domenica 31 marzo 2013

Liebster Blog Award



Regole del Liebster Blog Award:
- Ringraziare chi ha assegnato il premio citandolo nel post
- Rispondere alle 11 domande poste dal blog che ti ha premiato.
- Scrivere 11 cose su di te
- Premiare undici blog con meno di 200 followers
- Formulare 11 domande a cui dovranno rispondere altri blogger


Il ringraziamento d'obbligo è per Antonio Monteleone, che ci ha assegnato questo splendido premio, speriamo il primo di una lunga serie (io almeno ci spero)...ora vai col punto 2, ovvero le 11 domande (rispondo io anche in vece del mio collega Talk0, anima del blog, ma anche presenza eterea avvolta da un'aura di mistero...):

1 - Nome? Cognome? Età? Non mentite sull'ultima!
Gianluca Zanzottera, 34 anni  
2 - Bulbasaur, Charmander o Squirtle?
Emh...il primo ha un nome simpatico, ma non so a cosa si riferisca...forse Pokemon?  
3 - Il tuo videogioco 8bit preferito.
Uno solo? Direi Double Dragon, anche solo per tutti i soldi spesi in sala giochi!  
4 - Fatti una domanda, datti una risposta.
Pensi che sia ora di smettere di giocare alla tua età? Ahahahahah no.
5 - Qual è il tuo primo piatto preferito?
La carbonara.  
6 - Dimmi almeno un tuo sogno infranto per colpa della tua incapacità.
Diventare la prima chitarra di una rock band (a livello mondiale ovviamente, tipo AC/DC); ovviamente non so suonare  
7 - C'è davvero bisogno di rispondere ad una domanda retorica?
Direi di...ehi mi stai fregando?  
8 - Scrivi il nome di un personaggio fittizio che è per te un esempio da seguire nella vita.
Semplice: Peter Griffin  
9 - Ma, a te, ti è piaciuto il finale di Lost?
Non ho seguito la serie, ma so che ha fatto ca@@re a quasi tutti...
10 - Ma, alla fine, Rick Deckard è un replicante?
Secondo me sì.  
11 - Lascia il link della canzone dei cartoni animati che adoravi da piccolo.
Ce ne sono mille, vado con un classico:

Dovrebbe essere il turno delle 11 cose su di me:
1 - Sono dipendente dalla Nutella; Ferrero dovrebbe dedicarmi uno stabilimento!
2 - Amo i cartoni animati, specialmente quelli della mia infanzia che trasmettevano a Bim Bum Bam e sulle emittenti locali
3 - Adoro il calcio e tifo Sampdoria, causa di scherno da tutta una vita qui nella provincia di Varese...pace...
4 - Sono dipendente anche dalla saga di Guerre Stellari, la riguardo per intero una volta l'anno e ora vivo in attesa dell'uscita di episodio 7. Null'altro ha importanza...tranne...
5 - I videogiochi! Sono un giocatore dall'età di sei anni (all'epoca possedevo un Atari 2600) e ancora oggi adoro trascorrere ore smadonnando per aver sbagliato l'ultima curva dell'ultima prova dell'ultima patente di Gran Turismo!
6 - Preferisco la montagna al mare, e amo sciare col vento in faccia e i pini di fianco
7 - Ho una gatta che ovviamente mi comanda a bacchetta
8 - Odio la musica country
9 - Non mi piacciono i musical, né a teatro né al cinema...e neppure il balletto...soprattutto il balletto
10 - Lavoro in una radio locale insieme al buon Talk0, schiaccio i pulsantini del mixer mentre lui conduce il nostro programma di intrattenimento...da dieci anni...un giorno faremo il culo a Radio DJ...
11 - Sono un insegnante. Giuro, non è una barzelletta!



Ora la premiazione; 11 blog sono tanti, quindi ne citerò qualcuno in meno, per la serie pochi ma buoni:
Cominciamo con Momo's Warp, un blog per tutti gli amanti di videogaming, aggiornato con notizie sempre freschissime. Prevalentemente anime e manga è quasi a limite premio, ne senso che ha già quasi 200 follower (beato!), ma un motivo c'è: è davvero un blog interessante con tutto ciò che cercate in ambito fumettistico e non solo.Il divertentissimo blog di Cervello Bacato: fateci un salto, ne vale la pena!! Aggiungerei infine Primuscromcthulhu, difficile da pronunciare, ma davvero geniale nelle sue disamine!!

Siamo quasi ai saluti finali, mancano giusto le 11 domande che giro ai vincitori:
1-Qual è il film che salveresti dalla fine del mondo?
2-Hokuto o Nanto?
3-Possiedi un animale?
4-Chi vince la Champion's quest'anno?
5-Fifa o PES?
6-Resident Evil avrà mai una fine?
7-Da 1 a 10 quanto era brutto Colin Farrell col parrucchino in Alexander
8-Cosa ne pensi di Prometheus?
9-Qual è il tuo genere videoludico preferito?
10-Nave o aereo?
11-Rock o pop?


Mamma mia che domande originali! Mi sono proprio spremuto! A domani con la naturale programmazione de "Leconseguenze"...
Gianluca

Buona Pasqua!

Buona Pasqua a tutti i nostri lettori, occasionali o meno!

Colgo l'occasione per annunciare l'assegnazione al nostro piccolo Blog del prestigiosissimo Liebster Blog Award, un  piccolo premio per piccoli blog come il nostro; in giornata i dettagli, anche perchè questo premio prevede una catena di vincitori e noi premiamo solo i migliori dei migliori!

sabato 30 marzo 2013

Fist of the north star

Ovvero quanto sono brutti i giochi su Kenshiro...

Aarzak e max???
1989 (11 anni). Il gioco di Ken il guerriero!!! Figata pazzesca! Lo guardo tutti i giorni in Tv, un energumeno che fa esplodere i nemici menando come manco Terence Hill...e il suo amico? Un figo pazzesco, che agita le mani e taglia a pezzi i maniaci vestiti da punk che leccano coltelli e scimitarre prima di uccidere civili innocenti, che già hanno i loro problemi a sopravvivere alle radiazioni e alla mancanza di acqua... ma siamo sicuri che è Ken il protagonista del gioco su Megadrive? Si chiama Aarzak o qualcosa del genere e soprattutto...non fa esplodere nessuno!! Ma che ca@@o di censura! Poi il gioco fa davvero ca@@re...però è sempre Ken su...


Squadrati, ma all'epoca il massimo possibile
1995 (17 anni). Un altro gioco di Kenshiro! Figata pazzesca! Lo guardo ancora tutti i giorni e mi gaso ancora quando fa esplodere i cattivoni (sempre punk con unghioni tipo nightmare); nel frattempo poi c'è stata la nuova serie con Lynn che è diventata una gnocca pazzesca e Ken tende alla pedofilia...ed è pure bello, il miglior gioco sul palestratone mai realizzato. Peccato che sia stato pubblicato solo in Giappone, che la mia Play sia priva di modifica...beh dai, ne uscirà preso un altro ancora più straordinario!

