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venerdì 16 agosto 2013

Marvel Zombies

Quinta e ultima parte!

Marvel Zombies. Supremi (contenuto nell'omonimo volume 100% Marvel). Era inevitabile e pertanto è successo. Era troppa la voglia di “Vedere l'effetto che fa”. Lo squadrone supremo, il supergruppo “ispirato” alla Justice League presente nell'universo Marvel, ha subito la cura zombificante. È già successo di diventare zombies, da poco (2009-2010), anche per i titolari campioni “effettivi” della D.C. in Blackest Night... che di fatto si sono ispirati a Marvel Zombies che macina consensi dal 2005, è quindi anche una questione di “ridare” a Cesare; quando le idee sono buone... In questo caso l'artefice delle malefatte è uno scienziato pazzo che, approfittando di una visita dello squadrone al centro di ricerche di P.E.G.A.S.U.S. (in Marvel, ormai lo sapete, si amano gli acronimi, questo sta per Potential Energy Group Alternate Sources) nello Stato di New York, luogo di ricerca per le energie alternative, si è fatto dare al Dr.Spectrum (l'equivalente di Lanterna Verde) il codice genetico del gruppo, dicendogli che sarebbe stato vitale per la ricerca medica. Lo scienziato ottiene facilmente i dati e in seguito elabora il super-dna, fondendolo con i misteriosi raggi zeta (indovinate da che mondo provenienti?) ricavati da dei pulviscoli raccolti da P.E.G.A.S.U.S. 

Attraverso i suoi collettori satellitari. Dna e raggi sono stati così impiantati, poiché lo scienziato è folle, in dei cadaveri, che sono mutati fino a ricreare uno squadrone supremo nuovo fiammante. Solo che zombificato. Panico alla base, il personaggio secondario-sorpresa-kinder, guarda caso addetto alla sicurezza dell'impianto è Battlestar, conosciuto anche come il “quinto Bucky” (i suoi 3 fan sulla terra esultano... sì, lo so che siete di più in realtà, fondiamo un serio fans club!!). Chi riuscirà a sistemare le cose? Anche in questo caso sarà un eroe amatissimo, il cui ritorno era da lungo tempo atteso, a rimettere le cose a posto. Non lo vedevamo da Vendicatori Divisi, in cui appariva risorto nientemeno che in forma zombie dai poteri della strega Wanda “Scarlet” Maximov. Il vendicatore in questione era defunto disperdendosi nello spazio in pura energia e lo scienziato pazzo di cui sopra nella raccolta di raggi Z è incappato anche i questa energia cosmica, che ha deciso di conservare per i suoi straordinari poteri. Con la base P.E.G.A.S.U.S. invasa, i pochi soccorritori, con un grosso colpo di fortuna riescono così a richiamare dal limbo un potentissimo alleato: Jack di Cuori. E il pubblico è in delirio (Jack conta di fatto anche più di 15 fan accaniti, presumo). Da allora l'idea di contenere lo squadrone sarà tutta discesa. La formula non cambia: grandi dosi splatter, molto divertimento, eroi delle seconde file che diventano protagonisti. Di fatto l'intero squadrone supremo è molto amato e la sua versione ultimizzata, Supreme Powers (che ha pure goduto di un crossover con gli ulitmates) è una delle pagine più belle del fumetto moderno. Marvel “rilegge la DC”, reinterpreta il lavoro di altri, ma non per questo svilisce i personaggi o ne fa scialba parodia... in Supreme Powers intendo... qui sui Marvel Zombies ci si sbellica invece! Del resto come si può resistere alla tentazione di replicare l'arrivo sulla Terra a casa Kant di una versione zombificata di Superman? Non si può. Anche se quelli qui proposti sono eroi nuovi di pacca (virtualmente) nelle poche pagine a loro dedicate (5 episodi) i supremi riescono a essere convincenti e ben caratterizzati. Su tutti un plauso allo struggente e inarrestabile Hyperion (da antologia il capitolo 2 in proposito, con la presenza del super-gruppo del Kansas conosciuto come “I Mietitori” - Harvesters e con la radicale scelta culinaria di Hyperion per redimersi), ma merita menzione anche lo schivo Nuke, lo schifoso Shape (da solista sul finale). Avrei voluto vedere più presente Night Hawk, che in fondo è l'equivalente di Batman, ma non si può avere tutto. Appena entra in scena Jack però, tutta la nostra attenzione è focalizzata su di lui. La sua caratterizzazione dai risvolti drammatici colpisce anche grazie i classicheggianti flashback stile disegno retrò sulla sua vita. Ammazza quanta sfiga in un solo personaggio. A sorpresa in questo volume molto spazio viene lasciato ai personaggi umani, a differenza delle altre storie della collana, ma di sicuro non è un male. Buona la sceneggiatura di Marraffino, ottimi i disegni di Blanco. Sul livello del vol.3 questa saga, senza dubbio.
Canto di natale zombie. (contenuto nell'omonimo volume cartonato Marvel). Versione zombesca del classico di Dickens. Peccato manchino i superzombie. Molto carino ma qui fuori tema.
Marvel Zombies Destroy! (contenuto nell'omonimo volume 100% Marvel). Luglio 2012. Marraffino dopo l'ottimo lavoro svolto con lo Squadrone Supremo Zombie viene riconfermato per questo nuovo arco narrativo, ma viene coaudiuvato dall'immenso Peter David (non ditemi che non sapete chi è il più grande scrittore di Hulk e il main da “n” anni sul dissacrante fumetto mutante con protagonista il mitico Uomo Multiplo). Ai disegni Pierfederici (passato alla Marvel dopo un passato sul “nostro” Jonathan Steele) e Barrionuevo (talento argentino noto per lo più alla Distinta Concorrenza). Copertine con ricercati effetti tridimensionali by Michael Del Mundo.
Di nuovo in scena A.R.M.O.R., questa volta comandata da Howard il papero in persona, accompagnato per l'occasione da un altro grandissimo “eroe di seconda fila”, il mitico Dum Dum Dugan. Questa volta bisogna vedersela con i nazisti, nello specifico con una loro versione zombificata. Ed ecco che la brigata papera (composta tutta da “seconde file” ovviamente) si imbarca in un'impresa epica in una dimensione che storicamente vede i nazisti aver vinto la guerra. Come hanno fatto? Le ricerche mistiche del Reich hanno portato alla mitologia nordica e alla zombificazione dei soldati dell'asse. Gli zombie-nazisti sono tanti e cattivi e stanno ora progettando di invadere altre dimensioni per placare la fame. Ovviamente non ci sono solo zombie nazisti, ma anche superzombie nazisti. Così il manipolo di eroi sotto la guida di Dum Dum irrompe nel zombieverso nazi, lanciata a rotta di collo e armata fino ai denti. Ma non saranno i soli ad anteporsi al Reich. Troveranno ad aiutarli le “suffragette” capitanate da Miss America (e qui andiamo oltre il nerdismo concepibile, trovatemi 1 singolo fan delle suffragette). Sarà un massacro. Pochi sopravvivranno. Divertentissimo action-splatter, splendidamente disegnato e dal ritmo forsennato, l'ennesima conferma dell'indubbio talento di Marvel nel saper gestire al meglio il suo brand. Alle “seconde file” si alternano qui comprimari di extra-lusso e la trama non sgarra mai di un secondo nello scandire con il giusto ritmo proiettili e sangue. Diventa sempre più difficile stillare una classifica del volume migliore, per me è l'ennesimo parimerito con Marvel Zombies 3.
Marvel Zombies Halloween (contenuto in appendice al volume 100% Marvel Marvel Zombies Destroy!). Torna Van Lente, ai disegni invece c'è Vitti. È un one shot molto tenero su una mamma e un bambino che cercano di passare Halloween in un mondo popolato dai super zombie, per l'occasione super adolescenti e bambini. Viene in qualche modo racchiuso tutto il senso dell'opera iniziata nel 2005, si indaga su cosa veramente ci colpisce nei racconti di zombie. C'è sempre un forte elemento ludico, la gioia un po' perversa di vedere rappresentata una sorta di variante del nascondino dove chi viene morso prima o poi finisce in pezzi come un palloncino di sangue. Ma quello che caratterizza da sempre le storie sugli zombie, tutte le storie migliori sugli zombie, sono le meccaniche di interazione tra i “vivi”, persone qualunque che assurgono in una società di colpo ritrovatasi più piccola al ruolo di eroi. 
Eroi che si caratterizzano anche per un singolo gesto, eroi che non arriveranno alla fine del racconto o del film, ma rimarranno impressi negli spettatori-lettori come chi, anche per poco, ha saputo ritagliarsi un posto tra la massa (di non morti), perché ha fatto la differenza. Eroi “minori” nel palcoscenico della vita, ma che sanno fare la differenza, come i tanti “eroi di seconda fila” dello sterminato pantheon Marvel, che vengono dai fan ricordati per quel qualcosa di speciale che li fa emergere dalla massa anche quando il primo piano è per il pezzo grosso, l'eroe della testata che vende. Il gioco degli Zombies potrebbe continuare all'infinito ma questo episodio di Halloween, ultima pubblicazione ad ora della collana Marvel Zombies, è perfetto per sintesi e messaggio, che l'autore affida alle parole di una madre (che i fan ben conoscono) per rabbonire il suo bambino, per spiegargli che avere paura non serve. Gli zombies sono belli e divertenti, ma sono i vivi quelli che spaccano, benché abbiano i minuti contati. E così se la notte di Halloween è apparentemente un gioco in cui appaiono mostri e streghe, il suo significato più profondo è ricordare le persone care, quelle che non ci sono più. Tenersele vicino a sé nella mente per le piccole, grandi cose che hanno fatto nella loro vita, per l'ispirazione che ci hanno dato nel vivere al meglio. Vivi 1 - Morti 0.

