lunedì 20 luglio 2015

Jurassic world



C'era una volta un regista con dei sogni pazzeschi e la capacità di trasportarli sul grande schermo di un cinema  di provincia, con le sue classiche poltrone in pelle cariche di cicche appiccicate ovunque insieme al lerciume e perenne odore stantio di sigaretta.
Per tutto il periodo in cui quelle orribili poltroncine sono state in sala, il regista ha partorito le cose più belle.
Poi è arrivato Jurassic Park o forse sono io che sono cresciuto. Di fatto quell'evento ha comportato il pensionamento delle poltroncine zozze in pelle.
Il fatto che il regista amasse dirigere i bambini e ce li ficcasse a forza in ogni dove iniziava a pesarmi. Bambini sempre urlanti, saputelli, molesti, odiosi, sempre protagonisti sulla scena. Piccoli stronzi da intrattenere e per i quali gli adulti devono perennemente fare i pagliacci, sdrammatizzare di continuo, stimolando la loro curiosità e intelligenza, rendendoli utili allo svolgimento dell'avventura.
Per un attimo speri che non ci siano, in Jurassic Park. Ma eccoteli arrivare, in due, dopo dieci minuti di trama, pronti a impossessarsi del film. Perché il grande regista, Spielberg, racconterà che fin da bambino sognava coccolare un dinosauro e per questo ha voluto che almeno al cinema i bambini potessero vedere dei dinosauri e sognare di coccolarli. La pellicola era ed è nelle intenzioni questo, intrattenimento innocuo per bambini. Un Alien senza sesso droga e rock'n'roll per famiglie. Una giostra dai molti colori, qualcosa che ti viene in faccia per giusto un urletto, bambini presenti sempre, intelligenti, incolumi nonostante tutto. Ve li ricordate i piccoli mostri del primo Jurassic Park?


Questa è oggi Ariana Richards, che interpretava la piccola intelligentissima Lex. Ragazzina emarginata perché troppo intelligente, che si professava hacker perché sapeva orientare un mouse sullo schermo. Urla per tutto il film.


Dopo "La Principessa Stallone", del '97, salvo casi sporadici fa la casalinga. E credo cucini come recita. Male.
E questo è oggi il piccolo Tim, al secolo Joseph Mazzello. Che tutti ricordiamo per pari da cadavere in C.S.I. e Person of Interest e per il ruolo di Mouse (tre minuti scarsi) nel G.I. Joe "economico" con The Rock e Bruce Willis.


Anche Tim urlava, faceva domande dotte sui dinosauri e per un momento ho sognato venisse folgorato da una scarica elettrica. Ma niente. Ed era ovviamente un bambino molestissimo.
Ora non sto facendo un pippozzo sulla deriva hollywoodiana di scegliere gli attori bambini come se fossero a un concorso di cuccioli, bellini anche se sempre "cani", per poi appena non sono carini abbandonarli al proprio destino di casalinghe o agenti della Folletto. Ma no, voglio essere onesto, il pippozzo ve lo faccio eccome perché di bambini carini che recitano col culo in produzioni multimilionarie per attirare al cinema altri bambini urlanti e molesti che corrono in sala tutto il tempo coperti da pop corn con la scusa che sono lì per vedere un film sui dinosauri mi sono rotto i coglioni.
Sono per il ripristino in sala della cosiddetta "maschera", quella figura istituzionale che ai bimbi urlanti e zarretti che infestano i film horror indica l'uscita e nel caso usa una una mazza ferrata.
Razzismo intergenerazionale a parte. Oggi si "costruiscono" sempre più filmini con l'ottica che possano piacere ai bambini moderni, affetti da un deficit dell'attenzione spaventoso. Le trame sono fatte al loro livello e sono spesso delle spaventose idiozie. E Jurassic World è un po' il manifesto di questo modo di fare.
Ok. Questo era il preambolo. Ma è giusto che vi posti un altro paio di foto. Ecco i nuovi bambini.


Questo è il piccolo Gray, al seguito Ty Simpkins. Oltre al dramma di non avere un nome umano e portare un cofano di capelli spaventoso, Ty è ovviamente un attore terribile e frignante per tutta la pellicola. E la trama lo vorrebbe pure in grado di comprendere delicate sfumature della crisi in atto nella sua famiglia. Ma lui urla e piange e basta.


E questo è Zach, il fratello maggiore, al secolo Nick Robinson. Grazie a questa faccia i suoi genitori organizzano dei pullman per andare a trovarlo e prenderlo a schiaffi. Ci sono gli sconti comitiva a luglio. Accorrete. Zach è un classico ragazzino della sua età. Perennemente arrapato da tutto quello che gli si muove intorno. Diciamo che da questo punto di vista siamo in territorio neo-realista. Il problema è che il personaggio dovrebbe essere anche acuto e intelligentissimo, ma tiene per tutto il film, qualsiasi cosa accada, questa espressione da James Dean da accatto. Ricordatevi che la promozione dei pullman scade all'inizio di agosto...
Siete pronti ad amarli? Siete pronti a vedere dei dinosauri spettacolari nel più fantastico posto del mondo? Bene!! Mettiamo John Williams a palla che si comincia!

