venerdì 15 febbraio 2013

Sinister


Un nuovo film horror di quelli da tremare le gambe


Uno scrittore di successo è a caccia di materiale per il prossimo libro e la sua attenzione ricade su un fatto di cronaca del passato piuttosto cruentuccio: una intera famiglia ha deciso di togliersi la vita impiccandosi. Con il consenso unanime della sua allegra famigliola, lo scrittore decide di trasferirsi per indagare proprio nel luogo dell'eccidio. La simpatica abitazione degli impiccati fornisce un sacco di materiale interessante, tra cui degli amabili filmini familiari da gustare con il proiettore. Solo che la visione della pellicola ha brutti effetti collaterali, qualcosa di indefinito e piuttosto inquietante si muove sullo sfondo di torte di compleanno et similia. Qualcosa che ora è stato risvegliato e vuole ovviamente invadere l'abitazione. Cosa non si fa per trovare l'ispirazione.
Chi vede muore! Sembra di essere tornati ai tempi di The ring! Alla produzione, che ha offerto due spicci, due panini e due banane (si dice una trentina di milioni, roba che non ci paghi manco Ambra Angiolini..), ci sono gli stessi tizi di Paranormal Activity e Insidious, che tra poco avrà anche un bel seguito by James Wan. Diretta da Scott Derrickson, questa piccola pellicola ha fatto incetta di consensi negli Stati Uniti e a metà marzo si prepara all'assalto delle nostre sale. Stiamo già tremando tutti. Del resto Derrickson ha scritto e diretto L'esorcismo di Emily Rose, una delle pellicole più terrorizzanti degli ultimi anni ed è accreditato per dirigere la prossima pellicola di Poltergeist...
Talk0

giovedì 14 febbraio 2013

10.000 grazie


10.000 visualizzazioni. Siete in tanti, davvero non ce lo aspettavamo. Magari ci siete finiti per sbaglio, avete letto un post orrendo e non siete più tornati, ma vi vogliamo comunque bene.
Avete subito la nostra (soprattutto mia) pazzia. Elucubrazioni su Gundam manco fosse la Sindone, i deliri che mi suscitano anche le opere minori del (o attribuite al) maestro Nagai, l'odio sfrenato e senza costrutto per Topolino e Tom Cruise, l'amore sfrenato e senza costrutto per Nick Cage, che presto tornerà con tanti post. Commenti sintomo di semi-normalità intellettiva alternati a capricci nerd della peggiore risma in un non senso, che spero a qualcuno sia diventato familiare. La nostra gioia è la soddisfazione più alta di tutte: essere riusciti a intrattenervi e divertirvi per un paio di minuti al giorno e vogliamo farlo ancora, finché ne saremo capaci o finché non ne potrete più di noi e migrerete su qualche blog di bird watching.
Siamo contenti quando vediamo che alle nove di mattina, orario canonico di uscita del post giornaliero, molti cliccano sul blog. Ci piace immaginarvi intenti nella lettura con qualcosa di mangereccio in mano, magari brutalmente calorico. Ma ci piace anche pensare a chi ci segue su smart phone o portatile mentre torna stanco dal lavoro cullato da un treno pendolare.
Grazie a tutti, davvero di cuore, per essere passati a trovarci anche oggi.
Progetti per il futuro? Costruire autostrade. Non per tutti, solo per i giovani. Autostrade dove tutti cantino e ballino felici (Elio e le Storie Tese. Cit.)
Talk0 e Gianluca

Berserk: a che punto siamo?


 Berserk: a che punto siamo?
(dopo aver atteso dal 1997 che la storia animata di Berserk andasse avanti, si torna a vedere lo stesso arco narrativo visto nel 1997...ma leggete fino in fondo e non disperate, ci sono belle e importanti novità...)

