giovedì 31 dicembre 2015

Gods of Egypt - primo trailer del film in uscita a febbraio!! Ed è una tamarrata fotonica!!!



Alex Proyas, uno dei registi che più ho amato negli anni novanta, da The Crow a Dark City, torna finalmente al cinema con quello che a tutti gli effetti è Scontro tra Titani 3. Mitologia usata con disinvoltura, effetti speciali a manetta, tamarroide tamarritudine che spruzzava da tutti i pori, tutti volevano girare il guilty pleasure sandalone ma cacchio... erano finite le idee. A dire il vero, non che le avessero cercate a fondo... Avevano giusto giocato a God of War per playstation riciclando un film in stop motion con civetta meccanica degli anni '70... Così si sono decisi a cambiare ambientazione, con Sam Wartinghton che ha continuato per anni a dire a parenti e amici che avrebbe fatto il capitolo tre, una tristezza che non vi dico. Hanno scelto come le vacanze di natale di Boldi e De Sica di ambientate tutto in Egitto. Se andrà bene e finiranno le idee hanno già confermato Cortina con un una scena di capodanno con gli sciatori e fiaccole che manco in Al Servizio Segreto di Sua Maestà e XXX. Ma ora l'obiettivo è appunto l'Egitto e ci stanno le divinità egizie che si menano in armature transformers ultracolorate. Scelta logica per gli attori, Jamie Lannister (Nicolaj Coster-Waldau) del Trono di Spade televisivo e Leonida di 300 (Gerald Butler). Proprio egiziani tipici, che con le tuniche dorate stanno una bellezza. C'è pure Geoffrey Rush che dopo aver visto nei Titani sputtanarsi Liam Neeson e Ralph Finnes ha gridato: "Pure io!!" "Ti faremo vestire da fesso scintillante!!".


Brenton Thwaites, l'attorucolo con i sopracciglioni da scemo di Maleficient è nel cast e porta ancora i sopracciglioni da scemo.
Gli sceneggiatori sono gli stessi di Dracula Untold e di The last witch Hunter, la produzione, come per i Titani, è ricchissima. La credibilità di questo Egitto mi ricorda un noto video di Katie Perry.

Ma il fatto vero è che non sto più nella pelle per l'attesa pur sapendo che sarà qualcosa di enarrabile. So già che con scuse patetiche andrò a vederlo tre volte al cinema e avrò il blu ray 3D appena sarà stampato. E' più forte di me, quando vedo tanta mano sicura che guida verso una palese porcheria, nasce in me un sentimento non dissimile dall'amore e so che vorrò bene a questo film anche se sarà l'esatta porcheria che furono i Titani. Certo non più bruttino però, brutto il giusto va bene, troppo è da evitare. 

Da Il trono di spade all'antico Egitto con sobrietà. Il gonnellino dorato per me andrà un casino in spiaggia quest'anno!

Mi rincuora la presenza di Proyas, parecchio. Certo che Dark City è del '98 e Il Corvo del '94. Di più recente solo il bruttino Io Robot con Smith e una cosa con Nick Cage e la fine del mondo con gli alieni che mi sono scordato esistesse fino a sei secondi fa. Ma la mano è sempre buona, le scene di azione le sa girare, tifiamo per lui. Questo primo trailer è come l'intero progetto, destabilizzante. Non so cosa si sono fumati i produttori per dare l'ok. Ma io so che sarò a vederlo. Male che vada mi ammazzerò dalle risate. Speriamo. 
Talk0

lunedì 28 dicembre 2015

La top 3 natalizia dei bambini odiosi dei film di natale

Per festeggiare degnamente il natale, la tv propina il classico allestimento di film su babbo natale et similia. Spettacoli orribili di sentimentalismo a buon mercato in cui produttori zelanti infilano bambini scelti come cuccioli dai migliori allevamenti americani e limitrofi. Baby attori che sono stati per i genitori una fugace voce positiva sul conto in banca, perché sul lungo termine si sono inevitabilmente imbruttiti senza diventare attori degni di nota. Ma soprattutto baby attori che, sulla scala ipotetica del neorealismo, offrono un drammatico spaccato sociologico del "bambino americano adorabile/tollerabile medio". Piccoli mostri frignanti, che urlano gesticolando, con faccine imbronciate insostenibili e prolungate più che in una telenovela brasiliana. Ne abbiamo pescati 3.


N.3 : il "coso" di Santa Clause. Insomma il film con Tim Allen che deve diventare Santa Clause per via di una "santa clausola" che si attiva dopo aver indossato il vestito di un babbo natale decesso (sic.). Allen, rampante industriale del giocattolo, grazie a questa situazione recupera l'affetto di un figlio pazzo ossessionato dal Natale, che gli starà intorno ossessivamente per questo e altri due seguiti. E il bambino è quello della foto, con i capelli a caschetto così perfetti da sembrare la capocchia di un pene. Urla, piange, si mette nei casini e occupa ogni inquadratura, con i suoi capelli "a pene". Il film è già bruttino, lui lo rende da suicidio.


Oggi ha aperto uno studio di post produzione audio. E si pettina in modo meno imbarazzante.


N.2: Il "coso" del primo Star Wars e di Una promessa è una promessa. Benché tocchi a caso e senza senso i comandi di una astronave e si ponga davanti al gran consiglio Jedi come un bambino annoiato che sta in piedi ciondolando come nel coro dello Zecchino d'oro, in fondo vogliamo bene al piccolo Darth Vader. Così come vogliamo in fondo bene al "coso" quando impersona il figlio di  Schwarzenegger, padre distratto intento a cercargli il regalo di Natale nel girone infernale dei megastore della Vigilia. Jake è ovviamente petulante e frignoso, ma sempre sotto il livello di guardia. E non ha la pettinatura a pene. Almeno, non troppo accentuata. Anche lui comunque come attore è col tempo scomparso. A noi fa specie però che oggi sia diventato così...


Direttamente da abc news

Dagli sgusci alle autostrade americane in contromano. Speriamo davvero che questa fase passi presto e il buon Jake si rimetta in pista. Non possiamo parlare male degli attori di Star Wars, in fondo per i fan sono come dei parenti. Tranne Hayden Christensen.


N.1: il "coso" di Mamma ho perso l'aereo e tanta altra roba orribile. Quando nel videoregistratore parte questo inarrivabile classico natalizio, io inizio a lanciare improperi all'orribile bambino protagonista. E'una reazione epidermica. E a fianco a me trovo sempre qualcuno che dice: "Ma dai, non ti incazzare! È un bambino di 7 anni ! E' spontaneo!!". Ed è lì che mi sale la scimmia, scatenando la violenza. Il fattore "carineria" del coso è così potente da incantare il 99% del pubblico. Questo sì che è autentico potere jedi. Ma io vedo solo un coso che fa le faccette più artificiali e finte del mondo, che si mette a ridere in una scena di inseguimento mentre dovrebbe essere terrorizzato, che urla "uuuuaaahhh " e "UUUUUAAAAHH" di continuo. Certo il film è così perfetto nel creare un Bruce Willis in miniatura che affronta il crimine in un Nakatomy Palace in miniatura che alla fine mi adeguo. Columbus è grande come le trovate visive di questa pellicola, che mutuano tanto dai Goonies (un sacco di "tracobetti") che da Fantozzi (la scena della casa disabitata riempita di manichini guidati da Kevin, uguale alla mega ditta assenteista riempita di manichini guidati dal rag. Ugo). Ma il coso l'ho sempre detestato in questa e in tutte le sue pellicole future, trovandolo sempre artificiale, divo e non attore. E in quella famosa scena de "l'innocenza del diavolo" io ho goduto, rivedendola più e più e più volte. Oggi il nostro "coso" va in giro così...


Lo rivedremo presto. In Zoolander 2...
E con questo vi auguriamo di cuore un sereno buon natale! Fate i bravi e se potete mettere da parte per un momento i problemi di tutti i giorni, siate felici e voletevi bene! 
Talk0 e Gianluca

mercoledì 23 dicembre 2015

One punch man ... Sei disposto a sbarcare in Italia?