Sinossi fatta male: non sopportate più il vostro partner? Il vostro allenatore di pilates è meglio vero?Vorreste trovare il tempo per andare dall'avvocato a firmare le carte del divorzio, ma avete sempre i bambini per casa? La soluzione è alla vostra portata! Spedite i vostri figli al Jurassic World!! Nella ridente cornice di un'isola misteriosa, un magnate che assomigliava incredibilmente a Babbo Natale ha ricreato con tecnologie fantascientifiche degli incredibili dinosauri. E grazie all'esperienza ventennale degli scienziati del Jurassic World ora non solo potrete vederli da vicino ma pure giocare con la loro versione pony, avventurarvi in percorsi safari all'interno di sicurissime palle giganti per criceti, applaudire al parco acquatico alle prodezze da delfino del maquantocacchioegrandesauro, dare da mangiare ai brontosauri e assistere allo show degli pterodattili nella loro voliera (spettacolo non ancora in programmazione, novità 2016). E tra tanti dinosauri, mcdonalds, negozi di gadget e la ciuf ciuf monorotaia panoramica i vostri figli non si accorgeranno neanche che al ritorno a casa non avranno più una casa in cui vivere. Ma due! Con due mamme e due papà! Doppio divertimento!


Ma i genitori di Nick e Ty non hanno partecipato alla promozione "divorzio + parco giochi premio" attiva in tutti gli studi legali d'America. Non avrebbero mai potuto farlo. Hanno invece fatto ricorso a Claire (Bryce Dallas Howard), la cara zietta e capoccia amministrativa del parco. La quale in un attimo si è occupata dei nipotini assegnandoli alle abili cure di una stagista sottopagata. Perché Claire, che è donna di successo e tiene sempre i tacchi alti come segno di girl-power ha tutto un parco da mandare avanti. Un parco con un recente bassissimo coefficiente di "wow factor".
I dinosauri non fanno più gli incassi di un tempo. È roba già vista, il pubblico si annoia, non compra più le magliette e se non si fa qualcosa la monorotaia panoramica sarà vuota. Bisogna investire e diversificare, proporre stimoli nuovi o il theme park è spacciato. Servono nuove attrazioni e finanziatori. Così Claire ha a che fare da un lato con i militari e dall'altro con i genetisti. Il dottor Wu, già attivo ai tempi di Babbo Natale Hammond, ha creato un nuovo dinosauro mischiando a cacchio codici genetici, l'Indomitus Rex. Certo "wow factor" alle stelle per un mostro più grande del t-rex, con più denti, più forza e un insieme di poteri speciali e sensi potenziati che ne farebbero il cattivo finale di un videogame!! Le magliette andranno a ruba, ma dove lo metti questo mostro? Cosa mangia? E se poi si incazza? E quindi Claire nel frattempo investe in una mega gabbia climatizzata che a mantenerla ci sfami il Ghana.


Poi ci sono i militari e fantomatici esperti comportamentali come l'amato Owen (Chris Pratt), che cerca di convincere dei velociraptor, che nel DNA hanno geni di rettile estinto e rospo, a riportargli indietro un bastone come fossero dei pastori tedeschi. Che tenero Owen. Ci crede davvero ed è riuscito a sviluppare pure una specie di linguaggio per parlare con loro. Il progetto va avanti ma a rilento. I raptor come il leone di Madagascar in un attimo si scordano tutto e inseguono gli uomini come bistecche. Ma Owen è fiducioso. E pure il suo superiore Hoskins (Vincent D'onofrio ) lo è, già sogna un paio di applicazioni belliche pratiche. Ma Owen per il momento è contrario, i suoi raptor non faranno la guerra, ma un musical ispirato alla carica dei 101. Owen il sognatore, Owen il ribelle che vive in una roulotte e sta a letto nudo a ungere la sua moto vintage. Claire non ci resiste, forse è l'uomo che potrebbe farla scendere dai tacchi. Ma intanto il delirio capitalistico di cui lei stessa fa parte si becca una sonora scuffia da parte di madre natura in persona. L'Indomitus Rex è scappato, sta distruggendo tutto liberando dalle gabbie dell'oppressione i suoi compagni rettili e stanno per piovere casini per il parco. Ed è qui che il film decolla. E sembra quello che vorrebbe fare la Asylum se avesse un budget gigantesco.
Oppure una versione pompata di Pirhana 3D. Senza sangue, senza tette e senza il pene del mio amico Ultraman sminuzzato.
Uno squalo 3 per bambini: come cercavo di argomentare nel lungo e pallosissimo preambolo, il target di questa pellicola sono e saranno sempre i ragazzini. Nello specifico di Jurassic World i ragazzini moderni, quelli che se non li stordisci continuamente di immagini colorate aprono il loro smartphone e iniziano a chattare, con la luce del telefonino che si vede almeno a cinquanta metri di distanza. Ribadisco, reintroduciamo le maschere con mazza ferrata che intervengono appena qualcuno accende l'odioso "faretto" nel buio della sala.
Ed è naturale che una trama che punta a tenere desta l'attenzione ogni maledetto secondo con continui colpi di scena rischi fortemente di diventare una merda. Una roba alla Lindelof .
Un prodotto che riguardato annotandosi "cosa fanno i personaggi e perché" non torna, è schizofrenico!! E sembra che ai produttori vada comunque benissimo così, perché tanto i soldi al botteghino li hanno fatti (si parla di record dei record di incassi ) e il film è così colorato che è capace di vendere sicuro anche in home video. Ma se stai a guardare il capello... vi propongo una sfida. Trovatemi qualcosa di logico nei personaggi e nelle azioni del miliardario con l'elicottero o del soldato Vincent D'Onofrio. Spiegatemi le motivazioni che spingono a entrare nella stradina segreta del percorso della sfera. Motivatemi il gesto estremo di aprire proprio "quella" gabbia. Ancora una volta mi tocca dire una frase che sta per arrivarmi a noia: "per vedere questo film bisogna spegnere per un attimo il cervello". Perché queste sono scelte di sceneggiatura volute, ricercate, studiate a tavolino attraverso magari screen test a cui fanno partecipare ragazzini con deficit dell'attenzione. Ragazzini che se accenni un minuto la trama aprono il cellulare. Questo è davvero cinema inscatolato per i gusti della massa .
Se si riesce a trascendere dalla sceneggiatura "così così ", si possono notare attori che si sforzano davvero di lavorare al meglio, effetti speciali che sono realmente impressionanti, scene d'azione travolgenti. Visivamente il film è uno sballo, se amate i mostri non devo neanche convincervi, lo avrete sicuramente già visto e aspettare di comprarlo il home video per rivederlo. C'è poi una scena secondo me che è il top dell'orgasmo visivo e ci fa assaporare lo Spielberg d'annata che più mi piace (la regia è di un tale di nome Colin Trevorrow, uscito chissà da dove e a cui vogliono far dirigere ora Star Wars IX, ma di fatto questo film è gestito da Spielberg al 100%), quella dell'attacco degli pterodattili alla città, con bacio finale che ha un non so ché di cinema alla Herroll Flinn (e quindi anche di Indiana Jones).
Se avete poi la perversione (una sorta di feticismo) per i parchi giochi a tema e i film che ne parlano come Rollercoaster, Lo Squalo 3, Beverly Hills Cop 3, Final Destination3, Scoobie Doo (scritto da James Gunn), diventa imperdibile.
Un T-Rex? Ti mangio il pancreas sfigato!