Miura è lento. Miura è mortalmente lento. Però è un grande, uno dei migliori narratori a fumetti di sempre. Nato come assistente di Tetsuo Hara (e sticazzi) si dimostra subito capace di opere compiute e sintetiche come Japan, dove rivela fin da subito un'incredibile capacità tecnica. "Ooooh, bene, finalmente qualcuno che non la tira per le lunghe, due volumi e via!", pensarono gli ignari amanti dei manga. Gli stessi fecero i salti di gioia quando Miura iniziò a serializzare Berserk. Non sapevano che la storia, partita nel 1990 e ancora piuttosto lontana dal finire si direbbe, si sarebbe protratta per anni e anni ma con una fruizione dilazionatissima ed estenuante, 7-8 capitoli all'anno raccolti in volumi da 160 pagine credo: per ora solo 38 volumi (fate un po' voi i calcoli rispetto a un Naruto, che avrà pure una serializzazione diversa ma è eoni avanti). I fan di Miura, nonostante lo scoramento degli ultimi anni (in cui si ha quasi l'impressione che la storia non proceda mai), non hanno però mai abbandonato per un unico ed inequivocabile motivo: Berserk è maestoso, affascinante e godibilissimo. Un capolavoro. O almeno, un “capolavoro con qualche discontinuità”. Ma, per spiegare meglio cosa intendo, ho bisogno di rubarvi alcune ore di lettura...
Fase 1. Ci stava un tizio cupo cupo... (arco del cavaliere nero – dal 1990 alla fine del 1991, un annetto per una bozza così così ma accattivante)
Berserk partiva, un po' in sordina e con un tratto iniziale non sconvolgente, come una storia tamarra, dai toni nero infernali tipici di Nagai (piovono letteralmente le influenze del fumetto di Devilman, opera mooolto affine) ma che si fondeva giocoforza con le influenze di Hokuto no Ken per ovvi motivi (Hara appunto...), nella classica trama itinerante: villaggio, mostro, informazioni per trovare il mega-mostro, segue nuovo villaggio, nuovo mostro, info per il mega-mostro, primo tentativo di picchiare il mega-mostro ecc. ecc..
In sostanza in canovaccio base era il seguente. Un tizio cupissimo avvolto in un tenebroso mantello, (che pare parente di Kenshiro anche a livello grafico ma che ha deciso di non rovinarsi troppo con gli steroidi), pesantemente armato e dotato di una forza irreale, che gli permette di brandire una spada grande come il Molise, vaga in un medioevo dark-fantasy popolato di mostri schifosi, roba da giornaletto splatter inizio anni '80. Per vedere che è proprio sporco e cattivo lo vediamo fare sesso sfrenato già nelle prime vignette, ma, visto che si trova in un mondo brutto e cattivo, nel mentre del piacere riceverà una brutta sorpresa (no, non quella... maliziosi). Rivestitosi vagherà e vagherà, in compagnia di un elfo perennemente nudo, tra scenari schifosi, gente sbudellata e orecchie umane servite alla julienne, perché siamo in un mondo lascivo e torbido, cercando vendetta nei confronti di tizi che paiono sputate copie dei Cenobiti di Hellraiser, gente che si fa chiamare “La mano di Dio”. A stargli particolarmente sulle palle è uno di questi in particolare, che indossa quella che pare la sputata copia del costume de Il fantasma del palcoscenico (Phantom of the Paradise in originale), mitico film di Brian De Palma. Ora, non è che 'sti tizi li incontri così, a mangiare cinese al multisala (credo di averci trovato tutto il pianeta terra al cinese del multisala...), devono essere evocati e per evocarli serve... una scatola? No dai, che poi l'autore di Hellraiser si incazza! Bisogna invece entrare in possesso di un Bejelith o uovo del conquistatore, un brutto monile, uno schifo ovale su cui è in rilievo una faccia scomposta, rosso, da darkettoni satanisti e che con trentamila lire il mio falegname lo fa meglio (Aldo, Giovanni e Giacomo. Cit.). Ora questi Bejelith hanno volontà propria e capitano a chi pare a loro, in genere con effetti nefasti, esattamente come l'anello del Signore degli Anelli, giusto per “citare un po'” anche da quella parte. Al tizio cupissimo protagonista, al secolo Gatzu, il compito di scovare 'sti brutti monili e cercare di usarli per farla pagare al tizio di cui sopra. Naturalmente su Gatzu incombe una maledizione come in Lady Hawk, è marchiato sul collo da uno strano glifo che attira mostri schifosi. Per avere un attimo di pace deve quindi trovare rifugio , come in Highlander, in alcuni particolari posti. Sì, un opera che si fa leggere. Giusto “un pelo” derivativa, ma dotata di un indubbio fascino: vuoi per l'ambientazione alla “diablo”, distante dal solito fantasy allegro e un po' tedioso classico dei jappi (quello “alla Clamp”per intendersi) come dalla sua deriva più prosaica ma ammorbante e pallosa (Lodoss War). Per di più, appunto, un dark-fantasy, carico di scene forti dove non si lesina con il sangue. Alla fine comunque risultava solo un buon b-movie, si potrebbe dire di quelli “cult” ma comunque un b-movie. Si avverte forte il titanismo del protagonista, lo spirito indomito che lo spinge a una lotta, che pare inevitabilmente perdente, contro una divinità, maligna e inavvicinabile (roba da God of War ante litteram). C'è però ancora “troppo poco”. Poi qualcosa è cambiato...
