martedì 19 febbraio 2013

Da qualche parte tra alba e tramonto

di Eddie Cadavir

Eddie Cadavir è un giovane scrittore italiano; al momento è disponibile su Amazon il suo primo lavoro, anche se tra non molto la sua ultima fatica letteraria dovrebbe vedere la luce.
"Da qualche parte tra alba e tramonto" raccoglie sei racconti di lunghezza variabile, mai scontati nello svolgimento e soprattutto nel finale. Stabilire un genere preciso non è facile; al momento penso sia collocabile sullo "scaffale" della fantascienza. Ma sarebbe come collocare King nell'horror solo sulla base dei suoi racconti, eterogenei e mai stereotipati a differenza di alcuni romanzi). Cadavir è una ventata di freschezza in un panorama letterario asfittico e con poche idee originali, specialmente in Italia e nel campo fantastico, dominato da saghe vampiresche e thriller senza nerbo. I racconti scivolano via velocemente e coinvolgono fino all'ultima riga, sapendo sorprendere il lettore con finali sempre diversi. Lo stile di scrittura non è mai affetto dalla megalomania sintattica che affligge molti scrittori, che sembra vogliano solo mostrare quante parole rare conoscono o quanti brocardi latini riescono a ficcare in un capitolo del loro libro.
Leggendo i racconti mi sono sentito trascinare con forza in scenari apocallittici, che mi hanno ricordato atmosfere ora alla "Fallout", ora alla "Ultima Odissea" (un gran film datato 1971, se non l'avete visto recuperatelo!), lasciandomi, nonostante un velo di malinconia che avvolge tutta l'opera, pienamente soddisfatto.
Fortemente consigliato, anche perchè lo potete trovare su Amazon, seppur solo in formato Kindle, a soli 99 centesimi. Pochi soldi davvero ben spesi. Vai così Eddie!
Gianluca

lunedì 18 febbraio 2013

Cappuccetto Rosso Sangue



Poteva Cappuccetto Rosso essere esente dal nuovo restyle emo-gotyhic che si sta abbattendo su tutte le favole e miti horror? Ma certo che no, soprattutto quando a dirigere abbiamo dietro la macchina da presa la stessa regista, Catherine Hardwicke, responsabile di aver portato sullo schermo il primo Twilight! Mancherà un triangolo amoroso? Mancherà una colonna sonora appropriata a essere utilizzata come ballo lento in tutte le feste delle medie che si rispettino?Mancheranno effetti speciali abbastanza finti da non recare alcuno spavento alle teenager, target di riferimento del prodotto? Andiamo a dare un occhio a questa pellicola che, devo dirvi la verità, ho piuttosto snobbato all'uscita nelle sale e solo ora mi sono deciso a recuperare. Dopo la visione, ve lo dico subito, ammetto di essere rimasto piacevolmente sorpreso.
Forse qualcuno non lo sa, ma esistono di fatto diverse versioni di Cappuccetto Rosso. Non sempre arriva il cacciatore. A volte il lupo può anche vincere. Questo perché è un racconto che nasce oralmente, che qualcuno come i Grimm poi metterà per iscritto, la cui finalità era sempre e comunque spaventare a morte i bambini, per redarguirli sullo “stare attenti agli sconosciuti” e “non restare fermi e immobili come dei babbi quando quella che dovrebbe essere la nonna parla come un'indemoniata... cercate, prima di chiamare il medico, un possibile testamento... magari”. Per accentuare la lezione morale era pure d'uopo per i genitori-narratori magari modulare la voce, riprodurre il ringhio-parlato del lupo cattivo in modo da poter raggelare anche Freddy Krueger. Il fatto che arrivi il cacciatore permette di utilizzare il racconto come favola per la buona notte... poiché il cacciatore tira fuori la nonna dalla pancia del lupo, ne ricuce la carne smembrata e con rito voodoo la fa risorgere come un demone che cammina (beh, immagino abbia fatto così, non si può aprire la pancia di un lupo come fosse una porta e tirare fuori la vittima integra... il voodoo deve c'entrare in qualche modo)... e tutti vissero felici e contenti. Tuttavia gli estimatori delle favole si sono divisi su quale sia il finale più autentico: vince il lupo o Cappuccetto rosso? Questo fino a che i Giapponesi hanno trovato un modo scientifico per dirimere per sempre tale conflitto ideologico...


Sako vs Takahashi, un classico! Ok, fine del cazzeggio! Direi di passare direttamente a questa pellicola, pertanto ecco il trailer del nostro film...


