
Ho perso
le parole, eppure ce le avevo qua un attimo fa! Volevo dirti cose... Cose che
sai, che ti volevo... che ti vorrei... Credici! Credici un po', sei Dynit
Italia, guardati in faccia! Dico, credici! Credici un po' di più !! Di più,
davvero!!!
Il sempre
ruspante Luciano Ligabue, uno che è di quelle parti lì della Dynit, con la sua
canzone "Radiofreccia" mi ispira il giusto per parlare della
sempre più "sfiatata" condizione dei cartoni giapponesi "nuovi in
italiano". E giocoforza, finché non si vedrà qualcosa di concreto da
parte di Yamato (e intendo nuovi dvd magari di anime con età anagrafica
inferiore ai 35 anni) e qualcosa di più continuativo (pur ammirando l'impegno) da parte di Lucky Red, chi tira avanti "la baracca" per quei due o
tre fan, ragazzi che come me amavano Eva e Cowboy Bebop, è sempre la bolognese
Dynit. Che quest'anno festeggia 20 anni di attività, sfoderando con rinnovato
entusiasmo una unica, stitica, misera novità per il catalogo home-video:
l'anime di Prison School. Che sarà divertente, porcellone e ben disegnato come
il manga, di cui parlammo bene qualche secolo fa (clicca qui). Ma, caspita, tutti qui (a parte la doverosa continuazione
di Code Geass: Akito the exiled e gli episodi successivi di Gundam Origin il
cui numero 1 è uscito tipo ieri...) sono gli annunci per celebrare il ventennio?
Solo simulcast subbati già annunciato in altra sede per gli amanti degli anime?
Ma una volta a Lucca non ci stavano gli annuncioni? Forse altri tempi.
La
conferenza ha ripercorso i vent'anni della ditta parlando delle tappe storiche
più importanti. Dalla VHS ai dvd (pure citando il mio amatissimo Bem il mostro
umano!) le evoluzioni del fandom provocate da Ranma 1/2, Evangelion, Cowboy
Bebop. Hanno accennato allo scisma da cui sarebbero nate D/visual, Shin Vision
e Dynit. L'arrivo dei blu ray, il cinema, la nuova frontiera del simulcast.
E' intervenuto Fabrizio Mazzotta che tra una risata e l'altra ha detto di come
sia difficile per un doppiatore italiano fare i cartoni giapponesi, perché
tutti i personaggi urlano come ossessi e gli attori si distruggono le corde
vocali. E' intervenuto poi il CEO di VVVVID sottolineando l'importanza che
hanno per loro i fan degli anime nella programmazione e acquisto di contenti.
C'era aria di festa. Qua e là. Ma non troppa perché...
Il mondo
degli anime in Italia è cambiato "male" (per me) ed è un po' colpa di
tutti. Ma non voglio stare a ripetere quanto già scritto, anche perché identico, un anno fa, sempre sulla conferenza Dynit (qui il link). Nella conferenza Dynit di quest'anno il buon Cavazzoni ha
pure spiegato come il "core - business" non sia più già da un pezzo
il settore anime. Dynit fa più introiti con i prodotti per bambini e di recente
si è unita a Minerva per la distribuzione dei c-movie Asylum (brutti ma che
fanno scoppiare di risate i giovanissimi.., e sembra che pure li comprano
quindi...) come "Mega squalo contro il colosso" (in uscita a metà
mese) come nel lodevole ripescaggio di grandi classici del cinema, da Orson
Welles ai piccoli cult horror come Puppet Master. Chicche e rarità che stanno
allargando il loro pubblico, anche in virtù della alta qualità che Dynit da
sempre infonde nei suoi prodotti. La divisione anime Dynit invece va oggi
avanti con la paghetta limitata e nella speranza che VVVVID ora, Netfix presto
e Rai 4, di nuovo forse in futuro nel pomeriggio, abbiano gli ascolti giusti per
investire nei progetti più redditizi. E spesso redditizio può far rima con
divertente, simpatico, cool ma non necessariamente con meritevole purtroppo.