Fase 2. Un piccino cupo cupo (arco dell'età dell'oro- dal 1991 al 1997, 6 anni e non sentirli)
La narrazione a un certo punto si blocca, Gatsu le ha appena prese di brutto dalla Mano di Dio ma parte un mega flash back. Il mondo è più normale, non è invaso da mostri ma comunque non sembra un bel momento per viverci, imperversano battaglie continue e estremismi religiosi. Allora vediamo Gatzu nascere, cadendo dal ventre di una donna impiccata per stregoneria appesa a un albero torvo. Viene raccolto da una compagnia di mercenari e uno di loro, Gambino, decide di fargli da “padre”, in un modo che il telefono azzurro non approverebbe. Gatsu cresce, viene allevato al mestiere delle armi (Olmi. Cit. film fichissimo) diviene un mercenario come Rutger Hauer ne "L'amore e il sangue" di Paul Verhoeven (altro film da vedere assolutamente; se amate il medioevo e non lo avete ancora visto fiondateci sopra sereni). Di battaglia in battaglia è sempre più forte fino a che si fa notare dalla Squadra dei Falchi, facendo colpo sul loro carismatico leader, Grifith. Diventerà membro dei falchi e in seguito capitano, scopre il suo posto nel mondo, scopre l'amore con Caska. Poi tutto crolla. La narrazione proseguirà da dove si era interrotta all'inizio di questo arco narrativo. Questa fase sulla gioventù però, conosciuta come Golden Age (o epoca d'oro o età dell'oro), è universalmente riconosciuta come il top della serie, anche perché qui Miura raggiunge la maturità artistica diventando abile a disegnare tavole incredibili popolate da milioni e milioni e milioni di personaggi impiegati in combattimenti stile Signore degli Anelli. Non solo, il cast si arricchisce di molti personaggi ed evolve consistentemente dalla precedente formula vai e distruggi, via e distruggi, vai e distruggi. Diventa addirittura un'opera raffinata in cui si fanno considerazioni su cosa sia il potere e come corrompa gli uomini. Berserk in edicola diviene un must buy. Questo è il motivo per cui nell'ottobre del 1997 Nippon Television decide di trarne una serie animata di 24 puntate. Di fatto la serie parte come il manga, nella fase 1, ma a questo periodo dedica forse nemmeno tutto il primo episodio, il flash-back parte subito e l'epoca d'oro arriva a coprire tutte e ventiquattro le puntate. Un ottimo anime, con una colonna sonora strepitosa e una sigla di coda indimenticabile, potete trovarlo il dvd by Yamato video, anche a prezzi contenuti. Non capisco perché hanno tolto un personaggio figherrimo come il cavaliere del teschio, ma chissene... Il dramma è che finisce lì, con gli eventi narrati fino al 1997, quando la storia del manga appunto continua ancora oggi! Forse si voleva continuare, buttare in cantiere altri 24 episodi e poi altri 24 episodi, magari tra altri 7 anni, data la lentezza della serializzazione, solo che si era già nella...
Fase 3. Bambini arsi vivi e montagne di donne nude in festini con caproni satanici (arco della condanna – dal 1997 fino al 2001, 4 anni blasfemo-perversi)
Bene, la storia prende una piega decisamente pesante. L'arco narrativo Lost Children con una rivisitazione malata di Peter Pan che finirà malissimo, l'ordine dei simpatici fanatici religiosi della Sacra Catena Ferrea in cerca di tu-sai-chi (non, non è Voldemort...), inquisitori pazzi e sovrannaturali. Roba da narrare ce n'è, a badilate e badilate. Solo che è roba estrema e se già la serie animata andava in onda a notte tarda... Ma c'è di peggio e forse è questo il vero motivo per cui non viene trasposto l'arco in animazione. Vengono introdotti personaggi belli e importanti come Serpico e Farnese, è tutto un correre a destra e a manca per salvare qualcuno rapito o in pericolo, ma il grande nemico latita, si intravede a millemilamiglia da lontano. Manca un climax e, soprattutto, un anticlimax quindi: gli eventi rimangono in sospeso perchè... sono in sospeso fino ad oggi!!! A peggiorare le cose ecco arrivare
Fase 4. Insopportabili po@@@nate fantasy o l'arco dello stra@@@@oso party da gdr (arco dell'impero del falco del millennio – dal 2001 al... 2010????!! 9 anni di... di... porca la puç@@na!!!! Disegni bellissimi comunque).