Certo che sarebbe bello vedere un film con dinosauri assetati di sangue dal budget elevatissimo, un autentico survival con gente piena di armi che corre e spara come in Aliens - Scontro Finale. Un film con una trama per una volta seria e non resasi ridicola per venire incontro al pubblico dei bambini e dei rispettivi genitori preoccupati che i pargoli non vi trovino sangue, violenze, sconcezze. Un film che non debba fare da babysitter, mentre si stanno firmando le carte di un divorzio.
Ma i dinosauri sono giocattoli vendutissimi, i bambini li amano e a tutti va benissimo così. Probabilmente un nuovo film è già in lavorazione.
Forse per apprezzare davvero Jurassic World bisogna cercare di tornare bambini, ricominciare a stupirsi, avere la forza di fantasticare senza stare troppo ad analizzare, dissezionare, voler comprendere a tutti i costi, cercare risvolti intelligenti per forza in una trama stupida. Magari aiuta il fatto di andare nelle sale con i pargoli e stare a osservare, più che lo schermo, quanto al pupattolo si spalanchino gli occhi quando il mostrone immenso esce dalla sua piscina a mangiare lo squalo. Pura magia. E poi magari passando per l'edicola comprare due dinosauri di plastica, da farci i combattimenti, facendo i versi, mentre la mamma ci prepara i bastoncini Findus. Con l'insalata, anche se non ci piace tanto. Che belli allora che diventano i dinosauri tutto zucchero di Spielberg. 
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domenica 19 luglio 2015

Orfani: Ringo vol 10: animali selvaggi


E finalmente siamo arrivati a Milano! La stazione centrale con il Frecciarossa che porta le genti del sud a rubare il lavoro, i bastioni di porta Venezia dove stanno gli scioperati come me, la piazza San Babila dei sciuri, la Via della Spiga delle modelle gnocche nude e degli arabi dai grossi portafogli, il Castello Sforzesco e Parco Sempione per una volta privo di spacciatori (crisi post-atomica ?). Perfino un tizio che assomiglia a un vecchio leader leghista! Dai mi sento troppo a casa!
Anche se è tutto distrutto, tutto in rovina, Milano tiene botta e sono sicuro che la trattoria Da Oscar, in porta Venezia, tiene ancora altissima la bandiera dell'arte culinaria italica. Peccato che Ringo e i suoi cuccioli abbiano sbagliato strada e non ci sono passati, si sono persi qualcosa di bello. Avrei voluto vedere anche i Navigli , il Monumentale, viale Zara che sicuro mi diventava una roba alla Sin City... Ma purtoppo dobbiamo andare avanti, che il tempo stringe e una cosa una sulla trama del numero non l'ho ancora spiccicata. Milano è peggiorata, ma resta un posto di lupi, seppure questi siano geneticamente modificati e quindi neppure buoni per essere mangiati.
La città è deserta, depredata di ogni sostanza vagamente commestibile. Un grosso e tronfio scatolone vuoto. Dal nulla appare un castello. Rosa vuole andarci e Ringo glielo consente, alzando il pesante portone elettrificato che blocca l'accesso. Conseguenza per la quale i ragazzini passano e vanno a fare incetta di mele padane. Mentre Ringo perde i senso e fa quindi un nuovo incontro con Jonas. Qui si apre una interessante parentesi di sociologia recchioniana. Jonas, il techo-fascista dice a Ringo che è possibile comunicare con lui, basta picchiarlo fortissimo in faccia e il suo controllo mentale può vacillare, rendendolo più simile a un essere umano. Ma allora e così che si fa democrazia del futuro! Ed è anche abbastanza pratico!
Jonas, tornato momentaneamente in sé, informa Ringo del fatto che tra due numeri si conclude la seconda stagione di Orfani e che quindi deve prepararsi che sarà tutta una escalation di botte e tradimenti. Basta perdere tempo negli autogrill!!
Fa poi anche una rivelazione grossa-enorme che non vi dico, o il numero non me lo comprate più .
Nel frattempo gli orfani hanno a che fare con i leghisti post-apocalittici, intenti nella difesa delle mele padane dop. Come andrà a finire?
Luci a San Siro 




Noi a Milano c'abbiano il grano, mica come voi poveracci!

