giovedì 9 ottobre 2014

Sinister Six ( i sinistri sei) il nuovo film spin-off di Amazing Spider-man: i rumors indicano Garfield defenestrato!

Attento Peter! non volgere le spalle alla Sony!!!
La notizia è di poche ore fa, ce la serve l'affidabile sito screenrant ed è una vera bomba. Poi magari è una balla e allora grasse risate per tutti.
Dopo la pioggia di critiche e i deludenti incassi sia in sala che home video (io la versione da 100 sacchi con la testa di Electro a lampadina-nazi, con il calco di Jamie Foxx ustionato dipinto di blu, non gliela prendo) del bruttissimo Amazing Spider-Man 2, osceno per regia (molto), montaggio (moltissimo, quasi criminale) e interpretazione (qui va a gusti, ma per me è sterco fumante),  la Sony, compagnia che negli ultimi anni sta letteralmente stuprando il brand dell'Uomo Ragno per trasformarlo in una roba alla Twilight (con tutto il rispetto per Twilight, che fa onestamente il suo lavoro per il suo pubblico), sta tornando sui suoi passi, dando una revisione ai suoi progetti futuri.
La mano le viene tesa nientemeno che dalla Marvel in un piano "salviamo l'arrampicamuri" che ha tanto il sapore di un progetto del WWF. Peraltro in uno scenario di guerra fredda che la contrappone a 20th Century Fox, al punto di boicottare i suoi stessi fumetti se possono portare soldi ai film Fox. Stiamo ai pazzi. L'amichevole arrampicamuri Sony potrebbe quindi nientemeno che entrare nell'universo condiviso di Thor, Iron Man, Hulk e Captain America, magari guadagnarsi una medaglietta e bullarsi di entrare a far parte degli Avengers, come del resto accade nei fumetti. E questo a piccoli passetti, con la Sony che può comunque sfruttarne ancora il brand. Certo bisogna gestire bene l'operazione e la ghiotta occasione pare essere proprio Sinister Six, film spin-off della serie, schedulato per ora ancora nel 2016, che secondo le intenzioni originali avrebbe dovuto fare da ponte ad Amazing Spiderman 3-4, per ora limbizzati.

Molina, immenso. Speriamo torni a sculacciare l'arrampicamuri. Sony.
L'idea di un film sui sinistri sei ci piaceva di fatto un casino, ancora prima di questa news, come la circostanza che fosse affidato al bravo regista di Cabin in the Hood (Quella casa nel bosco), Drew Goddard. Non a caso un Cabin in the Hood scritto a quattro mani con "quel" Joss Whedon che tra le tante cose (Buffy, Firefly, Angel...) ha di recente diretto il film sugli Avengers. I sinistri sei sono da sempre uno degli appuntamenti immancabili sui comics di Spider-man. In pratica sono un team di super-cattivi che decidono di allearsi per picchiare tutti insieme l'arrampicamuri o compiere rocamboleschi piani criminali. La formazione varia di volta in volta, ma possiamo spesso trovare nel mazzo il Dottor Octopus (fondatore carismatico del gruppo, quello che ne detiene il copyright), Sandman, Electro, Lizard, Myserio, Still-man, Rhino, Scorpione, Kraven il cacciatore, Obgoblin, Avvoltoio. La cosa bella è che, a parte un paio, sono tutti villains che abbiamo già visto nelle pellicole dell'Uomo Ragno, tanto di Raimi che di Webb, con gli attori che oggi sarebbero pure ben disposti a tornare per un re-match. Alfred Molina tornerebbe volentieri e non è escluso che  accada. Foxx pare della partita, così Giamatti, DeHaan, Ifans (magari con una evoluzione di Lizzard più simile al fumetto è auspicabile... di fatti ogni tot Lizard nel fumetto cambia forma...), se lo chiamano pure Church arriva, tiene ancora a casa la maglietta a righe.  Diciamo che tutta l'operazione partiva come una specie di piccolo mea culpa di Sony per aver tagliato all'inverosimile e al di là del buon senso grosse parti dello script originale di Amazing Spider-Man 2. Da cui l'incazzatura di Orci. Per poi focalizzare tutto sulla storia d'amore tra Garfield e la Stone, sfruttare il fatto che la coppietta era innamorata anche sul set e far accorrere in sala ragazzine e teneroni. Tutto il resto è stato compresso. Rhino in tre minuti, Electro in sei, Obgoblin in due, le scene con i tentacoli di Otto e le ali dell'Avvoltoio, presenti pur nel trailer, rabberciate. Dopo un capitolo 2 tutto sbilanciatamente e diabeticamente sentimentale arrivava quindi questo 2 1/2 tutto matto e pieno di roba che esplode con gente che vola. Un parco giochi che avrebbe restituito alla saga quello che Webb, forse per inesperienza o perché aveva sul cazzo il fumetto, aveva tolto: il divertimento. L'obiettivo era garantire  un'onda lunga per rimettere nei binari giusti il brand. Anche fosse stato solo un film sulle origini dei supercattivi, pensarli così, tutti insieme, non era male. E chi meglio di Goddard, che ha in curriculum anche, nello specifico, gli spettacolari e deliranti ultimi trenta minuti di Cabin in The Hood (vi consiglio di recuperare questa pellicola se non l'avete già fatto), potrebbe gestire una situazione caotica come sei supercriminali che giocano a distruggere una città rendendo il film una figata e non un pasticcio? Poi l'idea, ovvero un film basato sui cattivi in cui l'eroe si vede solo come sporadico antagonista, è davvero buona, proprio figa.