La cosa bella di Berserk, quello che lo faceva svettare nonostante tutti i suoi limiti della fase 1, era il fatto di essere un manga dannatamente e disperatamente cupo, scevro dalle classiche scemenze dei fantasy moderni per ragazzini, quei contesti da barzelletta greve tipo: “c'era un mago, un guerriero e un ladro, seguiva l'evocatrice, l'elfo, il paladino con spada magica e la paladina sotto maledizione...”. Comprendo che per alcuni questa sia “aria di casa”, sono felice per loro, ma personalmente mi viene da vomitare. Ecco che al cast dei comprimari si aggiunge il simpatico ladruncolo Isidoro e la giovane strega Shilke (personaggi che non riesco comunque ad odiare, anzi trovo gradevoli), si iniziano a combattere dei buffi troll e si decide di andare in cerca di un artefatto magico in grado di permettere a Gatsu di far fronte a Voldemort, cioè a tu sai chi, cioè ormai lo hanno capito pure i sassi... la fervente religiosa Farnese da invasata Giovanna D'Arco scopre la passione per i funghi allucinogeni e mi diventa hippy, la sua guardia del corpo Serpico ne rimane così interdetto da non spiccicare parola per quasi tutto questo arco. Ma cosa sta facendo l'antagonista? Sta iniziando una guerra di conquista su scala globale, arruolando 30 milioni di personaggi comprimari che se Gatzu dovrà combattere tutti uno ad uno, pur potenziato, con la solita tiritera che prima perde, poi li rincontra, poi riperde, poi forse li ferisce di striscio ecc. ecc. ci metterà come minimo altri 30 anni di serializzazione del fumetto. A dimostrazione di questa triste prospettiva Miura decide per pietà di far affrontare a Gatzu uno degli ultimi sgherri dell'armata dell'antagonista. Naturalmente sarà solo un immane nulla di fatto, perché pure l'ultimo degli sgherri riesce a fare un sedere così al protagonista. Ok l'epicità, l'ineluttabilità del destino, l'uomo contro la divinità, in manga cupo ecc. ecc. ma... che due palle!!!! Ad ogni modo Gatzu viene fornito dalla maga maestra di Shilke di una nuova fiammante armatura: l'armatura del Berserk... dopo soli 18 anni l'autore è arrivato a fornirci qualcosa di concreto in riferimento al titolo del manga, non male. Con tale armamentario addosso Gatzu entra in berserk ( e tante grazie...) come l'Eva 01 di Evangelion. No no, non avete capito, mi sono spiegato male io... si muove e agisce in modo storto e deforme come l'Eva 01 di Evangelion in berserk!!!! Perfino l'elmo dell'armatura pare l'elmo dell'Eva 01!!! Non ho parole: passi la citazione de L'amore e il sangue, passi la citazione per Lady Hawk, passi la citazione de Hellraiser, passi il Signore degli anelli, passi la citazione di Kenshiro, passi la citazione de Il fantasma del palcoscenico... passi pure Evangelion che tanto ormai...  Nonostante tutto l'armatura del Berserk è fighissima!!! I disegni sono sempre più da paura e il fumetto non è mai stato tanto epico. Il party però è sinceramente tedioso, un palloso susseguirsi di incantesimi di protezione, cerchi magici, spade fatate dei mille folletti che permettono di volare... Che fine hanno fatto le teste fracassate? C'è pure una continua e costante apparizione di mostri fantasy più o meno inutili ai fini della trama. Che fine hanno fatto zombie e schifezze da giornaletto horror di inizio anni '80. Tutto pare infighettato, splendidamente curato e rifinito, ma dello sporco, del lerciume che impregnava le prime pagine di Berserk che ne è stato? Vi do la mia esatta sensazione con un esempio: immaginate di stare a guardare un film caciarone come L'armata delle tenebre, che di colpo si eleva e nobilita diventando quasi un novello Il Signore degli Anelli senza che voi ve ne accorgiate. State per esultare di gioia ed ecco che la trama diventa sempre più simile ad Harry Potter o Le Cronache di Narnia. Sono atmosfere affini ma diversissime, sebbene di ottimo livello narrativo rimangono però mondi distanti in quanto geneticamente rivolti a target diversi e qualcuno può in effetti non fare i salti di gioia per questo cambio di registro. Bisogna giusto abituarsi, metabolizzare la cosa, farsela piacere anche perché è un processo affascinante: da un mondo cupo e realistico, dominato da guerre e meschini giochi di potere, si passa ad un mondo oscuro, dove i mostri camminano tra gli uomini, fino a che si assiste ad una rinascita fantasy, perché dopo i mostri arrivano anche le creature fatate, presenti anche prima ma nascoste, sopite, chiave di una religione che punta a sopprimere ciò che è diverso e non può essere spiegato. Certo, si potessero intravedere dei minimi progressi qua e là a livello di trama, anche perché materialmente gli eventi narrati sono pochini, si deve accelerare... Ma ecco che Miura risponde al popolo implorante dei fan! Nuova meta del viaggio, nuovi sviluppi! Ecco l'arrembante...