Da poco più di un'ora Dynit ha annunciato la versione italiana dell'anime più fuori di testa del momento, in esclusiva per il canale simulcast VVVVID. E a questo si aggiunge il manga, già pronto a invadere il nostro suolo by Panini il prossimo anno.
Yusuke Murata è un autore dal tratto sopraffino e dalla carica umoristica innata che già conosciamo e amiamo per il suo manga sul football americano Eyeshield 21. Nel 2009 inizia sul suo blog la pubblicazione, che ora conta 9 volumi, di un manga supereroistico con protagonista Saitama, un eroe pelato che riesce letteralmente ad abbattere i suoi avversari con un solo singolo pugno. Dallo sguardo un po' assente e la faccia a uovo, Saitama lo incontriamo subito sfigato e dimesso, intento nelle comuni miserie della vita come fare la spesa al supermercato, rigorosamente con il suo costumino da supereroe. Ma quando il gioco di fa duro il nostro eroe è pronto a scendere in campo, con effetti a dir poco devastanti, per poi tornare a completare la raccolta punti Esselunga. In breve il mondo ha sempre più bisogno di lui, i nemici si moltiplicano. Ma il nostro eroe non sarà solo, ad affiancarlo arriveranno un manipolo di eroi degni degli Avengers o della Justice League. E' pazzesco come da un tratto comico e caricaturale l'autore riesca a passare a tavole ultra dettagliate degne del migliore Akira di Otomo. E non da meno è l'anime, a firma Madhouse, davvero d'impatto e che per ora conta di 12 episodi.
All'annuncio di Panini riguardo il manga avevo esultato come un bambino. 
Dopo l'annuncio della messa in onda del simulcast su VVVVID by Dynit eravamo in molti a incrociare le dita per l'anime. Ormai, diciamolo chiaramente, è una rarità vedere nuovi anime in italiano, soprattutto se non legati a serie già di successo. Mi sento pertanto di ringraziare Dynit (che mi pubblicherà anche Space Dandy... Sono alle lacrime...) quanto i molti spettatori che hanno supportato il simulcast permettendogli questo nuovi step. Grazie davvero ragazzi. E voi siete pronti per adorare un eroe pelato e dallo sguardo non troppo vispo? Noi sì. 
Talk0

martedì 15 dicembre 2015

Dylan Dog 350 - lacrime di pietra a.k.a. Bloch in love



Dopo la brutta esperienza con quei mattacchioni di Nora e Gus, l'indagatore dell'incubo si gode un po' di pace accompagnando l'amico ispettore al parchetto degli anziani. Il nostro eroe ancora non sa che il vecchio mentore lo sta trascinando in una triste pantomima volta all'abbordaggio della classica badante rumena wannabe. Una ragazza non vedente ex ballerina classica che lo ha sedotto all'istante con la sua tragedia e la sua fragilità, dimessa ma piacente. Una donna devota, di altri tempi, che suole accompagnare la mamma a messa. E Sherlock Bloch, essendo l'unico Sherlock non omosessuale della Storia, cade nella sua trappola con tutto il suo arzillismo "vintage" e la pensione pronta a essere razziata per l'acquisto delle magiche pilloline blu. Ma qualcosa di torvo e misterioso sembra contrapporsi tra l'ispettore innamorato e la ragazza in attesa di permesso di soggiorno. C'è dietro un mistero e forse una maledizione. Il suo nuovo amore infatti porta lo stesso nome della santa cui è stata eretta la statua nel suddetto parchetto. Una statua semi-distrutta dal tempo e da un bambino stronzo che ama tirarle le pallonate in faccia. Una statua che come golem si anima e muove quale strumento di protezione e vendetta della ragazza cieca contro i torti della vita. Forse nemmeno la statua di una santa.
Ambrosini scrive e disegna un numero a colori strano forte. Parla di fede e malavita, eros e thanatos, in un amalgama che si stacca dalle nebbie della cosmopolita Londra abbracciando i profumi del nostro Belpaese, con una annaffiata ai drammi splatter  di "provincia globale" direttamente tributati tanta cinematografia dei Cohen, quella fatta di piccoli furfanti che muoiono sempre male. Sembra di stare nella sclaviana Buffalora. Ne scaturisce una storia disperatamente "terrena e disperata", un giallaccio di provincia con piccoli voli pindarici horror che sarebbero piaciuti a Fulci e Bava. Una storia nera e irrisolta, fosca e aperta a più letture. Veniamo a contatto di un Bloch mai così distrutto in corpo e anima, quasi un Don Chisciotte, un bell'eroe pregno di bei valori miseramente e impietosamente passati. Un uomo nudo, vecchio, spezzato. C'è anche un'interessante quanto cinica riflessione sulla fede, che muove sulla differenza tra perdono e vendetta quale strada giusta per un ipotetico equilibrio del mondo. Nella Santa protagonista della vicenda è facile scorgere richiami distorti alla storia di Santa Maria Goretti. E con questo rivelo la mia torbida passione per la programmazione di Sat2000. Possa Ronny James Dio perdonarmi. E' una tematica nuova, molto rock, forse anche perché un po' blasfema nonostante l'aspetto squisitamente ludico. E se i santi non fossero poi così santi? Se i capisaldi di una fede o venerazione fossero sbagliati? Stimolante. 
Parimenti alla storia, Ambrosini ricerca nei disegni realismo, rughe e detriti, il vissuto e il non simmetrico, il vivido e non il plastico. Una tecnica che ha raffinato e distillato negli anni e per la quale è uno dei disegnatori più interessanti del nostro panorama italico. Una rappresentazione grafica che bene si sposa alle storie di Dylan Dog, accompagnata da colori sempre dimessi, cupi e sporchi, autentici. 
Il lavoro di Ambrosini ci piace nel suo essere scomodo, nelle sua capacità di colpirci direttamente al cuore. E' anche una rappresentazione però molto triste, ricercatamente triste, profonda, umana, del nostro Bloch. Qualcosa di duretto da far digerire a molti fan, me compreso, almeno alla prima lettura. Ciò non di meno una storia attraverso la quale gli vogliamo un po' più di bene. 
Talk0

domenica 13 dicembre 2015

Tartarughe ninja 2: il nuovo trailer!


Lo abbiamo osteggiato per la troppa computer grafica, per il nuovo e troppo "caricato" aspetto dei personaggi, per il cattivo della saga "transformerizzato senza un perché" e in genere ci siamo indignati della nostra infanzia rubata, stringendo in pugno i giocattoli dell''87. Siamo inorriditi davanti alle modifiche di trama, che pur più vicine al fumetto originale si allontanavano dal cartone animato di cui, per inciso, tutti ricordavamo pochissimo. Abbiamo urlato "no" a Michael Bay e ai suoi sgherri in cortei di rivolta per le strade delle convention a fumetti, accompagnati dalle note di Vanilla Ice. Ci ha fatto schifo al pipillo, prima ancora di vederlo e in fondo anche nel post visione siamo usciti dalla sala con più conferme che sorprese. Ma poi è successo. Lo abbiamo rivisto. Forse a Natale con la famiglia per accontentare i più piccoli. Forse sui led di un mega schermo di un centro commerciale in vista della uscita home video. E ci è piaciuto. Lo abbiamo acquistato vergognandoci, approfittando di qualche offerta tre per due. Giusto perché quelle due scene action erano proprio fighe, giusto perché Megan Fox, silicone o meno, impone a ogni uomo l'acquisto della sua filmografia completa e prima o poi riuscirà a farvi acquistare a 3.99 euro pure Jona Hex. E ci è ripiaciuto, anche se non lo urleremmo mai per strada. Raffaello versione Hulk, le scene d'azione pomate stile Call of Duty (vedasi modern warfare 2 per gli estimatori), lo scontro sul palazzo con coreografie truzze. Avanti ditelo, almeno sottovoce. Ripetetelo dopo di me. Kawabonga. Lo so. Magari non è stato per tutti esattamente così, ma è confermato che lo abbiamo visto e rivisto davvero in tanti, ce lo dice il box-Office, il film ha generato nel mondo 500 milioni di dollari. E davvero in tanti, anche qui sul nostro blog ci siamo ultra-interessati al lavori sul sequel, che prometteva da subito gran parte delle cose che davvero aspettavamo da questo seguito. Un nuovo "vecchio" eroe con la maschera da hockey (interpretato dall'attore, inespressivo ma funzionale se porta una maschera da hockey, di Arrow) , due cattivi mutanti grossi e super armati con il muso di cinghiale e rinoceronte (e uno interpretato dal wrestler Sheamus, che amiamo),  forse uno scienziato pazzo uomo mosca, forse un alieno dalla forma di un tentacolare cervello rosa con la faccia che guarda il mondo dalla pancia di un robot antropomorfo. Sono bastati due concept design semi-trafugati in rete e due o tre immagini dal set di New York con la maschera da Hockey per farci capire che chissenefrega Captain America (fino a ieri chissenefrega pure Batman, poi abbiamo cambiato idea... Sempre opinioni personali, per inciso..) questo era il film che aspettavamo. Poi sono comparse foto dal set con Megan Fox in compagnia di Judith Hoag, cioè la nuova April O'Neill cinematografica e la April del 1990 insieme, ed è partito un immediato segno di approvazione e benedizione del prodotto. Ed oggi è finalmente qui, davanti a noi, il primo trailer di Ninja Turtles 2. Buio in sala, gustiamoci il trailer. Ci sarà il ritorno più atteso? Vanilla Ice?



