mercoledì 18 dicembre 2013

Il pianeta delle scimmie – Revolution ( Dawn of the planet of the apes)

Il pianeta delle scimmie, un primo sguardo a Il pianeta delle scimmie – Revolution (Dawn of the planet of the apes) e una piccola chiacchierata sulla storia della saga scimmiesca


Il Pianeta delle Scimmie è una delle saghe di fantascienza più amate di sempre. Da un primo capitolo imperdibile, del 1968, magistralmente interpretato da Charlton Heston e che ancora costituisce il punto più alto della produzione, il brand si è espanso negli anni con altri quattro capitoli, realizzati fino al 1973, una serie televisiva del 1974, una serie a cartoni animati del 1975. Poi il mito si è sedimentato tra i fan, la saga ha assunto l'egida di oggetto di culto, qualcuno trovava bellissime le orrenderrime mascherone da scimpanzé caratteristiche della produzione.

Fino a che trenta e passa anni dopo la 20th Century Fox decise di resuscitare il brand, di affidarlo alle abili mani di Tim Burton e di un cast stellare e farne un mega blockbuster al passo coi tempi. Ma la pellicola fa flop. Nonostante gli effetti visivi ILM, nonostante il trucco da urlo, opera del genio del make up Rick Backer, nonostante la presenza di bravi attori come Paul Giamatti, il compianto Michael Clarke-Duncan, Helena Bonham Carter, uno straordinario Tim Roth, Kris Kristofferson e Charlton Heston stesso, nonostante la strato-gnocca Estella Warren (partita a razzo proprio nel 2001, dopo una carriera di nuotatrice, con questo film e con Driven per poi finire tra un Cangaroo Jack e una minchiatina dispersa, con ultima traccia di sè nel 2010 per l'orrendo Jonah Hex), nonostante le chiappe di Mark Wahlberg.

Il film non funziona, il finale è così assurdo poi da far storcere il naso a più di una persona. Il brand incassa comunque tanti soldini, ma ritorna in soffita. Il finale di pellicola, per altro più aderente al libro, sarebbe stato spiegato in un seguito che la major non volle mai mettere in cantiere. Ed è un peccato perché il film di Burton era buono sotto molti aspetti e visivamente eccelso. Poi inaspettato, 10 anni dopo, si fece timidamente avanti un nuovo capitolo del brand: Rise of the planet of the apes, diretto dal misconosciuto ma talentuoso Rupert Wyatt per la sceneggiatura opera degli artefici del bello ma poco noto Relic: Jaffa (accreditato anche per il prossimo Jurassic Park del 2015) e Amanda Silver. L'idea è di offrire una sorta di prequel del capitolo originale del '68, basandosi su una novella dell'autore del romanzo originale, Pierre Boulle, ma la vera chicca è squisitamente a livello realizzativo. Grazie a una tecnologia che negli anni ha compiuto autentici passi da gigante nella riproduzione in digitale di animali, si decide di creare al computer le scimmie e nel contempo fare uso di reali primati in ragione di tizi con mascheroni pelosi. A rendere le movenze di Caesar, la prima scimmia senziente evoluta, viene quindi chiamato uno degli attori più straordinari degli ultimi anni, l'uomo che con le sue movenze e la sua interpretazione ha dato vita al Gollum della saga del Signore degli Anelli, Andy Serkis. Peraltro Serkis è da poco reduce dalla interpretazione di un'altro illustre primate oggi riproposto in digitale, il King Kong di Peter Jackson, e quindi già profondo conoscitore delle dinamiche di comportamento delle scimmie.


Il talento di Serkis unito a una sorprendente sceneggiatura, che lega l'ascesa delle scimmie alle decimazione della razza umana come conseguenze di un catastrofico esperimento volto in origine a curare l'Altzeimer (che invece rende le scimmie superintelligenti), fanno della pellicola qualcosa di originale. Soprattutto la prima e seconda parte dell'opera, grazie oltre che a Serkis al taleto di attori molto validi come James Franco, Freida Pinto e John Lithgow (quest'ultimo straordinario), apporta qualcosa di davvero mai visto nella saga, una dinamica familiare interessante e sfaccettata, una drammaticità autentica e desolante. Vediamo Cesare, figlio di una cavia-schiava dell'uomo, nascere, crescere, scoprire la sua strada e infine diventare simbolo per il suo popolo in quella che parrebbe, grazie al filtro della migliore fantascienza, una biografia credibile e realistica.