Ci stiamo avvicinando al finale di questa serie. I cuccioli allevati da Ringo diventano sempre più grandi nella misura in cui sta del tutto finendo la loro innocenza da fanciulli. È tempo di dimostrarsi uomini e questo significa essere in grado di compiere scelte difficili, spesso necessarie quanto sbagliate e addossandosene la responsabilità. Il racconto di Recchioni parte come il classico viaggio in una terra deserta e desolata, riprendendo il copione della sopravvivenza come unica chiave per poter avanzare, ma a metà del volume tutto cambia. Una nuova importate rivelazione getta nel caos tutta la narrazione e nulla sarà più come prima dopo la lettura di queste pagine. Un numero quindi fondamentale, duro, ingiusto e forse necessario. Un numero in cui la temperatura sale progressivamente come in questa torrida estate. C'è una scena significativa che voglio sottolineare. Ringo è circondato da dei lupi mutanti che stanno per assalirlo. L'eroe mette da parte le armi, cerca il lupo più grosso, il capobranco, lo sfida a mani nude. Lo abbatte in combattimento conferendogli quella che ritiene una buona morte, una morte da guerriero. Gli altri lupi scappano. Valutate questa scena che impatto ha sui ragazzini. Valutate quanto sia davvero servita come insegnamento. È un aspetto che mi ha sorpreso .
Ottimi i disegni di Pittaluga per i colori di Saponti.
Milano è grigia, dalle venature marroni, trasuda ruggine e miseria in un continuo eco di grandezza passata. Avrei voluto vedere i Navigli, con la natura che, secondo me, si sarebbe riappropriata del territorio. Ma il lavoro grafico è potente, di spessore, le architetture sono così dettagliate da sembrare delle fotografie rielaborate. Per me, che vivo dalle parti di Milano, veder le San Babila distrutta o la stazione centrale ha offerto probabilmente le sensazioni che i giapponesi provano quando vedono Godzilla distruggere Tokyo. Mi ha fatto davvero paura. E penso che questo lo abbiano provato anche i lettori che vivono nelle città in precedenza rappresentate da questa serie nella versione post apocalittica. Davvero forte, quanto disturbante. I disegni dei personaggi sono molto belli ma diventano spettacolari quando "esplodono" nelle scene action. Davvero violente nella misura in cui sono anche inattese, veloci, a senso unico, glacialmente senza ritorno. I colori impreziosiscono poi i contrasti, dal grigio ruggine della metropoli si passa poi a colori più caldi e accesi, potenza della natura, metafora forse di un nuovo "ordine naturale" che risorge. Ed è in questo clima caldo e rilassato che avvengono le violenze più inattese e forti. Quasi che destino dell'uomo sia, al di fuori del cemento urbano, quello di ridursi inevitabilmente al barbarico. Mi ha colpito. Davvero.
E sono davvero elettrizzato nell'attesa del finale di questa seconda stagione!
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sabato 18 luglio 2015

Orfani : Ringo vol 9 Tabula Rasa


Dopo la sosta all'autogrill del numero scorso, un po' di fame ci è venuta. Ed ecco che Ringo e i suoi pupilli decidono di continuare l'itinerario con piglio enogastronomico, facendo trionfalmente ingresso nella terra dei prosciutti. Peccato che siamo nell'Italia post apocalittica popolata dai pazzi. Quindi il suino mi si spreca male per farci dei totem brutti, mentre i pazzi locali si dilettano col cannibalismo scegliendo come leader spirituale uno che parla come Lindo Ferretti dei CCCP e poi CSI.
La trama di questo numero è questa. Del resto ci importa una sega, ma fatta bene (cit. CSI). È il medioevo futuristico di questo squarcio di Bassa ci garba pure. La crew di Ferretti pare la versione zozza dei pazzi di Immortal Joe dell'ultimo Mad Max. Il leader ha velleità di trasmigrazione delle coscienze attraverso la carne che sono davvero forti, parecchio fuori di testa e quasi misticamente suggestive. Tra pile di scheletri, totem suini più o meno elaborati e Lindo Ferretti ci si sente davvero in un altro mondo. Riusciamo a intravedere le infinite declinazioni possibili di un soggetto così stimolante. L'intreccio mette poi i nostri eroi in situazioni davvero estreme, riesce a scomporre con una cesoia l'unità e solidarietà dei singoli, mettendo in luce aspetti inediti dei nostri protagonisti. La storia, di Uezzo e Recchioni, è davvero encomiabile, unica nel suo genere nella serie, potente al punto giusto da farsi ricordare. Ed è tutta questione di dettagli. Si potrebbe schematizzare che i racconti della seconda tornata degli Orfani si dividano in tre tronchi: gli episodi da viaggio interiore, gli episodi che concernono una qualche comunità di stronzi, gli episodi di caccia al corvo. Ma quello che rende differente la salsa è sempre una punta di critica sociale, che evidentemente Recchioni ama, un grottesco caleidoscopio sull'Italia di oggi, una genuina critica che anche in questo numero non manca.
E Uezzo riesce in pieno a stare sulla linea solcata da Recchioni, donando come salsa speciale gli splendidi, deliranti e ricercatissimi testi di Ferretti, adattati, contestualizzati e impacchettati a motivare un culto pagano dal sapore orientaleggiante stranissimo quanto spaventosamente seguito dai suoi adepti. L'Italia di domani come quella di oggi pare sempre vittima di mistici e stregoni a quanto pare.
I disegni di Cremona con i colori di Niro e Ienne riflettono al meglio il disagio dello strano posto in cui si muovono i nostri protagonisti. Prima dell'arrivo al posto dei pazzi è il classico paesaggio padano, con nebbie e freddo, grigio ovunque e una natura triste, morta, di stampo invernale. Nella città prevale poi il rosso, le superfici appaiono unte, marce, ci sembra quasi di poter sentire il puzzo della carne in putrefazione, il marcio di un mattatoio che non sfigurerebbe in Non Aprite Quella Porta. I disegni di Cremona sono particolarmente adatti a rappresentare il quadro orrorifico che abbiamo davanti. In architetture decadenti ma sempre dettagliate, plausibili, si muovono splendidi corpi sgraziatamente martoriali dalla follia. Folli carichi di catene, pittati come guerrieri africani, pesantemente armati. Splendidi nuovi barbari, le teste di maiale sono dappertutto e davvero lugubri, potenti. Le scene d'azione funzionano benissimo, sono forti e vivide. Cremona è un artista eccezionale, completo, con una interessante gestione "avvolgente" delle tavole (vedi pag 76-78), che riesce a superare le "gabbie" del fumetto italico.
Un altro bel numero, che ci regala performance grafiche e letterarie davvero suggestive. Facendoci annotare con cura i nomi di artisti che non mancheremo di seguire in futuro.


