venerdì 31 ottobre 2014

Buon Halloween a tutti


Per i solitari fra un'oretta parte su DMAX la maratona di Cacciatori di Fantasmi, da mezzanotte fino alle 6 di mattina. Per i cinefili, molte sale oggi danno La Notte dei Morti Viventi, ma in molti dvd sono sicuro che gireranno il The Rocky Horror Pictures Show, La piccola bottega degli orrori, Nightmare before Christmas o Frankenstein Junior. Per i cultori dell'orrore televisivo, su Rai 1 c'è Tale e Quale Show. Cirilli è raccapricciante. Per le coppiette c'è sempre Warm Bodies, che è un sacco carino e vale almeno venti Twilight. A tutti quelli che stanno stringendo in un ballo lento una sexy vampira, faccio tutti i miei complimenti. Ai bambini che si abbuffano di caramelle ricordo che i dentini si lavano dall'alto al basso e non da destra a sinistra... mi ringrazierete quando non dovrete lasciare uno stipendio dal dentista. Divertitevi. E dopo aver giocato con i mostri, i fantasmi e gli alieni transilvani per una notte intera, magari trovate un po' di tempo per pensare a chi non c'è più, vi voleva bene e per questo di certo non risorgerà per mangiarvi le cervella. Anche se triste, a volte riesce a riscaldare il cuore.

Talk0

giovedì 30 ottobre 2014

Dylan Dog 338: Mai più, ispettore Bloch; una vera porcata...


La invocava dal 1986 e ora, per sopraggiunti limiti di età, l'ispettore Bloch può finalmente andare incontro alla agognata pensione. Il sovrintendente di Scotland Yard, che in questo numero vediamo per la prima volta in volto, congeda il buon ispettore proprio il giorno del suo compleanno. Un momento per raccogliere le sue cose e Bloch è fuori, libero da omicidi e da una dipendenza preoccupante da antiemetici. Dylan è invece alle prese con una cliente che sostiene di essere morta e di non capire perché si trova ancora viva. Una circostanza curiosa, in quanto pare capitare un po' in tutta Londra che gente che dovrebbe essere morta di fatto non muoia. Con brutte ripercussioni sul business del caro estinto in mano a traffichini locali. Dylan allora varca la porta dell'ufficio di Bloch, ma non lo trova. L'amico di sempre è a casa, con dei nuovi strani amici a rallegrargli la pensione. Sembra misteriosamente essersi dimenticato di tutto, vuole solo andare a pescare e leggere dei buoni libri.
In un periodo di crisi nera per l'Italia, vedere che qualcuno va in pensione lasciando largo ai giovani sembra un piccolo miracolo. Peccato che accada solo sulla carta stampata Bonelli, peccato che il pensionato in questione sia Bloch, figura indispensabile, irrinunciabile nel fumetto di Dylan Dog. Un po' amico, un po' guida, un po' grillo parlante per l'inquilino di Craven Road. Quello che lo portava con i piedi per terra dai suoi voli pindarici. La figura a lui vicina più simile a un padre. Anche però il contatto con la polizia, rapido e veloce, per risolvere i suoi casi. Al punto che perdere questo gancio equivale un po' a perdere i "superpoteri". Così Angelo Stano in copertina omaggia Spiderman in una delle copertine più iconiche di sempre del mondo a fumetti.


Senza Bloch, che andrà pure a vivere lontano da Londra, il nostro eroe deve crescere, fare i conti con un mondo che non lo aiuta più come prima, imparare a cavarsela da solo senza la "voce della ragione" del suo amico più caro. Una sfida interessante sulla carta, ma che noi non possiamo che vedere per quello che ci sembra oggi più umoralmente vero.
Una vera porcata.
Negli ultimi tempi è vero che l'ispettore Bloch era usato nelle storie per lo più come "power-up" per risolvere matasse ingarbugliate, il classico "aiuto da casa" per trovare la risposta. Ma questo accadeva per un preciso, lampante motivo.
Gli scrittori di Dyan Dog erano degli incapaci, che non riuscivano a scrivere per Bloch situazioni più ispirate. Bloch aiutava e basta, senza permettere a Dylan di emanciparsi come investigatore.
Erano da licenziare gli autori di Dylan Dog, non Bloch.
Quello sarebbe stato il vero rinnovamento, magari accompagnato da una meccanica "Marvel Style", in cui un autore scriveva più numeri in serie, rimettendo a posto le cose prima di passare la mano ad altro autore. Avremmo avuto cicli di storie con stili grafici e temi diversi. Ma invece ci puppiamo questa trovata di Recchioni.
Comincio a sperare che intervenga Safarà a riavvolgere il tempo e cancellare questo numero.
Bloch era molto di più dell' "aiuto a casa", nonostante le stronzate giovanilistico-immature che Recchioni scrive nel sempre più illeggibile e superficiale "Dyaln Dog Horror Club". Bloch era l'equilibrio nel caos, la ragione nella fantasia, l'ancora contro la pazzia rappresentata da Groucho. Cosa viene al suo posto? Un sovrintendente piatto e e perennemente incazzato perché gli dà fastidio chi dà una mano a risolvere casi che loro non sanno affrontare? Un epigono del capitano Insinna in Don Matteo? Applausi.
Non si può estirpare il cuore da un fumetto, perché "il personaggio è vecchio,da rinnovare" , e stare a vedere fino a quanto stia in piedi senza crollare a terra. Pura idiozia.


Non si può in ogni caso salutare un personaggio così importante in un modo tanto mal scritto, da una Barbato svogliatissima che rilegge male il già orribile "Vi presento Joe Black" con trovate che ricordano tanto "la morte" dei Griffin... Ah, la modernità decostrutturalista...


La storia è vecchia, risaputa, già scritta milioni di volte e faceva cagare fin dal primo momento quando, nel Cenozoico, è apparsa sulla Terra. Ma per renderla più "dylaniata", nella maniera in cui si scrive (male) di recente sull'inquilino di Craven Road, ecco che la Barbato ci regala un nuovo, lungo, putrescente maxi-spiegone finale. Applausi a profusione!
I disegni di Brindisi sono bellissimi come sempre, accurati e goliardici quanto basta, ma ci voleva di più. Ci voleva molto di più.  Manca, di nuovo, il cuore. manca per esigenze di trama, si potrebbe dire, ma rimane il problema.
Molti si stanno facendo piacere la sbobba. Sono già andati in edicola a comprare il maxi Dylan Dog Old Boy per leggere storie scritte nella vecchia maniera, ma stanno possibilisti. Guardano al futuro speranzosi.
Ma se il primo tassello del rinnovamento della testata è questo, ed è scritto così male, a noi viene una gran voglia di scendere alla prima fermata. Un vero passo falso. Una caduta dopo tre centimetri all'inizio di una gara per i cento metri.
Con schifo. Di pancia. E con un po' di rancore
Talk0
P.s. poi magari mi calmo e ci ripenso su, a qualcuno è pure piaciuto e non gliene faccio una colpa. A me non è piaciuto, per nulla.  Se la vedete diversamente mettetemi un commento qui sotto, tutte le opinioni sono accette ; )

mercoledì 29 ottobre 2014

I Marvel Studios da qui al 2019: pronti per la fase 3?


