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mercoledì 24 gennaio 2018

A qualcuno piace horror - suggestioni sulla scelta di alcuni attori per interpretare personaggi di Star Wars


 Ero a fare quattro passi con un amico. Parlavamo del più e del meno e di Star Wars, cosa che mi capita di recente spesso dopo l'uscita dell'ultima pellicola e la conseguente "spaccatura" del fandom su chi è un vero fan e chi no. Che bello, in quei momenti ascoltando alcune argomentazioni mi sembra di essere tornato all'asilo. Speriamo che dopo il sonnellino pomeridiano la mamma mi compri dal giornalaio le gelatine dei Masters.


Quanto mi mancano gli anni ottanta e le lunghe lezioni a scrivere astine e pallini sul quadernone giallo... comunque, stavano passeggiando e mi viene una folgorazione ragionando sul supremo leader Snoke, sul conte Dooku e sul Grand Mott Tarkin. Sono tutti personaggi da film horror. Peter Cushing è stato al cinema negli anni d'oro il dottor  Frankenstein e guardandolo insieme a  Darth Vader nel primo film ho sempre pensato a una evoluzione del rapporto scienziato-mostro di Frankenstein.


Allo stesso modo Christopher Lee è celebre per aver interpretato più volte Dracula e il "conte" Dooku ha tutta l'aristocrazia e la spietatezza del signore indiscusso dei vampiri.


E poi c'è Snoke. Un essere dal volto sfigurato che si diverte a manipolare mentalmente dei ragazzini fino a farli impazzire. Chi vi ricorda?


Certo, se ci fosse stato dietro al trucco il grande Robert Englund e non un pupazzo artificiale sarebbe stato il massimo, ma non mi sembra un caso che queste tre icone di Star Wars rivestano un ruolo tutto sommato simile nelle rispettive trilogie di appartenenza e citino così chiaramente storiche figure dell'immaginario horror. Chi sarà il mostro della quarta trilogia, già in produzione sotto la guida di Rian Johnson? Io mi aspetto uno come lui...



E voi?
Talk0

lunedì 19 maggio 2014

I libri del mese

Eccomi tornato a qualche mese di distanza dall'ultimo appuntamento. Vi sono mancato? Non credo. A ogni modo sono stato molto occupato, oltre che a leggere per voi, anche per ritirare in tutto il mondo numerosi premi dedicati alle migliori rubriche letterarie della storia. Questo per far capire che tengo ai miei lettori, ma anche ai premi. Detto questo, ho molta carne al fuoco...


"Le ceneri di Angela", classico moderno dello scrittore di origini irlandesi Frank McCourt, primo libro, vincitore del Pulitzer e capolavoro assoluto; romanzo autobiografico sul ritorno dell'autore in Irlanda dopo l'infanzia trascorsa in America, tra povertà, primi lavoretti, scuola e amicizie. Da leggere assolutamente se cercate un libro facile, ma ricco e che al contempo possa rendervi fighi agli occhi dei vicini di casa... "Sai, ho letto le ceneri di Angela..." "Ma dai? Quanto sei intelligente! Io un libro con un titolo così non riuscirei neanche ad aprirlo!"




"Il superstite" di Wulf Dorn, scrittore tedesco conosciuto in Italia dopo il successo del suo primo romanzo "La psichiatra", L'autore ritorna a occuparsi dell'ambito che meglio conosce, ovvero quello della psichiatria, ambientando il suo romanzo in una clinica in cui è chiamato a lavorare Jan Forstner, unico sopravvissuto a una tragedia familiare avvenuta molti anni prima. 
Come molti romanzi del nord Europa, mantiene una scansione con capitoli molto brevi, adatto a una lettura con poco tempo a disposizione. Non sto pensando solo al bagno!. Il romanzo scorre via, ma lascia poco e credo sia destinato a essere dimenticato in breve tempo. Il precedente era sicuramente più riuscito.

"Staship troopers" di Robert A. Heinlein. Andrebbe letto anche solo per il fatto di aver ispirato il lungometraggio di Verhoeven. Dico ispirato, perché chiunque lo acquisti con l'idea di trovarsi tra le mani praticamente la sceneggiatura del film potrebbe rimanere deluso. Il libro è datato 1959 (!!!) e segue la carriera di Johnnie all'interno della fanteria spaziale, unità militare nata con l'intento di difendersi e/o muovere guerra a creature aliene (aracnidi ma non solo). 
Johnnie inizierà come semplice fante, ma mostrerà presto di avere la stoffa per diventare un ufficiale e poter quindi comandare un numero via via sempre maggiore di unità sul campo. Capolavoro della fantascienza, che presenta innovazioni tecnologiche come esoscheletri potenziati, navi da guerra e armi atomiche portatili. Heinlein è un genio e credo che leggerò la sua opera omnia in breve tempo!

