martedì 2 settembre 2014

Torna Goldrake per combattere di nuovo i terribili mostri di Vega


Maaaa chi èèèèè..... maaaaa chi èèèèèè? Vola nello spazio avvolto nel suo disco volante non identificato. Mangia libri di cibernetica, insalata di matematica e ama andare a giocare su Marte perché gli autori della sigla italiana sostanzialmente non sanno di che cazzo parli questo cartone animato e pensano che il protagonista sia E.T. Si chiama Grendizer ma da noi esce con un nome che fa rima con Mandrake, stesso nome con cui viene pubblicata (storia vera) una serie di romanzi poliziotteschi-erotici. Sarebbe il terzo anime di una "trilogia del bullone" di Go Nagai, ma esce da noi per primo, perché l'eroe cavalca nel Far West come fosse Gringo e si vende meglio tra i tanti cowboy spaghetti anni '70. Uno dei pezzi più importanti dell'animazione giapponese di sempre. IL teoforo generazionale di riferimento per la storia degli anime giapponesi in Italia. L'opera che ha reso grandi e immortali i nomi di Go Nagai e Shingo Araki. L'opera la cui sigla italiana di coda, Shooting star si ballava in discoteca. Pubblico giovane estasiato. Mamme invasate che si incatenano ai cancelli della Rai per chiederne la cancellazione della programmazione in quanto troppo violento. Le madri di ieri hanno vinto e le madri di oggi non si incatenano più: la tv è piena di orrendi-rassicuranti cartoni animati per bambini dai due ai 3 anni e mezzo, privi di qualsiasi contenuto, che li fanno crescere senza valori e come potenziali serial killer. Ma all'epoca questo cartone animato ha fatto il botto, come è uscito dalla Rai sui canali privati sono esplose milioni di serie animate giapponesi, di tutti i tipi e a tutte le ore. Alcune subappaltate e non pagate, come italietta vuole, ma è altra storia. Piccoli nerd e giovani lettori di Blek Macigno e Tex Willer hanno appreso a spugna come cavie del trattamento Lodovico di Arancia Meccanica quanto fosse straordinario il Sol Levante animato.  L'opera primigena negli anni non ha fatto che accrescere in fama ed è straordinario notare come invecchi ancora oggi benissimo, risultando con sguardo moderno perfino più curata nella grafica di opere di decenni successive. Doveva tornare. I collezionisti la bramavano. Qualcuno in passato ha già provato a portarlo in Italia in Dvd, ma non ha finito l'opera. Oggi la Gazzetta dello Sport e Yamato Video riprovano l'impresa e offrono la saga in edicola e prossimamente in home video. Bentornato Actarus! Avevamo davvero ancora bisogno di te in questo brutto mondo! Sigla! Quella più bella! Quella che dà la carica!


Vai, contro i mostri lanciati da Vega. Gli ufo piovono come grandine e vogliono distruggere tutto. Il pianeta Vega ha pronta una intera delegazione di mostri e soldati da sbarco per portare la democrazia nel nostro mondo. Ma ecco che dallo spazio arriva un eroe a bordo di un cazzutissimo, enorme, ufo robotizzato. Chiede solo vitto, alloggio e un enorme hangar sotterraneo tra rocce e cascate a vista, possibilmente equo canone. Si chiama Actarus. Alto, sulla ventina, single. Capelli castani, mento volitivo e sguardo profondo. Ama cavalcare sotto la Luna, ascolta Adamo e i Profeti. Gli piacciono gli uccellini. Ha la voce di Romano Malaspina, ma non è cattivo come tutti i personaggi che Malaspina doppia nella Signora in giallo... cavolo avrò fatto spoiler...

gli piacciono gli uccellini
Trovata una location adatta in America, costruita in un pomeriggio come insegna Extreme Make Over, può qui riporvi il suo robot gigante, con tanto di alabarda spaziale, lame perforanti e mezzi di supporto vari e diventare tanto l'idolo locale per le ragazze quanto il salvatore del mondo contro una razza aliena che lombrosianamente è composta da tizi brutti e cattivi che sfruttano animali alieni combinandoli con tecnologia anni '60 per combattimenti clandestini. Brutti alieni bluastri spietati e dalle orecchie a punta, amanti di mantelline e cappucci stile puffo. Certo che a rivederli oggi assomigliano un casino ai puffi...

