sabato 13 marzo 2021

Buried Alive (2007): la nostra retro-recensione di un filmino divertente ora su Amazon Prime

 


Siccome c’è il covid ecc. ecc. vi ho già raccontato cosa sono le retro-recensioni mille volte: un’occasione per trovare in demand roba mai vista, interessante o curiosa. A questo giro un film “misterioso”, con un titolo vago e già usato dal cinema, con un cast altrettanto vago e a volte misconosciuto, con una narrazione davvero “contro-mano”, non so se più folle o più paracula. Sta di fatto che è un film che per qualcuno può essere molto divertente, così eccoci qui in sede di recensire.

(Sinossi fatta male) America, intorno al 2007. Tre ragazzi e tre ragazze decidono di andare in gita nella villa isolata e fatiscente del nonno di due di loro, per passare un allegro week-end a base di sesso, droga e prove di iniziazione per accedere a una confraternita. I tre ragazzi sono cosi classici stereotipi horror che potremmo ribattezzarli Sessuomane (Terence Jay, una specie di Nic Cage da giovane), Sportivo (Steven Sandvoss, trasparente e dallo spessore della carta velina) e Nerd (l’ectoplasmico Germaine de Leon). Le tre ragazze sono così specificamente sessualizzate dalla messa in scena generale che potremmo ribattezzarle Gambe (la super gnocca Leah Rachel), Chiappe (la mega-topolona Erin Reese) e Poppe (la bonazza da infarto Lindsey Scott). Il pazzo custode della magione (Tobin Bell di Saw, in evidente bolletta), qualcosa come il pomeriggio prima che arrivino in gita i sei, ha scoperchiato le fondamenta in cerca di tesori nascosti, finendo per evocare il vago spirito vendicativo della prima moglie del nonno, morta sepolta viva per mano nel nonno stesso, come da titolo del film, pronta a vendicarsi sui discendenti dello stesso, nello specifico i nostri Sessuomane e Gambe. Cosi, dopo aver prelevato a una festa Chiappe vestita da cagnolina Sexy e Poppe vestita da mucca Sexy (vorrei dire tante cose ma mi taccio...), dopo aver imbarcato Sportivo e Nerd, tutto insieme in macchina Il gruppetto va a divertirsi nella classica casa maledetta. Come finirà mai? 



Carneade, chi era costui? Il regista Robert Kurtzman, che si può forse confondere Alex Kurtzman, è un addetto al make-Up (119 opere accreditate ) ed effetti speciali (56 opere) di lungo corso, che ha partecipato, in qualità di sceneggiatore, al progetto di Dal Tramonto all’Alba, dal primo film alla serie tv. Dal 2010, dopo il suo quinto film, non ha più diretto nulla. Lo sceneggiatore è invece Art Monterastelli, notissimo per le serie tv di Timecop e Total Recall, ma anche autore insieme a Sylvester Stallone dello script del più che discreto John Rambo del 2008, uscito un anno dopo questo Buried Alive, ma dal 2009 di fatto scomparso dall’ambiente. Come è scomparsa dal cinema dopo Buried Alive la bellissima attrice Lindsey Scott, l’attore-musicista Terence Jay ha fatto poco altro come del resto è toccato a Steve Sandvoss, Erin Reese ha fatto Repo Man nel 2010 e poi non ha fatto altro (salvo produrre un documentario nel 2012). Un po’ più di fortuna è toccata a Leah Rachel, che ha lavorato un po’ anche come autrice e regista, come lavora tuttora Germanie de Leon. Tobin Bell, il mitico Jigsaw, nel 2007 stava tra Saw III e Saw IV (come tra Boogieman 2 e 3, anche se su questo glissiamo) ed è in sostanza sopravvissuto indenne a Buried Alive. Ma c’è da dire che questo film non ha portato benissimo al suo cast. Forse “non è stato capito”. 