ma non potevi andare a limonare in un altro film?
Ora dopo l'abbandono di un Orci deluso dal pasticcio che si è fatto della sua sceneggiatura, abbandono  cui seguirà probabilmente il defenestramento di Webb, dopo la cancellazione (e questo è un peccato) della serie-spin-off di Venom affidata a Kurtzman, Sony decide di operare un bel taglio netto su Garfield, come a cancellare il passato. Abbiamo sbagliato, re-boottiamo tutto via. Per molti Garfield era l'attore ideale, nonostate tutto, per interpretare l'arrampicamuri. Per me è un attore arrogante, antipatico, spocchioso, superficiale, scarsissimo a recitare e, soprattutto, spaventosamente brutto. Speravo morisse anche in Social Network, tanto mi stava sulle palle, così per catarsi!! Opinione personale, beninteso, ma per il sottoscritto Garfield era semplicemente "tutto quello che non è Spider-man", esattamente il classico bulletto che se incontrasse in un corridoio di una scuola Peter Parker  lo sfotterebbe, picchierebbe e deruberebbe. Per poi limonare Mary Jane davanti a suoi occhi. E non ha senso per me dire che "somiglia alla caratterizzazione del fumetto", non ne faccio un discorso estetico, è proprio la "testa dell'attore" ad essere sbagliata, così come l'impostazione di Webb.  Poi se avete idee contrarie vi voglio bene lo stesso. Lo sapete.
Così a sentire questo rumor, perché, sottolineo,comunque resta per ora un rumor, ho esultato come dopo Italia-Germania.
Da come immaginavo fino a ieri Sinister Six pensavo che Spider-man non si sarebbe tipo mai tolto la maschera. Era giusto per l'economia della pellicola che si vedesse poco. Ma da queste ultime notizie cambia tutto, tocca accedere i fari su di lui.
In Sony si parla di Soft-reboot. Un termine quasi fighetto, da ripensamento svogliato. Ma se è veramente questo, oggi, il ponte verso la Disney-Marvel forse il film dovrà mutare pelle, rimettere al centro l'arrampicamuri e re-incasinare tutto. Perché se i sinistri 6 potevano essere presentati in quella pellicola per poi furoreggiare in altre due o tre, ora in un solo film ci sbattono magari dentro origini, combattimenti e magari intervento Avengers con aggancino ad Avengers 3 senza contare, ehi, fermi tutti, qui c'è pure un nuovo Peter Parker! Già che ci siamo facciamo rimorire zio Ben?
E poi come potrebbero sensatamente comparire tutti insieme, nell'universo condiviso Marvel, sei cattivoni e un supereroe? E Nick Fury si prende sviste così grosse? Certo la Oscorp aiuterebbe, potrebbe creare tutti insieme e rederli liberi di guazzare per New York dopo una fuga... Ma sarebbe sempre Spider-man questo?
Bah, se gioisco ancora per il defenestramento di Garfield, la matassa ingarbugliata creata da Sony e pasticciata ora dalla "occasione Marvel" mi fa venire un po' il mal di testa. Certo se Sony non avesse fatto quel mega-casino-scontenta-fan che è Amazing Spider-man sarebbe stato diverso. Come sarebbe stato diverso se la Sony non avesse costretto Raimi a inserire a forza Venom in Spiderman 3, rendendo la pellicola un casino e uccidendo il primo brand ragnesco. Per poi prendere un regista che di cognome fa ragnatela...
Ma la Sony sembra imparare dagli errori.
Di oggi la conferma che anche Ghostbusters si rifarà. In versione tutta femminile e con le interpreti, lo sceneggiatore e il regista del greve, pessimo, indigeribile "Le amiche della sposa". Grazie Sony, davvero. Con il tempo ci fai riapprezzare i nostri cinepanettoni. Sono più coerenti.
e chi chiamerai?
Ci aggiorniamo a quando questo caos troverà un senso. sempre che nel mentre Sony non perda i diritti di Spider-Man e questi ritornino alla Marvel. Allora rivedere per la terza volta la morte di zio Ben sarà una tortura quasi fisica. 
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Annabelle: la nostra recensione !