Il film piace, e molto. Tanto che si mette subito in cantiere un numero due. Dopo un tira e molla, la produzione decide però di accantonare regista e cast dell'ottima pellicola in ragione di voler offrire qualcosa di differente. Così alla regia subentra Matt Reevers, noto braccio destro di J.J.Abrams, regista dello spledido Cloverfield sui mostri ripresi con telecamera a mano e di Blood Story, riuscito remake americano della tenera e inquietante pellicola vampirica Lasciami entrare. Se Reevers non fosse un talento verrebbe quasi da pensare all'influenza di Abrams in 20th Century Fox in relazione ai suoi incarichi direttivi per il brand di Star Wars... e si sa che a pensar male... Giocoforza Franco e gli altri vengono scaricati, ma rimane (e ci sarebbe mancato il contrario) Andy Serkis, che qui sarà accompagnato da Jason Clarke (già visto in Zero Dark Thirty e nel Grande Gatsby), il sempre eccelso Gary Oldman, Keri Russel (la Felicity nella serie guarda caso di J.J.Abrams e Matt Reeves) e Kodi Smit-McPhee, già visto in The Road e (guarda tu il caso) nel ramake di Lasciami Entrare.
La trama sembra riguardare un periodo succesivo agli eventi della precedente pellicola, un'epoca nella quale un certo numero di esseri umani è comunque sopravvissuto e deve vedersela con la nuova dominazione scimmiesca. Come sarà? Ecco il nuovo trailer!



Wow. Credo che ci sarà da divertirsi! Vi forniremo aggiornamenti sullo status della pellicola non appena ne avremo la possibilità. Restate con noi! 
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martedì 17 dicembre 2013

Hansel e Gretel – cacciatori di streghe


Medioevo con qualche licenza poetica, centro Europa senza particolari specifiche. Il mondo è pieno di streghe che rapiscono bambini per mangiarli, sventrano cacciatori che troppo si avvicinano ai loro covi, evocano demoni di ogni tipo. La gente ha paura. Nei villaggi vengono arse vive in continuazione donne accusate di stregoneria pur non avendo i cittadini prove concrete sulla loro natura demoniaca. Tutto sembra volgersi verso una prematura fine del mondo quando sta per approssimarsi in cielo la notte della luna di sangue. Ma come ci sono le streghe, c'è anche qualcuno che si oppone a loro come gli orfani coraggiosi Hansel e Gretel. Abbandonati nel bosco da piccoli, questi sono stati attratti da una casa interamente fatta di dolciumi abitata da una terribile strega. Imprigionati e messi all'ingrasso in vista di essere mangiati dalla fattucchiera, i due bambini riuscirono a opporsi, contrattaccare e spingere nel forno la loro aguzzina. Da allora cresciutelli e diventati Hansel un figo (Jeremy – occhio di falco – Renner) e Gretel una stratognocca (la divina Gemma Arterton) vestiti di abiti in pelle e armati pesantemente vagano di villaggio in villaggio nella loro personale opera di sterminio. L'obiettivo più grosso è la potente strega Muriel (Framke – Jean Grey - Janssen), ma avranno inaspettati problemi con il tutore della legge di un piccolo villaggio, l'ottuso sceriffo Berringer (Peter Stormare).

