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venerdì 22 febbraio 2013

Gundam UC vol. 3


(Corollario a Gundam Unicorn vol.3 ) Ok nuovi pupazzi! Carissimissimi collezionisti, rieccoci all'angolo tanto amatissimissimo e danarosissimissimo. Terzo episodio di Gundam UC, un po' di retrovie prima dell'orgia del volume 4 e dei pezzi ultra cool del volume 5. Andiamo con la top 3, che diventa una top 2 in quanto un paio di modellini che sarebbe stato bello includere non sono ancora stati realizzati. Ci rifaremo con una top 5 per il prossimo episodio!

Secondo posto: MS-S1C DRA – C delle maniche: in bel mobile suit spaziale, con una forma del tutto originare rispetto al solito, che lo rende molto più simile a una astronave che a un mobile suit. Lo abbiamo visto in 0083 ma qui è nella versione “maniche” e in una bella colorazione viola-porta-sfiga. Ma potete colorarlo come vi pare. È un ibrido, le gambe e i propulsori sono infatti derivativi di qualche astronave spaziale. L'armamento è come sempre pesantissimo. Lo trovate in HG.




Primo posto: MSN -001A1 Delta Plus (disponibile in HG) in dotazione alle Londo Bell, di cui si è impossessato Riddhe Marcenas. Lo vediamo poco qui, lo vedremo molto di più nel 4 e 5. In versione Master Grade avrete anche i pupazzetti di Riddhe e Mineva! Potete forse resistere? Un look tra lo Zeta e lo Hyaku Shiki, due mobile suit pilotati da piloti distanti tra loro come il sole dalla luna (Camille e Quattro-Char), ideale per essere l'avatar metallico di un personaggio tormentato come Riddhe, che ancora non si è capito che gioco voglia giocare. Il modellino è bellissimo, ha forme meno solenni dello Zeta ma più essenziali rispetto al Hyaku Shiki. È pure lui un trasformabile in caccia. Davvero fico. Da prendere in MG quindi, ma esiste pure in HG. 
Talk0

giovedì 31 gennaio 2013

Gundam Unicorn Vol.3


(Dopo la visione e a mente congelata, stato zen, alcuni giorni dopo). SPOILER, SPOILER, SPOILER, SPOILER, SPOILER, SPOILER, SPOILER, SPOILER, SPOILER, SPOILER, SPOILER, SPOILER, SPOILER, SPOILER, SPOILER, SUPER SPOILER.