2010 (32 anni). E' uscito un nuovo gioco di Kenshiro! Ormai non lo seguo più, ma solo perché non trovo repliche sui canali locali...è uscito un nuovo fumetto (una ca@@ta pazzesca senza Kenshiro), ma ho in casa una Playstation 3 ormai al massimo delle sue potenzialità. Non potranno aver realizzato una ciofeca! Invece ce l'hanno fatta, il gioco è davvero orrido, ma considerate alcuni punti:
1- c'è Kenshiro e ci sono tutti gli altri personaggi della prima serie (con qualche piccola eccezione, ma trascurabile)
2- i nemici esplodono deformandosi o dividendosi in pezzettini
3- per completarlo tutto vi ci vorranno una cinquantina di ore buone (estremamente ripetitive, ma sempre tante)
4- ci sono tutte le mosse e i colpi segreti di Nanto e Hokuto e ogni personaggio ha uno stile perfettamente caratterizzato
5- dopo un po' di colpi subiti i vestiti dei personaggi vanno in pezzi (compreso quello di Mamiya)
Non fatevi ingannare, in movimento è molto peggio!
6- ci sono due modalità di gioco che vi faranno rivivere la prima serie, dal pestaggio del punk Zed allo scontro epico con Raoul
Detto questo il resto è spazzatura: gli scenari sono indegni anche dei primi giochi per Playstation 2 e sono di una ripetitività quasi paranoica. I cattivoni hanno un'intelligenza artificiale da cactus: a volte partono con le loro mosse senza neanche accorgersi che stanno colpendo un muro o una carcassa di automobile. Gli scontri con i boss invece sono pure troppo complicati a un livello di difficoltà che non sia "cerebroleso senza pollice opponibile": in questi casi, infatti, la telecamera, per farvi un gradito piacere, punta sempre il boss, rendendo complicatissimo appropriarsi delle sfere di energia o aura necessarie per il combattimento.  A volte si perdono secondi preziosi per passare sopra ai bonus, facendoci raggiungere dal bestione di turno che può liberamente massacrarci di botte. La modalità storia è giocabile con ben cinque personaggi, ma gli scenari sono sempre gli stessi; la modalità sogno è più divertente, si discosta dalla trama del cartone animato e presenta le classiche sfide con decine di nemici da menare contemporaneamente in puro stile Koei (alla Dinasty Warriors per intenderci...). Ma è pur sempre Ken, questa volta non censurato e pubblicato in Europa...

2012 (34 anni). Il seguito di Fist of the north star è uscito! Avranno migliorato la grafica? Non l'ho ancora acquistato, ma pare proprio che faccia ribrezzo come il primo. Ma c'è tutta la trama, prima e seconda serie complete, con tutti i personaggi e decine di campagne da affrontare con ognuno di essi. Mi aspettano 100 ore di gioco nello stesso scenario? Probabilmente sì...ma e sempre Ken e fa esplodere i nemici...
Gianluca

venerdì 29 marzo 2013

Wolverine L'immortale - The Wolverine


 Primo Trailer!

Dopo spasmodica attesa, dopo immagini che facevano dubitare sul photoshop, ecco arrivare finalmente il primo ufficiale trailer della nuova pellicola dedicata al ghiottone più amato del mondo: il nanico, brutto ceffo, arrabbiato, fetente e spietato Wolverine!! Come dite? Cosa c'entrano nanico e brutto ceffo con Hugh Jackman? Si vede che non conoscete troppo il fumetto originale e che Hollywood a volte fa dei casting un po' assurdi (chi useranno per un film su “The Goon”? Brad Pitt?... ah, non ci starebbe male...). La storia narra di come Wolverine fosse considerato da Miller un personaggio idiota e ingestibile, un rissoso buffone che sarà pure immortale ma è scarso oltre ogni immaginazione. Poi Miller venne spinto da Claremont a reinventare il personaggio, a dargli peso, a considerarlo una specie di samurai caduto. É da lì che Miller trasse ispirazione per uno dei più noti cicli narrativi di Wolverine, quello in cui l'artigliato canadese va in Giappone e trova l'amore della bella Mariko. Tra Yakuza e sentimento, azione e tragedia, è con questa run che Wolverine inizia a dire qualcosa per i più, in un'opera di comprensione e assimilazione del personaggio che si è protratta negli anni fino alla serie di culto Wolverine Origins, partita con il botto e culminata con l'arrivo del personaggio di Draken, un autentico aborto narrativo ingiustificatamente protratto all'infinito.
Wolverine in Oriente: ecco cosa succede...
Dopo la prima, riuscita (Daedpool a parte) pellicola in solitaria di Wolverine, che traeva spunto da molte suggestioni della saga Wolverine Origins, per continuare la carriera cinematografica dell'artigliato è quindi sembrato logico e giusto riprendere gli spunti offerti dalla run di Miller tanto decantata. Hugh Jackman è da molto che si prepara a reindossare i panni del personaggio che lo ha reso famoso, il suo corpo sembra opera di body art. Non ci dovrebbero essere grossi cattivoni di spicco a parte l'elettrico Silver Samurai e, sembra, Viper, la storia dovrebbe viaggiare su binari più convenzionali. Dirige James Mangold, un tipo che ha alle spalle capolavori indiscussi come Identità e Copland, remake convincenti come Quel Treno per Juma con Crowe e Bale, apprezzati docu-film (ma non da me) come Walk the line e immonde “cose” quali Knight'n'day con la coppia Cruise-Diaz mai così in declino. Ne riparleremo. 
Talk0

giovedì 28 marzo 2013

Code Geass - Akito the Exiled



Il sacro Impero di Britannia sta continuando il suo piano di conquista del mondo. Dopo il Giappone, che con la sconfitta ha perso anche il nome diventando la zona 11, con i suoi abitanti che ora vengono chiamati Eleven, è il turno di far capitolare anche l'E.U., i paesi europei che su fronte comune tentano ancora di contrastare l'avanzata. San Pietroburgo è zona di guerra. Per permettere il ritiro del 132° reggimento è necessario il supporto delle “Viverne”, la truppa d'assalto speciale W-0. La squadre, armata dei potenti Knightmare frame carichi di esplosivo, viene impegnata in una missione suicida dove i mezzi vengono fatti esplodere, su ordine dalla base operativa, per provocare più danni possibili alle truppe di Britannia. Perché i piloti di tali mech sono sacrificabili, sono Eleven rifugiati che si sono arruolati per ricevere la cittadinanza E.U. Gentaglia che sta riempiendo i ghetti di tutto il territorio E.U., ora più che mai pieno di ghetti e disagi. Per mano nemica o per scelta tattica di farli detonare, l'intera truppa d'assalto viene sterminata. Salvo Akito Hyuga. Perché i suoi occhi si illuminano di rosso. Akito è sotto l'influenza di un Geass. L'ufficiale Leila Malkai partirà da lui per rifondare la squadra, cercando tra i ghetti degli Eleven ribelli idonei al ruolo. Probabilmente finirà male.