Sinossi: Mia e John Gordon sono una giovane coppia in attesa di un bambino con una bella casetta con giardino, il portico e simpatici vicini. Il perfetto quadretto famigliare della pubblicità americana dei cereali anni cinquanta-sessanta. Ci siamo capiti, tutti avete a casa una scatola di cereali vintage della Kellogs, probabilmente con dentro corn flakes non zuccherati che già vostra nonna non voleva mangiare. Mia è un'appassionata di bambole e la stanza destinata al nascituro è un'autentica esposizione di pezzi da collezione, cui si è aggiunto di recente anche un rarissimo e ambitissimo modello in ceramica e stoffa extra-large.
Tutto procede tranquillamente e serenamente in una spendida cornice anni cinquanta-sessanta, quando qualcosa di davvero brutto accade nell'appartamento dei vicini. La loro figlioletta, Annabelle, ha deciso dopo una fuitina di presentarsi a casa con il ganzo nuovo e nuova passione  satanista, puntando dritto alla raccolta di dischi di Claudio Villa.
Sentendo urla terrificanti, John corre alla casa dei vicini per fornire aiuto, ma Annabelle è riuscita a entrare nell'abitazione dei Gordon, probabilmente da una finestra, per seguire quel rompipalle del vicino. La ragazza è coperta di sangue. Sangue che va a riversarsi sulla bambola rara che ora tiene in braccio. Quello che segue è terribile e confuso.
Passano i giorni, i Gordon cercano di dimenticare; la bambola, pur danneggiata, viene riportata nella teca insieme alle altre. Solo che iniziano ad accadere strani fenomeni. Porte che si aprono, elettrodomestici che impazziscono. E sembra che la causa di tutto sia quella bambola, rimasta esposta al sangue di Annabelle.
Fare brand: John R.Leonetti, da sempre direttore della fotografia del brand-maker Wan (da Saw a Insidiuos a questo), assurge qui a regista e si incarica di proseguire al cinema il brand legato alla pellicola "L'evocazione" con questo spin-off che si concentra su uno dei più inquietanti protagonisti della prima pellicola, la bambola Annabelle. Un manufatto raccolto nella spettrale stanza degli orrori dei demonologi Warren per "non esportlo al mondo", al cui interno risiede un potere diabolico e potentissimo, in grado di manipolare la realtà nonostante continui riti di purificazione atti a contenerlo.
La cosa fa ancora più paura (se ci credete) anche perché i Warren, ricordiamo, sono persone reali e la bambola Annabelle esiste davvero. Solo che l'originale, di cui troverete in rete delle foto, ha un aspetto ben diverso, decisamente più tenero, tra una Pigotta e Peppa Pig, per intenderci. L'idea di renderla spaventosa al cinema risponde a una esigenza mica da poco. Per il fatto di essere un prodotto noto e commercializzato, magari vostro figlio o la vostra sorellina in questo momento stanno dormendo con in braccio una bambolina del tutto uguale all'originale Annabelle. E la cosa è inquietante perché a differenza di film come "Bambola assassina", dove tutto inizia e finisce con una bambola strana che sgambetta e ci si chiede perché qualcuno la compri da tanto è brutta, qui la bambola è solo il contenitore esterno di qualcosa di infinitamente più brutto, che il regista non tarderà a far vedere. Pensare che siano mostruose e pericolose solo bambole brutte "aiuta" a non rovinare il mercato e a far fare sogni tranquilli a genitori apprensivi e poco timorati...

fate conto che Annabelle sia così... comprereste un pupazzino così?

