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giovedì 7 novembre 2019

Lucca 2019 - la sempre più diserbante conferenza Dynit



Sabato 2 novembre, verso le 16:30 in quel del Lucca Comics & games. Il grande Cavazzoni prende posto ed è pronto a scatenare l'inferno con degli annunci che scuoteranno dal di dentro i cuori di ogni animefan italiano che si rispetti. 
Mi arrendo, giuro che non ce la faccio più con questo speranzoso entusiasmo perennemente disilluso. 
Dopo l'estenuante catalogo di proposte manga che, mi spiace, incontrano il mio grado di interesse allo zero assoluto, ecco che arrivano le novità anime.
Le bombe ci sono, non posso negarlo. 
La prima è Demon Slayer, l'anime tratto da uno dei manga di maggiore successo degli ultimi tempi, edito in Italia da Star Comics. Quella rappresentata da Koyoharu Gotouge è una storia di demoni e mistero ambientata in un Giappone medioevale, caratterizzata da uno stile di disegno finissimo, dettagliato quanto tipico di opere horror classiche come il tezukiano Dororo. La serie animata è realizzata da Ufotable, il team dietro a Fate/Stay Night Unilmited Blade Works ed Heaven's Feel, nonché una delle più apprezzate realtà dell'animazione Giapponese contemporanea. Top+Top, Demons Slayer è visivamente sublime è davvero curato, senza fatica il titolo del momento e la scelta migliore in assoluto, per tutti noi fan dell'horror e del Giappone medioevale, da avere anche in italiano. La versione italiana sarà esclusiva VVVVID e partirà a fine anno, seguirà home video. 


Non di minore impatto è l'annuncio dell'acquisizione da parte di Dynit di Promare, film d'animazione per il cinema del blasonato studio Trigger di Kill la Kill e Gurren Lagann. Promare, un po' sulla linea di Fire Force, è un action sincopato e visivamente esasperato che mette in scena la guerra tra una particolarissima brigata di pompieri e quelli che sembrano dei demoni. L'animazione ha tutti i connotati tipici delle produzioni Trigger, dalla ricerca di una coolness senza senso per la caratterizzazione dei personaggi alle infinite esagerazioni grafiche nelle scene d'azione e a uno stile fortemente umoristico e dissacrante. Sul titolo erano girate voci discordanti circa l'interesse di altri editori, con Dynit che più volte ha fatto orecchie da mercante negando la possibilità di averlo. Non è quindi un caso che il titolo sia stato annunciato a sorpresa al termine della conferenza. 


Altra novità è il film Seven days war, tratto dalla graphic novel di Osamu Soda. Dei ragazzini "okkupano" una fabbrica sul fiume con gli adulti che si oppongono e i miei testicoli che raschiano terra per assoluta mancanza di interesse, mentre la mia mente torna a quell'abominio di "concetto di rivoluzione studentesca giapponese" visto ne La collina dei papaveri. Manca sono l'adattamento di Cannarsi, per cui temo che da Dynit vengano chiamati quegli adattatori  "figli di Cannarsi" che hanno già lavorato a quel (raro) Shinkai-pacco dal titolo "la mattonata del violino e dell'aereo dal nome stronzo" (non mi ricordo se il titolo originale fosse effettivamente quello, questo titolo è però migliore e più coerente. P.S. L'ultimo Shinkai al cinema, come in pratica il 90% di tutto il cinema di Shinkai mi è invece molto piaciuto e non presentava troppe fesserie grammaticali). Visivamente sembra molto carino, ma carico di quello stile educatino e pettinatino che mi rende subito i personaggi irritanti e molesti. Aspetto la visione per capire quanto sono fuori strada e scoprire magari che è il titolo dell'anno. 


Seguono due conferme, in un mondo in cui le conferme per altro sono tutto fuorché scontate: il nuovo film di My Hero Academia e il terzo film di Fate/Stay Night heaven's feel, entrambi al cinema. 
Si è parlato anche della stagione 2 di One punch man in italiano, che dovrebbe prima o poi uscire se va in porto un congiungimento astrale tra Dynit, Viz e Chruncyroll. Speriamo. 
Il resto sono le speranza del pubblico nel solitamente deprimente Q+A finale, con comunque al cinema a dicembre il già annunciato in precedenza film-evento dello studio 4C, Children of the Whales
E arriviamo appunto alla richieste disattesa più cocente, che per me e per molti non trova ancora un senso, il "no" a Gundam Narrative. Ogni volta che esce l'argomento, Cavazzoni dà l'impressione di cadere letteralmente dalle nuvole e non comprendere di cosa si stia parlando. Pare che gli stiamo chiedendo tutto di un botto e senza senso un recupero di Gundam Seed Astray o la quarta serie dei Gundam Build Fighters. In genere risponde con un sorpreso e sibillino "ma a voi è piaciuto?" come se gli stessimo proponendo una cosa del tutto fuori dal mondo. Pur comprendendo che Dynit non è babbo natale e può non essere interessata a qualsiasi cosa il pubblico le propone nello sconfinato catalogo delle produzioni animate nipponiche, in fondo Gundam Narrative è un film unico (che nessuno pretende sia portato al cinema) legato a Gundam Unicorn, titolo da Dynit pluri-venduto e ultra ri-stampato anche l'altro ieri, realizzato dallo staff di Gundam Thunderbolt, da Dynit pure portato al cinema, nonché "ponte" collegato alla prossima trilogia di Gundam, Hathaway's flash, che Dynit a ogni conferenza ripete di voler considerare con interesse. Ormai sono una decina e più di anni che Dynit propone almeno un titolo di Gundam, in genere legato all'Universal Century, e Narrative era il titolo nuovo di questo filone. Non sono un addetto ai lavori ma una di quelle persone  che hanno comprato da anni, grazie a Dynit, tutto Gundam Unicorn, poi Thunderbolt e quell'interminabile "coito interrotto" di Gundam Origin (che bello quanto volete se ci ripenso ancora mi girano per come il progetto "non" è finito) ed erano contente all'idea di voler spendere 30 euro per Gundam Narrative. Forse faccio però parte di un pubblico troppo di nicchia, anche considerando che in pratica il 90% delle persone che conosco che segue Gundam, tutti Over 40, non sa manco cosa sia VVVVID. Boh. Anche Birthday Wonderland uscirà solo in home video, Gundam Narrative ha proprio bisogno di avere pure lui il traino in sala? Io ringrazio con stima Dynit per tutto quello che ci ha portato e ci porta, comprendo che questa sia una scelta probabilmente sensata  in termini di aspettative di vendita, spero magari che ci ripensino. 


Dove il Cavazzoni mi è piaciuto, è nel come ha risposto alla domanda su Yamato 2202. Non ha confermato che ci siano piani immediati, ma ha detto che c'è ancora speranza, che il titolo gli interessa. Yamato 2202 è un gioiello e dopo lo straordinario lavoro svolto da Dynit per Yamato 2199 e film collegato è in effetti il titolo che più attendo. Incrociamo le dita. 
Cavazzoni ha parlato anche di Amazon Prime, servizio Streaming con cui sta portando nuovi titoli anche doppiati. Potrebbero tradursi in home-video, ma solo se il pubblico si dimostra interessato al progetto. 
Come sempre non parlo in questo articolo dello streaming, quanto dell'home-video. Ormai tutti i servizi streaming scoppiano di nuove produzioni interessantissime, ma l'home video in italiano sta scomparendo e per me è un peccato. Alla fine questa dei cartoni giapponesi in italiano è più una tradizione che per molti è (già da anni) anacronistica, me ne rendo conto. Però a questa tradizione sono ancora legato e supporto con gioia gli editori italiani che ancora si mettono in gioco in questo campo. Dynit a questo giro non sorprende negli annunci. Demon Slayer e un One Punch Man 2 "forse" è di fatto tutto quello che otteniamo come nuove serie TV. Mi sarei aspettato Goblin Slayer, Made in Abyss. Mi sarei ribaltato sulla sedia per l'annuncio di Megalo Box o di un Darling in The Franxx. Avrei partecipato con denaro vero ad un crownfunding per Space Dandy in italiano, a un certo punto ho sperato, leggendo gli astri, pure in JoJo ,vista la programmata anteprima lucchese della saga di Vento Aureo con i sottotitoli. Forse era troppo presto, ma avrei goduto per No Guns Life. Magari sarà per un'altra volta. 
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sabato 9 marzo 2019