Una volta leggere comics era da sfigati. I proto-nerd erano bistrattati dal mondo. Se raccontavi in giro di apprezzare Hulk ti guardavano come un pazzo e se citavi Devil pensavano che fossi un satanista. Oggi le cose sono cambiate, il fumetto americano si è fatto genere cinematografico macina-soldi e nuove schiere di lettori vanno a cadere nel vortice nero della serializzazione da edicola.
Marvel è ovunque. Al cinema, in tv, nei videogiochi, nei Lego, sui cerotti, sullo shampoo, sui cereali, merendine, rotoloni di carta, accessori per auto, prodotti per l'igiene intima, assorbenti. Mettete Iron-man sulle confezioni dei broccoli e i vostri figli mangeranno broccoli. Una rivoluzione copernicana. L'esperto brufoloso dei comics è ora ricercato, perfino dalle ragazze gnocche che un tempo seguivano solo gli atleti palestrati. Gli fanno domande su Harry Osborne, chiedono il significato dei massimi misteri del mondo come: "Ma Iron Man si mette poi con Pepper?". Da paria al massimo del cool, il nerd è felice. Merito della Marvel, dei nuovi effetti speciali e di un lavoro accurato tanto sotto la sceneggiatura che scelta degli attori, capillare e ben gestito. No, non sto parlando di Sony.
Nelle nostre sale imperversa il bellissimo Guardiani della Galassia e leggerete molto presto la nostra recensione in merito. A maggio arriverà il nuovo film degli Avengers e potremo tuffarci nella cupissima era di Ultron. Seguirà, già fissato per novembre 2015, nonostante stia avendo problemi di cambio di regia e post-produzione, il film su Ant-Man con Paul Rudd e Michael Douglas. E questo non è niente, è solo la cosiddetta "fase 2" dei Marvel Studios, il secondo tassello di un progetto nato per essere diviso in tre macro-parti ma che se avrà successo, e lo sta avendo, può reiterarsi ancora per diversi secoli. Ma in questa ottica di partenza la fase tre sarà giocoforza deflagrante, massiccia, ideale per spremere al massimo le potenzialità del progetto.
I fumetti Marvel al cinema stanno facendo i numeri e gli Studios, lanciatissimi e sempre più potenti,  stanno su un fronte combattendo una guerra intestina per rimpossessarsi dei brand dei loro cavalli di razza ceduti anni addietro a Fox e Sony. Su altro fronte si combatte la storica guerra fredda tra Marvel e Dc Comics, una infinita sfida a chi ce l'ha più grosso, se Iron Man o Aquaman. Gli annunci bomba sono armi termonucleari e Dc li ha già fatti fino a tipo il 2022, ma senza aver in concreto fatto vedere qualcosa del loro universo coeso. Salvo la supercazzola che in Man of Steel  a salvare Superman dalle onde del mare in tempesta sarebbe stato Aquaman. Fuori dall'inquadratura. Maddai... La Marvel ribatte oggi a quella sfilza di vaghe promesse Dc con progetti concreti o quasi-concreti  in occasione del Marvel Fan Event tenutosi il 28 ottobre presso L'El Capitan Theatre di Hollywood. La casa di Stan Lee ha mostrato fieramente le sue armi pesanti da qui al 2019, non lesinando un paio di immagini promo massicce e spacca-mascella come questa.


Chi legge i comics Marvel a questo punto sarà già con le convulsioni, ma chi segue anche  solo i film al cinema proverà la stessa cosa quando, nel 2018, sarà il momento in cui apparirà questo tizio bluastro (interpretato da Josh Brolin) indossando il suo guanto dell'infinito.  Perché scopriranno che tutti i film, da Iron Man in poi, lì dovevano arrivare e che tutti i tasselli, anche le sotto-trame, avevano fin dall'inizio un senso. Ma procediamo con ordine, riempiendo di cazzate come possiamo!

Captain America: Civil War - 6 maggio 2016
Civil War è stato l'evento-crossover Marvel più interessante degli ultimi anni, non a caso creato da quel geniaccio di Millar in ossequio alle tematiche che hanno fatto grandi i Watchmen di Moore e Marshal Law di Millis. Ma mettiamoci pure gli Incredibili della Pixar e i Boys di Ennis, anche se vengono dopo. In sostanza, vista la pericolosità-potere dei supereroi e a seguito di un disastro colossale, gli eroi mascherati per ordine dello stato di appartenenza devono registrarsi e militarizzarsi. Seguire addestramenti ad hoc per rendersi consapevoli dei propri poteri e del gioco di squadra. Al contempo diventare di fatto armi della nazione che rappresentano. Eroi più consapevoli a cui si aggiungono nuovi eroi, scovati e addestrati alla maniera dei mutanti alla X-manson, e naturalmente protagonisti di nuove testate a fumetti loro dedicate (ai tempi Avengers Academy). Ma al contempo soggetti piegati ai giochi politici dei burocrati. A volte schiavi di un'autorizzazione a intervenire che arriva troppo tardi per salvare qualcuno. A volte, che è peggio, usati come truppe regolari in guerre reali. Per Captain America e molti altri una limitazione improponibile, la giustizia è un valore non rinunciabile e i giochi di palazzo non devono influenzarla. Per Iron Man (all'epoca più macchina che uomo a seguito di un bislacco update dell'armatura extremis) e altrettanti eroi una necessità per evitare che teste calde, improvvisatesi eroi, portino al mondo più danno che beneficio. Gli eroi si dividono e combattono tra loro. Il gruppo di Iron Man cerca di imprigionare tutti i dissidenti che non vogliono registrarsi. Cap crea una sua resistenza personale. Da questo evento scaturisce una lotta senza quartiere che culmina con una delle più celebri morti nel mondo dei supereroi ma non solo. Gli strascichi della guerra perdureranno a lungo, al punto da gettare nel caos l'intera comunità dei supers. 
La premessa a Civil War è avere una marea di supereroi che potessero picchiarsi con fair play. Al punto che per rendere i giochi più "equi" si è spedito nello spazio Hulk. Anche i mutanti si erano spaccati in due e la loro frattura fa eco anche oggi. In casa dei fantastici 4 c'era aria di divorzio. Addirittura Spiderman, convinto da Iron Man, si era registrato e aveva rivelato al mondo la sua identità (qualcuno vede in questo il punto di inizio della crisi del personaggio fino a oggi). I Marvel Studios ovviamente non hanno X-Men, Fantastici 4 e Spiderman per ora, ma su quest'ultimo ci sono aperture ultimamente. Di contro non possono adesso mandare nello spazio Hulk, magari in seguito sì ma adesso no. Già è confermata nella pellicola la presenza di Pantera Nera (ne parleremo dopo), di Iron Man e del Soldato D'Inverno. Mentre è auspicabile vedere nuovi team di eroi nascere da Civil War. Più che il gioco dello smascheramento e registrazione, pare che per il grande schermo cruciale sarà il tema della militarizzazione, alla luce del mega-caos del passaggio di Ultron, immaginiamo, unitamente al clima complottistico visto in Captain America - The Winter Soldier. Cap seguirà quindi anche nel terzo capitolo la linea socio-politica tanto cara al brand, i valori del patriottismo americano che si infrangono con politicanti assetati di potere. Vedremo poi tantissimo Iron-man, lo vedremo al massimo del suo "lato oscuro" come nel fumetto, forse,  e sarà un bene. Sarebbe bello oltre a Pantera Nera vedere anche un bel po' di eroi del sottobosco, magari quelli introdotti dal telefilm S.H.I.E.L.D. Questa pellicola ci pare già interessante.

Doctor Strange - 4 novembre 2016
Un medico ricco e famoso a seguito di un incidente cade in profonda crisi e di colpo ha a che fare con strane forze ancestrali. Demoni e spiriti. Diventerà a seguito di duro allenamento su una montagna, dispersa non si sa dove, tipo nel Tibet o quella roba lì, il successore del massimo mago della terra nonché custode di artefatti di pericolosissimo utilizzo. Avrà anche un maggiordomo come Alfred. Solo che pelato e orientale. Sembrerebbe Batman Begins, solo che con diavoli, spettri e zombie, appunto. E poi qui il maggiordomo è pelato. Il mondo Marvel è fatto di tanta "roba spaziale", vedi qualcosa di  Thor, vedi qualcosa degli Avengers e i Guardiani della Galassia. Ma la Terra in fondo è stata sempre al centro, la vastità del cosmo Marvel, tra pianeti alieni, razze strane, Celestiali e poliziotti intergalattici Marvel Studios ce lo ha fatto vedere bypassando i Fantastici 4, di proprietà Fox, e utilizzando come geniali outsiders i Guardiani della Galassia. Ma nella casa delle idee c'è anche un sacco di "roba spirituale strana", esiste il voodoo, l'inferno, gli spiriti.  Ghost Rider e un paio di personaggi X-men accennavano l'area di influenza soprannaturale-cattolica, Il Doctor Strange, che è il massimo esperto del ramo tout court, nonché uno dei personaggi più potenti del pantheon supereroistico, ha lo scopo, tra demoni cinesi, miti alla Chtulu e ancora tanti diavoloni con corna, di farci percepire quanto è ancora profonda la tana del Bianconiglio. Anche lui non è però restio al fascino della fantascienza e insieme a Namor, Hulk e Silver Surfer fa parte dei Difensori, eroi che operano in ambito interplanetario. Certo che il Surfer è proprietà Fox, non si può usare, peccato.


Un personaggio versatile dunque, guascone quanto serio e professionale. Una sorta di Dr House o Dr Who, uno che la sa lunga ma è umorale fino allo sfinimento e bizzarro in ogni dettaglio. In rete girano molti nomi in relazione al ruolo, ambitissimo, ma al momento pare abbia firmato l'attore di Sherlock, di Smaug e di Khan, Benedict Cumberbatch. Se confermato è per me un'ottima scelta. Il costume è però da rivedere completamente, neanche Silvan metterebbe addosso una roba tanto retrò.