Code Gaess Gaiden o Code Geass – Akito the Exiled è uno spin off di Code Geass (vi rimando ad una futura recensione su questa strana e interessante serie in due stagioni by Sunrise-Clamp), una delle più apprezzate opere Sunrise degli ultimi anni, fautrici della rinascita della gloriosa casa di produzione dopo un periodo un po' moscio, culminato con il fiacco Gundam Seed Destiny (quasi un insulto al magnifico Seed) e con il discreto ma troppo ripetitivo Inuyasha. Dopo Code Geass sono arrivati Gundam 00, decisamente notevole anche grazie al supporto del regista della prima serie di Full Metal Alchemist, l'ottimo Freedom e lo spettacolare Gundam UC – Unicorn, tanto per citarne alcuni (io ho gradito anche il recente Gundam Age, ma so che non tutti hanno apprezzato). Akito the Exiled è pianificato come opera in 4 oav da 50 minuti l'uno, il secondo capitolo è previsto in Giappone per la primavera. Grazie a Dynit, che ha curato anche la versione italiana di Code Geass, possiamo vedere anche noi da fine marzo il primo oav.
Se il contesto bellico è il medesimo le storie, almeno per ora, appaiono del tutto autonome e mi auguro rimanga così. Questo perché i personaggi di questo oav sono davvero interessanti e ben caratterizzati, così come peculiare è l'ambientazione, e cercare forzosamente dei collegamenti con Code Geass potrebbe sminuire una storia che ha davvero le carte in regola per reggersi da sola sulle sue gambe. I personaggi che per ora emergono giocoforza, anche in virtù del minutaggio, sono l'ufficiale Leila Malkal e l'eleven in esilio Akito Hyuga. La prima è una nobile di Britannia che si è ribellata al suo dittatoriale regime, un personaggio forte che ha le carte in regola per avvicinarsi ad una Integra Van Hellsing. Akito come eroe è una autentica sorpresa: freddo e determinato, incline a momenti di pazzia ed eccitazione durante le battaglie, non estraneo ad azioni temerario-suicide. Speriamo non venga troppo addolcito. Gli altri personaggi sono ancora troppo abbozzati, ma c'è del potenziale. La struttura ricalca il modello di riferimento, laddove giochi politici si intersecano con vite private e con scontri a bordo di robot corazzati di gundammosa memoria. Ci sono accenni per ora, e spero che presto scompaiano, alle derive più stucchevoli dell'opera di base: un forzato e forzoso bisogno di graziosità nel characters, Clamp-matriciale, quanto nella proposizione di situazioni quasi moe a stemperare i toni. Stemperano ma a me fanno un po' girare. Ancora ho il voltastomaco a pensare a tutti quei quadretti tra festini e pizza hut di Code Geass. Del resto quando vedo esplodere corpi disegnati by Clamp come palloncini di sangue il godimento è doppio rispetto al solito. Ampio uso di Cg per i combattimenti, splendide coreografie con al centro le performance del quasi bestiali Alexander. Un bel vedere ma un profilo più basso di cg non lo avrei dispiaciuto. L'opera è visivamente molto valida, non tocca le vette di Gundam UC ma è decisamente più abbordabile di quest'ultimo. Consigliato. 
Talk0

mercoledì 27 marzo 2013

Jimmy Bobo


 ...ha un Jimmy Trailer italiano

Un killer di New Orleans (un tatuato Stallone che interpreta il personaggio che da il nome alla pellicola) e un detective di Washigton D.C.( Sung Kang), hanno un obiettivo comune e si alleano per far saltare macchine, dire battutacce e cimentarsi in combattimenti armati di accetta. Roba molto old school...

Ne abbiamo già parlato QUI, vi abbiamo detto che è tratto da un fumetto, cast tecnico interessante. Una pellicola dal travagliato iter produttivo, che ora vi presentiamo con quello che è lo status definitivo, pronta per essere servita nelle sale. Stallone protagonista con spalla il tizio orientale di Fast'n'Furious (quello buono... sì, contando che in fast3 si era a Tokyo ho un po' semplificato le cose), che il potente produttore Joel Silver ha preferito al sempre più in declino Thomas Jane (che come Punitore era pure bravo e come Hung – ragazzo squillo aveva dimostrato di essere anche piuttosto dotato come attore a tutto tondo, ma quando c'hai la sfiga...). Nel cast anche Christian Slater e Jason Mamoa, protagonista dell'ultima sfortunata trasposizione di Conan (che sarà nel breve futuro re-interpretato da Schwarzenegger) e mattatore della prima stagione de Il trono di spade. Regia di questo retrò buddy movie action in salsa '80 il granitico immarcescibile e immagino ormai vecchissimo Walter Hill, che dalle sale manca dal 2002, anno dell'ottimo Undisputed con Snipes. Gli sarà rimasto il tocco di quando dirigeva 48 ore e Danko o (magari) Johnny il bello? Ora ci avviciniamo all'usicta, 4 aprile, ecco pronto il trailer italiano e... Wow! È esattamente quello che mi aspettavo! Seguirà ravvicinata sentita e capillare recensione (forse). 
Talk0

martedì 26 marzo 2013

Killer is dead



Come non amare un eroe di nome Mondo Zappa?
Il post potrebbe benissimo chiosarsi così, dopo aver gustato le immagini dell'ultima fatica di Suda 51 ormai sarete tutti intenti a rivedere il trailer altre 6 o 7 volte e quindi io mi trovo a scrivere queste righe in pratica solo per me stesso... Allora, domani devo ricordarmi di prendere il dentifricio, lo yogurt alla vaniglia... Ah, ci siete ancora?
Suda 51 è uno che va giù sincero di superalcolico. Un tipo onesto. Quasi un Burroughs, solo che il primo mentre era in “viaggio” scriveva, Suda quando è in “viaggio” programma. Stessa cosa. Ecco che quindi capitano cose fantastiche e assurde come Killer 7, dove per muoversi si usa un tasto per procedere in linea retta, si collezionano palline contenenti repliche subbuteo di giocatori del Brasile, e si intrattengono conversazioni con bimbi fatti a pezzi mentre esseri invisibili si scagliano contro di noi urlando. Eccoti poi scaturire un No More Heroes dove tra moderno e anni ottanta si affrontano killer con una specie di spada laser. E che dire delle ossessioni falliche di Shadows of the damned e al fetish-camp di Lollipop Chainsaw? Tutte opere che, pur in una certa discontinuità realizzativa, sembrano urlare alla massa la loro singolarità, in loro non essere un prodotto tra tanti, svelando il matrix della censura autoimposta.
Tra tanti eccessi, non ultimo Black Knight Sword (dove il protagonista, prima di iniziare una epopea fantasy si impicca nella sua stanza) e il bellissimo Sine Mora (dove creature antropomorfe si scontrano nei cieli per il controllo del tempo parlando e filosofeggiando in francese), il mio cuore non ha mai smesso per un secondo di amare Killer 7, titolo per ps2 e xbox che ho così sublimato nei miei ricordi da non volere più vederlo, per non perdere “l'aroma dei tempi del giocato vissuto” (ecco una frase che dovrei far brevettare). Ho amato molto anche Shadows of the damned, ma causa indigestione di bug l'ho sempre preso e riposto sulla mensola (magari in questi tempi ci rigioco però...). Di fatto, come si può non amare Killer 7 dopo averlo finito, dopo aver goduto di uno dei finali più fighi di una delle storie più fighe del creato?
Killer is dead. Già dalle prime foto, l'aroma di Killer 7 è potente in lui (Yoda cit.). Di sicuro un titolo che vorrei già da ora provare. Sono contento che Deep Silver si occupi di portare questo titolo tra noi buzzurri italici del terzo mondo tecnologico. Deep Silver si meriterebbe una statua solo per aver portato Catherine tra noi. Speriamo che lo scultore pratichi la maxi offerta due al prezzo di uno. Come non si può amare un eroe di nome Mondo Zappa? No, non è possibile non amarlo. 
Talk0

domenica 24 marzo 2013

Evil dead 4


 (sarà la volta buona?)