Nuovo B-movie dell'arrembante Tommy Wirkola, lanciatissimo dopo il simpatico Dead Snow. Il budget qui è considerevolmente accresciuto e possiamo quindi godere di stupendi effetti speciali dall'anima retrò- anni '80, di predatoriana memoria mi verrebbe da dire. Il focus è nel realizzare le streghe più brutte e grottesche possibili e si nota chiaramente l'omaggio alle fattucchiere-ninja di Raimi tanto nel make up che nelle movenze. I combattimenti tra orfanelli e le megere sono un autentico spettacolo, scanditi da humor nero ed eccessi di vernice rosso sangue e più di una volta ci si trova a pensare alla trilogia di Evil Dead. Le ambientazioni sono altrettanto evocative (sempre di Evil Dead verrebbe da dire), con piante che attaccano come nelle più tetre scene del Biancaneve della Disney e con i gustosamente spettrali villaggi medioevali. Gustosa in tutti i sensi la casetta costruita di dolciumi, al contempo innocua e sinistra fin dalle sue porte che si spalancano come una bocca dentuta. Al centro di una continua e concitata azione ecco che vediamo i nostri eroi. Il simpatico e sempre bravo Renner e soprattutto la divina Gemma Arterton. Pelle bianchissima, forme generose, viso che incanta. Non sarò razionale qui, nutro una profonda e incurabile cotta per la suddetta attrice inglese, roba che non mi capitava dai tempi di Jennifer Jason Leight e Juliette Lewis. Una fascinazione in grado di farmi dimenticare tutto, dalla trama alla fotografia al momento di pausa pubblicitaria, e rimanere in estatica contemplazione per ore. I produttori sanno del potere di questa sirena ammaliatrice e spesso la mettono in filmacci come Prince of Persia e Scontro tra Titani, dove io come un ebete passo il tempo a guardare solo ed esclusivamente lei, incurante di tutto il resto. Ho visto il seguito di Scontro tra Titani, ossia l'Ira dei Titani incurante della sua assenza e ho trovato per ampi tratti la suddetta pellicola terribile. Ho rivisto Scontro tra Titani cercando di isolare le scene in cui non appare Gemma, ma non ci riesco (Tuttora non mi importa nulla della trama di Scontro tra Titani o dell'anacronistico taglio di capelli del protagonista), sono completamente soggiogato e maledetto alla visione continuativa di film come Tamara Drew, la scomparsa di Alice Creed e Quantum of Solace (che apprezzo sempre tantissimo, ma potrebbe essere per via del “Tamara Drew bless”). È stato annunciato un Hansel e Gretel 2, anche se mancano ancora conferme specifiche è quasi sicuro che si farà. Gemma ha di nuovo fatto il miracolo dei titani, quello che comunque non è riuscito con Prince of Persia (era davvero un film troppo brutto quello... con un principe sbagliatissimo).


Tiriamo le somme! Il film è un B-movie dal chiaro e dichiarato old-style fashion per effettistica e trama. I riferimenti a Evil Dead sono evidenti, bellissimi e fanno da ossatura a tutta l'operazione. I due protagonisti si muovono in ruoli di stampo quasi supereroistico simpatici, eccessivi e soprattutto divertenti. Tanto ma tanto sangue, budella, deflagrazioni cefaliche e quant'altro, pare una puntata di Ken il Guerriero. Gemma Arterton. Non ho provato il 3d. 88 minuti che passano in un soffio, una pellicola che si presta a essere vista e rivista per i suoi eccessi visivi e per Gemma. W Gemma. Giudizio critico: una puntata di Hercules/Xena con tanto sangue (e a me piace Xena). Giudizio acritico: una figata spaziale per chiunque sogni scene come una strega che imbraccia la scopa per schivare i dardi intrisi si acqua santa esplosi da una balestra a ripetizione. Epico. 
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lunedì 16 dicembre 2013

Robocop


Nuovo trailer un po' più convincente



Ne abbiamo già parlato su queste pagine. L'iniziale entusiasmo per la realizzazione di un reboot di una delle più belle e splatterose pellicole “anni ottanta” si è andato spegnendosi notizia dopo notizia fino alla visione del primo trailer, dove lo scoramento ha raggiunto preoccupanti livelli di guardia, quasi da caduta testicolare verticale. Il problema è la tremenda scelta, già evidente da una manciata di immagini, di livellare il target, di fare di Robocop un film per tutti come i Teletubbies. A essere onesti lo stupro del povero Murphy in senso “spettacolo per tutti” si è avuto subito all'indomani della seconda pellicola quando cartone animato e serie tv sono provvidenzialmente partite con l'intento di fare di Robocop un pupazzo da vendere, cosa che la prima pellicola non voleva, cosa che la prima pellicola cinicamente criticava, ma che giocoforza la serie è diventata a colpi di cartoni e pupazzi. Non metto nel livellamento target i videogiochi perchè negli anni “ottanta” era già costume sul c64 o sull'Amiga o Megadrive proporre giochi per adulti, cosa che di fatto Robocop era... ricordo in proposito un leggendario Robocop vs Terminator sanguinolento come pochi di cui un remake non schiferebbe, anzi. Noi, nerd sadici, che amiamo il sangue e sbudellamenti della prima, cinica e disperata, pellicola del crociato meccanizzato non possiamo nulla contro le major. Ci aggrappiamo al regista già noto per Tropa d'elite, Padilha, ma le immagini sconfortano. Fanno tornare alla mente Street Hawk, Kamen Raider, Captain Power.


