mercoledì 7 marzo 2018

Thor Ragnarok : La nostra recensione in contemporanea con l'uscita in DVD - Bluray



Sinossi fatta male: Dopo Sokovia e Ultron (Eventi narrati in Avengers age of Ultron), a "pugni fermi",  tutti i supereroi erano andati pacifici a casa di Burton (non Tim ma Cliff), a fare il brunch. Un attimo dopo a Thor (Chris Hemsworth) gli "squilla il martello", mi sbianca ed è tutto un: "Devo scappare... la fine del mondo... c'ho il cannellone asgardiano sul fuoco e i parenti a cena... faccio tardi e poi Lady Sif si incazza... vi chiamo io... devo fare cose e vedere gente, magari fare a botte con un tizio... poi vi dico". Gira il martello e zooom! Sparito tra le stelle. Dove sarà andato? Manco lui lo sa. Quando ad Asgard diverso tempo dopo glielo chiedono, perché c'era da supporre fosse quella la prima meta del suo viaggio, lui evasivo è tutto un: "Boh... ci stavano delle gemme, dovevo visitare pianeti, tutto un giro che non vi dico... ma eccovi la testa di Surtur!! Ho killato il demone distruttore tre minuti fa mentre ascoltavo i Led Zeppelin a palla (contributo sonoro che da solo vale il biglietto al cinema) e ora lui non può diventare gigantesco e distruggere il pianeta di Odino... peccato perché da vedere sarebbe stata una scena davvero figa (giuro che dice più o meno così!!)". Thor chissà dove è finito, è decisamente cambiato dai tempi in cui, come scriveva una Susanna Agnelli celtica ipotetica: "vestivamo alla norrena". Gli asgardiani lo guardano e pensano: "è stato sulla terra, negli USA se guardiamo le cartoline, chissà cosa ha mangiato lì al posto del muflone spaziale, chissà che cultura ha trovato!! " E infatti il Dio del tuono è cambiato parecchio. Ha salvato più volte il pianeta azzurro, ha scoperto la birra locale, è diventato famoso e ora lo riconoscono per strada, si contende con Stark le notizie di gossip. E ovviamente ora, svenduto il forbito lessico shakespeariano per cui a Brooklyn lo prendevano tanto per il culo, parla come un tredicenne terrestre malato di social media. Praticamente un tronista della De Filippi. Roba da far spezzare il cuore a un antropologo multiculturale. Comunque ora Thor è a casa, ad Asgard, ma anche lì qualcosa è cambiato. L'autostrada spaziale del Bifrost ha un nuovo casellante. Via il possente Heimdall (Idris Elba) per questioni di poca affinità con la nuova corrente politica (sarebbe stato figo un spin-off in cui andava a collaborare con il team di Smetto quando voglio di Sybilla) ora a spostare lo spadone multidimensionale è Skurge (Karl Urban), un soldatino di terza fila che apprezza il ponte dell'arcobaleno più per le sue potenzialità di import - export pluridimensionale. Vuole farci una specie di Amazon norreno. Sul trono di Asgard poi c'è Loki (Tom Hiddleston), che fintosi Odino (Antony Hopkins) per anni governa mollemente il paese, perdendosi in rappresentazioni teatrali di basso profilo con protagonista Matt Damon. In modo un po' rocambolesco, Thor e Loki si incontrano. I due fratelli dovranno andare insieme in cerca del padre, ormai autoesiliatosi sulla Terra. Per trovarlo dovranno  partecipare alla classica marchetta aziendale  per pubblicizzare  un supereroe minore e in seguito si troveranno a combattere contro Hela (Cate Blanchett) la dea della morte nonché, come la telenovela  "Il segreto" insegna, loro sorella. Ma prima Thor verrà per un incidente con il Bifrost dirottato su un pianeta - discarica gestito da un tizio bizzarro amante dei gladiatori, l'antico (Jeff Goldblum). Qui, ridotto in schiavitù da una mercenaria misteriosa (Tessa Thompson), dovrà scontrarsi nell'arena contro un suo vecchio amico terrestre, enorme, generalmente arrabbiato e dalla pelle verde (Mark Ruffalo). 