Guardiani della galassia 2 - 5 maggio 2017
Qui si gioca facile, il finale del film va dritto ad anticipare gli eventi futuri. Ci aspettiamo qualcosa di ugualmente grosso, colorato e divertente come il sorprendente capitolo 1, a conti fatti un atto d'amore alle pellicole di George Lucas, filmatino dopo i titoli di coda compreso. Chi legge i fumetti sa già possibili espansioni future. Un nuovo assetto dei Nova Corps o per lo meno nuove "tutine", il dischiudimento di un bozzolo che fa bella mostra di sé nella collezione di Benicio Del Toro, possibili nuovi personaggio tipo una donna con le antenne. Per i cattivi c'è solo l'imbarazzo della scelta. Annihilus? Terrax? Un Superskrull? Galactus? No, gli ultimi due no, sono ancora proprietà FOX in quanto parte del brand dei Fantastici 4. Maccheppalle. Voci insistente vorrebbero che sul finale crossover con gli Avengers del post Age of Ultron, giusto per vedere nel team Iron Man, come apparso sul fumetto di recente. Di sicuro Drax un pugno a Thanos lo vorrebbe tirare, e magari gli daranno l'occasione in Avengers 3.  Ma l'importante è che ci saranno più Groot e procioni per tutti. Oltre a mitici pezzi settanta-ottanta per colonna sonora.

Thor: Ragnarok - 28 luglio 2017
Il Ragnarok è l'ecatombe degli dei, la fine-inizio di tutto sotto una nuova luce. Una mega-zuffa apocalittica, in genere opera di Loki. A seguito dell'ultimo Ragnarok fumettistico Thor è rinato nel corpo di un medico di pronto soccorso, il dr Blake,  senza memoria e solo qualche sogno a confondere le idee. Con il tempo ha recuperato i suoi paladini, anch'essi trasmigrati nei corpi di altre persone, ha ricostruito Asgard nel Jersey. Loki si è momentaneamente incarnato in una donna, poi in un bambino. La storia è interessante, anche perché il dr Blake nasceva come alter ego di Thor, una specie di condizione imposta da Odino al figlio troppo esuberante e sanguinario. Imparare l'umiltà come a proteggere i deboli. Il Thor cinematografico parte invece come il Thor Ultimate, suggestioni cristologiche a parte. Per me qui vedere Blake sarebbe scontato, interessante e giocoforza dovrebbe essere interpretato da un attore diverso o reso una versione rachitica dell'attore, come accaduto nel primo Captain America. Naturalmente posso sbagliarmi, anche alla luce del fatto che l'arco narrativo in questione (il rilancio di Strachinsky per i disegni di Coipel) era molto lungo, non condensabile in un film ammesso che in Avengers 3 compaia Thor... Certo sarebbe bello vedere in questo film anche Beta Ray Bill o chissà mai che questi sostituisca Thor nel terzo film degli Avengers nel caso il Ragnarok si protragga troppo... Ma le fan di Chris Hemsworth potrebbero radere al suolo i multisala per questa evenienza, negando ai compagni la visione di ulteriori pellicole Marvel. Maneggiare con cura.

Black Panther - 3 novembre 2017
Pantera Nera è il sovrano del Wakanda, un piccolo stato africano dotato di una tecnologia fantascientifica che vive tra mito e modernità. Caccia nella foresta e cibi macrobiotici ordinati su Amazon. Pantera Nera mena con una forza sovrumana e ha un sacco di giocattoli hi-tech. In pratica è la versione africana di Batman, uno dei primi supereroi dalla pelle scura, una figura politico-culturale forte, un monarca profondamente palloso, l'uomo che ha portato all'altare Tempesta degli X-Men. Certo, con i diritti degli X-Men in mano a Fox, dubito che riuscirà a fare quest'ultima cosa. Però è un tipo estremamente tosto, veloce e letale e farà la sua bella figura negli Avengers. Certo non è per nulla simpatico. Mai. A impersonarlo sarà Chadwick Boseman, attore peraltro bravo, che da poco ha interpretato James Brown.


I suoi pupazzetti andranno fortissimo.  Parlo di quelli di James Brown. Non ho in mente uno specifico arco narrativo da portare sullo schermo. La sua presenza già in Captain America Civil War mi fa escludere che si parli delle sue origini o del suo insediamento al trono, come escludo il periodo in cui a impersonare la Pantera Nera era di fatto la sorella, come escludo il momento in cui ha preso il posto di Daredevil. Lo conosco poco, sono uno sfigato. Speriamo non faccia mega sermoni come suo solito, comunque. Magari però potrebbe portare il mondo Marvel dalle parti della Terra Selvaggia...

Avengers: Infinity War- Part 1 - 4 maggio 2018
Vendicatori contro Thanos parte uno. Booooooooom!!!! La guerra nasce in virtù dell'accaparrarsi del guanto dell'infinito, una delle armi più potenti tra le armi potenti. Il guanto è formato da delle pietruzze che avete qui e là già visto nei film Marvel. Vedremo finalmente Thanos alzare il suo culone azzurro dal trono e darle di santa ragione a tutti. Thanos è un personaggio bellissimo, carismatico, enorme, se mi permettete un parallelismo manzoniano, "tanto nel bene che nel male". Una figura Shakespeariana, non banale. La saga del guanto l'ho letta secoli fa e sono convinto che non guasterebbe un aggiornamento moderno alla trama. Ma Thanos andava già benissimo così. Sembra sempre dire: "Fatevi avanti, che vi picchio tutti". Sarà un film davvero grosso.

Captain Marvel - 6 luglio 2018
Il film è sull'eroina Carol Denvers e non sull'originale Captain Marvel. Negli anni hanno scritto così male il personaggio che se viene qui proposto nella forma attuale credo che salterò la visione della pellicola. Non è un personaggio simpatico. Non è divertente da vedere in azione. Ha un costume che fa cagare. Non aggiunge nulla al pantheon già visto. Non ci frega nulla della sua esistenza. Non hanno ancora scelto la povera sfigata che la interpreterà. Nessuna vuole farlo.

Inhumans - 2 novembre 2018
Personaggi strani e misteriosi. Creature mutanti di origine aliena organizzate come un piccolo stato. Tra sovrani muti perché la loro voce può distruggere un pianeta, sovrane dei capelli con coscienza propria, cagnoloni giganti che teletrasportano. Parlano un casino, complottano un casino. Antipatici per vocazione, isolazionisti quanto tendenti a mettersi dalla parte sbagliata delle cose, hanno misteriosamente un nutrito schieramento di fan. Può venirne fuori un nuovo Games of Throne quanto una soap opera brasiliana come Manuela. Tediosi. Ma così straripanti di effetti speciali che potrebbero risultare simpatici. Forse. No, non credo. I fumetti sono però disegnati generalmente bene, la mini di Jae Lee è fichissima.

Avengers: Infinity War - Part 2 - 3 maggio 2019
La seconda parte, l'ecatombe finale. Tutto che scoppia e calci volanti che partono. Figata suprema.

Bene. queste le nostre impressioni a caldo, pronte ad essere smentite in sala in un batter d'occhio. Pare che nell'ultimo film parteciperanno davvero tutti. Pare che qualcuno sussurri già, nei lunghi corridoi dei Marvel Studios, a bassa voce: "fase quattro"...
Talk0

martedì 28 ottobre 2014

Buon compleanno!

Un buon compleanno al nostro blog! 2 anni, 515 post, 100 000 visite, un pugno di iscritti e qualche amico che ci segue con continuità C'è da essere soddisfatti? Noi lo siamo, speriamo anche voi...



Talk0 e Gianluca

domenica 26 ottobre 2014

Insidious 3 : il primo teaser del nuovo capitolo in uscita a giugno


Tornano i viaggiatori astrali, tornano i mostri che ci vivono accanto in una dimensione a noi troppo vicina. Tornano però anche i loro cacciatori, gli splendidi eroi perdenti di Insidious.
Diciamolo a rischio di sembrare impopolari. Ma chissenefrega del nuovo teaser degli Avengers, è questo l'unico vero teaser che aspettavamo in questo momento. Il primo segno di vita del nuovo film della saga di Insidious, un brand che ci appassiona e ci gasa nel suo modo di coniugare spaventi, ambientazioni oniriche, personaggi fighissimi e, perché no, pure molti elementi del genere commedia. Un film che propone un tipo di horror ultraclassico, artigianale, fatto più dal trucco che dagli effetti speciali, ma sempre cool, pronto a intercettare le tendenze più moderne come il J-horror, pronto a citare Nightmare, strizzare un occhio alla Hammer e un altro ai classici Universal.  Produzioni che a dispetto di Hollywood costano quanto un pacchetto di noccioline, tipo cinque milioni a film, e incassano di brutto, tipo 160 milioni a film. Merito di quel geniaccio di James Wan, demiurgo di queste pellicole ispirate quanto low budget che stanno letteralmente rivoluzionando l'horror, da Saw a L'Evocazione passando proprio per Insidious. Non è un caso che la Warner Bros, dopo esserselo fatto scappare per un attimo con Fast'n'Furious 7, oggi lo blindi, lo metta danarosamente dietro la macchina da presa per il seguito de L'evocazione, dopo il successo di Annabelle e gli chieda addirittura l'esclusiva di tutti le sue future pellicole horror. Il mondo di demoni, streghe, folli e pupazzi di Wan affascina e una volta dentro è difficile uscirne senza volergli un po' bene, senza diventare suoi fan. Ma non perdiamoci in chiacchiere e gustiamo il nuovo teaser.


