venerdì 8 marzo 2013

Looper




In un futuro non troppo lontano, diciamo pure un futuro sudicio e vicinissimo, gli uomini hanno scoperto di possedere deboli capacità paranormali, che gli permettono per lo più di far sollevare una penna sul palmo della mano di pochi centimetri, di amare guidare delle moto hoovercraft a reazione piuttosto inquinanti, di poter essere assunti da un datore di lavoro che ancora non è nato. Perché nel futuro di questo futuro non troppo lontano, diciamo pure sudicio e vicinissimo, c'è chi ha scoperto la macchina del tempo. Wow! Chissà quante estrose applicazioni pratiche! Saranno forse istituiti i Timecop tra le cui fila milita Van Damme? Qualcuno porterà indietro nel tempo un almanacco sportivo? Un esperto di storia potrà andare a vivere nel medioevo? (dai, su! Caccia alla citazione!) Niente di tutto ciò.
Le macchine del tempo nel giro di mezzora sono state dichiarate senza se e senza ma fuorilegge e pertanto la mafia ha deciso di farne incetta per un nobile scopo: import export. Siccome nel futuro futuro è difficile sbarazzarsi dei cadaveri, magari perché colarli nel cemento di un palazzo è fuori moda, magari perché tutti hanno salutari dispositivi satellitari sottocutanei, i mafiosi del futuro mettono le vittime in una macchina del tempo e le spediscono nel futuro sudicio da un loro affiliato, che nell'inquadramento aziendale viene definito Looper. Lo sgherro avrà un'ora e un posto dove recarsi vergognosamente armato: vedendoseli comparire un determinato giorno in un determinato posto alla determinata ora il tizio che la mafia del futuro gli ha spedito (insieme al nuovo numero di Berserk... ma questa è un'altra storia), gli sparerà e si disferà del corpo nel modo che più gli garberà: fuoco, esplosivo, scioglimento chimico. Il pagamento del looper avviene scientificamente. La fortunata vittima del futuro pertanto viene spedita a ritroso nel tempo con uno zainetto e incappucciata. Nello zainetto c'è la paga del looper, lingotti d'argento, il cappuccio permette di evitare troppi sentimentalismi tra predatore e pollo. Fare il looper frutta, frutta un casino. Vai di macchine di lusso e montagne di soldi. Ma c'è un ma. I looper devono sparire come le loro vittime, prima o poi, o sarebbero una grana nel futuro, potenziali concorrenti. Pertanto esiste una procedura che si chiama “chiudere il loop”, una sorta di programma pensionistico del looper. Senza che ci sia un tempo specifico, un giorno ad ogni Looper verrà spedita a ritroso una speciale vittima, con lo zainetto pieno non di argento ma di una bella montagnetta d'oro. Un ottimo trattamento di fine rapporto, non ci piove, peccato che sotto il cappuccio vi sia lo stesso looper, il se stesso del futuro! Sì, Sì, il fesso che ha appena sparato, con più rughe e problemi di prostata. I looper del passato uccidono di fatto i se stesso del futuro. Si avrà una trentina d'anni per spendere tutto quell'oro (ma andrà via veloce), ma chissene. Essere looper significa avere la consapevolezza di morire, prima o poi, ma di essere pochi secondi prima a Cuba, coperti da spogliarelliste brasiliane e affogando nel Rum... prima di essere buttati in una macchina del tempo a forma di bitumatrice. Chissà perché la bitumatrice... alla fine i malavitosi del futuro devono avere comunque un feeling con le colate di cemento. Siccome il futuro è incerto, tutti i looper ovviamente se ne fregano e chiudono il loop, ma se qualcuno non se la sente di suicidarsi in un modo così fantasioso saranno gli altri looper a chiudere il loop, magari uccidendo anche il looper reticente. Joe, interpretato dal sempre più bravo Joseph Gordon-Levitt, un giorno si vede assegnare l'incarico di chiudere il loop. Peccato che il se stesso del futuro, interpretato da Bruce Willis, riesce miracolosamente a salvarsi dall'esecuzione e a scappare. La caccia è aperta.
Rian Johnson è un giovane regista con all'attivo alcuni episodi di Breaking Bad (ma quanto è bello Breaking Bad?!!), per Looper oltre a dirigere si occupa della sceneggiatura, creando così uno dei film di fantascienza più interessanti dell'anno. Un film piccolo, di quelli da seconda serata, parco di effetti speciali, ma pregno del materiale migliore per un'opera di qualità: una bella storia e un buon talento recitativo. Se Joseph Gordon Levitt, ormai attore feticcio di Nolan, è una certezza, un attore sempre bravo e in parte che per questo Looper gioca a fare un po' il bullo alla James Dean, fa piacere vedere Willis di nuovo in forma, dopo recenti performance altalenanti, compresi gli ultimi due capitoli di Die Hard. Ritroviamo con gioia anche Jeff Daniels, che amiamo però ricordare per scemo e più scemo e troviamo pertanto poco convincente nei panni del cupo antagonista. Il comparto femminile vede su tutte un'ottima Qing Xu nei panni dell'amata di Willis.
La materia è decisamente cupa, piuttosto mefitica, ma del resto la fantascienza è da sempre il territorio delle grandi domande esistenziali sull'uomo e i film che più rimangono nella memoria sono quelli che sanno colpire basso nelle paure peggiori. In Looper l'uomo vive a contatto di un futuro che lo respinge, che lo uccide letteralmente prima di accoglierlo. Per sopravvivere, pertanto, l'uomo deve uccidere il suo futuro in un tragico scherzo. Ottimo giochetto su cui riflettere in un'epoca di crisi economica come la nostra, dove non si parla più di futuro, dove i vecchi regnano e non si curano di quando morirano (e spero davvero che esista un abbastanza capiente e terribile inferno ad accoglierli, quando finalmente se ne andranno... ecco un valido motivo per essere credenti). Il looper diventa così eroe tragico. Non è nemmeno la mente dietro agli omicidi, è un mero esecutore-burocrate della volontà dei “cattivi del futuro”. Non potrà mai avere una famiglia o affetti. Vive alla giornata con un mucchio di soldi. Poi il looper invecchia, la fine del suo contratto si avvicina, capisce di aver buttato via la sua esistenza in un continuo eccesso, trova magari l'amore, ma sa che deve morire e ovviamente vuole scappare dal destino-auto-inflitto. Ma scappare è impossibile. Vi lascio con queste suggestioni, il film ha molto altro da proporre ma voglio lasciare a voi il piacere della scoperta. Mi piacerebbe anche discutere del finale, davvero geniale nella sua perfetta e spietata logica. Il film è ancora nelle sale, se ve lo siete perso correte a recuperarlo, magari dribblando l'ultimo Die Hard.
Talk0