E ci siamo!!! Finalmente vediamo Bebop e Rocksteady come li abbiamo immaginati nei nostri sogni più bagnati e non ne "il segreto di Ooze". E ci sono le botte spettacolari tra tartarughe e mostroni, muri che di spaccano, carri armati e tutto quello che rendeva magico quel cabinato da sala giochi degli anni '90 in cui tutti abbiamo spremuto dentro gettoni a iosa. Non pupazzoni che si muovono lenti, con dentro lo stesso giapponese sfigato che fa il mostro dei power ranger, ma creature digitali testosteroniche, fisiche, ganze nonostante il look sempre un po' vintage. Bellissimi. Era esattamente quello che un po' tutti si aspettavano dal Rinho di Amazing Spiderman 2. Volando basso si sarebbe stati tutti più felici. Abbiamo poi una bella dose di inseguimenti, altro aspetto felice che torna dalla prima pellicola, con la versione reale del giocattolo più bello, il pulmino corazzato con tanto di pulsante spara coperchi delle fogne con pile incluse. Un blindato tosto e cazzuto il triplo del pulmino da fighetti "fast'n'furious wannabe" che le tartarughe sfoggiavano alla fine dello scorso episodio. Abbiamo poi il tizio di Arrow, che in effetti con casco da hokey sulla faccia è un Casey Jones appropriato. Megan Fox affila i suoi argomenti di punta da grande attrice e con una sola scena fa impennare le prevendite. E forse in cielo c'è Krang. O per lo meno quelle sembrano proprio astronavi del suo parco auto. Il brano di sottofondo è poi una nuova versione del classico dei Run -Dmc, It's tricky, a firma di un certo Dj Fresh (il cui nome sa tanto di dentifricio, esattamente come Vanilla Ice peraltro, e come potete vedere dalle foto ci assomiglia pure...)che nella mia testa di videogiocatore rimanda a SSX tricky, serie di snowboard EA sinonimo di quando ero più giovane e forse più felice. Malinconia inside. 


Quell'inseguimento coi pattini poi è un retro trash amarcord da paura, non dai se avere ribrezzo o applaudire, una vera "cagata raffinata", pare uscire da un film per bambini anni '80 tipo Explorers. Il brutto che sorprende, quando si finisce la benzina per la sospensione della immaginazione. Ok. Per ora hype a palla. Non ci sono ancora i ninja che si dissolvono in fumo ma magari in futuro ci attrezzeremo. Anche se rimane una trashata deluxe, bene inteso, lo voglio vedere e insieme a me siamo in tanti, tutti gnorri che grideremo magari alla porcata con recensioni di fuoco. Scriveremo di TMNT 2 come di "giocattolo senza anima", esempio di becero capitalismo Hollywoodiano, Michael Bay al rogo, del fatto che quelle non sono tartarughe ma mostri orrendi. Ma sotto sotto... un po' per l'effetto "Troma deluxe", un po' perché siamo bambinoni... Un'occhiata ce la daremo. Come quelli che scrivono merda sui Transformers ma che alla fine ci cadono sempre, devono vederne sempre un nuovo capitolo anche sono per odiarlo. La combinazione Bay di gnocca e azione convulsa ripresa in modo schizofrenico alla fine ci colpisce sempre. Misteriosamente. Come le pringles. Un nuovo film delle tartarughe quindi, un nuovo  guilty pleasure un po' inconfessabile fuori età massima per i più vecchi e per me, magari da prendere in edicola, nascondendolo tra il sole 24 ore e la settimana enigmistica. Vi faremo sapere. 
Talk0

sabato 12 dicembre 2015

E c'è pure il primo teaser trailer di X - Men: Apocalypse!


E dopo esserci sollazzati con il trailer della nuova pellicola delle tartarughe Ninja, in attesa del trailer del terzo Star Trek allegato con l'uscita americana di Star Wars, giunge dritto dritto da mamma 20thFox il primo assaggio del prossimo X-men, come il precedente sempre a firma di quel burlone di Bryan Singer. Ne abbiamo già parlato indietro nel blog, mi pare o forse no, questo è il film che chiuderà la seconda "era" degli X-men cinematografici, quella iniziata con X-men Origin (in America X - men: First Class). E' giunto quindi il momento di salutare James McAvoy e Michael Fassbender nei ruoli del Professor Xavier e Magneto. Forse altri interpreti come Jennifer Lawrence, Nicholas Hoult e Evan Peters, rispettivamente Mystica, Bestia e QuickSilver saranno invece traghettati verso la nuova era. Per la quale sono già stati confermati e presenti in questo film  Olivia Munn, Sopie Turner, Tye Sheridan, Cody  Smith - McPhee, Lucas Till e Alexandra Shipp, rispettivamente Psyloche e i più giovani Jean Gray, Ciclope, NightCrawler, Havoc, Angelo e Tempesta. 
Ben Hardy, Lara Condor, Tomas Lemarquis e Anthony Konechny si aggiungono al cast e forse saranno riconfermati in futuro come Angelo, Jubilee e Calibano e (forse) Cannonball. E se questo non vi appare ancora come una copia dell'elenco del telefono di un paesino di montagna, non vi ho ancora menzionato il reparto cattivi con Apocalisse, Oscar Isaac e tutti i suoi cavalieri (indicati per ora Morte e Piaga, Monique Garderton e Rochelle Okoye), né vi ho parlato del ritorno di Stryker e Moira McTaggert, Josh Helman e Rose Byrne e ci staranno forse pure i mutanti Morloch. Conosceremo poi mamma e papà Summers, i genitori di Ciclope e Havoc, Ryan Hollyman e Joanne Boland, anche se non è chiaro se il babbo sia o meno Corsaro e non si parla ancora del fratellino Vulcan. E dove sta Wolverine (Hugh Jackman, che tornerà nel prossimo Wolverine insieme a Patrick Stewart - Xavier e altri mutanti non ancora precisati)? E il nuovo Colosso lo incontreremo solo con Copycat, Ajax e Testata Mutante Negasonica insieme a Deathpool nel nuovo film con Ryan Reynolds? E che fine ha fatto Toad (Ray Park)? Perché nessuno mi dice che fine ha fatto che sto già preoccupato??!! E l'uomo multiplo? E il fenomeno? Insomma questo è il mondo degli X-men, una enorme telenovela a fumetti che sta diventando una enorme telenovela cinematografica. E stanno già programmando il film dei New Mutants (e avrebbe quindi senso che ci sia Cannonball...) Pronti ad una nuova carrellata di nomi a breve!
Insomma, solo a leggere il cast, questo film è grosso e ha pure una scala da disaster movie con le città che cadono a pezzi, visto che il cattivo è davvero cattivo cattivo, il dio mutante Apocalisse che con la sua piramide nera tornerà dall'alba dei tempi in pieni anni ottanta (epoca in cui è ambientata la pellicola) per una rivoluzione da homo superior che immaginiamo in tempo zero subito spalleggiata dal solito noto. Ed è proprio in questo periodo che ha reso grandi Stallone e Schwarzenegger che forse si consumerà il più grande dramma per il più amato dei mutanti. Come ci mostra il trailer negli ultimi istanti Charles Xavier, mentre nel resto del mondo imperversavano le Hair-rock band come i Motley Crue, diventa pelato. Stringiamoci in cerchio, teniamoci per mano e vai per dieci secondi di cordoglio. Fatto. E anche i Motley Crue al giorno d'oggi si sciolgono, l'era del capello voluminoso accompagnato dalla batteria di Tommy Lee è sempre più lontana. Altro minuto di silenzio. Fatto.
Ora alcuni dei miei piccoli lettori staranno già un po' mormorando. Anche perché il trailer non lo ho ancora messo e quindi... Eccovelo!