"Ronnie - giorni e notti dei Rolling Stones", autobiografia del chitarrista degli Stones Ron Wood, dalla nascita agli esordi fino all'ingresso di quella che è tuttora una delle band più importanti della storia della musica. Libro entusiasmante, che ripercorre una carriera pazzesca, dai tour con Jeff Beck e Rod Stewart, alle serate passate a suonare in cantina con Clapton, Mayall, Bob Dylan e tutti i più grandi musicisti della scena internazionale. 
Si scoprono altarini come scambi di fidanzate tra chitarristi o litigi a bordo di un pulmino troppo stretto per contenere l'ego spropositato di tante rock star. E mentre si scopre che le controvoci di "It's only rock and roll" sono di Bowie, si viaggia tra droga e alcol sul palco degli Stones e di tutti i loro memorabili concerti. Da consigliare per chi ama la buona musica.

lunedì 7 aprile 2014

Considerazioni sparse su Academy Awards e Razzie


Aka “quando il film è bello perché te lo dice qualcuno”


Giusto un'infornata di considerazioni a caso. Posso parlare di oscar 2014 solo ora, con cognizione di causa. Dopo che alcune pellicole, con calma, me le sono viste e quindi posso parlarvene. Non che mi compri sempre tutti i film che vanno agli oscar in home video! Seguiranno dettagliate elucubrazioni future e specifiche laddove non ne siano state già fornite in passato. Più che il palmares mi crucciava qui dire due battute sui film “da Oscar”, spesso per regole non scritte non dissimili per tematiche e liturgie dalle canzoni “da Sanremo”. Dalle sei nomination di Captain Philiphs neanche una statuetta! Tristezza. Pensavo facesse il pieno quanto Ben Hur anche se il motivo di 6 nomination non l'ho ancora capito, nessuno a dire il vero lo ha ancora capito. Film ad ogni modo bellino, didascalico ma non stagnante. Il regista è quello di United 93. Gli americani sono tizi panciuti come in Wall-E e tengono testa a pericolosissimi pirati terzomondisti pelle-ossa, armati di clave. Geniale chiamare ila pellicola come un filmaccio con Chuck Norris.
Direi che merita, in home video è pure bello e scopriamo che per il metodo Stanislsawski (che non si scriverà mai correttamente così), Tom Hanks ha deciso di imparare il lavoro del camionista dei mari. Malattie veneree comprese.
Certo "Flight" con Washington dell'anno scorso, che cito per analogie da storia “bigger than life”, stava su un altro pianeta. Molto contento per "Gravity", anche perché non ci speravo (riguardo alle statuette), davvero una pellicola notevole, soprattutto in 3d (vederlo in 2d è come stare su una Ferrari ferma in un parcheggio). Clooney ha la parte della vita, e per questo dura in scena pochissimo.Speravo in una poppa o due dalla Bullock, ma lei è solitamente restia a questi mezzucci (aka fondamentali-svolte-narrative) e nello spazio sono scene difficili da contestualizzare.  Kate Winslet ce la avrebbe fatta però..Scemenze a parte, è un film da vedere e rivedere. Bella tensione narrativa, moltissima immedesimazione, pura gioia sensoriale. in 3d pare davvero di avere ad un certo punto la Bullock in un occhio.  Felice per "La Grande Bellezza"(recensito anche su queste pagine), Sorrentino lo apprezzo da “Le conseguenze dell'amore”, Servillo è un attore così gigantesco che mi aspetto ora ce lo scippi Tarantino o Hollywood per farne un cattivo da film Marvel. è un film "grosso", pieno di simbolismi, carico di dettagli da scoprire, con una musica bellissima, attori meravigliosi e una fotografia da infarto. Archiviate magari una maldestra visione post striscia la notizia e con i postumi di una peperonata. dategli una possibilità, una visione con calma, magari con una tisana, ne vale la pena. "12 anni schiavo". visto. l'ho trovato un po' lento, bravi gli interpeti, troppa melassa, mi ripropongo di vederlo con calma ma per me fa troppo “film da oscar a tema discriminazione sociale-sottosezione storia-afroamericana”, categoria che non mi va a genio e di principio ho in antipatia, protagonisti compresi. Non dico che non si debba parlare di problemi sociali, di pagine nere della storia, discriminazioni ed altro. Anzi! Ma è possibile che si senta odore di Oscar ancora per storie che rappresentano afroamericani(pur dai buoni propositi e gran cuore) che sono o si trovano in genere come schiavi (Glory), delinquenti e/o corrotti (Trainig day), atleti ma trogloditi (Jerry Maguire), militari ma bastardi (Ufficiale e Gentiluomo), alcolizzati (Flight), disfunzionali (Precious), cocainomani (Dreamgirls), maggiordomi (A spasso con Daisy), ritardati (Il Miglio Verde). Non sempre vincono, ma sono sempre in selezione, nella rosa academy, questi tipi di storie. è giusto parlarne, è giusto manifestare il disagio, è giusto non dimenticare. Ora però, una volta ogni tanto,datemi storie e premiatemi storie che vadano oltre lo stereotipo(perchè di film che non discriminano o non fanno di discriminazioni il perno ce ne sono, ma non vincono statuette).Non mi aspetto un oscar per Django, Morpheus, Blade e War Miachine (e ritengo uno scandalo la mancata nomination di Samuel Jackson ai tempi di Star Wars), ma la strada, per me, è quella. "Nebraska" me lo sono perso. L'ho fatto apposta. Matthew McConaughey in "Dallas Buyers Club" mi è piaciuto quanto ho apprezzato Leto, ma il film è peso e triste a non finire (roba che se si va a vedere un film drammatico comunque non stona...), regala paccate di depressione, piacerebbe ad Ozpetek. Ha un buon ritmo, passa, ha un po'l'atmosfera alla Breaking Bad che ultimamente va di moda. Decisamente riuscito. e pensare che questo tizio ha fatto "Non aprite quella porta 4"!!!