giovedì 7 marzo 2013

Watch Dogs


Ok, il gioco presentato al Playstation meeting girava su un PC ultrapotente, ma le specifiche tecniche della nuova console targata Sony fanno sperare che la grafica di gioco sia uguale, se non magari addirittura superiore. Lo ammetto, ho già messo da parte i soldi per la prevendita... Watch Dogs pare una versione pompata di GTA, l'azione si svolge in una città quasi comletamente interattiva e viva come non mai. Gli abitanti si muovono e compiono azioni con una scioltezza e una veridicità mai viste prima. L'eroe (siamo sicuri? A me ricorda uno dei protagonisti delinquenti preso a caso da un titolo Rockstar) dovrebbe essere un hacker, tale Aiden Pearce, in grado di craccare qualsiasi dispositivo elettronico. Nel video si nota come riesca a utilizzare questa capacità per mandare in tilt i semafori, causando incidenti stradali oppure per rubare soldi direttamente dal conto corrente dei passanti attraverso i bancomat. Le città di oggi sono piene zeppe di dispositivi elettronici di ogni specie, dalle telecamere ai mezzi pubblici, dai caselli autostradali all'illuminazione pubblica, quindi le possibilità di interazione sono pressoché infinite. Se a ciò uniamo il fatto che console come la Play 3 o l'XBox 360 hanno già dimostrato di poter muovere un numero impressionante di poligoni e di poter ripordurre una città vastissima in ogni minimo dettaglio, le aspettative sono a mille...vi terremo aggiornati su ulteriori notizie...
Gianluca