Bene. Considerazioni sparse. 
(0.00) roba a forma di X su schermo. Il brand mostra subito i denti nella sua più veloce identificazione, il fan si sente a casa e benedice la nuova opera di Singer. Seguiranno scene da intrigo internazionale, in stile First Class, volte alla caccia di qualche mutante terrorista. X-men come i G.I.Joe. Solo più pacifisti. Forse. Magari i cannoni seventeens della riserva privata di Charles non sono ancora finiti, incrociamo le dita. Flower power per tutti.
(0.08 min) Certo che passare da una patata spaziale come Famke Jannsen a Sansa Stark del Trono di Spade per il ruolo di Jean Grey è un salto spaventoso e deprimente. La nuova attrice, Sophie Turner trasuda comunque quella innocenza che è giusto che abbia all'inizio la nostra amata Marvel Girl. Ma quanto era sexy la precedente.
(00.45) Il piramidone del dio mutante Apocalisse è così grosso e sostenuto nell'essere una metafora fallica che ci mette ben 5 secondi per essere inquadrato per intero. E ovviamente è nero. Cioè, nel senso del "male", della corruzione e roba così... Cosa avevate capito? Maliziosi...
(1.00min) Il nuovo NightCrawler emo è pronto per impossessarsi della zona poster delle camerette di tutte le teenagers del mondo. 
(1.04min) Fassbender - Magneto guarda un po' depresso un tizio, il succitato dio mutante Apocalisse, che, grazie a scelte forse non indovinatissime di costume e trucco, sembra il cosplay di un brutto cattivo dei Master of the Universe. Noi stiamo con Fassbender dandogli metaforicamente una pacca sulla spalla. Presto andremo al cinema ad esultarlo in Assassin's Creed. 
(Stesso minuto) C'è Tempesta e ha la pettinatura moychana che ogni tanto ricicciano fuori per sottolineare che è una bad girl e non la versione black di Elsa di Frozen. È ok.
(1.31min) Ed ecco che Magneto torna per l'ennesima volta a fare il cattivo rapendo Charles. Atto di una prevedibilità pari alla pioggia che cade. Che sia Ian Mckellen o Fassbender è sempre un lavorone rendere credibile uno psicotico onnipotente che cambia idea e alleati ogni sei secondi. Tieni duro Fassbender, siamo tutti con te... darei un oscar ad honorem a tutti gli attori che hanno dovuti vestire i panni di questo pazzo, perché ci hanno buttato l'anima.
(1.33) E Katniss-Mystica-Lawrence prende il comando degli X-men. Ma lei può farlo, è una tosta e ci farà dire che andremo al cinema a vedere un film con una premio oscar. Siamo quindi degli intellettuali riconosciuti e approvati. Certo Rebecca Romin aveva qualcosa di più sexy pure lei, ma stiamo sul pezzo.
(1.42min) E' il "momento Ciclope". Cheppalle sempre il cazzo di solito "momento Ciclope". Anche il nuovo Ciclope come il generale Zod deve avere la sua classica scena in cui spara accacchio il raggio dagli occhi perché gli hanno fottuto il visore. Già vista nel primo film di Wolverine. Nel primo, secondo e terzo X-men. La gestione del personaggio è sempre banalmente moscia. E scazza sempre. Ma cosa se lo portano dietro a fare? L'attore scelto ha comunque, in piena coerenza, una faccia da babbeo pari al precedente.
(1.51min) QuickSilver in una scena acida di super velocità che pare Christopher Walker nel video di Weapon of choise di Fatboy Slim. Lui è Figo e nel precedente film aveva una scena galattica, approvato sulla fiducia.
(1.53min) Nazi/archangelo non si può vedere. Carcere duro alla parrucchiera. Riusciranno le ali d'acciaio come effettaccio laido a far rimpiangere le fasullissime lame di Wolverine?
(2.01min) Questa scena non l'ho vista nell'ultimo o penultimo Harry Potter? O in San Andreas? O in quel film, francamente bruttino ma simpatico, con i tornado di fuoco, Into the storm? forse qui i tornado sono fatti con più soldi... o Tempesta esiste davvero. 
(2.20min.) E ecco la scena della pelata!! Che con l'accompagnamento sonoro pare lo spot della gillette... ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah


Ok ricomponiamoci. Ho glissato su un paio di scene davvero fighe. Apocalisse è bello tosto, diventa enorme come un megaborg, parta strano, sembra che corrompe Cerebro, fa paura. Xavier c'ha gli occhi neri e l'espressione di chi sta per fare quel passaggio al lato oscuro che i fan del fumetto conoscono, un po' aspettano e un po'temono. Bello. Anche gli effetti speciali "ambientali" sono niente male. Arcangelo no, non si può vedere. Magari poi è meglio, ma oggi non ci piace. E poi come possiamo non amate una pellicola che è ambientata tutta negli anni '80, che ci piacciono un casino, anche solo per partito preso. 
Andremo ovviamente a vederlo in sala. Vi faremo sapere se avremo aggiornamenti. 
Talk0

sabato 5 dicembre 2015

Batman v Superman : dawn of justice il nuovo attesissimo trailer lungo



Il filmone grosso e cattivo della DC comics sta arrivando, con tutta la convinzione di buttare all'aria l'impero dei cine - comics di Marvel Disney. 
Super tute corazzate con faretti antinebbia per occhi, batmobili che levati ma voglio vedervi parcheggiare in centro in zona disco, gente invasata che urla senza che ci siano delle spogliarelliste,  Superman che tiene in mano un razzo che fa molto anni ottanta e molto ambiguo con la faccia di uno che sta godendo forte, voci basse e inquietanti che se no fa brutto, raggi laser dagli occhi alla Mazinga e che per "dimensione" paiono proprio usciti da Mazinga, Gal Gadot semi nuda (che non possono non metterla), Mamoa come il baffo del tonno insuperabile (forse, per ora si è visto solo in locandina), Lex Luthor che compare e muore subito lasciandoci per una volta il piacere di vedere un villain diverso (magari, temo non accadrà ). Cosa succederà in questo atteso trailer trasmesso durante il mid season finale di Gotham (serie che mi arrapa di cui riparleremo)? 
Sono sempre uomini in mutandoni che si picchiano, intendiamoci. Solo che hanno una luce diversa negli occhi. Quelli Marvel fanno i giocherelloni, gli autoironici, ci credono e non ci credono in quello che fanno. Strizzano l'occhio e sono in fondo consapevoli di essere fumetti di carta che vanno al 90% in mano a dei ragazzini. E mentre gli Avengers attaccano una base Hydra, Captain America se la prende con Iron Man perché dice le parolacce. E va bene. I supereroi della Distinta Concorrenza, quelli DC, invece non vedono troppo convinti il pg13 e scommettono che sono autentici, ci si giocano la madre che possono volare sul vialetto di casa, salvare il mondo è una cosa fottutamente seria e quelli che scrivono le loro storie puntano dritti all'epica e alla tragedia , anche se per lo più declinate al cinema-post-sandalone che fece fortune anche italiche con  Ursus e Maciste. 
INIZIO Digressione un po' noiosa. 
In Warner per fare questa cosa bene hanno fatto le prove, hanno riesumato prima  l'epica classica, per provare a condirla in salsa moderna,  con i due film dei Titani e con un 300 fumettistici. Il botteghino gli ha dato ragione, gli spettatori volevano ancora quella salsa. Gli è piaciuta in particolar modo più che la trama, i fisici scolpiti e le poppe di Lena Headey (unica cosa "vera" di tutto il film) la resa visiva, mutuata da Miller, della pellicola di Snyder, i suoi colori caravaggeschi che trasformavano le tavole disegnate in dipinti. Quindi hanno provato a fare il balzo, con il tanto amato-odiato Watchmen, in fondo una variante autorale (e per adulti ) by Alan Moore della Justice League DC. Ed era forse la chiave giusta, nonostante il botteghino un po' traballante. Non funzionava troppo come scrittura (troppo lungo e troppo lento) ma esteticamente c'eravamo. Si poteva vendere tutto il pacchetto dei fumetti Justice League rimasti in soffitta dai tempi dei Superamici con questo tipo di immagine e di epica, senza stare a tirare la moneta dell'ironia con uomini formica ed epigoni minori di flash Gordon. In fondo la commedia è più difficile da scrivere, ma mica te lo prescrive il dottore di usarla.
Non serviva comunque "vendere" Batman, anche perché già epico- tragico di suo.  Perché era l'unico che si vendeva da sé, grazie a Burton, grazie a Nolan, grazie ai pazzerelli che nostalgicamente amavano la serie tv con Adam West e sono stati felici pure con Shumacher. Batman aveva e ha un mondo, Gotham, tutto suo che genera introiti a manetta. Pure senza Batman stesso! Come dimostra la recente serie tv che "ospita" questo trailer (in cui Batman c'è ma pare quasi più Detective Conan... Ne riparleremo...) Bisognava provare invece a ri-vedere e reinventare Superman, epicizzarlo (e il correttore automatico mi ha appena cambiato "epicizzarlo" in "epico zarro") staccandogli quella appiccicosa patina sentimentale dei film di Richard Donner, di Singer e delle serie come Lois e Clark, battendo magari con più convinzione la strada degli X-Files, del Superman alieno che pesta altri alieni (insomma senza stare sempre e solo sotto la gonna di Lois Lane) già intrapresa ,e poi miseramente perduta nella soap, dalla serie Smallville. In Man of steel Snyder applicava i colori e suggestioni di Watchmen e pescava dall'epica di 300 per una storia una volta nuova, non uscita prima da un albo a fumetti ma anzi dalla penna di Nolan e David Ayer. Se il Batman riletto da Nolan e socio diventava più fallace e umano, nella stessa ottica Superman diventava l'espressione del non umano, quasi un dio, capriccioso e immaturo, perennemente in lotta con altri dei, che affrontava anche radendo al suolo delle città. Un dio turbolento e non politically correct che strozzando gente ha un po' indignato i fan. 