"The Wolf of Wall Street" è bellino, uno Scorsese classico-pachidermico-cocainato che pertanto non vince in genere una mazza. Di Caprio è bravo ma se c'era Liotta era pure meglio. Se volete vederlo tutto di filato controllate di avre una settimana di ferie. non che sia un male.  "Her" non l'ho ancora visto, Jonze mi piace un sacco, il fatto del programmatore che si innamora del suo programma mi deprime ma ispira. Anche perchè ha la voce della Vedova Nera in originale. Il film dei Cohen l'ho trovato lentissimo, ma pure lui devo rivedermelo con calma. I Cohen sono in genere dei grandi. Ti fanno un anno una cazzatina e poi sparano il capolavoro l'anno dopo. E spesso pure più capolavori di seguito! Devo rivederlo (sì, l'ho appena detto, ma ora me lo appunto bene). "American Hustle" paga il successo del precedente filmone di O.Russell forse, di fatto viene abbastanza ignorato incolpevolmente. è un bel film e io mi sto innamorando di Jennifer Lawrence. dico sul serio, è grave. "Frozen" infine batte gli altri “cartoni animati”, in pieno tempo di restaurazione Disney si premia un film che sicuramente alle bambine di tutto il mondo e di tutte le età è piaciuto. Lunga vita a Topolino.Frozen mi è piaciuto un sacco, ho cantato tutte le canzoncine al cinema. Certo, sotto voce, al buio...
Razzie 2014. Fiumi di pernacchie per Smith e figlio. non se lo meritavano, per me. Afther Earth è un film carico di difetti, ma un film da vedere con gli occhi di un bambino. Ai bambini è piaciuto. I bambini non votano i razzie. Purtroppo anch'io sono adulto. Frozen permettendo. Altro affronto il premio come peggior remake a The Lone Ranger. Una autentica bastardata per uno dei film più incompresi della stagione. Assolutamente d'accordo comunque per la pioggia di premi piovuta su Movie 43 aka Comic Movie. La dimostrazione che il male esiste e trova finanziamenti per essere girato. Inorridisco al pensiero di quanti bravi attori e registi abbiano partecipato a Movie 43. Spero che fosse ben chiara l'idea di fare il film più brutto della storia. non mi spiegherei altrimenti un tale conclave di scoppiati.
Talk0

domenica 2 marzo 2014

Addio Harold (e grazie Bill Murray...)


Come sapete ci ha lasciato anche Harold Ramis, ultimo di una serie di disgrazie che ci hanno strappato grandi attori e ci hanno invece lasciato Orlando Bloom e Ashton Kutcher. Se ne va uno degli sceneggiatori più bravi di sempre; Ramis ha cambiato il modo di fare comicità e insieme al suo gruppo di amiconi di vecchia data ha scritto pagine memorabili. Dan Aykroyd, Chavy Chase, Randy Quaid, John Candy e... Bill Murray. Un gruppo di attori, tutti amici, pronti a dirigere-essere diretti- scrivere per gli altri; un po' come oggi succede per i vari Will Ferrell, Ben Stiller e compagnia bella. Con meno volgarità, più garbo, più attenzione a temi sociali, sempre nascosti tra una battuta e l'altra. Ora Ramis se n'è andato, ma di lui ci rimarranno per sempre le feste di "Animal House", la sveglia delle 6 del mattino di "Ricomincio da capo", la sirena della ecto 1 di Ghostbusters... Ghostbusters di cui tutti i fan attendevano un seguito, forse l'ultimo omaggio di Ramis ai milioni di fan - adoratori, omaggio che si era prodigato a scrivere e riscrivere perché piacesse finalmente anche al suo amico Bill Murray, il quale si è sempre tirato indietro ritenendo il copione di turno non all'altezza. Noi fan "ringraziamo" Murray, che pur dovendo il suo successo ai film di Ramis, si è degnato di indossare il vestito da acchiappa-fantasmi in un horror a basso costo (bello eh, niente da dire...), ma non per accontentarci. Noi fan, che pagheremmo anche solo per leggere l'incipit di quel copione, ora ci chiediamo se Murray si senta un pochino in colpa per averci privato un'ultima occasione per tornare bambini e ridere delle "smerdate" di Slimer... o per essersi privato della possibilità di ricambiare con un gesto di affetto sincero per tutto il successo di cui oggi gode.
Comuque addio Harold, ci mancherai.