Con il film Annabelle abbiamo una storia nuova. Andiamo direttamente all'origine dell'oscuro potere che si impossessa della bambola, che ha radici  nel periodo hippie, che nella sua esplosione culturale-sensoriale-esoterica offrì la maggiore proliferazione, tra droga, sesso e rock'n'roll anche delle sette sataniche e del misticismo. Il periodo di Manson, una pagina triste e ancora oscura della nostra storia recente. Un periodo che nella pellicola viene minuziosamente ricostruito, anche con l'utilizzo di filmati storici. 
A questa ben sviluppata cornice storica, come punto di interesse del film si accompagna il peculiare, originale, "mondo orrorifico" di Wan, una concezione del sovrannaturale che segue precise regole e temi ricorrenti rintracciabili in tutte le sue pellicole horror da Dead Silence in poi. I mostri si vedono e fanno paura, le bambole si muovono ma ci sono mani che le muovono, i diavoli esistono in dimensioni parallele ma a noi vicinissime, i medium possono aiutare, forse.  Tutti film ricchi di fascino peraltro, ben recitati, dalle scenografie accurate e dai perfetti movimenti di camera. caratterizzati da un ritmo blando ma che di colpo riescono a raggiungere impennate vertiginose, al punto da diventare autentici incubi. Il mondo orrorifico di Wan ha anche il pregio di "tirare su" le pellicole magari più deboli del brand, esattamente come succedeva per i film di Saw, dove il fascino generale dell'opera faceva perdonare qua e là delle incertezze.

Serviva un film su Annabelle? Il personaggio di Annabelle è molto interessante e inquietante. Al punto che si è tentato di farne la protagonista assoluto di una pellicola in cui i Warren vengono solo citati. Di sicuro un azzardo, anche perché raccontare le origini di un potere tanto oscuro in qualche modo equivale a renderlo meno spaventoso. Tuttavia la storia che c'è alla base è buona e, soprattutto, fa davvero, parecchia paura. Quando la fa, per lo meno. Il film in questo si attesta sullo stesso livello di Insidious 2. Uno spettacolo buono ma forse non ottimo, che vive di atmosfere e buona scrittura, ma tiene forse troppo tirata la briglia della tensione concentrando il top in poche, spettacolari quanto inquietanti sequenze. Non ve le cito per non rovinarvi la sorpresa, ma le scene davvero forti sono quattro, di cui una spoilerata nel trailer ma capace di terrorizzare ancora in sala. Il resto è attesa, preparazione, accompagnata da interpretazioni sempre convincenti, da effetti speciali meccanici appropriati quanto rivoltanti, trucchi mostruosi applicati a creature sovrannaturali, sempre in bilico tra horror orientale e occidentale come caratterizzazione, che appaiono in modo vigliacco e spaventoso. Come già per Saw e Insidious è qui il brand a vincere, e vista anche Annabelle come parte di una ipotetica "miniserie televisiva sui Warren" funziona. Ma singolarmente forse è troppo debole, regala bellissimi, ma troppo pochi spaventi. C'è chi direbbe lo stesso per L'Evocazione, opinabile anche perché quel film non puntava a spaventare quanto a "inquietare". Ma forse da questo film, che non tende a replicare la struttura investigativa de L'Evocazione ci si aspettava una maggiore quantità di spaventi. Ma, ripeto, belle botte di paura arrivano comunque. I fan di Wan non rimarranno in nessun caso delusi e saranno felicissimi di aspettare il nuovo capitolo. Ci troveranno anche insospettabili ponti di collegamento con Insidious.  Se odiate Insidious statene alla larga.
In sala, meglio di no: certo, avere in scena una bambola orribile che pur nella versione "integra" ricorda un inquietante pagliaccio, con i protagonisti che dicono "ma è bellissima", scatena subito forti dubbi sugli spettatori, suscitando qualche risata. Ma in fondo anche chi ride è entrato in sala pagando dei soldi e accettando questa premessa. Quindi "cazzovolete?'". Lo dico un po' con le palle girate in quanto ho assistito a una visione della pellicola con il tanto detestabile supporto del "pubblico sparlante". I soliti cacasotto (sì, sono dei cacasotto, dato di fatto istat) che vanno a vedere un film horror per parlare dall'inizio alla fine, fare gridolini e tirarsi negli occhi i popcorn. Gente che una volta, quando c'erano le maschere in sala, veniva accompagnata alla porta, ma che ora si trova, fissa, a ogni proiezione horror, pure delle 11 di mattina. Fa arrabbiare perché è un approccio sbagliato, scelto spesso da persone che si divertirebbero di più a non stare in sala a vedere un horror. Perché il senso dei film horror non consiste (o almeno non dovrebbe) nell'indovinare quando apparirà il mostro e nell'urlarlo a tutti, ma piuttosto nel sapere che il mostro arriverà e non si può fare nulla per evitarlo. E la paura è un sentimento tanto forte e affascinante quanto può esserlo l'amore. Riuscire a terrorizzare con il "niente", con soggetti scritti di proprio pugno, è un'arte rara.  Chi va a vedere un horror dovrebbe farlo perché "vuole" spaventarsi, non è una prova di forza indispensabile per gente paurosa che per evitare di pisciarsi addosso deve  muovere continuamente la bocca urlando dall'inizio alla fine del film, commentandolo scena per scena rompendo tutta l'atmosfera che difficilmente la pellicola ha costruito. Urlare va bene, ma solo dove bisogna spaventarsi, fa parte del gioco. Farebbero lo stesso macello questi spettatori assistendo a un film romantico? Devo ringraziarli perché hanno speso dei soldi per commentare per me la pellicola? Ma comprendo che i miei sono discorsi futili quanto combattere con mulini a vento, le sale sono ormai in mano loro. Se si divertono così... C'è da dire che un tale chiasso l'ho sperimentato finora solo con il primo "Paranormal Activity". Segno tangibile che le scene spaventose di Annabelle sono davvero forti. Vi consiglio però di vederlo in un luogo appartato o magari aspettare l'home video.
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mercoledì 8 ottobre 2014