(Sovvertire o piegarsi alle regole “Sexy” dello slasher-Movie). C’è nello slasher una venatura “kinky”, senza scomodare ogni volta Eros e Thanatos. Per “Kinky”, come detto una volta dal regista e grande produttore di “kinky” Paul Verhoeven, si intende uno specifico lato “stravagante”, spesso declinato alla componente sessuale, freudiana o meno, che dovrebbe esserci in uno spettacolo di intrattenimento dal contento “forte”, “sanguigno”. C’è una doccia sexy alla base del freudiano e omicida cuore narrativo di Psycho e questo vale anche per i suoi mille epigoni. Anche James Stewart scopre per caso un omicidio mentre osservava con il binocolo la bella vicina di casa che si spogliava dalla finestra sul cortile, un po’ come il Pierino della commedia sexy in questo aspetto. Perché questo è il punto del “kinky”: salvo un paio di contesti più “espliciti” (che comunque esistono, ma sono pochissimi), nella quasi totalità di queste pellicole si vuole “sbirciare” delle belle ragazze senza mirare ad altro, solleticando l’immaginazione e poco più, proprio per dare più slancio e “contrasto” al momento narrativo in cui ci “dobbiamo spaventare”, per dirla alla Richard Benson. Le belle ragazze, spesso inquadrate negli atteggiamenti più discinti, saranno prontamente e sanguinosamente  “castigate”, da cui la classica “fugacità“ di tali scene, che le assimila a un breve piacere subito negato, dal mostro/assassino di turno. Saranno “sacrificate” in “stranissime crociate moraliste”,  su cui ci sarebbe tantissimo da dire perché, oltre al “freudiano”, c’è anche spesso una critica culturale alla base di questo tipo di narrazione. Queste “donne urlanti”, le Scream Queen in gergo, sono diventare negli anni un elemento ricorrente “forte” negli horror, specialmente florido nei b-movie. Un qualcosa che in molti “attendono ancora”, anche se negli anni questo tipo di scene si sono ridotte all’osso se non demonizzate, forse in ragione di una “stranissima crociata morale vera”, con ragioni tutte rispettabili, ma che forse per me hanno sopravvalutato troppo il pericolo sociale delle scenette “da Pierino” sopra descritte. A seguito di ciò’ si è tolta progressivamente ogni espressione “erotica” presente negli horror e thriller, dai palinsesti e dalle sale, come fosse un parente scomodo con cui confrontarsi, uno “Zio Tinto” a caso. Ma quando le “scene sexy“ ritornano oggi negli spettacoli HBO o Starz ecco che il pubblico si ritrova ad apprezzarle, perché “funzionano ancora”. Almeno per la prima stagione dello show, perché già della seconda il “kinky” può diventare un problema e va ridotto, come in Westworld o True Detective. Ecco, Buried Alive vuole essere una bandiera del “kinky per nostalgici” più che il nuovo esponente del genere slasher in toto. E vuole “più kinky possibile“, piegando la trama a questa esigenza insopprimibile, in nome e per riscaldare il cuore di tutti gli “amanti del kinky”. Ma sempre parlando “kinkianamente”, questo cosa comporta per la pellicola? Una sovversione della liturgia dello slasher, che è un genere che vuole che il “kinky” a un certo punto della narrazione lasci lo spazio alla paura, come nei Venerdì 13 dove gli educati prima fanno sesso e poi iniziano a scappare, oppure che per lo meno “si dosi a livello situazionale”, come sul finale di Alien, dove Ripley è mezza nuda per esigenze tecnico/logiche, ma è terrorizzata e noi con lei. In pratica è tutto un discorso di confini tra eccitazione e paura, che devono fondersi e non “sbattersi uno contro l’altro” nella narrazione. Certo si può dire, anche solo leggendo la sinossi, che la pellicola potrebbe svilupparsi fondendo il tema del bullismo con quello della maledizione, un po’ alla maniera de L’odio che uccide di Mortimer, ma questo non accade e non si vuole far accadere!! La cosa geniale, sovversiva  e un po’ matta che fa Buried Alive, è prendere questo soggetto, che ha tutti gli attributi per spaventare e inquietare, ma remandoci contro così forte da permetterci di vedere donne nude e non “complessate” da una situazione di pericolo/sopruso che le porti a vestirsi e scappare, dall’inizio alla fine. Una scelta di campo cosi spinta che si mangia di fatto tutte le meccaniche dello slasher, rendendo ridicolo il mostro, inconsistente la minaccia e infine “involontariamente“ (per chi ci vuole credere) e fieramente “comico” tutto lo svolgimento del film. A fare da “guastatore” della tensione ci si mette con tutto un matto entusiasmo Tobin Bell, con il suo custode stralunato, un po’ porco e un po’ cretino, che si diverte a spaventare per scherzo i ragazzi dall’inizio alla fine, “coprendo” con le sue fesserie anche le azioni dell’entità malevola. Comicissimo è anche Germaine de Leon pur non facendo quasi niente, solo per il modo in cui “sta seduto” (vedere il film per capire) e incredibilmente è comica pure l’entità stessa, che mentre cerca di attaccare può “bloccarsi” davanti a un particolare simbolo con una mimica facciale da Willy il coyote, occhi strabuzzati compresi. A rendere ulteriormente meno orrorifico il film, quando arriviamo i momenti splatter accade con una resa visiva sempre eccessiva, da cartone animato, per cui i corpi si aprono in due ma senza sangue e interiora che fuoriescano. Se siamo poco spaventati possiamo essere più “kinky” e quindi largo alle tre donzelle, libere di esporre gli attributi “contrattualmente garantiti” che le rappresentano, più e più volte, “monster free”. 



