giovedì 29 settembre 2022

Tutti a bordo: la nostra recensione del film di Luca Miniero con Giovanni Storti, Stefano Fresi e Carlo Buccirosso

 


Il padre pasticcione e ansioso Bruno (Stefano Fresi) e lo stralunato e distratto nonno Claudio (Giovanni Storti) sono stati scelti per accompagnare in un viaggio in treno un piccolo gruppo di bambini, che da Torino deve andare per le vacanze in colonia in un Camp in Sicilia. A seguito di un battibecco, Bruno e Claudio all’ultimo minuto non riescono a salire sulla carrozza e si lanceranno così in una rocambolesca avventura per raggiungere i bambini prima che arrivino a destinazione, si spera “sani e salvi”. Una speranza non banale, visto che nel frattempo i piccoli dovranno cercare di cavarsela da soli per sfuggire al perfido controllore Mario (Claudio Buccirosso), che odia i bambini e non vede l’ora di farli scendere alla prima stazione nel caso non dimostrino di viaggiare insieme a un accompagnatore adulto. Durante questa avventura on the road Bruno e Claudio avranno a che fare con il ragazzino “problematico in quanto adolescente” Milo, piloti di elicottero con istinti suicida (Alessandro Besentini di Ale e Franz), hippie vegani integralisti (Massimo Ceccherini), suore ultras romaniste e future sposine ubriache, abbandonate su un’auto dopo l’addio al nubilato (Gaia Messerkinger). I bambini sul treno, pur in fuga da Mario, cercheranno di aiutarsi a vicenda, trovare qualche adulto dall’animo gentile che possa aiutarli (Gigio Alberti), ma soprattutto faranno di tutto per godersi un viaggio che diventa sempre più, minuto dopo minuto, una vera avventura.  


Luca Miniero, dopo Benvenuti al sud e Sono tornato, torna a dirigere il remake di una pellicola di origine estera, in questo caso un adattamento di Michele Abatantuono e Laura Prando dal francese Attention au depart! del 2021. La colonna sonora ad opera di Santi Pulvirenti, che ha già collaborato con Miniero a La scuola più bella del mondo, ci dà fin da subito un primo input su quello che avremo a vedere, con una musica particolarmente frizzantina che ricorda nelle prime note il tema dei Goonies di Dave Grusin. Anche il personaggio di un divertito e divertente Buccirosso richiama in qualche modo i cattivi dei Goonies, dando il meglio di sé proprio in una scena in cui spinge “i bambini più grandi” in un surreale interrogatorio sulle “cose cattive” che hanno fatto in passato, che cita a piene mani da Donner. Tutti a bordo profuma quindi un po’ del Goonies di Donner e in questo ci piace, ma volendo descriverci anche un gruppo di bambini di età eterogenea qualche volta cerca di richiamare anche Mamma ho perso l’aereo di Columbus, specie nelle scene in cui i bambini “più piccoli” cercano timidamente e spavaldamente di mostrarsi più autonomi e spigliati. A tutto questo si aggiunge un po’di Un biglietto in due di John Hudges nella strana coppia padre/figlio on The road di Fresi e Storti, tra momenti di incomprensione e momenti di vicinanza, scanditi in un percorso a tappe sempre più tortuoso e titanico. Poi però, forse per omaggiare la comicità più fisica e slapstick di Aldo, Giovanni e Giacomo, la pellicola aggiunge ancora spunti e si avventura più dalle parti di Todd Phillips che di un rassicurante National Lampoon. Arrivano le gag sulle pecore prese a sassate, arrivano gli elicotteri rotanti tra le montagne, arrivano dei loschissimi pastori sardi a caccia di cellulari di ultima generazione da scambiare con un’Ape Piaggio. È come la maionese che impazzisce, questo crescendo narrativo che, procedendo per accumulo, accelera sempre di più sul pedale dell’assurdo e della gag, portandoci a un finale così veloce che quasi ce lo perdiamo via, insieme ai personaggi e a quello che vorrebbero raccontarci. Avremmo voluto magari correre di meno e stare un po’ di più con loro, specie con i bambini, magari esplorando la piccola storia d’amore tra Juri e Ada, indagare sulla narcolessia di Stella, comprendere il motivo per cui Milo è diventato così tanto “Milo”.

 

Molto bravo Buccirosso, divertenti le piccole parti di Ceccherini, della Messerkinger e Gigio Alberti. La coppia Fresi/Storti cerca di incontrarsi e affiatarsi e qualche volta ci riesce. I giovani attori sono simpatici e graziosi, nella media dei giovani attori italiani, ma pagano un po’ lo scotto della consueta, eccessiva teatralità in cui gli insegnano ad esprimersi. 

Molto colorato e leggero, Tutti a bordo divertirà sicuramente il pubblico dei più piccoli a cui è indirizzato, ma forse tramortisce il pubblico dei più grandicelli. Ci sono situazioni stralunate da cartone animato, momenti teneri, un buon senso dell’azione e qualche piccolo momento introspettivo che riesce a offrire un valore aggiunto alla visione. Tuttavia il film forse non riesce ad andare oltre a un viaggio sulle montagne russe ed è un po’ un peccato. 

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