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domenica 23 maggio 2021

Ci ha lasciato Kentaro Miura, a 54 anni, per una dissezione aortica

 


L’autore di Berserk, cresciuto nella bottega di Tetsuo Hara e venerato da milioni di fan e critici non c’è più. Si è spento il 6 maggio e la notizia è stata diffusa solo il 20, nel rispetto del periodo di lutto familiare in uso in Giappone. Dal tratto possente quanto gentile, amante delle saghe fantasy ma non indifferente alla psicologia umana, nella sua carriera Miura è stato di grande ispirazione per molti autori di fumetti ma anche celebrato da illustri autori di videogame come Hidetaka Miyazaki, che ha dedicato la saga di Dark Soul proprio a lui. La sua saga principale, Berserk, viene serializzate dal 1989 e c’era da pensare che sarebbe stata continuata da Miura per tutta la vita, rispettando la cadenza delle sue due uscite in volume annuali. Anche su questo blog scherzavamo ogni tanto sui biblici ritardi di Berserk, sulla sua trama che andava ad espandersi verso l’infinito, su quanto il talento dell’autore fosse nel tempo cresciuto, si fosse evoluto e fosse diventato immenso, iconico, unico. La sua arte era potente, sensuale, barocca e carica di epica. 

Mancherà molto, ma è stato un gigante e le sue opere sono lì a dimostrarlo. Per sempre. 

Talk0

mercoledì 2 settembre 2020

Addio a Philippe Daverio

 


La curiosità sarà anche un difetto e l'ozio un vizio, ma i due elementi, combinati insieme, sono un utile strumento di sopravvivenza.

lunedì 6 luglio 2020

Addio a Ennio Morricone



Posso avere anche centomila persone alle spalle: non me ne accorgo, Sono troppo concentrato, sono solo. Solo fino agli applausi conclusivi. Allora tutto si scioglie. Il miracolo s'è ripetuto un'altra volta. E posso passare anch'io dalla parte del pubblico.

mercoledì 24 giugno 2020

Ci ha lasciato a 80 anni Joel Schumacher



È stato il regista di istant-cult generazionali come Ragazzi perduti, Linea Mortale, Un giorno di ordinaria follia. Ha tradotto in video alcune delle più belle canzoni di Lenny Kraviz, INXS, Seal. Rischiava e scommetteva nello sperimentare linguaggi visivi, coraggiosi come pure amabilmente scombinati, come In linea con l’assassino, Number 23, 8mm. Sapeva tradurre con equilibrio i legal di John Grisham, amava i musical di Andrew Lloyd Webber e se è riuscito infine a portare in sala Il fantasma dell’opera, pur con alterne fortune, la sua esperienza con il franchise di Batman aveva lo stesso impianto visivo eccentrico, i colori, paiettes e le musiche curate (da Seal agli U2, passando per Michael Hutchence, Smashing Pumpkins, Massive Attack, PJ Harvey, Metod Man, Nick Cave, R.E.M., Go go dolls... trovatemi pellicole con pari qualità e vastità di soundtrack, non sono molte) di una rappresentazione di Broadway. Chissà cosa sarebbe successo se Warner Bros e DC Comics gli avessero permesso di fare come voleva, ossia una versione cupa di Batman Year One con lo sceneggiatore di Ragazzi perduti. 
Non piaceva a tutti. Ci sono film pazzi come il nazi-horror Blood Creek dimenticati dai distributori, c’è un Tresspass con Nicholas Cage che come sua ultima pellicola, del 2011, non è il migliore dei canti del cigno (ha diretto poi un paio di puntate di House of cards e poco altro). Ma gli si voleva bene e i suoi film migliori non sono invecchiati di un giorno, quando trovava un attore in stato di grazia come Keifer Sutherland, Colin Farrell o Michael Douglas sapeva girarci il film intorno, irradiare una performance.
Ci mancheranno molto i suoi vampiri teenagers, i suoi uomini sull’orlo di una crisi di nervi, i suoi esploratori dell’aldilà. E sì, ci mancheranno pure i capezzoli sul costume di Batman da lui voluti e pretesi dopo un sogno Acido Gothic kitch a base di simbologia della raffigurazione eroica nella scultura greca. Me lo vedo a ridere di noi, tra le nuvole, ascoltando buona musica. Buon viaggio. 
Talk0

giovedì 4 giugno 2020

Addio a Roberto Gervaso



L'ozio è padre di quei vizi che ce lo fanno amare.
L'ozio non ci fa fare quelle cose che non avremmo comunque fatto.