Tutto questo fino al nuovo trailer di cui sopra, una leggera botta di entusiasmo. Nelle poche scene vediamo gran sfoggio di attori, dal mitico trash-hero Samuel L. Jackson al mai dimenticato Beetlejuice Michael Keaton al sempre valido Gary Oldman. Anche la computergraficaccia del primo trailer pare dimenticata e l'aspetto visivo speciale non lo trovo così sgradevole; infine, direi quasi figlio di suggestioni calate (bene) da Io Robot o Real Steel (sperem). Certo Robocop di Verhoeven era “acciaio che schiaccia carne, carne che si comprime e scoppia schizzando” (questa frase è mia, già depositato il copyright.-.). Qui siamo molto più dalle parti di bullone schiaccia bullone, più innocuo e socialmente accettabile. Ma se il tutto sarà veloce e divertente chissenefrega e benvenga anche questo “Robocop Light”, con la sua moto rombante, psicologia appianata e la stupidissima (almeno a vederla così) “mano umana”. Potrebbe almeno essere una valida alternativa ad Ironman in fondo. Forse. 
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sabato 14 dicembre 2013

Orfani – vol.2 “Non per odio ma per amore”



Passato. Prosegue l'addestramento degli Orfani presso il campo Dorsoduro. Molti non ce l'hanno fatta nella recente missione di sopravvivenza all'aria aperto. Juno piange la perdita del fratetto Hector, che ha sacrificato la sua vita anteponendosi tra loro e un orso. La ragazza nutre profondo rancore e si allena con il massimo dell'impegno per riuscire un giorno a essere abbastanza forte per uccidere il comandante Nakamura, da lei ritenuto responsabile dell'accaduto. Il comandante cerca di alimentare questo odio, comprendendo il potenziale della ragazza; vuole che attraverso l'odio forgi il suo carattere per diventare un'arma perfetta.
Presente. Continua l'attacco al pianeta alieno. Iniziano a moltiplicarsi i dubbi sul nemico e sulla loro misteriosa struttura cristallina. L'orfano Scout, che si scopre essere Jonas, chiede al comandante di procedere per una missione di pattugliamento accompagnato da Angelo, che si scopre essere prorpio Juno. I due arriveranno molto vicino a un'inquietante realtà, in inferiorità numerica ed esposti al nemico. I due ragazzi pertanto decidono che, qualora riuscissero a scampare, daranno una svolta alla loro vita.

Secondo appuntamento con il fumetto block-buster di Recchioni, con ai disegni Bignamini e ai colori di Leoni. Si rinnova il piano temporale sfalsato tra passato e presente e si approfondiscono ulteriormente i rapporti tra i personaggi. L'atmosfera generale omaggia qui grandemente la riduzione filmica di Starship Troopers, tanto sul piano dell'addestramento che riguardo alla vita sugli incrociatori spaziali del tempo presente. Ci sono riferimenti che arrivano fin nei dettagli delle uniformi militari e i fan della serie ne saranno di certo estasiati. Finalmente ci viene data la possibilità di indugiare, fugacemente, sotto le corazze dei nostri protagonisti ed è una svolta interessante che non riduce di una pagina l'azione continua per la quale si contraddistingue questa testata. I segreti sul mondo alieno si infittiscono e danno luogo anche a un paio di tavole spettacolari. C'è un colpo di scena che potrebbe avere interessanti conseguenze sull'economia del racconto e mutarne la forma, ma ci riserviamo di appurarne l'effettiva portata di lungo corso. I disegni sono sempre molto belli, anche se iniziano a venire al vostro recensore alcuni dubbi. Le strutture extraterrestri come la caratterizzazione attuale degli alieni sono peculiari, originali ma poco accattivanti, languono un po' di fascino e ad essere proprio bastardi si ha per ora l'impressione che la razza umana stia combattendo contro una razza di orsetti gommosi. 
Siamo gli alieni gommosi!!
Anche le suit ultra-dettagliate degli orfani quando si accompagnano ai quod fanno un po' l'effetto di giocattoli a causa di una errata rappresentazione scenica. A queste perplessità grafiche si insinua stronzamente pure qualche effettivo dubbio sulla bontà della caratterizzazione di alcuni personaggi, che pericolosamente stanno in bilico tra il drammatico e il ridicolo; è una sensazione ancora subcutanea, grazie al cielo, speriamo che chi di dovere ci stia attento. Secondo numero con più ombre che luci e dove la narrazione frenetica davvero fa rimpiangere rimi narrativi più compassati. 
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giovedì 12 dicembre 2013

Godzilla


Finalmente ci siamo, ecco il trailer dell'attesissimo remake marchiato Hollywood del lucertolone più radioattivo della storia. Che dire? Il bestione sembra sontuoso e questo teaser lascia ben sperare. Poca carne al fuoco per il momento per tutti quelli che, come noi, si aspettavano (e ancora aspettano...) eventuali collegamenti al mondo di Pacific Rim, dopo la boutade di Del Toro, che avrebbe seriamente intenzione di legare in qualche modo i due marchi. In ogni caso, nella spasmodica attesa di un secondo capitolo con robottoni alti come palazzi (secondo di almeno nove vogliamo sperare...), questo Godzilla pare proprio interessante. 