La storia sembra ambientata nel passato, a giudicare anche dalla pettinatura alla moicana di Tucker e dalla presenza di un paio di nostri beniamini. La famiglia è diversa, diversa la location,  ma i fan temono-aspettano di vedere dietro un angolo un demone dalla faccia infuocata di rosso. Ma forse non è ancora tempo per lui, la pellicola brulica già di tante altre bellissime-inquietanti creature ultraterrene con cui fare i conti prima di chiudere gli occhi. Ritornano tutti i nostri indagatori dell'occulto preferiti. Ritornano gli imbranati tecnologici, Spec (Leight Whannell, anche sceneggiatore della saga e qui alla sua prima regia) e Tucker (Angus Sampson), gli unici, autentici, veri, epigoni dei Ghostbusters. Ritorna la medium Elise (la bravissima  Lin Shaye), che parla ai morti attraverso una maschera antigas, ritorna Carl (Steve Coulter) con i suoi dadi spirituali. La storia è ancora top secret ma già ci piacciono le suggestioni visive di questo primo incontro

eccoli i veri eredi dei Ghostbusters, altro che le amiche della sposa...
Il primo Insidious ha colpito come un fulmine a ciel sereno, il secondo ha perpetrato il mito, magari "giocando facile", ripescando le carte vincenti e ancorandosi al ponte gettato dal finale della prima pellicola. Mi piace che qui siamo in territorio nuovo, in parte inesplorato. L'universo è pieno di alieni e non serve che ci sia sempre e solo Ripley a combatterli. Del resto le basi, le ferree regole di Wan, le sue ricette personali per l'horror moderno, funzionano, sono reiterabili a nuovi schemi.

quando compare, Elise da più sicurezza di Batman: i fantasmi sono spacciati..
Per questo iniziamo a contare i giorni fino a giugno 2015, che è ancora lontano ma non tanto quanto pensiamo. Un anno, il 2015, che si appresta ad essere ricordato come foriero di mega-giga-produzioni miliardarie, dagli Avengers ai nuovi Star Wars. Non possiamo che tifare in un mondo che si appresta a essere sempre più territorio degli effetti speciali, per un prodotto artigianale, retrò ma accattivante come questo. La cui trama, proprio per il costo irrisorio, non dovrebbe avere problemi a rimanere intatta come la si è scritta, evitando le noie delle mega-giga-produzioni, inferni in terra dove per non fallire il colpo e accontentare stupidi bambini che al test della pellicola hanno fatto "booo" distinti burocrati-finanzieri in giacca e cravatta pensano di poter tagliare e rimontare un film fregandosene del regista e sceneggiatore (vero Sony?). Viva Wan e le sue produzioni bonsai.
Talk0

giovedì 23 ottobre 2014

Post totalmente a sorpresa..il teaser di Avengers: Age of Ultron


Argomento del giorno, diffuso su tutto l'etere. Hanno fregato una settimana prima del lancio, previsto come spot all'interno della nuova puntata americana del telefilm sullo S.H.I.E.L.D. il primo teaser del nuovo film degli Avengers. La Marvel l'ha presa sportivamente e ha diffuso le immagini ufficiali con tanto di traduzione multilingua già fatta. Così possiamo bullarci con gli americani che in concomitanza con l'uscita dei Guardiani della Galassia in Italia noi abbiamo già il trailer del prossimo film! Alla faccia loro che i Guardiani l'hanno visto 3 mesi fa, noi siamo più avanti! Ehm... Bando alle ciance, puppatevi il trailer se siete tra quei tre che non l'hanno ancora visto a quest'ora. Immaginate che durante la visione noi ci prodighiamo in esaltazioni, occhi pallati e mani esultanti, atti di isteria e innumerevoli faccette cretine come i nerd che filmano sul tubo le loro reazioni alla vista delle immagini. Noi non lo faremo mai, abbiamo troppa dignità. Forse. Per ora.


Che dire? Alla voce "trailer di impatto" non ce lo vedo. Cioè, l'impatto c'è. Ma gestito male. Cheppale l'impostazione drammatica e crepuscolare da mega disaster movie. Dateci un po' di gioia! Qui ci sono supers che si menano! Chebbrutti i robottini striscianti e poco convinti delle loro azioni, sembrano già morti e schiacciati sul nascere. Ricordano troppo Io Robot, ed è male, ma credo comunque avranno il pregio di poter essere squartati in mille pezzi senza che la censura batta ciglio. Cheddepressione i gorgheggi gotico-aulici della colonna sonora. Ridateci gli Ac/Dc della colonna sonora di Iron Man, si impicchi Enya! Cheggiocattolone la Vedova Nera che esce dal Jet con la moto stile G.I.Joe e soprattutto chettristezza la Johansson con la tuta asessuata anti-stupro della Vedova. Vabbeh che è un film per tutti, ma un po' di tette sex appeal!... si poteva fare di più, già dal primo, già dal secondo Iron Man...
ma a voi questo completino "fa sangue"? ci sono pigiamoni con  orsetti più sexy...
E non mi venite a dire che è uguale al completino in pelle aderente e scollatura del fumetto!

decisamente "Lost in translation"...

Di sicuro il costume da personaggio Marvel a celluloide più insulso dai tempi di Elektra. E Scarlett può essere mille volte più sexy di così. Ve la ricordate in Spirit? Era forse l'aspetto migliore di tutto il film... In compenso temo dalle scene che rispolvereranno la storia che la Vedova è una ex ballerina classica del balletto russo. Questo personaggio non ci piace. Per il resto.
Cheddelusione Pietro Maximov e sorella, compaiono per pochissimo e non ci attirano per effetti speciali e look quanto il simpatico Quicksilver di X-Men Giorni di un futuro passato. Ma avremo tempo per ricrederci.
Chemmenata lo scudo di Cap rotto e il martello di Thor che cade. Chissenefrega delle copertine storiche citate dalle inquadrature, alleggeriamo!! Meno pose plastiche, più mazzate per tutti! Molte fan credo abbiano messo fermo immagine sul tartarugone del Thor ignudo di Chris Hemsworth che si fa il bagnetto e siano felici anche così. Sono contento per loro.
Intendiamoci. Tutto è grande, grosso, cattivo e il film sarà una bomba. Ma ve lo ricordate il trailer del primo Avengers?


Manca quell'entusiasmo fracassone, magari tenuto in serbo per un successivo trailer, ma manca.
Ultron, però è davvero figo e per una volta non sembra un tostapane con le antenne. Ottimo make-up e Spader ha fatto un lavorone sull'interpretazione. Quando nel trailer parte con quella storia megalomane di "muovere i fili" mi ha ricordato il monologo di Lugosi in Glen or Glenda, che si può ritrovare anche nel film Ed Wood di Tim Burton. Noi che siamo trashari vi mettiamo sotto l'originale.


Chi ha detto che i fumettoni sono solo fumettoni? Certo si apprezzano di più quando fanno vedere quello che effettivamente dovrebbero essere, cioè fumettoni. Discorso evasivo, comunque il top della gioia-nerd delle immagine arriva come sempre dal buon Iron Man. L'uomo di latta sfoggia qui la sua armatura più tamarra e gigantesca e fa a botte con Hulk. Un Hulk di Ruffalo che pare altamente inquieto e tormentato, ci piace. Roba che da sola paga i soldi del biglietto.

grosso e cattivo
Joss Whedon con Avengers ha creato uno dei blockbuster più danarosi di sempre, riuscendo nel difficile intento di accontentare tutti i fan dei personaggi classici quanto allargare la fan-base. Da questo seguito ci aspettiamo così tanto, ma così tanto che probabilmente sarà difficile venire incontro alle nostre aspettative, salvo trovarsi davanti un nuovo capolavoro dell'entertainment. A me sarebbe piaciuto per esempio vedere un mare di nuovi personaggi con poteri strani, un allargamento della popolazione supereroistica silente, ma ho la sensazione netta che in questo film le novità non saranno tantissime. Che si sia "osato di più" con i Guardiani della Galassia.
Gli investimenti sono stati poderosi e l'attesa è febbrile, ma da questo primo incontro con la pellicola forse ci aspettavamo qualcosa di diverso. Ci aggiorniamo, sicuri di cambiare idea e venire totalmente stupefatti dal prossimo trailer. Del resto anche quel trailer tanto drammatico e "musone" di Iron Man 3 nascondeva un film divertentissimo.
Uscita prevista per la festa dei lavoratori del 1 maggio! Cosa farete quel giorno? Non ditemi che diserterete il concertone!!