Gianluca

lunedì 3 febbraio 2014

Superbowl XLVIII 2014

Ecco i trailer dei nuovi film che ci allieteranno nei prossimi mesi!


Come l'anno scorso, eccoci pronti e carichi (giusto un po' stanchi) per assistere al più importante evento americano dedicato ai trailer! Sì, c'è anche il football, ho visto Bruno Mars duettare con i Red Hot e mi pare pure Katy Perry ma sono solo dettagli, come chi vinca alla fine l'incontro, sia Seattle o Denver. Comunque ha vinto Seattle. Andiamo ai piatti forti!

a) Transformers: Age of extinction

Bay pidocchio!! Solo 44 secondi!!. Da te mi aspettavo almeno 7 minuti!!! Cose che contano: 1) Mark Wahlberg in un film dei Tranformers suona bene. Però la giacchettina in cammello e la ciccetta me lo fanno troppo signore di mezza età... 2) Ma Megatron è tornato e finamente diventa un(a) mega-pistola (battuta ad uso e consumo dei milanesi)? O quello è Starscream? Ma perché sembrano tutti uguali? (affermazione da valutare con più dati successivamente, ma suona comunque già visto..); 3) Ci sono dei Millennium Falcon... ma che trailer sto vedendo? 4) Un trans verde con due paracaduti, che ovviamente non riconosco... le scene con paracaduti o tutine volanti in genere le detesto e/o non le capisco... perchè i cattivi possono volare e i buoni no? Non c'ha senso... 5) Ecco una cosa che mi fa già incazzare, Grimlock usato come una cavalcatura alla Golden Axe.
Mi ribello a questo modo di fare razzista. In fondo sono tutti robot che diventano qualcosa, se uno diventa un camion dei rifiuti non è che gli altri hanno diritto di pisciarci dentro. Stop al razzismo robotico! 6) Volevo vedere un mega-robot componibile. Sono triste. 7) Simpatico il mostro robotico volante a due teste. 8) La musica di sottofondo è tra l'inutile e l'insignificante.
Risultato. Bah. Speravo qualcosa di più. Parecchio. Ma siamo solo a inizio promozione. Da quello che si sa il film è una ripartenza del franchise che si colloca subito dopo il finale del terzo. Si parlerà di come i Transformers siano sempre più una razza raminga, decimata, e di come gli esseri umani decidano di reinvestire tutto quel popò di tecnologia aliena che i robottoni hanno portato dallo spazio. In più come in Transformers 2 si andrà a scoprire come i Transformers abbiano già in qualche modo colonizzato la terra ai tempi dei dinosauri. E qui dovrebbero comparire i dinobot. Nota: voglio Grimlock! É sempre stato il mio personaggio preferito, finito distrutto nelle mani della mia sorellina quando da piccina ha scoperto il bel gioco di scagliare contro il pavimento in cemento tutti i miei transformers. Quante lacrime... Ma se Prime, che già è enorme, è grande un quarto di lui, quanto sarà grosso e mi costerà il giocattolo? Magari per vendetta lo faccio comprare a lei... in metallo... limitato... grandezza 1/3... da mettere in soggiorno...

b) The Amazing Spiderman 2


Ma che cagata sto girando?
Questo è un trailer corposo! Il nuovo Spiderman sembra promettere una bella dose di azione e qualche pacchianata pazzesca. Ma ci sta più simpatico di prima. Classifichina: 1) Rinho robotico stile ultimizzato è figo e massiccio, speriamo ci siano scene degne di nota; 2) la Gwen di Emma Stone è proprio tanto carina carina; 3) Garfield emana come sempre atavica antipatia, mentre siede altezzoso sul palazzo speri arrivi Daredevil a dargli un calcio nel culo; 4) Django invece che figo appare con il viso deforme ed è privo di qualsiasi fascino, in compenso Django recita sempre bene 5) Il goblin con i capelli alla super sayan di secondo livello è triste; il goblin al naturale irrita; 6) La scena della stanza con le ali dell'avvoltoio e i tentacolo di doc Ock fanno ben sperare, salvo sia materiale da tenere in caldo per un sequel 7) Effettistica sinceramente figa.
Risultato. Beh! (rispetto a Bah! C'è una punta di entusiasmo in più). Vedo film Marvel in cui i personaggi e comprimari appaiono fighi, il divertimento è a palla, la colonna sonora è a palla, voglio andare al cinema a cannone. Vedo questo Spiderman by Sony e mi deprimo un po'. Musiche sbagliate, cattivi esteticamente brutterrimi, solite scene di volo a ragnatela trite, personaggio principale odioso. E Raimi era così bravo! Mestizia. Ma qui il rimo pare esserci, alcune trovate sembrano simpatiche, rispetto al capitolo 1 c'è speranza! Poi magari vado al cinema e mi piace...Vi farò sapere...


