaggi, ma il testo è ancora “piccante e disperato”, originale, complesso quando leggero.
Penelope Cruz e Edward Norton non fanno che confermare il loro incredibile e multiforme talento nel costruire personaggi credibili quanti sfaccettati. Il pompiere Hawk sotto una maschera solare e i toni oltremodo gentili nasconde una fragilità inaspettata, la sessuologa Pina dietro a uno straordinario “arsenale empatico” nasconde uno spirito forte quasi selvaggio. Insieme danno vita a una coppia che si completa in modo teneramente imperfetto, in complicità e costante ricerca dell’equilibrio giusto per non scontrarsi, seguendo una complessa danza emotiva. La brava Olivia Wilde negli anni ha dimostrato come attrice e regista un talento in continua crescita, curioso e coraggioso nello sperimentare, anche territori “complicati e accidentati” come il recente distopico Don’t worry Darling, imperfetto quanto carico di spunti non banali. Seth Rogen, anche lui attore e regista, è come la Wilde un gioioso sperimentatore di generi e stili, capace di muoversi con inaspettata eleganza dalla commedia demenziale al film romantico, passando per l’animazione per adulti e arrivando di recente a essere anche un credibilissimo attore drammatico. Rogen e Wilde erano la coppia perfetta da vedere insieme sullo schermo e le aspettative non sono stato affatto deluse. Il musicista Joe è introverso, incazzato, scorbutico quando inaspettatamente tenero, alla ricerca di essere “compreso” o anche solo “visto”, da una compagna che dopo troppa disillusione guarda più all’arredamento che a lui. Angela è ingabbiata senza la forza di sfuggire alla sua relazione, ma ancora in grado di scavarsi nel quotidiano piccole vie di fuga emotive. Tra Joe e Angela non può che esserci solo rimpianto, vuoto e silenzio, a meno di diventare di colpo “complici”, per sparlare dell’infelicità altrui in un continuo e abbacinante scambio di battute, sulfuree quanto irresistibili. Un ballo dialettico “distruttivo” quanto irresistibile, che scontrandosi con il ballo emotivo “costruttivo”, sensuale e gentile dell’altra coppia non può che creare fuochi d’artificio inattesi.
La nuova opera di Olivia Wilde è un film riuscito quanto rispettoso dell’opera originale, alla cui trama aggiunge una spiccata personalità grazie all’ottima ricostruzione dei personaggi. È un film dal ritmo veloce, battute sulfuree quanto romantiche, che non appena è terminata la visione si ha quasi voglia di rivedere da capo. Un film per gli amanti della commedia davvero imperdibile.
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