Il cast? Non fa urlare al miracolo, ma forse è anche giusto così, in un titolo dove a farla da padrone deve essere il bestione famelico... comunque troveremo Elisabeth Olsen (sorellina delle più famose gemelle, ora scomparse probabilmente a disintossicarsi su qualche isola caraibica), Bryan "Breaking Bad" Craston, Aaron Taylor Johnson (il simpatico Kick ass dell'omonimo film , con tanto di seguito in uscita), la mitica Juliette Binoche e l'ancor più mitico Ken Watanabe, che da solo varrebbe il prezzo del biglietto. Uscita prevista in Italia: 15 maggio. Stringiamo i denti, mancano solo 5 mesi, 3 giorni, 11 ore, 2 minuti e 13 secondi... 12... 11... 10...
Gianluca

martedì 10 dicembre 2013

Amazing Spider-man 2

Diamo un occhio al trailer e rimembriamo il capitolo 1


Sfoggio indiscriminato di effetti speciali, musica struggente in sottofondo, Spiderman torna a solcare i cieli di New York di ragnatela in ragnatela. Dopo aver scoperto per l'ennesima volta, senza che nessuno lo avesse richiesto, che da grandi poteri derivano grandi responsabilità, dopo aver sconfitto il digitalmente orrendo Lizard, ecco che il nostro eroe è pronto a elargire umiliazioni a nuovi super-cattivi di turno nonché a fare luce sul torbido passato alla doctor Frankenstein che lega la famiglia Parker agli Osborn. Riusciremo almeno a vedere una tetta di Emma Stone?
Ecco finalmente il tanto agognato (?) primo trailer “consistente” dell'ultima fatica cinematografica di Marc Web, il reboot di Spiderman capitolo due. Sony riccamente produce, forse anche più di prima. La sceneggiature, basata sempre sul lavoro di Vanderblit (che ricordiamo aver messo mano allo sconfortante e mai dimenticato “Al calare delle tenebre”), che in qualche modo seguiva la versione ultimate di Spiderman (alla lontanissima... vuoi forse per il legame Parker-Osborn e pochissimo altro) è qui curata dai “lostiani” Pinkner, Orci e Kurtzman (e deve essere corposa dato il già annunciato Spider-man 3 per il 2016) in luogo delle penne del capitolo 1, cioè Vanderbilt, Sargent e altri quattro (imdb. Cit). La musica è sempre lo spettacolo sonoro garantito da Hans – Il Gladiatore (e Pasta Barilla) - Zimmer.
Confermato in toto il cast del capitolo 1, da Garfield (insopportabile) nel ruolo di Peter Parker alla Stone (carinissima) a interpretare Gwen Stacy passando a Selly Field ad impersonare zia May e Denis Learly (insignificante) sul capitano Stacy. Martin Sheen sarà un quantomai spettrale o flashbackkato zio Ben, Chris Zylka vestirà i panni di uno spero “venomiano” Flash Thompson. A questi si aggiunge un nutrito e interessante cast di cattivoni e comprimari vari. Tra i nuovi arrivi, per gli affezionati dei cattivi pigiamati dell'arrampicamuri, ecco allora la benemerita famiglia Goblin (...cioè Osborn... ) rappresentata da Norman (Chris Cooper) e Harry (Dane DeHaan, già visto ed apprezzato in Chronicles come pazzo scatenato), seguita da Rhino (Paul Giamatti, in versione Rhino meccanizzato direttamente dalla versione ultimizzata del personaggio) e da Electro (Jamie Foxx, anche lui ultimizzato).
Che dire? La giostra colorata offerta da questo trailer è molto attraente e stimola automaticamente all'acquisto del biglietto per la prima del mese di maggio. Da quello che vedo mi trovo inaspettatamente contento.
Dico “inaspettatamente” perché ho detestato con tutto me stesso il capitolo 1. Non ho capito il motivo di far ripartire da zero una saga eccelsa come quella di Raimi, seguendo lo slogan cretino “regista giovane per un pubblico giovane”, anche se devo ammettere che ripercorrere le dinamiche dello Spiderman anni '70 miscelate all'universo ultimate non sia stata una cattiva idea. L'idea però che tale scelta sia dovuta al fatto che vendono di più le “storie delle origini” piuttosto che i nuovi capitoli, che sono più complessi da realizzare, mi rattrista e annoia. Quante volte dovremo risorbirci le origini di Batman, Superman, X-Men perché degli sceneggiatori cani non sono il grado di continuare un lavoro senza ripartire sempre da capo ogni due o tre anni? Ai fan si raccontano sempre le stesse fregnacce, i nuovi fan esultano e al prossimo giro di boa pure loro ricorderanno le fregnacce. Tristezza. Non ho