Un paesino tra i boschi è costantemente minacciato da un terribile mostro, un lupo gigante. La cosa va avanti da anni e per placare la creatura, che ama cibarsi di esseri umani, i villici nei giorni di luna piena si barricano in casa lasciando un animale come vittima sacrificale. Tutto va bene, sono oltre vent'anni che il lupo non uccide nessuno, ma qualcosa sta per cambiare. Valerie, interpretata dalla brava e bellissima Amanda Seyfried, che un giorno riceve in dono dalla nonna un mantello con cappuccio rosso, perde la sorella per la fame del mostro. Ma pronti a vendicare la sua perdita ci sono già il suo spasimante di sempre, il tagliaboschi Peter, interpretato da Shiloh Fernandez che rivedremo presto nel remake de La Casa, e il fabbro nonché promesso sposo Henry, Max Irons. I due decideranno, insieme a tutto il villaggio, di attaccare frontalmente il lupo direttamente nella sua tana, facendo tesoro di quello che sanno per combatterlo al meglio: a) il lupo si muove di notte, di giorno è inerme e addormentato; b) il lupo non sopporta l'argento, bisogna attaccarlo con armi d'argento. Il parroco decide di chiamare uno specialista, un nobile pazzo che ha dedicato tutta la sua vita alla lotta con i lupi mannari, ma il villaggio sceglie di agire prima dell'arrivo di quest'ultimo al grido di “l'unione fa la forza”. Pertanto decidono di attaccare di notte, ubriachi, utilizzando bastoni di legno. Con un così ben studiato attacco ci scappa ovviamente il morto, ma provvidenzialmente passava di lì un cane-lupo cucciolo, che viene ovviamente scambiato per una bestia alta tre metri. 
I villici uccidono il lupetto e festanti tornano a ubriacarsi. Arriva il cacciatore-vescovo-inquisitore-nobile decaduto, interpretato da un Gary Oldman ultra folle e invasato (quando fa queste parti lo adoro alla follia e anche il questo film è ai massimi livelli), si porta dietro tizi in armatura pesante provenienti dall'Africa, una truppa di ninja e un assurdo elefante meccanico che funge da padella per la cottura degli eretici. Svela ai villici che il cagnetto non poteva essere il mostro, poiché il mostro da morto si trasforma... in uomo. Di più, con un solo morso la creatura può trasformare altri uomini in lupo e la lotta diventa per questo un discreto delirio, quindi Oldman si porta dietro colossi d'ebano e ninja nel mezzo del medioevo (ma dove caccio li avrà trovati? Mistero). I villici se ne ri-sbattono e organizzano una festa, proprio con la luna piena, e siccome siamo in una favola goth-emo si balla sulle note di un gruppo goth-emo e va di lentazzo e lingua. Valerie, distrutta dal lutto, cerca intanto nuovi ed esotici posti dove limonare con il boscaiolo, non disdegnando però nemmeno le attenzioni del fabbro. Ovviamente il lupo attacca, ma quando sta per attaccare Valery succede qualcosa di inaspettato. La storia è interessante, abbastanza leggerina, ma non priva di fascino. L'interpretazione del terzetto di attori “giovini” è credibile e interessante, con meno forzature di quanto mi aspettassi, ma lo spettacolo è Gary Oldman, che mixa nel suo cacciatore il cattivo di Leon e il suo celeberrimo Dracula imponendosi con forza ogni volta che è in scena. Le scene d'azione sono molto movimentate e di gran divertimento, tuttavia il target è prettamente femminile, un po' di smielature ci sono e il finale è decisamente una cosa “da donne”. 
La cosa che ho meno digerito è però il lupo. Il lupo doveva essere più spaventoso, doveva essere qualcosa da gelare il sangue, doveva essere almeno degno della creatura di Rick Baker per "Un lupo mannaro americano a Londra", se non dai tratti affilati come "In compagnia dei lupi", almeno vicino alle cavalcature degli Urukai, mi bastava una reinterpretazione di "Van Helsing" o anche un nude-look alla "Underworld". Niente da fare. Il lupo di Cappuccetto Rosso Sangue è comunque un essere cazzuto che strappa arti a destra e manca, non è bruttissimo ma appare spesso pupazzoso, artefatto, innocuo. La cosa mi fa incazzare soprattutto perché la considero una netta scelta di produzione, come accennavo a inizio post. Ma questo è. Non siamo davanti a un horror, come non lo eravamo con Twilight, ma Cappuccetto Rosso Sangue ha ad ogni modo la cupezza, la scrittura, i paesaggi giusti da farsi apprezzare anche da chi ama gli horror, con giusto il rammarico dello spreco, del potenziale non sfruttato. La regia fa un buon lavoro, il ritmo narrativo è interessante. Di sicuro un bel film da recuperare, ma non sperate di spaventarvi...
Talk0

domenica 17 febbraio 2013

Dead Space 3


La demo

Non conoscete Dead Space, amate i videogiochi e siete amanti della fantascienza horror alla Alien? Male... ma si può sempre recuperare, i capitoli 1 e 2 si trovano intorno ai 19,00 euro l'uno! Vi metto qui sotto un trailer del primo giusto per ingolosirvi...