Alla prima de “Il grande e potente Oz” il leggendario regista Sam Raimi è tornato su uno degli argomenti più cari ai suoi fan. Sembra che questa estate riprenderà in mano il progetto a lungo tempo rimandato, il seguito de “L'armata delle tenebre”. Abbiamo già parlato una prima volta e vi abbiamo dato aggiornamenti circa il remake/reboot della pellicola originale “evil dead”, della collaborazione alla sceneggiatura di Diablo Cody, di come sia stato scelto un giovane regista e giovani attori per ridare vita all'opera di debutto di Raimi, arrivata in Italia negli anni 80 con il nome “La casa” (CLICCA QUI). Ma parlare di un ritorno di Ash, commesso del reparto ferramenta, è tutta un'altra eccitazione. Quale occasione migliore per spendere due parole sul “fenomeno evil dead”?
La trilogia originale (giunta in Italia con i titoli di “La casa”, “La casa 2”, che ne modifica in parte la trama, e “L'armata delle tenebre”) ha per protagonista Ash, anti-eroe interpretato da Bruce Campbell (più che attore, all'epoca della prima pellicola amico di di Sam Raimi). Per via di un inquietante e misterioso libro di lovecraftiana memoria, Ash assiste al risveglio di forze misteriose che si impossessano dei suoi amici, tramutati in schifosi zomboidi indemoniati. Dovrà cotrattaccare. Il film fa paurissima, costa una miseria, innaffia i piccoli cuori dei fan di entusiasmo. Raimi gioca con plastilina e telecamere montate su moto, trenini, carrucole: estro e incoscienza al potere


Seconda pellicola. Ash 1, mostri 0. Ash ha a tal punto conquistato il pubblico che nel prologo del film viene in parte riscritta la sceneggiatura della prima pellicola: via tutti gli inutili comprimari. Ash sopravvive al primo round ma diventa pazzo, così pazzo al punto da lottare con la sua stessa ex-mano, diventata infetta in uno scontro comico-grottesco. Tanti mostri, tanto sangue, tanto divertimento. Tutto si fa incredibilmente goliardico, il ritmo narrativo indavolato. Si intravedono trovate visive che raimi svilupperà in seguito con Darkman. La seconda pellicola è un cult del non-sense, tanto assurda quanto stralunata. Raimi inizia a giocare con le deformazioni e saturazioni della pellicola: torturandola pur di saggiarne i limiti. In una scena finisce il sangue, cioè i barattoli di vernice rossa. Per completare la scena si usa vernice nera. Lo scontro tra Ash e la mano monca è memorabile. Da un momento all'altro, salita a mille la pazzia, Ash risponde alla casa, di colpo animata tra armadi parlanti e alci appesi ai muri sghignazzanti, esibendosi in una specie di gara di scoregge... roba che anche solo a descriverla non ci si crede


Terza pellicola. Ash alla fine del secondo film è riuscito a evocare il grande eroe che viene dal cielo, l'arma finale contro la maledizione del Necronomicon. Peccato che il grande eroe... sia lui!! La magia lo porta in un mondo medioeval-fantasy dove si scontrerà con il suo peggior nemico... un se stesso diabolico alla guida di una intera armata delle tenebre. Raimi al cubo, con gozzilioni di influenze al cinema mitico del passato, agli scheletri animati a passo uno dei film di Simbad, mini-Ash che strizzano l'occhio a pellicole come Viaggio al centro della terra anni '50. Raimi è un nerd di lusso. Ash scatenato, ogni battuta è degna di essere collocata su una t-shirt. Se prima era una creatura poco definita, si dà ora largo spazio alla “strega”, character raimiano massimo che rivedremo in varie forme in varie pellicole... ma sempre inquietantissima. Largo alle ultime invenzioni di Ash: braccio bionico con stritolata alla Robocop ricavato dalla bottega di un fabbro medioevale e il “tritaossa”, auto con annesse pseudo pale di elicottero per falciare i morti viventi.


Questo porterà alla quadra del cerchio. Cerchio che però sembra strato chiuso forzosamente dagli impegni di Raimi. Il finale originale de L'Armata delle Tenebre era un cliffhanger per un quarto episodio mai girato. No, Ash non torna ai giorni nostri...



Vuoi per Darkman, vuoi per Soldi Sporchi, vuoi per Spiderman o Pronti a Morire, Raimi diventa un regista noto e molti richiesto, distinguendosi per serietà e costanza nel portare a termini lavori anche molto complessi. Diventa anche produttore insieme all'amico Rob Tapert, gli scheletri animati de L'Armata delle Tenebre sono solo stati gli apripista per lo sviluppo dei sogni fantasy di Raimi, riportare i miti classici ai più, con Hercules e Xena, con il recente Spartacus. Ma il cuore batte ancora lì, al suo debutto horror-trash, ai suoi attori-amici. Se Campbell non è più protagonista dai tempi d'oro, dal classico trash Maniac Cop, ma ogni tanto fa capolino con qualcosa di fenomenale, come Bubba Ho-teep, nelle opere dirette o prodotte da Raimi c'è sempre uno spazio per lui. Una comparsata in Spiderman, un personaggio secondario in Hercules. Nel contempo porta pure alle masse americane il remake di ju-on, “the grudge”, con Sara Michelle Geller che purtroppo non si spoglia... e produce un sacco di interessanti pellicole di genere horror (anche Boogeyman... a volte gli errori capitano)
Se la saga ha avuto uno stop, i fan non hanno smesso di amare Ash.
Armato di fucile canne mozze e motosega impiantata al posto della mano, rozzo, simpatico e particolarmente sbruffone, Ash colpisce come un fulmine l'immaginario collettivo. Tra horror, commedia e fantasy le possibilità che il character permette sono infinite. Per questo la Dark House prima e la Dynamite creano mille e nuove avventure di carta per l'eroe nato dalla penna di Raimi. Recentemente Ash si è visto anche nel meta-crossover Marvel Zombies (opera dello stesso autore di Walking Dead) e vederlo a tu per tu con la versione zombificata di Sentry fa una certa impressione. Non solo, la premiata ditta di fugures McFarlane Toys (nella celeberrima serie movie maniacs, che annovera tra gli altri Freddy Krueger, Michael Myers, Jason, i Gremlins, Terminator, Alien) ha dedicato più di un character ad Ash e di recente la Neca ha continuato questa tradizione.
Per non parlare dei videogiochi!
Dai tempi del Commodore 64 Ash impazza su tutte le piattaforme.
Il primom titolo è questa... cosa...


poi seguirono cosine più graziose come:


passando per


per finire con l'ultimo nato...troppo tempo fa in effetti...

ah, e c'è pure una app!! Caruccia!!!

Tutti titoli carini e nulla più, ma se ne fanno tanti significa che qualcuno li piglierà pure...
E che dire del musical? Certo che non poteva mancare un musical!!!


Evil Dead oggi più che mai è una serie che non ha abbandonato i suoi fan. Saprà Raimi far uscire dal cilindro qualcosa di memorabile o la sua affermazione dobbiamo riqualificarla all'interno delle operazioni nostalgia? Oppure, polemicamente, ha “evocato” Evil Dead come segno della volontà di tornare a creare qualcosa di proprio e personale, in contrasto con blockbuster guidati dalle major e creati a tavolino come possono (forse) essere Spiderman o l'ultimo “Il grande e potente Oz”?. Noi in ogni caso saremo pronti a dirvi la nostra!


Talk0

sabato 23 marzo 2013

Cattivissimo me 2

 (Despicable me 2) – primo trailer


Cosa sta facendo sparire i minions, i buffi omini a forma di ovetto kinder del Cattivissimo protagonista Gru? Avanzando tempo, quale diabolico piano stanno escogitando Gru e Nefario per conquistare, nuovamente, il mondo? Il mistero si infittisce.
Grande attesa per la nuova pellicola Universal Pictures, di nuovo affidata alle talentuose mani dello studio francese Illumination Entertainment capitanato da Pierre Coffin e Chris Renaud. La prima pellicola, targata 2010, è piaciuta un sacco e ha messo in ombra al botteghino produzioni anche più “ricche” come Megamind (che comunque è stra-divertente). Lo studio è cresciuto e gli sono stati in seguito affidati anche Hop, storia per i più piccini sul coniglio pasquale affidata in Italia all'ugola di Dj Francesco (...) e il divertente Lorax, tratto da un racconto dello stesso autore del Grinch e di Ortone, affidato in Italia all'ugola di Danny De Vito che parla appunto in italiano (presente Mr. Magorium auto-doppiato da Dustin Hoffman? Vi ho evocato brutti ricordi? Beh, qui è pure peggio...). Avendone l'autorità, in merito a tali scelte di doppiaggio rivolgerei al suddetto direttore italiano, o a chi ha materialmente approvato, considerando “geniali” queste soluzioni, l'ordine più celebre della Regina di Cuori di Alice.
Ma di Cattivissimo me 2 è già un po' che se ne parla, esattamente da marzo 2012, quando ha fatto capolino sul web questo divertente trailer. Vi invito a guardarlo senza sbellicarvi.