Commenti sparsi, come sempre. Finora il ragionamento cromatico ha avuto e ha tuttora un senso. Il primo episodio aveva come colore il Bianco (faccio riferimento ai colori delle copertine della first press edition della Dynit), il colore dell'Unicorn che ne definisce anche il pilota-eroe, Banagher. Pertanto simbolo di purezza così come di assenza di una colorazione, intesa come assenza di appartenenza a uno schieramento e conseguentemente timore dell'eroe bianco da parte degli altri, in quanto considerato un diverso.
Il secondo episodio aveva il Rosso, che definisce l'eroe ardimentoso e legato a un ideale, pur sotto il rischio degli eccessi dovuti al troppo furore interiore. Definizione calzante per l'eroe rosso della serie, Full Frontal-Char Aznable il capo-popolo, l'uomo-ideale, che per via della maschera assume anche la connotazione di uomo-idea-a-prova-di-proiettile alla V per Vendetta (o lo Zero di Code Geass se preferite), capace di gesti estremi alla ricerca di un futuro migliore per tutti. Arriviamo quindi al terzo film, in copertina abbiamo il 4 ali di Marida Cruz e pertanto il colore è necessariamente il...
Verde militare. Per la psicologia odierna il verde rappresenta la forza, la speranza, l'equilibrio e la stabilità. Rappresenta anche la terra e di conseguenza l'appartenenza a un territorio, a una comunità. Caratteri che bene rappresentano gli eroi “verdi” nella cultura giapponese. Sailor Juppiter, elemento terra, forte e coraggiosa, l'eroina più protettiva del gruppo, quella anche di statura più alta e, personalmente, pure la più carina. Shiryu il dragone, votato al sacrifico per difendere il gruppo, che diventa pure cieco più volte, per rappresentare come possa comunque andare avanti in virtù della sua forza di volontà, in virtù del suo equilibrio e stabilità, frutto del rispetto delle regole disposte dal suo mentore, il cavaliere della bilancia, maestro ma anche superiore gerarchico. Il power ranger verde infine è quello che può all'inizio operare dalla parte sbagliata, in virtù dell'onore militare, in ragione della coscienza, magari mal riposta, di essere subordinato per un ideale più grande, un distorto codice del samurai. Interessante che spesso il Power Ranger verde, una volta che passi dal lato giusto della barricata, possa cambiare colore e diventare bianco, segno di una ritrovata purezza. In Gundam verde rimane il colore degli Zaku Gera Zulu di Zion, così come della nave Garacies (e pertanto possiamo fare lo stesso ragionamento del Gundam Bianco che colora anche l'animo dell'eroe pilota Banagher). Verde militare anche la divisa del sottotenente Daguza Mackle, ovviamente. In questo episodio i riflettori sono accesi sui militari: Marida Cruz, Zinnerman e Gilboa Sant dal lato Zion, il sottotenente Daguza Mackle per gli Ecoas della Federazione Terrestre. Schieramenti, vissuti in modo diverso ma similare, che diviene nel contempo la loro ragione di vita. Non dei pazzi esaltati, ma critici sul senso sul valore vita-delle vite. Qualche spiraglio sulle ragioni che hanno portato alla divisione dei due schieramenti arrivano, ci vengono date in “campo neutrale”, da un dialogo tra Banagher e il dottore di bordo, il cuore di questo episodio.
Un sofisma pretestuoso volto alla creazione di umani potenziati. Nel semi-serio post Gundam for Dummies cercavo malamente di descrivervi lo zionismo, nel vol.3 di Gundam Unicorn il tutto è spiegato in poche e sostanziali parole, per i dettagli vi rimando comunque a quel post.
Il merito di tale sublime descrizione va dato tanto all'opera dello sceneggiatore quanto alla indiscussa bravura dell'adattatore italiano. E' un aspetto che nei precedenti riconosco di non aver giustamente valorizzato, devo rimediare e questa è la sede migliore. L'adattamento italiano di quest'opera, a cura di Dynit, rappresentava una sfida non da poco, di pari se non superiore complessità dell'adattamento di Evangelion (di cui parleremo prima o poi), sfida vinta e con lode grazie all'indiscusso valore di persone che sono nel campo da sempre, persone appassionate del loro lavoro, curiose e competenti nel confezionare un prodotto che non teme paragoni con altre offerte internazionali. Ogni tanto l'ho detto, qui lo ripeto, andate sul sito Dynit, andate sul mini-sito dedicato a Gundam Unicorn, troverete uno dei lavori più completi e affascinanti per la descrizione di questo universo narrativo, qualcosa di oggettivamente bello in quanto Gundam è un'opera che vive, respira di tali dettagli. La visione degli episodi è solo un tassello del godimento che l'opera può irradiare, quello che “c'è dietro” è uno spettacolo altrettanto affascinante.
La filosofia in Gundam è più fica di qualsiasi scontro con spade spaziali. Eccone la dimostrazione. Il dottor Hasan ha in cura Marida Cruz, sconfitta in un recente combattimento contro lo Unicorn. Banagher è in visita, ha un profondo legame con il pilota del 4 ali, ha riconosciuto Marida come suo nemico solo da poco, non accettando di sottostare a questa stretta definizione. Hasan descrive Marida come un umano potenziato, un clone. Full Frontal lo sa da sempre, sa che il vero nome di Marida è un codice-prodotto, Pole 12; Zinnerman non ha mai dato peso alla cosa, ha invece sempre visto Marida come una figlia (Zinnerman è un personaggio straordinario e sfaccettato, si è accennato poco per ora al suo carattere, ne riparleremo nel vol.4, dove la sceneggiatura lascia molto spazio a questo character), per Banagher è la persona che più gli somiglia, dopo Mineva, un'anima gemella. Banagher si interroga sul perché sia possibile per l'uomo spingersi fino alla creazione di umani artificiali. Il Dr Hasan, risponde che alla base della creazione degli esseri umani artificiali c'è un sofisma pretestuoso, frutto della dottrina di Zion, o zionista, la cosiddetta ideologia new type. Ossia la convinzione che gli uomini, una volta che (abbandonata la terra) vivranno tutti nello spazio,(evolvendo in new type) potranno comprendersi senza più malintesi. Banagher risponde al medico: se fosse così, non si creerebbero più le premesse per l'esplosione di un conflitto. Allora il medico: (per gli zionisti) alla base dei conflitti c'è il fatto che l'umanità non riesca ancora a varcare la soglia di una nuova evoluzione. Se esistesse davvero la possibilità di diventare dei new type, gli studi sugli umani potenziati dovrebbero essere ammessi, perché se dovessimo confidare sul ritmo naturale dell'evoluzione, l'uomo si autodistruggerebbe prima di progredire. Banagher risponde: è un punto di vista deprimente. Il medico quindi: ecco perché dobbiamo imparare a comprenderci con tutti i mezzi a nostra disposizione. Ecco la magmatica materia filosofica alla base di Gundam. Non vi è una posizione giusta, in quanto entrambi le tesi sono accettabili e nel contempo limitate. Vedendo il punto di vista delle colonie sotto l'egida di Zion, l'evoluzione è una urgenza storica. Le colonie sono vessate dalla Terra, se non arrivano risorse le colonie muoiono, le colonie devono produrre ed esportare necessariamente alla Terra. Le cose peggiorano negli anni, la Terra invia sempre meno e richiede sempre di più. Gli spazianoidi sono sempre più deboli e la Terra sempre più forte, se le cose non cambiano gli spazianoidi moriranno o saranno così stremati da poter essere schiacciati dalla Terra in un nanosecondo. Però c'è l'evoluzione in new type. I new type non sono solo la fase più evoluta e sensibile del genere umano, sono anche per i loro riflessi le migliori macchine da guerra sul mercato. Solo che ce ne sono troppo pochi, non arriverebbero a esserci abbastanza new type naturali per permettere alle colonie di rovesciare la Terra, bisogna fare ricorso ai potenziati, creare le condizioni per affrettare i tempi. Necessariamente bisogna soffermarsi su un aspetto non secondario dell'ideologia zionista: non si vuole la morte dei terrestri, si vuole l'evoluzione di tutti in new type. Per questo Zion cerca in più fasi del conflitto bellico di far cadere delle colonie, magari disabitate, sulla Terra, magari in posti isolati come l'oceano. Conseguentemente alla caduta di una colonia (o di un asteroide artificiale come ha cercato di fare nel recente Char nel film Il contrattacco di Char, che narra eventi di poco prima a Gundam Unicorn) la Terra diverrebbe non più vivibile e i terrestri potrebbero senza problemi essere accolti su altre colonie. Dal punto di vista politico: fine tasse, fine abusi, democrazia effettiva, ogni colonia padrona di se stessa. Dal punto di vista dell'evoluzione: termine di qualsiasi conflitto, i new type si comprenderebbero a vicenda, patendo del dolore altrui e pertanto non sarebbero in grado di nuocere gli uni agli altri. Quindi: la creazione di cloni potenziati new type è necessaria, anche se è una brutta cosa. Dal punto di vista terrestre c'è la volontà, di alcune anime candide, di non recare danno ad alcuno, di trovare la via del dialogo, il pacifismo, il salvare più vite possibili. Ma tale volontà si scontra con una classe politica corrotta e totalitaria, che affama le colonie temendo di perdere la supremazia, temendo di essere rottamata dai new type: evoluzione come perdita di potere. Un'ipocrisia, quindi, tipicamente “umana”. Dal punto di vista politico: teniamo il potere, schiacciamo le colonie. Dal punto di vista dell'evoluzione: cerchiamo di essere le persone migliori che possiamo, cerchiamo di trasmettere buoni valori ai nostri figli, cerchiamo di essere ricordati come buone persone. Non ci evolveremo in new type, ma se riusciremo a convivere al meglio gli uni con gli altri il mondo sarà un posto sempre migliore. Quindi: teniamo duro e facciamo in modo che nessuno si faccia del male. Pur accettando il fatto che affamare le colonie sia davvero una idea da stronzi.
Ecco quindi un paio di argomentini con cui trastullarvi. Si può essere liberi (come le colonie dalla Terra) senza dover accettare dei compromessi (fare una guerra, creare mostri)?
Marida Cruz- Pole 12: è una creatura potenziata artificialmente per essere assimilabile ad un new type. Pertanto possiede similari capacità psichiche. A garanzia del loro “funzionamento” questi soggetti subiscono una manipolazione cerebrale in virtù della quale un soggetto, denominato “master” può impartirgli incarichi che loro eseguiranno senza battere ciglio. Una sorta di schiavi quindi. Pecato che il “master” di Marida sia Zinnerman, che lui la tratti con tutto l'affetto e l'umanità che si confà a un padre che protegge la figlia. Abbiamo imparato poco a poco a conoscerla, un misto di determinazione e onore volto alla difesa di Mineva, alla protezione del Zinnerman e all'equipaggio della Garacines. Qui la vediamo prigioniera, proprio come lo era stato Banagher nel secondo film, della fazione opposta. Decisamente non trattata con la magnanimità che Zion aveva riservato a Banagher. Molto bello il momento in cui Banagher smette di essere vittima del destroy mode dell'Unicorn, il momento in cui “sente” la voce di Marida e il suo spirito letteralmente gli viene incontro, nudo-privo di difese-privo degli aculei-corazza del porcospino, con quella soggettiva a mani tese che ormai è uno dei marchi narrativi della serie. Significativo il dialogo con Banagher in cui spega il suo essere militare-guerriero: sono una creatura artificiale, combatto i nemici del mio master. Un padrone sì, ma molto più simile ad un padre che a uno sfruttatore, un legame che probabilmente va oltre al lavaggio del cervello, affetto sincero. Tuttavia vede in Banagher qualcosa di diverso, la possibilità di scegliere, la capacità dimostrata quando ha avuto la meglio della furia dell'Unicorn nel destroy mode, bloccando il cosiddetto flusso invertito dello psyconium, quando ha salvato la vita a Marida. Marida dice a Banagher che questo è il suo “principio fondante”, la capacità critica di fare obiezioni, di conservare la sua individualità restando così un uomo e non il bullone di una macchina. Combattere per Marida è combattere per il proprio padre, per la sua famiglia, per le colonie oppresse.
Daguza Mackle: Daguza è un Ecoas, si direbbe il poliziotto buono in un mondo corrotto. In questo rispecchia la guerra solitaria della Londo Bell, corpo creato da Amuro per porsi come garante della legge, pur essendovi necessariamente slegato, al di sopra, per non subirne la corruzione dominante. Una lotta contro i mulini a vento, quella di questi corpi speciali. La federazione non è sana e non lo è forse mai stata, per evitare il peggio bisogna agire di sottigliezza, prevenire le azioni dei politicanti e degli imprenditori senza scrupoli come Roberto Vist, agire d'astuzia per prevenire le minacce di nemici potenti quanto invisibili come Full Frontal. Daguza è sinonimo di tutto questo, lo si è visto prodigarsi in tutto questo finora. A ciò si aggiunge un profondo rispetto e stima per Banagher, cui diventa in questo terzo episodio la terza figura di riferimento. Nel primo film era Cardeas Vist, nel secondo Full Frontal, ora è il turno di Daguza. Il primo ha insegnato a Banagher a sopportare il peso del destino per salvare il futuro, il secondo gli ha insegnato a guardare il nemico come un suo simile, prospettandogli di non essere un estraneo tra i suoi simili, ma semplicemente appartenere alla fazione sbagliata. Daguza insegna invece a Banagher l'importanza di saper scegliere per il meglio, che non ci si può fermare e guardare cosa succede, bisogna schierarsi ed è una questione di cuore e nient'altro. E il cuore è volto alla protezione, alla difesa delle persone che ci circondano. Un esempio alto di altruismo quello di Daguza. Anche per Daguza torna la metafora dell'ingranaggio di una macchina, la parte di un tutto che agisce per un fine coordinato e superiore. Quello che differisce rispetto a Marida è che Daguza accetta, umilmente, questo ruolo come necessario e giusto, non è un semplice ingranaggio che agisce a comando, non è uno schiavo. Combattere per Daguza è proteggere, preservare il futuro. Una strada triste e difficile fino all'estremo, ma una strada giusta che ha un senso intraprendere.
Full Frontal: in questo episodio è silenzioso, ma è il burattinaio che guida tutti gli attori. Quando Banagher fugge da Palau e capita casualmente davanti allo Unicorn sembra il classico “caccheccaso”, magari di newtypiana categoria, quando invece si vede che è tutto organizzato da Frontal è confortante, subdolo ma geniale. Frontal infatti vuole provocare il destroy Mode, permette la fuga silenziosa del mobile suit bianco, fa agire il Sinanju silenzioso come un ninja e noi godiamo di ciò. Per il piano non si fa scrupoli di sacrificare Marida, di tenere all'oscuro l'esercito di Zion. Ma come sempre il tutto risulta altamente studiato, pianificato, chirurgicamente necessario, anche perché finalmente oggi possiamo intuire, alla luce di questo terzo episodio qualcosa di più sul misterioso scrigno di Laplace: per il piccolo nuovo mondo spaziale dei new type lo scrigno è l'equivalente della bomba atomica, può portare alla fine di tutto. Non sono ammessi errori o esitazioni. Nel combattimento su Laplace, Daguza colpisce con un missile il viso del Sinanju. L'elmo si frolla e appare un viso metallico che appare come diretta citazione del T800 di Schwarzeneggeriana memoria: per un attimo Char-Frontal appare dunque come una macchina, pura coscienza distruttiva. Spaventoso e sublime. Un altro riferimento al fatto che Frontal sia effettivamente Char. Quando il 4 ali è nelle mani della federazione viene esaminato il suo “psycho frame”, ossia il cockpit o cabina di guida del pilota. Guardatene la forma e il colore, ha qualcosa di molto familiare, non fosse che su dvd e blu ray lo avete già visto quel cockpit, in quanto è presente nella prima scena del trailer del Contrattacco di Char. É senza dubbio (o almeno a me fa questo effetto) lo psycho frame dello Zasabi, l'imponente mobile suit che Char usa contro Amuro nel loro ultimo combattimento, prima di venire entrambi dichiarati missing in action. Forse Char si è salvato, forse (e tutti lo speriamo) anche Amuro.
Lo scrigno di Laplace: Il Gundam Unicorn ci è stato detto che rappresenti la “chiave dello scrigno”, lo scrigno si trova sul relitto di Laplace. Un luogo in cui si va in gita con la scuola, come ci riporta il comandante Otto Mitas, Latitudine 0, Longitudine 0, a quota 200 km. Torniamo quindi alla primissima immagine di Gundam Unicorn, anno zero dell'era spaziale, quando un giovane Syam Vist fa saltare la residenza spaziale del primo presidente del governo federale terrestre Ricardo Marcenas, dando quindi inizio con un bagno di sangue alla cosiddetta era spaziale. Sappiamo ancora poco di quello che è successo di lì a poco, cosa Syam, all'epoca così simile a Banagher, abbia visto e come questo gli abbia cambiato la vita. Ora Daguza getta un'ombra su questo avvenimento, un'ombra che di colpo inizia a far combaciare alcuni pezzi del puzzle. L'attentato molto probabilmente è stato opera della stessa Federazione. Il mondo era al collasso, la migrazione spaziale sempre più necessaria. Per garantire che tutto andasse per il verso giusto occorreva che nascesse una Federazione forte, un dio spietato che avrebbe sedato sul nascere le rivolte, che avrebbe gestito tutto in modo ordinato e preciso. Con la distruzione di Laplace era stato creato il più formidabile pretesto possibile per dare inizio a una guerra contro ogni tipo di sovversione, si era radicata la forza centralista della Federazione. Come è entrato Syam in contatto con lo Scrigno? Come ha fatto a creare un impero su Industrial 7? Di fatto Syam Vist non vive al di là della Federazione e la sua Vist Fundation, oltre ad avere rapporti che paiono profondi con la Anaheim Electronics (gli stessi fondatori?) si dice essere in possesso di un'arma in grado di risolvere il conflitto. Una tecnologia non ancora del tutto chiara, sulle cui origini ancora non disponiamo di dati, ma il cui primo effetto, in relazione al dispositivo NTD dello Unicorn, sembra di fatto finalizzato alla caccia e allo sterminio dei New Type. Una bomba atomica dicevamo, sulla quale Full Frontal non vuole e non può soprassedere. Esistono alcune cose che però non sono del tutto chiare, lo scrigno probabilmente non è solo questo. Noi però non lo sappiamo ancora, possiamo solo intuire qualcosa. É grazie ai suoi poteri di new type o è grazie allo Unicorn che ora Banagher riesce a sentire le voci dei morti?
I duelli: 4 ali vs unicorn. Sinanju vs Unicorn. La serie non ha mai lesinato in fatto di scontri spaziali spettacolari e dettagliati. Anche se questo episodio è più riflessivo degli altri le botte, come si diceva, non mancano. Entrambi i duelli sono galattici, ma è assolutamente imprescindibile lo scontro tra un Banagher distrutto e adirato contro un Full Frontal attendista e quanto mai cauto. Un capovolgimento di prospettiva spiazzante. Lo Unicorn mette davvero i brividi in relazione alla sua forza bruta.
SPOILER, SPOILER, SPOILER, SPOILER, ANCORA SPOILER E SEMPRE SPOILER NON LEGGERE O SPOILER, GUARDA CHE E' SPOILER, ESTREMAMENTE SPOILER.
Talko