Certo, se non avete ancora Dead Space 1 e 2 il resto non leggetelo né guardatelo nemmeno per sbaglio, pena una revolverata con una sparachiodi... questa battuta la capirete poi... non farà un gran ridere nemmeno dopo comunque...
Se volete invece partire da qui e poi recuperare gli altri due, continuate pure e leggere, la trama è sì importante, ma è il gioco in sé ad essere fantastico, quindi seguite pure l'ordine di fruizione che preferite.
Questo è invece il trailer sulla storia Dead Stace 3, ufficiale e da non guardare per evitarsi SPOILER sui primi due Dead Space o avere anticipazioni di sorta


Ora invece ecco i primi minuti ufficiali e commentati, anche qui se volete non sapere nulla, è SPOILER su ecc.ecc.ecc.. (..sì, l'ho già detto fino alla nausea..)


Bene! La demo è un balenottero di quasi due giga per una ventina di minuti belli abbondanti. Il gioco può essere giocato in singolo ma anche on-line con un altro giocatore. Non l'ho provata, non so dirvi. Non ne sentivo il bisogno, del resto non mi sono mai spinto a giocare la modalità multiplayer di Dead Space 2, più che altro perché ritengo i movimenti del personaggio troppo “ingessati” per un contesto action. Ma se avete un amico con cui giocare on-line potrebbe essere anche divertente, magari sopperendo a possibili lacune narrative (il 2 sotto questo aspetto, salvo sul finale, mi ha detto pochino pochino). Ho letto casini sul fatto che ci siano micro-transazioni per avere dei componenti per creare delle armi. Mi pare che armi a pagamento ce ne fossero anche in Dead Space 1 e 2, così come armature a pagamento. 
La cosa bella era che si poteva tranquillamente ignorarle e finire il gioco sereni senza di loro. Speriamo che tale impostazione continui: se dovessi trovarmi davanti ad una porta che si può aprire solo con una pistola da 30 euro mi girerebbero un po' gli zebedei. Comandi alla mano, è sempre Dead Space. Non venitemi a dire che a livello normale è difficile (anche God of War non è difficile... ma perché c'è gente che dice che Dead Space e God of War sono difficili? Ma hanno mai provato Demon's Souls o Ninja Gaiden Sigma?), sembra di usare un carro armato per uccidere dei bacarozzi. Il personaggio è armato pesantemente e i nemici sono belli schifosi e tentacolosi. Colpire sempre le protuberanze atte alla mobilità e schiacciare sereni. Carucci gli zomboidi animati “a ragno”! L'atmosfera è quella giusta, ci si sente subito a casa. Forse pure troppo, però! Non che fossero per me necessari grossi cambiamenti ma, neve a parte, mi sembra sempre lo stesso piacevolissimo gioco. Graficamente è bellissimo, ma tutti i Dead Space sono bellissimi. Una cosa che dovrei appurare... ma anche in Dead Space 1 e 2 si può tenere in inventario solo 2 armi con il resto da stipare in cassoni alla Resident Evil 1, 2, 3? A me sembrava di no. Tuttavia ci sono nella demo così tante di queste casse che fosse così per tutto il gioco non sarebbe davvero un problema.
In uscita il 7 marzo. Copia preordinata. Lo giocherò all'istante se possibile. Speriamo la trama sia un po' meno monocorde del due...
Talk0

sabato 16 febbraio 2013

Star Wars VII


Ci siamo, ennesimo aggiornamento. Dopo la conferma di Abrams dietro la macchina da presa, già di per sé una notiziona per tutti i fan, arriva un altro rumors di quelli che fanno tremare i vetri delle case. Pare proprio che Harrison Ford abbia firmato per apparire, nei panni del mitico Han Solo, nel settimo episodio della saga, in programmazione per il 2015. Fosse vero, si aspetterebbero a breve anche le conferme di Mark Hamill e di Carrie Fischer, in quanto avrebbe poco senso la presenza del contrabbandiere senza quella degli altri due protagonisti della trilogia originale...a meno che non si tratti di un semplice cameo.
Altra notizia è quella, ormai nota, della possibilità di vedere lungometraggi dedicati a singoli personaggi della saga: si vocifera di un giovane Han Solo, del rivalutato Boba Fett e addirittura del maestro dei maestri Yoda...mi chiedo come si possa sopportare la sua parlata per due ore e mezza...
Un dubbio sorge spontaneo: va bene sfruttare un brand potenzialmente milionario, ma non c'è il rischio di saturazione?
Gianluca