E per il futuro? Non ci sono grossi aggiornamenti in merito. C'è sì in ballo in casa Marvel un grosso progetto riguardante gli Zombies cui starebbe partecipando Romero ma non pare riguardi, almeno direttamente, i supereroi zombi. I fan hanno chiesto a gran voce un film cinematografico sui Marvel Zombies ma gli studios, che ricordiamo essere proprietà Disney, vorrebbero per ora (e presumo per sempre) evitare di associare pupazzetti colorati con macabri ammassi di carne macellata, decisamente inadatti al Disney Store di Milano. Nella speranza che ci siano nell'immediato buone nuove, non ci resta che incrociare le dita e attendere che Jack, Howard e Aaron tornino tutti insieme a dare la caccia ai super-non-morti. 
Talk0

domenica 4 agosto 2013

Marvel Zombies

Parte quarta...

Marvel Zombies 4. Figli della Mezzanotte. (contenuto nell'omonimo volume 100% Marvel). Squadra che vince non si cambia. Tornano tutti gli artisti coinvolti in Marvel Zombies 3 e continuano le storie legate al nucleo di controllo multi-dimensionale conosciuto come A.R.M.O.R. (che sta per: Alternate, Reality, Monitoring, Operational, Response). Scende di nuovo in campo il carismatico Dr. Morbius, questa volta operativo in prima persona come leader dei ri-fondati “Figli di Mezzanotte”, gruppo di eroi ispirato ai classici mostri cinematografici, tra le cui fila troviamo Licantropus, la strega Jennifer Kale, il figlio del demonio Hellstrom. Il gruppo darà la caccia a Head-Pool, ultimo superzombie rimasto nell'universo 616, ma non saranno i soli. Anche il sedicente zar del crimine conosciuto come The Hood, alla guida di un nutrito gruppo di supercriminali, cerca la testa non morta del mutante, spera di poterla utilizzare come arma. 