Talk0

martedì 21 ottobre 2014

Dragonero vol.17: Il trafficante di schiave


Vahlendart. Rigorosamente scritto con tanti accenti accazzo, come tutti i nomi stronzi delle città dei libri fantasy. Continua il soggiorno dei nostri eroi nella capitale. Mentre Ian vive interessanti avventure erotiche sadomaso, Gmor e Sera stanno nella parte più sfigata della città, la zona povera povera. Hanno per lo meno trovato una casa con vicino un albero dove Sera ha potuto fare il suo nido. Cosa non facile perché a Vahlendart continuano a costruire case e non lasciano l'erba, non lasciano l'erba ecc. ecc. Orco ed elfetta, cui il copertinista Matteoni disegna delle poppe da paura, decidono quindi di andare a fare shopping, attività in cui l'orco Gmor eccelle. Nel mentre Ian si incontra con Khail, suo vecchio amico di palestra. I due intraprendono una conversazione pallosa ai limiti dell'intollerabile, il cui unico scopo evidente pare fare spoiler sul prossimo numero. Nelle vie della città bassa Gmor indossa la sua classica divisa da Kung Fu Panda per non farsi notare, mentre Sera tra luci e colori del mercato si scopre cleptomane. Una gita alla locale biblioteca sfocia dolosamente in dialoghi che servono solo per ricordare ai lettori di comprare lo speciale dove si narra come si sono incontrati Ian e Gmor. E' ancora in edicola, accorrete!! In quarta di copertina invece si sponsorizza il primo romanzo fantasy su Dragonero, uscito nelle migliori librerie il 7 di ottobre. E' in libreria, accorrete!!! Fine degli spot. Secondo tempo. Un giro nel primo bar della zona serve a far rapire Sera da una banda di schiavisti, tanto per dare un senso al titolo del fumetto.  Ian e Alben indagano. Nel mentre conosceremo personaggi che ricordano Vega di Street Fighet e Pinocchio.
Nuovo numero di Dragonero, caruccio e leggero nella trama allestita da Vietti, decisamente asservita all'action più puro, ben gestito e scandito nelle tavole, reso eccelso grazie alla parte grafica spumeggiante delle straordinarie matite dell'ottimo Rizzato. L'intreccio parte lento come la morte ma a metà, con una maxi zuffa di circa 30 pagine,  regala un'incessante azione squartatoria con protagonista  Ian e ci fa conoscere un Alben veramente bad-ass, spietato disintegratore di carne umana. Alla faccia di Harry Potter. Un risvolto davvero simpatico. Viene fuori l'amore per i film di Chuck Norris di Vietti. A fianco del racconto del rapimento di Sera in versione stra-popputa, respiriamo sempre più gli intrighi di palazzo che sapranno dare il meglio di loro, forse, sulla lunga distanza. Alla fine bisogna arrendersi, l'azione è ricca, i paesaggi e personaggi fighi, ma il fascino della storia di Dragonero, quello che suggestiona di più, è sempre demandato a eventi futuri potenzialmente fighissimi ma per ora, appunto, futuri. Eventi rimandati e rimandati e rimandati ancora per allegre e divertenti storielle come quella di questo numero. Un'invasione draghesca? Il vallo che cade? La ventilata terra dei mrti viventi? Un popolo sotterraneo e quadri-dimensionale cattivo cattivo che attacca? Un rovesciamento di potere? Nel mondo di Dragonero pare che possa capitare di tutto da un momento all'altro. Speriamo che succeda davvero qualcosa a un certo punto della serializzazione.

Torniamo per un attimo al romanzo, edito da Mondadori e intitolato Dragonero - La maledizione di Thule.
Devo dire che l'idea di un romanzo su Dragonero mi attira. Anche perché scritto sempre da Vietti. Anche perché temo, in un contesto in cui nulla è scontato e tutto collegato, che il romanzo diventerà parte integrale della narrazione. Poi dalla sintesi pare si tratti della caccia a un mostro creato da dei cenobiti e a me piacciono i cenobiti. Bella la copertina, fa molto roba alla Signore degli anelli... Se lo piglio o leggo a scrocco poi magari ve ne parlo.
In sintesi. un numero divertente.
Talk0

domenica 19 ottobre 2014

American sniper - torna Clint Eastwood


Torna Clint Eastwood dietro la macchina da presa. E questa volta ci porta dritti in Iraq per seguire le gesta di uno dei migliori cecchini della storia dei Navy Seals, battezzato Al-Shaitan, ovvero "Il Diavolo" dai suoi stessi nemici.


Quella del cecchino è da sempre una figura molto amata da Hollywood. Soldato fantasma, spara pochi colpi, ma deve metterli per forza a segno. L sue missioni sono nell'ombra, la sua vita dedicata ad attendere il momento giusto, che spesso non arriva mai. Movimenti lenti, concentrazione, respiro e battito controllati, mira perfetta. Giornate in cerca del punto giusto in cui piazzarsi per dare copertura o colpire il bersaglio. Sparare e cambiare posizione. Sfiorare quel grilletto, ormai tutt'uno con il braccio, mettere a fuoco il mirino che in anni ha modificato, limato per renderlo efficiente al 100%. Calcolare distanze, velocità del vento, perché la parabola del proiettile sia perfetta. Insomma personaggio ideale perché diventi il "più fico" del film. Perché quindi non cogliere occasione per ricordare i migliori cecchini della storia di Hollywood? Vai con la classifica...


8- Tom Beckett (Tom Berenger) 


"One shot, one kill" recitava il titolo di un film dei primi anni '90 con Tom Berenger. In realtà in origine era Sniper, tradotto in modo creativo per il mercato italiano, forse perché il termine non era stato ancora sdoganato, come oggi succede grazie ai millemila Call Of Duty
In Sniper il buon Berenger addestrava un giovane e promettente Billy Zane, ma l'acredine tra i due cresceva di missione in missione a causa di una diversa interpretazione degli eventi. Film carino, forse il primo film con budget decente a seguire le orme del soldato solitario. Pochi sanno che sono stati girati ben quattro seguiti (uno con Zane e tre con Berenger). Armi: Berenger usa un Remington M40A1, Zane un H&K SR9T.

7- Floyd Dane (Bill Paxton)

Navy Seals - pagati per morire è una pellicola datata 1990 con un buon cast tra cui Charlie Sheen nella sua epoca action pre Hot Shots e Michael Biehn (il primo mitico John Connor). 
I seals da cui il titolo dovranno infiltrarsi in una base di terroristi libanesi. A coprire le spalle al team ci sarà Floyd Dane, soprannominato "Dio",  dotato di mira straordinaria e di un'arma che nei film non si era mai vista prima, in grado di perforare i muri di cemento. Arma: Barrett M82A1


6- Erwin Konig (Ed Harris)

Nella fredda Stalingrado si stanno affrontando russi e tedeschi. Dall'esito di questa battaglia dipenderanno le sorti di tutta l'Europa e forse anche le mondo intero. 
Lo spauracchio dell'armata rossa è un cecchino tedesco, il braccio destro di Satana, che fa strage tra le fila dei male armati soldati russi. L'unica speranza è affidare un fucile da sniper al giovane commilitone Vassili Zaitsev (Jude Law), che si è scoperto essere dotato di una mira prodigiosa. Tra i due inizierà una sfida fatta di appostamenti e inseguimenti sempre più emozionanti. 
Il nemico alle porte è decisamente uno dei più bei lungometraggi bellici mai realizzati e Konig si mangia da solo lo schermo. Armi: Harris spara con un Mauser 98k, Law con un Mosin Nagant M91/30 rifle.




