domenica 20 novembre 2016

Quel bravo ragazzo



Il grande boss, nascosto nel suo intricato nascondiglio è a letto, c'ha il respiratore attaccato, sta morendo. L'unico pensiero positivo a rallegrarlo è la scoperta di avere trovato un figlio mai conosciuto dal nome tosto come piace a lui "Leone". L'avvocato - consigliere (Ninni Bruschetta) assicura il capo che il delfino smarrito fa parte di un'associazione, ha particolarmente in avversione la legge e che tiene "ippalle". Certo "omette dei dettagli", anche per non aggravare lo stato di salute del suo assistito, ma il boss è felice, vuole incontrarlo e invia due dei suoi picciotti migliori, gli splendidamente "tarantinati" Salvo e Vito. Vito (Tony Sperandeo), è sanguigno, incazzoso e spiccio, ama lo junk food e stare in pace. Vito (Enrico Loverso), è più calmo, zen, vegetariano convinto, divora compulsivamente ciliegie, quasi un tic nervoso. I due arrivano dove si trova il rampollo, ma lo sconforto è tanto. Leone (Herbert Ballerina) è "leone" solo di nome. Fa parte di una "associazione", ma questo si traduce nel fare il chierichetto in una parrocchia. Ha contrasti con legge, ma solo perché un vecchio compagno di classe, ora poliziotto, continua a bullizzarlo. Forse "tiene ippalle", ma dovranno ancora crescergli parecchio, perché è minuto, maldestro, instabile e così "puro" da sembrare un po' rincitrullito. I due sgherri oltre a dover portare questo triste "pacchetto" al boss per esaudire il suo ultimo desiderio dovranno subito dopo ricevere una ulteriore doccia fredda. Per disposizione del capo sarà Leone d'ora in poi a guidare la baracca. Riusciranno i due, accompagnati dal consigliere, a fare di Leone un vero boss in vista della imminente riunione della cupola? Oppure saranno fermati dalla squadra antimafia (guidata da Giampaolo Morelli) che sta seguendo con molto interesse questo passaggio di potere?
- Forse a Benigni "non somiglia per niente", per citare non a caso il modello di riferimento, Johnny Stecchino, ma il "sempliciotto" di Ballerina, con tutti i suoi limiti, è così solare e disarmante che nonostante sia davvero parecchio "rintronato" ci conquista al punto che tifiamo per lui. Il film forse non inventa niente di nuovo, ma funziona, è frizzante e con momenti davvero divertenti. Merito anche di una suggestiva location, di una regia sobria e di attori comprimari di peso, tra cui svettano i divertiti e divertenti picciotti interpretati da Lo Verso e Sperandeo. Quando sono in scena non ce n'è per nessuno, sono loro le vere star e sarebbe bello vederli in una serie tv basata su questi personaggi. Ci sono piaciuti. Bravo Bruschetta, sempre molto misurato, molto carina la Morbelli. L'idea di giocare con temi grossi come la mafia è sempre complicata, come dimostrano film come Noi e la Giulia, ma in un momento storico in cui viene oltremodo celebrata e resa "cool" con prodotti come Gomorra è sempre una boccata di aria pulita quando si cerca di affrontarla con l'arma dell'ironia, seppur leggerissima come in questo caso.
Tutto considerato il film è divertente e godibile, forse un po' derivativo, ma gustoso. Enrico Lando alla regia ci ha molto più convito qui che nelle precedenti prove. Ci rimanda giusto un interrogativo, cioè se Herbert Ballerina riuscirà in futuro un po' ad uscire da questo personaggio, comunque amatissimo, che si è costruito per anni lavorando con Maccio Cappatonda (che qui fa un cameo). Ma oggi in questo film lo abbiamo trovato piuttosto azzeccato. Dovrà iniziare a tremare Checco Zalone? Talk0

4 commenti:

  1. Devo vederlo.
    Mi hanno giusto detto che il finale sembra fatto in fretta e furia, quasi monco.
    Però cavolo, è un film con un cast niente male: Sperandeo, Lo Verso, Bruschetta, Morelli. Mica cazzi.

    Moz-

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    1. Il cast è di livello e il film è uscito benino, di sicuro una spanna sopra ai cinepanettoni!

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  2. Sai, l'ho trovato alquanto deludente.
    Più che altro perchè non sa che direzione prendere. Affronta tanti argomenti, senza realmente soffermarsi. Vuole provar a far ridere, ma manca quel qualcosa che lo rende davvero divertente. Il finale l'ho trovato troppo frettoloso, non è gradito i toni che di colpo diventano realistici e amari.
    Peccato... Gli do un 5

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