Conferenza Dynit: Cartoomics 2019




Arriva ogni tanto la nostra piccola finestra sulle nuove produzioni dell'editore bolognese che più scalda i cuori dei fan degli "anime in italiano" (possibilmente tradotti). Dynit appare in forma in questo periodo, grazie all'acquisizione di serie importanti come My Hero Academia, alla continuazione di opere consolidate e riconfermate per più stagioni come Tokyo Ghoul e L'attacco dei giganti e Sword Art Online. Al cinema sono arrivati sotto l'egida Dynit in coppia con Nexo Digital anche opere candidate all'Oscar per l'animazione come Mirai, in fumetteria si sperimentano interessanti strade autoriali come per le opere di Hino Hideshi. C'è tanto da parlare e gustare, anche grazie alla piattaforma streaming VVVVID, le cui opere più viste possono ambire ad accedere alle traduzioni italiane. C'è però la consapevolezza, e c'è da molti anni, che "Natale è finito". Sono tanti i competitor, sono complicati i contratti e le vendite, non si può chiedere al buon Carlo Cavazzoni, il capoccia di Dynit, di fare l'impossibile. Le novità ci sono sempre, ma sono sempre molto selezionate e non è più virtualmente possibile chiedere la Luna (e con questo non voglio mettere mano alla questione Sailor Moon). 
Parleremo qui ovviamente solo delle novità, rimandandovi al sito Dynit per il catalogo già presente e i titoli già annunciati. Quindi non parleremo dei cofanetti blu ray / dvd per febbraio, re-box "standard" di Attacco dei Giganti 2, Kil la Kill, Gundam e la remaster di Daitarn 3. Non parleremo dell'uscita detta parte 2 di Gun Gale Online, Spin-off di Sword Art Online (imposto dal Giappone). Né parleremo delle uscite dvd/blu ray di Marzo come la season 2 di My Hero Academia (che avrà come extra l'attesissimo sigla di Vanni, la solita roba che può piacere ai fan di Vanni e forse solo a sua madre...), come non vi dirò che il Cavazzoni vi consiglia di vedere il 23-24 marzo il film di My Hero Academia, primo film che Dynit punta a far uscire nel week end e non in settimana. Sempre a marzo, non vi diremo che uscirà in home video Cowboy Bebop The Movie, la cui unica versione per ora sul mercato era di Columbia Tristar e in qualità media, mentre qui Dynit punta a un rilascio con dei super - master, con booklet e versione combo dvd / blu ray. Ad aprile non vi diciamo poi che arriverà in home video Mirai di Hosoda (Wolf Children), che appunto è stato candidato agli Oscar, una commedia fantastica e sognante di cui avrei dovuto già parlarvi ma non sono riuscito (comunque non è male, anche se mortalmente lento). Mirai uscita pure in "sticazzi edition" (ultra limited) con mille extra, making of, booklet, poster del film e card esclusiva creata per l'edizione italiana da Hosoda. Sempre ad aprile, non vi diremo che arriverà in home video la Terza Stagione de L'attacco dei giganti, la prima parte (la seconda è attualmente in streaming su VVVVID, quindi si può ripassare la parte 1 aspettando lo streaming), in cofanetto "cicciotto" e non in mini-slipcase come fino a ora (ma per i collezionisti lo slipcase sarà molto simile). 17 aprile pure Gundam Unicorn in home video boxato che prede il posto di quelli esauritissimi negli store.


Cinema: continuando imperterriti a non volerci parlare di cose già annunciate, non vi parleremo il 22 di My Hero Academia di Bones e sembra davvero figo come appeal, per animazione e trama (per quanto rivelato). È una storia autoconclusiva che si colloca dopo le serie animate fino a ora trasmesse e ha importanti flashback. Non vi parleremo nemmeno dell'uscita cinematografica di 5 cm per secondo di Makoto Shinkai, film strappalacrime (Cavazzoni pensa di distribuire fazzoletti nelle sale) edito in home video da Kaze alcuni anni fa e pezzo imprescindibile per i fan di Your Name, Il giardino delle parole ecc. previsto per il 20-21-22 maggio. Il doppiaggio sarà quello di Kaze, ritenuto di buon livello. Infine non vi parleremo del nuovo film di Fate / stay night, heaven feel 2 - lost butterfly. Del primo e della serie abbiamo parlato qui nel blog. È una discreta figata. Previsto per il 18-19 giugno. Sarà il secondo film di una trilogia.


Novità: Children of The sea (in parte si sapeva già da Lucca questa novità ), film tratto dal manga omonimo edito anche in Italia. Studio 4 C, quel mostro di Joe Hisahishi alle musiche. Un micro trailer per ora, ma sembra pazzesco (o almeno ci rassicura il Cavazza).
Novità vera annunciata il film Viaggio Verso Agartha, di Shinkai, molto Miyazakiano, molto carino che sarà ridoppiato con il titolo I bambini che inseguono le stelle. Kaze aveva fatto sfaceli (era terribile, era doppiato da stranieri che si improvvisavano italiani), Dynit riporterà giustizia! Uscirà in home video, probabilmente entro l'estate. Un po' ce lo aspettavamo. Ma siamo contenti. 

Tra domande dal pubblico: 
- piccola polemica ! Film di Fate in uscita mentre ci sono gli esami di maturità!!  
- "Curiosità per Promaire di Trigger?" C. Bocca cucita!!
- "Evangelion?" C. Bocca cucita di nuovo. Stanno cercando di rinnovare i diritti. 
- "Nuovo di Shinkai?" C. C'è fortissimo interesse e (probabilmente) tanta competizione per distribuirlo, visti i numeri di Your Name. Non si può ancora assicurare.
- "Goblin Slayer o altro sarà doppiato in simulcast?". C. Fa annuncio: stiamo doppiando Sword Art Online Alicization, presto in home video. 
- "No Game no life?" C. Parte martedì.
- "Zambot blu ray ?" C. "Vediamo come va Daitarn!"
- "Speranze per Starblazer?" No. Netflix si è tirato indietro, non si può fare almeno per ora. Sul simulcast continuerà.
- "Megalobox?" C. dice che a Netflix non interessa il mercato italiano 
- "Gundam Narrative?" A Cavazzoni non è piaciuto. Aspetta nuova trilogia. Non ci sono ancora decisioni prese.
- "The promised neverland?" per  C. è la serie del momento e l'interesse è tanto. 
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lunedì 23 luglio 2018

Due consigli veloci su Jurassic World - Il regno distrutto, che "poteva essere meglio", e un invito alla lettura a Made in Abyss