capito poi perché trasformare Peter Parker in un bulletto belloccio del tutto in antitesi al Peter Parker sfigato e mingherlino, uno che nei fumetti dal “nuovo” Peter Parker le avrebbe prese di santa ragione. Drammaturgicamente equivale a non avere mai letto o non aver capito una sega del fumetto. Si può parlare di modernità, bocciare per anacronistici gli scontri tra lo spiderman raimiano e doc ock in cui i due si affrontano lanciandosi sacchi di monete d'oro modello Paperon de Paperoni, ben vengano contesti più tecnologici e realistici in luogo di ragni radioattivi. Ma non si può disintegrare del tutto il carattere del personaggio. A Garfield, che interpreta il ruolo in modo tronfio, sguardo da ragazzetto ribelle e con muscoli guizzanti non serve il costume dell'uomo ragno per essere figo e sentirsi realizzato nel mondo. Posso capire che le ragazzine lo preferiscono al bruttino Tobey Maguire, ma Spideman è sostanzialmente questo, un ragazzo buono, altruista, ma che non spicca, uno che se non lo conosci non ci parleresti, uno con sempre la nonna tra le palle e i vestiti sgualciti, uno che ha grandi potenzialità ma è ancora così insicuro da non riuscire a esprimerle al meglio. È un insicuro a cui guarda caso si scioglie la parlantina quando indossa il costume e può sfogare su beoti in calzamaglia (pur con i limiti di un codice morale auto-imposto da bravo ragazzo) tutte le paranoie che la sua vita da frustrato gli propone giorno per giorno. 
 Garfield (che mi sta sul cazzo e quindi quando lo vedo in Social Network prenderla in quel posto dall'altro attore odioso godo...) non ha nulla di tutto questo a parte la formula delle ragnatele (che poi tutta sta storia dello spara-ragnatele... cheppalle!!!), che vedendo un po' il personaggio non mi stupirei avesse rubato a un secchione fracassandogli la faccia (cosa che non accade da che a prima vista potrebbe pure starci). Tralasciando il vomitevole personaggio e passando al cattivo di turno, non ho capito perché disintegrare Lizard rendendolo al contempo un personaggio superficiale e un villain esteticamente insignificante. Da un lato ringrazio per non essere ricorsi come primo cattivo di nuovo al Goblin, che tanto ce lo ripiglieremo nel capitolo2 o 3, ma non si può prendere uno dei personaggi più tragici e complessi della storyline e brutalizzarlo in questo modo. Lizard è combattuto, in perenne conflitto interiore tra umanità e bestialità. Lizard è sofferente, sempre pronto ad auto-sedarsi per non perdere il controllo, è una specie di Hulk con la consapevolezza; se si accende il suo cervello rettile inizierà a mangiare le persone che lo circondano. Quando Connors diventa Lizard poi ecco che pensa come Lizard, attua strategie e si muove con la furtività di un rettile che conosce anche gli schemi comportamentali umani, è un predatore cosciente. Un personaggio da film horror, ma può essere affrontato come una figura shakespeariana e funzionerebbe. Qui è un cattivo da fumetto buttato nel cesso quanto il due facce di Tommy Lee Jones, uno che dovrebbe essere riflessivo, distaccato, austero ma invece è solo isterico. Pura cacca. E poi la cga. In un'epoca poi in cui al cinema arrivano i Transformers e i mostri giganti di Pacific Rim possibile poi che Lizard abbia una cga così orrenda e approssimativa, qualcosa che avrebbe fatto vergognare i costumisti del power rangers? Riguardatevi i vituperati dai produttori Spider-man di Raimi: Doc Ock, Sandman e l'Obgoblin sono personaggi mille volte più fighi di Lizard (certo Goblin e Venom sono un po' ciofeche, ma non si può avere tutto...).
Al di là della nuova caratterizzazione del personaggio principale e del cattivo, al di là del solito “spirito americano” della scena delle gru (che c'è a chi piace...), al di là della forzosa re-visione della scoperta dei poteri, le responsabilità, zio Ben in carriola e tutto il resto, al di là di tutto il primo Amazing Spiderman ha comunque i suoi meriti, primo tra tutti una regia dinamica, un apparato visivo sontuoso, ottime interpretazioni di quasi tutti i personaggi. Perfino una limit edition con pupazzetto su Amazon, esticazzi. Così lo spettacolo passa, diverte. Non è “lo spider-man che dico io” ma chissene.