FINE digressione pallosa.


Ma questa è l'epica e pretende sangue! Il fumetto andrà sempre nelle mani di bambini, ma chissenefrega. E oltre al sangue l'epica pretende un ulteriore passaggio, che l'uomo si scontri o allei con gli dei. Miller lo ha sempre saputo e applicato nei suoi fumetti (per adulti, postilla doverosa). Miller credeva inevitabile uno scontro tra Batman e Superman, lo allestì alla perfezione dandogli valenze tanto politiche quanto religiose. E fece un capolavoro: Il Ritorno del Cavaliere Oscuro (parte finale). Per parlare di questa graphic novel occorrerebbe un post enorme a parte, magari in concomitanza con l'uscita del film ne riparleremo. Per la Warner portare questa opera di Miller al cinema permetteva di continuare l'epica iniziata con Man of Steel e massimizzare gli incassi contando sulla presenza di Batman (di un Batman "vecchio" ancora al cinema inedito ma da sempre amatissimo) e del suo sterminato fandom. Cogliendo anche l'occasione per estendere la storia, dicevamo, allargare il pantheon, parlare di altri supereroi come altri dei. E se è andata bene con Man of Steel come con Liam Neeson nei panni di Zeus nei Titani, se è andato benone  un australiano a interpretare un generale spartano che affrontava un semidio (il parallelo con 300 rimane forte e inevitabile) si poteva fare tutto. 
E l'attesa sale. 
Leggere il cast è una goduria come dà la sensazione che per sviluppare tutto quello che si immagina serviranno tre ore e mezza di pellicola.
Henry Cavill vs Ben Affleck. Uno sempre più affascinante e metroSexual dopo Immortals e Operazione UNCLEE, l'altro pompo come Bruce Willis dei tempi d'oro, caricatissimo nel dimostrare, dopo Argo, che può spazzare via tutto il suo passato da attoraccio di film melensi e diventare un action hero. Il resto del cast annovera Jeremy Irons come il nuovo maggiordomo Alfred, ultimo di una stirpe di attori straordinari che si sono avvicendati nella parte più Shakespeariana e ricercata, l'uomo che compra il fondotinta nero a Bruce Wayne, quello che gli aggiusta i calzini e fa la coda alle poste per pagargli il bollo della batmobile. Jesse Eisenberg, sempre più sulla cresta dell'onda anche se non sappiamo il perché (gli è riuscito male pure American Ultra...) sarà Lex Luthor dopo che il mondo intero per un attimo aveva capito e forse sperato che a vestire la "pelata" del genio del male non fosse il ragazzino antipatico di Social Network ma "l'altro" Eisenberg, quello col nome che inizia con la "h", interpretato da Bryan Cranston in Breaking Bad. Per farci dimenticare gli occhi azzurri penetranti di Lynda Carter la nuova Wonder Woman sarà Gal Gadot, che in Fast'n'furious dimostrava di avere le chiappe così di marmo levigato da poterci scorgere in superficie le impronte digitali di chi le ha impunemente toccate (storia vera). Per farci dimenticare che "Aquaman fa schifo", come ricordato nella nuova bibbia nerd Big Bang Theory, via il ciuffo biondo e la magliettina arancione ed ecco il gigante incazzato e tutto unto e borchiato Khal Drogo, Jason Mamoa, che da quando ha avuto la parte si è così inorgoglito da diventare il più fan sulla terra del personaggio, uno che compare come un angelo vendicatore su ogni forum, Twitter e fumetteria a redarguire chiunque parli male dell'eroe che parla con i pesci. Avremo un nuovo Flash bambino, Ezra Miller, che dovrà soppiantare nei nostri cuori di vecchi fan il padre di Dawson Creek e nei cuori delle adolescenti il ragazzetto infinitamente antipatico a capo di un cast di ragazzetti infinitamente antipatici (su tutti l'indianino) della nuova serie tv. Poi conosceremo Cyborg, interpretato da Ray Fisher, personaggio dai non addetti ai lavori ancora sconosciuto e che io ricordo per un costume afro - nude look - corazzato imbarazzante. Insomma c'è mezza Justice League e questo film è cruciale per i piani futuri della DC comics. E poi tornano da Man Of Steel la dolce Amy Adams, la straordinaria Diane Keaton, il granitico Laurence Fishbourne, Harry Lennix. Torna Michael Shannon, anche se non ci è ancora chiaro "in che forma". E poi si rilancia con grossi calibri come Holly Hunter, Diane Lane, Jeffery Dean Morgan. E scrollando Imdb si scovano centinaia di altre persone, solo questo cast renderebbe costosissimo un film privo di effetti speciali. Warner DC scommette pesante, vuole che tutto il pianeta vada nelle sale a inizio primavera e che ci torni tutti i giorni fino a settembre, quando gli ultimi esercenti a malincuore lo leveranno dai cartelloni. E a giudicare dal trailer di Captain America: Civil War la Marvel glielo fa fare, stringendo a non finire il budget e le aspettative a dispetto di quel "Civil War" del titolo, con la sicurezza di chi sa di avere già un fandom consolidato e di poter raccogliere tanto senza più spendere i fantastilioni di dollari, magari da conservare da parte in vista dei futuri film degli Avengers. Ma noi non siamo qui a dire se sia meglio fare i cine - comics epici o ironici, non siamo partigiani dell'una o dell'altra etichetta, amiamo solo andare a divertirci al cinema e se escono nello stesso periodo due film di supereroi insieme, oppure tre (c'è pure la Fox con il nuovo X-men e con Deadpool) siamo solo felicissimi di rinnovare il nostro tesserino per l'ingresso scontato a cinque euro nel multisala. 
E ora dopo questa introduzione extra lunga, il trailer lungo





