mercoledì 18 dicembre 2013

Il pianeta delle scimmie – Revolution ( Dawn of the planet of the apes)

Il pianeta delle scimmie, un primo sguardo a Il pianeta delle scimmie – Revolution (Dawn of the planet of the apes) e una piccola chiacchierata sulla storia della saga scimmiesca


Il Pianeta delle Scimmie è una delle saghe di fantascienza più amate di sempre. Da un primo capitolo imperdibile, del 1968, magistralmente interpretato da Charlton Heston e che ancora costituisce il punto più alto della produzione, il brand si è espanso negli anni con altri quattro capitoli, realizzati fino al 1973, una serie televisiva del 1974, una serie a cartoni animati del 1975. Poi il mito si è sedimentato tra i fan, la saga ha assunto l'egida di oggetto di culto, qualcuno trovava bellissime le orrenderrime mascherone da scimpanzé caratteristiche della produzione.

Fino a che trenta e passa anni dopo la 20th Century Fox decise di resuscitare il brand, di affidarlo alle abili mani di Tim Burton e di un cast stellare e farne un mega blockbuster al passo coi tempi. Ma la pellicola fa flop. Nonostante gli effetti visivi ILM, nonostante il trucco da urlo, opera del genio del make up Rick Backer, nonostante la presenza di bravi attori come Paul Giamatti, il compianto Michael Clarke-Duncan, Helena Bonham Carter, uno straordinario Tim Roth, Kris Kristofferson e Charlton Heston stesso, nonostante la strato-gnocca Estella Warren (partita a razzo proprio nel 2001, dopo una carriera di nuotatrice, con questo film e con Driven per poi finire tra un Cangaroo Jack e una minchiatina dispersa, con ultima traccia di sè nel 2010 per l'orrendo Jonah Hex), nonostante le chiappe di Mark Wahlberg.

Il film non funziona, il finale è così assurdo poi da far storcere il naso a più di una persona. Il brand incassa comunque tanti soldini, ma ritorna in soffita. Il finale di pellicola, per altro più aderente al libro, sarebbe stato spiegato in un seguito che la major non volle mai mettere in cantiere. Ed è un peccato perché il film di Burton era buono sotto molti aspetti e visivamente eccelso. Poi inaspettato, 10 anni dopo, si fece timidamente avanti un nuovo capitolo del brand: Rise of the planet of the apes, diretto dal misconosciuto ma talentuoso Rupert Wyatt per la sceneggiatura opera degli artefici del bello ma poco noto Relic: Jaffa (accreditato anche per il prossimo Jurassic Park del 2015) e Amanda Silver. L'idea è di offrire una sorta di prequel del capitolo originale del '68, basandosi su una novella dell'autore del romanzo originale, Pierre Boulle, ma la vera chicca è squisitamente a livello realizzativo. Grazie a una tecnologia che negli anni ha compiuto autentici passi da gigante nella riproduzione in digitale di animali, si decide di creare al computer le scimmie e nel contempo fare uso di reali primati in ragione di tizi con mascheroni pelosi. A rendere le movenze di Caesar, la prima scimmia senziente evoluta, viene quindi chiamato uno degli attori più straordinari degli ultimi anni, l'uomo che con le sue movenze e la sua interpretazione ha dato vita al Gollum della saga del Signore degli Anelli, Andy Serkis. Peraltro Serkis è da poco reduce dalla interpretazione di un'altro illustre primate oggi riproposto in digitale, il King Kong di Peter Jackson, e quindi già profondo conoscitore delle dinamiche di comportamento delle scimmie.