venerdì 15 febbraio 2013

Sinister


Un nuovo film horror di quelli da tremare le gambe


Uno scrittore di successo è a caccia di materiale per il prossimo libro e la sua attenzione ricade su un fatto di cronaca del passato piuttosto cruentuccio: una intera famiglia ha deciso di togliersi la vita impiccandosi. Con il consenso unanime della sua allegra famigliola, lo scrittore decide di trasferirsi per indagare proprio nel luogo dell'eccidio. La simpatica abitazione degli impiccati fornisce un sacco di materiale interessante, tra cui degli amabili filmini familiari da gustare con il proiettore. Solo che la visione della pellicola ha brutti effetti collaterali, qualcosa di indefinito e piuttosto inquietante si muove sullo sfondo di torte di compleanno et similia. Qualcosa che ora è stato risvegliato e vuole ovviamente invadere l'abitazione. Cosa non si fa per trovare l'ispirazione.
Chi vede muore! Sembra di essere tornati ai tempi di The ring! Alla produzione, che ha offerto due spicci, due panini e due banane (si dice una trentina di milioni, roba che non ci paghi manco Ambra Angiolini..), ci sono gli stessi tizi di Paranormal Activity e Insidious, che tra poco avrà anche un bel seguito by James Wan. Diretta da Scott Derrickson, questa piccola pellicola ha fatto incetta di consensi negli Stati Uniti e a metà marzo si prepara all'assalto delle nostre sale. Stiamo già tremando tutti. Del resto Derrickson ha scritto e diretto L'esorcismo di Emily Rose, una delle pellicole più terrorizzanti degli ultimi anni ed è accreditato per dirigere la prossima pellicola di Poltergeist...
Talk0

giovedì 14 febbraio 2013

10.000 grazie


10.000 visualizzazioni. Siete in tanti, davvero non ce lo aspettavamo. Magari ci siete finiti per sbaglio, avete letto un post orrendo e non siete più tornati, ma vi vogliamo comunque bene.
Avete subito la nostra (soprattutto mia) pazzia. Elucubrazioni su Gundam manco fosse la Sindone, i deliri che mi suscitano anche le opere minori del (o attribuite al) maestro Nagai, l'odio sfrenato e senza costrutto per Topolino e Tom Cruise, l'amore sfrenato e senza costrutto per Nick Cage, che presto tornerà con tanti post. Commenti sintomo di semi-normalità intellettiva alternati a capricci nerd della peggiore risma in un non senso, che spero a qualcuno sia diventato familiare. La nostra gioia è la soddisfazione più alta di tutte: essere riusciti a intrattenervi e divertirvi per un paio di minuti al giorno e vogliamo farlo ancora, finché ne saremo capaci o finché non ne potrete più di noi e migrerete su qualche blog di bird watching.
Siamo contenti quando vediamo che alle nove di mattina, orario canonico di uscita del post giornaliero, molti cliccano sul blog. Ci piace immaginarvi intenti nella lettura con qualcosa di mangereccio in mano, magari brutalmente calorico. Ma ci piace anche pensare a chi ci segue su smart phone o portatile mentre torna stanco dal lavoro cullato da un treno pendolare.
Grazie a tutti, davvero di cuore, per essere passati a trovarci anche oggi.
Progetti per il futuro? Costruire autostrade. Non per tutti, solo per i giovani. Autostrade dove tutti cantino e ballino felici (Elio e le Storie Tese. Cit.)
Talk0 e Gianluca

Berserk: a che punto siamo?


 Berserk: a che punto siamo?
(dopo aver atteso dal 1997 che la storia animata di Berserk andasse avanti, si torna a vedere lo stesso arco narrativo visto nel 1997...ma leggete fino in fondo e non disperate, ci sono belle e importanti novità...)