5- Billy "The Kid" Timmons (Liam Hemsworth)

Ai Mercenari mancava giusto un cecchino, dato che a forza di sfondamento erano già messi bene e avevano già un esperto di arti marziali (Li) e un demone dei coltelli (Statham). 
Per colmare il vuoto, Barney Ross (Stallone) chiama Billy Timmons, detto The Kid in quanto l'unico del gruppo a non avere problemi di prostata. Pur essendo in scena per poco tempo, il buon Billy, un ex cecchino dell'esercito,  riesce a coprire i propri compagni facendo strage tra i nemici con il suo cannone calibro 50. Arma: Barrett M107


4- Elias (Raphael Personnaz)

Il film Special Forces è uscito in sordina qui da noi, ma vale sinceramente la pena recuperarlo. Produzione francese, segue le gesta di un manipolo di soldati appartenenti alle forze speciali transalpine inviate in Afghanistan per liberare un paio di ostaggi. Come da copione il tutto non sarà così semplice come sulla carta. 
Arricchito nel cast dalla presenza di Diane Kruger e Djimon Hounsou, giusto per alzare il livello della produzione. Nonostante scene un po' forzate il film scorre bene ed è impreziosito dalla presenza del cecchino del gruppo, Elias, protagonista di alcune scene davvero interessanti (tra cui il classico duello tra sniper) e di una fuga memorabile. Armi: PGM Ultima Ratio


3- Schoolboy (Matthew Marsden)

Quando Stallone presentò il quarto capitolo di Rambo in molti pensarono fosse pazzo e approcciarono la pellicola con molto scetticismo. In realtà è tra i migliori film action usciti negli ultimi anni, con un Rambo ormai anzianotto che evita machismi tipo imbracciare due M60 o abbattere elicotteri a mani nude. Se ne sta dietro un mitragliatore calibro 50 e massacra in allegria. 
A sua copertura uno dei cecchini meglio realizzati nella storia. Schoolboy dà copertura in tutte le scene. Memorabile quella notturna sotto la pioggia in cui letteralmente scompaiono le teste dei malcapitati colpiti dallo sniper. Arma: Barrett M82CQ.

2- Bob Lee Swagger (Mark Wahlberg)

Finalmente un film su un cecchino! E pure bello! Wahlberg interpreta un sergente dei marines in congedo dopo la morte del suo compagno in una missione in Etiopia finita malamente. Mentre si trova nella sua bella casa in montagna e passa il tempo a sparare alle volpi, viene ingaggiato dal Governo per sventare un attentato al presidente. In realtà verrà incastrato per coprire il vero movente dell'omicidio (JFK? Mah...). 
Il film ruota completamente attorno alla figura di Swagger e le scene in cui imbraccia un fucile con mirino si sprecano. Un must per gli appassionati di sniper e di armi a lunga gittata, che andranno letteralmente in brodo di giuggiole. Armi: USMC M40A3 rifle, Barrett M82A1M (e siamo solo alla prima scena del film), Cheytac M200, Remington 700PSS, Cooey model 600.

1- Daniel Jackson (Berry Pepper)

Salvate il soldato Ryan è stato IL film bellico per eccellenza. IL film che ha realmente mostrato la guerra così com'è. Sporca, zeppa di morti, in cui l'odore della paura si mischia a quello metallico del sangue che sgorga da ferite inimmaginabili. La scena dello sbarco rimarrà nella storia. 
Il gruppo capitanato da John Miller  (Tom Hanks) è inviato a prelevare il  soldato semplice Ryan da cui il titolo, in quanto ultimo sopravvissuto di una sfilza di fratelli periti nelle prime settimane della guerra. il piccolo plotone annovera il padre di tutti i cecchini: Daniel Jackson, colui che non sbaglia un colpo, colui che prega Dio prima di premere il grilletto. Straordinaria la sfida con il cecchino tedesco (leggenda urbana vorrebbe che quel cecchino fosse addirittura Kevin Costner...) e memorabile la scena in cui si apposta sul campanile e fa letteralmente a pezzi decine di tedeschi. Arma: Springfield 1903A4

Speriamo che questa nuova fatica del buon Eastwood ci permetta di aggiornare la classifica dei piani più alti. restate sintonizzati per ulteriori informazioni!

Gianluca

sabato 18 ottobre 2014

Buon compleanno

Tanti auguriiiiii a teeeeeeeee
Tanti auguriiiiii a teeeeeeeee
Tanti auguri Jeaaaan Claudeeeee
Tanti auguriiiiii a teeeeeeeee


Sono ben 54 le candeline che spegnerà stasera (rigorosamente in spaccata) il nostro buon vecchio Jean Claude. La speranza è di rivederlo presto in video in nuove emozionanti avventure...

Talk0 e Gianluca

venerdì 17 ottobre 2014

Inside Out : primo teaser per la prossima meraviglia targata Pixar!


La piccola Riley dal Midwest deve andare a vivere a San Francisco, dove il padre ha trovato lavoro. Nella sua testa c'è un grande subbuglio per la nuova casa, i nuovi amici, quelli che perderà e la nuova scuola. Così i suoi sentimenti, impersonati da buffi personaggi, non fanno che azzuffarsi l'un l'altro cercando di trovare la prospettiva giusta. Conosceremo quindi Gioia, Rabbia, Paura, Tristezza e Disgusto e il loro singolare modo di vedere il mondo.

Trailer un po' furbetto e un po' paraculo, che punta alla grande famiglia classici Pixar. Ma è Pixar e quindi può fare tranquillamente tutto quello che le pare, io sarò sempre in ginocchio adorante.
Torna alla regia e alla sceneggiatura l'amatissimo Pete Docter, uno dei pezzi grossi della Pixar. Regista di quel capolavoro che è Monster & Co., ha scritto anche Up, WALL-E e i primi due Toy Stroy, prodotto Brave e Monster University.
Vediamo ancora pochissimo della storia, giusto i personaggi, ma già da qui immaginiamo che i simpatici pupazzetti "umorali" andranno presto a invadere negozi di giocattoli, supermercati ed edicole. Non sono tenerissimi? Vedo già i collezionisti sbavare per una edizione Disney Exclusive.
La trama sembra ruotare intorno ai cambiamenti e già in due battute riesce a sciogliermi facendomi ricordare il dramma di avere 5 anni e dover cambiare casa per il lavoro di papà, lasciando una città che amavo e i miei amici. Certo poi si aggiusta tutto, ma vedere la propria vita impacchettata in scatoloni e dover ricominciare da zero da un'altra parte è un'esperienza che a distanza di anni guardo ancora con tanta malinconia. Un sentimento che immagino sia comune a tante persone. Oltre a sorprenderci con disegni bellissimi, la Pixar non manca mai l'obiettivo di puntare anche ai nostri cuori. Attendiamo quindi con entusiasmo, fin da ora questa nuova pellicola. In America uscirà questa estate e spero che anche la release italiana non si faccia troppo attendere. Almeno non tanto quanto i Guardiani della Galassia...


Certo Pixar è Pixar e questo film sarà bellissimo, originale e geniale, ma ad ogni modo mi ricorda parecchio sulla carta il telefilm di qualche millennio fa, trasmesso forse su Italia 1, Ma che ti passa per la testa.


Roba del 1991, chi se la ricorda? In questo caso nella testa del protagonista c'erano degli attori e non pupazzi... nonostante uno sarebbe poi diventato noto come Gargamella... ogni volta che doveva prendere una decisione si risolveva in una zuffa tra i suoi "sentimenti". Surreale. Una evoluzione del concetto di angioletto buono e diavoletto cattivo in chiave psicanalitica. Io lo trovavo divertente!
A ogni modo è troppo tempo che manca dalle sale un film Pixar, l'ultimo è stato Monsters University del 2013! Sì, non sono "millenni" ma si ha sempre fame dei prodotti Pixar.
E non mancherà nemmeno in allegato alla pellicola uno dei mitici corti Pixar! In pratica dei lavori per testare le nuove tecnologie, ma carinissimi.  In questo caso il corto avrà come interprete un simpatico vulcano canterino! Naturalmente realizzato da paura... Un assaggio e idea per la suoneria...


E non ditemi che non avete anche voi amato l'agnello rimbalzello!!!
Ovviamente contiamo già da ora i giorni...
Talk0

giovedì 16 ottobre 2014

Orfani: Ringo - n.1: Ancora vivo


Sono passati vent'anni dagli accadimenti narrati nel numero 12 della collana. Lo scenario delle vicende si sposta sulla Terra, degradata e militarizzata dopo sanguinosi conflitti. Il potere è nelle mani del Governo Straordinario di Crisi e sotto il pugno di ferro del presidente Juric l'umanità ha per ultima speranza la colonizzazione spaziale. Ma i posti per lo spazio sembrano una mezza truffa organizzata tramite una lotteria. Regna l'angoscia, i militari si moltiplicano e gruppi di rivolta sempre nuovi e senza una guida unitaria agiscono contro il governo in modo confuso e disperato facendo uso anche di kamikaze. Ma la Juric è ben difesa dal suo corpo d'armata personale, i corvi, oscuri esseri biomeccanici bardati in cineree armature, spietati e velocissimi. L'unica speranza per una rivoluzione che possa incrinare il regime è fare ricorso in un vecchio guerriero, l'uomo che vent'anni prima aveva cancellato la grande menzogna dell'attacco alieno. Ringo. Ma l'eroe è riluttante, sono finite per lui le guerre e ha giurato di non impugnare mai più i ferri del pistolero. Tuttavia viene messo alle strette dai sentimenti e parte così la sua nuova e più grande avventura.
Inizia la stagione 2 degli Orfani di Recchioni, prima serie Bonelli interamente a colori e al centro in questi giorni anche di interessanti news sul suo sviluppo multimediale. Si parla di una serie animata o addirittura un film. Quando ci capirò qualcosa sarò più specifico. Ad ogni modo il titolo della nuova collana urla implicitamente chi abbia vinto al randevuz del numero 12.    