c) Captain America: Winter soldier


Ecco come dovrebbe essere il trailer di un film di supereroi! Colonna sonora figa. Attori come Robert Redford, cattivi tosti che siano attraenti e non assomiglino a mostri deformi con parrucche bionde, un coprotagonista figo come Falcon, belli effetti speciali. Il primo Captain America era un film che non gli davi due lire, andavi al cinema incerto, uscivi felice, soddisfatto, gasato da “vero credente” (come direbbe Spike Lee). Vedere poi accanto a Evans la Johanson e Jackson è sempre un piacere.
La trama riguarda il bellissimo ciclo di Cap. sul soldato d'inverno, un oscuro personaggio con il quale il nostro eroe ha molto in comune, non fosse che combatte per una differente bandiera. Nascerà un conflitto dai risvolti sorprendenti che per quanto riguarda il racconto cartaceo ha rivoluzionato la figura stessa del vendicatore con scudo stellato. Le premesse sono quindi ottime e da questo trailer vediamo che gli effetti specieli sono più che adeguati allo scopo. Io sono già al cinema. Il problema è che ancora non mi aprono. Avrei voluto vedere anche il trailer dei Guardians of Galaxy, ma la Disney ha deciso di posticipare e risparmiare qualche soldino, promettendo novità in merito a breve. Appena ne sapremo qualcosa..

d) A million ways to die in the west


Dopo Ted ecco la nuova pellicola dell'irriverente Seth Mcfarlane, papà dei Griffin e American Dad. Questa volta ci troviamo nel selvaggio west e già il titolo suona come il mitico programma di Dmax 1000 modi per morire. Il grande Seth per l'occasione è anche protagonista e il cast annovera la bellissima Charlize Theron, Amanda Seyfried, Neil Patrick Harris, Giovanni Ribisi, Sarah Silverman e il mitico Liam Neeson. Che dire? Ted è stato davvero un ottimo film, simpatico e divertente. Poi Mcfarlane ha partecipato a una grandissima serata degli Oscar nell'anno scorso. Poi è arrivato Comic Movie... e scese il gelo. Temo questo film. Temo che non mi farà ridere. A vedere certe scene riprodotte nel trailer ho già quasi la certezza che non farà ridere. Aspetterò paziente altre recensioni prima di incrociare lo sguardo o anche solo parlare di striscio di questa pellicola.

e) Need for speed

Ne abbiamo già parlato qui. Le premesse non ci piacevano, né il cast né la trama. Ma dopo il rinvio di Fast 7 ci aggireremo tutti, come drogati, tra le sale che proiettano questa pellicola. Questo probabilmete farà la fortuna di Need for Speed. Nella speranza che sia anche un buon film o per lo meno che sia un decente contenitore di scene d'azione a tutta velocità. A carisma, per ora, stiamo bassini. Ma chissà mai.

f) The Monuments men


Nuovo film di George Clooney, scritto, diretto e interpretato dal medesimo insieme a un ricco cast che annovera Bill Murray (dacci Ghostbusters 3, maledetto!!), Matt Damon, John Goodman e la dea Cate Blanchett. La pellicola è basata su una storia vera e racconta dello sforzo di alcuni storici e curatori di musei nel recuperare celebri opere d'arte sottratte da Hitler in quella che risulterà una autentica lotta contro il tempo. Pare infatti che opere non gradite venissero trafugate e poi distrutte. Il cast c'è, il regista ha già dimostrato di essere molto bravo. Potrebbe essere niente male.

g) Pompeii

Altro nostro cliente noto. Un film di Paul W.S.Anderson che sostiene di voler fare una love story (ma piantala e dacci il nuovo Resident Evil piuttosto!) con gladiatori, vulcani in eruzione. L'interprete principale è una delle stelle di Game of Thrones, l'interprete di Snow. Niente di nuovo da segnalare rispetto al trailer già commentato tempo fa, se non che a una seconda occhiata gli effetti speciali appaiono pure più bruttini del solito. E ovviamente è in 3d!!