Adam Wild - la nuova serie di Gianfranco Manfredi


Sul mare, vicino a Zanzibar, c'è uno scoglio, accessibile solo con una barca, sul quale è stato costruito un emporio. Se si è fortunati, è qui possibile incontrare un irascibile avventuriero scozzese di nome Adam Wild. Un giorno il grande appassionato di esplorazioni conte Narciso Molfetta si reca sullo scoglio e incontra Adam mentre, ubriaco e nudo, corre a tuffarsi in acqua urlando. Lo scozzese aveva tenuto un discorso presso la Royal Geographical Society di Londra intimando gli appassionati a non correre rischi inutili nell'adentrarsi in terre sconosciute. E naturalmente bullandosi del fatto che lui invece poteva farlo. Così il conte Molfetta, affascinato all'idea di ripercorrere le tappe del viaggio del grande Livingstone,  è ora pronto ad assoldare l'avventuriero Wild per un viaggio nell'Africa Nera. Adam, ripreso parzialmente dalla sbronza, è prontissimo per intraprendere una nuova avventura. Deve solo sistemare un paio di conti in città e nel mentre fare secchi un paio di commercianti di schiavi, le persone che lui detesta di più al mondo.


Torna in edicola con un nuovo personaggio Gianfranco Manfredi, autore di Magico Vento, Volto Nascosto e Shangai Devil. Un autore amatissimo dai suoi fan, pignolo nella ricerca storiografica, abile nel tratteggiare con pochi dialoghi personaggi complessi, esperto nel ricreare tanto il selvaggio west dei nativi quanto le atmosfere di un romanzo di Salgari. Questa volta l'autore si cimenta con una miniserie in due stagioni da dodici numeri l'una, ma se il personaggio avrà successo la numerazione facilmente potrà espandersi.
Adam per stessa ammissione di Manfredi punta a rievocare gli eroi cinematografici del passato come Errol Flynn, personaggi guasconi, con spesso un sorriso beffardo stampato in volto, temerari e implacabili quanto selvaggi, ribelli, dalla dubbia morale a volte. E dalle pagine del numero uno appare chiaro come il nostro avventuriero scozzese, pur dai baffetti e modi garbati, sia un autentico schiacciasassi. Non tiene il conto dei morti come Tex Willer ed è altrettanto invincibile, usa e manipola il nemico per proprio tornaconto, fa uso disinvolto di alcolici e droghe. Certo c'è una fibra morale, forte, che giustifica tutte le sue azioni, ma l'arbitrarietà con la quale agisce Adam sorprende.
Il conte Molfetta ci viene presentato come un piccolo ometto amante dell'avventura ma non sprovveduto, con il suo spadino nascosto nel bastone da passeggio. A prima vista non può che ricordare Poe, la spalla di Magico Vento, un personaggio che non era davvero possibile relegale a semplice spalla comica in quanto anche narratore della vicenda e sporadicamente eroe.
Amina fa una piccola apparizione, ma dovrebbe giocare un ruolo attivo nella serie; è una principessa guerriera, dal carattere risoluto e deciso. Non esattamente la classica damigella in pericolo, sarà interessante vederne l'evoluzione.
Questo primo numero riesce nell'intento di calamitare la nostra attenzione, anche grazie ai bellissimi e dettagliati disegni di Nespolino e alla evocativa copertina di Darko Perovic. Uno stile che alla luce di una impostazione di tavola sempre chiara e moderna, quasi cinematografica, concilia gli accurati scenari dei romanzi di avventura del passato, "alla Sandokan", con una caratterizzazione energica che a me ricorda in qualche modo i comics del passato come Tarzan e Flash Gordon. Un lavoro interessante.
Manfredi scrive al suo meglio, combinando una incredibile "leggerezza" narrativa con infiniti dettagli storiografici. L'autore poi riesce a creare davvero delle situazioni da sogno, ambienti inediti e scene d'azione indiavolate. La lettura è sempre un piacere.
Qualcuno già grida al nuovo Zagor o Mister No. Manfredi non credo punti a quello, ma il pubblico probabilmente quello vede. Oltre alle schiere di fan dell'autore e allo "zoccolo duro", quello che legge Tex, Zagor o Mister No, Adam Wild rimane del tutto invisibile in edicola alle nuove generazioni di lettori, che lo avvertono come qualcosa di geriatrico, superato, stantio. E c'è da dire che anche a livello promozionale la Bonelli non è che abbia fatto molto nei mesi scorsi, per spingere, rendere appetibile ai più, il prodotto. Adam Wild arriva in edicola timido, in poche copie, con molti dei potenziali lettori che ne ignorano l'esistenza, ed è un peccato.
Il prodotto però a noi piace. 
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lunedì 6 ottobre 2014