"No, bella la Val Padana, grazie per la gita..."
"Ehi testina di vitello, te non l'hai mai vista la nebbia vera!"

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venerdì 17 luglio 2015

Orfani - Ringo vol 8: la carne e l'acciaio



La strada verso il nord è ancora lunga e impervia, ma il futuro per Ringo e i suoi cuccioli non può che essere lì, da qualche parte, forse, chissà. E dopo averci proposto le più belle cartoline dell'Italia post-apocalittica, il viaggio fa tappa obbligatoria sulla principale meta di vacanza degli italiani, l'Autostrada del Sole. Tutti ci facciamo almeno un paio di giorni annui, per lo più in coda, in questo posto bellissimo. In attesa che la benzina finisca per poter valcare le porte dell'oasi, la spiaggia mistica tanto cantata da Max Pezzali (che furoreggia nelle citazioni del blog per coincidenze astrali): l'autogrill. Ora, trattenetevi che l'emozione sarà forte, tutto questo numero di Orfani è ambientato in un favoloso autogrill. Tra birra e Camogli e senza fidanzate troie (Pezzali. Cit.).
E quindi l'autogrill, sarà per il panino alla cotoletta perennemente freddo, sarà per la coca gigante ghiacciata e la lavanda transgenica che emettono i wc, può diventare anche luogo dell'anima. A me è spesso successo! Anche se mi sono sempre mancate le palle di quelli che si mettono sulla balconata con la siga a rimirare il futuro inalando tubi di scarico di diecimila auto in corsa. Ma ho sempre voluto essere così hard-core.

Anche per i nostri orfani l'autogrill, seppur dimesso, senza Camogli e senza il salubre afrore delle auto in corsa, è il posto giusto per fare una pausa. Una delle tante pause di questa serie. Ma stanno sempre in pausa in questa serie? Aspettano l'uscita mensile per la pausa e gli altri giorni ci danno dentro a macinare chilometri? Mistero. Comunque, nella calma statica, il passato bussa forte alla porta dell'anima dei personaggi. Rilascia incubi folli, mette a nudo lo scopo della vita dei nostri piccoli eroi. Tutti in fondo in cerca di amore, tutti determinati con le loro poche ma ostinate forze a tenersi stretto quanto c'è di più caro. Non deludere gli amici. Trovare l'approvazione del padre. Ma non è solo il gruppo di ringo a perdersi negli incubi, anche i corvi stanno vivendo un doloroso, forzato reset di memoria, una procedura che cancella il loro passato per farne, forse, armi più efficienti. Ed è così che una rinata Mocciosa tornerà in cerca del suo grande amore per un nuovo, terribile, confronto.
Recchioni punta la lama della sua penna dove fa più male. Spoglia di difese i suoi personaggi, li lascia nudi a fronteggiare i loro incubi peggiori . Davanti al futuro tutti cadono come marionette a cui hanno tranciato i fili, vivono sogni di inevitabile sconfitta, tanto che siano fatti di carne, gli orfani di Ringo, quanto siano composti di sangue, gli orfani della Juric. Una dicotomia interessante, volta a svelare uno degli aspetti più interessanti dell'intreccio, che non voglio però svelarvi, perché mi ha colpito e quasi eccitato. Davvero una interessante svolta narrativa, in grado di far ventilare a qualcuno l'ipotesi di una seconda lettura. Ai disegni il nostro sempre amatissimo Bacilieri, che si alterna a Dell'Edera in alcune tavole. Bacilieri è sempre morbido, con una equilibratissima direzione della tavola. I suoi personaggi appaiono sempre stralunati, a volte caricaturali (alla  Tin Tin)  ma "vivi", concreti, plausibili. Da una tavola arriva poi una bella citazione dei Pink Floyd e la cosa mi è piaciuta un sacco. Dell'Edera è stilisticamente agli antipodi. Il suo disegno è ruvido, tagliente, ombroso. Le splendide matite della Aquaro e della Pastorello donano calore e "amore" alle tavole di Bacilieri così come amplificano per la parte di Dell'Edera il freddo, la luce artificiale e la follia che risiede negli occhi dei personaggi più inquieti del racconto.
Il lavoro funziona davvero bene. I colpi di scena non mancano e riguardano anche un aspetto inedito come la colorazione. Davvero un buon numero. 
Talk0 
Ho trovato solo un Nugget di pollo...

giovedì 16 luglio 2015

Humandroid - in uscita il blu-ray il 22 luglio




Prendi Robocop, Corto Circuito, un gruppo strano e triste stile Aqua, ma di Johannesburg e drogati come se non ci fosse un domani, questa la formula di  Neill Blomkamp per sputtanarsi una carriera avviata e farci temere il peggio in vista del prossimi Alien da lui diretto. Alien 5 che sarà immagino con il "5" scritto come "S" cioè come "Aliens" , il secondo, di cui sarebbe seguito diretto.
Ma ne riparleremo di questo Alien 2 e mezzo