Partendo da queste premesse bassine è quindi facilissimo per me essere stupito da Amazing Spider-man pellicola 2. Il trailer mi fa ben sperare, l'effettistica appare fighissima, ho quasi più attrattiva per questo che per il nuovo Capitan America. Di sicuro il biglietto per il cinema lo prendo. Ne riparleremo. 
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sabato 7 dicembre 2013

Thor: the Dark World



Ai tempi di Bor, padre di Odino, i guerrieri asgardiani hanno dovuto combattere la minaccia degli elfi oscuri, una belligerante razza di bastardi spinti dalla brama incolmabile di portare l'intero universo verso la tenebra. Naturalmente gli elfi le presero, e ne presero tante, ma qualcuno (il rancoroso Malekith interpretato dall'incolore Christopher Eccleston) si salvò, meditando vedetta per un secolo o due, mentre la loro principale arma, che è sempre marvellianamente una fonte di energia distruttiva, veniva dagli asgardiani nascosta nel posto più improbabile dell'universo, la Terra. Giorni nostri. La missione degli Avengers per liberare New York dall'invasione dei Chitauri capitanati da Loki (Tom Hiddleston, sempre bravissimo) è andata a buon fine e ora il belligerante infingardo fratellastro di Thor (Chris Hernsworth, sempre biondo) gode di una suite nelle prigioni personali di Odino (Anthony Hopkins sempre compassato, ma nei momenti di veglia dal pisolino quotidiano abbastanza reattivo), schifato da tutti ma sempre amato dalla madre adottiva Frigga (Rene Russo, commovente). 
Thor nel frattempo brandisce il martello sedando guerre e riportando la pace in tutti i regni e il suo divino padre inizia a pensare che la corona donerebbe proprio sulla capoccia bionda del ragazzone. Jane Foster (Natalie Portman, sempre carinissima), la scienziata di cui Thor si è innamorato, intanto attende che il suo biondissimo eroe torni a trovarla (Se Natalie Portman avesse partecipato ad Avengers tutto questo casino non sarebbe successo). Il suo capo Eric Selvig (un incredibilmente versatile Stellan Skarsgard... che attendo nelle annunciate evoluzioni erotiche nel prossimo Nimphomaniac di Von Trier, che uscirà in patria in versione censurata e versione super-porno-deluxe per la notte di Natale) è letteralmente uscito di testa dopo aver subito il lavaggio del cervello da Loki e ora vaga nudo per l'Inghilterra, la sua stagista Darcy Lewis (l'adorabile Kat Dennings) si sta allargando e si è pertanto trovata Ian, un sub-stagista (Jonathan Howard) da utilizzare come personale giocattolo. Mentre Jane guarda le stelle e viene invitata in tragici appuntamenti al buio volti a farle dimenticare i muscoli di un dio celtico, Darcy scopre non distante da Londra una strana anomalia gravitazionale che pare una barbara scopiazzatura di un episodio di Animatrix, (Aldilà di Koji Morimoto); guarda caso è proprio al cento di quella stranezza spaziale che si nasconde l'arma definitiva degli elfi oscuri.
Secondo appuntamento con le avventure che vedono nominalmente Thor come protagonista, anche se c'è subito da dire come il film Avengers rappresenti un tassello importante e irrinunciabile che fa da ponte tra la prima e seconda pellicola. Se in Iron Man 3 gli eventi di Avengers si avvertono ma con una certa distanza, l'intero cast del primo Thor è stato letteralmente stravolto dalla pellicola sui vendicatori. Alla regia troviamo Alan Taylor, tanta gavetta nella HBO dietro la macchina da presa, da Sex'n'The City ai Soprano al recente Games of thrones e già accreditato come regista nel 2015 per il nuovo Terminator. Il film è più “grosso” del primo in termini di combattimenti, effetti speciali e drammaticità, ma non rinuncia del tutto a gustosi siparietti comici e al divertimento generale (da sempre anima dei comic-movie Marvel, aspetto che la DC dovrebbe imparare a copiare). Gli attori sono perfettamente in parte e il film riesce abbastanza a ritagliare qualcosa di significativo anche per i personaggi che sono relegati ai ruoli più marginali come i tre guerrieri (Fandral interpretato dal belloccio e simpatico Zachary Levi, Volstagg intepretato dal granitico Ray Stevenson - uno dei nostri attori preferiti amato anche in The Punisher, G.I. Joe la vendetta, King Arthur - e per finire il terzo guerriero Hogun, interpretato da Tadanobu Asano che arriva, dice una battuta e va via), Sif ( Jaimie Alexander, sempre bellissima) e il mitico Heimdall (interpretato da Idris Elba, stra-amato da noi in Pacific Rim e Prometheus, anche se in quest'ultimo fa una parte un po' del cacchio... ma pur sempre rocciosa!). 