mercoledì 6 marzo 2013

Star Wars VII


Qualche ulteriore aggiornamento, tendendo presente che tutto ciò che viene scritto e riportato dai vari siti è da ritenersi ufficioso, in mancanza di conferme da parte di Disney.
In sostanza la trama si svolgerà diversi anni dopo episodio VI, in un'epoca in cui i personaggi della trilogia originale saranno molto più anziani; dopo Harrison Ford e Carrie Fisher, si aspetta infine un cenno di assenso da parte di Mark Hamill, il mitico Luke Skywalker. Ebbene, tutti loro saranno ovviamente più vecchi e ormai dediti ad allevare pargoletti più o meno agitati. Questi pargoletti, probabilmente adolescenti o giovani, saranno i veri protagonisti della nuova trilogia, relegando gli anziani genitori a un ruolo che pare sempre più marginale. Chi saranno ancora non si sa... voci iniìsistenti vorrebbero Simon Pegg molto vicino ad accettare un ruolo nella saga, dopo essere stato Scotty nel nuovo Star Trek targato Abrams. Lui smentisce ma chissà...
Vi terremo come sempre aggiornati, visto che mancano ancora quasi tre anni al completamento del nuovo capitolo!
Gianluca

martedì 5 marzo 2013

Le Storie Vol. 5


 “Il lato oscuro della luna”

Disegni: Matteo Mosca ; Testi: Alessandro Billotta


Due fratelli giocano con le loro pistole spaziali. Qualcosa di strano sta accadendo in una missione spaziale, ma il mondo si dimentica del piccolo equipaggio perché è stato appena ucciso JFK. Un padre non fa più ritorno dal mare e una madre decide di iniziare a odiare i suoi figli. Forze sconosciute si nascondono al buio, tra le ombre. Ma qualcuno ha il coraggio di affrontare il buio di mettere insieme i pezzi, di trovare la verità. Ma non ci sarà una sola verità.
Superare il limite, varcare il muro invisibile tra luce e oscurità, voglia e nel contempo timore di scoprire l'inesplicabile, guardare il lato oscuro della luna, a noi mortali sempre negato dalla rotazione dei pianeti. Il quinto numero delle Storie parla delle zone d'ombra e traccia labirinti mentali in cui perdersi fondendo storie private, Storia, horror e fantascienza in un mix così perfettamente plastico e duttile che lascia al lettore la possibilità di scegliere una propria interpretazione dei fatti, di scoprire parlando con altri lettori nuove suggestioni e letture. Un oggetto strano quindi, un puzzle con più tessere doppie. Un meccanismo narrativo così studiato nel dettaglio da meritare solo plausi, probabilmente il migliore fumetto italiano di questo 2013, non fosse per quell'intro un po' noiosa e un po' verbosa, peccato veniale che comunque acquisisce una dimensione e un senso mano a mano che si scava nella narrazione. I disegni sono molto curati, carichi di dettagli e appropriati per rappresentare l'umanità dei personaggi. I fondali sono minuziosi, le tavole scavano nel buio delle ambientazione con fare indagatorio ma lasciano sempre lati irrisolti dove socchiudere lo sguardo e immaginare. La copertina del volume, di Aldo Di Gennaro, è poi un vero gioiello, perfetta in ogni dettaglio, la vedrei bene come poster da appendere in ufficio.
Differentemente dai precedenti volume de “Le Storie”, qui non si avverte nemmeno la penuria delle pagine, tutto scorre ed è correttamente dosato. Se ne vorrebbe una razione extra, ma sarebbe troppo, svelerebbe troppo e magari andrebbe a discapito della magia di queste pagine. Un volume consigliato senza riserve, la dimostrazione che il fumetto è un media sempre più straordinario per descrivere sogni e relazioni umane.
Un capolavoro, equilibrato e appagante, che non doverebbe mancare nella collezione di nessuno. 
Talk0