Conta il successo. Così se un anime in simulcast proposto su VVVVID (o popcorn.tv ,
che mi sta pure più simpatica) ha tantissimo successo, si potrà pensare di
tradurlo in italiano e ritrasmetterlo. Se avrà di nuovo i numeri alla seconda
visione e la pubblicità "ripaga", qualcuno potrà sperare di portarlo
in home video, spendendo a quel punto solo per il packaging, masterizzazione,
dischetto e custodia. Insomma, servono tonnellate e tonnellate di fan fedeli e
non c'è alternativa per avere anime in altro modo, se non nel futuro ricorrere
a sistemi di crowdfunding (o "finanziamento della folla" già
proposto da siti come indiegogo o kickstarter... Peraltro strada che sta
intraprendendo Tuckerfilm per finanziare gli adattamenti dei film di Ozu. Un
modo per.trasformare i preordini in introiti per produrre e distribuire o se
non si riesce ridare i soldi).

Proviamo
però a vedere i frutti attuali di questi "canali distributivi" scelti
da Dynit. Simulcast, Netfix, Rai 4 e i prodotti in home video più recenti.
Partiamo
dai simulcast.
Fino ad
oggi dalla "linea - simulcast " è uscito unicamente un titolo, forte
e seguito da una montagna di fan, come Tokyo Ghoul. Lo studio di animazione è quello dell'anime di Naruto, ha una storia darkettona sui diversi un
po' demoni, un po' X-Men, presenta una manciata di combattimenti e molti,
tantissimi soliloqui e disperati dialoghi esistenzialisti con suggestioni dal
Profumo di Suskin o dalle "carni di bimbo" di Baudelaire. Un
po' Devilman un po' The Crow con obbligatorie paranoie sul senso del bene e del
male alla Death Note. Un po' paraculo, ma non lo dico con cattiveria, più con
tenerezza. Un prodotto che alla fine ho trovato più che gradevole, bene
animato e giusto un po' menoso, ma che ho seguito con piacere, ho recuperato il
manga J-Pop bellino pure lui e presto magari ci scappa un post ad-hoc. Bene.

La prima stagione dell'adattamento dello studio Pierrot del manga di Tetsuya
Tashiro usciva in Italia su popcorn.tv e
VVVVID contemporanea col Giappone a luglio 2014. Il 23 dicembre fu il primo
"storico" anime doppiato da VVVVID, il primo titolo ad arrivare allo
step 2, il doppiaggio simulcast. Il 10 marzo 2015 arriva miracolosamente al
terzo step, l'home video, con la pubblicazione del cofanetto in anteprima al
Cartoomics di Milano, dove viene anche proiettato in una saletta . Il gothic
horror piace. Ma già più sfiga capita alla stagione 2, Tokyo Ghoul Root A.
L'anime viene supervisionato dall'autore del manga imprimendo una svolta più
action alla trama e ingarbugliando la sceneggiatura rispetto al cartaceo. Nuovi
personaggi, nuovo punto di vista, più botte, meno piagnistei. Questa seconda
parte mi piace un casino, anche perché i soliloqui sui drammi adolescenziali
sono forse fuori target per la mia età. Mi piace poi il fatto che il
protagonista prenda una decisione forte, magari un po' da pazzo ma precisa. Un
po' mi ricorda Shinji di Evangelion, anche quando fa una cazzate riesco a
volergli bene. Il fandom però si spacca, legge un "tradimento" del
loro manga preferito, minacce varie all'autore, sfoghi nei forum con
dichiarazioni di odio eterno, parole di odio scritte nero pece tra pentacoli e unicorni di sangue sulle smemorande della terza b. A qualcuno comunque l'anime
piace sempre e alla fine tutti lo seguono. Il Simulcast in contemporanea con
il Giappone parte a gennaio 2015. Forse perché c'è questa scissione nel fandom
e gli ascolto un po' diminuiscono, forse perché si vuole sfruttare il volano
delle future vendite mastodontiche in quel di Lucca, il Simulcast doppiato
VVVVID, che entra nella storia come il secondo simulcast doppiato da VVVViD,
parte tardissimo, a luglio 2015. Qualcuno iniziava pure a pensare che fosse
stato limbizzato come Psycho Pass e Sword art Online, il film di Stains/gate e
la serie di Harumi Sukumiha, il film di Toradora , Gintama. Non "wish-list
" ma impegni già presi con i fan, anime arrivati in italiano e interrotti
perché non hanno fatto magari i numeri grossi, ma che molti hanno ancora in
casa "monchi" e in attesa di completamento. Scheletri nell'armadio.