Nell'attesa, vi consiglio di spolverare la vecchia pellicola. Di corsa.
Talk0

venerdì 22 marzo 2013

Kick Ass 2


Ecco il primo trailer!


Il primo ciclo a fumetti, così come la prima pellicola, cercava di rispondere ad una delle massime domande-nerd: perché nessuno si è mai messo un costume da supereroe per combattere il “male”, se tante persone leggono i fumetti e “acccettano” questa premessa? La risposta è semplice. Fare una cosa simile è per lo più stupido e porta a conseguenze mortali. Forse però ne vale comunque la pena. Con queste strambe premesse, il fumetto di Millar per i disegni di Romita jr descriveva nel primo arco la nascita di un supereroe sui generis. Un tizio (Aaron Taylor-Johnson nella pellicola, un biondino cupo nel fumetto) per noia e perché il mondo non lo considera, compra una tuta da sub da e-bay e la adatta a costume per poi, armato di mazze, andare a vigilare nel quartiere. Il primo scontro con la teppa totale lo vede quasi morto ma con il tempo, e grazie ad un uso costante di antidolorifici a scopo riabilitativo, il folle, giovane, supereroe riesce a far fronte a uno scontro e a salvare la vittima. Qualcuno lo filma con il telefono e manda in rete la vicenda. Nasce il mito di Kick Ass. 
Alcuni vigilanti, gente seria che combatte la malavita ma comunque fuori di testa, decide di lavorare con lui. Così a Kick Ass si avvicinano anche Big Daddy (interpretato da uno straordinario Nick Cage) e la figlia Hit-Girl (Chloe Grace Moretz, giovanissima ma già molto attraente e dotata attrice che vedremo presto anche nel remake di Carrie sguardo di Satana). Il primo è un ex-poliziotto che ha allevato la figlia fin da piccola per farne il Killer definitivo e vendicare insieme a lei la morte della madre. Per rendere la cosa più digeribile ha spiegato tutto alla figlia in chiave supereroistica e i due affrontano la mafia mascherati. Ma ci sono altri vigilanti in giro, come Red Mist (Christopher Mintz-Plasse). Come vanno a finire le cose non ve lo dico, dovete vedere il primo film o leggere il primo arco narrativo del fumetto, che trovate in fumetteria anche in volume unico by Panini. Più cupo e disperato il fumetto, più pop e sbriluccicoso il film diretto da Vaughn, già untore degli ottimi Pusher (con Craig pre-Bond) e Stardust e che letteralmente viene lanciato nell'olimpo di Hollywood grazie a questo lavoro, cui seguiranno X-men: first class (cioè X-men l'inizio, con Fasbender e McAvoy) e sarà dietro i lavori del prossimo X-men giorni di un futuro passato di cui abbiamo già parlato QUI e accreditato anche per il futuro film dei Fantastici Quattro (che sia la volta buona per avere un film degno di questo nome... magari che riproduca proprio l'arco di Millar). Entrambe le opere sono godibili. Dopo aver già letto il secondo arco narrativo, è tempo di gustarsi sul grande schermo la nuova trasposizione, a questo giro dirige Wadlow (noto per Never back down e Cry-wolf, conosciuto da noi come “Nickname enigmista” per curiose strategie produttive: avendo perso i diritti di distribuzione di Saw l'enigmista, la Eagle ha voluto comunque cavalcarne l'onda... tutto sommato Cry-wolf, pur con un sempre inguardabile e pessimo attore come Bon Jovi, è un film gradevole) e speriamo che il livello sia lo stesso cui ci ha abituato il primo regista. Ai supereroi si aggiungono il Colonnello Stelle e Strisce (Jim Carrey), pazzo armato di mazza che si porta dietro il suo bel cagnolone, Night Bitch (Lindy Booth) e una autentica schiera di eroi fai-da-te, pronti a contrastare la minaccia del nuovo supercattivo Mother-fucker e della sua letale schiera di sgherri, tra cui figura la fortissima e pericolosa Madre Russia. Nel fumetto è un autentico bagno di sangue, vedremo il film come sarà, ma presumiamo come per la prima pellicola un approccio più soft.
Ma oltre a Kick Ass c'è ben di più.
Si chiama “Millarverso” il nuovo “mondo” supereroistico nato dalla penna di Mark Millar, con il beneplacito di Marvel e supportato da alcune delle matite più amate del panorama dei comics. Un nuovo e largamente inesplorato scenario nel quale scorrazzano tizi mascherati sfigati e senza poteri (Kick Ass), silenziosi e letali killer stile Elektra (Hit Girl), vigilanti a metà tra Batman e il Punitore (Big Daddy), superuomini a metà tra Shazam e Superman (Superior) e pericolosissimi supercriminali psicopatici (Nemesis). Opere a fumetti di difficile classificazione, eccessive e ruvide (Kick Ass -Hit Girl), a volte quasi irritanti (Nemesis), spesso non banali e con molto “cuore” (Superior). Pulp, volgari, cattivi e senza dubbio compiaciuti fumetti, che sembrano concepiti per essere istant-block-buster (se si usa ancora questo termine), descritti con una scansione narrativa molto cinematografica e accattivante. 
Le schiere dei detrattori non mancano, soprattutto tra chi ritiene che il fumetto supereroistico debba essere latore di valori morali e intenti educativi, tra chi poco digerisce le volgarità spicce, tra chi non apprezza una certa vena commerciale dell'operazione, tra chi dà a Millar del “bollito” già dai tempi di Civil War. Per molti di questi, i comics sono metafora di un mare calmo e sempre uguale, dove immergersi per evadere dal mondo: non è un caso che oltre a Millar gli stessi osteggino “cattivi ragazzi”, come Ennis e Bendis e a volte abbiano da ridire pure su Ellis, autori per i quali i comics sono piccoli specchi delle ipocrisie del mondo reale, dove chi vuole innocentemente “fare la cosa giusta” è destinato a perdere e perire tra grasse risate dei “cattivi”. Critiche a parte, il Millarverso vende, vende come non capita da tempo. Hit-girl, viene ristampato a velocità luce, Nemesis fa scalpore in quanto racchiude nella stessa persona le fisime di Jocker e Batman e vende altrettanto. In rapido aggiornamento, siamo già in attesa nell'imminente del terzo ciclo di Kick Ass, del secondo ciclo di Nemesis e di nuove sorprese. Non vi sorprenderà sapere che dopo Kick Ass 1 e 2 seguiranno al cinema anche il 3 e Nemesis. Magari poi si vedesse sul grande schermo una trasposizione più fedele del fumetto Wanted (che non è Millarverso ma sempre fumetto di Millar), il film con McAvoy, Freeman e la Jolie non è nemmeno l'ombra della spettacolarità originale e ricchezza tematica. Come sempre, vi terremo aggiornati! 
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giovedì 21 marzo 2013

Wolf Children




Una ragazza ha il coraggio di fare la “scelta proletaria”, non si mette con un vampiro, come oggi va di moda, ma con un uomo lupo!!! E il team Jacob esulta.