lunedì 4 marzo 2013

Die Hard – un buon giorno per morire



Bruce Willias torna per la quinta volta al personaggio di John McClane, il character che ne ha decretato la fama come attore action. Alla regia l'ignobile tipo che ha diretto Max Payne, un regista scarso scarso di nome John Moore. Ad affiancare il protagonista, nel ruolo del figlio Jack McClane, il promettente (?) Jai Courtney, che i nostri affezionati lettori ricorderanno aver impersonato il ruolo di Varro in Spartacus: un armadio con stipati mille muscoli ma dal q.i. (parlo del personaggio di Varro ovviamente) di una rana investita da un camion. Questa volta McClane non deve salvare un palazzo da dei terroristi, non deve salvare un aeroporto da dei terroristi, non deve salvare una città da dei terroristi, non deve salvare... non mi ricordo nemmeno cosa salvava nel quarto film, era tutta una pellicola di colore blu modello Underworld (e infatti il regista era Wiseman), la spalla era insopportabile, i cattivi inesistente e pur essendoci nel cast Maggie Q questa era sempre coperta: più che un film una bestemmia. Questa volta McClane si fa un viaggetto in Russia, luogo dove deve aiutare (?) il figlio contro dei tizi russi pazzi e doppiogiochisti. Ammetto, la trama mi è oltremodo fumosa anche in virtù del fatto che per via del ritmo mortifero della narrazione devo essermi addormentato in sala almeno 3 volte. Quando mi si aprivano gli occhi, per le esplosioni del subwoofer (prossima volta scegliamo una saletta tranquilla e sonnolenta non quella dal giga-impianto) per lo più vedevo Willis sparare o far esplodere qualcosa o qualcuno o combinando le due cose, continuando a ripetere una frase tipo “e dire che questa doveva essere una vacanza”. Tedio. Puro masochismo auto-inflitto. La trama non va da nessuna parte, non è interessante, non si capisce chi sono i cattivi, perché lo fanno, che cacchio vogliano. A onor di cronaca segnalo una bella scena di inseguimento in autostrada e una sequenza finale con elicottero che mi ha ricordato i bei tempi andati de L'Ultimo Boyscout del compianto Tony Scott. Credetemi, mi piange il cuore a parlar male di questa pellicola.
Amo molto i primi tre film, il modo in cui mischiano sapientemente l'action movie con il disaster movie in una rincorsa tra micro e macro cosmo, dove le azioni del singolo hanno peso per la collettività.
Galattico il primo film con protagonista l'eccentrico palazzone noto come Nakatomi Plaza, con i suoi cattivi anche simpatici, l'atmosfera natalizia, l'amico poliziotto con cui scambiare poche parole al telefono (che poi ha fatto Otto sotto un tetto, telefilm troppo divertente), i condotti d'areazione più claustrofobici che in Alien.
Divertente e veloce il terzo Die Hard , quello con Samuel Jackson a impersonare Zeus (altro che Liam Neeson ne L'ira dei titani...), laddove la città di New York diventa un vero personaggio e un signor cattivo come Jeremy Irons imbastisce con l'eroe una guerra di indovinelli su tutto il territorio, il folle “Simon ordina”, con le corse in macchina per Central Park e i sotterranei di Fort Knox. Wow, quello sì che è un bel film, ricordo ancora la colonna sonora. Ve la ricordate Summer in the City, proprio nei titoli di testa? John McTiernan alla regia come per il primo e altrettanto ottimo Die Hard (nonché regista di Predator).
Pure Renny Harlin con Die Hard 2 aveva fatto meglio (anche se il suo top per me è lo stratrash Cliffhanger con Stallone Alpino, uno dei film che vedo integralmente ogni volta che per puro caso mi ci imbatto).
Poi Wiseman... va beh... ma perché i produttori insistono a dare lavori a Wiseman?? Come si può dare a Wiseman due miti come Die Hard e Total Recall, due delle mie pellicole preferite, vedere che ne combina Wiseman e ciononostante dargli da fare altri film?? Non può Wiseman dedicarsi a Underworld, unica cosa che gli riesce benino? Mistero.
Ma Moore. Moore è inconcepibile.
Bruce Willis negli anni ha lesinato le apparizioni, uno o due film all'anno, dimostrando di essere un attore valido ovunque lo metti, capace anche di salvare filmetti come Surrogates (com'era il titolo italiano... tipo il Mondo de Replicanti mi pare), oggi torna alla carica con diversi ruoli, dalla commedia di Wes Anderson, Moonrise kingdom, al nuovo G.I. Joe oltre agli Expendables e a Red, pellicola molto carina sulle spie in pensione che presto avrà un seguito e al futuro prossimo Sin City 2 di Rodriguez (aridacce predators 2 !!! Te lo sei scordato?!!) in cui vestirà di nuovo i panni del detective Hartigan. Perché allora questo Die Hard così poco ispirato? Perché un Die Hard 4 così poco ispirato? Ma si può essere tanto miopi da svaccare una delle serie di punta Paramount, mettere sulle spalle di un unico e bravo attore le sorti di pellicole scritte male e dirette peggio e rimanere impuniti a contare i soldi che comunque arrivano da qualche fan nostalgico di vecchia data? Mistero.
Sì, il film è comunque godibile in modalità “automatica”: cervello spento, tanti pop corn e birra gelata a fiumi. E tra un boom, ta ta ta e un badaboom ci si può anche intrattenersi un po' nell'ammirare la sequela di scene esagerate inanellate una via l'altra. Sì, c'è anche una gnocca decisamente notevole. Ma il divertimento è davvero pochino pochino. 
Talk0

domenica 3 marzo 2013

Assassin's Creed 4

Ehi, calma! Sto ancora giocando il 3! Non vi sembra il caso di pazientare un po'?