Con questo è più o meno tutto. Naturalmente qualcosa ci siamo persi per strada. Grazie della pazienza e a risentirci. 
Talk0

sabato 11 gennaio 2014

I libri del mese (novembre-dicembre)

Avete ragione, non posso di certo definirmi un buon rubrichis... rubrican...rubr... gestore di rubrica. Il mio buon proposito di portare avanti uno spazio ogni primo giorno del mese è andato a farsi benedire dopo 3 appuntamenti penso seguiti da una dozzina di persone in tutto il mondo. Ho deciso di rimediare, condensando le letture degli ultimi due mesi e fregandomene della data di pubblicazione, quindi chiunque sia interessato ai miei consigli letterari sarà costretto a passare di qui tutti i giorni.
Valerio Massimo Manfredi mi è sempre piaciuto, grande conoscitore di storia (a differenza dell'innominabile "Danilo Marrone") e fine tessitore di trame ambientate tra le strade di Roma o sulle montagne greche. Ho deciso di recuperare un suo vecchio romanzo che a suo tempo non acquistai, ovvero Chimaira. Carino, ma non eccezionale; preferisco le sue opere ambientate nell'antichità. Qui si parla di un giovane ricercatore che viene convinto a scavare una tomba etrusca da poco saccheggiata da un tombarolo poi finito dilaniato da un animale non meglio identificato. Non male l'intreccio, ma credo che Manfredi sguazzi meglio nei secoli passati.
Di Nicolai Lilin ho sentito parlare per la prima volta vedendo un suo programma su DMax e successivamente venendo a conoscenza di un film (che dovrò recuperare) tratto dal suo primo romanzo "Educazione siberiana". Tanto di cappello a Nicolai se l'ha scritto interamente da solo, perché sembra abitare in Italia da una vita e non da una manciata di anni. Conosco italiani che scrivono molto peggio di lui. Le storie... sì LE perché pur essendo un romanzo in realtà è una raccolta di esperienze che Lilin ha o avrebbe fatto in giovinezza quando abitava in Transnistria, una regione abitata praticamente solo da criminali. Dico avrebbe perché leggendo il libro si ha la sensazione che siano storie più ascoltate che vissute in prima persona; navigando sul web ho poi scoperto che non sono l'unico a pensarla così... in ogni caso il libro si legge d'un fiato ed è pure interessante. Usi e costumi dei siberiani non si leggono tutti i giorni e poi ha più ritmo dell'innominabile.
Ho iniziato il ciclo di Dune. Si prospetta molto lungo. Intervallo ogni libro con altre letture perché immergersi nell'universo fatto di droga e paroloni inventati da Herbert non è sempre facile. Questo mese è toccato al secondo volume: "Messia di Dune" a dire il vero piuttosto corto e abbastanza scorrevole. Si tratta pur sempre di un libro che ha più di quarant'anni. Il romanzo ci accompagna fino al termine del regno di Paul iniziato nel primo volume. Consigliato? Solo a chi ama la fantascienza... e non ci sono i vermoni. Sicuramente più realistico di un qualsiasi libro dell'innominabile.
Nick Hornby. In assoluto uno dei miei scrittori preferiti. Anche lui, copiandomi, tiene una rubrica di lettura su un giornale britannico. Forse più seguita della mia su questo blog. Forse scritta meglio. Ma lui è uno scrittore di successo, io non ancora, anche se insieme a Talk0 sto progettando un'esalogia fantasy-horror che scalerà le classifiche di tutto il mondo e da cui sarà tratta una serie di film con Jason Statham. Comunque... adoro Hornby e mi sono letto "Tutto per una ragazza", storia di uno skater che scopre il sesso da adolescente con un'adolescente e ovviamente la mette incinta. Che fare? Scappare? Stare vicino alla giovane mamma? E se poi tutto l'innamoramento delle prime settimane fosse svanito ancor prima del fatidico incidente? Romanzo superbo e come sempre ironico, consigliatissimo ai fan di Nick, agli amanti della letteratura inglese, a chi cerca un buon libro che faccia sorridere e pensare (cosa che peraltro non riesce all'innominabile).
"L'analfabeta che sapeva contare"; sembra un titolo stupido, anche se non come "Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve", prima opera di Jonas Jonasson, svedese come Larsson ma di tutt'altro genere. Jonasson nel suo secondo lavoro segue lo schema dell'opera precedente e riesce a cogliere ancora nel segno: personaggi strani e straordinari si incontrano, si incrociano in un turbinio di situazioni comiche, surreali e strampalate per poi giungere al finale che magari ti aspetti, ma che sembra impossibile fino a poche pagine prima. Il ritmo è veloce, incalzante, mai una pagina senza un senso o senza un avvenimento importante per la trama. I personaggi si amano, nonostante alcuni siano davvero volutamente stupidi. Consigliato, così come il suo primo romanzo, che a suo tempo vinse il premio letterario più ambito in Svezia prima di essere tradotto in tutte le lingue (premio, capito innominabile?).
Ho apprezzato Robert Harris (che tra l'altro è il cognato di Nick Hornby) ai tempi di Fatherland, opera ambientata in un futuro distopico in cui la Germania di Hitler ha vinto la guerra conquistando il mondo. L'ho apprezzato con "Enigma", spy-story ambientata durante la seconda guerra mondiale. E l'ho apprezzato anche alle prese con un'epoca ben più lontana, magari in cui Manfredi sarebbe stato a suo agio, ovvero il 79 d.C. "Pompei" narra appunto le ultime ore di vita nella città che sarebbe stata seppellita dall'eruzione del Vesuvio. Ci trasporta indietro nel tempo in un racconto ricco di curiosità storiche e di personaggi ben definiti. Attorno all'eruzione c'è anche una storia di corruzione e potere (un po' come ai giorni nostri), altrimenti chi mai vorrebbe leggere un libro in cui il finale è abbastanza chiaro fin da subito? Harris ha un ottimo stile narrativo ed è abile nella ricerca storica (dono non in possesso dell'innominabile). 
Alla prossima!
Gianluca