martedì 8 gennaio 2013

Gundam Unicorn Vol.3


(Prima della visione. Si consiglia, data la natura oltremodo filosofica del suddetto episodio, di spostare la visione, impianto annesso, magari su una palafitta in legno cui si possa accedere solo mediante barca a remi, in quanto situata al centro di un melmoso laghetto della provincia di Saigon. Accompagnare degustazione di tè verde, da gustare in rigorosi abiti da cerimonia del tardo periodo Ming. )

Serie: Gundam Unicorn è una serie di 7 anime, 50 minuti l'uno con l'ultimo che si preannuncia di durata doppia secondo i rumor, tratta da una light novel pubblicata a puntate sulla rivista Gundam Ace, successivamnete raccolta in dieci voulmi. I fatti si svolgono nell' “Universal Century”, anno 0096 U.C.
Versione Italiana: a cura di Dynit,che fornisce anche un mini-sito sulla serie.
Bellissimo il libretto di accompagnamento al dvd o blu ray.
Formato: Dvd – Blu Ray.

Fuga da Palau. I preparativi peraltro ci erano stati presentati sui titoli di coda del vol.2. È ora di andare a vedere che cosa si nasconde nello scrigno di Laplace, ma prima indagheremo sui reali motivi del conflitto tra federazione e spazianoidi, scoprendo un quadro più complicato di quello immaginato. Avremo anche tempo di approfondire la conoscenza di Marida Cruz e del Tenente Colonnello Daguza. Non mancheranno botti ed esplosioni assortite con combattimenti spaziali multipli con almeno un paio di duelli mooolto attesi, nonché le consuete lacrime. Preparate i fazzoletti. Ora a qualcuno magari salterà in mente di vedere questo episodio subito dopo il secondo, magari preceduto dalla visione del primo in una bella maratona. Non fatelo, almeno per la prima volta. Fate invece in modo di gustarvelo singolarmente, come sempre. Gli aspetti più interessanti di questa pellicola traspaiono per me solo in riferimento a una visione attenta, magari con un paio di orette a disposizione per rifletterci su. É sempre intrattenimento, è sempre spara spara cabra cabra, ma con questo terzo episodio viene finalmente analizzato uno dei punti più belli dell'opera generale, la cosiddetta filosofia New Type. Sarebbe davvero un peccato che il tutto venisse liquidato a una visione distratta, magari dedicata più alla cura dei piedi causa giornata pesante alle spalle. Assolutamente da evitare quindi anche come passatempo ricreativo per un pomeriggio tra amici. D'altronde perché vedere Gundam con gli amici quando si può giocare a Fifa?
Talk0

lunedì 17 dicembre 2012

Gundam UC volume 2

(Corollario a Gundam Unicorn vol.2 ) Ok, di nuovo, vai con i pupazzi! 

Cari collezionisti, rieccoci all'angolo tanto amato. Ecco come godere, soldi permettendo, degli “spunti” di modellismo proposti da questo secondo episodio di Gundam UC. Andiamo con la top3!
Terzo posto: AMS Geara Zulu Angelo Sauper use: (disponibile in HG) delle “Maniche”. Gli Geara Zulu sono le truppe di fanteria corazzata più vecchie, primi modelli di Mobile Suit, massicci e cattivi. La versione di questi modelli in uso alle “Maniche” hanno, come dice il nome, maniche e parti dell'armatura recanti i paramenti di Zion. Amando Angelo il viola, il MS presenta la suddetta colorazione. Massiccio e potente nell'aspetto grazie ai possenti serbatoi collocati sulla schiena è armato di un gigantesco cannone che funge da arma a distanza per fornire copertura al Sinanju di Full Frontal. Modellino strepitoso.
Secondo posto: RGZ-95 ReZEL: (disponibile in HG) in dotazione alle Londo Bell. È in sostanza il modello per la produzione in serie dello Z Gundam, anche lui trasformabile in caccia da combattimento. Linea stra-aggressiva, viene quasi la voglia di farsene una personale squadriglia. Se state a colorarlo blu metallizzato fa un figurone.