Ok, wow!! E lo dico a sei secondi dalla visione, di cuore. Sono contento che siano arrivate un po' di battute a stemperare il grigiore dei cupi film DC. Meno letture cristologiche e più divertimento, una boccata di aria fresca. In fondo l'ironia di respira benissimo anche nella Gotham televisiva, devono averne tenuto conto. 
(0,00 min) Dopo l'ennesima macchina da sogno di Batman, dimostrazione che il ragazzo c'ha il grano, diamo il benvenuto a Clark Kent e ai suoi occhialetti nerd intravisto nel finale di Man of Steel. E vai di interpretazione alla Kill Bill che ci piace tanto. 
(1.00min) E devo dire che Eisenberg senza la "h" qui mi sta più simpatico del solito, quasi come ai tempi di Zombieland. No, sto scherzando, lo trovo sempre intollerabile. 
( 0.52 min) Invece mi piace la bat-tutina che strizza l'occhio alla figura del Joker. Sembra di assistere al primo vero incontro di Batman e Superman, quello su una nave al largo della costa. 
(1.15 min) Si susseguono poi scene tipiche da "palla americana, di genere catastrofico" con aule di tribunale, gente con i cartelloni davanti alla Casa Bianca, pazzi incappucciati, il "pacchetto completo" da Indipendece Day a Olympus has fallen, che speravo di non vedere ma che sapevo mi avrebbero comunque fatto sorbire, perché è sempre epica, a livello grammaticale di rappresentazione. E vabbeh. 
(1.30 min ) Ma poi arrivano le botte. Botte dal cielo, botte in contro sterzo, botte da pugnoni di armatura medioevale in faccia. Lo scontro si fa ultra-spettacolare. Vedere Wayne che tiene testa al dio del Kansas provoca orgasmo come la prima volta che lo abbiamo letto nel fumetto cult di Miller. 
(1.58 min) C'è lo smascheramento di Batman già visto nel teaser del trailer due giorni fa, quello così violento che riesce a togliere in un gesto pure il mascara nero intorno agli occhi di Batman, comprato alla ipercoop da Alfred. 
(1.22 min) C'è forse pure un po' di criptonite rossa nell'aria, direbbe qualche super -nerd, a giustificare un Superman che in qualche scena sembra "avere le sue cose". 
(1.54 min) Ma che sono quei tizi insettoide volanti come  Buzz-Off dei Master? Ci faranno sapere.
(2.03min) E poi eccotelo Il generale Zod in versione Doomsday, il momento spoilerato inconsapevolmente da Michael Shannon un paio di mesi fa, quando dichiarò un secondo prima ridendo che gli avevano fatto fare un assurdo motion capture con manone posticce tipi pinna di tricheco e già un secondo dopo temeva un licenziamento in tronco con la paura stampata in volto per essere incorso in qualche multa scritta su qualche scartoffia sulla non divulgazione. (2.16min) Senza "barba di roccia" Doomsday ha quasi un aspetto più giovanile, da calciatore, dovrebbe girare lo spot di un rasoio da barba.  Chissà se Doomsday strizzerà un uccellino con la manona come nella Morte di Superman?
(2.27 min)  E infine c'è lei, Gal Godot con le chiappe di marmo traslucido e l'ugualmente scintillante armatura da amazzone di Wonder Woman. Che buttata così in scena pare sia arrivata a unirsi al "party contro Doomsday" attirata dal casino di uno stereo troppo alto (è per questo che è armata?) per vedere se c'erano i salatini e le piaceva il deejay. Probabilmente questo party includerà pure Aquaman, Flash e tutti gli altri supers nei paraggi diventano la prima vera scazzottata della Justice League. E mi va benissimo così, applaudo a questo risvolto, perché è impensabile che quando c'è una minaccia grossa in un mondo popolato da più supereroi l'unico o gli unici che devono contrastarla siano i protagonisti nominali della pellicola, con gli altri che vivono a sei metri che si fanno i cacchi loro. Mi ha fatto incazzare in Captain America: Winter Soldier che quando cadevano dal cielo elivelivoli come birilli non fossero intervenuti Ironman o Thor o Hulk. Bastava che arrivassero le controfigure digitali a fare presenza e invece nulla. Tristezza. E quindi va bene così, preferisco il DC style e io mi sento bello esaltato. Che poi nella versione in italiano del trailer Batman se ne esce con un misunderstanding pazzesco, pare chiamare Doomsday "Hulk"! Penso sia sempre per via dell'assenza della barda di roccia. Non si è visto Mamoa. Sarà già su Twitter a difendere a spada tratta l'importanza del suo personaggio.
Insomma, hype a mille stavolta. Si vede che Warner ci crede un sacco e io sto già prenotando la sala con lo schermo più gigantesco del mondo per vedere al meglio questo epico scontro. E voi cosa ne pensate ? 

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venerdì 4 dicembre 2015

Nausicaa della valle del vento

Considerazione post visione con il nuovo adattamento "cannarsiano"


Come ampiamente anticipatovi e pubblicizzato da noi con il banner, Nausicaa (di cui abbiamo parlato già qui link) è finalmente giunto nelle sale italiche, presentato come evento speciale nel circuito The Space. E pur con tutti i suoi annetti, c'è da dire che la pellicola-capolavoro di Miyazaki si trova davvero ancora in splendida forma dal punto di vista della qualità dell'immagine e del sonoro. La curiosità non mancava però per tutti coloro che hanno letto Nausicaa negli anni o spolverato periodicamente la VHS con la versione Rai presentata da Frizzi. Il nuovo adattamento di Gualtiero Cannarsi, tanto favoleggiato negli anni è ora davanti alle nostre orecchie.
I gusci di mostro - tarlo sono diventati "eluvie". E con questo ci metto un bel errata corrige al vecchio post (qui sempre il link) in cui avevo confuso il termine con l'oscuro e probabilmente inesistente "evulve". Chiedo venia, mi sto rincoglionendo. E in effetti la sfumatura è diversa da "guscio". Sono "eluvie" i depositi residui di suolo, polvere o particelle di roccia prodotti dal vento. Più che una parte del mostro mi appare quindi come una specie di sporco che ha sulla corazza. Io avevo sempre capito che fossero tipo gli occhi e forse ho sempre cannato. Ma può essere che ho capito male io, probabilmente l'elusivo vocabolo maledetto non me lo ricordo bene o non l'ho sentito bene. Parimenti pure i mostro-tarli, da millenni di traduzioni confermate tanto in Granata Press che Panini, mi vengono qui lasciati in jappo originale "Ohmu", che tradotto letterale pare una specie di "dio verme", che tradotto letterale italiano pareva una imprecazione da osteria. Io avrei tenuto mosto-tarli, che un suo perché lo avevano. Ma forse era un termine denigratorio per i vermi? In effetti può essere se si passa da "dio" a "mostro"... a Nausicaa stessa non sarebbe piaciuto. Tuttavia da piccino "mostro-tarlo" mi era rimasto scolpito in testa subito,  non era male come "impatto".  Sempre in ragione di una traduzione più esatta, non abbiamo più il "gigante invincibile", che mi diventa "gigante titano" e scompare il nome "ala" per il mezzo volante di Nausicaa, come il rango il suo rango di "cavaliere del vento", soppiantato da "addomesticatrice del vento" ( mi pare). Per traduzioni sempre più appropriate e convincenti, non questiono né polemizzo. Ma quello che mi ha più destabilizzato di tutto è stato sentire chiamare la "giungla tossica" con la nuova traduzione (più fedele): "mare marcio". Di sicuro un'espressione piena di fascino e difficilmente traducibile anche perché questo "mare marcio" è di fatto una giungla verde. Una giungla sotto la quale c'è dell'altro ma sempre una giungla è, se di fatto nessuno sa quello che c'è sotto. Il mitico Lord Yupa mi diventa Onorevole Yuta e "ce la si è fatta" pure a ficcare sul finale il classico cannarsiano "sorellona". In genere comunque devo dire che il lavoro di adattamento e doppiaggio mi sono molto piaciuti. Termini dal gustosi sapore marinaro e guerresco molto ricercati e termini squisitamente tecnici come "miasma" per le emissioni venefiche della giungla, cioè del mare, cioè ci siamo capiti. La ricchezza lessicale del nostro bel vocabolario è sempre omaggiata e in questo specifico caso devo dire che le frasi suonano meno "difficili" di precedenti adattamenti dello studio Ghibli. E' bello che anche questo film Ghibli sia arrivato in Italia in una versione così accurata. Non ne mancano molti all'appello ormai. Ricordiamo che il 19 e 11 novembre koch Media e Yamato Video porteranno nelle sale con un nuovo adattamento, sempre di Gualtiero Cannarsi, Una tomba per le lucciole.  E dopo che tutte le lacrime che avete in corpo saranno esaurite per quello che è uno degli anime più drammatici di sempre in effetti sarà curioso scoprire cosa vedremo. Gli Yamada? The cat's return? Sarà una bella attesa. Con la speranza che in futuro possano arrivare anche opere nuove, di un rinnovato Studio Ghibli che ha passato solo di striscio il momento più brutto della sua vita . Perché uno studio come il Ghibli non può morire. 