Non manca la partecipazione di Simon Garth, conosciuto anche come “lo Zombie”, una capatina dell'Uomo Cosa e la visitina di qualche potente entità demoniaca. Questo arco narrativo è un autentico atto d'amore per i personaggi minori a tematica horror della Marvel. Non mancano i top guy come Deadpool, nella sua versione Head-pool, o The Hood (che all'epoca era sull'onda, ora si può tranquillamente dire tra i dispersi o seconde file), ma gli altri vi sfido davvero a riconoscerli senza fare uso di wikipedia (magari Morbius se leggete Spiderman lo conoscente però, si è fatto “vivo” anche di recente). Con tutta questa voglia di citare e allegare personaggi forse si perde però di vista il tema zombesco, che viene relegato davvero a poche pagine, ma non manca azione concitata, tanto sangue disegnato e qualche battutaccia qua e là. Bello ma inferiore al capitolo 3 nella sceneggiatura e nelle atmosfere, i disegni e colori rimangono di fatto notevolissimi. Anche qui solo 4 capitoli. E manca Machine Man, un vero peccato. Viva Machine Man!

Marvel Zombies: Evil Evolution. (inedito) Novembre 2009. 

Cosa succederebbe se i Marvel zombies penetrassero sul pianeta delle Marvel scimmie (una specie di pianeta delle scimmie Marvel)? Non lo so, il volume è misteriosamente inedito in Italia. Potrebbe essere interessante? Le Marvel scimmie, di cui la prima run è stata pubblicata in un volume Panini For Fans Only sono un progetto curioso ma che andrebbe sviluppato con logica e buon senso. Diciamo che le premesse sono simpatiche, ma se quello che ho visto finora “è tutto” la serie ha dei grossi limiti. Lo recupererò in inglese? Panini c ripensa e lo stampa? Ne sentiremo la mancanza? Boh... e con questo sì che mi dimostro un recensore con le palle...


Marvel Zombies il Ritorno (contenuto nell'omonimo volume 100% Marvel). Dopo aver trattato le piccole-grandi epopee di personaggi minori, Van Lente decide di continuare la storia dei Marvel Zombies da dove si interrompeva con il vol.2. Ci sono grossi piani per porre per sempre la parola fine all'invasione zombie. Ci sono entità potentissime che per una volta non staranno a solo a guardare. In un crescendo drammatico tutto avrà una conclusione. È tempo che un personaggio (amatissimo) smetta i panni del supercriminale e reindossi la casacca da vendicatore che da sempre si merita. Spoiler non ammessi. Tornano in scena i personaggi di punta in un ciclo di 5 capitoli, editi dal novembre 2009, che si impongono di fare il punto sulla storyline principale. Ma non è Van Lente il solo autore. Ai testi c'è anche Seth Grahame Smith, autore di romanzi horror moderni come Orgoglio e Pregiudizio Zombie e Abraham Lincoln Vampire Hunter (se solo per il film avessero preso per interpretare Lincoln Liam Neeson staremmo tutti a gridare al miracolo). Ci sono anche Jonathan Maberry (i suoi libri sugli zombie sono pubblicati in Italia da Delos Books, di recente, fine marzo è uscito “la notte degli zombie”) e David Wellington (tra cui l'ottimo Zombie Island edito da Mondadori). 

Giusto per confermare che non di sole frattaglie disegnate si tratta, questi autori mettono insieme una storia chiara, lineare, che pesca direttamente nel passato e nel recente della storia dei fumetti Marvel e arriva a un finale strano ma perfettamente logico. Rimangono delle domande insolute, rimane LA domanda principale. Ma questa saga non è necessariamente la fine delle avventure dei superzombie, ci sarà tempo per riparlarne. Anche per i disegni siamo, di nuovo, al top. Vuoi per le sempre straordinarie copertine di Suydan, vuoi per gli artisti grafici impiegati, uno diverso per ogni capitolo. Straordinario Dragotta nel cap.1, che reinterpreta lo stile grafico (con un tocco di modernità) più classico dei fumetti dell'uomo ragno, con omaggi a Ditko, Romita, McFarlane e tanti altri. Molto bravo, vivido e ricco di dettagli, Mutti sul numero 2, disturbante e aggressivo Alexander nel capitolo 3, un po' troppo misurato e pulito (che non fosse per una storia sugli zombie non sarebbe manco un male) Elson sul numero 4, folgorante e grintoso Alves sul quinto. Davvero un numero imperdibile, dotato di una qualità poi assai rara nel fumetto americano: niente lungaggini. Gli eventi qui narrati potevano benissimo essere ampliati a dismisura, farci una serie di 30 uscite, ma si sceglie invece una solida sintesi, la giusta scansione di una storia che rimarrà impressa nel tempo.

Marvel Zombies 5. La bella, il pennuto, il robot. (contenuto nell'omonimo volume 100% Marvel). Quando il successo non cala, non si può dare il colpo di grazia a una serie. Occorre rilanciare e farlo al meglio. Ecco quindi che il sempre bravo Van Lente viene richiamato al lavoro e tornano in scena gli eroi di “seconda fila” tanto amati dai fan. È giugno 2010 ed è passato un po' dall'ultimo numero di Marvel Zombies il ritorno, datato novembre 2009. Ritorna in grande stile la A.R.M.O.R. e la sua opera di disinfestazione zombie nei multiversi. Acclamato dalla folla, torna protagonista Machine Man, questa volta affiancato da uno dei personaggi più richiesti (che presto godrà di un bel volume Omnibus by Panini), ossia Howard il Papero! Quante volte abbiamo chiesto a gran voce di leggere le sue avventure! Come dite? Non le ha chieste nessuno? Solo a me era piaciuto il film del 1986? Howard il papero! Nessuno è entusiasta della cosa? Platea difficile oggi...