100.000 grazie - di cuore



 
 
Vorrei scrivere tante cose, magari un post "sulle origini", come si fa per i numeri speciali dei supereroi, ma quell'appuntamento lo rimando al compleanno di questa pagina, che si terrà a fine mese. Voglio però ringraziarvi per tutto il tempo che dedicate a seguire il nostro piccolo blog. Nei bei tempi andati la 100.000, come cantava Elio, era la banconota prediletta che le nonne davano a natale ai nipoti per prendere quello che volevano. Anche se non me ne hanno mai data una, era un bel simbolo di indipendenza. Significava che invece di un giocattolo il pargolo poteva fare dei soldi quello che voleva, anche comprare alcolici. Anche se non è una bella cosa da fare e infatti in molti stati è proibito. Ora con l'equivalente, sui 50 euro, si fa ben poco, il significato è lost in translation, ma il mito perdura. Arrivare quindi ad un traguardo che suona come quella storica banconota significa anche avere un po'carta bianca, la certezza che il nostro lavoro piace e potrete seguirci ancora in tante nuove avventure. Potremo quindi sperimentare di più e allargarci magari, il futuro è tutto da scrivere ed abbiamo in serbo qualcosa di bello. restate sintonizzati! Talk0

sabato 4 ottobre 2014

L'attacco dei giganti - Before the fall - chi vuole un altro po'di giganti animati?


Mentre Isayama sta macinando senza sosta nuovi capitoli e il suo manga arriva a insidiare nelle vendite One Piece, la Production I.G. già è al lavoro sulla seconda serie, schedulata per il 2015, e in spasmodica attesa di nuovo materiale. Così la casa di produzione di Ghost in the shell ha deciso, per tenere al top quello che è uno dei brand più redditizi del momento, di regalare ai fan dell'Attacco dei Giganti  una mini serie di OAV basati sullo spin-off Before the Fall, conosciuto Attack on Titan Zero o Gaiden che dir si voglia. Un prequel della serie regolare con protagonista principale  un giovane Levi Rivaille. Se conoscete la serie saprete che il tenebroso, malinconico, cinico e spietato ammazza-giganti Levi è universalmente riconosciuto come il personaggio più figo del manga-anime. C'è gente che perde i sensi a rivedere le sue spettacolari acrobazie d'attacco, ci sono ragazze perdutamente innamorate di lui. Purtroppo quest'ultimo aspetto ha dato spunto alla proliferazione di manga paralleli-fan fiction che vorrebbero impostare relazioni omoerotiche tra Levi e il protagonista della serie Eren. Contente loro... In ogni caso Levi è un mito e questo Before the fall ne è la riconferma. Una storia ambientata nella città sotterranea, tra spade e complotti, che precede la caduta (the fall, appunto) del Wall Maria.


In origine Before the Fall era una serie di 3 romanzi light novel di Ryou Suzukaze, per i disegni del grande Thores Shibamoto. In seguito è diventata anche un manga in sei volumi disegnato da Satoshi Shiki da poco concluso. In ambo i casi un grande successo di pubblico. Panini ha tradotto il primo romanzo per ora, con il secondo in uscita a novembre, tutti reperibili in fumetteria. 