Il talento di Serkis unito a una sorprendente sceneggiatura, che lega l'ascesa delle scimmie alle decimazione della razza umana come conseguenze di un catastrofico esperimento volto in origine a curare l'Altzeimer (che invece rende le scimmie superintelligenti), fanno della pellicola qualcosa di originale. Soprattutto la prima e seconda parte dell'opera, grazie oltre che a Serkis al taleto di attori molto validi come James Franco, Freida Pinto e John Lithgow (quest'ultimo straordinario), apporta qualcosa di davvero mai visto nella saga, una dinamica familiare interessante e sfaccettata, una drammaticità autentica e desolante. Vediamo Cesare, figlio di una cavia-schiava dell'uomo, nascere, crescere, scoprire la sua strada e infine diventare simbolo per il suo popolo in quella che parrebbe, grazie al filtro della migliore fantascienza, una biografia credibile e realistica.

Il film piace, e molto. Tanto che si mette subito in cantiere un numero due. Dopo un tira e molla, la produzione decide però di accantonare regista e cast dell'ottima pellicola in ragione di voler offrire qualcosa di differente. Così alla regia subentra Matt Reevers, noto braccio destro di J.J.Abrams, regista dello spledido Cloverfield sui mostri ripresi con telecamera a mano e di Blood Story, riuscito remake americano della tenera e inquietante pellicola vampirica Lasciami entrare. Se Reevers non fosse un talento verrebbe quasi da pensare all'influenza di Abrams in 20th Century Fox in relazione ai suoi incarichi direttivi per il brand di Star Wars... e si sa che a pensar male... Giocoforza Franco e gli altri vengono scaricati, ma rimane (e ci sarebbe mancato il contrario) Andy Serkis, che qui sarà accompagnato da Jason Clarke (già visto in Zero Dark Thirty e nel Grande Gatsby), il sempre eccelso Gary Oldman, Keri Russel (la Felicity nella serie guarda caso di J.J.Abrams e Matt Reeves) e Kodi Smit-McPhee, già visto in The Road e (guarda tu il caso) nel ramake di Lasciami Entrare.
La trama sembra riguardare un periodo succesivo agli eventi della precedente pellicola, un'epoca nella quale un certo numero di esseri umani è comunque sopravvissuto e deve vedersela con la nuova dominazione scimmiesca. Come sarà? Ecco il nuovo trailer!



Wow. Credo che ci sarà da divertirsi! Vi forniremo aggiornamenti sullo status della pellicola non appena ne avremo la possibilità. Restate con noi! 
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2 commenti:

  1. Ammetto di non aver visto la saga delle scimmie dal 1968 (con Charlton Heston) fino al 1972, ma le devo guardarle...
    Non ho gradito tantissimo il remake fatto nel 2001 Planet of the Apes - Il pianeta delle scimmie con regia di Tim Burton, con Mark Wahlberg, bel cast ma non ho capito un bel niente del finale... Qualcuno mi sa spiegarlo?
    Ho gradito moltissimo il film del 2011 L'alba del pianeta delle scimmie con James Franco, ben realizzato e ha spiegato le ragioni di come ha avuto inizio... sto attendendo l'uscita di questo film, per vedere come proseguiranno le situazioni...speriamo bene

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  2. Il film del 68 è decisamente imperdibile, i suoi seguiti sono interessanti ma di minore impatto. Sul finale e relativo seguito mai realizzato del film di Burton si possono fare solo speculazioni. La prima è che Wahlberg non sia tornato sulla terra ma si trovi sempre sul pianeta delle scimmie in un momento futuro, tale da giustificare che le scimmie siano arrivati ad una "loro"guerra civile americana ed ora vivano più o meno come noi ai giorni nostri. Questo poteva portare che coesistessero due pianeti, quello di Wahlberg e quello delle scimmie, teconologicamente avanzati e pronti a belligerare l'uno con l'altro. Altra ipotesi è che utilizzando un'altra capsula di salvataggio le scimmie abbiano invaso la terra ai tempi della guerra di secessione, alleandosi con i nativi americani e diventando i nuovi signori degli U.S.A. Ma risulta poco chiara la questione su come siano arrivati al tempo della guerra di secessione (vabbeh che nella fantascienza tutto è possibile, pure che ci si trovi in una terra alternativa ai tempi della secessione diversa dalla terra di base). Ad ogni modo temo che non sapremo mai la risposta : ) Talk0

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