Tuttavia, come io stesso mi sto rompendo di scrivere nomi su nomi di gente, appare evidente allo spettatore che Dark World patisca un po' di overbooking... é vero che Taylor con Games of Thrones abitualmente gestisce decine di personaggi, ma per i tempi filmici di qualcosa che non sia il Signore degli Anelli quando c'è troppa gente sullo schermo qualcosa giocoforza si comprime. Per assurdo in questa pellicola quello che maggiormente viene compresso è quello che dovrebbe essere il cattivo, Malekith, già figura piuttosto incolore nei fumetti, che vegetando troppo tempo nelle retrovie pur adoperandosi in un paio di scene chiave della pellicola non riesce, per il ristretto minutaggio a lui concesso, a bucare lo schermo come a farsi ricordare dopo i titoli di coda. Tuttavia quello che non riesce a scatenare emotivamente Malekith riesce a farlo senza troppi problemi Loki, colui che finora risulta essere il villain più convincente di tutto il marveluniverso filmico. Hiddleston ne accentua la tragicità ed emotività, promuovendolo a effettivo antieroe in grado di oscurare per carisma il pur sempre simpatico e appropriato Thor. Loki è contorto, spietato, ma al contempo umanissimo, fragile e ferito. Le sue scene con Frigga, una straordinaria Rene Russo, e Thor sono in assoluto le parti più belle della pellicola e riescono ad avere un peso, per quanto possa sembrare assurdo, anche le scene che Loki “non” ha con Odino. Davanti a un personaggio come il dio degli inganni il pubblico viene quindi rapito e anche se l'elfo oscuro e cattivo appare sciapo la struttura drammaturgica del film risulta comunque valida. Altro aspetto che mi ha colpito in negativo sono le mini-battaglie campali, quella collocata nella scena iniziale, come della prima battaglia di Thor. Sembrano monche di qualcosa, partono maestose per poi fermarsi una manciatina di secondi dopo. Non le capisco. Forse per probelmi di durata della pellicola le hanno ristrette. Forse per problemi di costo le hanno ristrette. Forse per entrambi questi motivi quando il film avrà racimolato abbastanza soldi saranno reinserite in una versione estesa del dvd o blu ray. Mi sarei pure accontentato di vederle "ingigantite"al rallentatore! Un po' squalificano l'epicità di base dell'opera. Poteva essere tipo il Signore degli Anelli e invece..

Tirando le somme. Il secondo film di Thor funziona bene quanto il primo, ma forse soffre di eccessiva bulimia tematica senza mai diventare travolgente nelle singole parti. Appaiono a ogni modo divertenti sia le scene di natura guerresca che si svolgono per lo più ad Asgard e dintorni che le scene più prettamente sentimentali e comiche che si svolgono sulla Terra. A fatica anche la bella love story tra Thor e Jane trova i suoi spazi e questo è decisamente un bene per l'economia della storia e della serie. Assolutamente spettacolare Skarsgard nella su demitizzazione di attore serio, una prova che non può che rimandare alla strepitosa performance di Ben Kingsley sul Mandarino in Iron Man 3. I film della Marvel continuano a dimostrarsi stupende giostre animate per tutta la famiglia,divertenti e leggeri ma carichi della giusta tensione per appassionare anche il pubblico più grandicello. Thor 2 è divertente, magari non a livello di Avengers per mille motivi, ma comunque un film che fa passare con piacere il tempo della visione e che più di una persona amerà collezionare in home video. In attesa del Soldato D'inverno, Marvel prosegue la sua cavalcata gloriosa nei cinema. 
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