
Siamo nell’oriente più povero e carico
di foreste, all’ombra delle grandi città. Il fiume un po’ maledetto Mekong, in
epoche antiche piratato dai pirati, di recente è trafficato di
trafficanti, la droga scorre a fiumi dalla agricoltura biologica al servizio di
consegna internazionale, in genere chi comanda è brutta gente che fa fare a bambini
di 6 anni la roulette russa stile Il cacciatore a uso ridere. Ecco, per
esempio il bullo locale che comanda il traffico nella zona è ovviamente
uno psicopatico che va in giro con armi d’oro, si crede il colonnello Kurtz,
distrugge consolati seminando bombe a mano e crea in genere conflitti
internazionali che fanno girare le balle pure ai suoi colleghi trafficanti “più
seri”. Così un giorno accade un casino, muoiono dei cinesi che passavano sul
fiume un po’ maledetto, c’è una storiaccia su un sacco di droga sequestrata,
non se ne può più e i quattro paesi confinanti scontenti creano una forza di
polizia internazionale per fare secco il traffico mekonghino. Si crea un
super-super team di super-poliziotti e lo si manda in zona, a stanare
trafficanti sotto la guida di uno 007 locale.

Nel gruppo di ragazzotti ricchi
di orgoglio patrio coinvolti, a questo giro con nomi in codice che richiamano
la mitologia greca, spicca però Bingo il cane lupo. Bingo è un giocherellone,
ma sa trovarti a chilometri di distanza meglio di un gps, avverte delle minacce
imminenti, sa attaccare i conducenti delle auto in corsa, distrugge campi
minati correndo. È un super-sbirro da film action cinese ex Hong Kong, con
tutto il background malinconico alle spalle, una attitude alle arti marziali
canine, pose plastiche da figo. E ci tiene a fare tutto senza sconti, tanto che
quando provano a mettergli addosso il giubettino antiproiettile come i cani
sfigati di Call of Duty lui si rifiuta, attacca a petto nudo scolpito e peloso,
bucando i cattivi e lo schermo con il suo carisma. C’è una scena da denuncia
penale in cui i super poliziotti cercano di infinocchiare i narcotrafficanti
cattivi sfoggiando improbabili vestiti da papponi e parrucconi colorati. Bingo
si rifiuta di partecipare alla scena, immaginando distruggendo per protesta il
camerino come Val Kilmer, per poi comparire più gagliardo che mai nelle scene
che contano. Puro stile. Il film ci porta in una specie di continuo nascondino
in cui allo 007 i cattivi scoprono un collaboratore poi l’altro, fino al
randevuz con elicotteri e mitragliatori. Tanti inseguimenti, tante sparatorie,
una azione sempre ripresa nel modo più complesso e stiloso sullo stile del
regista Dante Lam: tanti rallenty di auto che volano, cambi di inquadratura a
ghigliottina, cura per i personaggi e qualche michaelbayata. Il cast è di suoi
aficionados, li abbiamo già visti in Unbeatable (Eddie Peng) o li vedremo in
seguito in Operation Red Sea (Zhang Hanyu) e sono in genere attori famosissimi
in patria, gente che è stata in The Great Wall di Zang Yimou, The Taking of
Tiger Mountain di Tsui Hark, Bodyguard and Assassins di Sun Wen (tutti filmoni
che potete trovare anche in Italiano grazie ad Eagle, Cecchi Gori e Linea
Fareast). Ci si diverte nella trama fatta di bromance e intrighi in cui ogni
tanto forse ci si perde, ma c’è Bingo, anzi “Bingo c’è“ e il film quando gli
si cuce addosso sfila benissimo, è un vero action dog. Ora mi aspetto che prima
o poi anche i Thailandesi, i Coreani, gli Indonesiani e il cane di Scott
Adkins, si mettano tutti a sviluppare il genere degli action-dog cazzuti.
Chissà se un giorno anche i migliori action-dog cazzuti faranno una comparsata
di tre secondi senza senso in un nuovo film di Star Wars, come fece già tra gli
altri un vecchio “Mad Dog” (questa lo ammetto è una battuta che possono
capire di più gli addetti ai lavori).
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Bingo che spiega la scena a una comparsa |
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Bingo che riflette sul suo passato tragico davanti al mare come Chow Yun-Fat in A Better Tomorrow |
Operation Mekong fila liscio, ha tanta
azione e stile. Come film “militaresco cinese moderno” sfoggia la sua bella
componente di brochure per reclutamento, da una bella (esageratissima) simulazione militare per salvare gli ostaggi di un pullman a colpi di
dispositivi vibranti per far esplodere i vetri, ai mille gadget dei
super-sbirri. Droni volanti che lanciano scariche elettromagnetiche e robottini
cingolati lancia mine a frammentazione che pensavo reali solo in Gundam. Un fucile con proiettili perforanti e che colpisce anche dietro gli angoli,
tracciatori olografici per valutare la traiettoria dei proiettili. Molti
giocattoloni per gli amanti del genere quindi. Ma l’effetto speciale migliore è
lui, il Bingo. Il nuovo Die Hard me lo immagino tutto suo, Bruce Willis
spostati.
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