Avviso per i naviganti affezionati di questa paginetta. Per una serie nefasta di congiunzioni astrali,  non è stato possibile in questo periodo pubblicare con l'assiduità e l'amore che ci contraddistingue da anni, ma presto torneremo con maggiore costanza, più carichi di prima, a infestare con righe di testo e fesserie varie questi lidi. Giusto un appunto, che è poi un'affermazione di principio insopprimibile, sull'ultimo film di dinosauri peraltro ben diretto da J.A. Bayona. Non c'è niente da fare, laddove continua a scrivere e produrre quel miracolato misterioso di Colin Trevorrow, i dinosauri del parco immaginato dal compianto Crichton, sempre ben realizzati, sono destinati a vivere in film cretini. Film cretini in cui recitano bravi attori, dove la colonna sonora funziona, dove il ritmo narrativo c'è e si vede, ma in fondo sempre film cretini. E sono così cretini che se accendi per un secondo il cervello, anche per l'operazione di infilare la cannuccia della coca cola in bocca evitando gli occhi, sei fottuto. Le sinapsi iniziano a collegare i puntini e la trama appare per quello che è, un abominio di non senso in cui non torna niente, quasi più scemo della trama di Batman v Superman. Sembra ormai di vedere i film dei Transformers, che si dimenticano a ogni capitolo della storia scritta in precedenza e raccontata anche sei minuti prima, con l'aggravante di non avere lo stesso impatto deflagrante di un qualsiasi Bayhem. Ci vanno  bene i dinosauri sempre più Pokémon, come i tricera - pony intravisti nel primo Jurassic World, ci vanno bene i mostri geneticamente modificati per essere invisibili e zannuti e idro-statici e bio-addestrabili, ci va bene tutto perché Jurassic World non è un trattato di paleontologia, non vuole esserlo e vuole divertirci. Ma, vi prego, o gente con i soldi di Hollywood: portare via il progetto da Trevorrow e dai "cretini" che popolano il suo immaginario di sceneggiatore. Se negli anni '80 siamo stati abituati troppo bene da un autore / scienziato come James Cameron e negli anni '70 leggevamo già un altro autore / scienziato, che era appunto Crichton (oggi valorizzato da Westworld come merita, e non qui), non siamo preparati, noi vecchi spettatori, proprio a livello genetico, ai personaggi di Trevorrow. Che non sono "cretini pazzerelli" come certi di Raimi o della Troma, non sono "cretini eccentrici" come certi di Burton e dei Cohen, con sono "cretini funzionali" come le vittime di Freddy scelte da Craven... ma sono "cretini cretini alla Trevorrow (marchio registrato)". Troppo cretini. Se nel primo Jurassic Park le cose andavano male per un sabotaggio e per l'inesperienza "pionieristica" di "allevare dinosauri", già in Jurassic World sembrava impossibile che i personaggi addetti alla cura del parco non lo avessero fatto esplodere dopo tre minuti dal primo giorno di apertura ufficiale. E qui si fa peggio: ci si dimentica di intere isole, si inventano persone mai nominate prima, si accennano a pazzeschi progressi genetici che si pensa di accantonare per profittare economicamente di cretini paciughi genetici, ci sono "cattivi così cattivi" che entrano nelle gabbie dei dinosauri per togliergli dei pezzi del corpo a mani nude. Nessun militare che sia veramente armato, nessun addetto alla sicurezza che sappia cosa sia la sicurezza, avrebbe ancora quella "voglia pazza" di addestrare velociraptor  "per mandarli contro i terroristi". Ma cacchio, se sei sadico, poco animalista e vuoi mandare un animale feroce contro i terroristi non ti basta un toro o un bufalo? Non ti costa meno "l'allevamento" e il "rimpiazzo" di un drone militare? Se hai uno scienziato che ha scoperto come rendere invisibile un dinosauro, non puoi puntare magari sul fattore "invisibilità" più che sul fattore "dinosauro"? E il film, giuro, è tutto così. Le persone si comportano e agiscono in modo cretino per autentica vocazione. Tutte. Dobbiamo ribellarci, e parlo sul serio. Viviamo in un mondo troppo accondiscendente con prodotti stile Asylum e poi succede che Jurassic Park finisce in mano a Trevorrow. Con Bayona e Pratt che in più scene "giocano a fare Spielberg ed Harrison Ford", allestendo scene degne di un Indiana Jones, Trevorrow e la sua idea cretina di sceneggiatura non dovrebbe esistere. Anche a cervello semi-spento Trevorrow è nocivo. Non vi faccio spoiler ulteriori perché magari certe cose non le notate e la visione generale, per voi, ne beneficerebbe... ma porco cane... Ti fa sperare che i dinosauri esistano solo per mettere Trevorrow in una gabbia insieme a loro. Jurassic Word: il regno distrutto è un ottimo film sotto quasi tutti i punti di vista, salvo il fatto di essere stato scritto dall'equivalente di un bambino di tre anni poco sveglio e con deficit dell'attenzione. Tremendo e imbarazzante anche da raccontare.


Ma saltiamo di palo in frasca e andiamo a qualche consiglio per la lettura.
In ritardassimo metto le mani su Made in Abyss di Akihito Tsukushi, manga edito in Italia da J-Pop in un formato interessante e molto curato. Dynit mi pare che abbia in streaming sulla piattaforma VVVVID una serie anime tratta dallo stesso, per ora sottotitolata in Italiano. Mi ha colpito molto. In breve. C'è un'isola al cui centro c'è un enorme cratere intorno al quale si è sviluppata tutta una società finalizzata al recupero di cimeli e risorse che ogni giorno il cratere stesso dispensa. Tracce di civiltà passate in forma di monili e oggettistica misteriosa, animali assurdi e potenzialmente pericolosi da cui trarre armi, utensili e cibo, la ricerca di nuovi habitat popolabili. Il cratere ha tutto ed è suddiviso in più livelli come una mappa di Super Mario che punta verso il basso. È facile scendere fino a un certo punto ma poi risalire dividente un problema, c'è tutto un sistema di rifugi, strumenti per la comunicazione, professioni specialistiche e attrezzature per lo scavo. Tutti fanno i ricercatori e tutti hanno la loro bella scala gerarchica e orfanotrofi funzionanti pronti ad accogliere i figli dei ricercatori dispersi. In uno di questi orfanotrofi c'è la figlia di una famosa cacciatrice di tesori dispersa, che un giorno in una sessione di scavo trova una specie di "Megaman", un robottino smemorato forse frutto di una tecnologia sconosciuta dei primi esploratori del cratere. La bimba con Megaman vuole andare in cerca della mamma, nei livelli più profondi del mega - buco (tanto per non ripetere "cratere"). Segue il mirabolante viaggio. Visivamente è curioso per una iniziale pucciosità che ricorda tanto le favole per bambini quanto i personaggi superdeformed dei giochi di ruolo vecchio stampo come Final Fantasy Tactics. C'è una attenzione folle al dettaglio, che mi ha ricordato un po' "l'oggettistica di Nausicaa", c'è una grande cura per flora/fauna/cibo come nei recenti giochi di Monster Hunter, c'è la voglia di stupire ma anche di raccontare un ecosistema per sommi capi "possibile". C'è un ottimo senso dell'azione, che in un contesto fantasy non può mancare, ma soprattutto c'è una attenzione ai personaggi non banale. Sono sfaccettati, complicati e tanto più oscuri quanto il viaggio si addentra nelle viscere della terra. Come diceva Nietzsche, a fissare l'abisso finisce che sia l'abisso a fissare un po' anche noi. Così come l'ingenuità presto sparisce davanti alle peggiori contorsioni dell'animo umano, anche i personaggi diventano visivamente sempre più cupi, allungati e inquietanti simulacri di cuori di tenebra. Si respira disperazione e i toni grigi con cui sono arricchite visivamente le tavole tendono quasi a soffocare la vista tavola dopo tavola, come se l'unico colore possibile fosse un grigio polveroso. Certo queste sono le "good vibrations" fornite dai primi due numeri, magari la normalizzazione e la noia sono dietro l'angolo, ma finora il viaggio è bello, mi sta piacendo, molto "burtoniano" nei toni generali. Anche se quindi può sembrare un'opera per bambini, Made in Abyss è tutta un'altra storia e visivamente inganna quanto un anime del passato che mi era piaciuto molto per lo stesso "equivoco grafico", Strage Dawn. Diffidare dei personaggi pucciosi, qualche volta sono più complessi di come li disegnano (volevo fare un riferimento a Chi ha incastrato Roger Rabbit?, ma sono stanco e non mi viene l'estro giusto). Quindi Made in Abyss per ora è bello, è stra- promosso, sono usciti solo 3 volumi (in jappolandia stiamo a 8) e vi invito a darci un'occhiata.


Sto leggendo, e spero di parlarvi presto, di Fire Punch, di Fujimoto. Un manga folle in modo assurdo e post-apocalittico, pure con derive mistico - cannibalesche, che mi sta piacendo. Anche se è così malato che mi fa fare dei viaggi strani è di sicuro una lettura che non lascia indifferenti (nel senso che anche se non piace, comunque si ricorda... il che può essere un bene o un male, ma è comunque sempre meglio dell'indifferenza). Si parla di semi-divinità che girano sulla terra facendo cose strane e inquietanti per ogni studente del catechismo. C'è un po' di Evangelion e un po' di meta - testualità, i disegni sono di quelli che colpiscono più che quelli che piacciono... ne riparleremo. Un altro manga "osservato speciale" è Freak Island di Hokazono, una specie di "Lost incontra Non aprite quella porta", con ovvie distorsioni da Le colline hanno gli occhi, caratterizzato da un disegno plasicoso ma accattivane, qualche bella accettata in mezzo agli occhi e il solito branco di personaggi da film horror che finiscono in un film horror e dovranno sopravvivere contro i soliti ceffi brutti e mutanti da film horror slasher. L'avevo abbandonato, poi sono arrivate in corso di trama delle figate che mi hanno fatto di nuovo avvicinare a lui, se amate gli horror slasher  alla Venerdì 13, motoseghe e arti mozzati in modo coreografico (ricorda un po' anche l'ultimo Resident Evil in questo) fateci un giro, è una giostra divertente, senza troppe pretese e tanto sangue finto. Leggerlo adesso mi ricorda il ciclo Notte Horror, che Italia 1 dava in estate dopo le puntate di Festivalbar. 
In ambito videogiochi, il retrogamig scorre ultimamente forte in me. Ho deciso di riprendere in mano dopo 10 anni Silent Hill - The room per PlayStation 2, mollato quasi a due ore dalla fine senza un perché. Forse lo finirò. La spolverata della Play2 mi ha fatto però re-inserire una storica collection di titoli classici Capcom. Che bello rigiocare a Black Tiger e leggere tre giorni dopo che è uno dei giochi preferiti pure del tizio che ha scritto Ready Player One. C'è armonia nel cosmo. A risentirci presto. Questo periodo turbolento e "impegnoso" mi ha assorbito troppo, ma presto finirà. Spero. Statemi bene e godetevi le vacanze, se potete. A risentirci quanto prima, magari prestissimo, magari tra un paio d'ore. Vi ho detto che Il Corvo - Memento Mori di Recchioni / Dell'Edera mi sta ricordando Sacro Terrore di Miller ma non ho ancora capito bene perché (oltre alla premessa, naturalmente)? Ne riparleremo presto. Statemi bene. 
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domenica 5 novembre 2017