Ad una sbirciata veloce del trailer vediamo come l'animazione rimane quella di altissimo livello già apprezzata nella serie. Un bell'antipasto che siamo sicuri, arriverà senza problemi anche da noi. 
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venerdì 3 ottobre 2014

Terra Formars - da oggi il nuovo anime in simulcast su VVVVID


L'idea migliore che è venuta al genere umano per colonizzare Marte è stata utilizzare dei bacherozzi. Sul pianeta rosso solo una piccola piantina pareva attecchire e questa poteva essere sostentamento solo per dei bacarozzi, gli esseri più brutti, schifosi ma resistenti della Terra. Con gli anni, tanti anni, Marte è abitabile e gli esseri umani iniziano a fiondarcisi sopra con molto ddt. Ma i bacarozzi sono diventati tutti degli evoluti umanoidi con fisico da culturisti armati di clave. Per affrontarli al meglio la seconda migliore idea venuta al genere umano per colonizzare Marte è prendere degli astronauti o anche solo delle cavie e combinarli geneticamente con degli insetti per farne dei supersoldati. Seguono botte e smembramenti con allegate accurate descrizioni di ogni tipo di scarafaggio, bacherozzo e insettino esistente. Chi vincerà?  
Per me e il mio socio del blog il manga di Sasuga e Tachibana su insetti contro bacherozzi (qui la nostra recensioncina) è il classico piacere inconfessabile. Splatterosissimo, eccessivo, dai risvolti insensati, botte su botte senza costrutto, personaggi che non fai in tempo a conoscere e già te li hanno aperti in due in senso letterale, risvolti di trama assurdi. Il trucco è pensare: "Massì fate quello che vi pare, ma fatelo violentemente e con tanto divertimento", un po' come si legge Crossed di Ennis. Terra Formars è uguale. Uno spasso un po' decerebrato, estremo. Una sorta di Pokemon incotra Walking dead... Roba che però se ti sgamano con una copia in giro e allungano gli occhi tutti hanno la reazione tipo: "Ma tu leggi 'sta cosa?" con risposta, seguita da appallottolamento del fumetto: "No io mai! L'ho trovato qui in treno, mo lo butto... (ma ho la collezione completa con sovracopertina)."
Facile pensare che prima o poi ne avrebbero tratto un anime. Un po' inaspettato che lo facciano così presto, con un tale staff e con ancora pochi volumi usciti. Ma come l'Attacco dei Giganti insegna ormai si fa così e se la serie avrà successo si aggiunge in corso d'opera una stagione due e tre o quattro spin-off. Certo Terra Formars non è profondo, innovativo e mainstream quanto l'Attacco dei Giganti (è disegnato meglio il manga sì, ma qui si vince facile, ma Isayama ha quella "cazzimma espressionista" che gli fa perdonare anche alcune brutture anatomico-prospettiche... e poi l'anime eleva tutto a spettacolo puro), piuttosto è una cosina che fin da subito si prende poco sul serio, benedetta da tanti bei disegni belli, grossi e cattivi realizzati come il migliore Oku di Gantz con l'ausilio della computer grafica insegna. "Macchè stai leggendo? donne nude e sangue?" "No, non è mio, l'ho trovato in treno 'mo lo butto!..". Uguale. E già qui c'è a chi piace e chi non piace. Ma a noi che un po' del contesto cretino  e dei personaggi pure ce ne freghiamo, a noi che aspettiamo solo che la libellula mutante spacchi il mega-bacherozzo in un volo planato suicida a mac 2, diverte. Tanto. E quindi ce lo spareremo anche in versione video e home video, nel caso abbia successo. Io in merito sto pure adocchiando dei pupazzetti niente male...

da mettere di nascosto in soggiorno per spaventare chi detesta i bacarozzi... p.s. potrebbero distruggerlo...

Infine metteremo i cofanetti dvd accanto ai film di Machete e tutti saremo contenti. Pronti a rivedere Terra Formars in una sera etilica dopo aver buttato fuori dal lettore con grasse risate l'ultimo film di Von Trier.
Allora, prima di partire una precisazione. Il primo arco narrativo, contenuto nel volume 1 dell'edizione italiana Star Comics è un OAV a se stante, precedente alla serie tv e quindi non ancora subbato da noi. In un'ottica di serializzazione dovrebbero però farlo prima o poi. Questo è il trailer.


Dopo l'OAV segue la serie vera e propria, quella da oggi su VVVVIT che si può seguire tranquillamente senza patemi, ambientata alcuni anni dopo.