Miura è lento. Miura è mortalmente lento. Però è un grande, uno dei migliori narratori a fumetti di sempre. Nato come assistente di Tetsuo Hara (e sticazzi) si dimostra subito capace di opere compiute e sintetiche come Japan, dove rivela fin da subito un'incredibile capacità tecnica. "Ooooh, bene, finalmente qualcuno che non la tira per le lunghe, due volumi e via!", pensarono gli ignari amanti dei manga. Gli stessi fecero i salti di gioia quando Miura iniziò a serializzare Berserk. Non sapevano che la storia, partita nel 1990 e ancora piuttosto lontana dal finire si direbbe, si sarebbe protratta per anni e anni ma con una fruizione dilazionatissima ed estenuante, 7-8 capitoli all'anno raccolti in volumi da 160 pagine credo: per ora solo 38 volumi (fate un po' voi i calcoli rispetto a un Naruto, che avrà pure una serializzazione diversa ma è eoni avanti). I fan di Miura, nonostante lo scoramento degli ultimi anni (in cui si ha quasi l'impressione che la storia non proceda mai), non hanno però mai abbandonato per un unico ed inequivocabile motivo: Berserk è maestoso, affascinante e godibilissimo. Un capolavoro. O almeno, un “capolavoro con qualche discontinuità”. Ma, per spiegare meglio cosa intendo, ho bisogno di rubarvi alcune ore di lettura...
Fase 1. Ci stava un tizio cupo cupo... (arco del cavaliere nero – dal 1990 alla fine del 1991, un annetto per una bozza così così ma accattivante)
Berserk partiva, un po' in sordina e con un tratto iniziale non sconvolgente, come una storia tamarra, dai toni nero infernali tipici di Nagai (piovono letteralmente le influenze del fumetto di Devilman, opera mooolto affine) ma che si fondeva giocoforza con le influenze di Hokuto no Ken per ovvi motivi (Hara appunto...), nella classica trama itinerante: villaggio, mostro, informazioni per trovare il mega-mostro, segue nuovo villaggio, nuovo mostro, info per il mega-mostro, primo tentativo di picchiare il mega-mostro ecc. ecc..
In sostanza in canovaccio base era il seguente. Un tizio cupissimo avvolto in un tenebroso mantello, (che pare parente di Kenshiro anche a livello grafico ma che ha deciso di non rovinarsi troppo con gli steroidi), pesantemente armato e dotato di una forza irreale, che gli permette di brandire una spada grande come il Molise, vaga in un medioevo dark-fantasy popolato di mostri schifosi, roba da giornaletto splatter inizio anni '80. Per vedere che è proprio sporco e cattivo lo vediamo fare sesso sfrenato già nelle prime vignette, ma, visto che si trova in un mondo brutto e cattivo, nel mentre del piacere riceverà una brutta sorpresa (no, non quella... maliziosi). Rivestitosi vagherà e vagherà, in compagnia di un elfo perennemente nudo, tra scenari schifosi, gente sbudellata e orecchie umane servite alla julienne, perché siamo in un mondo lascivo e torbido, cercando vendetta nei confronti di tizi che paiono sputate copie dei Cenobiti di Hellraiser, gente che si fa chiamare “La mano di Dio”. A stargli particolarmente sulle palle è uno di questi in particolare, che indossa quella che pare la sputata copia del costume de Il fantasma del palcoscenico (Phantom of the Paradise in originale), mitico film di Brian De Palma. Ora, non è che 'sti tizi li incontri così, a mangiare cinese al multisala (credo di averci trovato tutto il pianeta terra al cinese del multisala...), devono essere evocati e per evocarli serve... una scatola? No dai, che poi l'autore di Hellraiser si incazza! Bisogna invece entrare in possesso di un Bejelith o uovo del conquistatore, un brutto monile, uno schifo ovale su cui è in rilievo una faccia scomposta, rosso, da darkettoni satanisti e che con trentamila lire il mio falegname lo fa meglio (Aldo, Giovanni e Giacomo. Cit.). Ora questi Bejelith hanno volontà propria e capitano a chi pare a loro, in genere con effetti nefasti, esattamente come l'anello del Signore degli Anelli, giusto per “citare un po'” anche da quella parte. Al tizio cupissimo protagonista, al secolo Gatzu, il compito di scovare 'sti brutti monili e cercare di usarli per farla pagare al tizio di cui sopra. Naturalmente su Gatzu incombe una maledizione come in Lady Hawk, è marchiato sul collo da uno strano glifo che attira mostri schifosi. Per avere un attimo di pace deve quindi trovare rifugio , come in Highlander, in alcuni particolari posti. Sì, un opera che si fa leggere. Giusto “un pelo” derivativa, ma dotata di un indubbio fascino: vuoi per l'ambientazione alla “diablo”, distante dal solito fantasy allegro e un po' tedioso classico dei jappi (quello “alla Clamp”per intendersi) come dalla sua deriva più prosaica ma ammorbante e pallosa (Lodoss War). Per di più, appunto, un dark-fantasy, carico di scene forti dove non si lesina con il sangue. Alla fine comunque risultava solo un buon b-movie, si potrebbe dire di quelli “cult” ma comunque un b-movie. Si avverte forte il titanismo del protagonista, lo spirito indomito che lo spinge a una lotta, che pare inevitabilmente perdente, contro una divinità, maligna e inavvicinabile (roba da God of War ante litteram). C'è però ancora “troppo poco”. Poi qualcosa è cambiato...