Fase 5: Dove Miura rimasto colpito dai Pirati dei Caraibi decide di ambientare tutto in mare durante una tempesta per poi rompersi le palle e tornarci a raccontare di Gatsu da piccolo (arco della Fantasia – dal 2010 al ???).
La meta sarebbe l'isola degli elfi, luogo in cui Gatsu potrà trovare pace ed alleati. Ma perché farcelo arrivare subito? Facciamo che piglia una barca e si imbatte in mostri marini (indovinate la citazione), pirati fantasma (indovinate la citazione), pirati fantasma diventati parte di nave fantasma (indovinate la citazione), sirene (sì, è sempre la stessa citazione). Ok, digressione ittica... Ci sarebbe l'antagonista che intanto ha arruolato per affrontare in duelli uno contro uno con Gatzu qualcosa come l'intero elenco telefonico di Varese provincia, ma chissene... Quanto dura il viaggetto? Solo 3 anni di pubblicazione di Berserk!!! Va bene. Sono stati 3 anni magnifici. Il disegno di Miura fa sempre più paura, una vera libidine. Gli scontri ittici sono stati gasanti e pieni d'azione. Ora si arriverà al porto e saremo in questa dannata terra elfica, un Grosso Burrone o roba così? Ma ecco che il grande Miura decide di tornare indietro nel tempo. Decide di narrare della giovinezza di Gatzu in una simpatica elegia autoconclusiva in 3 numeri. E così ci giochiamo altri bei 8-9 mesi di pubblicazione. La storielle dell'infanzia di Gatzu appare poi come qualcosa di estemporaneo, magari pure realizzata come tappabuchi e messa in un cassetto per i periodi di stanca. Se teniamo per buona questa teoria, quest'anno passato sembra che siano state prodotte in tutto 80 pagine e poco più. Gli elfi sono ancora lontanissimi.
Berserk di nuovo in video!
È lo stesso Miura a rendere pubblica la cosa, il 10 settembre del 2010, se i miei calcoli sono esatti doveva almeno già aver completato il combattimento tra Gatsu e il dio del mare... Lo studio 4°C, una delle realtà emergenti nel panorama odierno dell'animazione giapponese, vuole in 3 film cinematografici riassumere la golden age di Berserk. La Warner vuole distribuirla in tutto il mondo e la serie arriverà anche in Italia, grazie a Yamato Video.
Nel 2012 esce la prima pellicola, viene un po' fagocitata dalle uscite in cartellone ma ha un buon seguito, la seconda va anche un poco peggio, ma le aspettative per la terza, in uscita nei primi mesi del 2013 in Giappone sono altissime. Soprattutto, vengono vendute camionate di copie in home video e, anche se i detrattori non mancano, l'opera è davvero buona, così buona che si vuole continuare (parleremo dei film in post specifici a parte). Perché l'obiettivo non è mai stato rifare unicamente il capitolo della Squadra dei Falchi, non lo dice ma in un certo senso lo grida a gran voce già la sigla di testa del primo film. Compare l'elfo Pak, compaiono Farnese e Serpico. Compare Isidoro, Shilke e... l'armatura del Berserk. Studio 4°C voleva da subito trasporre in animazione tutto Berserk, dividendolo in archi narrativi  e di recente la CEO dello studio, Eiko Tanaka, in una intervista ad anime news network del 30 agosto 2012 ha dichiarato la sua intenzione di proseguire con Lost children (cioè l'arco della condanna... magari facendo una capatina riassuntiva alla fase 1 per spiegare due o tre cosette fondamentali, circostanza che a mio avviso la buona Eiko ha già previsto, laddove dice di sperare di far vedere già Farnese: cosa non troppo difficile se si partisse direttamente da Lost Children).
C'è di più, lo studio ha intenzione di adattare Berserk per i prossimi 10 anni. Riuscirà Miura a concludere il suo manga? Da una indiscrezione pare che sia in programma per la fine di quest'anno l'inizio di un nuovo arco, volto ad approfondire il passato dei Cinque della Mano di Dio... Mi sa che altri 40 anni non basteranno. Temo che quando defungerà, e spero sia fra 300 anni, il lavoro di Miura sarà continuato dai figli e dopo di loro dai nipoti e dopo di loro dalla fondazione Miura. Probabilmente quando le gesta di Gatsu arriveranno a conclusione non ci sarà più la razza umana sulla terra. È per casi come questo che ritengo indispensabile che l'uomo perfezioni la tecnologia necessaria a permettere i viaggi nel tempo... almeno vedremo così la fine anche di Guyver! 
Talk0