Eccoci quindi a “spasso nel tempo”, partendo da un universo western, dove al gruppo si unirà la figlia del pistolero Quicksilver, un salto per trovare Killraven e il suo team, passare al mondo medievaleggiante dell'isola di Wight e chiudere in un universo 2099. L'argomento principe di questo arco narrativo è nientemeno che “i fumetti Marvel del presente e passato”, soprattutto quelli scomparsi. Si pesca appunto dalla poco prolifica produzione di Killraven passando ai mai troppo compianti 2099, omaggiando mondi narrativi così come il peculiare stile a fumetti che li contraddistingueva. Classico e dettagliato, con forme rifinite Killraven, spigoloso e dalla colorazione essenziale, anche per il tipo di carta usato, lo stile di 2099, giusto per citare gli “antipodi”. A chiudere questa celebrazione del fumetto non poteva mancare la celebrazione del fan del fumetto, il Marvel Zombie per eccellenza, cui viene dedicato il capitolo 5 del volume. Bisogna stare attenti a polveri e muffe nella conservazione dei fumetti... La copertina che preferisco (ogni numero ha una copertina di un autore diverso) è quella di Mike Del Mundo per il numero 5. Questo arco narrativo è mutante per sua natura, storia e ritmo vengono influenzate dal relativo contesto narrativo ma a rendere unica l'amalgama è la incondizionata simpatia che si prova nei confronti dei personaggi principali, una compagine decisamente “unica” nel suo genere. La lettura è stra-consigliata , soprattutto ai nostalgici. Il tono dell'opera è però giocoforza inferiore al volume precedente, attestandosi in media sullo stesso livello del vol.4.

Fine parte quarta...

domenica 21 luglio 2013

Marvel Zombies

Parte terza...


Pantera Nera 27-30 (31 per epilogo). (contenuto nei fumetti da edicola dei Fantastici 4, dal numero 282 al 286, ma entrano in azione di fatto nel 283 e ne escono nel 285; diciamo che sono collocati in una unica trama “di ampio respiro”). Dal giugno 2007 al dicembre 2007 i Marvel zombies sono ospiti della testata con protagonista il signore del Wakanda. L'autore è il regular di Pantera Nera, Reginald Hudlin, ai disegni altro regular Portela. Ci sono i Marvel Zombies così come si vedono alla fine del vol.1. Pantera per scappare da un mostro insetto-schifo usa lo strumento teletrasportatore di nome Le rane di re Salomone (che nome del ca@@o). 

Pantera e i suoi simpatici amici si trovano così su un mondo Skrull, intento (come tutti i mondi skrull che si rispettino) a perfezionare il proprio super-skrull. Quando ecco che arrivano senza un perché i superzombie e parte un furioso rissone tra Skrull, zombies e superskrull, con Pantera intento ad usare le rane di re Salomone (che nome del ca@@o) per teletrasportarsi tatticamente di qua e di là. Al punto che uno zombesco Luke Cage cerca di impossessarsi delle Rane di re Salomone (che nome del ca@@o) per andare ad invadere un'altra realtà. Una porcheria indegna di trovarsi tra i fumetti della serie Marvel Zombies. Sciatto, senza senso, scritto con il deretano e fortunatamente pure abbastanza introvabile. Consiglio ai collezionisti: fregatevene. Non esiste.
Marvel Zombies 2. Il Sapore della Morte. (contenuto nell'omonimo volume 100% Marvel). La storia prosegue da dove si interrompeva in Marvel Zombies 1, proponendo un nuovo arco narrativo, per lo più incentrato sul nuovo decaduto mondo in mano ai pochi superstiti. La natura umana, pur nelle difficoltà, non muta in meglio. Gli uomini si delineano in schieramenti opposti, ripartono i soliti giochi di potere. Se la prima serie mostrava il lato più ludico e grottesco dell'invasione zombie, giocando con uno humour nerissimo e mettendo in atto una escalation da applausi nel massimo divertissment nerd del nuovo secolo, con la seconda stagione esce fuori la vena malinconica per cui è noto Kirkman. Come in Walking Dead, i non-morti sono una calamità naturale, un tifone che abbatte le case e rimescola le carte di una umanità perennemente allo sbando. Sono proprio gli umani, sempre e solo, le creature “peggiori”. 

Spinti dalla logica della sopravvivenza, involvono in predatori di se stessi, vittime delle paranoie, assassini dei loro stessi fratelli. Esseri cinici, ignobili che nella maggior parte dei casi rimangono impuniti. A fare loro da contraltare gli eroi-mutati, che dopo un periodo di incubazione del virus rientrano in possesso delle loro facoltà intellettive, domando la fame. Questi sono nuovamente pronti a sistemare le cose, a rimettersi in gioco, a ritornare ad essere il simbolo perfettibile cui rivolgersi. Ma gli umani non vogliono più avere nulla a che vedere con loro. Pantera Nera assurge a personaggio quasi Shakespeariano, un novello Cesare si direbbe, doloroso simulacro della progressiva perdita di valori dell'uomo del futuro. Il sapore della morte è quindi un arco narrativo complesso, pronto a scontentare in parte chi si aspettava solo divertimento e una seconda maxi royale rumble tra supers. I disegni di Phillips rimangono di altissimo livello, i suoi super-zombie sono sempre rivoltantemente magnifici. Chi sa leggere tra le righe non ha troppo da scontentarsi. Si ragiona un po' ma, di fatto, gli ettolitri di sangue e le scene eccessive-grottesce tipiche della serie non mancano.