Prima Posizione: MSN-06S Sinanju (disponibile in tutte le sigle, io vi consiglio l'MG). Non solo perchè è il mattatore di questo episodio, ma perchè è bellissimo, ricco di dettagli, cattivo, stra-posabile e imprescindibile se amate il collezionismo dei Gundam. Se non avete ancora preso nessun modellino e volete iniziare, tra questo e l'RX0 Unicorn è una bella lotta su chi sia il migliore. Anche di lui esiste una Ver-Ka, altrettanto bella. Difficile da montare, una bella sfida, ma il risultato finale è ultra appagante.
Talk0

mercoledì 12 dicembre 2012

Gundam Unicorn Vol.2

(Dopo la visione e a mente fredda, magari un paio di orette dopo). 
SPOILER, SPOILER, SPOILER, SPOILER, SPOILER,SPOILER, SPOILER, SPOILER, SPOILER, SPOLIER, SPOILER, SPOILER, SPOILER,SPOLIER, SPOILER, SUPER SPOILER
Commenti sparsi.

Rosso. Tutto in questa seconda pellicola è rosso. Se avete trovato il dvd/blu ray in edizione First Press lo sfondo della sovracopertina in cartonato è rossa, come è rosso il Mobile Suit raffigurato, il Sinanju, rossa la ammiraglia di Neo Zion e rossa l'uniforme del suo colonnello Full Frontal, rosso è il tè che viene offerto a Banagher, rossa la luce che viene irradiata nella piccola chiesa di Palau da un filamento luminoso dietro l'altare, dietro il crocefisso. Il rosso è comunemente inteso quale il colore della passione, dell'ardore e del coraggio, della rivoluzione. Ma non si limita a questo, rappresenta anche il pericolo, il sangue, rappresenta anche la fede, come si desume dagli abiti talari dei sacerdoti. Storicamente-politicamente richiama anche la bandiera sovietica e fa riemergere le vicissitudini di quella grande nazione: in riferimento al periodo realizzativo del primo Gundam, Zion con i suoi vessilli rossi e il suo popolo povero, a fronte di un importante esercito e certi aspetti della sua ideologia, si può dire che rievochi aspetti della Russia al momento della guerra fredda, ma a mio avviso è una semplificazione eccessiva, in quanto in Zion si possono trovare anche echi relativi alla Germania nazista come alla guerra di secessione americana... anche se in quel caso il colore delle giubbe è sbagliato...
In Gundam il rosso richiama all'istante “la cometa rossa”, l'asso nel combattimento di Zion, Char Aznable, in quanto è rosso il colore del suo veicolo, non troppo dissimile nella prima serie dal veicolo più umile di fanteria, il gera zulu. Un rosso-eroe non casuale nell'animazione giapponese. Possiamo dire che esistano diversi tipi di eroe in animazione e spesso il colore è identificativo del carattere dello stesso.
In Gundam abbiamo eroi-bianchi ed eroi-rossi. Bianco è il colore predominante del Gundam, e ne identifica l'eroe: “puro” . Come in Kyashan della Tatsunoko, parimenti all'eroe bianco che entra saltuariamente a fare parte delle varie squadre di Power Ranger: il bianco è “l'irrisolto”, puro in quanto “non ancora schierato”, in ricerca di una sua identità a fronte di un passato spesso travagliato. Eroi di questo tipo si portano appresso pesanti fardelli, spesso sono avvertiti come dei “diversi” e respinti dagli altri, non ci si fida di loro anche a monte dei grossi successi che ottengono: non poterli classificare tra i buoni o tra i cattivi è il loro principale fascino. Questo in Gundam si riversa sui piloti protagonisti, alla guida di vessilli meccanici bianchi: persone avvertite come stranieri, diversi, orfani, new type. Come il power ranger rosso, come Vash the Stampede, come il colore del Getter One pilotato da Ryoma Nagare, Koji Kabuto, come la sopra citata Cometa Rossa, come Megaloman: il rosso identifica l'eroe ardimentoso, spesso travolto o trasfigurato dalla passione. In genere un eroe a capo di un gruppo, rispettoso dei suoi alleati e delle persone che protegge. La passione lo “accende” di rosso ed è facile identificarlo come simbolo di giustizia. Nell'universo di Gundam si direbbe simbolo di “una” giustizia, ma questo è un altro discorso.
Inganno visivo. Si può dire che il doppio rappresenti il tema centrale di questo episodio: la realtà è duplice, il punto di vista è tutto. Veniamo così a conoscere che molti dei personaggi in gioco indossano delle maschere, chi metaforicamente chi realmente, maschere spesso tragiche. Con i personaggi anche l'ambiente si maschera o imbelletta, quasi a corollario. Allora il relitto della colonia che viene utilizzato come campo di battaglia-trappola. Allora la prigione della Nehal Argama il cui muro metallico proietta olograficamente un ambiente verde con un castello in lontananza, immagine che riporta alla mia mente TotalRecall. L'asteroide minerario Palau, un ammasso di roccia che nasconde due location: una sfarzosa e fittizia a immagine della Zion che fu, dedicata con rispetto e ossequio a Full Frontal, una reale e povera, dove tra slums vive la gente dell'asteroide. Gli stessi asteroidi possono essere dei massicci di roccia così come dei camuffamenti per veicoli da sbarco.
Full Frontal-Char Aznable. Capo di un movimento terroristico o colonnello di una fazione militare non riconosciuta? Chi c'è dietro la maschera? E se dietro la maschera ci fosse una maschera ulteriore, se il personaggio fosse un fantoccio realizzato in laboratorio, un clone di quello che rappresenta il vero Char Aznable? Le idee sono immortali o, meglio, le idee sono a prova di proiettile direbbe Alan Moore. Full Frontal è un recipiente che incarna queste idee, dice lo stesso in un dialogo da brivido con Banagher. Ci sarebbe da scrivere pagine e pagine su Char Aznable, l'eroe segreto dell'Universal Century di Gundam, ma meno ne parlo maggiore sarà la vostra gioia nello scoprirlo, magari visionando il primo Gundam, poi lo Z, quindi il film “Il contrattacco di Char”. Limitatamente a questo episodio di Gundam Uniocorn si può dire che tutto, nel bene e nel male, parli di Char. Per intuirne la grandezza smisurata ascoltate le parole di Marida Cruz verso la fine dell'episodio che più o meno suonano così: con l'inizio dell'era spaziale qualcuno affermò che fosse finita l'era di Dio, poi gli spazianoidi trovarono un nuovo dio in Zion. Full Frontal è l'incarnazione di Zion: misericordioso con i deboli e alleati in tempo di pace, pilota infallibile e freddo in battaglia. Impossibile non parteggiare per lui. Anche quando non è in scena in questo episodio, Char è presente, basta una battuta, pronunciata mentre si visionano dei Mobile Suit presenti su una corazzata: “Guarda uno HyaKu Shiki”!(mezzo che Char guidava in Gundam Z, quando si faceva chiamare Quattro Bajeena e stava dalla parte della federazione... ma questa è un'altra storia)
Crescita di Banagher. Per meglio immergerci in questo quadro di confusione, dove il bianco è il nero, o meglio il rosso, il protagonista principale rimane fuori dai giochi per la maggior parte degli eventi e quando verso la fine ricompare è costretto a subire la realtà esterna, ad ascoltare e mettersi nei panni perfino dei suoi nemici! Nel primo film abbiamo assistito a un parto-bio-meccanico, la “nascità dello Unicorn”. Banagher con il sangue si innestava al sistema di guida e urlando letteralmente schizzava dal ventre meccanico della colonia, i sotterranei della Vist, scagliandosi sul povero Quattro Ali di Neo Zion. Ora che è fuori nello spazio, da quale parte del conflitto si schiererà? Anche qui il chara-design fa letteralmente dei miracoli nel delineare la fragilità di Banagher, il suo essere ancora poco più che un bambino nei confronti di persone adulte che, qui più che mai appaiono enormi. Dopo Cardias Vist, sembra che il giovane new type abbia di nuovo a che fare con figure adulte: alla ricerca di nuove figure di riferimento tanto quanto in previsione a ciò che lui stesso potrebbe diventare in futuro. Emergono almeno tre incontri di questo tipo: quello con Daguza, quello con Full Frontal e quello con Marida Cruz. Se il primo e il terzo avranno modo di iniziare un dialogo che si svilupperà in futuro, il secondo è il cuore pulsante della seconda parte della pellicola, il vero pezzo forte. Da questo Banagher esce quanto mai confuso, disturbato e minato nelle sue stesse certezze, tanto da esplodere nella scena seguente in una profonda crisi in cui il bianco e il nero, o il rosso, si confondono. Un Banagher tormentato, non si può dire ancora cresciuto, ma sicuramente dubbioso ed estremamente interessante.
Claustrofobia: se il primo episodio aveva squarci di cielo, qui ci si sente spesso ingabbiati, con un paesaggio chiuso e inscatolato dove pare non esserci aria respirabile. Palau con i suoi cunicoli e il cielo nero pece è opprimente e anche nella parte adibita a Full Frontal l'inquadratura induguia per un istante sul cielo-artificiale, per ribadire un secondo dopo che si trova inscatolato e nascosto dentro un cumulo di pietra. Affascinante la chiesa di Palau, sottolineata da cromatismi caldi con luce che riverbera dai neon lungo le pareti: il fatto che sia un ambiente chiuso non le impedisce di essere a suo modo interessante
Combattimento tra asteroidi: avevamo avuto un assaggio nel primo film, qui abbiamo un sacco d'azione invece, condita da magistrali scenografie di combattimento ed effetti speciali vari. La serie si comferma di assoluta pregevolezza per chi ama le scene d'azione. Se avete un bello stereo accendetelo: qui si fanno i numeri.
SPOILER, SPOILER, SPOILER, SPOILER, ANCORASPOILER E SEMPRE SPOILER NON LEGGERE O SPOILER, GUARDA CHE E' SPOILER, ESTREMAMENTE SPOILER.
Talko