Neanche il tempo di completare la campagna principale di Connor, quand'ecco comparire il trailer del nuovo capitolo! E io che pensavo che avrebbero spinto sulla trilogia "alla Ezio", per sfruttare al massimo la frontiera, vero e proprio fulcro del terzo capitolo. Niente di più sbagliato. Il prossimo sarà il quarto capitolo, con un vero IV alla romana dopo il titolo e un "Black flag", che fa intendere dove il gioco voglia andare a parare.
Il punto più interessante dell'epopea di Connor, presentata come una vera rivoluzione per la saga, ma poi dimostratosi "solo" un ottimo capitolo con tante innovazioni, è stato sicuramente quello dedicato alle missioni navali; un vero gioco nel gioco, divertente e ben strutturato. Il nostro Connor dismetteva gli abiti da assassino e prendeva il timone di una nave con cannoni di ogni genere e si dilettava a speronare e affondare la flottiglia inglese, anche durante tempeste spaventose; un orgasmo per gli occhi! Ebbene, Ubisoft non ha perso tempo e ha deciso di dedicare il gioco numero 4 (6 se si contano i due capitoli aggiuntivi di Ezio) al nonno di Connor, tale Edward Kenway, un assassino - pirata che naviga per i mari Caraibici. Dal trailer si capisce che avremo a che fare con missioni sulla terraferma, per mare e...sott'acqua? Chissà... Cosa mi aspetto? Sicuramente una campagna navale ampliata al massimo e la possibilità di esplorare le isole in totale libertà; niente più cervi da scuoiare, ma serpenti a cui fare attenzione! Le ambientazioni principali dovrebbero essere Cuba, Giamaica, Bahamas e Florida. La data di uscita? Il trailer dice 29 ottobre per tutte le console e anche per Play 4! 
Gianluca

sabato 2 marzo 2013

Injustice gods amog us




E se i supereroi, stanchi di veder trionfare il male, si autoproclamassero sovrani del mondo e mettessero insieme uno stato di polizia globale? Forse sarebbero a questo punto i criminali la solo speranza contro la tirannia.


Il sogno di ogni amante dei supereroi e dei picchiaduro: trama alla Kingdom Come, con collection's edition da paura con maxi statua Batman vs Wonder Woman che da sola spingerebbe all'acquisto.
È di fatto la concretizzazione di un sogno che molti nutrivano dai tempi di Mortal kombat vs Dc. Il titolo in questione aveva fatto storcere il naso a più di una persona per il suo stile un po' troppo semplificato e per l'eresia di aver “addolcito”, privando di fatality cattive, l'atmosfera di Mortal Kombat. Un passo falso, la Midway cade nel baratro. Ma poi sotto l'egida della Warner, richiesta a gran voce e stra-attesa ecco che prendeva luce l'ultima incarnazione di Mortal Kombat: un ritorno a meccaniche bidimensionali corredato dalla grafica poligonale migliore possibile. Una apoteosi, uno dei giochi più apprezzati di questa generazione di console. A questo punto, ristrutturato Mortal Kombat, qualcuno ha sperato nel restauro anche della “parte Dc” di quel celebre versus. I lavori sono iniziati in gran segreto e a tutt'oggi il titolo è blindadatissimo circa contenuti e personaggi utilizzabili. Si sa solo che i supereroi DC classici saranno i cattivi, che gente come Solomon Grundy e Joker saranno il “bene”. Già così le aspettative dei fan subito sono schizzate a mille. Il fatto di centellinare il rooster definitivo dei combattenti ha ingigantito di brutto l'hype. Dai filmati rilasciati sembra che si sia vicini a replicare la caratura dell'ultimo Mortal Kombat, ma è ancora presto per esprimere giudizi. Aprile è ancora lontano, avremo tempo di riparlarne con gioia. 
Talk0