Lucca 2017: la sempre più sgargiante conferenza Dynit


-Premessa: Come ogni anno eccoci al rituale appuntamento "top" per chi ama l'animazione giapponese che si può usufruire legalmente in Italia, subbata e doppiata. Visto che sono un dinosauro ribadisco, per chi non mi conosce un po', che mi interesso per lo più agli anime doppiati che possano nel breve periodo arrivare in home video. I vari servizi on - demand arriveranno comunque a conquistare il mondo a prescindere delle mie resistenze e tutti saranno felici di avere la casa sgombra da dvd e videocassette. Tutti felici fino a quando si accorgeranno che se vorranno vedere un film (sicuramente non in italiano) non potranno perché la pellicola è stata messa all'indice in Polonia perché la protagonista porta la gonna corta... ma questa è un'altra storia. Torniamo in tema: gli anime. In Italia Dynit guarda al futuro e Yamato al passato, pur con le mille eccezioni specifiche. Vogliamo bene ad entrambe quando ci confezionano dei bei prodotti, siamo contentissimi che Yamato, tra un Daiapolon e un Kyashan Sins (ma dove era finito?) annunciati tra le varie novità lucchesi, ci porti in home video, dopo i soliti tot anni di "proprietà sfruttata male Mediaset", la serie "giacca blu" di Lupin The third (magari epurata dalla opening di Moreno) e il bellissimo La donna chiamata Fujiko di Koike (e sul punto spero di non dover attendere millenni per i film spin-off della suddetta serie dedicati a Jigen e Goemon , che sono una figata totale).
Dynit, nonostante il periodaccio per le nuove acquisizioni (Netfix-piglia-tutto) ultimamente ha ingranato il turbo. Mentre la Lucca dell'anno scorso era stata non ricchissima di novità, la casa bolognese aveva spalmato più annunci su più eventi fieristici stagionali. Molte  pellicole anime sono arrivate in sala e pure con importati riscontri di pubblico, molti anime annunciati e arrivati a casa. Questo anno è stato ricchissimo e tra Starblazer/Space Battleship Yamato 2099, Hellsing Ultimate (che Dynit completerà dove Kaze aveva smesso), Drifters, SAO - The movie, Shin Godzilla, kiseiju, Gundam (Thunderbolt e Origin) e le opere di Shinkai (il premiatissimo e adoratissimo Your Name su tutti, che a Lucca ha uno stand ad hoc e ha pure avuto ieri una propria conferenza sul fenomeno) mi ritengo più che soddisfatto. Sono riusciti pure a portarmi in sala a vedere Yugi-Oh, che sopporto poco da sempre, e mi è pure piaciuto (nella sua assurdità)! Peraltro mentre ancora i microfoni della conferenza lucchese sono spenti ci sono già una valanga di titoli pronti a sommergerci a casa nei prossimi mesi: Starblazer 2202 (speriamo presto), il nuovo Eureka Seven (Hi-evolution), Fate/Stay Night Unlimited Blade Works... il piatto è ricco e siamo tutti contenti. Cosa succederà tra poco? Finalmente annunceranno (ascoltando le preghiere degli esauriti come me) Gundam  8th MS Team o Kill La Kill

-Buio in sala: arrivano conferme su Eureka Seven Hi-Evolution, il  remake/reboot della serie classica (immagino roba stile rebuilt di Evangelion). La serie sarà ridisegnata ma il doppiaggio dovrebbe coincidere con l'originale salvo alcuni passaggi (almeno per il primo film, proprio come il primo rebuilt di Eva). Eureka mi piace molto e sono contento delle news che circolano in rete in questi giorni. 



Arriverà in home video doppiato anche Yamato 2199 Odyssey of the Celestial Ark, film che si colloca prima del rush finale della serie 2199 introducendo i cattivoni del popolo della cometa della serie successiva, la 2202, già in passaggio streaming su VVVVID... che arriverà in home video prima o poi. 



Dopo le conferme, un po' di vintage che non guasta mai. Dynit porterà in alta definizione le serie classiche Tatsunoko: Tekkaman, Kyashan (visto gli annunci Yamato, che comprendono oltre a Kyashan Sins pure l'edizione blu ray di Kyashan il mito e la nuova edizione Koch Media del film dal vivo, tra quest'anno e il prossimo potrete recuperare tutto il possibile sullo storico ragazzo androide) e Polymar. Ogni serie avrà il suo bel cofanetto unico in blu ray. 



Inoltre arriveranno pure i mitici film Toei Classic: La grande avventura del principe Valiant, Ali Babà e i quaranta ladroni, 20.000 leghe sotto i mari, i vari film del gatto con gli stivali e Remì. Una valanga di vintage, opere che faranno la felicità di molti appassionati. 



E arriviamo alle novita' "nuove"... 

-Confermato il terzo film antologico dell'Attacco dei giganti. E in fondo a questi film (Dynit ha portato pure i primi 2, anche in sala) io non riesco a volere male. La serie TV è bella ma anche ultra - lenta. Ogni cur è di 12/13 puntare da 20 minuti alias 240 minuti circa e il film traduce ogni ciclo in 130 comodi minuti. Si perde qualcosa, ovvio, ma le lungaggini vengono bandite e la qualità tecnica in alcuni frangenti è pure implementata. Purtroppo questo giro niente cinema 



-Continuiamo con Gundam Thunderbolt: Bandit Flower. È un film-compilation + extra di 4 ONA (original net animation) che continua laddove il primo film - compilation, December Sky, terminava. Io amo alla follia Thunderbolt, lo considero disneyanamente il "Fantasia" di Gundam, tanta musica "fusion" a descrivere i balletti impossibili di mobile suit e proiettili in un vuoto cosmico carico di detriti e cadaveri. E' la storia di due assi del combattimento che militano in due fazioni diverse, con rispettiva storia da lacrime torrenziali da una parte e azioni di guerra eroiche dall'altra. È animato in modo pazzesco, è veloce, ha dei personaggi schizzati (il federato  Io Fleming soprattutto, ma pure il buon zioniano Daryl ha i suoi attimi di pazzia autodistruttiva) è tristissimo nella trama di quel triste assoluto in cui sguazza la maggior parte delle opere gundammose legate al topos narrativo del'Universal Century. Bello qui il nuovo Atlas, i combattimenti sottomarini è un personaggio femminile tosto. A trovare il capello questo Bandit Flower è meno "conclusivo" di December Sky, ma per quello ci sarà un prossimo anime probabilmente tra un anno o due. Purtroppo non arriverà al cinema, visto che December Sky è andato malino... peccato. 



-Akira per il trentennale ridoppiato e pure al cinema. Sono eccitato e ho paura. Akira ce l'ho nel DNA nella sua versione doppiata dalla Eagle Pictures, però la versione successiva, by Dynit, con la nuova orchestrazione (ma stesso doppiaggio) è da paura. La Dynit promette un adattamento impeccabile (quello Eagle era un po' "personale" diciamo) e un cast vocale da urlo. Poi il fatto di vederlo sul grande schermo... sarà spaziale..


-Tokyo Ghoul The Movie. Ecco, questo potrebbe essere qualcosa di fantastico o terribile, devo prima vederlo. Ho visto al far East  i due film live - action di Kiseiju e quelli solo bellissimi, davvero curati e con pazzeschi effetti speciali. Mi piacerebbe vedere quelli in italiano, ne varrebbe la pena. Per ora sospendo il giudizio ma sono estremamente contento che Tokyo Ghoul venga supportato così bene nel nostro paese, tra Dynit e J-Pop. Ci sta arrivando davvero "tutto", dai fumetti (che sono per me comunque la cosa più bella di questo fenomeno), ai romanzi, alle serie TV (forse quest'anno, parlo ormai del 2018, pure l'arco narrativo Tokyo Ghoul: RE dovrebbe iniziare ad essere animato), agli oav, pure le maschere!! Peraltro il fumetto - base sta andando in direzioni interessanti, mi sta piacendo. Questo film andrà al cinema comunque, sarà interessante vedere se avrà successo perché potrebbe essere il primo di una serie di live action tratti da anime/manga.