domenica 9 dicembre 2012

Gundam UC vol.2

(Prima della visione. Accendete l'impianto. Epurate dal locale prescelto ogni forma di rumore molesto. Pertanto murate parenti, fidanzate e bambini vari in locale insonorizzato provvisto di sufficiente provvista d'aria e scorta alimentare. Per poterli a fine visione liberarli e non subire rappresaglie predisporre sdolcinato bigliettino di scuse.)


Serie: Gundam Unicorn è una serie di 7 anime, 50 minuti l'uno con l'ultimo che si preannuncia di durata doppia secondo dei rumor, tratta da una light novel pubblicata a puntate sulla rivista Gundam Ace, successivamnete raccolta in dieci volumi. I fatti si svolgono nell' “Universal Century”, anno 0096 U.C.
Versione Italiana: a cura di Dynit,che fornisce anche un mini-sito sulla serie.
Bellissimo il libretto di accompagnamento al dvd o blu ray. 
Formato: Dvd – Blu Ray.
L'episodio inizia riprendendo il cliffhanger che concludeva l'episodio precedente e ha il focus nel presentarci le forze in campo. Il protagonista viene messo volutamente in secondo piano a favore di una narrazione più corale, ottima per approfondire senza troppo stressare le molteplici facce di Gundam Unicorn. Preparatevi a una iniezione di adrenalina, i combattimenti non mancano e saranno altamente spettacolari. Se dopo la visione del primo film vi sentivate confusi per molti aspetti, alla fine di questa seconda pellicola avrete sicuramente le idee più chiare, anche se parmarrà una strana, subcutanea idea: quella di aver assistito quasi a un anime differente. Questo è un obiettivo perfettamente voluto dai realizzatori e punta su uno dei nodi chiave delle serie di Gundam: fornire sempre due visioni diverse, interpretare gli eventi dal punto di vista di due fazioni, entrambe motivate da aspettative del tutto legittime, condivisibili e nel contempo censurabili. Per farvi un esempio cinematografico diretto, pensate al magnifico dittico di film di Clint Eastwood sulla seconda guerra mondiale: Flags of ours fathers e Letters from Iwo Jima. Sono necessari per comprendere Gundam? Dovete vederli? La risposta è sì e sì ma, anche in questo caso, come per tutti i consigli che vengono dati sulle pagine di questo blog, solo se ne avete voglia e avete il tempo libero necessario, magari ne riparleremo in una recensione futura. Inserite il disco e buona visione! 
Talk0


domenica 2 dicembre 2012

Gundam UC

(Corollario 3 a Gundam Unicorn vol.1 ) Ok, sono in palla, vai con i pupazzi!

Cari collezionisti, se volete morire felici tra plastica e tubetti di vernice potete farvi già malissimo (economicamente) con questo primo capitolo di Gundam Unicorn. Vi ricordo che i modellini li trovate nei migliori rivenditori on-line e su Amazon, gli HG sono abbastanza abbordabili intorno ai 50 euro e meno, per gli MG il prezzo sale fino al centinaio se volete versioni in titanio e amenità varie. Ci sono anche i FIX, anche loro sul centinaio. Tranne che per i FIX vi occorerà munirvi di pinze da elettricista per disassemblare i pezzi dalle griglie, taglierini e seghetti. Per i colori ci sono i prodotti ufficiali di Gundam, ma potete tranquillamente utilizzare colori classici da modellismo, esistono dei tutorial su youtube e sono imprescindibili per coprendere le tecniche; cercateli e traetene frutto. Vi proporrò ogni volta una top 3 dei mezzi più belli apparsi nell'episodio in esame... e spesso non basterebbe una top 20 per dare giustizia al lavoro dei realizzatori. 
Andiamo con la top3!

Terzo posto: D-50C Loto: (disponibile in HG) della Federazione Terrestre, corpo Ecoas. Questo mobile suit a disposizione delle truppe d'assalto si traforma in un tank, con tanto di cingoli dall'aria cattiva e compatta. Presenta un design abbastanza inconsueto per la serie, bello aggressivo. A conti fatti parliamo sempre di un mezzo deboluccio ma chissene...


Secondo posto: NZ-666 Kshatrya: (disponibile in HG, ma se me lo facessero in MG mio subito) in dotazione alle “Maniche”, chiamato minacciosamente anche “il quattro ali” per ovvi motivi non solo estetici. Un mostro di imponenza, l'esatta definizione di zack grosso e cattivo anche sulla mensola di casa vostra. Ha una linea ricercata e moltissimi dettagli. Un orgasmo.
Prima Posizione: RX-0 Unicorn Gundam (disponibile in tutte le sigle e versioni chiuse o destroy. Io vi consiglio quella che ho io, l'MG, trasformabile in destroy dal colore rosso, in tema con questo primo film). Per quelli che dicono che i Gundam sono tutti uguali ecco la risposta di Sunrise: un mobile suit semplicemente unico. Magnifico nella sua versione all white con il caratteristico corno invece del diadema, assolutamente fuori di testa nella versione destroy: diventa pure più alto, grosso e cattivo... e con lui pure le sue armi! Assolutamente bellissimo, nemmeno troppo delirante da montare. Di certo se questo sarà il vostro primo gunpla rappresenta una sfida stimolante, sicuramente da provare.
Talk0