Non do di certo la colpa unicamente a Dynit, non può vivere di beneficenza e in
perdita, ma sarebbe bello trovare un modo per accontentare i fan di quelle
serie, magari facendo ricorso proprio al crownfundig, comunque tenendo aperto
un canale di comunicazione reale, ulteriore al classico laconico "ha da passa'a nuttata", che ti rifilano alle fiere. Un clima
di attesa e incertezza che si ripresentava per il seguito di Tokyo Ghoul.
Tanto incerto che a marzo, al Caroomics di Milano, ancora non c'era, al di
là di un certo ottimismo sulla bontà del prodotto, la certezza che si facesse
in home video il seguito. Ma alla fine, come nelle favole, arrivava lo
Step 3, l'home video, 28 ottobre, uscita in anteprima a Lucca, con data
ufficiale fissata per il 10 dicembre in tutto il resto d'Italia.
Dynit
pubblicava a cavallo del 2014-2015 anche L'attacco dei giganti, ma in quel caso
il titolo era già così forte e con un seguito smodato di fan che il suo
doppiaggio era stato ampiamente pianificato prima. Ora mi piacerebbe che per le
stagioni future di Tokyo Ghoul e dei Giganti non si facesse più tutta questa
trafila, ma questo è il mercato odierno e gli investimenti devono essere fatti
con tutte le dovute precauzioni .
Prison
School, anche grazie agli elementi cardine della colazione dei campioni,
"tette e risate", ha macinato una partenza in simulcast da record e
quindi è stato promosso in pochissimo, istantaneamente, al doppiaggio, in
abbinato al simulcast della relativa serie live-action: risate e tette vere,
senza censura. Viva le tette e viva le opere commerciali, se riescono a
guadagnare abbastanza da trainare anche la produzione di progetti più autorali
e "importanti". Sperando che il saltino lo si faccia e non si
aspetti di produrre solo cose commerciali. Al di là dei gusti personali (io
amavo Space Dandy... e tifo per il doppiaggio
dello spiscioso e surrele One punch man e dell'horror Death Parade... incrocio le
dita) ci sono almeno due anime di bellezza assoluta che "dovevano" essere
distribuiti in italiano. Lo so, anche se la pongo in questa ottica in fondo è
sempre una questione di gusti personali alla fine, diciamo che "in questo
caso" però è "meritorietà al quadrato". Sto (di nuovo, l'ho già
fatto in passato) parlando di Silver Spoon della Arakawa (di cui vedrei bene
pure il nuovo Arslan... Giusto per dare l'idea a qualcuno), parlo di Mushishi
della Urushibara. Opere che per fortuna sono giunte da noi almeno come manga.

Silver
Spoon scritto e disegnato con il tocco magico e sensibilità della autrice di
Fullmetal Alchemist, parla di scuola e lavoro nei campi, proponendo la natura
come possibile indirizzo di vita per i giovani. Abbiamo avuto l'EXPO sul cibo e
sui progressi della agricoltura, abbiamo un tasso di disoccupazione spaventoso,
un anime di questo tipo era e può ancora essere importate, magari se fosse
accessibile anche ai più piccoli, in italiano . Anche perché elogia l'impegno,
la fatica, lo studio e mette in luce i dubbi e perplessità ma anche le
soddisfazioni e l'importanza sociale che si celano dietro a occupazioni
percepite spocchiosamente come "di serie b" in troppe zone di Italia,
nonostante siano le occupazioni che permettono alla gente di avere qualcosa nel
piatto da mangiare a colazione, pranzo e cena.