- Fate / Stay Night Heaven's Feel: presage Flower. Primo di una trilogia di film a opera di Ufotable annunciata già nel 2014 insieme a Fate/Stay Night: Unlimited Blade Works (che ricordo uscirà a fine ottobre in italiano in home video by Dynit). È il seguito diretto di Fate/Zero (che Dynit non esclude di considerare in futuro), che a sua volta è il prequel di Fate/Stay night "base" (che magari non vedremo mai in italiano o forse sì). Ora per farvi impazzire dovrei parlarvi di "route", di visual novel, videogame collegati pubblicati su console ormai defunte e roba più o meno introvabile. In più di una imminente serie in esclusiva Netfix (Fate/Apokrypha)... ma non lo farò. Questa saga si può seguire in blocchi autonomi che raccontano storie diverse, in cui si muovono alcuni personaggi ricorrenti. Il succo è che ogni volta si tratta di una storia fantasy, una storia piena di azione ma anche molto divertente, "sentimentalosa" e animata molto bene. Poi ci si può appassionare e recuperare quanto di recuperabile, tipo i fumetti Star comics o la futura serie Netfix, però si può sempre "salire" a bordo, e questa trilogia di film non sembra affatto male così come ubw non è niente male. 




- Mirai, il nuovo film di Mamoru Hosoda! Dopo il successo di La ragazza che saltava il tempo, Summer War, I bambini lupo, Boy and the Beast, Dynit si è accaparrata  l'opera che attualmente sta creando il portentoso regista, in uscita nelle sale giapponesi a luglio 2018. La storia parla di un bambino piccino che non riesce a farsi una ragione dell'arrivo in famiglia di una sorellina. Ad aiutarlo in questa "transizione" (come dicono gli psicologi) interverrà una componente magica inaspettata: un giardino che è in grado di fargli fare dei viaggi indietro nel tempo.  
Kill la Kill: incredibile ma sì!! Ma "forse" anzi... scaramanticamente non mi pronuncio fino a che la notizia sarà confermata al 100%, ma sono decisamente euforico. Kill la Kill è un'opera figlia di Gurren Lagann. È estrema, è sexy, è molto ironica e soprattutto "iconica". Parla di scuola, ragazze forti, di bullismo, di amicizia e di... simbionti alieni che amano trasformarsi in vestitini sadomaso. Si può dire che Dynit negli anni abbia pubblicato quesi "tutto" della etichetta di produzione (da principio fu Gainax, da cui si spaccò / stacco' / non si sa bene il "gioioso" studio Khara) da cui è "figliato" lo staff (studio Trigger, autore anche di Gurren Lagann) di questo anime. Kill la Kill mancava all'appello, ma fino a quando non ci dicono "Sì "... 




Insomma, questo è più o meno tutto. C'è aria di gioia ma non mancano i nuvoloni cupi all'orizzonte. L'animazione giapponese piace, ma questo attira sempre più competitor giganti come Cruncyroll e Netfix che hanno il portafoglio multidimensionale. Per case piccole ma combattive come Dynit e Yamato la lotta si fa dura, perché non sempre acquisire la serie che si vorrebbe è automatico, anche se si parla di seconde stagioni di serie da loro già editate. Il rischio è che i giganti comprino per il solo gusto di sottrarre mercato ai piccoli, senza dedicarsi a una localizzazione del prodotto curata. Ovviamente speriamo che questa sia solo un'ipotesi, ma ci auguriamo al contempo che l'etichetta bolognese e quella milanese abbiano ancora qualcosa da dire per molto tempo a questa parte. 
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sabato 21 ottobre 2017

Hellsing ed Hellsing Ultimate - la Dynit ri-porta finalmente nelle nostre case la serie TV e la serie OAV, integralmente.



- Prima di tutto un messaggio ai lettori più affezionati. Ho avuto qualche problemino di salute e per questo mi è toccato un po' disertare queste pagine. Spero di riuscire a tornare presto a scrivere con un buon ritmo. Mi siete mancati in questo tempo, mi dispiace molto per la mia assenza. Provo a "tirare innanzi" comunque, parlandovi di una serie che mi piace molto.


- Premessa: la serie oggetto di questo articolo è un prodotto per adulti amanti dell'horror splatter. C'è in verità molto di più sotto la superficie, ma se teste mozzate, sbudellamenti, sparatorie e pazzia di stampo para-ideologico vi turbano, questo non è il prodotto che potrebbe fare al vostro caso.

- Alucard, l'unico vero vampiro degli ultimi 20 anni. Come si fa a parlare di Hellsing oggi? Oggi i vampiri sono un derivato degi X-men (Twilight) o sono rivisti come nobili condottieri sfortunati (Dracula untold), spesso sono invischiati in polpettoni alla Beautiful (Vampire Diary), saltuariamente sono lo specchio di nobildonne gotiche (Penny Dreadful) o nella versione più deprimente dei quasi-zombie. Si è persa la potenza e la spietatezza della creatura immortale descritta da Stoker e narrataci nel '90 dal fantastico film di Coppola, un tempo in cui il vampiro guidava eserciti, si trasformava in nebbia, pipistrelli, topi e sapeva sedurre quanto spaventare quanto essere una figura tragica. Un tempo in cui il vampiro era Dracula, Vlad l'impalatore, tra storia e leggenda, e non un tizio con i canini finiti e poco più buono per la sua presenza scenica, spesso derivativa. In controtendenza a questo, ai cosiddetti vampiri da junk-food (non disprezzabili a priori ma forse meno carismatici per potenziale) si è mosso Hellsing. Non un'allegoria della giovinezza immortale, non decadenza scenica ma puro horror splatter cazzuto ed esagerato, ebbro di tutta la potenza, paura e seduzione di cui il mostro descritto da Stoker era capace. 