“Gambe” è perennemente in shorts e infradito, quando non è nella vasca coperta di schiuma con le gambe ovviamente levigate ammiccanti e insaponate a fare capolino, per intero, fuori dall’acqua. Per tutti i feticisti, Gambe è dotata anche di piedini sempre nudi, intenti a fare qualcosa per essere ammirati nei dettagli, compreso arpionare da sopra i jeans “il pacco” del suo ragazzo mentre i due sono sul divano. “Chiappe”, che già da questa caratteristica possiamo indicare come la “final girl”, espone il lato b con generosità in ogni occasione, tra cui una doccia e una “prova di forza” che consiste nel correre nuda tra i boschi. “Poppe” espone il davanzale, scarsamente o per nulla coperto, così tante volte durante la pellicola che, quando stremata “si ribella“ al doverlo fare di nuovo (e non so se parli l’attrice o il personaggio, è un momento quasi da rottura della quarta parete), ci farà comunque accedere alle sue grazie altre due volte. In piena par condicio, anche i maschietti non lesinano pettorali scolpiti. Con tutto questo kinky in più scene, ci aspettiamo davvero che a un certo punto più che apparire una strega indiana parta la musichetta sexy e arrivi un idraulico spogliarellista. Magari Tobin Bell stesso, coperto solo dell’accappatoio rosso di Jigsaw. Ma questo non accade, ovviamente, perché non siamo in un porno, ma in uno slasher  che sta “giocando” anche sulla percezione “più o meno deviata” che oggi abbiamo di questo genere. È tutta una questione di kinky e in fondo stiamo vedendo un uso della sessualità femminile ben lontano da un American Pie, più in zona dei “Pierino” di Alvaro Vitali o delle “Studentesse/soldatesse/poliziotte” della Fenech. Allusione, un po’ di comicità volontarie e non, un povero mostro bistrattato che forse aveva qualcosa di estremante banale da dirci ma non lo sapremo mai. Mooooolto meno di quanti accade in una puntata di Game of Thrones o di uno Spartacus, come di un qualsiasi film di Sorrentino. 



(Più kinky per tutti). Buried Alive non ha avuto successo, metà della gente che lo ha realizzato fa ora altro nella vita e forse si è vergognata un po’ nel farlo, al punto di essersi tolta la foto dall’International Movies Data Base (Imdb per gli amici). Immagino accuse di sessismo, i malumori di chi pensava di vedere il nuovo Esorcista, la messa all’indice delle attrici più discinte e tutte le belle cose che accadono oggi sui social fondamentalmente perché si è drammaticamente privi di ironia, anche quando si vuole giudicare una pellicola che è come se “urlasse” quanto voglia essere leggera, stupidina, tremendamente innocua e giusto un po’ sexy. Ma se siete tra coloro che hanno ululato quando Anna Hutchinson ha limonato con una testa di lupo in Quella casa nel bosco, come tra coloro hanno seguito con partecipazione la larva di Slither farsi largo nella vasca da bagno con dentro Tania Saulnier spostando il sapone che impediva là visuale, se avete sbirciato tra i lettini abbronzanti mortali di Final Destination 3 le forme di Crystal Lowe e Chelan Simmons, se avete sperato che Jennifer Tilly non diventasse troppo presto la Sposa di Chucky fulminandosi nella vasca (un’altra vasca), se per lo stesso motivo avete sperato che Freddy Krueger non raggiungesse subito con il suo squalo-artiglio nella vasca (un’altra vasca) la bella Heather Langenkamp, se non tifavate per le api contro Sabrina Salerno ne Le foto di gioia e siete tra coloro in genere che hanno apprezzato le mille scene kinky degli slasher, più o meno famosi, più o meno recenti, più o meno riusciti... faccio una pausa ad effetto e riprendo... allora questo Buried Alive potrà divertirvi con la sua incoscienza giocosa e birichina. Totalmente innocuo, scombinato, ma divertente. 

Talk0

Nessun commento:

Posta un commento