Talk0 & Gianluca


venerdì 16 agosto 2019

Ciao AkaB



Ci ha lasciato Gabriele Di Benedetto, in arte AkaB. A solo 43 anni. Era troppo giovane e stava facendo tanto, di importante, per il fumetto italiano e soprattutto per gli autori più giovani, per quelli meno inquadrabile. 
Il suo recente contributo attivo, fondativo, al Progetto Stigma (opere che potete trovare nel catalogo di Eris Edizioni o sul sito di Stigma) mi ha fatto scoprire e ri-scoprire storie e fumettisti pazzeschi, di cui si parla ancora troppo poco on-line e di cui presto voglio trovare il tempo di parlarvi. 
Difficile e ingiusto racchiudere in un genere il lavoro di Di Benedetto. AkaB è eclettico. Sa far sorridere, ma non così spesso. È più nichilista, spesso cool, fieramente lontano dal mainstream, difficile da addomesticare e (per qualcuno), da capire. Ama il nero e l'horror più genuino di "genere", insidiarsi negli incubi e fobie e far riemergere l'umano dagli anfratti più nascosti. È uno dei pochi in grado di parlare di sacro e profano. 
Non ce la faccio e non voglio parlare di lui al passato, perché per molti le sue opere sono davvero troppo nuove, innovative, da scoprire sopratutto spulciando nelle fumetterie, scavando sulla rete, avendo le coordinate giuste per cercare nelle fiere. 
Vi invito a scoprirlo "difficoltosamente" da voi, nelle sue molte forme espressive, spesso affiancato nelle opere da straordinari compagni di viaggio. Ma voglio giusto darvi due indirizzi, per trovare il materiale più reperibile. Potere recuperare tutte le opere da lui supervisionate per Progetto Stigma, da Catalogo Eris Edizioni (da poco ho letto del Progetto il bellissimo Iron Cobra, per i disegni di un Officina Infernale in ottima forma). Potete, cercando sui motori di ricerca e negozi online, imbattervi in lavori suoi o realizzati in coppia, come Monarch, Motosega, Il libro della fine, Voci Dentro, La soffitta, Arca Vuota, Plume. Sua è una delle storie del bellissimo antologico Le cinque fasi. Potete immergervi nel sito di Progetto Stigma e scoprire materiali unici, introvabili altrove. Potete cercare la sua storia per Dylan Dog nei colorfest (il numero 16). Potete cercare di vedere, se siete davvero bravi a trovarli, i suoi film indipendenti come regista: Mattatoio, Il Corpo di Cristo, Vita e opere di un Santo. 
Buona caccia a tutti i suoi futuri lettori, un abbraccio a tutti quelli che lo hanno conosciuto e amato lui e i suoi plumbei e malinconici lavori.
Talk0

venerdì 26 luglio 2019

In ricordo di Rutger Hauer




Ci ha lascito a 75 anni dopo una malattia non molto lunga il grande attore olandese che ha dato il volto al replicante Roy Betty di Blade Runner, al mercenario Martin di L'amore e il sangue, all'autostoppista senza nome di The Hitcher, al cavaliere Navarre di Lady Hawk, all'ex soldato non vedente Nick Parker di Furia Cieca, al gladiatore Shallow di Giochi di Morte, al detective del futuro in Detective Stone, allo scalatore con balestra de Il nido dell'aquila, al senza tetto di Hobo with a gun. E questi solo solo alcuni dei ruoli di Rutger Hauer a cui sono maggiormente legato. Un attore eclettico, ma con una particolare predilezione per i ruoli complessi, sempre alla ricerca del lato più umano dei molti villain e antieroi che spesso ha interpretato. Poteva essere Robocop ma non ha voluto (e forse ha fatto bene, si poteva sovrapporre troppo Roy Betty), avrebbe voluto girare ogni 10 anni un seguito di The Hitcher, forse il suo ruolo più folle, non si è mai abbassato allo star System. Tra un film e l'altro girava il mondo, spesso in moto, per riempirsi il cuore di paesaggi e terre lontane. Me lo immagino ancora in viaggio adesso, verso le porte di Tannhauser. 
Per uno stranissimo gioco del destino siamo nel 2019, lo stesso anno in cui era ambientato Blade Runner, lo stesso anno in cui il replicante Roy Betty viveva i suoi ultimi momenti di vita sul cornicione di un palazzo, sotto la pioggia. 
Talk0