Hellsing è stato il manga più popolare del flemmatico, stiloso e ultrasplatter Kota Hirano, oggi attivo con Drifters, nonché una delle mie letture preferite di sempre. A metà del primo decennio del duemila, mentre ero moderatore di un forum che qualcuno forse ricorda, avevo pure l'avatar di Alucard, uno dei principali mattatori della serie. Perché il fumetto mi piaceva? Perché aveva un'impostazione grafica retrò quanto modernissima, carica di personaggi dal ghigno cattivo armati delle armi più assurde e sempre pronti a macellarsi a vicenda come su una tavola di Lobo disegnata da Simon Bisley. Perché per il 90% non c'era una distinzione reale tra buoni e cattivi e la trama scivolava via come un fiume in piena. Perché era pieno di personaggi finemente caratterizzati, iconici, precisi e fighissimi. Perché Hirano per costruire l'intreccio mixava e valorizzava tutta una serie di fonti letterarie fantastiche, storiche, scientifiche e horrorifere dell'immaginario occidentale, giocando con autori come Bram Stoker, Mary Shelley e James Matthew Barrie, prendendo suggestioni tanto dall'alchimista George Ripley quanto dagli studi scientifici di Erwin Schrodinger. Perché si parlava di vampiri al pari dei nietzchiani ubermensh. Perché si parlava di religione con l'occhio tutto matto che può avere solo un giapponese (ogni riferimento ai lavori di Anno è puramente voluto, anche se Hirano vola ben più leggero). E infine perché, preparato il più gustoso dei polpettoni, l'autore innaffiava, innaffiava e innaffiava il tutto con un abbondante e roboante quantitativo di scene d'azione a base di pallettoni infiniti esplosi da pistole giganteshe (ritratte con una precisione e cura di dettaglio grafico pari sono a Sonoda), spadate, coltellate, mannaiate, con una granguignolesca dose di splatter. Non dimenticandosi però l'ironia e in alcuni casi pure la satira sociale. Non dimenticandosi di far spaventare, come solo le vere storie di vampiri sanno fare,  e certe volte commuovere. Ci sono pure omaggi evidenti alla più famosa opera di Yasuhiro Nightow (che è pure uno dei più grandi fan della serie di Hirano). Hellsing è per me uno dei fumetti action/pulp migliori di sempre. Una vera mannaiata di violenza liberatoria con quel "qualcosa in più" che lo eleva ad opera di prima grandezza. Tra vampiri "junk-food", ghouls sbrindellati a milioni, Zeppelin nazisti che solcano i cieli e fantomatiche sezioni segrete del vaticano di esorcisti sterminatori veniamo trascinati in un mondo unico, spaventosissimo quanto intrigante, dove la campagna inglese (e poi Londra stessa) si tinge di rosso sotto una luna di sangue.
La trama in due parole: Presente, anche se alternativo. I vampiri sono una realtà conosciuta, una razza parallela alla nostra. Sono spietati e in grado di creare interi eserciti di ghoul e draculine, ma vivono ai margini, nascosti. Tuttavia si stanno diffondendo a macchia d'olio dei vampiri di diversi tipo. Sono aggressivi e violenti, non hanno nessun retaggio nobile e anzi appartengono alle fasce più basse della borghesia. Sono in numero esponenzialmente maggiore e non si limitano a placare la loro fame, vogliono scatenare una guerra. Il compito di combattere i vampiri in Inghilterra è affidato da secoli alla Hellsing, l'associazione segreta dei Cavalieri Reali dell'ordine protestante, che ha oggi a capo Lady Integra Hellsing (sì, qui con due "L"), discendente diretta di un leggendario cacciatore di Vampiri. Nei resto del mondo opera invece la fantomatica è invisibile sezione XIII o "Iscariota", con i suoi paladini esorcisti. Per combattere questi nuovi mostri dovranno schierare in campo aperto tutte le loro forze, armandole di proiettili benedetti, lame consacrate e bombe incendiarie. Saranno costretti inoltre scatenare i loro personali "uomini - mostro", creature potentissime quanto incontrollabili in grado di fare virtualmente più danno dei nemici stessi. I primi sussulti del conflitto arrivano dalla campagna inglese, dove un vampiro si è creato una piccola legione di ghoul mordendo sul collo i fedeli della parrocchia di cui è pastore. L'agente di polizia Seras Victoria dopo una notte tremenda in cui ha perso i suoi compagni di squadra si trova suo malgrado tra un vampiro e uno dei più terribili agenti della Hellsing, Alucard. Senza troppi problemi, Seras viene perforata da parte a parte dai proiettili benedetti sparati dalla Casull 454 di Alucard, che in questo modo uccide facilmente del vampiro dietro di lei. Dopo di che Seras si risveglia, trasformata in vampiro da Alucard stesso e intruppata senza troppi problemi nella Hellsing. Dovrà imparare a gestire i suoi nuovi poteri, il suo nuovo status e la sua nuova alimentazione (un tema che oggi è familiare si più giovani grazie a opere come Tokyo Ghoul e Kinseiju, sempre edite da Dynit in Italia per gli anime e da J-Pop per i manga) per vendicare i suoi colleghi uccisi quella notte e tutte le future vittime dei succhiasangue. A guidarla sarà la potente e glaciale lady Integra, il misterioso maggiordomo Walter e quello strano figuro che è Alucard.
Non voglio rovinarvi di più. 


- Ma chi sono i mattatori principali? Hellsing è un'opera corale ma se dobbiamo trovare una protagonista il dito lo porrei su Lady Integra o Seras Victoria. Entrambe le ragazze affrontano un percorso di crescita durante l'opera, imparando a convivere con la bruttezza di un mondo spietato e traendo dai loro compagni la forza per affrontare ogni difficoltà. 
Integra è una novella Giovanna d'Arco con aspetti regali/ drammaturgici  da Elisabetta I, ha dovuto crescere troppo in fretta e sorregge con fierezza il peso di responsabilità gigantesche, ha ucciso anzitempo la sua femminilità per forgiare la propria corazza emotiva.
Seras è la persona normale che di colpo precipita in un mondo anormale e che grazie a un "dono" scopre di poter avere un ruolo altro, in senso anche sgradevole, e alto, in senso quasi para -supereroistico per determinare le sorti del mondo. Ha gli occhioni grandi, un buon cuore, le forme morbide su cui affonda le mano ogni tanto qualche vampiro sporcaccione, e tutti i poteri vampirici più assurdi, che le permettono di imbracciare delle armi gigantesche e sparare con precisione a chilometri di distanza. Il suo problema è il "limite", riuscire ad avere i poteri di un mostro senza perdere la propria forma umana, il proprio animo. Attorno a queste due donne forti si dipana un mondo di assurdi super uomini distruttivi come dei tornado, degli autentici Violence Jack: Alucard e padre Anderson su tutti, che sono sostanzialmente gli "indistruttibili" lati speculari di una stessa medaglia. 
Alucard è un mostro al servizio della Hellsing, il frutto di secoli di studio e combattimento con i vampiri. È il classico genio nella lampada: poteri infiniti relegati a una condizione di schiavo. Regale quanto animale, Alucard si trasporta dietro una infinita malinconia quanto una spietatezza feroce. Ebbro del suo potere, nei combattimenti contro ghoul e vampiri ama farsi massacrare fino allo smembramento per poi ricomporre il suo corpo e con un ghigno cattivo divorare i suoi avversari. Ma rimane uno schiavo, un'ombra di quello che era, un'arma sovra-umana oggettificata atta alla distruzione di massa. Forse ha un cuore, ma è un cuore spezzato da infiniti anni di lotta. La sua origine, il modo in cui è diventato mostro, è uno dei punti più alti dell'opera, e la vedrete solo intorno all'episodio 8 dell'oav. 
Padre Anderson non è diverso da Alucard, per questo anche lui era qualcosa di diverso prima che venisse trasformato in un'arma immortale, per questo anche lui mette paura al solo vederlo. Perennemente in stato allucinatorio, l'animo di Anderson si involve durante i combattimenti fino a livello animale, mentre invoca come sotto trip degli ossessivi "Amen". Anche lui è un potentissimo giocattolo rotto, ma a differenza di Alucard non ha forse la capacità di rendersene conto. Ama combattere mettendo alle strette il nemico con dei campi di forza e avanzare verso di lui con due coltelli disposti davanti al viso in modo da formare una croce. 
C'è un cattivo "più cattivo" nella serie ed è il maggiore, l'oscuro burattinaio della fantomatica Millennium. Veste di bianco, porta occhiali dietro cui spesso non si scorgono gli occhi, ha una risata cattiva. Le sue intenzioni sono terribili è sostanzialmente vive per combattere una grande guerra. Quello che riuscirà a fare a Londra è inimmaginabile: la più grande mattanza che si sia mai vista in un anime o un film. Da quando entrerà in scena tutto diventerà esponenzialmente grande. Vorrei dirvi qualcosa di più su di lui ma rischio spoiler. È una creatura terribile quanto tatticamente geniale, forse in grado anche di ammazzare un dio. 
Potrei poi parlarvi di personaggi come Walter e Bernadotte, dei fratelli Valentine e di Rip Van Winkle, di Enrico Maxwell e del silenzioso "Capitano", ma lascio a voi la scoperta. 