Mushishi
parla anche lui di natura, ma condita con una punta di soprannaturale, con una
raffinatezza tale che non sfigurerebbe su un canale che si occupa di film
d'autore. C'è cuore e tanti di quei riferimenti alla botanica e all'ambiente
come alla tradizione, alla vita agreste, che viene davvero la voglia di
saperne di più. Anche se sono aspetti legati a una cultura diversa
dalla nostra la natura abbraccia l'uomo allo stesso modo, un rapporto
simbiotico. Esattamente come accadeva con il bellissimo (e
fortunatamente grazie a Dynit e Nexo passato anche al cinema) Wolf Children.
Pensate che dopo aver visto Wolf Children a una mia amica è venuta seriamente
voglia di informarsi per lavorare nel corpo forestale, anche perché il nostro
paese ha un importante patrimonio boschivo. E che un anime possa far giungere a
tali ispirazioni è straordinario. Per me poi stilisticamente come regia,
tradizioni nipponiche e impegno, Mushishi sta dalle parti di Ozu e Kurosawa.
Non per tutti, un po' lento, ma imperdibile. Ci sono intere schiere di
intellettuali, quelli che magari "non li guardano i cartoni animati", che potrebbero innamorarsi di questo anime se fosse programmato su Rai 3 con
prefazione di Enrico Ghezzi. Lo scrivo tra il serio e il faceto ma un po' ci
credo. Io una serata su Rai 3 con Mushishi e Paranoia Agent (del fu, immenso, Kon) me la vedrei alla grande. Sorseggiando una tisana al the verde. Il guaio
vero di Silver Spoon come di Mushishi è che sono per loro natura opere che se
non aiutate non arrivano al grande pubblico per ricevere lo spazio che
meritano, nonostante sia lodevole vederle almeno in simulcast. Sarebbe bello
magari se si riuscisse (perché magari si è pure tentato senza riuscirci) a
promuovere queste serie tanto da portarle in tv magari con dei partner
istituzionali come Confagricolutra e il Corpo Forestale dello Stato, il
WWF. In fondo con il WWF (non la lega di Hulk Hogan) negli anni '80 su rai 1 è arrivato Nausicaa (vabbeh che poi è pure sparito fino al 10 ottobre 2015,
quando uscirà finalmente ovunque in home video dopo la breve parentesi
cinematografica nel ciclo "the space extra"). Insomma non è un male (se poi realmente succede) se delle serie che trattano di funghi e piante
vengono prodotte con gli introiti extra di serie in cui ci sono protagonisti
adolescenti emo con aria triste alla Twilight, spettacoli che fanno
maggiormente battere il cuore del pubblico giovane (soprattutto femminile,
quello maggiore ai giorni nostri a seguire gli anime).

Tutto
questo sproloquio per dirvi che allo stato attuale, pur apprezzandone la
potenzialità e sperando per il meglio, sono più timoroso (non è che
pubblicheranno solo ed esclusivamente i blockbuster?) che entusiasta dei
simulcast come mezzo per passare alla produzione di serie doppiate
e poi in home video. Troppa gente finisce la fruizione di un'opera allo step 1.
Se la serie è lunga o divisa in più parti non è sicuro che verrà ultimata se
gli ascolti calano. La situazione drammatica in cui versano le vendite degli
anime in Italia fa si che escano in home video cose nuove unicamente in ragione
delle fiere di Milano e Lucca, con (tolti i "big" e ripescaggi) la
media orribile di circa 2-3 novità anime all'anno che arrivano all'home
video. Poi ti vedo Death Parade. Mi piace. Vedo che ha fatto gli ascolti
alti su VVVVID. Vedo che ha pochi episodi, ottimo per una proposta commerciale
da "un cofanetto e via". Ci credo. Prima della conferenza di Lucca
penso che, se ho capito il sistema, è matematico che esce in home video o che
per lo meno ne annunciano il doppiaggio simulcast. Poi leggo i resoconti della
conferenza e vedo che non l'hanno nemmeno nominato. Significa che in fondo
anche se una serie la gente la guarda su simulcast a cannone, questo potrebbe
anche non voler dire nulla? Hanno forse calcolato che dopo due visioni nessuno
vorrà più rivedere Death Parade e quindi non ha senso fare lo step 2 e 3? Si
tengono,come spero, Death Parade per un futuro annuncio? Magari come Tokyo
Ghoul doppiaggio a dicembre e a marzo home video al Cartoomix? Mistero. Forse
sarò un illuso ma mi aspettavo una specie di "nomination alla
fase due" per almeno i primi due simulcast in classifica (assoluta) di
visualizzazione su VVVVID. Magari per il futuro sarebbe carino farlo.