Marvel Zombies 3. Carne e Metallo. (contenuto nell'omonimo volume 100% Marvel). Da gennaio 2009, primo numero del nuovo arco narrativo, arriva lo scrittore Van Lente. Si è fatto notare in Marvel per The Incredible Hercules, un divertente periodo nel quale l'eroe olimpico si è messo ad occupare la testata di Hulk (occupato in piani di conquista planetari). Uno scrittore che bene mastica i ritmi della commedia più forsennata, senza dimenticare una dose extra-large di action puro. Alle matite lo affiancherà, per il terzo arco di Marvel Zombies come per il quarto, l'ottimo Walker, una strepitosa matita inglese a cui dobbiamo nientemeno che molte illustrazioni del card-game Magic: The Gathering. Per Marvel si è fatto valere su Annihilation, curando la resurrezione di un personaggio strafigo come Nova, oltre a dedicarsi alle dissennate avventure degli Exiles, una autentica palestra per disegnare eroi di tutti i tipi in contesti di tutti i tipi. Cambi pure per le copertine, al maestoso Suydan (che ha già realizzato migliaia di cover e che comunque continua a sfornare variant... quindi se odiate Land potete recuperare sempre copertine di Suydan) si alterna Greg Land, autore di quel Crossover che ha dato inizio a tutto. Se Suydan reiterpretava copertine classiche Marvel, Land preferisce prendere ispirazione dal cinema. La cover del primo numero di Marvel Zombies 3 è un omaggio proprio al poter cinematografico de L'armata delle Tenebre. Solo che al posto di Ash c'è il nuovo personaggio mattatore del vol.3, il mitico (e amatissimo) Aaron “Machine Man” Stack, con ai piedi una mai così lasciva Jocasta. Strana vita editoriale quella di Machine Man. Nasce nel 1977, nel luglio, e quindi sono fiero di considerarlo mio coetaneo. La penna che gli dà forma appartiene a uno dei più grandi disegnatori di tutti i tempi, Jack Kirby per una serie di fumetti ispirati a "2001 Odissea nello spazio". Machine Man è un androide creato da Abel Stack, nome in codice X-51. Insieme ai suoi cinquanta fratelli era il frutto di una ambiziosa ricerca sull'intelligenza artificiale. Ma Abel con lui volle provare un approccio diverso, decise di trattarlo come un figlio. Quando il governo scoprì i molti difetti dei robot, sfuggiti completamente da ogni controllo, decise di attivare le bombe che erano state innestate su ogni modello e chiudere i conti. Anche machine Man aveva una bomba ma era diverso, sembrava davvero il figlio di Stack. Così il padre si sacrificò nel tentativo di disinnescare l'ordigno impiantato nell'X-51. Per riconoscenza, Machine Man assunse il nome di Aaron Stack e scelse una vita umana, come perito assicurativo. Da sempre innamorato della androide Jocasta, Aaron passò una vita quantomai avventurosa, cambiando continuamente schieramento e arrivando pure a far parte dei Vendicatori della costa ovest. Di recente ha fatto parte del supergruppo “non ufficiale” di Nextwave (un fumetto fantastico nato dalla mente di Ellis e dalle matite di Immonen pubblicato in due volumi 100% che se amate i fumetti demenziali dovete avere) e la sua caratterizzazione è stata sempre più sbilanciata verso il lato comico. 

Di fatto Machine Man sembra la versione idiota dell'Ispettore Gadget (ma dotato di armamento pesante) e vederlo in azione è un vero spiscio, al punto da moltiplicare le sue ospitate in altre testate per aumentare le vendite (vedi Ms. Marvel). È bello quindi che con Marvel Zombies 3 abbia riconquistato il ruolo da solista. Ma a che punto è la guerra contro i super-zombies, giunti al vol.3? Universo 616, l'universo “ufficiale” della Marvel. Esistono realtà parallele che si intersecano tra loro, esistono universi perpendicolari e universi onda; le interferenze tra queste realtà vicine possono durare una manciata di secondi, ma sono in grado di teletrasportare gli abitanti di una realtà in un'altra. Di fatto l'universo Marvel è da sempre dotato di teleporti come Magik, Pixie, Cloak, il cagnolone degli Inumani e l'Uomo Cosa. Proprio le paludi di Citrusville in Florida, casa dell'Uomo Cosa sono state di recente soggette dell'attività di infiltrazione di una realtà parallela. Il Deadpool dello “zombie-verso”, un universo onda, ha attraversato la soglia e sta diffondendo l'epidemia. A contrastare le minacce degli universi “sensibili” è stata istituita A.R.M.O.R. (ovvio, dopo che sono già presenti Shield e Sword) e a capo delle operazioni c'è nientemeno che Portal, al secolo Charles Little Sky (sento i sei che lo conoscono esultare... sì, è un altro personaggio minore...) e non manca nel team il vampiro vivete Dr.Morbius. Il suo scopo, oltre che contenere il virus è cercare una cura, prelevando un soggetto portatore sano dallo zombieverso. Quel soggetto è Vanessa Fisk, moglie del signore del crimine Kingpin. È stato Morbius a volere nell'operazione un eroe che non potesse essere infettato in quanto “non fatto di carne”, pertanto Machine Man viene reclutato per la missione. Il nostro è riottoso, ma appena scopre che anche Jocasta è della partita decide di accettare. Nello zombieverso accadono strane alleanze intanto. Freccia Nera diventa così socio di Kingpin. Battutacce, tanta azione ed ettolitri di sangue. Il vol.3 di Marvel Zombies funziona come un rodato b-movie anni ottanta. Devono essere per forza menzionati anche i colori, opera di Beaulieu (presente anche in Marvel Zombies 4), che donano una spettacolare luminescenza alle immagini, laddove i colori letteralmente esplodono da ambienti prevalentemente bui. Lo stile di disegno di Walker è molto dinamico e si sposa alla perfezione con l'azione. Machine Man ad armamento spiegato a falcidiare con motoseghe e cannoni vulcan i non-morti è un vero spettacolo. Tra tanta azione non mancano i flash-back sul passato di Machine Man, un autentico impreziosimento alla caratterizzazione del personaggio che non potrà che far piacere ai fan. Dispiace davvero tanto che il tutto si riduca a 4 episodi, se ne vorrebbe ancora e ancora. Anche il pubblico ha decisamente gradito. Nasce qui, ma sarà vero mattatore nel vol.4, Head-Pool, la testa zombificata (e presto “volante”) del Deadpool dello zombieverso. Questo chara avrà un posto tutto suo nella scanzonata serie Deadpool Corps, un gruppo formato da versioni provenienti da universi diversi di Deadpool.