mercoledì 17 aprile 2019



Ciao Monkey, grazie per averci regalato il tuo fantastico mondo pieno di donne da infarto, samurai silenziosi, pistoleri malinconici e ladri gentiluomini.

Grazie per aver deriso e infranto il tabù del sesso nei fumetti.

Grazie per averci mostrato come il vero coraggio, l'onore e l'amicizia, nasca anche dal sorriso sbilenco e irresistibile di un furfante dall'animo nobile.

Buon viaggio Monkey, ovunque tu sia diretto so per certo che Zenigata e le sue manette non ti prenderanno mai.

Talk0


giovedì 10 gennaio 2019

Il bacio di Aiuti



Che cos'è un eroe? È un individuo dotato di un grande talento e straordinario coraggio, che sceglie il bene al posto del male, che sacrifica se stesso per salvare gli altri, ma soprattutto agisce, quando ha tutto da perdere e nulla da guadagnare. 
Fernando Aiuti, con alle spalle anni di impegno nella ricerca medica, con un bacio contribuì a spazzare via la paura per l'AIDS e allontanò lo stigma sociale (più terribile di ogni malattia) dalle persone che ne soffrono. Aiuti ha ravvivato la speranza per un futuro migliore, in uno dei momenti più critici, come solo sanno fare gli eroi. Purtroppo oggi Aiuti non c'è più. Ma noi non lo dimenticheremo, come la foto che lo rese famoso. 
Talk0

lunedì 16 aprile 2018

Ci ha lasciato a 74 anni R.Lee Ermey, l'indimenticabile sergente Hartman di Full Metal Jacket



Nel 1984 è stato l'iconico sergente istruttore Hartman nel capolavoro di Kubrick, facendo piangere e impazzire il soldato "Palla di lardo" di Vincent D'Onofrio, ma era già un elicotterista in Apocalypse Now di Coppola. Era il sergente dei soldatini di plastica Verdi di Toy Story di John Lasseter, era sempre un sergente, ma fantasma, in Sospesi nel Tempo di Peter Jackson. Un'altra divisa ha consolidato la sua fama negli anni, quella dello sceriffo Hoyt di Non aprite quella porta. Ha interpretato anche altri ruoli, tra cui il padre del Dottor House di Hugh Laurie, ma l'uniforme gli stava sempre bene, unita al carattere spesso brusco e scorbutico (se non addirittura maligno) che caratterizzava i suoi personaggi. Perché nell'esercito, nei Marines, insieme a uniformi e a personaggi dal carattere brusco, scorbutico (se non addirittura maligno) ci era sempre vissuto e questo raccontava nella sua arte.  Eroe di guerra in Vietnam e ad Okinawa, spesso rivestendo proprio il ruolo di Sergente Istruttore, in congedo da 1972 per motivi medici, nel 2002 i Marines lo promuovono come riconoscenza al servizio svolto negli anni,  a Gunnery Sergeant. R.Lee Ermey era un cinematografico sergente istruttore cattivo più vero del vero, in grado di terrorizzare con la sua determinazione da Marines anche più generazioni di spettatori debosciati e senza palle tanto in film di guerra che in pellicole Horror. Chi lo conosceva sapeva che in realtà, sotto una scorza  d'acciaio, che però sapeva spesso affievolire con l'autoironia, Lee era sorridente, aveva un animo generoso e spesso aperto a iniziative di solidarietà. Oggi ci ha lasciato, a solo 74 anni, a causa di una polmonite. E già ci manca un po' la sua grinta e il suo modo di guardare la vita dritta negli occhi con tutta la determinazione di un Marines.

Ma cosa sarebbe successo  se invece di diventare un sergente istruttore dei Marines fosse diventato un bibliotecario?