Dall'unione nascono due bimbi-lupetti. La famiglia si espande e il Ciappi è scontato al trenta per cento. Cosa volere di più? Purtroppo la vita non sempre va per la china giusta. Venuto a mancare il padre, la ragazza dovrà da sola coccolare il piccolo branco. Lascerà la città, dove se abbandoni la cacca di cane in giro ti multano (perché siamo a Tokyo...), deciderà di accudirli in campagna. La felicità non è sempre una linea dritta, ma si può sempre cercare di goderne quel poco che abbiamo.
Il regista Masamoru Hosoda è una vera star in jappolandia. A lui si devono pellicole molto interessanti come "La ragazza che saltava nel tempo" e "Summer Wars". Due film che mi sono piaciuti tantissimo da certi punti di vista e ho trovato al contempo mortalmente tediosi per alcuni specifici profili. Il mio personale muro di critiche è rivolto all'idea di umorismo di Hosada, così “nipponico” e quindi per me tanto alieno da sfociare nell'irritazione cutanea. Solo pensando al character del poliziotto di Summer Wars, personaggio che a un nipponico dovrebbe far sbellicare dal ridere, il mio corpo si copre di bolle... Peccato che siano al contempo film realizzati benissimo, ricchi di trovate, godibili per tutto quanto non riguardi la sfera del “comico”. Perché il vero tema ricorrente delle opere di Hosona è l'amore e la famiglia, aspetti che il cineasta riesce sempre a trattare con garbo e leggerezza, unitamente a un sentito trasporto e rispetto per le tradizioni. Se l'amore è il nucleo, la famiglia ne è irradiazione. In Summer wars una famiglia è lo specchio dell'intero Giappone, ne La ragazza che saltava nel tempo l'elemento soprannaturale viene usato per cucire e ricucire rapporti di cuore. 
Wolf Children propone l'anomalia della normalità domestica, concentrandosi sulla nascita di un nuovo nido domestico. Viene posta una picca di dura realtà, come è giusto per stemperare il troppo glucosio, facile ci si trovi in lacrime davanti alle immagini, se ci si lascia trasportare. Piacerà sicuramente alle coppiette che stanno per fare importanti scelte di vita insieme, è la classica pellicola da vedere con la fidanzata, per commuoversi un po' insieme. Ennesima dimostrazione che quando i jappi sanno toccare le corde giuste del sentimento, non li batte nessuno. Ancora mi commuovo a ripensare a opere come Momo o Tororo...(dopo tanto smielatesimo fate conto che abbia proferito un bel rutto... altrimenti mi si cariano i denti) Terza pellicola di questo geniaccio in arrivo dunque, ma per i fan dell'animazione giapponese ha un valore in più, inaspettato: è una pellicola che era di proprietà di Kaze e ora viene editata da Dynit!!! Kaze si è stufata di noi poveri italiani e sta liberando il parco titoli!!! Volesse mai che riusciamo ad avere una versione come Odino comanda di Hellsing Ultimate? Volesse mai che doppieranno in italiano gli oav di Black Lagoon? Magari! Parleremo di Wolf Children più diffusamente quando sarà disponibile in Italiano. Evento che i fan dell'animazione jappo sono tenuti a non mancare! 
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martedì 19 marzo 2013

Underworld – il risveglio






Torna l'agente di morte Selene. Ed è incazzata. Un attimo, di recente devo aver già scritto qualcosa di simile...Ok, il mondo un giorno si è svegliato e ha scoperto che ci sono in giro licantropi e vampiri. Gli umani, bardati con caschi integrali stile power rangers e tutine nere si sono dotati di armi cariche di proiettili a raggi ultravioletti combinati con proiettili d'argento e al grido di “Twilight ci ha rotto le palle” lupetti e fighetti sono stati decimati. Ora i vampiri occupano come barboni edifici dismessi. Ora i lican occupano come barboni le fogne, come già facevano, ma sono tutti emaciati e denutriti. La razza umana regna e cerca di guarire gli infetti, pertanto vengono eretti laboratori su laboratori. E non sono passati nemmeno 6 minuti del film!!! Mentre il pubblico giustamente si domanda perchè comprimere tutta 'sta roba in pochi secondi, quando si poteva agilmente usare il tempo, tipo, della durata integrale di Underworld 3 (che sarà pur carino...), ecco che compare Kate Beckinsale, al secolo moglie dell'ideatore di Underwolrd Len Wiseman, nuda e ibernata in uno dei suddetti laboratori. Ma qualcuno spegne il suo stato di criostasi. Forse è stato Michael, discendente di Corvinus mezzo lican e mezzo fighetto, essere dalla forza smisurata sulla carta, ma che davanti alle telecamere è sempre apparso come una mezza pippa. La Beckinsale viene sbrinata come i that's amore findus, ma siccome è una nota e documentata Fç #* di legno gli unici  dettagli che effettivamente vedremo del suo nude-look sono un polpaccio e un malleolo. Manco una controfigura per farci sognare un po'. Provvidenzialmente nel luogo di confino della vampira sono depositati nella classica cesta  modello gioco di ruolo molto scarso e molto illogico, a cinque metri dal frigo, i suoi cari vestitini in lattex e le armi pesanti.  Ma cosa volevano da lei? Dove si trova il “temibile” Michael? Perchè tutti gli uomini protagonisti della pellicola, Stephen Rea a parte, sembrano modelli con la faccia da ebete? Selene si dà alla fuga e iniza a indagare. La Beckinsale non sembra invecchiata di un minuto dall'ultimo Underwolrd 2, anno del signore 2006. Deve essere anche lei una schiava del bifidus. Si muove nelle classiche coreografie a cavi di sapore orientale con la grazia di una libellula, spara con le sue due classiche pistole e picchia con la velocità e la decisione di Jet Li. Una gnocca sconfinata e pericolosa, un vampiro che incattivito si esprime con sadica e ricercata violenza. Arti distroti, teste divelte. La maggior parte di finta emoglobina che promana dal nitrato d'argento, ormai digitale, della pellicola è tutto effetto delle sue sante manine e agili piedini. Sublime. Scott Speedman però manca, così come mancano comprimari degni di questo nome, salvo il sempre ottimo e misurato Stephen Rea. Belli gli effetti, scene d'azione divertenti e ben coreografate con un pizzico di trash a insaporire la pietanza. Ma il succo è diluito, si arriva verso la fine con la consapevolezza di essersi divertiti ma di non aver assistito a niente di clamoroso, di aver piuttosto patito l'assenza di grandi mattatori come Michael Sheen, Bill Nighy, Steven Mackintosh, Tony Curran. Manca la bella Zita Gorog e la sexy-serpe Sophia Myles. Mancano tizi rocciosi come Robbie Gee. Alcuni ovviamente non potevano tornare, ma quanto carisma sprecato. Se poi mi mettete in ruoli chiave il “bambolotto” Michael Ealy dal profondo occhio azzurro o l'imberbe Theo James, se il “cuore” della pellicola è fornita dalla brutta parodia dell'indemoniata offerta da India Eisley e ci tiriamo su giusto per la possanza scenica di Kris Holden-Ried... è tutto troppo poco per sottrarci dalle sempre più invitanti braccia di Morfeo. Si ha come la sensazione che qualcosa di interessante stia per accadere, il che è sempre un bene per la pellicola, ma tale svolta non arriva e, quasi beffardamente, si intuisce qualche scampolo di interessante sviluppo solo a una manciata di secondo dai titoli di coda. Un deserto dei tartari per poveri nerd. Aspettiamo ma dovremo aspettare un film non ancora annunciato. Se consideriamo che è dal 2006 che aspettavo un seguito, la cosa fa un po' sorridere. Ma Sony sembra abbia bene incassato, il prossimo capitolo è in marcia (pare).
In sostanza. Visivamente bello e ben fotografato della classica pellicola bluastro satura marchio della serie. Beckinsale che ancora ha fascino e lo sprizza da ogni poro. Comprimari così così. Trama che rimanda troppo a eventi futuri. Datemi in pasto un'altra pellicola a dare un senso a questo Underworld il risveglio. Datemene una che non si dimostri un moncone, ma che davvero proponga quello che tutti vorrebbero: scontri su ampia scala, il Soldato Ryan degli Underworld. Ma si può che sto rimpiangendo l'assenza di Scott Speedman? Cose da pazzi...
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lunedì 18 marzo 2013