dietro al comandante mi pare ci sia Brontolone
Ma contro i terribile abitanti di Vega Actarus non è solo. Un ricco cast di comprimari all americans, tutti rigorosamente vestiti come in Sartana non perdona. Del resto l'America è ambiente ideale per gli Ufo da sempre, in virtù della fantomatica Area 51. E quindi vai di stereotipi americani, tra deserti e praterie, con ranch e cavalli,  le Colt a vista, improbabili bavagli alla Boss Hog al posto di cravatte, sombreri messicani, pantaloni a zampa di elefante come se piovessero, giacchette a frange. A riguardare le puntate pare davvero di leggere Tex Willer, ma per quanto riguarda l'abbigliamento all'epoca zampa di elefante, frangette e Little Tony erano perfettamente di moda. Certo fa strano nello stacco con i combattimenti tra robot, ma va tutto benissimo. Peraltro il cast è riuscito nell'essere divertente e variegato, con uno straordinario vecchietto spalla-comica così spassoso e stralunato che sarà pure ripreso in Cutie Honey. Il professore, stoico e rassicurante, è abbastanza canonico nell'immaginario nagaiano (parlo di Yumi, non di pazzi come i Kabuto o Saotome), così come la figlia sempre allegra e abbastanza ingenua da essere oggetto dei piccoli siparietti sexy con il ragazzino di turno (io odio tutti i ragazzini di turno delle opere di Nagai, peraltro), ma quello che è davvero originale è il loro rapporto con l'eroe, davvero un personaggio nuovo come concezione, quasi un semi-dio (non a caso in Mazinsaga porta ali d'angelo). Le meccaniche sentimentali che scaturiscono sono sempre interessanti e giocano sui temi della diversità e comprensione, similmente a Jeeg, non è un male. Certo Actarus come alieno con permesso di soggiorno se la passa meglio della famigliola di Zambot 3.  Anche la sorella di Actarus, Maria, che arriverà più avanti nella serie è un personaggio non banale e carico di fascino.


Tra i comprimari figura anche Koji Kabuto, lo storico pilota di Mazinga Z, inviato in America per studiare già dai tempi del Grande Mazinga. Koji è l'unico a vestire diversamente, sfoggiando la classica divisa scolastica giapponese. Mistero. Koji è anche un po' il tramite culturale, il giapponese impiantato in America, probabilmente l'occhio del nipponico sul mondo occidentale. Un occhio nipponico che vede appunto gli amercani come Cowboy mente noi italiani come abitatori di case di fango (vedi Holly e Benji). Certo all'epoca della prima messa in onda chi fosse Koji non lo sapevano in molti il Italia, proprio perché Mazinga e Grande Mazinga sono stati portati da noi in seguito. Ma fa comunque tristezza vedere il mitico Koji, pilota dello Z dai Raggi fotonici, per meglio cedere il posto al nuovo eroe alieno guidare il triste ufetto di supporto, una specie di contenitore per le uova, perennemente vittima di guasti tecnici ed esplosioni. A sfregio pure la nuova tutina con casco che gli affibbiano risulta bruttina e sfigata, con elmo che richiama una versione per poveri dell'elmo di Goldrake.


a dare maggiore insulsaggine al personaggio, viene scelto per lui un nome che trae spunto da una nota marca di tonno in scatola, all'epoca piuttosto attiva nella pubblicità.


Riusciranno i nostri eroi a salvare il mondo?

Il mondo salvato da Goldrake lo ricorda ancora.  Sono passati trent'anni ormai o quasi. La Goldrake-mania è esplosa e il mondo si è riempito di fan adoranti. Il cartone animato classico è nello scrigno Toei - Dynamic ma Actarus in animazione non è più tornato.  Poche sporadiche apparizioni, come nel Pazzo Mondo di Go Nagai e in qualche gioco della serie Super Robot Wars, qualche nuovo modellino dallo stile rinnovato, poco altro. Negli ultimi anni abbiamo vissuto il ritorno in animazione di Getter Robot, Jeeg, Mazinga e Grande Mazinga, ma Goldrake non ha ancora goduto di una nuova, attesissima, trasposizione animata. Segno che forse il titolo al di là della nostra penisola non è mai stato così "caldo", forse. Me ne dispiaccio, riguardando oggi le foto di quando avevo quattro anni e correvo felice per casa con un elmo col le corna gialle ricavato da un fustino del Dixan. Noi italiani "anni '60-'70" amiamo alla follia Actarus, tanto quanto Lupin Terzo, roba da dna. C'è gente che riascolta ancora oggi nell'autoradio le musiche della serie, gente che non si alza alla mattina senza le note di Ufo Robot.


L'oggettistica dedicata o ispirata vende ancora tantissimo. Ho un amico ( ciao Marco! : ) )  che è riuscito a trovare questo bellissimo gufetto. Da noi Actarus non è mai passato di moda e l'Italia produce, per i giapponesi, vendutissime figure in metallo di Goldrake dai prezzi folli. L'eroe non è dimenticato, ma le nuove leve non lo conoscono magari o, peggio, nella nuova ondata "robotofoba" non ambiscono a conoscerlo.

Giunge quindi con questa nuova proposta della Gazzetta dello Sport il momento di "contarsi", vedere sulla grande distribuzione e a un prezzo popolare quanta gente è ancora interessata a questi personaggi e alle loro storie. Racconti che profumano di epica tanto epica quanto western, senza tempo e dal fascino tuttora invariato. Magari se i numeri ci saranno grazie anche al supporto di persone che di solito non seguono il mercato delle fumetterie, sarebbe bello ritornare al cinema come negli anni '80 a vedere Mazinga contro Goldrake. Magari e i numeri saranno stratosferici un nuovo film o serie animata potrebbero venire fuori e noi saremmo contentissimi di vedere nuove avventure di Goldrake. Per oggi siamo però contenti così, pronti a commuoverci nel risentire il grande Romano Malaspina invocare una alabarda spaziale.
alabarda spaziale!!!!!!

Da parte di tutti i bambini cresciuti con un elmo di cartone con le corna gialle, un grazie a Yamato Video e alla Gazzetta dello sport. Ci hanno di nuovo fatto tornare piccini e non vi è regalo più bello.

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