Come il manga esteticamente anche OAV e anime non sembrano fatti per niente male. Il regista è nientemeno che lo stesso di Steins; Gate, lo staff annovera figure esperte nel campo dell'animazione con curriculum in Mad House e Gonzo. In pratica manca solo il nome di Yoshiaki Kawajiri e c'è tutto il resto del gruppo che ha partecipato a Cyber City Oedo, Ninja Scrool, Vampire Hunter D Bloodlust. Se siete fan di quello stile di animazione  lo stile qui è inconfondibile e reso al meglio. Se poi amate il genere horror-action, di quello un po' esagerato e ruspante, fateci un pensierino concreto. Se a leggere le prime righe del post avete storto il naso girate altrove, qui si scontrano culturisti scarrafoni contro giapponesi mutanti con i poteri delle zanzare...
E su VVVVID vi ricordo che è gratis, basta solo registrarsi. Dovrebbe iniziare dopo le 18.
E che la tamarraggine sia sempre con voi! 

update: considerazioni post visione: L'idea di partire con l'inizio del secondo arco è un po' sfigata. Va bene in Giappone, dove l'OAV è uscito prima, ma da noi non funziona così ed è un peccato perché il primo arco narrativo è davvero dirompente e ha il pregio di arrivare "subito al dunque". La serie tv invece ha un andamento più lento e canonico. C'è già però una la pecca bella grossa: la volontà, forse per limiti di censura,  di non evidenziare bene le potenzialità splatter già nel combattimento iniziale. Non so se una successiva edizione dvd reintegrerà la violenza visiva, ma allo stato attuale è davvero insensato per un fumetto che basa il 90% del suo fascino sugli scontri cruenti togliere i suddetti. Come un film porno senza... il porno... Voglio pensare che tale scelta sia stata dettata anche per mitigare le peculiarità del primo scontro (che a qualcuno non sarebbero piaciute... ma che per me anche così non gradiranno), ma è comunque una piccola, brutta, spia d'allarme sul proseguo della serie animata. Speriamo di no. Animazioni nel complesso gradevoli. Si poteva fare di più.
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giovedì 2 ottobre 2014

Psycho Pass 2 - dal 13 ottobre in simulcast su VVVVID


Finalmente è arrivata la conferma da Dynit! Il seguito della  serie di Production I.G. per i testi di quel geniaccio di Gen Urobuchi sbarcherà anche sui nostri lidi italici, per ora solo con i sottotitoli, gratuitamente,  all'interno della programmazione di VVVVID
Potremo così assistere all'evolversi dell'oscura matassa di eventi che ha portato al singolare finale della prima stagione e conoscere il nuovo team di ispettori e agenti della sezione anticrimine del dipartimento di Pubblica Sicurezza di Tokyo. Parrebbe che in questo caso il ruole centrale sarà assegnato alla ispettrice Akane Tsunemori, che nell'ultimo episodio della precedente stagione ha appreso realtà scioccanti sulla natura del fantascientifico e famigerato Sybil System, il supercomputer che regola il tasso di criminalità latente dei cittadini di Tokyo.



Abbiamo già parlato di questo anime (leggi presentazione opera)  un paio di volte. Anche in seguito della sua uscita (leggi commento opera) home video. Ci piace molto. Ha delle animazioni bellissime, personaggi carismatici, un sacco di azione e musiche travolgenti.  Siamo inoltre fan di Urobuchi, autore che partendo con Puella Magi Madoka Magica sta dando un po' di pepe alla sempre più asfittica animazione giapponese. Urobuchi con Pycho Pass cerca di rileggere e ampliare le migliori suggestioni della fantascienza moderna, con una punta di Orwell e un assist di Dick, allestendo una società tanto prospera quanto spietata in ragione di un controllo ossessivo delle azioni umane. Un mix che ricorda in più di un frangente le tematiche di Minority Report di Spielberg quanto Gattaga di Niccol. Se non li avete ancora visti assolutamente da recuperare. 
Un successo stra-meritato che con il susseguirsi delle puntate ha convinto sempre maggiormente un pubblico che sulle prime appariva quantomeno tiepido. Un successo che non poteva rimanere isolato in tempi in cui le belle idee sono sempre poche e stra-sfruttate all'inverosimile.
Così da quando è stato annunciato il seguito, confermando tutto il cast creativo dell'anime, ci siamo fiondati in rete a spulciare quante più informazioni possibili, per lo più trovando pochissimo materiale. Segno di una produzione blindatissima, come è giusto che sia per produzioni che fanno della suspance il loro maggiore aspetto di fascino. Intorno alla metà di settembre comunque un primo trailer è arrivato sul tubo e l'hype è partito a palla.


Ora, giusto poche ore fa, la conferma di Dynit non può che essere quindi una bellissima sorpresa.
Se avrà successo e i fan si faranno sentire non è escluso un passaggio su Rai 4 e in home video. La mia è quindi una chiamata alle armi: tempestate di mail Rai 4 se questa serie sarà in grado di piacervi quanto la prima! Dal 13 ottobre, lunedì, su VVVVID, intorno alle 18. 
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