Blomkamp ci ha cullato nei nostri sogni più sconci, lo abbiamo paragonato a Paul Verhoeven ed ecco che ti fa il suo "Showgirls". Film controverso, a dire poco, questo Humandroid che in origine si chiamava "Chappie" ossia "bellimbusto", dal nome regalato al robot protagonista dai due fessi - musicisti - attori - simil - Aqua - di - Johannesburg. In pratica più che Robocop o Corto Circuito, Blomkamp voleva (e l'ha fatto, cazzo!!!) girare la sua versione Johannesburgese di Jolly Blu con Max Pezzali. Un sogno che cullava da sempre, da quando voleva che il protagonista di Elysium fosse ninja, il tizio del duo musicale di cui sopra. E la Sony ha bestemmiato in turco per convincerlo ad usare Matt Damon!!! E ninja lo ha pregato di non utilizzarlo, perché recita come Max Pezzali!!!
Ma Blomkamp niente, ha convinto tutti a fare il suo Jolly Blu, mettendo nel cast pure il protagonista di The Millionarie e Hugh Jackman pettinato come un fesso a fare da cattivo. Più Sigurney Weaver che passava per un the e due paste, le ha chiesto un cameo e si è trovata in cartellone.
Naturalmente come tutti i geni Blomkamp fa pure qui cose fichissime con gli effetti speciali, con le citazioni dirette ai classici della sci fi, dove il film non è Jolly Blu ha delle trovare narrative e visive che levati.
Anche lo scenario Johannesburgese post apocalittico (o reale? Ho paura a saperlo) è da sturbo totale. Sembra il set del prossimo videogioco della serie gta di rockstar, lo comprereste a occhi chiusi. Ma che dire poi di Shalto Coopley o comecacchiosichiama? È immenso e bravissimo nell'interpretare il robottino, da una visione nuova e originale delle intelligenze artificiali, qualcosa sulla linea dell'Ultron di Whedon: macchine più umane di navigatori satellitari, un trionfale ritorno al Betty di Rutger Hauer di Blade Runner. Ci piace. Solo che il film è solo marginalmente, purtroppo, questo perché... Perché la trama va così...


A Johannesburg ci sono tre amabili coglionazzi dediti ai furtarelli. Un si chiama America, perché viene dall'America e non dice molto altro. Una è Yolandi, una ninfetta punketta sboccatella tutta peluche, pettinature strane e fascino anoressico che ragiona come una bimba ripetente della seconda asilo. Uno è Ninja, che salcazzo perché si chiama Ninja, un albino gigante anoressico un po' tontolone, mix al negativo tra lo Spud di Trainspottig e Vinnie Jones in un film a caso di Guy Richie. Il classico tizio stupido - molesto - pericoloso fino a che uno non gli da un pugno, da che diventa vigliacco.
La polizia usa i robot, loro tre vogliono rubarne uno per  farlo diventare un gangsta, il tizio di Millionarie vuole creare l'a.i. definitiva ma l'azienda non lo permette, Hugh Jackman pettinato male vuole che il fighetto di Millionarie e i suoi robottino falliscano perché lui ha progettato un robottone chiamato "Alce" stile ed- 209. Ora Jackman vuole usare l'alce, una specie di metal gear brutto, per asfaltare Johannesburg ed eliminare i ghetti perché è pettinato male e pure razzista come il classico cattivo dei film di Blomkamp.
E vuol venderlo alla polizia facendo toppare i robottini dell'altro. Ovviamente uno dei robottini, quello più sfigato,  finisce nelle mani del gruppo sudafricano di Pezzali.
E noi siamo lì. In prima linea. Ad assistere alla recitazione dei musicisti. Se vi stanno di imprinting sul cacchio il film sarà una merda. Se li accettate bonariamente converrete che il protagonista di Taxxi di Besson potrebbe giocarsela ai Golden Globe a confronto.
E in sottofondo troneggia la musica del gruppetto di cui sopra. E il gruppetto di cui sopra indossa le magliette del gruppetto di cui sopra, sempre, marchandisng ufficiale. E blomkamp  è contento. Contento quando Yolandi con la sua vocina da bambina isterica legge le favole a Chappie. Contento quando Ninja fa il bulletto coi deboli. Contento quando America dice di venire dall'America (e in una particolare scena ringrazierete l'Alce di esistere in proposito). Nessuno ha vaghe idee su come si reciti, ripeto, tutto va a vostra simpatia. Io due ghignate me le sono fatte, lo ammetto. E poi il resto del cast, i tecnici e tutto quanto è valido. Ma si ha davvero l'impressione che Blomkamp se voleva incontrare il suo gruppo locale preferito magari poteva invitarli per una birra piuttosto che fare produrre alla Sony un film da 150 milioni. Che a Johannesburg potevano pure fare comodo.


Chiusa parentesi. Giusto due righe. Il film ha i suoi momenti e un finale pure ispirato, geniale e che farà parlare di se per un po'. Gli effetti speciali sono fighi e il robottino protagonista è un amore quando diventa un piccolo bulletto zarro con catenazza dorata. Il film diverte ma lascia un po' con l'amaro in bocca,  la sensazione che Blomkamp non sappia spesso incastrare mega trovate di design o trama con una sceneggiatura sempre a prova di bomba. Qui si cita più o meno velatamente anche la struttura narrativa di District 9, ma non basta, purtroppo, il quadro di insieme è a volte confusionario. Da un nerd amante dei robottini come lui ci aspettiamo comunque ancora grandi cose a ogni modo, rimane uno dei registi più interessanti del panorama attuale. Speriamo però di non vedere Yolandi e Ninja nel prossimo Alien. Con tutta la simpatia e stima del mondo. Speriamo proprio di no. 
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domenica 12 luglio 2015