Fase 2. Un piccino cupo cupo (arco dell'età dell'oro- dal 1991 al 1997, 6 anni e non sentirli)
La narrazione a un certo punto si blocca, Gatsu le ha appena prese di brutto dalla Mano di Dio ma parte un mega flash back. Il mondo è più normale, non è invaso da mostri ma comunque non sembra un bel momento per viverci, imperversano battaglie continue e estremismi religiosi. Allora vediamo Gatzu nascere, cadendo dal ventre di una donna impiccata per stregoneria appesa a un albero torvo. Viene raccolto da una compagnia di mercenari e uno di loro, Gambino, decide di fargli da “padre”, in un modo che il telefono azzurro non approverebbe. Gatsu cresce, viene allevato al mestiere delle armi (Olmi. Cit. film fichissimo) diviene un mercenario come Rutger Hauer ne "L'amore e il sangue" di Paul Verhoeven (altro film da vedere assolutamente; se amate il medioevo e non lo avete ancora visto fiondateci sopra sereni). Di battaglia in battaglia è sempre più forte fino a che si fa notare dalla Squadra dei Falchi, facendo colpo sul loro carismatico leader, Grifith. Diventerà membro dei falchi e in seguito capitano, scopre il suo posto nel mondo, scopre l'amore con Caska. Poi tutto crolla. La narrazione proseguirà da dove si era interrotta all'inizio di questo arco narrativo. Questa fase sulla gioventù però, conosciuta come Golden Age (o epoca d'oro o età dell'oro), è universalmente riconosciuta come il top della serie, anche perché qui Miura raggiunge la maturità artistica diventando abile a disegnare tavole incredibili popolate da milioni e milioni e milioni di personaggi impiegati in combattimenti stile Signore degli Anelli. Non solo, il cast si arricchisce di molti personaggi ed evolve consistentemente dalla precedente formula vai e distruggi, via e distruggi, vai e distruggi. Diventa addirittura un'opera raffinata in cui si fanno considerazioni su cosa sia il potere e come corrompa gli uomini. Berserk in edicola diviene un must buy. Questo è il motivo per cui nell'ottobre del 1997 Nippon Television decide di trarne una serie animata di 24 puntate. Di fatto la serie parte come il manga, nella fase 1, ma a questo periodo dedica forse nemmeno tutto il primo episodio, il flash-back parte subito e l'epoca d'oro arriva a coprire tutte e ventiquattro le puntate. Un ottimo anime, con una colonna sonora strepitosa e una sigla di coda indimenticabile, potete trovarlo il dvd by Yamato video, anche a prezzi contenuti. Non capisco perché hanno tolto un personaggio figherrimo come il cavaliere del teschio, ma chissene... Il dramma è che finisce lì, con gli eventi narrati fino al 1997, quando la storia del manga appunto continua ancora oggi! Forse si voleva continuare, buttare in cantiere altri 24 episodi e poi altri 24 episodi, magari tra altri 7 anni, data la lentezza della serializzazione, solo che si era già nella...
Fase 3. Bambini arsi vivi e montagne di donne nude in festini con caproni satanici (arco della condanna – dal 1997 fino al 2001, 4 anni blasfemo-perversi)
Bene, la storia prende una piega decisamente pesante. L'arco narrativo Lost Children con una rivisitazione malata di Peter Pan che finirà malissimo, l'ordine dei simpatici fanatici religiosi della Sacra Catena Ferrea in cerca di tu-sai-chi (non, non è Voldemort...), inquisitori pazzi e sovrannaturali. Roba da narrare ce n'è, a badilate e badilate. Solo che è roba estrema e se già la serie animata andava in onda a notte tarda... Ma c'è di peggio e forse è questo il vero motivo per cui non viene trasposto l'arco in animazione. Vengono introdotti personaggi belli e importanti come Serpico e Farnese, è tutto un correre a destra e a manca per salvare qualcuno rapito o in pericolo, ma il grande nemico latita, si intravede a millemilamiglia da lontano. Manca un climax e, soprattutto, un anticlimax quindi: gli eventi rimangono in sospeso perchè... sono in sospeso fino ad oggi!!! A peggiorare le cose ecco arrivare
Fase 4. Insopportabili po@@@nate fantasy o l'arco dello stra@@@@oso party da gdr (arco dell'impero del falco del millennio – dal 2001 al... 2010????!! 9 anni di... di... porca la puç@@na!!!! Disegni bellissimi comunque).