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mercoledì 2 dicembre 2015

Dylan Dog n. 349 - La morta non dimentica


Craven Road 2.0. E' tempo di pulizie di primavera anticipate perché Connie, amore della vita di Dylan numero "344", ha deciso che c'è troppo ciarpame nella casetta dell'indagatore dell'incubo. Con tutta la buona volontà del mondo il nostro eroe, armato di sacchetti della monnezza, si appresta dunque alla strage dei suoi  innocenti oggetti un po' rari e un po' kitch da collezione. Ma quelli che vediamo ritratti da Brindisi nella straordinaria prima tavola del numero sono memorabilia differenti dalle statue che affastellano lo studio del nostro detective del cuore. Sembrano piuttosto prodotti più o meno comuni che ogni amante del fantasy anni '80 - '90 ha nella propria cantina-cameretta o che in ogni caso ha visto nella cameretta di qualche suo amico in gioventù. Sculture di Alien dello svizzero Giger varie (con tanto dello storico gioco per Amiga!!), scatole di giochi da tavolo come Cluedo, Dungeons & Dragons, montagne di VHS, fumetti di Vampirella, c'è pure un numero dell'antologico Heavy Metal e il mostriciattolo da manovrare con la propria mano della serie Goblin, rinchiuso nella sua scatolina a forma di gabbietta!! Questa tavola fa il paio con la evocativa copertina di Stano nel centrare il tema dell'albo, la "conservazione dei ricordi" e subito sembra partire il colpo basso alla memoria dei lettori più vintage. Ma restiamo sul pezzo, torniamo al racconto. Timidamente Dylan prova a buttare qualcosa ma non ce la fa proprio, tutto è utile e ugualmente irrinunciabile, quando da questa sofferenza lo sottrae l'arrivo di due amici, il buon Sherloch Bloch e il suo amico Jenkins. Ma la gioia si spegne in un attimo, i due sono lì in veste di clienti e pretendono un "distacco professionale" e gli propongono un caso che nelle premesse non ha nulla di soprannaturale. Nella ridente Wickedford  in cui Bloch e Jenkins vivono la pensione dei giusti, la gentile vicina di casa Edwina Bolton sembra comportarsi in modo piuttosto strano dopo la dipartita del marito e forse nasconde in casa qualcosa di misterioso. Giunto in loco e introdottosi nella casetta di Edwina, Dylan scopre il marito di lei impagliato, che la vecchina è ricattata e che dietro a tutto c'è un "nuovo" ma fin troppo famigliare racket del caro estinto. La conferma definitiva Dylan la scopre però tornando a casa quando davanti alla porta di ingresso trova Connie seduta ad aspettarlo. Solo che non è la solita Connie, ma la sua versione impagliata. Nora Cuthbert è tornata in città insieme a Gus. E il corpo senza vita di Connie è solo il primo tassello della sua vendetta nei confronti della sua ingrata famiglia e di Dylan, che nel numero 338 la aveva condannata a un destino forse nemmeno così brutto sulla carta ma per lei inaccettabile. Ci aspettano pagine e pagine di splatter e forse pure un interessante colpo di scena che potrà cambiare il futuro di Bloch...
Era il Cartoomics del 2014. Alla conferenza di Dylan Dog condotta dal curatore della testata Recchioni io sentivo per la prima volta, tra le anteprime della rilettura a colori del numero uno e indiscrezioni sul Pianeta dei Morti,  che la nostra sempre amatissima Paola Barbato era alle prese con un seguito diretto del numero 338, lo storico "Mai più, ispettore Bloch", accompagnata di nuovo dalle matite di Bruno Brindisi. La notizia un po' mi aveva sconvolto, anche perché mi immaginavo costretto a forza a riprendere in mano il 338, che non mi era piaciuto molto. Invece rileggere il 338, sforzo necessario per assaporare tutti i dettagli della storia odierna (soprattutto per conoscere la famiglia Cuthbert) ma anche per avere una nuova visione di insieme data dalla somma degli argomenti trattati dai due numeri, è stato meglio del previsto. O almeno quasi. Il soprintendente che "pensionava" Bloch a me ricorda ancora il capo della "Micidial" della serie tv di Maccio Cappatonda. La "morte in vacanza" che andava a soccorrere un Bloch depresso perché pensionato di fresco mi sembra ancora tremenda in quel contesto. Bloch non mi pareva e non mi pare "proprio in lui" o almeno non mi trasmette "quello che io ho pensato di lui negli anni". Insomma non mi era piaciuto il modo in cui era stato trattato il pensionamento di Bloch. Non mi era piaciuto come "manifesto programmatico" del rinascimento recchioniano della testata, non mi era piaciuto come mero "fatto" narrato nel 338, non mi era piaciuto come motore delle future dinamiche di comunicazione tra Dylan e polizia. Con il tempo questi cambiamenti li ho maggiormente metabolizzati, ho accettato di voler conoscere meglio il quadro di insieme di questo progetto editoriale. Rileggere il 338 oggi in sostanza mi ha fatto meno incazzare. La parte di storia dedicata ai Cuthbert e al racket del caro estinto (che non si "estingueva" in quanto la morte era in vacanza), le storie di Nora e di Gus erano aspetti decisamente surreali ma a rileggerli oggi mi sembrano anche  parecchio  divertenti. Nora e Gus sono due personaggi davvero riusciti, folli, quasi "indefinibili", strampalati quanto sanguigni, che ieri come oggi hanno un che di burtoniano (dalle parti di Sweeny Todd) o zemekisiano (La morte ti fa bella).  Nora che non si capisce quanto sia "damina ferita" e quanto "iena psicopatica". Gus che non si rende conto del "superpotere" che possiede e continua a fare il traffichino, il criminale di mezza tacca e pure tirchio. Mostri da commedia nera che si muovono in un contesto gangster, imbevuti di passioni horror cinematografiche quanto televisive, da Walking Dead a Nightmare, che in qualche modo "citano" nel loro lavoro. Potrebbero diventare i protagonisti di uno spin-off tutto loro, quanto i Sam e Twitch di Bendis. Meritavano un seguito ed è un piacere leggerlo.
La parte del racconto che riguarda il rapporto tra Dylan e Bloch è giocoforza lo sviluppo delle storie sviluppate da quel 388 a questo 349. Bloch non è più centro di gravità permanente della soluzione di un caso ma è rimasto mentore e amico, Witckford è uno scenario interessante (che fa tanto Don Matteo, ma per lo meno un Don Matteo incontra il Dr Who), Dylan si sta progressivamente "spogliando" di tutti i suoi tic e sicurezze alla scoperta di quello che realmente rappresenta. Quest'ultimo aspetto è "un'eutanasia lenta" che ancora non sappiamo dove ci porterà e che prosegue inesorabile.
Dopo averlo "spogliato" della casa, dopo averci fatto dubitare dell'amicizia di Groucho, dopo aver introdotto a forza la tecnologia nella sua vita, dopo avergli tolto l'aiuto di Bloch, il "nuovo" corso della testata con questo numero continua il progressivo "affondamento" delle certezze di Dylan sull'amore e lo spoglia perfino di alcuni degli oggetti che per anni hanno caratterizzato il suo quotidiano. Prima o poi mi immagino la rottamazione del maggiolino. Più leggo questo percorso editoriale più mi viene in mente il Daredevil di Bendis, concettualmente iniziato con Kevin Smith in un'opera di rifondazione del personaggio attraverso esplosioni controllate del suo mondo. Dove andremo a finire? Di sicuro è stimolante specchiare questo 349 con il 388.
Quindi come è questo numero? È divertente, piuttosto sanguinolento e ironico. Parte con delle premesse "tristi". Svuotare la casa dai ricordi, un'indagine molto più reale e meno "fantastica" del solito. Si trasforma in una girandola splatter niente male, fa un discorso originale sulla tassidermia, a metà tra arte e necrofilia, tecnica per creare oggetti da trofeo e preservare ricordi.
Fantastica pagina 84, piuttosto familiare quello che avviene a pagina 92 e che ricorda qualcosa di già "citato " in questo post. La storia della Barbato ci è piaciuta un sacco, i disegni di Brindisi sono ottimi e danno il meglio di sé nelle tavole più sanguigne. Un bel numero. 
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lunedì 30 novembre 2015

Captain America: Civil War - il primo trailer!


I fratelli Russo finalmente svelano le prime immagini della loro nuova pellicola . Lo fanno in anticipo dei tempi, quando tutti già pensavano di dover attendere l'uscita del nuovo Star Wars per vedere al cinema nuovamente uno scampolo degli eroi in pigiama Marvel. Ma non è Age of Ultron con i suoi millemila effetti speciali, quanto piuttosto un appropriato seguito di Winter Soldier, una continuazione diretta della precedente pellicola dei Russo Bros. che forse tradisce l'epicità del fumetto Civil War, ma che riesce a centrare maggiormente così il personaggi del buon Captain America. Sarà il primo assaggio, sarà che Cap non è il mio personaggio preferito, sarà che a superuomini in pigiama ormai ci siamo abituati, non mi sento di gridare per ora "wow che bomba!!".