mercoledì 13 febbraio 2013

True Justice


 Arco 1, “incrocio mortale”, episodi 1 e 2
Esultate gente, questo è il grande ritorno di Steven Seagal




Uno dei film a caso  di True Justice
La madre di tutte le premesse: è tornato!!!! Il re è tornato!!! E noi discepoli lo venereremo come si conviene, nel modo più servile e appassionato, facendo una disamina completa di tutta la prima stagione di questo True Justice. Perché il mito vuole rimanere ora, a prendere a calci tutti i finti poliziotteschi italiani con Raul Bova, perché già si parla di seconda serie nel 2013!! Steven il grezzo. Steven lo sterminatore di avambracci. Steven i cui soprannomi sono il pacato “Lord Steven”, il condivisibilissimo “The master of Aikido” e l'umilissimo “The Great One”. Steven, che in “Giustizia a tutti i costi” interpretava il detective Gino Felino. Steven che corre in modo strano vorticando con la mano. Steven che ci fa credere a ogni giro di essere un indiano-pompiere-psicologo-biochimico recitando sempre e solo la sua unica mitica espressione, abbinata a tremendo giubbino con frange all'indiana. Steven che interpreta Inferno Sepolto (di cui cura anche le musiche personalmente) come fosse veramente un film. È tornato!! E' di nuovo tra noi, con True Justice, bolso e invecchiatissimo (ma non si nota), con in testa un abominevole parrucchino alla diabolik, pronto a pestare come solo lui sa fare, con coreografie lente e bruttissime (e per questo accelerate da una telecamera che spara da un angolo all'altro) dove gli stuntman si gettano addosso ai suoi pugni (il che è pure difficile quando tiene le mani in tasca). Terence Hill, incomincia a tremare. Voglio un cross-over True Justice vs Don Matteo. Leggenda. Non ce la faccio, è troppo... mi devo ricomporre.
I più fortunati hanno già visto sui canali pay i famigerati “film di True Justice”, quelli come me che danno un'occhiata ai classici “cestoni” dei centri commerciali hanno trovato almeno 6 film su True Justice, per lo più non capendo che cosa fossero e in che ordine andassero visti perché la Eagle, che distribuisce in Italia, non dice nulla ma proprio nulla in tal senso. Film o serie tv? Non è chiaro se sia poi un'idea della Eagle o della pay tv o di una ricercata strategia distributiva internazionale. A ogni film, grazie a wikipedia, scopro comunque che corrispondono 2 episodi della serie, e tale bizzarria assume un senso quando vedo che in genere 2 episodi vanno a comporre una unica storia. Ai film viene pertanto aggiunto un sottotitolo e su dvd nessuna indicazione circa il fatto, marginale, per esempio, che sia una serie televisiva. Siccome gli episodi sono 13 e non quattordici si decide di non considerare l'esistenza dell'episodio 13, che pertanto in tv, pure pay, rimane inedito. Fortunatamente la Eagle decide comunque di pubblicare la serie completa e le Messaggerie nel contempo decidono di scontare del 30% le serie tv: questo è il principale motivo per cui ne parlo. Ultimato l'acquisto, apro il bel cartonato scelto per custodia e i dischi, invertiti appunto nel cartone , iniziano a schizzare ovunque. Sarà per questo contenitore un po' ballerino (ma decisamente ecologico) che mi trovo i dvd buttati dentro a caso, ovviamene senza un numero di riferimento essendo di fatto le stesse copie vendute separatamente a film a due a due (magari è la mia copia, ma cara Eagle, se ti capita di fare una versione 1.1 mettici almeno un foglietto con l'ordine di visione, se proprio non vuoi mettere 1, 2, 3 ecc. sula serigrafia di ogni disco). Ma, sorpresa delle sorprese, nel cofanetto compare anche un settimo dvd, contenente il mancante episodio 13!!! E tutti vissero felici e contenti. Chiarito quanto dovrebbe per logica essere chiaro ed evidente nei primi 6 secondi in cui si prende in mano un dvd, ossia se è o meno una serie tv, entriamo nel cuore dell'azione... anzi no. Per essere buoni anche nei confronti di chi, magari per caso, ha pescato un dvd dal cestone del grande magazzino, analizzeremo l'opera di “film” in film, consci del fatto che i seguaci di Seagal la seguiranno con passione anche su Italia 1, che da gennaio la trasmette in chiaro.

Incrocio Mortale dove incontriamo un vecchio amico...