Ma del resto se siete qui il numero 12 dovreste averlo letto, anche se l'editoriale in seconda di copertina parla di storia che può essere seguita senza conoscere gli eventi passati. Ma per favore. A ogni modo dagli orsetti gommosi, tormentone delle recensioni passate, siamo arrivati al biscottino più amato da grandi e piccini, tanto nella sua versione classica che gelato. E in merito abbiamo già trovato un sacco di immaginette idiote. Certo ci dispiace per Boyscout, potevamo riempire le nostre review di simpatiche immaginette stite "Captain America" (ma in Italia viene meglio un altro termine) come quella qui sotto.


Vabbeh! Ad ogni modo sembra che i protagonisti di questa serie saranno Ringo e i "suoi" tre figlioli.


Fesserie a parte, l'hype per questa seconda stagione volava alto quanto le aspettative per il nuovo Cd dei Vernice. La storia sembrava finita e pure malino, senza aver dato adito a disquisizioni extra. Personaggi abbozzati che rimanevano abbozzati. Trama non-sense che rimaneva non-sense. Astronavi spaziali bellissime all'esterno ma che dentro erano fatte di corridoi tutti uguali e grigi come il mercato coperto di Como alle 5 di mattina.  Innegabile l'impegno grafico e alcune belle trovate pulp, visivamente Orfani era bellissimo e affidato ad artisti di prima grandezza, ma ci aspettavamo di più a livello narrativo. Meno retorica, meno bozzettismo.  Perfino quel saltare da passato a presente delle trame, arbitrario quanto un canone del Dogma di Von Trier, non faceva che scontentare, rappresentava più un dovere estetico e impediva a trame interessanti di respirare.
Ma ecco che inizia il secondo ciclo. La prima novità evidente è che non c'è più un albo con storia divisa tra tronconi passato-presente che si danno staffetta intorno a pagina 50. Tutto fila liscio come un albo normale e la narrazione ci guadagna parecchio. Anche la caratterizzazione dei personaggi è validissima, riuscita  proprio a partire da "Ringo con barba", che da principio trovavo brutto e deforme, ma che indubbiamente ha il suo perché, fa molto Kurt Russell e ci piace. I cattivoni bio-incasinati noti come "Corvi", che apprendo opera di proprio mecha designer di sigla LRNZ, sono decisamente più fighi degli orsetti gommosi e rimandano dritti a robe alla Tsutomu Nihei, strane ed angoscianti. Ma oltre che esteticamente sono divertenti nel loro stato di zombie sarcastici ed esagerati, davvero un tocco di classe.
Questo primo numero è tutto azione concitata, inseguimenti e combattimenti, con nella parte finale una sorta di sfida definitiva all'Ok Corral esaltante quanto incredibilmente splatter. Davvero un bel numero e la dimostrazione di quanto sia bravo Recchioni quando si impegna. C'è senso del ritmo, ironia, un pizzico di nichilismo. La ricetta appare comunque magicamente sempre bonelliana e ci piace. Bellissimi i disegni di Mammuccari per i colori della Leoni. Un tratto sempre dinamico e potente, precisissimo nella rappresentazione di scenari realistici e chiaro nelle scene d'azione. Colori ricercati che donano all'opera una fotografia plumbea, dai toni bluastri intervallati da lampi rosso fuoco. Temevamo che l'azione fosse rimasta su un pianeta lontano e dobbiamo ricrederci. Questa stagione due parte con il botto.
Talk0


lunedì 13 ottobre 2014

Le Storie n. 25 : Capodanno Cubano; Testi: Ruju; Disegni: Avogadro


Harry Rain nel giorno di capodanno del 1958 sta riflettendo sulla strana piega che ha preso la sua vita, mentre il suo sangue inizia a imbrattare i mobili della sua bella casa de L'Avana. Non avrebbe mai dovuto mordere la mano del suo padrone, Tony Giamatti o, almeno, avrebbe dovuto farlo con meno stupidità. Giamatti lo trattava come un principino, aveva creduto in lui fin da quando era un picciotto e persino acconsentito alle nozze con sua figlia. Harry si era impegnato finché aveva potuto, tenendo un comportamento responsabile pur nell'ottica di qualche vizietto. Poi tutto era crollato, quando i Barbutos hanno iniziato la loro rivoluzione. Harry aveva visto un'opportunità e aveva giocato male le sue carte. Ma quella sarebbe stata davvero la sua fine?
Ruju torna ai suoi amati, tormentati eroi hard boiled dopo l'affascinante e ben riuscita miniserie di Cassidy. Dialoghi serrati, puntuale ricostruzione storica per il genere noir, quello che più di tutti ha raccontato ambizioni e debolezze dei fuorilegge. Ruju ama la materia  e ne  applica gli schemi narrativi , i suoi repentini colpi di scena. Cita il cinema di De Palma e Francis Ford Coppola.  La trama scorre bene e regala interessanti momenti. Unica nota dolente un finale "non sense", forzato e forse facilmente evitabile, ma ci cui l'autore sembra sentire forte l'esigenza, in un'ottica di circolarità narrativa.
Cuba è ben ricreata nei disegni di Avogadro, tra mille auto d'epoca ultradettagliate, vestiti, armi e paesaggi tanto assolati quanto aridi. Un lavoro puntuale ed elegante al servizio di una trama caratterizzata da lunghe linee di dialogo, a volte prepotenti quasi a sovraccaricare la tavola, spintonando i disegni nel ristretto spazio, come avviene nell'ultima vignetta a pagina 11. Non mancano tutttavia tavole più ariose dove Ruju è silente e  Avogadro libero di farci tuffare in spendidi paesaggio e in qualche veloce e ben gestita scazzottata.
Un numero carino, elegante e poco più. La collana ci ha offerto di meglio, ma rimane una lettura piacevole. 
Talk0

domenica 12 ottobre 2014

Lucy: La nostra recensione !

No, qui la Johansson non si spoglia, succede invece nei film sui rapimenti alieni in cui è mora. Questo dettaglio lo dovevo a un amico, pratica archiviata.
Sinossi lunghetta, scazzata ma sincera: Scarlett è una svampita che per ragioni a noi ignote si trova a Taiwan insieme a un fesso come lei. Il tizio la convince a cadere nella più classica delle truffe orientali, roba che ti siedi in un posto e ti tolgono un rene mentre mangi del sushi. A Scarlett non va così bene e la nostra bionda preferita viene scelta per portare internamente, dopo operazione clandestina, delle buste di una strana droga oltre confine. Siccome i cattivoni amano riempire di botte chi trasporta la loro merce, i pacchetti della droga blu si rompono all'interno dello stomaco di Scarlett e il loro contenuto si mischia e diffonde nel sangue.

Naturalmente, come in Limitless con Bradley Cooper, la droga è in realtà un sofisticato stimolatore cerebrale che permette a Lucy di sfruttare al massimo il suo cervello. Presente quella cosa che noi sfruttiamo solo il 10% della capacità cerebrale? Il film è una mega pippa su questo concetto espresso più volte dallo scazzatissimo Morgan Freeman, qui per l'occasione scazzatissimo cattedratico,  grazie a filmati esplicativi tipo Voyager di Giacobbo. Cioè proprio con contributi video della volpe della savana accompagnati da Freeman che dice roba tipo: "La volpe della savana usa il 12% del suo cervello e sente passi a 400 metri". Nasce il didascalismo fantascientifico. Mentre Freeman annoia lo spettatore con il paguro bernardo,  la Johansson è  in overdose da roba blu e piano piano si avvicina, insieme ad una vorace astinenza, il momento in cui il suo cervello arriverà alla capacità di sfruttare il 100% delle sue risorse. Così la nostra Scarlett piano piano inizierà a diventare qualcosa di davvero sovrannaturale, roba che Neo non è nessuno. Come primo atto la bionda cercherà quindi di mettersi in contatto con Morgan Freeman, che in ogni film in cui appare funge da wikipedia vivente su cosa succede nella trama.