giovedì 29 novembre 2012

Gundam UC

(Corollario 2 a Gundam Unicorn vol. 1) Vabbeh, ma io voglio comunque approfondire, che piglio?  
Gundam Speed Z
Gundam Unicorn è collocato all'interno dell'Universal Century, una serie di opere distinte ma accomunate per scelte di caratterizzazione dei personaggi e dei mezzi distribuite su più media. Questi per film, romanzi, serie animate, videogiochi e addirittura telefilm girati dal vivo si collocano su un comune asse cronologico che ha comunque come vertice l'anno 0079 UC, periodo in cui inizia la “guerra di un anno”, evento narrato all'interno della prima serie animata di Gundam per la regia di Tomino. Questo presuppone che ci siano personaggi ed eventi ricorrenti di serie in serie e che ci siano eventi apparentemente slegati, che magari in futuro saranno legati tra loro se si costruirà un tassello cronologico tra l'uno e l'altro (es. Se Gundam è la prima opera, Gundam Z è il seguito diretto realizzato dai giappi subito dopo. Ma tra le due serie accadono diversi eventi che saranno spiegati in parte con gundam 0080, opera realizzata molti anni dopo Gundam z). Esiste poi un filone di serie di Gundam del tutto slegate tra loro, per queste vale la dicitura “another century”, con presupposti politici e personaggi, ma anche stili grafici del tutto autonomi. Anche l'another century conta comunque serie lunghe, se non lunghissime con la Gundam seed – destiny – astral.
Ma torniamo a noi. Per espandere l'esperienza e conoscere maggiormente i personaggi, mezzi, fazioni coinvolti in questo Gundam Unicorn vi consiglio quanto segue in questo ordine:
il film, sempre edito da Dynit, Char's Counterattack, in dvd o blu ray. Racconta eventi che si collocano 3 anni prima alle vicende di Gundam Unicorn, decisamente utile.
Se siete quindi in cerca di un'opera breve ambientata nello steso contesto, per approfondire le varie fazioni di questo universo buttatevi su Gundam 0083, sempre edito da Dynit in dvd. Assisterete anche ad alcuni dei più bei combattimenti tra mobile suit, disegnati magnificamente da Hajime Katoki.
Gundam Z il film
Se vi siete appassionati quindi buttatevi sulla lettura del manga Gundam Origin di YAS, che narra da un diverso punto di vista gli eventi dell'originale serie Mobile Suit Gundam, approfondendo molto sui personaggi. Edito da Star Comics, un po' lunghetto ma concluso, è da rintracciare in fumetteria o ebay, non a troppo se preso in blocco. Se vi piace sappiate che Gundam Origin sarà la prossima opera animata dell'Universal Centuty e potrà vantare una resa pari se non superiore al Gundam Unicorn che già avete in mano.
Se non siete ancora paghi buttatevi sulla serie Mobile Suit Gundam originale, raccolta da Dynit in dvd o scegliete i tre film che la riassumono, sempre editi da Dynit. Perchè ve la consiglio solo adesso? Perchè se siete fan di questa serie probabilmente già la possedevate prima di aver letto una singola riga di questo mega-post e magari vi starete trastullado con il modellino che dynit dava in omaggio con la prima tiratura. Se non eravate appassionati già durante la lettura di Gundam Origin sapete che “dovete” possedere quest'opera.
E a questo punto perchè non prendersi i 3 film della serie Z, che segue direttamente il finale della prima serie Mobile Suit Gundam? Ma ovvio, perchè i suddetti sono un maledetto bordello di situazioni narrarate a fava e vi faranno uscire dalla visione incazzati e con il mal di testa! Purtroppo al momento una edizione home video della serie z non esiste. Esiste semmai una versione televisiva, trasmessa su satellite. Mentre per la prima serie di Gundam si può dire che tre film bastino a dare un quadro abbastanza esaustivo dell'opera, tre film per lo zeta sono gravemente insufficienti per capirci alcunchè: la trama prevede capovolgimenti e colpi di scena ogni venti secondi della sere animata, calcolato che la serie suddetta ha un numero consistente di episodi, non ci si capisce nulla e ci si annoia pure. Peccato perchè le connessioni con Unicorn ci sono, alcune lampanti fin dalle prime scene. Da considerare con riserva.
Gundam F-91
Siete completisti? Volete sapere cosa succede una trentina d'anni dopo Gundam Unicorn? Il film Gundam F-91, in dvd e blu ray da Dynit, è la risposta. Bellino, potrebbe essere la base per la prossima “espansione” dell'universal century dopo Gundam origin in animazione dell'immediato futuro. Doveva essere il film che apriva una nuova serie animata, ma poi tutto è caduto. Da qui romanzi e fumetti, ma pure modellini, hanno cominciato a speculare ed è nato il cosiddetto crossbone gundam... che sia il prossimo anime?
Volete sapere altro sulla Universal Century ? (no basta pietà!!) Sappiate che in questo articolo mi sono limitato unicamente a quanto è reperibile in italiano, sorvolando su un paio di fumetti che non ho partcolarmente apprezzato e su serie ancora non annunciate. Se Dynit ci regalasse, si fa per dire, la versione italiana di 8th plotone Ms e Gundam 0080 war in the pocket ne sarei entusiasta. Così per la serie z, la zz e la Victory, ma questa è un'altra storia...
Talk0

giovedì 22 novembre 2012

Gundam Unicorn Vol.1

(Corollario 1 a Gundam Unicorn vol. 1) Cosa devo conoscere prima di vedere questo anime: se non sapete che cavolo sia Gundam, da queste parti ne parleremo diffusamente. Se vi incuriosisce perchè magari negli anni ottanta l'avete intravisto in televisione, se come amanti del modellismo bellico di carriarmati e aerei avete visto in qualche negozio i “gunpla”, cioè i modellini in plastica legati alla serie e vi è venuta voglia di saperne di più, se navigando in rete vi siete accorti che esisono una marea di serie da 50 e passa puntate, disegnate e ambientate in universi narrativi diversi, legate al nome Gundam e non sapete bene da dove iniziare, se non sapete dove recuperare materiale in genere ecco la mia unica e insindacabile risposta: Incominciate da Gundam Unicorn, vol.1. Non vi occorre sapere altro. I motivi che mi hanno portato a questa conclusione sono semplici: è un'opera realizzata in modo sublime, non troppo lunga e ancora in corso. Questo presuppone un esborso economico contenuto, reperibilità immediata dei film, ma anche dei modellini e altri gadget se ne siete appassionati, un'animazione così eccezionale che potrebbe colpirvi anche se non amate per niente il genere, una modernità tecnica che magari non trovereste in altri prodotti associati a Gundam più datati. Chiarisco subito: anch'io quando mi dicono, magari dei giovincelli (e se avete meno di 35 anni per me siete tutti indistintamente giovincelli, fatevene una ragione..), che le animazioni del primo Mobile Suit Gundam “fanno schifo”, sono brutte e hanno pochi colori, “vecchie”, vorrei partire con una filippica sulle tecniche di animazione, i tempi di lavoro, i mezzi disponibili, l'innovazione, l'energia tematica rispetto al contesto storico di produzione. Ma so che la gente di solito non ha tempo per ascoltare. Se la storia di Gundam Unicorn gli piacerà, di sicuro saranno loro stessi a volerne sapere di più, andranno a cercare i tasselli passati, troveranno godimento in produzioni da loro ritenute “brutte e vecchie”. Mi sento caldamente di consigliare la serie anche a chi non macina per nulla di animazione robotica giapponese o animazione in genere ed è semplicemente un appassionato di fantascienza o di storia o di romanzi di avventura. Gundam è una storia non banale e ricca di sfaccettature, che stimola e invoglia all'approfondimento. Colonie spaziali, mezzi militari, eventi bellici, aspetti filosofici non banali sulla condizione umana e sul concetto di libertà e indipendenza, la valutazione chirurgica delle conseguenze della guerra, una psicologia che rifugge sempre e spesso tradisce semplificazioni come “i buoni contro i cattivi”. Un'opera moderna e completa, adatta a tutti.
Talk0

venerdì 16 novembre 2012

Gundam Unicorn Vol.1

(Dopo la visione e a mente fredda). SPOILER,SPOILER,SPOILER,SPOILER,SPOILER,SPOILER,SPOILER, SPOILER, SPOILER,SPOILER,SPOILER,SPOILER,SUPER SPOILER