Ash vs Evil Dead vs Batman vs Superman







Ce lo hanno fatto sudare, sbavare, agognare con disperazione e invocare ululando nelle notti di luna piena. Ma alla fine Rob Tapper, Sam Raimi e il leggendario Bruce Campbell ci sono riusciti. Hanno evocato di nuovo, grazie ad un patto mistico con la macchina da presa, il grande Ash. E ora, dopo la visione di questo folgorante trailer offerto in quel di Comicon di San Diego, i veri discepoli della saga di Evil Dead\La Casa, stanno innalzando inni in suo nome. L'eroe che viene dal cielo, lo straniero del reparto ferramenta dei magazzini Smart, il possessore del bastone di fuoco, il terrore dei non morti (o "deaditi" per i fan duri e puri) è di nuovo tra noi. Gli ingranaggi della sua mano bionica\proto - steampunk magari sono da oliare. Gli annetti sono passati anche per il suo fisico, ma la tempra c'è ancora, c'è tutta. Insieme alla battuta sempre pronta e sempre volgare, alla spavalderia ottusa e all'occhio pallato che si espande mentre il nostro è di nuovo pronto a lanciarsi da pazzo contro zombie, streghe, pupazzi demoniaci e indemoniati. Saranno puntate per la Tv, la prima prevista ad Halloween, la festa più adatta al grande spettacolo. Ne sono state girate nove e ora Raimi è sulla decima, proprio in queste ore. 18 puntate in tutto commissionate, che saranno azzannate con entusiasmo al primo streaming da legioi e legioni di appassionati. Ricco il cast. Vi compare come graditissima presenza Lucy Lawless, la mai troppo amata Xena. Il suo personaggio sarà, si dice, il nemico principale del nostro eroe per la prima saga. Come se i non morti non bastassero, Ash dovrà pure fare da balia a giovani cacciatori di mostri. In tre minuti e poco più abbiamo visto tanta bella carne succosa cuocere sulla brace. L'atmosfera c'è tutta, in un attimo ci sentiamo tuffare nei primi anni '90, quando L'armata delle tenebre piombava come un alieno nelle nostre sale. Da allora solo culto e videogames, come dicevamo in un nostro vecchio articolo che qui vi linkiamo. Siamo fibrillanti, gasati e commossi. Non vediamo l'ora.


Con timore e reverenza, aspettavamo il trailer lungo di questa nuova pellicola di Snyder. Il nuovo Bat - Affleck, la Wonder Woman Gal Gadot in vestitino arrapa - fans in azione, Cavill con gli occhialetti da Clark Kent, Jess - coso - attore sopravvalutato a fare un Luthor. E poi l'oggettistica, la Bat - mobile, la Bat - suit "heavy", la Bat - suit "light con rampino", il costumino da esercito di Freezer di Superman re - impostato e re - bruttissimo. E di nuovo le atmosfere cupe. Uno Zodd congelato, gli effetti di Metropolis dopo il finale che i fan di Nembo Kid  non hanno ancora accettato, Lawrence Fishburne che parla di nuovo con un uomo che può volare dopo Matrix. E allora come siamo nel post - visione? Abbiamo raggiunto il wow - factor di cui parlava Brice Dallas Howard in Jurassic World?
Bah...
Sarà che abbiamo già visto Batman, abbiamo già visto Superman, non ci impressiona Gal Gadot come quando in bikini utilizzava il suo culo oliato (storia vera) per carpire impronte digitali in Fast'n'Furious 6. Anche la Bat - mobile l'abbiamo già vista. Lex Luthor è poi il cattivo più visto di sempre nel mondo di Superman cinematografico, videoludico e stampato e ha straziato le palle rivederlo e rivederlo e rivederlo ancora e ancora e ancora e ancora, mentre i fan chiedono a gran voce lui e sempre lui quanto chiedono sempre il Joker nei film di Batman. Ma cheppalle...
E allora qui, per me, queste scene pur colorate, buffe, dinamiche, puzzano di morto.
Non mi frega sostanzialmente nulla di loro.
Non c'è una e una sola scintilla che mi spinga ad aspettare l'uscita di questa pellicola. Che poi comunque vedrò al cinema, lo so. Esce in questi giorni un documentario "The death of Superman Lives" sul film di Superman mai iniziato, per la regia di Tim Burton e con interprete Nicholas Cage. Quello script come i bozzetti di preparazione trasudavano novità, azzardati punti di vista e colore. Qualcosa di più affascinante del plumbeo seppia ereditato da Man Of Steel, e in questo Batman vs Superman stra - abusato. Mi ricordo la prima avventura che ho letto su Superman che incontrava Batman. Ed era una merda.
Qui apprezzo il "ribaltamento" dell'incontro nel ciclo del ritorno del ritorno del cavaliere oscuro di Miller, la sostanziale base di questo film. Ma ne abbiamo già parlato. Mi piace immaginare Wonder Woman come se fosse la sua psicotica controparte Marvel, Zarda, così come appare nel ciclo "Supreme Powers" di Strachinski. Una superdonna che si crede di una razza superiore e concupisce l'equivalente di Superman. Vorrei vederla qui in questo film, ma naturalmente non so se sarà così.
Batman e superman si incontrano? Per ora, chissenefrega. Come sempre, sarò felice di sorprendermi in caso contrario e urlare di gioia al prossimo update.
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mercoledì 8 luglio 2015

Il nuovo Ghostbusters, il 3 "apocrifo" di Paul Feig - nuove bellissime foto dal nostro inviato sul set, il colonnello Kurtz!