trailer

Steven è un uomo anziano che decide di interpetare nuovamente un personaggio action. Per renderlo più giovanile si sceglie un taglio di capelli tra Diabolik e Dracula, con una colata di nero notte che fa assumere all'attore l'invidiabile effetto playmobil. L'effetto è così bello che per non distrarci troppo, per inspiegabili scelte di regia Steven recita portando in testa una bandana. Il suo personaggio è totalmente vestito di nero, ovviamente, siccome è il capo di non si capisce bene cosa (dei poliziotti sotto copertura che vestono esattamente come tutti i poliziotti dei telefilm, che non usano volanti ma i classici suv neri dei poliziotti dei telefilm...bah...), viene anche dotato di uno studio-ufficio che riflette in pieno il suo carattere. Quattro mura, foto di lui che pratica le arti marziali, una Katana da pulire, the verde e...basta! Non un computer, una stampante, l'unico contatto con l'esterno è un telefono delle dimensioni di quello visto in Top Secret. Il personaggio in qualche modo ne esce: un eccentrico psicopatico rimasto agli anni '60 a cui il resto del gruppo ha saggiamente inibito ogni tipo di potere o controllo.
Il cast di True Justice
Ma, ricolorata la confezione, come stanno le giunture dell'attore? Malino. Per una scena particolarmente emotiva, in cui deve inginocchiarsi per guardare negli occhi una bambina, viene quindi inquadrato di spalle mentre si piega, ma l'uomo che termina il movimento è una controfigura, con la chioma dei capelli alla Bart Simpson. Per lo meno riesce ancora a deambulare dritto, ma per non esagerare si sceglie spesso di farlo muovere all'interno di un veicolo, anche se poco funzionale a volte. In una scena riguardante un appostamento delicato, tutti sono tatticamente schiacciati al muro o al suolo mentre Seagal è mimeticamente seduto in un suv al centro della strada, unico allo scoperto, elargendo ordini tipo “restate nascosti”, “aspettate” urlandoli al microfono e udibili per cinque isolati. Ma si può sempre farlo sparare invece che picchiare! Il movimento è minimo, diranno i miei piccoli lettori! Ma è qui che torna in auge un'altra delle tipiche capacità di Seagal; mentre il resto del cast pare aver seguito un corso apposito, si muove tatticamente ed evita di esporsi, Steven non rinuncia a una delle sue classiche abitudini (da Nico in poi): quella di impugnare la pistola ed esplodere colpi a caso senza nemmeno provare a mirare sul nemico, sventolando l'arma come un bambino di sei anni che gioca a cowboy e indiani. Ok, passiamo al corpo a corpo, fase che ha richiesto un certo impegno e studio realizzativo. Due tecniche vengono ad uopo studiate. L'azione velocizzata e l'azione “assistita”. Nella velocizzata Steven gira a velocità normale-lenta delle coreografie, di cui lui è maestro, di presa e contropresa insieme a uno stuntman. L'azione poi viene rielaborata in post-produzione con tecnica a velocità variabile, ricreando una specie di “effetto 300”, non sgradevole, cui si accompagna una resa sonora dei colpi. Poi c'è la tecnica “assistita”. Per questo in genere vi è una comoda procedura step by step: a) viene prima inquadrato Steven modello figurina dei calciatori, che immagino stia parzialmente genuflesso (gotta?); b) Steven, sempre inquadrato a busto tipo figurina compie quindi un movimento con le gambe (che sarà velocizzato) a seconda delle direzione in cui dovranno partire i colpi; c) l'inquadratura diventa una soggettiva di Seagal, che quindi non si vede, e calci e pugni vengono sparati a velocità cento colpi di Hokuto da uno stuntman da paura, mentre la telecamera cabra e picchia in continuazione. L'effetto, per chi conosce JoJo, è simile a quando Jotaro Kujo cammina con le mani in tasca verso il nemico mentre il suo stand Star Platinum sommerge lo stesso con una mitragliata di pugni multipli. Wow. È ancora una macchina di morte credibile!
Steven sul suo SUV
Ok, Seagal c'è! Il suo personaggio, Elijah Kane, ex operativo delle forze speciali, è a capo di una squadra sotto copertura (bah...), operante a Seattle e specializzata in... tutto! Droga, bande, mafia russa, triade, yakuza, scimmie spaziali. Perché loro sono il meglio del meglio. Il resto della squadra si compone di cinque o sei personaggi, assistiti dalle classiche casacche rosse di Star Trek che muoiono a frotte ma nessuno caga. Il gruppo è composto così. C'è un nuovo membro fresco di accademia e trasferito da poco, “Gnocca di legno Bionda”: ha le indubbie capacità di parlare come una scaricatrice di porto, sparare come Terminator, vestirsi da vacca alla bisogna, comportarsi da zozza per estrapolare informazioni. Il pregiato comparto femminile operativo (perché il telefilm è ricco a vario titolo di gnocche, ma il cui ruolo è fumoso o assurdo) è composto da “Gnocca di legno mora”, tipa tosta, quella “che ne ha passate”, volgarotta, anche lei incline a vestirsi da vaccona alla bisogna, probabilmente non interessata ai maschietti. A rendere la squadra equilibrata non poteva mancare l'attore di colore cerebrale e stratega, genere Foreman del Dr.House, ossia “Nero pensoso” e l'immancabile soggetto fuori dagli schemi alla arma letale, ma con la personalità e la malmostosità di un bambino di sei anni, ossia “Gasatello”. A operare sotto copertura “Bella Brò” il fan numero uno di Seagal, quello che lo adora perché lo ha salvato dal ghetto, lo ha istruito al riformatorio, lo ha cresciuto e allattato. Vorrebbe entrare in squadra, ma per Steven è “troppo presto” e preferisce utilizzarlo in missioni suicida... quando uno ci tiene a te... Livelli recitativi? Sì, per domani è prevista pioggia...
L'arco narrativo “Incrocio mortale” nel tentativo di descrivere la complicata vita delle indagini di alto livello, non si pone limiti narrativi. Vengono uccisi dei cinesi (così Seagal può far vedere di saper parlare cinese), perché dietro ci sono poliziotti corrotti, che sono stati corrotti da canaglie messicane (scoperte grazie all'agente infiltrato “Bella Brò”) che hanno trovato base su un importante sito storico americano (perchè Seagal-Piero Angela può fare anche un po'di storia) per mascherare il sito di un traffico di droga (di cui i cinesi non sapevano comunque una mazza...); a loro volta meri strumenti in una trappola posta in essere da dei russi cattivi, con un debole per i postriboli (così “Gasatello” e “Nero pensoso” possono indagare nei medesimi) e le prostitute (per cui i russi saranno incastrati da “Grocca di legno Bionda” e “Gnocca di legno Mora”) che uccidono tutto e tutti per poi finire davanti a Steven Seagal, armato e cattivo, che salva la situazione in uno scontro a fuoco in cui quasi ci perdiamo Gasatello. Tutto chiaro, no? Sì, è una supercazzola di due ore...e siamo solo all'inizio!
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martedì 12 febbraio 2013

Anarchy Reigns


Aggiornamento… mamma quante ne ho prese....