Commenti sparsi.
Molto bella la resa della colonia, spettacolari i combattimenti e gli effeetti grafici che li accompagnano. Non mi ci soffermo troppo, basta un trailer per giudicare il maestoso lavoro svolto, ma a livello prettamente coreografico dell'azione siamo al top, con ogni stunt funzionale anche a descrivere lo stato d'animo del pilota.
Ottimi i dialoghi in italiano, molto bravi gli attori, l'edizione italiana è davvero ben curata.
Si susseguono un sacco di scenari, non si sta mai fermi un attimo e il ritmo è forsennato. Nel contempo la musica riesce davvero a dettare il ritmo della narrazione e il tema sinfonico scandisce con la giusta velocità i tempi della narrazione.
La forza di gravità e assenza della stessa sono implementate in modo sublime e ho particolarmente apprezzato il modo in cui i personaggi umani vi interagiscono, tanto in contesti tranquilli (vedi Cardias che si sposta tranquillamente nel suo ufficio con balzi di sei metri e piroette accluse) che in scene concitate (il combattimento “fisico” a gravità bassa tra Marida e Banagher, dove quest'ultimo in ragione della gravità le afferra la giacca e riesce così a spostarla di vari metri).
Mi è piaciuto il frequente, ma non insistito, uso delle soggettive in alternativa alle inquadrature più canoniche. Vediamo così una scena dagli occhi di chi vive direttamente gli eventi, sia uno dei personaggi principali o anche un comprimario, con questo abbattimento della seconda dimensione ci sentiamo proiettati direttamente nell'azione, senza filtri, senza limiti, creando un esaltante effetto montagne russe. Questa inquadratura, che provoca l'abbattimento della seconda dimensione, risulta piuttosto divertente quando coinvolge le scene con i mobile suits vissute all'interno della cabina di pilotaggio, siano di combattimento o volo tra asteroidi e cunicoli e assurge a magnificenza quando è utilizzata per la soggettiva di Audrey che avanza a gravità zero verso l'uscita dello spazioporto. In questi casi il merito dell'incisività della scena va anche dato a una computer grafica “mascherata” di grande impatto. Esiste poi un suo ulteriore utilizzo, che rappresenta il maggiore scarto artistico in positivo dell'opera e che avviene quando è usata per sottolineare lo stato emotivo dei personaggi. Si potrebbe in un certo senso affermare che il cuore dell'opera risieda nella difficoltà dei personaggi principali di rapportarsi con se stessi e con il prossimo. Questo è reso in modo geniale dalla regia quando, attraverso gli occhi del personaggio, vediamo come questo allunghi la mano destra nell'atto di afferrare qualcosa, cercare un contatto. Esempi di questo tipo costellano questo episodio. Syam Vist che all'inizio dell'anime, disperso nello spazio, cerca con la mano di afferrare la terra. Banagher Links che prima dice di non sapere dove si trovi, intendendo in questo che non sta vivendo in pieno la sua vita, che manca qualcosa, poi tende la mano verso la finestra, vede attraverso la finestra lo Unicorn, quindi appoggia la mano sul vetro e allora sul vetro appare di riflesso il suo volto. Sempre Banagher che allunga la mano per salvare la vita ad Audry mentre sta cadendo nel vuoto, riuscendo a salvarla e stabilendo un contatto. Infine Cardias Vist, il vero protagonista del primo film di Gundam Unicorn, che prima cerca di accarezzare la foto del figlio proiettata dal computer e solo alla fine del film riesce ad accarezzare il viso del figlio.
Mi è piaciuto il senso di verticalità dell'azione, il senso quasi di vertigine che trasmettono le prime scene, dove si cade di frequente verso il basso, in parallelo al lungo ed esaltante volo verso l'alto dello Unicorn nel finale.
Il pilota misterioso. Un pilota, in genere l'avversario di cui vediamo tutto tranne che il volto, lo vediamo muovere la pedaliera del cockpit, danzare con le dita sui comandi dei missili, cabrare a testa in giù, persino parlare ma non sapremo mai nulla di lui, portando questi un casco oscurato sulla cui visiera si infrage una luce diretta. Proprio all'inizio dell'anime facciamo la conoscenza con questi misteriosi personaggi, ma vedrete che ricorreranno per tutta la serie di Gundam Unicorn. Nello specifico quando starete visionando il quarto episodio....ma è presto per parlarne...
Il comportamento new-type, perfetto e coerente in ragione del fatto che è un Potente, new-type. Mi immagino che alla prima visione qualcuno si sia anche un po' scocciato del comportamento del new-type. Immagino le frasi tipo, al primo posto “ma che cavolo sta dicendo?”, seguita da “ma perchè adesso piange?” seguita da “ma dove sta andando, perchè sta andando di lì”, per terminare, con disperazione con “come può essere arrivato lì, su tutto il dannato mondo dove poteva finire come può essere arrivato lì?”. La risposta è semplice e unica è un new-type....fatevene una ragione, ha avuto e avrà una vita difficile...Se non credete che tutto questo sia possibile vedetevi Char's Counterattack, sul finale..
La citazione di Vacanze Romane, titolo originale the Runaway Princess (appare su un cartellone dopo che Audrey addenta il suo hotdog), legato anche al fatto che Mineva si faccia chiamare Audrey Burne, chiara storpiatura della indimenticabile protagonista di Vacanze Romane Audrey Hepburn...e anche lei principessa in fuga..
Per ora è tutto. Se siete fan di vecchia data di Gundam preparatevi a una grossa sorpresa nel secondo volume di Gundam Unicorn. Se ancora non lo siete, sarete comunque abbastanza felici.
SPOILER, SPOILER, SPOILER,SPOILER, ANCORA SPOILER E SEMPRE SPOILER NON LEGGERE O SPOILER, GUARDA CHE E' SPOILER, ESTREMAMENTE SPOILER.
Talko

giovedì 15 novembre 2012

Gundam UC volume 1

(Prima della visione. Accendete l'impianto. Epurate dal locale prescelto ogni forma di rumore molesto. Evitate pop corn e sgranocci, potrebbero deconcentrarvi....dai, sto scherzando...come, non sembra che sto scherzando?)

Serie: Gundam Unicorn è una serie di 7 anime, 50 minuti l'uno con l'ultimo che si preannuncia di durata doppia secondo i rumors, tratta da una light novel pubblicata a puntate sulla rivista Gundam Ace, successivamnete raccolta in dieci volumi. I fatti si svolgono nell' “Universal Century”, anno 0096 U.C.
Versione Italiana: a cura di Dynit, che fornisce anche un mini-sito sulla serie. Vi consiglio vivamente di andare a cliccarci sopra; oltre a infomazioni sui personaggi, veicoli e date d'uscita dell'opera, ci sono interviste e approfondimenti,  nonché,vera chicca, il raffronto punto per punto tra quello che accade nella light novel e quello che invece viene narrato nell'anime. A questo punto mi viene pure una voglia spasmodica di leggere la light novel....
Formato: Dvd – Blu Ray con bellissimo il libretto di accompagnamento.
Episodio di presentazione, ideale per gettare un gran quantitativo di carne sul fuoco. Tante domande, nessuna risposta, una gran voglia di pigliare a schiaffi il new type di turno. Voglio e devo essere sigillato per non rovinarvi alcuna sorpresa, devo però sottolineare come sia rimasto colpito dalla bontà generale dell'opera, che sa perfino commuovere almeno in due circostanze. I personaggi sono tanti, tante sono le fazioni, tanti gli avvenimenti da considerare. A peggiorare le cose ci si mette pure il comportamento del new type, che per l'appunto è “da new type” e chi è totalmente digiuno di Gundam si porrà delle domande a cui per ora non può darsi risposte. Dalla prima visione uscirete probabilmente storditi. Alla seconda visione inizierete a realizzare quello che capita,seppur casualmente, sullo schermo. Alla terza inizierete ad amarlo o a decidere che non fa per voi. Di sicuro se amate l'animazione giapponese non rimarrete delusi. Dopo aver visto l'episodio e solo dopo leggete il commento post-visione, mi raccomando!!!  
Talk0

venerdì 9 novembre 2012

Gundam for Dummies

 


Ecco in molta estrema sintesi come si struttura narrativamente una qualsiasi serie di Gundam. È ovviamente una semplificazione, il suo scopo è essere funzionale a chi vuole approcciarsi per la prima volta alla storia, appianando i dubbi e perplessità più ovvie. Tutto quanto segue è ricercabile su internet e sulle enciclopedie ufficiali che vengono allegate ai dvd-blu ray (in genere tutte le opere di Gundam pubblicate dalla Dynit presentano in allegato bellissimi libretti con informative di questo tipo, ricavate dal materiale ufficiale su Gundam prodotto dai giapponesi)
a) Le colonie. In un futuro purtroppo lontanissimo la razza umana è riuscita a espandersi nello spazio. Non si è ancora riusciti a colonizzare dei pianeti, a parte la luna e quindi per ora si è deciso di creare delle colonie spaziali (dei veri e propri pianeti artificiali a forma di pannocchioni e con possibilità di aprirsi “a foglia” per assorbire i raggi solari), cui si accede mediante dei giganteschi porti spaziali, in genere collocati all'estremità, dove la gravità è più bassa. Facendo uso di una tecnologia di tipo modulare, le colonie passano da una situazione iniziale dove sono essenzialmente grossi contenitori vuoti con in dotazione giganteschi argani, a strutture sempre più complesse e specializzate. Nascono così colonie industriali, colonie agricole, colonie “turistiche” ecc. Fantastico! Sulla terra stavamo ormai costruendoci case una sopra l'altra (si parla di oltre nove milardi di persone) e avevamo tanto inquinamento da schiattare, ma ora possiamo andare a vivere sullo spazio! Non saremo più terrestri ma spazianoidi!
 