- Una serie TV o una serie di oav? Posto che il manga lo trovate integralmente edito da J-pop (io conservo anche i primi volumi che aveva pubblicato una Dynamic Italia pre-scissione) ed è una lettura che vi consiglio, soprattutto se amate l'azione a tinte più horror, di Hellsing esiste una serie TV del 2001, di una dozzina di episodi, ad opera di Gonzo, e una serie di oav, iniziata nel 2006 e conclusasi nel 2012, Hellsing Ultimate ad opera, negli anni (poiché per ultimare il manga Hirano ci ha messo un po'), di Satelight, Madhouse, Graphinica e Kelmadick. La serie TV prende in esame i primi due volumetti del manga aggiungendo nell'ultimo blocco di quattro episodi una trama inedita e auto-conclusiva, ha uno stile grafico e un tipo di animazione carina ma forse oggi un po' datata (chara un po' generico per i personaggi secondari, degli effetti speciali in computer grafica simpatici ma vecchiotti), ha una colonna sonora strepitosa e un livello di violenza visiva più "addolcito" (sempre alto comunque) rispetto al manga. La serie oav, voluta dallo stesso produttore anche per superare i limiti di splatter che erano imposti dalla trasmissione TV,  segue tutto il fumetto dall'inizio alla fine, ha uno spettacolare tratto e animazione fedele al 110% al manga, una colonna sonora ugualmente da paura con in più brani eseguiti anche da un'orchestra sinfonica, un livello splatter inimmaginabile in natura. Alcuni anni fa la serie TV era stata editata in Italia da Shin Vision in una confezione / box collezione a forma di bara. La serie oav invece era stata proposta da Kaze unicamente per le prime quattro uscite. Oggi Dynit ci porta la serie TV (12 episodi da mezz'ora) in unico box e la serie oav in cinque uscite da due oav l'una (ogni oav dura circa un'oretta, la seconda e terza uscita - cioè quella con episodi mai arrivati prima - sono previste per Lucca). La serie TV ha il suo perché in una descrizione dei personaggi più accurata, che tiene conto anche di quelli minori. Ha un paio di situazioni concepite in luoghi e tempi diversi rispetto al manga, fa vedere un po' in azione i soldati della Hellsing (nell'OAV sono per lo più senza nome), un paio di "casi" sono più articolati e c'è un bellissimo parallelismo (episodio 7/8) tra Alucard e Peter Pan, assolutamente non banale (che infatti tornerà a fine opera nello stupendo finale). Anche oggi ha il suo perché, ma viene letteralmente annichilita dalla serie Ultimate, in grado di dare due o tre piste anche alle produzioni anime odierne. Hellsing Ultimate mi ha gasato solo quanto Giant Robot (ma qui ve lo ri-sottolineo perché sia chiaro: sono un totale fan-Boy irrazionale se si parla di Hellsing) e la versione giappo, presa ai tempi, l'ho letteralmente consumata. Anche per questo motivo non saprei troppo orientarvi sul doppiaggio. Per me Alucard ha la voce di Jouji Nakata, Seras è Fumiko Orikasa e Integra Yoshiko Sakakibara. La serie e gli oav italiani presentano invece due team di doppiaggio diversi (con Dynit che ha fatto ultimare il doppiaggio degli oav dallo stesso staff ingaggiato prima da Kaze). Ho però trovato azzeccatissima Cinzia de Carolis su Integra nella serie TV. La De Carolis ha doppiato con pari fermezza e autorità Lady Oscar e Integra come stato d'animo, marzialità e carisma richiama tantissimo il personaggio. Anche Lorenzo Scattorin su Alucard nella serie oav non è per me affatto male, ha un bel tono drammatico e sembra che si diverta un mondo a fare la voce da pazzo (in questo senso sentitelo su Seto Kaiba nel film Yugi - oh - The darkside of dimensions, che è sorprendentemente più bello di quanto mi aspettassi). Mario Zucca (che ho sempre amato come comico è come doppiatore di Batou in Ghost in The shell) è semplicemente perfetto su padre Anderson, lo traduce bene conferendogli la giusta caratura da fanatico unita alla gentilezza dell'uomo di chiesa, e sono contento che lo doppi in entrambe le produzioni. Poi ovviamente ci sono altre voci per me meno in sintonia, come quella del maggiore nella serie oav (avrei voluto uno Stefano Benassi, doppiatore di Christoph Waltz... ma non si può avere tutto), ma in genere non mi sembrano fatti male. 



- Conclusione: Hellsing è una delle serie più interessanti di sempre per i cultori del l'horror splatter. Mette paura, esalta, diverte e lascia una gran voglia di rivederla. Qualcuno al giorno d'oggi potrebbe paragonarla erroneamente a One Punch Man, per via della potenza smisurata di personaggi come Anderson e Alucard, ma per me il focus non è quello quanto il percorso di crescita di due ragazze in due donne. Un percorso in cui è importante credere negli altri, compagni e maestri, ma soprattutto credere in se stessi, perché il grande aiuto che cerchi potrebbe arrivare tardi o non arrivare mai e alla fine si è sempre soli quando si devono affrontare le proprie battaglie. Hellsing è anche questo, un inno agli uomini che riescono a combattere gli dei per conquistare la propria libertà. Lo doveva essere anche Batman v Superman ma è forse lì è andata male. Se non vi spaventa la tamarraggine di cui quest'opera trasuda, la violenza estrema e le scene action quasi di stampo apocalittico, troverete in Hellsing anche questo bel messaggio. Provatelo e fatemi sapere. 
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venerdì 7 luglio 2017

Shin Godzilla - la nostra recensione!



- "Chi comanda qui?". Forse è racchiuso in questa unica domanda tutto il senso di questa straordinaria nuova pellicola sullo storico mostro gigante della Toho.
Un mostro enorme, sconosciuto, muta-forma e terrificante si sta muovendo dal mare verso la costa, verso Tokyo, e solo la politica, una farraginosa, elefantiaca, ottusa e "vecchia" casa del potere può fermarlo. La creatura si avvicina, iniziamo a piovere i danni sui tunnel sottomarini, sulle barche, i porti e il lungo corteo dei burocraticini si sposta febbrile da una sala all'altra del palazzo del potere, indicendo febbrilmente, come psicotici, commissioni e sotto-commissioni, organizzando interventi di budget e comunicati stampa, arrivando alla demenziale pratica di cambiarsi più volte di vestito (da giacca e cravatta a giubottini del servizio civile e poi mimetiche), per dimostrare quanto questi omini siano attivi sul campo. C'è un nuovo sviluppo? Riunione del quarto piano in stanza del primo ministro sospesa e indire nuova riunione al piano di sotto, con lo stato maggiore. Un aggiornamento dalla TV? Riunione sospesa e tutti al terzo piano nella stanza TV con televisore grande e preparare nuova riunione al sesto piano per stabilire linee guida per l'incontro con la stampa insieme al ministro degli interni. Ci sarebbero feriti e palazzi a terra? Tutti di nuovo nella stanza del primo ministro e in teleconferenza con ministero della difesa, infrastrutture, servizio civile e sanità. È tutto un andare avanti e indietro di corridoi, sedersi, bere un tè, aspettare il momento del proprio intervento, leccare il culo ai politici più in alto o lamentarsi se i propri pupilli non leccano abbastanza il culo. E se uno di loro, soprattutto i più ragazzini, ha un'idea intelligente o dei dati scientifici interessanti su "che cacchio sta succedendo", non può comunicarlo o essere preso sul serio se chi è più in alto di lui, o l'ha portato al potere come suo capogruppo, la pensa diversamente. Perché sarebbe un disonore, un imperdonabile schiaffo all'etichetta. E intanto il mostro avanza e (schiaffo morale), mentre ancora il governo giapponese è ufficialmente convinto che sia un vulcano sottomarino o una corrente di aria calda (nonostante abbia appena visto una cosa immensa uscire dal mare) viene chiamato Godzilla dagli americani, i potenti americani che stanno sulla costa con le loro navi e le loro bombe. Intanto il popolino burocraticino nipponico annaspa e colleziona figuracce con la stampa. Ci sono possibilità che il mostro possa arrivare sulla terraferma, ma il frato-cugino raccomandato del ministro dell'interno dice che non è possibile, si indice conferenza stampa sul fatto che il mostro non toccherà mai terra e tre minuti dopo Godzilla è in centro a Tokyo. Chi comprende cosa fare non può dare ordini e quando arrivano gli ordini da eseguire, dopo l'ennesima strage, ci si incarta su pagine e pagine di emendamenti per cambiare la legge e permettere legalmente che quegli ordini si trasformino in un intervento effettivo. C'è chi vuole abbattere la creatura dopo tre secondi che si è convinti che non è un vulcano sottomarino e al contempo c'è chi vuole catturarla, magari con una rete molto, molto grande. E dopo un immenso tempo necessario per parlare, chiamare esperti, ricercare esperti momentaneamente scomparsi e ri-parlare, qualche volta bisogna pure agire. E allora via ad altri dubbi, mentre si hanno già le truppe schierate sul territorio. Si vogliono salvare tutti, ma proprio tutti i cittadini, compresi due cretini che si aggirano in un'area deserta già evacuata da ore perché, appunto, cretini... oppure, chissene dei due fessi, dare fuoco alle polveri e cercare di buttare giù un mostro che da quando è giunto sulla terra ferma tira giù Tokyo palazzo dopo palazzo da ore? Oppure: andranno bene i rifugi antiatomici per i civili contro un mostro che potrebbe schiacciarli con il suo peso? E chi dovrebbe gestire l'evacuazione: l'esercito o la polizia? E gli interventi veri e necessari non arrivano mai... perché una risposta a quella domanda iniziale, quel "Chi comanda qui?", non arriva mai. L'America è pronta a salire in cattedra, con la sua delegata-idol jappo-americana (che ricorda molto la Asuka di Evangelion per carattere), che come prima richiesta, con mostrone in azione, chiede di trovarle un negozio di Gucci per cambiare il suo scarno bagaglio di vestiti. All'interno del governo giapponese comunque si è costituita una piccola ma cazzuta (e assolutamente nerd) commissione scientifica che sta cercando davvero di capire il mostro e come fermarlo. Avrà mai voce in capitolo? Come finirà la vicenda? Riuscirà Godzilla a radere al suolo Tokyo o per lo meno a sfoltirla di qualche burocrate di troppo?