E dopo
aver sproloquiato in lungo e in largo sui simulcast, vediamo Netfix, che
Cavazzoni ha già dichiarato avrà anime da Dynit, e Rai 4.
Su Netfix
e Rai 4 arrivano prodotto già doppiati salvo future collaborazioni produttive.
Se un prodotto tira su Netfix o Rai 4 io spero un casino che si punti a
"rinnovarlo", magari collaborando al costo di doppiaggio delle serie
successive. Insomma, datemi almeno Psycho Pass due e film . È un prodotto
divino, intelligente e ben realizzato e una tristezza infinita che non arrivi
in Italia. Preghiere a parte, questo permetterebbe anche a serie che non
hanno avuto il simulcast di VVVVID per la seconda stagione (dannata Daisuki)
di poter "terminare" l'iter produttivo. Non sarebbe male.
E ora
parliamo di recenti uscite home video.
Riguardo
ai prodotti presenti in fiera o tra poco disponibili presentati da Dynit, non
posso che essere felice di avere in dvd il classicone Crusher Joe, che per ben
sei secondi ho sognato in box con gli oav inediti. Sei magnifici
secondi. Pazienza. Il dvd è già stato fieramente posto a fianco ai dvd di Arion
e Venus Wars. Pronto per una lacrimevole maratona amarcord. Ugualmente
felicissimo per Gundam Origin vol.1. Dopo la visione mi dedicherò al montaggio
dell'HG del Guntank RTX-65, preso a 15 euro e bellissimo... Nerdate a parte, su
questo blog continueremo e finiremo dopo una vita e mezza l'analisi di Gundam
Unicorn e faremo dei post anche su questa nuova serie con Char protagonista.
L'ho appena intravista e già l'amo alla follia. Sono ugualmente felicissimo
del simulcast di Gundam Orphans. Averi prefetto Regonguista in G ma non voglio
fare il trombone per forza, è sempre Gundam, evviva Gundam. E se va bene con i
simulcast magari per la prossima Lucca ci scappa pure l'home video. E detto
questo spero di non aver gufato la cosa.
Escono
finalmente in unico cofanetto gli episodi di Ghost in the shell Arise, border 3
e 4. E sorpresa delle sorprese, annunciato a Lucca 2014, a fine mese esce pure
Ghost in the Shell The Rising! Film cinematografico che per ora va a chiudere
la saga "prequel" di Ghost in the Shell, collocandosi dopo il
cosiddetto "border 5" o "Pyrophoric Cult". Fermi tutti,
che diavolo è questo "Pyrophoric Cult"? Per rendere le cose più
incasinate possibili la serie di oav Arise è stata convertita in serie tv, dal
nome Ghost in the shell Arise Another Architecture. In acronimo GITS:AAA.
Acronimo che si aggiunge ai gioiosi acronimi delle altre serie come GITS:SAC,
GITS:2nd GIG, GITS:SSS e roba divertente così. GITS:AAA taglia a metà i quattro
episodi di Arise (un episodio prima parte o "Zenpen" e un episodio
seconda parte "Kohen"), buttando via anche una manciata di
minuti (che chissenefrega... tanto della trama già non si capisce una
minchia...) per un totale di 8 episodi. Per fare i "simpa della
cumpa", i primi 2 episodi sono in realtà ricavati dal quarto border,
ghost stands alone (acronimo GITS:AAA-GSA 1/2;2/2 ) i successivi invece
riprendono il primo, il secondo e il terzo border di Arise. Perché farlo? Ma
per chiamare la serie "another Architecture!" (AA!). Aveva senso
farlo? Assolutamente no, perché cronologicamente il border 4 è l'ultimo e si
porta dietro tutta la trama dell'1, 2 e 3 che ancora non avete visto. Un po' come
la consecutio temporum degli episodi di Harumi Suzumiya. Roba da giapponesi.