Peccato che Freeman le riveli che si trovano in un film piuttosto svogliato (o troppo geniale)  di Luc Besson. Un tizio che una volta aveva i numeri e che oggi, dopo aver prodotto un sacco di filmacci action e reso Liam Neeson novello Charles Bronson,  trae spunto per le trame delle sue nuove opere dalle urban legend e ami allestire sequenze veloci e slegate tra loro quanto quelle dalla pubblicità dei bagno schiuma o del dentifricio.  Tipo


cui segue un secondo dopo


Fortuna che a capo dei cattivi asiatici spacciatori di roba blu che rende super-intelligenti ci sia l'attore di Old Boy. Pur di dare un senso alla pellicola levarsi velocemente dalla pellicola e far dimenticare a tutti il suo errore cercherà di inseguire Scarlett in capo al mondo per eliminarla.


E intanto Scarlett muta, evolve, scena dopo scena. Dalla fisica alla metafisica. Partiamo dal grado uno. In cui una carinissima e sorridente Scarlett ha l'aria svampita di una celebre biondona del cinema. Il suo sguardo è eloquente: mucca che guarda passare il treno.


Segue update e versione cazzuta motherfucker da tipa tosta alla John Woo, tutta arti marziali, pistole tenute in mano storte e faccette da bulla.


Segue un utilizzo innovativo del Cloud senza cellulare, utilizzando direttamente il vetro di un'auto. Probabile nuova applicazione di Siri per IPhone 6...


Seguono cose buffe e confuse di dubbia utilità per rendere l'idea che la trama vada da qualche parte.


Come andrà a finire?

Non iniziamo a sdoganare messaggi sbagliati! Dopo l'ottimo Limitless e questo curioso, strano e assurdo Lucy sembra quasi che stia prendendo piede la moda delle droghe intelligenti. Presentate, in piccole dosi, come una sorta di aiuto coerente al successo individuale, in netta contrapposizione alle droghe da rincoglionimento emotivo come il talco di Pollon...


Non mi è esattamente chiaro come sia partito questo trend da "droghe intelligenti", probabilmente è una critica alla società odierna e i suoi standard troppo elevati, inaccessibili senza una scorciatoia. Lo spiantato scrittore interpretato da Bradley Cooper in Limitless con l'aiuto della chimica riusciva a guadagnare prima di tutto una posizione sociale per poi andare oltre, ma allo stesso modo ci riempiamo oggi di integratori energetici per lavorare di più, bibitoni in polvere per sembrare più belli, pillole blu per essere più prestanti. Tutte cose pericolose per il metabolismo ma che sembrano avvicinare allo "status" cui si ambisce. A questo il film di Besson aggiunge un interessante discorso, che pur è consequenziale a quello di Limitless, in ambito evoluzionistico, arrivando addirittura a interessanti disquisizioni sul valore della conoscenza umana in un'ottica di evoluzione continua condivisa. Però non dimentichiamo il monito di base, come ci ricorda una canzone di Claudio Bisio e di Elio e le storie tese del passato...

Lucy. Un film che, dicevamo, è curioso, strano e assurdo. Luc Besson è probabilmente un genio e io sono un fesso a non capirlo. Nella sua carriera ha dimostrato di saper fare di tutto, tanto in ambito registico che produttivo, e spesso con esiti lusinghieri. Bellissimi film come Nikita, Leon, Giovanna D'Arco, Il Quinto Elemento, Angela. Produzioni di successo, magari tamarrissime ma divertenti, come Transporter, Danny the dog, Taken. Non tutte le ciambelle riescono con il buco, capita. Per cui sono capitati la moscissima serie di Arthur e i minimei, i brutti seguiti di Taxxi affidati per lo più a Megaton e altra roba che, comunque, se la danno in televisione noi finiamo per vedere fino alla fine.
Con Lucy il regista francese torna dietro alla macchina da presa per realizzare un po' quella che è la summa della sua opera.
Come in Nikita, come in Leon, una donna affascinante e disperata al centro di tutto, qui interpretata da una Scarlett Johansson che all'inizio appare molto più solare e simpatica di quanto negli ultimi tempi ci è apparsa nella tutina, più monastica che sexy della Vedova Nera. Poi nel proseguo del film questa immagine cambia, il personaggio solare in qualche modo "sta morendo", ma Lucy mantiene quel qualcosa che ci ha fatto innamorare di lei fin dall'inizio e qui è senza dubbio merito della brava Johansson, capace di recente anche di dare "corpo ad una voce" con il bellissimo Her di Spike Jonze. Besson tiene alla sua protagonista peraltro, la valorizza e fa risplendere la pellicola della luce dei suoi occhioni azzurri spalancati. C'è anche un po' della Giovanna D'arco della divina Milla, nel senso di crescita del personaggio, nel coraggio unito alla consapevolezza del proprio ruolo. Funziona. Il problema è che poi Besson vuole fondere la pellicola con le sue esperienze maturate in Taxxi, Transporter e molto altro del suo cinema prodotto. Così subentrano, incastrate a quello che potrebbe bastare da sè come dramma esistenziale, le arti marziali un po' sopra le righe, gli infiniti (e farlocchi) inseguimenti in auto, i cattivoni orientali cool. In aggiunta arrivano poi gli effetti speciali, legati ai poteri di Lucy, intriganti, assurdi ma invero piuttosto retrò, insoddisfacenti davanti ai giocattoloni che Hollywood sforna di recente ma a volte buffissimi, come la mano-multipa. Tali effetti sono però troppo slegati tra loro, nell'ottica di sorprendere di continuo sono unici di alcune scene. Non vanno a costruire qualcosa nel loro ripetersi, specificarsi, sono degli spunti e questo si riversa indirettamente nell'economia e omogeneità alla trama stessa. Ed è male. Il gioco non riesce, la struttura ha crepe da tutte le parti. C'è la direzione degli attori, ottima. Ci sono inseguimenti ed effetti, riusciti o meno. Rimane un'idea chiara di fondo, la volontà di rendere scientifica la fantascienza. Manca di fatto una trama oltre alla consequenzialità degli eventi, al di là del "vediamo che succede al 100%".  Anche perché a ogni "step evolutivo" della protagonista, per la smania di cambiare le regole in continuazione,  sembra che parta un film differente, slegato dal precedente. Lucy è sempre un passo avanti, spazza via ostacoli e nemici ignari come barattoli e questo inficia anche la tensione emotiva che la pellicola dovrebbe fornire come minimo sindacale. Che il regista l'abbia fatto apposta? Inserire fasi action ma renderle inoffensive per non deconcentrare sulla trama principale? Potrebbe essere pure. Mistero. Sta di fatto che il film, così esposto, necessita almeno esternamente di qualcosa che gli conferisca una struttura. Allora Besson si inventa a collante la pappa evoluzionistica, i filmati delle volpi, delle capacità di volo notturno dei pipistrelli legate al maggiore utilizzo del 10% di capacità cerebrale e roba così. Scomoda addirittura, nella prima scena, la più famosa delle Lucy, la prima donna di cui si trovano resti. Besson improvvisa un tip tap mettendo in parallelo gli eventi che accadono a Lucy con i filmati da Focus Channel. Con Morgan Freeman voce-off, un po' paterno e un po' noioso come sempre. La cosa inizialmente colpisce e diverte. Ma presto viene a noia. A un certo punto ci si domanda che cavolo si stia guardando perché il film riscrive di continuo se stesso scena per scena. Forse è la partitura del cinema del futuro, un meltin pop sensoriale in cui la pellicola ha di inquadratura in inquadratura la scansione spazio-temporale sballata di pubblicità che si susseguono senza costrutto, prima uno shampo poi uno sgrassatore poi una macchina fuoristrada, tutto in un unico flusso. Alla fine sembra solo di aver visto tanti spot slegati l'uno con l'altro, nel tentativo di seguire una trama così sottile da essere invisibile, cercando di unire i pezzi concentrandosi come guida sui bellissimi occhioni blu della Johansson.
Mi è piacito? Non l'ho ancora capito. A giorni alterni cambio idea di netto. Di sicuro lo vedo come un film coraggioso che cerca di andare oltre schemi canonici. La Johansson è splendida e ci si affeziona subito al suo personaggio. Le scene tamarre si sprecano e io amo le scene tamarre. Lo svolgimento pur convulso appare però troppo lineare e didascalico. La struttura del film come un enorme zapping tra canali mi affascina e ripugna insieme. Non lo so, anche ora sto cambiando idea a righe alterne. Oggi va così. Un mio amico l'ha apprezzato, ci ha visto una struttura e ritmo complessivo da graphic novel francese, dove sovente le immagini sono più forti delle parole e sta al lettore unire, a suo piacere, le sequenze. Una chiave di lettura che potrebbe anche funzionare per questo film. 
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