- Quando pure la natura si incazza delle tasse che paga: è incredibile, pazzesco, il modo in cui pure noi italiani vedendo questo Shin Godzilla, saltando i più immediati gap culturali, arriviamo a desiderare che un lucertolone gigante decida di farsi una camminata su Montecitorio. Il geniale Anno, accompagnato alla regia dal veterano Shinji Higuchi (e speriamo che Anno presto torni a lavorare insieme ad un altro Shinji...), con il suo mostro scheletrico, spurgante sangue e vomitante lava dalla bocca espandibile alla Predator, butta via il canovaccio classico, la solita solfa da terza asilo della "natura che si ribella all'uomo cattivo che inquina" e congeda un attimo pure i traumi post - bomba atomica che avevano senso cinquant'anni fa. Crea invece un Godzilla dell'oggi, attuale, che punta il dito su quello che siamo diventati come civiltà moderna nonostante i terribili errori del passato recente non ancora metabolizzati e che ci avrebbero dovuto pur insegnare qualcosa. Il Giappone di Shin Godzilla oltre ad aver venduto l'anima agli americani (che hanno pure "branderizzato" il nome del mostro) appare come una società con tante buone intenzioni ma stritolata da una classe dirigente legata quasi sessualmente dalla voglia di burocrazia a tutti i costi. Un amore malsano per protocolli, sotto-commissioni, tavoli di intesa allargati che, meravigliosamente, dovrebbero garantire la parola a tutti ma che, kafkianamente,  spesso al lato pratico impediscono di intervenire con la velocità necessaria quando più serve. E a questo democraticissimo immobilismo si aggiunge una gerontocrazia significativa, dai toni feudali. Anno non ha dubbi su chi sia il vero mostro di questa pellicola: degli omini in grigio, vecchietti e dall'aria infida, che guardano con occhietti cattivi chi gli è subordinato e ha appena detto qualcosa di intelligente e ovviamente diverso da quanto avevano pensato loro. Il paese è intelligente e potrebbe fare grandi cose senza questo modo di concepire la politica. Ma come cambiare le cose? Servirebbe giusto una parte terza, "la natura", per attivare a una rivoluzione che non comporti il sangue che si potrebbe trascinare per anni. Servirebbe un mostro gigante. Peccato che i mostri giganti non esistono e quindi non possono rendersi utili per testare la capacità decisionale di un governo e permettere dei cambiamenti di fondo. Peraltro il Godzilla di Anno è un terribile e spaventoso mostro incredibilmente "a modo". Ci sono bellissime scene d'azione, che rimandano spesso, anche per accompagnamento sonoro, all'anime più noto di Anno, Neon Genesis Evangelion, ma il mostro gigante (frutto di una computer grafica che sposa alla perfezione le tutine in lattice dei primi film di Godzilla, dandogli un aspetto concreto e tridimensionale, fatto di muscoli e grasso) è davvero un tipo professionale, si muove con cura interpretando un ruolo a metà tra l'assistente sociale e l'ispettore d'igiene. Arriva lento lento, dando al governo il tempo per organizzare un'evacuazione. Raggiunta la terraferma inizia a nuotare nei corsi d'acqua interni, perdendo tempo e facendo il minor danno possibile. Scalcia macchinine vuote lasciate in strada, butta giù palazzi sgombri, attacca solo se disturbato in modo mooooolto significativo. Ogni tanto va via, permette di fare delle pause di riflessione, ma quando ritorna appare più alto e più grande, per consentire di avvistarlo il prima possibile e agire in anticipo. Poi ovviamente però arriva il momento in cui ti dà il voto, sulla tua prestazione come "governo che affronta una calamità". E allora sono dolori, partono fiamme blu da tutte le parti. Ma poi si gira pagina e riparte la trafila e se il mostro vede che stai migliorando ti dà pure una mano, ti mette il più o un mezzo voto di incoraggiamento, ti permette la domanda a piacere... non è poi così stronzo. La natura dà la pagella, nella più evidente metafora di tutti i tempi.


- ma quindi si parla, si parla, si parla, si parla e ancora si parla un casino? Sì. Si parla un casino, ma ci si diverte un sacco. C'è molto humour nero, spesso pure involontario, ma la messa in scena è sempre gustosa, elaborata. Il cast è molto valido (la idol, la Hishiara, pur simpatica e carinissima recita come una idol, ma alla fine non si riesce a volerle male, anche perché è uno dei personaggi più divertenti), si avverte un ottimo gioco di squadra e la direzione degli attori risulta buona. Hiroki Hasegawa ha il giusto carisma per tenere insieme la baracca e Jun Kunimura è una roccia. I colpi di scena abbondano e, anche se ci sono così tanti personaggi che a una prima visione non si riesce a ricordare tutti, non ci si perde mai nei meandri della trama, tutti hanno il giusto spazio. Certo poi arrivano le scene con il mostro, e sono davvero qualcosa da vedere, magari su un maxi schermo gigante. È stato compiuto un grande lavoro, tra animazione tradizionale, modellini e sculture in lattice. Questo Godzilla è vivido, primordiale, feroce, inarrestabile quanto inaspettatamente  lisergico, distaccato come un Buddha. Una doppia natura che affascina e sorprende, quanto gli occhi da pesce della sua prima forma o la sua immensa coda di serpente con anima propria della forma numero quattro. Anno prende il mostro di Honda e lo rivoluziona esteticamente, scarnificandolo e corrompendolo, pur lasciandolo sapientemente e rispettosamente invariato nella sua natura originale. Anno traduce al moderno senza tradire, pescando a piene mani dalla sua esperienza di regista di cartoni animati "evangelizza" la figura di  Godzilla per inquadrature, montaggio e uso dei dialoghi, ma mantiene un rapporto forte con la fonte originale, quasi intimo. Le scene d'azione sono un vero spettacolo da vedere e rivedere, hanno sempre una impostazione chiara, netta, geometrica, riconoscibile e un esito sempre inaspettato. Sono cariche di dettagli e in generale un autentico orgasmo visivo. Godzilla da pesce radioattivo cresce e raggiunge la spiaggia, con il sistema respiratorio che mutando spurga sangue dalle branchie sul collo. Fa i suoi primi passi come un bambino e abbatte i primi palazzi appoggiandosi a loro, cercando di imparare a camminare eretto. Poi cresce, gli arti inferiori diventano possenti e la coda infinitamente lunga, una massa da spostare. Quando inizia a sputare fuoco il suo corpo si accende da dentro di luci bluastre e i suoi occhi esplodono come ustionati fino a che il fuoco fuoriesce dalla bocca incontenibile, come un vomito continuo, fino a che raggiunge la perfezione del raggio laser. C'è un lavoro immenso dietro questa creatura. Speriamo di vederla ancora, nelle sue future evoluzioni. Magari contro qualche altro mostro rivisitato e modernizzato. Per il futuro imminente si parla di un film di Godzilla animato, non è chiaro con quanti agganci con questo Shin Godzilla, ambientato nel futuro. Sarebbe bello che Anno tirasse fuori un nuovo film live come questo.



-Grazie Dynit: è doveroso ringraziare Dynit, la Stardust e Minerva se questa pellicola di Godzilla è riuscita ad arrivare sugli schermi italiani. Le pellicole della saga del Godzilla originale giapponese arrivate in sala ormai di perdono all'alba dei tempi ed è quindi una vera gioia questo ritorno. Anche perché il Godzilla originale è davvero diversissimo da quello USA e quest'ultimo capitolo confezionato da Anno è in assoluto per me già una delle pellicole più belle dell'anno. Dynit confeziona con la sua nota cura l'adattamento e il doppiaggio e il risultato finale risulta egregio. Speriamo in nuove repliche in sala e in un'uscita in home video carica di extra. Se siete amanti della cultura giapponese è un film quasi obbligatorio, ma se amate il cinema in genere e volete scoprire un nuovo modo per parlare nelle sale di politica, anche facendo uso dell'intrattenimento, questa è davvero una pellicola da non perdere... chissà che a qualche convegno elettorale qualcuno venga fuori con immagini di questo Shin Godzilla
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