venerdì 1 novembre 2013

I libri del mese (ottobre)

Smettila di scrivere!
Nooooooo è il primo del mese! La rubrica, Gianluca, la rubrica! Giusto... i libri che ho letto... dannato Dan Brown! I tuoi orrendi ammassi di pagine mi hanno spento la voglia di leggere per quasi due mesi, ma era una scommessa con me stesso. E ho vinto! Ho vinto dannazione, ho messo alle spalle tre avventure fotocopia del pallosissimo Robert Langdon. Ad diavolo la tua aria di superiorità e i tuoi luoghi comuni! Ho vinto muahahahhahah e non ti leggerò mai più, neppure se fossi su un'isola deserta solo con una copia del tuo ultimo romanzo (oltre al pallone di Tom Hanks)! Piuttosto mi metterei a scriverne uno io sulla sabbia anche a costo di doverlo ricominciare ogni giorno a causa dell'alta marea. A mai più rivederci Dan!
Finire il malloppone di opere riunite di Brown qualcosa è scattato in me; un qualcosa di sopito da settimane... e mi sono rituffato nella lettura. Ho pensato di partire da qualcosa di leggero, così ho terminato la trilogia zombesca firmata da Manel Loureiro. Apocalisse Z è nato su un blog come il nostro, su cui Loureiro, avvocato di professione, quotidianamente postava come se la sua casa fosse circondata da zombie. Il successo è stato tale che è stato pubblicato un primo romanzo, quasi completamente sotto forma di blog appunto, a cui hanno fatto seguito altri due per chiudere la classica trilogia che va tanto di moda negli ultimi tempi. I libri sono scorrevoli e cercano di dare una spiegazione logica agli eventi (qui un poco fantasioso, ma efficace virus); i personaggi sono simpatici, anche se stereotipati, così come la trama affonda nei cliché del genere, cioè occhio ai non morti, si cerca di sopravvivere all'infezione in un mondo alla deriva, ma alla fine i più pericolosi rimangono gli esseri umani. Se siete alla ricerca di una lettura horror leggera leggera, questi romanzi potrebbero fare al caso vostro.
Qualche tempo fa io e Talk0 abbiamo visto un trailer fantascientifico molto interessante. Subito è scattato un post con tanto di mini-ricerca su autore del libro originale. Abbiamo così scoperto che Orson Scott Card è una specie di mostro sacro in patria, che ha fatto incetta dei premi più importanti del genere sci-fi e che le sue opere sono lette in tutte le scuole... ma proprio in tutte, pure a Quantico! A me piace leggere la fantascienza, ma non sono un esperto e questa scoperta mi l'ha fatto capire ancora più chiaramente. Ma la colpa è stata anche delle pubblicazioni italiane dei romanzi di Card, perse nel tempo e non complete (bloccate alla fine degli anni '90). 
Con l'uscita e speriamo il successo del film, il primo volume "Il gioco di Ender" è stato ripubblicato. Comprato! E letto! Se amate la fantascienza leggetelo. Se la fantascienza vi è indifferente, leggetelo! Se proprio odiate la fantascienza leggetelo lo stesso! Ender ha sei anni, concepito per terzo (in senso biblico) in una società che ammette per legge solo due figli a testa per diventare il più grande generale della Terra e difenderla dall'attacco imminente degli Scorpioni, una razza aliena che già in passato ci aveva attaccato. Ender entra in Accademia abbandonando la famiglia e tutti i suoi ricordi. D'ora in avanti solo lezioni di tattica militare e simulazioni di guerra, o attendono... oltre a un destino che non potrà evitare.
Gianluca

martedì 1 ottobre 2013

I libri del mese (settembre)