Ted




John esprime un desiderio per Natale, vuole un amico vero. Per questo arriva Ted, un orso di peluche che di colpo prende ad animarsi. La cosa fa un discreto scalpore sui giornali, Ted diventa una star. Poi cade nel dimenticatoio mediatico, pur rimanendo al primo posto nel cuore del bambino. Ora John è cresciuto e lo interpreta Marky Mark... cioè Mark Wahlberg... che dicono sennò che si incazza... Con lui è “cresciuto” anche Ted, che vive con John in un appartamento, si esprime come uno scaricatore di porto e riscuote un certo successo con il gentil sesso. Ma qualcosa sta per cambiare in un'amicizia virile di così lunga durata. Lori, Milla Kunis (che tra le altre cose dà voce a Meg nell'originale Family Guy – i Griffin) ha deciso, come ogni buona fidanzata, di far sloggiare gli amici della controparte per apprestare il nido familiare. Per John e Ted è tempo di crescere, mettere da parte i complessi di Peter Pan e affrontare seriamente la vita. Ma qualcuno nell'ombra sta tramando anche per rapire l'orso di peluche... 
Ecco una commedia divertente, ben recitata e decisamente sopra le righe, con quella venatura sentimentale che tanto funziona. Il merito va a Wahlberg (che nelle parti comiche rende incredibilmente meglio che nei ruoli action), alla brava e carinissima Kunis, all'ottimo reparto effetti speciali, ma soprattutto alla voce originale di Ted e regista del film: Seth McFarlane (no, non quello di Spawn...). Del resto, come non si può amare un regista di cartoni animati? Il papà dei Griffin e American Dad. Soprattutto dopo che all'ultima notte degli oscar, insieme al prestigioso “Gay men's Chorus of L.A.” se n'è uscito con una cosina spassosa come la seguente?

Seth McFarlane. Un grande. L'uomo e la voce originale dietro una della pellicole più divertenti dell'anno passato, da poco uscita in dvd e blu ray e che di recente sembra prossima a un sequel.
Il film è pura poetica McFarlaniana, vi si ritrovano i tormentoni-elenchi infiniti alla Peter Griffin, alcuni spunti più felici del rapporto tra Stewie e Brian, l'atmosfera citazionista, i camei più assurdi (qui c'è tutta una “poetica” legata al Flash Gordon di De Laurentis...) l'amore per i contesti schifiltosi (c'è una memorabile sequenza su una cacca che si è materializzata in soggiorno, probabilmente prodotta da una spogliarellista ubriaca abbordata dall'orsetto Ted). Ci si sente subito “a casa” e anche il doppiaggio italiano funziona a dovere. Di contro come non si può perdonare qualche piccola volgarità, quando a proferirla è un batuffolone peluscioso? Con questa premessa chi si sente a disagio con certi eccessi di American Dad e dei Griffin può godere della pellicola, ma mi sento di rassicurare di detrattori che in Ted c'è un tasso di volgarità decisamente più basso che nei cartoni animati sopra citati. Andate quindi a vederlo tutti felici e sereni, che ne vale la pena. Sulla trama non voglio rovinare nulla, ma confesso che il finale mi ha piegato in due dalle risate.
Universal offre un blu ray ricco di extra, davvero un bell'oggetto da regalo. Avrei voluto una special edition con pupazzo allegato, ma purtroppo nisba. Mi piacerebbe nel sequel vedere un confronto tra Ted e il Teddy di A.I. Intelligenza Artificiale... e immagino che a una cosa del genere quel pazzo di Mcfarlane ci avrà sicuramente già pensato...
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domenica 17 marzo 2013

Star Trek – into darkness


Nuovo trailer!

Fresco fresco dalla rete, ecco un nuovo motivo per centellinare la spasmodica attesa della prossima pellicola di J.J.Abrams...


Ma qui c'è niente meno che un proto-millennium falcon i proto-riproduzione di una proto-stranota sequenza del terzo Star Wars, cioè il sesto, cioè quello con Fett, cioè con Boba, ma Boba adulto, cioè ci siamo capiti, quello con Leila sadomaso... E c'è ancora qualcuno che dubita che J.J. possa fare grandi cose con Star Wars e magari difende a spada tratta robe come La guerra dei cloni (che di recente hanno pure segato). ... infedeli... Da notare la sequenza spaziale alla Dead Space (quando le idee sono belle è giusto trarne “ispirazione”). Certo che Chris Pine ha già più rughe del Kirk di Shatner nella prima stagione. Di questo passo si prospetterebbe a breve quale candidato per un remake di T.J.Hooker. Ecco cosa davvero servirebbe al mondo, un remake di T.J.Hooker. La scena di Spock tra lava varia dovrebbe far partire il durello ai fan di vecchia data. Pegg in versione 30% in più di somiglianza con lo Scotty originale, il che è bene. Certo che le astronavine a forma di cartoccio del latte non le posso ancora vedere. Ne riparleremo? A fine mese esce un nuovo trailer. Ne riparleremo. 
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sabato 16 marzo 2013

Iron Man 3


Nuovo trailer

Nuovo trailer. Lo sbavo dei fan si concentra necessariamente nelle ultimissime scene del filmato, dove in un orgasmo celluloideo compaiono una caterva di armature più o meno note di Tony Stark, compresa una bella Hulkbuster... ”Ma di cosa cacchio starà parlando?” diranno i lettori non avvezzi ai tizi in calzamaglia americani. A loro la gioia della scoperta, wikipedia insegna. Più vedo spezzoni di questa pellicola, più mi pulsa il noto tarlo del dubbio: converrà una siffatta cupa impostazione per un eroe guascone come Tony Stark? Lo esprimo esule da recenti cicli narrativi ultra tech e ultra seri che mi hanno un pelo fracassato le palle. So che di acqua sotto i ponte ne è passata un bel po', ma Iron Man dall'aggiornamento “non mi ricordo cosa ho fatto e dove ero durante Civil War” il personaggio mi è parso moscissimo. La gioiosa impostazione ludica donata ad Iron Man dalle prime pellicole  e dal film sugli Avengers, merito senza dubbio di Robert Downey Jr, mi hanno fatto tornare a sperare per il personaggio. E ora rieccoti la dose cupa, magari sull'onda delle ultime trasposizioni di Batman. Solo che Tony non è un topo volante, è un milionario wannabetamarro che indossa una corazza laccata come guiderebbe una porche... Non sminuiamo il personaggio! Speriamo che l'impostazione seriosa suggerita da questi primi california maki della pellicola sia più una sensazione, un abbaglio collettivo.
Curioso anche il fatto che non mi pare ci siano altri personaggi Marvel nella pellicola... dalla regia mi dicono che questo può essere stato influenzato dal fatto che la gestazione della sceneggiatura si sia sovrapposta con i lavori degli Avengers. Io almeno un Dr Pym lo avrei visto bene, magari anche un Frank Castle o un Marc Spector...”Ma di cosa cacchio starà parlando?”...
Ne riparleremo? Certo che ne riparleremo! 
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venerdì 15 marzo 2013

Chiavi di ricerca

Ok, lo fanno tutti, quindi perché non potremmo farlo anche noi?
Ecco la top 10 delle chiavi di ricerca che hanno portato numerosi navigatori della rete tra le righe del nostro blog... ovviamente in modo non voluto.