Caso vuole che da veri incasinatori di trame, a una certa hanno deciso di
creare, per fare da ponte con il film Ghost in the shell The Rising un episodio
nuovo di pacca, strutturato come fosse un border anche lui è quindi diviso in
Zenpen e Kohen (che diventano gli episodi 9 e 10 della serie AAA) ambientato
fino al giorno prima degli eventi del film. Questi episodi compongono il
fantomatico border "Pyrophoric Cult", in cui compaiono
peraltro (guarda tu che bastardi) molti personaggi della saga Arise ed
elementi alla base del film. E ci sono anche delle dipartite... Non
esattamente un easter egg, ma un episodio vero e proprio. Perché Dynit non
pubblica quindi prima Pyrophoric Cult e dopo il film The Rising? Ora il problema
penso che sia anche pratico. Un dvd-bluray che racchiude questi due episodi
extra è uscito a fine agosto, come prodotto autonomo. Mentre i diritti
distributivi di the rising sono stati già "anticipati" da Dynit da
almeno un anno, nonostante il film esca da noi in home video quasi in
contemporanea col Giappone, magari Dynit non ha comprato i diritti di Another
Architecture "in toto" avendo già quelli di Arise. Peraltro la
premiere di Rising si è svolta in Giappone il 20-6, quando ancora Pyrophoric
Cult era solo passato in tv. Per me Pyrophoric Cult potrebbe arrivare dopo,
quindi con una gestione di diritti "a sé". Oppure potrebbe non
arrivare proprio mai nel caso i jappi impongano il riacquisto di tutta la AAA
completa per distribuire anche questa parte inedita. Un vero furto considerando
che ha pure meno minuti di Arise. Ora, sto benedetto Pyrophoric Coso si trova
comunque online. E' fondamentale per fruire del film The Rising? Finché non vedo
The Rising non ve lo so dire. Se tutta la sua ragione d'essere si riduce a introdurre un nuovo terrorista, Pyromania che ama far cadere aerei utilizzando il virus incasina - memorie Fire - Starter (ma quanto erano Fighi i Prodigy) e gli eventi a lui collegati vengono riassunti in un altro modo (a me sembra importante il modo in cui debellano il virus... Ma forse mi sbaglio e a guardare il film tappano il buco..) magari ai fini del racconto non è fondamentale. Ma succedono comunque cose, ci sono inseguimenti, sparatorie e la
trama rimane collegata, essendo ambientato poi un giorno prima del film (ribadisco). E ovviamente rompe un po' i coglioni il fatto che un tassello vada a
mancare in una serie così recente per follie produttivo-distributive come
l'insensato copia-incolla AAA. Come si risolverà la situazione? Vi faremo
sapere.

Resterebbe
da parlare della uber porno lusso edition del film de L'attacco dei giganti. Maglietta, cartoline, libricino ecc.ecc. Ma onestamente è un film che ho
saltato. Gli riconosco il merito di spremere la decompressione di 13 puntate in
due orette di visione, ma i film di ricapitolazione per me devono comunque
apportare degli elementi nuovi. Se non sostanziosi come i film di Gurren
Lagann, almeno formali, di rifinitura, come i film di Puella Magi Madoka
Magica. Qui non ho notato una scena che sia una inedita rispetto alla serie
animata. Mi hanno detto che ce ne sono ma io non le ho viste. Ma non voglio
fare troppo il formale precisino, che scappo per essere ridicolo. Se invece
della maglietta mi mettevano una Figma di Eren, Levi o Armin o Mikasa o anche
solo un pupazzo e della Pops con il gigante colossale, probabilmente questo
film me lo portavo a casa.
Poche
novità ma speriamo un futuro roseo e ricco di anime.
Talk0
Buon compleanno Dynit e grazie per tutti gli anime e
manga che ci hai portato in Italia in questi 20 anni.