Ok c'è Pantera Nera, ok c'è la scena in cui si scagliano all'attacco i due schieramenti e quella in cui Cap e Bucky suonano l'armatura di Tony con lo scudo al vibranio facendola risuonare come una campana. Ok, ci sarà Spiderman e metà del pubblico andrà probabilmente a vedere il film in attesa di vedere Spiderman. Sarà probabilmente divertente su maxi schermo e 3D  e le cose più belle non ce le hanno ancora mostrare, ma ragazzi, cacchio, sembra troppo di vedere una rissa da bar a Buccinasco se paragoniamo il tutto al "vero" Civil War, quello scritto da Millar e disegnato già per essere un perfetto storyboard cinematografico. Palazzi che cadevano, scuole con bambini dentro che morivano, eroi adolescenti che impazzivano e si auto-punivano non costumi stile vergine di Norimberga, criminali come il Goblin che venivano ingaggiati per catturare gli eroi ribelli, Spiderman che veniva spinto a fare qualcosa di sconsiderato, Stark reso nazista e robotico da un virus informatico, Thor che veniva clonato, la famiglia dei fantastici quattro che arrivava al divorzio, il programma iniziativa che prevedeva campi di addestramento e gruppi di una decina di supereroi per ogni stato americano. Era qualcosa di dannatamente "grosso". Si può "spendere" il nome di quel gigantesco crossover, che ha cambiato per sempre gli assetti dell'universo Marvel, per questo film che coinvolge si e no 10 supereroi? Non è tutto un tantino pretestuoso? Richiedeva una conoscenza del mondo supereroistico, a livello cinematografico, impensabile per ora. Con tutte le storie che si potevano raccontare se ne è scelta una che aveva davvero senso proporre al cinema, bene, tra cinquant'anni? Lo so, lo fanno per "strizzare l'occhio" ai fan, come a dire: "Ehi, hai visto che leggiamo i giornaletti che piacciono a te? Non sei contento?". Ma la cosa personalmente mi fa solo un po' incazzare. Poi vabbeh, se mi mettono nella pellicola il Red Hulk, come alcune voci di corridoio sembrano confermate, sono disposto a offrire una birra ai Russo fin da ora, perché rimango un cavolo di nerd. Vabbeh, questo era il primo trailer, abbiamo ancora un bel po' di mesi per pensarci sopra. 
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domenica 29 novembre 2015

Dylan Dog speciale 29 - Il pianeta dei morti - la casa delle memorie.



Futuro. Il mondo è precipitato nel caos dopo che i ritornanti hanno invaso la terra. Ma incredibilmente la razza umana ha in qualche modo metabolizzato il problema. I non morti sono diventati solo una variabile in più nelle statistiche degli incidenti domestici, sono stati messi ai margini della società, con gli homeless che si occupano personalmente di sterminarli per poterne depredare il vestiario e averi personali. Nuovi poveri e futuri schiavi, il governo si sta adoperando per contenerli e istruirli, magari dotandoli di museruola. Nascono dipartimenti speciali della polizia atti alla loro cattura e studio. Una minaccia che non tocca "i più ", non più significativa dei cani randagi. I cittadini sono ormai avvezzi a sparare ai lenti cadaveri ambulanti dalle loro case con fucili di precisione, chi soffre sono quei poveri sfortunati che hanno perso qualcuno nel contagio e si costringe a provare a vivere comunque con quello che era loro figlio o loro marito, fingendo una normalità inesistente, tenendo il loro defunto e ancora digrignante parente magari in cantina o in soffitta. Persone che per il troppo amore magari un giorno si avvicineranno troppo ai denti dei loro cari. Qualcuno decide pure di scappare con delle droghe da questa realtà, finendo con il vivere in oasi protette dove gli viene cancellata la memoria. Oltre ai ritornanti il mondo del futuro deve così affrontare anche la piaga degli immemori. Tra morti viventi e vivi morenti il nostro Dylan Dog, derelitto, rimasto solo dopo la dipartita di Groucho e dei suoi amici, più vecchio del solito, avvinazzato e con un taglio di capelli alla Mr No,  ha deciso di stare nel mezzo. Come Francesco Dellamorte vigila sui nuovi risorti di un cimitero ai margini della città. E' armato di un lungo fucile i cui colpi fanno "craak!" (come Ken Parker) e sebbene l'alcol non aiuti la mira si porta avanti con il lavoro, con la morte che diviene la sua unica confidente, un po' inviperita per il lavoro che il nostro le sottrae. Ma non ne avrà ancora per molto. La storia gli ha dato ragione sull'esistenza dei mostri, è stata creata addirittura a "sua immagine" la sezione speciale di polizia dei "bobby dell'incubo", poliziotti che hanno per uniforme la sua classica giacca nera con camicia rossa. Ma il nostro non è tipo da medaglie e aspetta solo che arrivi venerdì, il giorno che è stato concordato per la sua dipartita "statalizzata". A risollevarlo dalla depressione un'ultima missione. Sembra che degli immemori siano fuggiti dalle loro oasi protette e senza farmaci abbiano riacquistato la memoria, con la conseguenza che sono impazziti e stanno seminando il caos a Londra. Qualcuno deve fermarli e scoprire chi si cela dietro a queste fughe. Ma il fiuto del nostro eroe decaduto sarà ancora quello di una volta? 
Torna il "Pianeta dei Morti", una linea temporale futura che vede un Dylan Dog maturo affrontare un mondo invaso dai non morti come capo di una sezione speciale di polizia. Per chi volesse recuperare velocemente tutto il materiale prodotto su questa storyline, spalmata su numeri speciali e racconti a colori, è uscito di recente un volume unico, edito dalla Bao Publishing, chiamato "Cronache dal pianeta dei morti" cui vi rimando con gioia. E lo faccio con entusiasmo, in quanto questa serie "irregolare" creata da Alessandro Bilotta, che da questo anno diventerà appuntamento fisso degli speciali annuali di Dylan Dog, è davvero una figata. I numeri sono strettamente legati tra loro con una continuity narrativa di stampo americano, magari troppo lenta per i gusti italiani ma davvero appagante sul lungo periodo. Il personaggio di Dylan non è mai stato tanto duro e disperato, ci si può scorgere persino un tocco della risolutezza di Tex ma rimane in fondo sempre il vecchio Old Boy, in cerca (quando possibile) di comprensione per i diversi più che di sparatorie. Una sorta di super assistente sociale dell'incubo cui le rughe hanno donato l'effetto collaterale di una inedita disillusione, sempre a un passo dal baratro e il cui futuro è quantomai instabile e fosco. Gli zombie o "ritornanti" del Pianeta dei Morti sono poi una interpretazione fresca e accattivante di queste creature oggi iper-sfruttate da tutti i media. Pericolosi quanto facilmente contenibili, simboleggiano al meglio i nuovi poveri economici del mondo, destinati a diventare nuovi schiavi magari come nel bellissimo e grottesco film "Fido". Non meno pericolosi appaiono in questo numero per la prima volta gli immemori, autentiche bombe su due gambe letali quanto gli uccisori e mosse da burattinai misteriosi. Ne vorremmo davvero di più di questa saga, sapere come va avanti. In pochi minuti ci accorgiamo di aver divorato le 160 pagine di La casa delle memorie tra nuove suggestioni narrative e l'amarcord (parola non scelta a caso) dei topoi dylaniati, dall'indimenticabile speciale Orrore Nero agli Uccisori. Questo numero vede nello specifico il nostro eroe confrontarsi con una delle sue peggiori paure, il rimpianto. Un tormento interiore che lo porta all'auto distruzione ma che viene per fortuna-purtroppo, scrutato e analizzato, come nel classico di Frank Capra, da osservatori sconosciuti. Dylan è all'interno di un quadro più grande di lui, perso e necessitante di una guida. Ma è tutto da vedere se la sua vita sarà altrettanto meravigliosa, il racconto di Bilotta, pur rimanendo decisamente accattivante e pure ironico in qualche aspetto, trasuda pessimismo da tutti i pori. Molto bello, tra i tanti, l'omaggio a Fellini, un modo per parlare di riflesso anche della nostra attualità. I disegni di Giampiero Casertano sono davvero belli, vividi, il suo modo di "sporcare gradualmente" le tavole da una elegante estetica vintage del "mondo normale" (che ricorda appunto Fido.. zombesco - fantascientifico vintage, alla "fallout" del 2006, da poco passato anche su rai4. Se non lo avete ancora visto procuratevelo...) alle granulose tavole in cui si annida horror è come sempre insuperabile. Bellissime le prime 13 pagine, che ci riportano alla memoria quel fantastico speciale numero 4. Tremenda l'ultima pagina del numero, che ci mette una voglia matta di sapere quello che succederà dopo. Una lettura straconsigliata. In abbinato al volume Bao perfino un modo interessante per avvicinarsi per la prima volta a Dylan Dog. 
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