La cosa bella di Berserk, quello che lo faceva svettare nonostante tutti i suoi limiti della fase 1, era il fatto di essere un manga dannatamente e disperatamente cupo, scevro dalle classiche scemenze dei fantasy moderni per ragazzini, quei contesti da barzelletta greve tipo: “c'era un mago, un guerriero e un ladro, seguiva l'evocatrice, l'elfo, il paladino con spada magica e la paladina sotto maledizione...”. Comprendo che per alcuni questa sia “aria di casa”, sono felice per loro, ma personalmente mi viene da vomitare. Ecco che al cast dei comprimari si aggiunge il simpatico ladruncolo Isidoro e la giovane strega Shilke (personaggi che non riesco comunque ad odiare, anzi trovo gradevoli), si iniziano a combattere dei buffi troll e si decide di andare in cerca di un artefatto magico in grado di permettere a Gatsu di far fronte a Voldemort, cioè a tu sai chi, cioè ormai lo hanno capito pure i sassi... la fervente religiosa Farnese da invasata Giovanna D'Arco scopre la passione per i funghi allucinogeni e mi diventa hippy, la sua guardia del corpo Serpico ne rimane così interdetto da non spiccicare parola per quasi tutto questo arco. Ma cosa sta facendo l'antagonista? Sta iniziando una guerra di conquista su scala globale, arruolando 30 milioni di personaggi comprimari che se Gatzu dovrà combattere tutti uno ad uno, pur potenziato, con la solita tiritera che prima perde, poi li rincontra, poi riperde, poi forse li ferisce di striscio ecc. ecc. ci metterà come minimo altri 30 anni di serializzazione del fumetto. A dimostrazione di questa triste prospettiva Miura decide per pietà di far affrontare a Gatzu uno degli ultimi sgherri dell'armata dell'antagonista. Naturalmente sarà solo un immane nulla di fatto, perché pure l'ultimo degli sgherri riesce a fare un sedere così al protagonista. Ok l'epicità, l'ineluttabilità del destino, l'uomo contro la divinità, in manga cupo ecc. ecc. ma... che due palle!!!! Ad ogni modo Gatzu viene fornito dalla maga maestra di Shilke di una nuova fiammante armatura: l'armatura del Berserk... dopo soli 18 anni l'autore è arrivato a fornirci qualcosa di concreto in riferimento al titolo del manga, non male. Con tale armamentario addosso Gatzu entra in berserk ( e tante grazie...) come l'Eva 01 di Evangelion. No no, non avete capito, mi sono spiegato male io... si muove e agisce in modo storto e deforme come l'Eva 01 di Evangelion in berserk!!!! Perfino l'elmo dell'armatura pare l'elmo dell'Eva 01!!! Non ho parole: passi la citazione de L'amore e il sangue, passi la citazione per Lady Hawk, passi la citazione de Hellraiser, passi il Signore degli anelli, passi la citazione di Kenshiro, passi la citazione de Il fantasma del palcoscenico... passi pure Evangelion che tanto ormai...  Nonostante tutto l'armatura del Berserk è fighissima!!! I disegni sono sempre più da paura e il fumetto non è mai stato tanto epico. Il party però è sinceramente tedioso, un palloso susseguirsi di incantesimi di protezione, cerchi magici, spade fatate dei mille folletti che permettono di volare... Che fine hanno fatto le teste fracassate? C'è pure una continua e costante apparizione di mostri fantasy più o meno inutili ai fini della trama. Che fine hanno fatto zombie e schifezze da giornaletto horror di inizio anni '80. Tutto pare infighettato, splendidamente curato e rifinito, ma dello sporco, del lerciume che impregnava le prime pagine di Berserk che ne è stato? Vi do la mia esatta sensazione con un esempio: immaginate di stare a guardare un film caciarone come L'armata delle tenebre, che di colpo si eleva e nobilita diventando quasi un novello Il Signore degli Anelli senza che voi ve ne accorgiate. State per esultare di gioia ed ecco che la trama diventa sempre più simile ad Harry Potter o Le Cronache di Narnia. Sono atmosfere affini ma diversissime, sebbene di ottimo livello narrativo rimangono però mondi distanti in quanto geneticamente rivolti a target diversi e qualcuno può in effetti non fare i salti di gioia per questo cambio di registro. Bisogna giusto abituarsi, metabolizzare la cosa, farsela piacere anche perché è un processo affascinante: da un mondo cupo e realistico, dominato da guerre e meschini giochi di potere, si passa ad un mondo oscuro, dove i mostri camminano tra gli uomini, fino a che si assiste ad una rinascita fantasy, perché dopo i mostri arrivano anche le creature fatate, presenti anche prima ma nascoste, sopite, chiave di una religione che punta a sopprimere ciò che è diverso e non può essere spiegato. Certo, si potessero intravedere dei minimi progressi qua e là a livello di trama, anche perché materialmente gli eventi narrati sono pochini, si deve accelerare... Ma ecco che Miura risponde al popolo implorante dei fan! Nuova meta del viaggio, nuovi sviluppi! Ecco l'arrembante...