Fine terza parte

venerdì 19 luglio 2013

Marvel Zombies

Parte seconda...

Marvel Zombies 1. Fame insaziabile. (pubblicato nel relativo 100% Marvel e da poco disponibile anche in versione da edicola) È il febbraio 2006 quando le fumetterie americane vengono invase per l'uscita di uno dei fumetti più venduti di sempre. Per l'occasione del numero, e dei futuri, vengono realizzate diverse versioni con cover diverse, reinterpretazione in chiave zombificata di alcune celebri copertine dei fumetti Marvel originali, realizzate dal bravissimo Arthur Suydan (per lo più, alcune saranno realizzate da Land e via via da altri). Si è deciso di fare le cose in grande. Alla storia Robert Kirkman, ai disegni Sean Phillips. Kirkman è un nome che dovreste conoscere bene, è autore di un certo fumetto che viene pubblicando dalla Image comics dal 2003 e che tutt'oggi vende milioni di copie, gode di vari spin-off, vi sono stati tratti più videogame e una seguitissima serie televisiva, della quale stanno da poco girando una quarta stagione: The Walking Dead. Quale migliore curriculum per designarlo autore di una storia horror supereroistica? Phillips è uno dei più grandi disegnatori di opere horror-realistiche di sempre, ha lavorato per Ennis, Ellis e Brubaker e ha in curriculum l'ottimo Hellblazer e Criminal. 

La storia segue direttamente i fatti narrati in Crossover, roba che i volumetti originali di Ultimate Fantastic Four vengono ristampati a nastro e le prime pubblicazioni arrivano a toccare prezzi esorbitanti. Magneto è rimasto da solo nel mondo dei super zombies e in una scena da orgasmo multiplo per i fan prende in suo possesso lo scudo di Capitan America, che diventerà la sua arma principale, anche se per poco. Il signore del Magentismo è impegnato in un combattimento mortale, rincuorato solo dal fatto che qualcuno è sopravvissuto, sull'asteroide M, c'è ancora speranza per il futuro. E qualcuno è sopravvissuto anche sulla Terra, Pantera Nera è mutilato ma ancora in circolazione, una resistenza può nascere. Quello che succede ai supereroi in preda alla “fame” ha dell'inimmaginabile. Una folle e senza misura escalation di squartamenti e brutalità sempre più esponenziale, condita da un dissacrante humor nero. Vengono riscritte le regole del classico “chi è il più forte tra x e y” in chiave zombie e le conseguenze dell'arrivo in scena di certi noti esseri cosmici ha del clamoroso e finora quasi dell'irripetibile (merito di una recente run degli FF per lo più se cotanti fast si sono ripetuti). Raccolto in un volume 100% Marvel da Panini in Italia, già pluri-ristampato e di recente pure con una riduzione in edicola, Marvel Zombies 1, Fame insaziabile è il fumetto da non mancare se amate horror e Marvel, carico di una surreale follia e di scene assolutamente al limite. Innoverà l'immagine del fumetto moderno? No. É in assoluto il fumetto meglio scritto e disegnato di sempre? No. È una divertente e dissacrante storia da leggere senza troppe seghe mentali, magari ridendo come imbecilli alla ennesima esagerazione visiva? Sì.
Ultimate Civil War: Spider-Ham. Marzo 2007. 

(pubblicato su L'Uomo Ragno n. ...che numero era...mmh....). L'autore è quel mattacchione di J.M. Straczynski (uno dei più grandi autori di fumetti di sempre), il personaggio è una versione parodistica di Spiderman, un bel maialino il cui nome risuona come Prosciutto-Ragno. Non è la prima volta che si ci si imbatte in lui, le sue storie sono spesso divertenti e pubblicate in appendice ai fumetti dell'Uomo ragno pubblicati dalla Panini in Italia. Il prosciuttino capita in una dimensione zombie, si fa mordere e inizia a scorribandare insieme al colonnello america e compagni (tra cui anche Hulk e Wolverine). Una storiella buffa ma abbastanza tetra, soprattutto nel finale. Assolutamente non essenziale ma simpatico.
Marvel Zombies Dead Days. (pubblicato in Marvel Zombies 2. Il sapore della morte). Richiesti a gran voce dai fans, ritorneranno Kirkman e e Phillips per la seconda stagione del serial. Altri cinque capitoli, dall'ottobre 2007 a febbraio 2008. Ma a maggio 2007 abbiamo già un assaggio del loro rientro, la storia prequel Dead Days, che ci porta ad eventi di poco precedenti alla saga Crossover. Siamo sull'asteroide M, Magneto osserva inorridito la diffusione del contagio. Il signore del Magnetismo è in qualche modo complice dell'eccidio, aveva contattato qualcuno o qualcosa che gli aveva promesso lo “sfoltimento” dei sapiens in favore dei superiors. 