- Da Dio del Tuono a Zio del Tuono. Terzo film Marvel/Disney su Thor, ventesimo e passa film del Marvel Cinematic Universe, dopo il tono cupo ma non riuscitissimo del Thor - Dark World di Alan Taylor la serie sferza in zone più vicine alla commedia cosmica di stampo "guardianidellagalassiano" ma senza dimenticare una forte componente action. Alla regia Taika Waititi. Il pubblico si divide, gli incassi premiano comunque alla grande. Chi si indigna non lo digerisce proprio il tono scanzonato del nuovo Thor, e probabilmente non apprezza (o nemmeno conosce) la montagna di fumetti sul personaggio dal tono più scanzonato. Editorialmente Thor per me può benissimo essere dark fantasy da leggere ascoltando epic metal quanto qualcosa di più disimpegnato, al punto che nei fumetti si trasforma pure in rana parlante, ma alla fine è tutta questione di gusti. Gli orfani di un personaggio alla Conan il barbaro  per me possono comunque per il momento dirottarsi sull'Aquaman di Mamoa, intravisto in Justice League e in estate pronto a fare il mattatore del suo film stand alone,  diretto da James Wan. Certo per me (oggi i "per me" sono tanti) fa strano sentire Thor parlare così "gggiovane" dopo aver letto per anni fumetti in cui il personaggio "eloquiva" in modo così ampolloso e shakespeariano da avere addirittura i dialoghi nei ballons scritti in un font "cirillico". Ma la nuova formula funziona e "può essere". Il personaggio cinematografico nasce, citando una celebre run di Straczynski, come un alieno piovuto nella campagna americana e non a Covent Garden, durante una rappresentazione del Macbeth, per poi essere accudito da una compagnia teatrale di impronta post-ottocentesca. Quindi è normale che parli come un americano medio, che legga (e sia protagonista!!) dei giornali di gossip, che combatta "con i colleghi di lavoro" e non con "sodali falangi di arditi fratelli in arme". Il cambiamento c'è ma non cambia di fatto quello che Thor è sempre stato, un guerriero contento di fare il guerriero, amante delle bevute e delle belle donne. Ci sono più scene buffe e battute dal simpatico al terribile ma lo spettacolo è garantito. Merito di un divertito e divertente  Hiddleston, merito di un folle e ultra sopra le righe Goldblum, merito di un esilarante e spaesatissimo Ruffalo. Merito di una gigantesca Cate Blanchett che gioca, inguaiata in vestitino e pose sexy,  a interpretare Hela come la Rita Repulsa / Miss Dronio "versione metal" della situazione, prendendosi in giro e definendo il tono generale (magnifico / spassoso come "tratta" in guanto dell'infinito che Odino teneva nella sua collezione ad Asgard, chiudendo in un secondo le mille speculazioni dei fan su quel misterioso oggetto). 


Tessa Thompson ci piace, ruba la scena un po' a tutti grazie ad un personaggio che riesce ad essere divertente, tragico, "rotto", epico quanto trash. Speriamo di rivederla presto. Non male nemmeno Urban. Il film passa veloce, è pieno di scontri esagerati ma divertenti, ha una colonna sonora bella a dire poco. È leggero, tornando a quanto detto già sopra. Questo può magari irritare qualche fan dei fumetti più "metallari" sul tonante, ma si sposa benissimo con le capacità degli attori messi in campo. Hemswoth su tutti, che ha dei perfetti tempi comici oltre a una considerevole montagna di muscoli. Waititi riesce a dare un tocco "artigianale" alla produzione,  qualcosa da "ricco b-movie " alla Grosso Guaio a Chinatown. È quasi chirurgico nel cercare il modo migliore per dissacrare e distruggere il potenziale pathos di una scena, ci mette a contatto con la sua visione dei fumetti dei supereroi: prodotti che prima di tutto devono finire tra le mani dei ragazzini, magari da leggere in compagnia dei fratelli più grandi. Il risultato finale è interessante, per certi versi sorprendente, e fa di questo Thor numero 3 la giusta parentesi leggera prima del tragico super - crossover firmato fratelli Russo (che la leggerezza non sanno manco come si scrive) che piomberà nelle sale a maggio 2018. Se cercate l'epica, siete però all'indirizzo sbagliato. 
Talk0

2 commenti:

  1. A distanza di mesi, ancora non ho capito se mi è piaciuto o meno. Propendo per il no ma a Waititi vorrò sempre benissimo, perlomeno lui si è dimostrato autore e non semplice mestierante.

    RispondiElimina
  2. Waititi vorrei invitalo a cena!

    RispondiElimina