10- In decima posizione "elenco bestemmie", probabilmente qualcuno che le aveva esaurite durante l'ennesimo gol sbagliato da Drogba nella finale di Champion's durante una sessione di Fifa o PES...
9- Poco più in alto troviamo "che pare parente di Kenshiro", ricerca indubbiamente dettata da un minorenne alle prese con la visione del suo primo film con Stallone...
8- Ottava piazza per un sempreverde "poppe ovunque", classica ricerca da pausa pranzo in ufficio...
7- Al settimo posto troviamo lo snobbissimo "link di non interesse per fantasie virtuali", frutto della mente malata di qualche pseudo-intellettuale che ha semplicemente mischiato a caso le prime parole che gli sono saltate in mente...
6- Sesta posizione per "gli 80 anni di Roth spero di arrivarci" e onestamente speriamo anche noi, che ovviamente abbiamo pensato per primo a Eli Roth, regista di Hostel, pensando che se così fosse li porta davvero da dio...
5- Un altro evergreen al quinto posto, ovvero "film con donne nude che fanno sesso", anche perché di filmati di sesso con donne vestite ne ho visti pochi...
4- Ci avviciniamo al podio con uno splatteroso "film in cui si affettano corpi umani", probabilmente cercato dal poliziotto Gilberto Valle prima dell'arresto...
3- Medaglia di bronzo per uno spettacolare "guardone con visore notturno", evoluzione tecnologica del quarantenne che di solito si aggira per i parcheggi alla ricerca di coppiette disinibite...
2- Al secondo posto, medaglia d'argento per "c@ o abbiamo fatto il briefing", esultanza post riunione del lunedì mattina...
1- Incontrastato vincitore di questi primi cinque mesi di vita del nostro blog è il malatissimo e perverso "filmati di sesso con donne nude che toccano la chicca con le p***e di un uomo", onestamente anche difficile da immaginare...

A risentirci tra qualche mese per una nuova top ten!! Ovviamente domani riprenderemo la naturale programmazione del nostro blog...
Gianluca

giovedì 14 marzo 2013

True Justice - La vendetta


...con ospite speciale il signor Sulu!! -

trailer:



Nuovo dittico di episodi per questo nuovo “classico” di Seagal, che abbandona definitivamente la bandana e cambia parrucchiere. Il titolo originale dell'episodio è Dark Vengeance, manco fosse un fumetto di Batman, l'adattatore ha avuto pietà e traduce unicamente “vendetta”. La trama. Il gruppo di Seagal deve occuparsi di un serial killer specializzato in lap dancer, che espone i suoi trofei nella zona di Seattle che Seagal definisce “il mio territorio” (sì, questo fa molto Batman in effetti..). Le vittime sono coperte da una maschera di volpe e sono adagiate, con le mani legate con corde rosse a un cancello di ferro. Strani rituali frutto di una sottocultura sadica non integrata nel grande paese delle alette di pollo? Seagal indaga. Scompaiono le lap dancer di un certo locale. La strategia, accettata di buon grado in quanto per nulla sessista, prevede che gasatello e neropensoso vadano un po' nel locale zozzo a indagare. Dopo che questi si presentano sul lavoro per giorni unicamente con grandi occhiaie e praticamente ciechi, Seagal decide di utilizzare le due agenti donna per infiltrarsi tra le lap-dancer. La mora, Meghan Ory, farà la cameriera. La bionda, Sarah Lind, che è anche una discreta porca, si attaccherà con micro bikini e abitini in pelle sul palo della lap dance: il suo personaggio dichiara di aver frequentato tali locali da studente per arrotondare e data l'esperienza dell'attrice non nutriamo dubbi nemmeno su di lei. 
Il pubblico maschile apprezza e fa la hola. Il locale ha in tutto 5 avventori, essendo un buco. È stato per forza uno di loro, essendo tutta la pista surreale sulla maschera della volpe, le corde ecc. un'inutile super-cazzola che non va da nessuna parte. Non sarebbe un problema seguire tutti gli avventori, ma Seagal preferisce che a fornire supporto alle due colleghe siano gasatello e neropensoso, che ormai sono lì di casa, perennemente ciechi e ubriachi. La sera in cui il killer segue la bionda, gasatello e neropensoso decidono di fare a botte con il buttafuori con la scusa di stendere uno più grosso di loro. Ma Seagal, che ha capito tutto senza che si capisca come, anticipa l'assassino. Fine dei giochi? Ma manco per niente. I cadaveri continuano ad arrivare al signor Sulu, l'anatomopatologo. Solo che sembra che la mano sia cambiata. C'è in giro un copycat? Nel frattempo gli uomini di Seagal utilizzano una trappola infernale per fermare i loschi traffici di alcuni biker avventori del localino zozzo di cui sopra. Anche in questo caso è una strategia per nulla sessista: si prende la collega mora, la si veste da zozza e la si fa ancheggiare ammiccante verso un furgone dove i biker a cielo aperto alle tre del pomeriggio stanno smerciando mitra e bombe a mano (sì, pare di essere in un fumetto di Topolino). Appena la mora giunge al furgone, così come da piano, tutti iniziano a smitragliare su tutti e Seagal insieme alla sua controfigura iniziano a rovesciare gomiti. Si potrebbe festeggiare per una nuova vittoria dei buoni, ma il signor Sulu rende partecipe Seagal delle sue scoperte sul copycat. A questo punto purtroppo non si può più usare la bionda come lapdancer, perché il killer sembra si sia spostato sulle poliziotte. 
C'è di fatto un tipo losco che gira per le strade con un cartello di tre chilometri sulla testa con scritto “sono il killer”, ma nessuno se ne cale. Come sarà incastrato? Ma naturalmente facendolo sedurre dalla bionda, che porcheggerà con lui per poi incastrarlo! Dark Vengeance è il massimo monumento al sessismo moderno, tutta la trama si potrebbe ridurre al famoso detto socratico “tira più un pelo di @@@@ che un carro di buoi”. I miei più sentiti complimenti ai realizzatori della serie per il coraggio con cui trattano tale scottante problematica. Sul finale ecco il colpo di scena, nell'ufficio di Seagal, tra kimoni, spade e foto di lui che combatte, compare un computer! Forse un così essenziale dato di realismo è stato dolorosamente implementato? Ma manco per nulla. Il fatto è che l'attore che interpreta gasatello probabilmente doveva andare dal dentista nei giorni in cui sarebbero state girate le prossime puntate. Come giustificarne l'assenza a chi “segue” True justice? Si fa accomodare gasatello nello studio di Seagal e questo, leggendo dal monitor senza mai staccare da esso lo sguardo, poiché è una megapippa lunga quattro minuti, gli racconta una supermegasupercazzola. Ecco a cosa serve il computer, in supporto alla memoria dell'anziano Seagal. Gasatello dovrà andare a investigare da solo sulla corruzione della polizia del distretto dove lavora suo padre, trovare i colpevoli, incriminarli, salvare la reputazione del padre con prove schiaccianti e tornare poi al lavoro alla fine delle indagini. Tempo che in True Justice equivale a un paio di pomeriggi. 
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