Ma le cose non stanno andando così e il più pericoloso terrorista mutante al mondo si vergogna di tali conseguenze, al punto da tornare sulla Terra e cercare un, pur difficile, rimedio. Vediamo qui come vengono contagiati i più grandi eroi. L'uomo ragno si fa involontariamente carnefice dei suoi cari, Capitan America cerca disperatamente di rimanere lucido nonostante la mutazione, Stark combatte una lotta contro il tempo per trovare una via di fuga per l'umanità. Distrutto dal dolore dopo una perdita inconcepibile, la pazzia si impossessi di un Reed sempre più rassegnato all'idea di trovarsi davanti ad un nuovo e inarrestabile processo evolutivo. Non ci sono vincitori, le vittime cadono a decine e anche i più forti cedono alla “fame”. Kirkman e Philips firmano il capitolo più disperato e cupo della saga.

Marvel Zombies vs Army of the Darkness. (pubblicato nell'omonimo volume 100% Marvel). Sempre a maggio 2007 esce un'altra interessante serie legata a Marvel Zombies. Chi è il più figo ammazzazombie del creato, l'uomo che ha dedicato tutta la sua vita alla lotta contro il male? Stiamo parlando del mitico Ash del reparto ferramenta, mattatore della trilogia di Evil Dead (aka “La casa”) di Sam Raimi. Già in passato parlavamo del fatto che fossero nati decine di prodotti collegati alla saga, tra cui appunto un sostanzioso numero di fumetti atti ad esplorare quanto su pellicola non si è (ancora) impresso. Attualmente i diritti del personaggio cartaceo sono nelle mani dell'editore Dynamite Entertainment, ma l'evento Marvel Zombies ha permesso un felice crossover sotto l'etichetta Marvel. John Layman, scrittore, e Fabiano Neves, disegnatore, fanno parte del pool di artisti che si occupa abitualmente della saga Evil Dead per la Dynamite. Un team rodato e amato dai fans. Cosa c'entrano l'armata delle tenebre e i personaggi dei fumetti Marvel? Mettete in mezzo il nome Sam Raimi e fate due più due (o tre più tre... oppure quattro più tre considerando l'ultimo remake... o quattro più quattro considerando la partecipazione, non accreditata, alla produzione dell'altro remake-reboot...). E noi ringraziamo. 

Il bullo Ash è quindi di nuovo alle prese con orde di non morti e alla ricerca del libro maledetto noto come Necronomicon. Che sia l'artefatto maledetto il responsabile di questa pandemia zombesca? Di fatto il nostro eroe è fresco fresco da una dimensione da poco distrutta dal potente Sentry. Cerca invano di contattare gli eroi più potenti della terra prima che tutto incominci, ma nessuno gli crede. Riuscirà a rimettere a posto le cose? E ancora, dove potrà trovarsi il Necronomicon in un universo popolato da supereroi Marvel? Ma soprattutto, che uso vorrà mai fare del Neronomicon la versione zombificata di Hulk? Questo divertente volume, brillantemente scritto e divinamente disegnato segna un modo nuovo di approcciare i Marvel Zombies, che sarò archetipo di molte delle saghe future. Storie divertenti e splatterose che coinvolgono per lo più personaggi del sottobosco Marvel (tra i più amati), eroi di seconda linea promossi a mattatori in contesti action-splatter spinti all'eccesso. Accanto alla guest star di lusso Ash, hanno così spazio eroine come Dazzler e Scarlet (nella versione classica-adorabile, non nella versione psycho che si è imposta con Vendicatori Divisi). A loro si affiancano “spalle di lusso” e un nuovo excursus sull'epidemia. Di fatto la saga si colloca prima di Dead Days, costituendo di fatto il prequel del prequel.

Fine seconda parte

mercoledì 17 luglio 2013

Marvel Zombies

Nella speranza che un nuovo volume prenda presto forma, diamo un'occhiata ad uno dei fenomeni editoriali più strani e di successo degli ultimi anni.

Per secoli con il termine “Marvel Zombies” si definivano, in modo dispregiativo, i fan marvel che comprano qualsiasi cosa il marchio impone, dal dentifricio alle statue in gesso fino ai numeri dei fumetti che non gli piacciono ma perché “servono per la collezione” (a loro è dedicato di fatto un episodio della collana di cui stiamo per parlare: Marvel Zombies, vol. 5, cap. 5, pubblicato a settembre 2010 “A plague of one” trad. “Uno soltanto”). Se la Marvel ha i suoi Marvel Zombies, la D.C. Ha i suoi D.C. Geek. Stessa cosa.
Crossover: 20 agosto 2005. Qualcosa cambia. Per la collana Ultimate Fantastic Four esce il numero 20, la seconda e ultima parte dell'episodio Think Tank . Da noi Ultimate Fantastic Four, pubblicazione bimestrale, uscirà, insieme al primo capitolo, nell'aprile 2006, in concomitanza al magnifico periodo di pubblicazione nostrana di House of M. 