Fase 5: Dove Miura rimasto colpito dai Pirati dei Caraibi decide di ambientare tutto in mare durante una tempesta per poi rompersi le palle e tornarci a raccontare di Gatsu da piccolo (arco della Fantasia – dal 2010 al ???).
La meta sarebbe l'isola degli elfi, luogo in cui Gatsu potrà trovare pace ed alleati. Ma perché farcelo arrivare subito? Facciamo che piglia una barca e si imbatte in mostri marini (indovinate la citazione), pirati fantasma (indovinate la citazione), pirati fantasma diventati parte di nave fantasma (indovinate la citazione), sirene (sì, è sempre la stessa citazione). Ok, digressione ittica... Ci sarebbe l'antagonista che intanto ha arruolato per affrontare in duelli uno contro uno con Gatzu qualcosa come l'intero elenco telefonico di Varese provincia, ma chissene... Quanto dura il viaggetto? Solo 3 anni di pubblicazione di Berserk!!! Va bene. Sono stati 3 anni magnifici. Il disegno di Miura fa sempre più paura, una vera libidine. Gli scontri ittici sono stati gasanti e pieni d'azione. Ora si arriverà al porto e saremo in questa dannata terra elfica, un Grosso Burrone o roba così? Ma ecco che il grande Miura decide di tornare indietro nel tempo. Decide di narrare della giovinezza di Gatzu in una simpatica elegia autoconclusiva in 3 numeri. E così ci giochiamo altri bei 8-9 mesi di pubblicazione. La storielle dell'infanzia di Gatzu appare poi come qualcosa di estemporaneo, magari pure realizzata come tappabuchi e messa in un cassetto per i periodi di stanca. Se teniamo per buona questa teoria, quest'anno passato sembra che siano state prodotte in tutto 80 pagine e poco più. Gli elfi sono ancora lontanissimi.
Berserk di nuovo in video!
È lo stesso Miura a rendere pubblica la cosa, il 10 settembre del 2010, se i miei calcoli sono esatti doveva almeno già aver completato il combattimento tra Gatsu e il dio del mare... Lo studio 4°C, una delle realtà emergenti nel panorama odierno dell'animazione giapponese, vuole in 3 film cinematografici riassumere la golden age di Berserk. La Warner vuole distribuirla in tutto il mondo e la serie arriverà anche in Italia, grazie a Yamato Video.
Nel 2012 esce la prima pellicola, viene un po' fagocitata dalle uscite in cartellone ma ha un buon seguito, la seconda va anche un poco peggio, ma le aspettative per la terza, in uscita nei primi mesi del 2013 in Giappone sono altissime. Soprattutto, vengono vendute camionate di copie in home video e, anche se i detrattori non mancano, l'opera è davvero buona, così buona che si vuole continuare (parleremo dei film in post specifici a parte). Perché l'obiettivo non è mai stato rifare unicamente il capitolo della Squadra dei Falchi, non lo dice ma in un certo senso lo grida a gran voce già la sigla di testa del primo film. Compare l'elfo Pak, compaiono Farnese e Serpico. Compare Isidoro, Shilke e... l'armatura del Berserk. Studio 4°C voleva da subito trasporre in animazione tutto Berserk, dividendolo in archi narrativi  e di recente la CEO dello studio, Eiko Tanaka, in una intervista ad anime news network del 30 agosto 2012 ha dichiarato la sua intenzione di proseguire con Lost children (cioè l'arco della condanna... magari facendo una capatina riassuntiva alla fase 1 per spiegare due o tre cosette fondamentali, circostanza che a mio avviso la buona Eiko ha già previsto, laddove dice di sperare di far vedere già Farnese: cosa non troppo difficile se si partisse direttamente da Lost Children).
C'è di più, lo studio ha intenzione di adattare Berserk per i prossimi 10 anni. Riuscirà Miura a concludere il suo manga? Da una indiscrezione pare che sia in programma per la fine di quest'anno l'inizio di un nuovo arco, volto ad approfondire il passato dei Cinque della Mano di Dio... Mi sa che altri 40 anni non basteranno. Temo che quando defungerà, e spero sia fra 300 anni, il lavoro di Miura sarà continuato dai figli e dopo di loro dai nipoti e dopo di loro dalla fondazione Miura. Probabilmente quando le gesta di Gatsu arriveranno a conclusione non ci sarà più la razza umana sulla terra. È per casi come questo che ritengo indispensabile che l'uomo perfezioni la tecnologia necessaria a permettere i viaggi nel tempo... almeno vedremo così la fine anche di Guyver! 
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