b) Le colonie e la Terra. Grandioso, peccato che siamo sempre uomini e le persone che detengono il potere economico siano anche nel futuro squali, bastardi e quant'altro. Le colonie richiedono, almeno all'inizio, oltre ai fondi di costruzione e mantenimento anche fonti di sostentamento che devono giungere per forza da altre parti, vedi la Terra. E vai giù di tasse, e vai di casini ai depuratori dell'aria, danni da radiazioni, malattie misteriose che si sviluppano nello spazio. Una colonia produce beni alimentari indispensabili? Certamente deve essere controllata e gestita dalla Terra. Con il tempo, poco si presume, agli abitanti delle colonie sono iniziati a vorticare i coglioni della Terra e forti del fatto che riuscivano già a cavarsela da sole, essendo ormai dei piccoli pianeti con un po' di tutto, qualcuno ha iniziato ad alzare la voce. Mentre sulla spinta dell'entusiasmo del cambiamento si decideva di varare un nuovo calendario inaugurante l'era spaziale, l'universal century (da qui UC), già le colonie, spinte da fame, tasse, ambiente insalubre, iniziavano a compiere atti di terrorismo contro la Terra.
Tuttavia la Terra non vuole concedere autonomia alle colonie, questa storia dovrebbe ricordarvi qualcosa già letta sui libri di storia.
Nel 0051 UC la terra decide di chiuderla con la costruzione di colonie. C'è chi politicamente dichiara che questa sia una cazzata, basandosi anche sulla spinta di una corrente filosofica che prende piede nel 0040 UC (la filosofia di Elseim), e che bisognerebbe continuare a fare colonie fino a che la Terra si svuoti: in questo modo tutti starebbero sulle colonie e nessuno avrebbe la supremazia sugli altri.
Ovviamente una visione così democratica non garba ai culi tristi che governano le poltrone del potere sulla Terra.
c) Il principato di Zion e la guerra. Nel 0058 la colonia di Side 3, non fosse anche per il nome sfigato che si ritrova, decide di proclamarsi Principato di Zion e da qui la situazione lentamente precipita: parate, corsa agli armamenti, sviluppo di tecnologie bastarde come le particelle Minovski.
Al grido di “lo spazio appartiene agli spazianoidi” o del più figo “Sig Zion” inizia la cosiddetta Guerra di un Anno. Siamo nell'anno 0079 UC e gli eventi che seguono li potete gustare nella serie Mobile Suit Gudam originale. Giochi di potere, capovolgimenti di fronte, movimenti autonomi, separatisti, apparati dell'esercito che diventano indipendenti e fanno il bello e cattivo tempo, spregiudicati interessi economici legati alla produzione delle armi (e pure questo qualcosa mi ricorda...); ed ecco che dopo la Guerra di un Anno seguono a ruota la guerra Gypsy e ben due guerre di Neo Zion nel giro di manco 15 anni! Gundam Unicorn inizia 17 anni dopo la Guerra di un Anno in un periodo di supposta tranquillità...molto debole...
d) I new type. Oltre alle questioni economiche c'è un altro fattore a spaventare a morte la Terra nel caso le colonie spaziali predano il sopravvento. Qualcosa che è ancora a livello di urban legend, ma le voci si diffondono sempre più con preoccupazione: gli spazianoidi sarebbero portati a evolvere da semplici umani in new type. Esseri con capacità cerebrali potenziate, maggiore velocità di reazione, persino capacità telepatiche. E questo sarebbe il problema minore! Il vero dramma dei new type è che proprio per la loro natura, forse anche in ragione del fatto che sono i “primi” di una nuova razza e non hanno il pieno controllo delle loro capacità, sono nella quasi totalità dei casi dei pazzi psicopatici fuori controllo spinti unicamente dalle pulsioni emotive. Se la gente li percepisce con una certa preoccupazione, loro ti leggono i pensieri, sanno che hai una paura dannata di loro, diventano di conseguenza e in modo del tutto random o degli eroi integerrimi che nutrono costantemente il desiderio di proteggere i più deboli (e se non riconosci il loro sforzo si deprimono, diventano amebe e non escono di casa anche se stanno seviziando la loro nonna), o dei serial killer con il pallino del genocidio. Insomma i new type sono gente che sarebbe da bombare a vita di prozac, abbigliare con tripla camicia di forza, murare e gettare la chiave.....ma con tutto quel potenziale qualcuno che li voglia sfruttare, in modo palesemente subdolo, si trova sempre...qualcuno che sottovaluta sempre il fatto di stare giocando con la nitroglicerina.
e) Strategia bellica del futuro, ovvero “perchè usare armi antropomorfe in scontri corpo a corpo quando già oggi esistono armi senza pilota che possono colpire chiunque da millemila chilometri di distanza?” La realtà delle colonie ha necessariamente cambiato il concetto di edilizia...non potendo agire con dei cingolati a gravità zero, si sono sviluppate delle enormi tute da lavoro meccaniche (suit, appunto) con l'intento di replicare i movimenti dell'uomo. La cosa sarebbe morta lì per quanto concerneva l'uso di quegli affari, pure piuttosto bruttini, (e noi a questo punto staremmo vedendo una variante di Battlestar Yamato), se non fosse che una importante scoperta scientifica ne ha inaspettatamente spinto lo sviluppo e utilizzo in ambito bellico. Siamo negli anni sessanta dell'UC, Mina e Celentano per ragioni anagrafiche non partecipano più a Sanremo e gli studiosi scoprono uno strano fenomeno elettromagnetico che prenderà il nome, dal loro istituto, di particelle Minovsky. Cosa sono le suddette? Vi rimando alla sempre utile wikipedia perchè non ho il bagaglio tecnico per descrivervelo....(trovo che tutto ciò vada oltre il geniale, davvero un colpo di classe per una opera di fanta-fiction)
In sintesi, a parte i mille usi applicativi in presenza di dette particelle, che verranno sparate o emanate dai motori di alcuni veicoli, tutta la strumentazione radar diventa inutilizzabile. Un'astronave rileva che si sta per entrare in un campo con la presenza di particelle Minovsky, ma poi buio e di colpo eccoci tornati all'epoca dei samurai...Ecco che nascono i mobile suit da combattimento. E guarda caso i primi a farne uso sono gli zaku del principato di Zion.
Con le dette particelle che provocano un autentico caos alla strumentazione, lo scontro tra fazioni si limita necessariamente a due strategie. Una è il sempre valido cannoneggiamento a distanza tra corazzate spaziali, volto ad annientare le difese reciproche, già amato in opere animate come Starblazer e Capitan Harlock. Tale tattica a distanza risulta devastante su obiettivi fissi, sempre che non siano dotati di potenti scudi protettivi, ma completamente inutile nei confronti dei Mobile Suit specie se veloci come mosche impazzite. La seconda prevede l'utilizzo dei Mobile Suit, ottimi per intrufolarsi furtivamente nelle colonie e distruggere bersagli specifici, indispensabili sulla prima linea nel caso che qualcuno rilasci le dannate particelle Minovsky.
Ora, guidare un Mobile Suit non è uno scherzo. Equivale a stare in una bara provvista di braccia e gambe che si muove alla velocità di un caccia, ma che può affrontare nella maggiorparte dei casi i nemici a cortissimo raggio se non corpo a corpo. Quindi a parità di arsenale e mezzi cosa farà la differenza sul campo di battaglia? Un pilota moooolto bravo. Ma tra un pilota moooolto bravo e uno che per natura a fare cose complicate non ci si sbatte nemmeno e riesce da dio e ha i tempi di reazione di una mosca, tipo un new type?....un new type per l'appunto!
f) Ancora i maledetti new type Perchè va da sè che se hai un pazzo non ti accontenti ...vuoi che il pazzo sia armato! Ovvio che la federazione terrestre non voglia che nascano come funghi new type sulle colonie e per questo affamano le colonie, ovvio che le colonie puntino sul fatto che diventando con il tempo new type possano diventare il nuovo vertice della catena alimentare, però non possono aspettare che la prima le distrugga anzitempo, devono agire e per questo ecco i pasticci genetici per forzare le mutazioni. Questa evoluzione viene con il tempo sempre più ricercata anche dove non avviene. Umani vengono forzati a diventare new type attraverso trattamenti medici, clonazioni, droghe e le peggio aberrazioni, le cavie umane divengono una raccapricciante realtà. Di contro anche i new type “originali” non è che ci stiano sempre tanto con la testa. Da innocui individui che si può dire stiano sempre con la testa tra le nuvole, sono in grado di diventare di colpo dei pazzi psicopatici del tutto irrazionali e ingestibili. Insopportabili quando poi sono gli unici a poter pilotare il robottone di turno dalla strumentazione follemente complicata e dalle prestazioni stellari di turno, il Gundam per l'appunto.
e) A cosa si riduce quindi una serie di Gundam in genere: Tra guerre e fasi di pace, è tutta una maxi polveriera dove spesso la ragione e il torto si invertono, tra governi corrotti e sporadici eroi. Unico obiettivo per entrambe le parti, preclusivo all'annientamento finale dell'avversario, è il raggiungimento della supremazia bellica che si concretizza in questo universo narrativo nel possedere l'arma definitiva, in genere il Gundam, con al contempo il pilota definitivo, in genere un new type, per utilizzarla. In poche parole tutta la meccanica dietro alla serie Gundam si riduce ad acquisire il Gundam o in caso di fallimento nell'abbatterlo, non prima di aver cercato di dirottare il pilota new type convincendolo a sposare la propria fazione. In ogni caso narrativamente punire severamente e senza pietà quei piagnoni dei piloti New Type.
f) Infine Questo è quanto galleggia in superficie. Le opere di Gundam si fanno apprezzare in realtà più per la forza con cui trattano problematiche sociali e morali, tutto il resto è una cornice affascinante per complessità e ispirazione, ma del tutto strumentale al godimento delle opere. Più o meno ora sapete qual è il canovaccio, a voi la gioia di scoprire quello che davvero l'opera ha da offrire. Talk0