Le collane Ultimate, ambientate in un universo narrativo differente da quello dei supereroi classici, sono il top della pubblicazione Marvel, tanto per gli autori che per i disegnatori coinvolti. Bendis, Millar, Ellis tra gli scrittori, Hitch, Bagely, Adam Kubert, Madureira, Finch, Larocca, Jae Lee, Leinin Yu tra i disegnatori. Un mondo supereroistico vergine e inesplorato, popolato da versioni più giovani degli eroi classici (Spiderman, Fantastic Four, X-men) o più estreme (Ultimates) affidato ai top guy del fumetto. Ben presto le pubblicazioni Ultimate si dimostrano un'autentica fucina di idee, talmente valide da influenzare negli anni anche le collane “classiche”. Fino al punto che tutti gli autori e disegnatori principali sono stati dirottati sulle collane classiche e abbiamo assistito alla resurrezione di testate come i Vendicatori e X-Men, a eventi come Civil War, tutt'oggi punte di diamante della Marvel. Forse qualcuno ve l'ha già detto, ma i film di supereroi che vedete al cinema nel recente sono pesantemente influenzati dall'universo narrativo Ultimate, e non solo perché Nick Fury è interpretato da Samuel Jackson invece che da un ipotetico epigono di Lee Marvin. Non tutte le collane Ultimate però hanno lo stesso successo e fanalino di coda, nonostante la magnificenza di autori e disegnatori coinvolti, è proprio Ultimate Fantastic Four, che narra delle avventure del celebre quartetto in una versione più adolescenziale. La nuova caratterizzazione porta ad un Ben Grimm malinconico, ma anche più spietato (leggendario quello che farà a Doom nella collana Ultimatum), a una Susan Storm ribelle e scollacciata, a un Johnny cazzone come sempre (in fondo il personaggio è sempre stato bidimensionale e solo negli ultimissimi tempi della serie regolare ha avuto una bella evoluzione), a un Mister Fantastic nerd incompreso e tenebroso, destinato ad un futuro molto diverso da quello classico. Numero 20, dicevamo. La serie è momentaneamente in mano a Mike Carey per le matite dell'immenso Jae Lee. La storia è praticamente finita, le ultime due pagine servono a fare da ponte per il ritorno ai testi di Millar, il più geniale ed estremo autore degli ultimi anni (lo straordinario Ultimates, Civil War, Kick Ass, Nemesis, Wanied, Superior, 1984, Vecchio Logan, Fantastic Four...vi basta?), che già aveva dato battesimo alla saga per le penne di uno straordinario Adam Kubert.

Uno strano messaggio arriva al giovane Mr. Fantastic; è un messaggio confuso. “Salve, non ho modo di sapere se questo messaggio è giunto a destinazione e nemmeno se questa destinazione esiste. Ma se tu sei Reed Richards, o se c'è un Reed Richards dove ti trovi, e lo conosci, ti chiedo di aiutarci, per favore. In qualunque modo possibile”. Ma lo sgomento del giovane Reed Richards arriva solo quando vede in video il soggetto che ha inviato il messaggio (e noi vediamo chi sia attraverso gli occhiali di Reed giovane, che è un po' miope). Il suo interlocutore è un se stesso più adulto. Il Mr Fantastic classico con capelli brizzolati ai lati che conosciamo. Epocale. È il primo crossover tra universo Marvel classico e universo Marvel Ultimate. Ma le cose non andranno così, e per avere il primo cross-over dovremo aspettare Spider-man nel 2012 (e ne riparleremo). Jae Lee (che da lì a poco inizierà a disegnare l'adattamento a fumetti della Torre Nera) rimane ai pennelli anche per la prima saga di Millar (UFF annual del novembre 2005), dedicata agli Inumani (personaggi che Lee già ben conosce... ma questa è un'altra storia..), poi viene sostituito dall'amato-odiato Greg Land nella successiva, dal titolo emblematico “Crossover” (UFF 21-23 da sett a nov. 2005). E' da quel messaggio misterioso che Reed ha dedicato sempre più tempo al suo nuovo amico, la cui influenza ha accelerato di molto lo studio di un varco inter-dimensionale. Ora il giovane Reed è pronto per venire in soccorso del se stesso di un'altra dimensione, ma non vuole l'aiuto del gruppo, l'impresa è sua e lo porterà dall'unica persona che sia davvero in grado di capirlo. Ultimati i lavori, un Reed troppo sicuro di sé e troppo ingenuo da avvertire possibili pericoli arriva in una nuova dimensione. Non si ritrova nella versione del Baxter Building che immaginava. Tutto è diroccato, le strade sono piene di carcasse di automobili e pile di cadaveri. Ad accoglierlo sono i Fantastici quattro. Ma i loro visi sono putrefatti e le loro bocche grondano sangue. Un'infezione aveva colpito quella dimensione, come prima migliaia di altre. L'essere superumano più potente di tutti, Sentry, mutato in super-zombie, era giunto da un'altra dimensione e in pochi minuti aveva contagiato tutti i superumani. In pochi minuti, dopo essersi divorati l'un l'altro, i supereroi mutati avevano conquistato il mondo e distrutto ogni cosa. Il giovane Reed capisce, in sensibile ritardo, che è caduto in trappola. I super-zombie vogliono accedere alla sua dimensione per continuare il pranzo. In una fuga disperata riesce a distaccare il quartetto. 

Ma subito è di nuovo circondato, incatenato dalla tela di un mutato uomo ragno. Mentre una torma di superumani infetti fanno a sorte per aggiudicarsi il primo boccone, Hulk entra in scena rivendicando l'intera portata. Ma un gigantesco camion cade dal cielo sopra il golia verde. I super scappano spaventati perché il campione di non-mutati ha fatto il suo ingresso in scena ed è pronto a sotterrarli con una tempesta di lamiere. Fa il suo ingresso Magneto. Bisognerà tornare al Baxter Building, salvare dei sopravvissuti e distruggere la macchina dimensionale, per evitare che un altro universo cada. Capolavoro. Azione incalzante, battutacce, personaggi badass, disegni bellissimi (forse il meglio fatto da Land fino ad oggi). In soli tre episodi, Crossover getta le basi per un intero universo narrativo. I fan rispondono con entusiasmo e si pongono così le premesse per sviluppare una delle più divertenti e remunerative saghe della Marvel: nasce la collana Marvel Zombies.

Fine prima parte