Ecco uno zozza trailer, tanto per gradire


Ne abbiamo parlato da poco, ci torno dopo aver provato l'esperienza sui server. Vediamo un po'. Scontri contro altri giocatori. Il gioco è abbastanza difficilotto da padroneggiare, ma dà qualche soddisfazione a chi sa essere tenace e si decide a imparare bene schivate e combo. Senza questo impegno il tutto si trasforma in una maxi zuffa tra bambini a chi pigia più forte i tasti e presto viene abbastanza a noia. Anche giocare con chi pigia a caso è snervante, soprattutto se si mettono a picchiarvi in due. La battaglia totale è affascinante e movimentata, da un momento all'altro si apre un buco nero che trascina dentro i giocatori, un secondo dopo appare il tremendo maxi robottone Chtulu con i suoi dieci milioni di punti ferita, poi arriva il terremoto, le cavallette... Un delirio. Ma non per tutti, purtroppo, così come i capture the flag, che sono rigorosamente off limits per chi è alle prime armi: sarà più il tempo che aspetterete a rigenerarvi piuttosto che a combattere, a meno che abbiate un bel gruppo di amici. La modalità due contro due è stimolante, soprattutto se siete in coppia con uno bravo, ma anche qui è territorio per gli ultra-esperti. Stesso vale, ahimè per la modalità “sportiva”. 
Dove io, giocatore fieramente scarso, mi diverto è la modalità sopravvivenza e sopravvivenza folle, in cui tre personaggi affrontano un sacco di ondate di nemici sempre più tosti, in quella che a tutti gli effetti è la massima interpretazione moderna del picchia-picchia a scorrimento: qui si collabora senza ficcarsi le dita negli occhi, i nemici sono tra l'abbordabile e il tostissimo e un buon gioco di squadra dà soddisfazione. Meno male. Avrei voluto provare anche la modalità attacco aereo, dove si sparacchia attaccati ai vulcan degli elicotteri, ma ho sempre avuto la sfiga di non trovare mai un'anima on-line per tale specialità. Sulla grafica, come già detto nel post precedente, non è che siamo proprio al top: belli i personaggi ma prevale una certa essenzialità, su cui si può comunque soprassedere in virtù della fluidità complessiva dell'azione e un parco mosse unico e tutto da studiare per ogni personaggio. Pertanto confermo la buona impressione sul prodotto, pur avvertendovi che se volete un titolo veloce e poco impegnativo questo Anarchy Reigns potrebbe non piacervi. 
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lunedì 11 febbraio 2013

90 anni di Warner Bros


Ecco il trailer celebrativo che minaccia anche l'uscita di una mega-collection..


che dire se non... che ho preferito questo..

E voi cosa ne pensate? A vedere spezzoni di così tanti film vi sono tornati alla mente frammenti del vostro passato così come mentre capita di cadere da un palazzo?
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domenica 10 febbraio 2013

Aliens – colonial marines


 New trailer

“Hey papà che si fa?” risposta ”E' una missione di soccorso, ti piacerà. C'è qualche schianto di figlia di colono che dobbiamo salvare dalla sua verginità” (Aliens cit. ideale per entrare nel mood giusto).
L'uscita si avvicina e questo gioco sembra sempre più interessante. Ne abbiamo già parlato, non gli davamo un gran credito, pensavamo più che altro la riproposizione della classica operazione nostalgia. Le cose con il tempo sembrano però cambiate, il lavoro si fa sempre più interessante e corposo.
Gli sviluppatori sono Gearbox, gli stessi di Borderlands e pertanto tra i loro ranghi figurano persone che si sono specializzate dell'on-line. Questo si traduce che a corredo di una campagna singolo giocatore, che speriamo sia bella lunga, si accompagnano anche interessanti modalità multi-giocatore ben rodate e funzionanti. Interessante come alcune tipiche modalità on-line siano atte a ricreare così bene l'atmosfera di Aliens.
Ecco un bel trailer della modalità orda o survival, ma che potremmo tranquillamente definire modalità: “Escono dalle fott@@e pareti! (Aliens cit.)”

Questa invece è una modalità “fuga”, una variante di dead match a squadre, marines contro xeno morfi. Riusciranno i marines a raggiungere  il blindato o gli schifoidi avranno la meglio?

Di sicuro materiale interessante, cui grava fin d'ora però non lo spettro, ma la ben concreta minaccia delle micro-transazioni. Nello specifico già si parla di un season pass per le aggiunte progressive. Forse è perché sono un dinosauro con una play da 80 gb, ma riempire la memoria con millemila espansioncine, a monte di giochi che installati occupano anche 6 giga da soli, mi ha un po' rotto.
La limited edition presenta nientepopodimeno che la figure dell'esoscheletro, classico colpo basso al portafoglio al quale i fan non potranno sottrarsi. Speriamo che alla fine tutto vada bene, che il gioco sia divertente e che tanti fan felici possano giocare con il loro modellino. “Ehi Hicks, ti vedo per come mi sento..(Aliens cit.)” 
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