Ciao Lee. Grazie per averci ispirati e terrorizzati in tutti i questi anni. 
Talk0

lunedì 26 marzo 2018

Oggi ho un serpente nello stivale e un groppo in gola



Ciao Fabrizio e grazie per tutte le volte che anche solo con un quiz mi hai fatto sperare di trovarmi in un mondo più bello e più gentile.

Talk0

martedì 16 gennaio 2018

Addio anche a Dolores


Giusto ieri nella classe in cui insegno stavamo parlando della storia di Gilgamesh, di come, spinto da una volontà di rivalsa personale, si metta in viaggio alla ricerca della vita eterna. E di come giunga alla conclusione che tutti noi siamo mortali e che non si possa vivere per sempre. Ma, anche se il nostro corpo tornerà alla polvere, saranno le nostre gesta a renderci immortali.  Dolores e la sua voce struggente rimarranno per sempre ad accompagnare le generazioni future. Ciao e grazie di tutto.

martedì 22 agosto 2017

Addio Jerry


Da tempo malato, ci lascia a 91 anni dopo averci regalato milioni di risate con la sua comicità dirompente, indiavolata quanto innocua. Se fosse stato un cartone animato, sarebbe stato il perfetto Paperino. Pensare a lui mi fa partire in automatico tutta una serie di ricordi su quando, da bambino, guardavo di pomeriggio i suoi film in TV insieme al nonno. Ciao Jerry!

Talk0

venerdì 21 luglio 2017

Addio Chester


Ieri Chris Cornell avrebbe compiuto 53 anni. Che Chester abbia scelto non a caso data e modalità per continuare a cantare insieme a lui potrebbe non essere una semplice casualità. A noi rimarranno le sue incredibili performance vocali e la consapevolezza che qualcosa nel mondo della musica è cambiato quando fu pubblicato Hybrid Theory. In meglio.


lunedì 17 luglio 2017

Ci ha lasciato George Romero


Ma sono sicuro che uno dei più grandi registi, poeti e filosofi del '900 se ne starà per poco sottoterra. I suoi zombie ormai stanno dominando il mondo e non vedono l'ora di riportare alla non-vita l'uomo che gli ha dato un cuore e soprattutto tanti, tanti cervelli. Ciao George, grazie per averci divertito, spaventato e fatto pensare. 
Talk0



lunedì 3 luglio 2017

Ci ha lasciato a 84 anni Paolo Villaggio


Negli ultimi anni ci scherzava sempre, sulla sua dipartita. Questa volta è invece seria, la notizia arriva dal policlinico Gemelli. Non ho davvero parole, perché per me è stato il più grande di tutti. Il migliore a fare satira, il più surreale, il più amaro, il più sadico, il più divertente. Nessuno era come lui e oggi non c'è nessuno che è in grado di seguirne lo stile. Tutti lo ricordano per i ruoli comici, ma era grande anche nel drammatico, come dimostrano le pellicole di Olmi e Salvatores. Ha raccontato l'Italia come nessun altro. Per parlare degnamente di lui servirebbe un'enciclopedia. Mi prendo qui l'impegno di portare sul blog prossimamente alcune delle sue pellicole storiche. Ci mancherà e ci manca già adesso. 

Talk0


venerdì 19 maggio 2017

Addio a Chris Cornell


Ci ho messo un giorno intero per metabolizzare la notizia. Il fatto è che Chris è entrato a far parte della mia vita in un periodo in cui l'adolescenza era al culmine, così come il grunge e il suo sound tagliente. Non vorrei perdere tempo a elencare quanto di grandioso è stato fatto in quegli anni dai Soundgarden e da tutti gli altri gruppi che ruotavano attorno a Seattle e ai suoi cieli grigi e piovosi. E' già storia. Vorrei invece ricordare l'immensità della figura di Cornell, la sua voce calda, ma graffiante, i suoi capolavori senza tempo...ma ance con mille parole non saprei esprimermi, allora lascio fare alla sua voce.


Addio Chris, mancherai davvero un casino...

martedì 25 aprile 2017

Addio Erin!


I suoi Happy Days erano finiti da un pezzo purtroppo, ma noi vogliamo ricordarla come Sottiletta. Addio Erin...