Oltre al bellissimissimo aggiornamento fotografico, il nostro inviato ci tiene particolarmente a rivolgere sentite parole di ringraziamento e stima per la futura, e speriamo bellissima, pellicola di Paul Feig. Kurtz è un po' naif ma... siamo vivamente, febbrilmente gasati per questa nostra nuova collaborazione!

Ho visto degli orrori [...]

la nuova bellissima ecto-1, ma perché??? solo in Lombardia si trovano venti repliche dell'originale Ecto-1!!!

Non esistono parole per descrivere lo stretto necessario a coloro che non sanno cosa significhi l'orrore.

il nuovo zaino protonico ufficiale, uno scolapasta colorato male e senza dignità

L'orrore ha un volto e bisogna essere amici dell'orrore.

le nuove divise...magari magari..


no, le nuove divise stanno unammerda...

L'orrore ed il terrore sociale ci sono amici.

vi prego, non spacciatemi quell'hard disk per una trappola!! Però la biondina suvvia...non è così male..

In caso contrario allora diventano nemici da temere.
Sono i veri nemici.

selfie del nostro Kurtz..


XOXOxoxo Kurtz

Due parole. Giusto per scrivere qualcosa che non sia volutamente copiato da Apocalypse Now nella traduzione italiana. Già all'epoca comunque si disquisiva tra una cannetta e l'altra di zaini protonici, ne sono sicuro.
Paul Feig, il regista e mente dietro al nuovo Ghostbusters, ha le palle. Ogni nuova foto che esce dal set bostoniano (perché il film sarà ambientato a New York, ma di fatto si gira a Boston che costa meno) sembra un mirato, dolorosissimo calcio nelle palle ai fan di vecchia data del capolavoro di Ivan Reitman.
Una relazione malata. E pare davvero che Feig ogni volta stia dicendo al fan medio di vecchia data degli improperi umilianti. Roba tipo:

Vi immedesimavate in eroi nerd, tanto cameratismo, brufoli e buddy movie?
Toh, sfigati! Gli eroi nerd,  non esistono più, sono donne, solo ed esclusivamente donne!
E ancora volete provare a fare il cosplay con le nuove tute?
Toh! Le tute hanno i rivoli rosa!!! Da donna!! Solo da donna! Sfigati!
E volete replicare il nuovo zaino protonico? Toh, è uno scolapasta, sfigati del cazzo! Uno scolapasta, come quello che usano le donne in cucina, le donne (un po' di maschilismo latente in Feig per me...)!! E colorato da bambini di sei anni, niente roba di luci e lucette da nerd ingegneri che a farlo uguale ci avete speso sei stipendi e tanto amore!
Avete in Garage la Ecto-1? Ma non lo vedete che la nuova Ecto-1 assomiglia alla classica macchinona in cui le donne americane andavano a fare la spesa nella Famiglia Bredford? La macchina per le donne per fare la spesa americana alla Desperate Housewives!! Donne!!!

Tutto questo non c'entra nulla con la possibile, auspicata, bellezza finale della pellicola. Ma, come sottolineato sopra, è una dimostrazione chiara, l'autocertificazione di "averci le palle". Una linea smargiassa che probabilmente vuole spingere ad andare a vedere il film anche chi ha già detto "no" nel primo istante in cui è stata annunciata la pellicola. E non parlo dei nerdacci convinti, che già la odiano adesso e legheranno i loro familiari in casa fino a che il film sarà uscito di programmazione. Quelli che poi in incognito con cappottone da maniaci sessuali andranno comunque a vederlo, dichiarando poi di averlo visto in streaming in polacco preso da un cellulare per non perdere la faccia... Ma non parlo di loro.  Parlo di "tutti gli altri", quelli a cui la "roba da nerd" non importa e non importerà mai. Nuovi spettatori vs pochi, sfigati e, diciamola tutta, rompicoglioni (magari non quanto i fan del Signore degli Anelli, ma quasi). Il "nuovo" pubblico di Ghostbusters saranno le massaie. Mi vedo già il dolce di Slimer alla gelatina di menta, preparato da una Benedetta Parodi in minigonna, tacco 12 e capelli cotonati in una puntata revival anni '80. E lo voglio già mangiare, il gelatinone!! Vedo una nuova linea di occhialoni stile aviatore, simili a quelli della biondina "Egon" del gruppo, riempirsi nelle strade del centro. Nuovi look e nuovi stimoli per un nuovo pubblico. E magari a monte un mondo narrativo più semplice, immediato degli universi paralleli, riti sumeri, sostanze ectoplasmatiche umorali e plumcake giganti immaginati nei primi ottanta da Dan Aykroid decisamente in palla. Una botta di respiro per i produttori che, oltre a non aver mai capito cosa voleva fare Aykroid con trame che sembravano istruzioni per congegni termoidraulici, per anni hanno cercato di fare un terzo film che non arrivava mai in produzione perché l'unico che avrebbe in seguito reindossato l'uniforme di acchiappafantasmi non voleva girarlo.
...ma nonostante tutto rimane il mio attore preferito di sempre
Meglio così. Forse.
Ma Feig, oltre ad avere queste enormi palle fumanti, riuscirà a fare anche un bel film? Io lo spero.
Anche se il nostro regista del cuore predilige lavorare con le donne, sa pescare sempre nel meglio delle professioniste della comicità americana. E Ghostbusters, zaini protonici a parte, era un film comico, di quelli che facevano ridere (specificare questa cosa è quantomai materia attuale secondo me), una pellicola stralunata, irriverente, che deve molto alle menti dietro al Saturnday Night Live dell'epoca.
Anche se il suo prossimo passo sarà marciare su Guerre Stellari, facendone una versione reboot interpretata dai Teletubbies.
Bene! Direi per il momento di tirare avanti con rinnovato ottimismo!

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