Il mese scorso vi avevo promesso una rubrica. Avevo anche precisato che probabilmente sarebbe morta sul nascere. Ma una rubrica, per essere tale, deve avere una durata minima; o almeno così penso io. Ma quanto minima? Due post? Quattro? Beh, è un problema poco rilevante, dato che sono qui a scrivere il secondo "episodio" e non sto facendo altro che allungare il brodo prima di scusarmi per essere riuscito a leggere solo un libro e mezzo nell'ultimo mese. Ma giuro, la colpa non è mia, bensì di Dan Brown. Spinto da amici, ho acquistato una mega edizione contenente i primi tre libri con protagonista l'odioso Robert Langdon, noncurante del fatto che avrebbe potuto farmi schifissimo. Ho dato fiducia alle milioni di copie vendute dal buon Dan. Ho fatto male. Molto male. Sono impantanato a metà de "Il codice Da Vinci".
Riassunto dei libri di Dan Brown: uno tizio muore. Lascia un messaggio segreto indecifrabile. Viene chiamato Robert Langdon. Incontra una gnocca. La gnocca è parente della vittima. Il messaggio viene decifrato. Si gira la città tra opere d'arte famose. Robert Langdon risolve l'enigma. Si fa la gnocca. Fine.
A contorno della trama di solito ci sono dei poliziotti inetti, un cattivone misterioso che si comporta in modo insensato e un assassino talmente preparato da essere sempre sconfitto da Langdon che, siccome da giovane nuotava, è in grado di mettere k.o. chiunque. 
Il problema di fondo di Dan Brown è la sua pochezza nella conoscenza storico - sociale, pertanto le avventure in città straniere risultano al limite del ridicolo. I personaggi vanno dall'odioso all'ottuso e hanno la profondità di un insetto stecco. Per la trama si è limitato a leggere qualche saggio pubblicato negli ultimi anni (come "Il santo Graal" di Baigent, Leigh e Lincoln a cui vi rimando dato che è molto più appassionante). Cercate correttezza storica? Leggete Manfredi o Harris. Lasciate perdere Brown, datemi retta!
Vale barare? Cioè, se ho letto un libro qualche mese fa e lo inserisco qui qualcuno se ne ha a male? Pace, ve ne parlo lo stesso. "La strada" di Cormac McCarthy è divino. McCarthy scrive da dio. La sua è una storia spiazzante, un pugno nello stomaco, una discesa nella disperazione senza una via d'uscita. Si parla del nostro pianeta dopo un qualche cataclisma non meglio specificato, che pare aver causato la morte di gran parte degli esseri viventi. Padre e figlio sono in viaggio verso una meta imprecisata nella vana speranza di trovare un piccolo angolo di civiltà. Sarà un viaggio infernale, che metterà a nudo il lato più marcio dell'animo umano. Non vi dico altro. Leggetelo. Vi ho già detto che scrive da dio?
Gianluca

domenica 1 settembre 2013

I libri del mese (agosto)

Vorrei inaugurare una rubrica. Non abbiamo mai avuto una rubrica, quindi potrebbe essere una curiosa novità. Una sorta di rubrica fissa del primo del mese. Non sono costante, quindi questo "numero zero" potrebbe essere l'unico. Ora, visto il titolo avrete capito che parlerò di libri; una cosa del tipo "quel che ho letto nell'ultimo mese" o giù di lì. Tenete presente che io non seguo i diritti del lettore di Pennac, quindi se inizio un libro, lo finisco, che mi piaccia o meno. Sorge un dilemma: parlare solo dei libri che mi sono piaciuti o anche di quelli che mi hanno causato conati/narcolessia/paralisi corporea/altri danni cerebrali. La lettura è soggettiva, come tutte le forme d'arte, pertanto un libro che a me ha inorridito, magari ha venduto milioni di copie e parlandone male potrei trovarmi al cancello qualche decina di fan armati di fucile. Ok, sto supponendo che questo blog sia seguito da molte persone, cosa alquanto improbabile. Quindi me ne sbatterò e, nel caso, andrò incontro alla morte con onore.
"Il teorema del pappagallo" di Denis Guedj parla di matematica. Sì avete capito bene, matematica! Ma non è un saggio, è un romanzo che ha per sfondo una spiegazione della matematica dagli albori fino allo studio di funzioni. Somiglia come impostazione a "Il mondo di Sofia" (sa alle superiori avete studiato filosofia, sicuramente ve l'avranno fatto leggere), solo traslato in ambito scientifico. In effetti alcune parti mi sono rimaste oscure sebbene l'autore riesca sempre a semplificare anche i concetti più complessi. La trama non è particolarmente ricca di fronzoli e il mistero alla base della storia non è poi così... misterioso, ma i personaggi sono abbastanza simpatici e se amate alla follia Parigi, potrete ritrovarla descritta dettagliatamente (wow che avverbio!). L'autore è francese, ne consegue che l'unico personaggio italiano sia un mafioso... Il libro è editato in Italia nel 2000, quindi potrete trovare un'edizione economica che non vi lasci senza i soldi per fare colazione.
"Il mio nome è nessuno" di Valerio Massimo Manfredi è la prima parte della vita romanzata (ma come sempre nel caso di Manfredi storicamente attendibile) di Odisseo alias Ulisse alias Ulì per gli amici. Manfredi non tradisce e ci regala un altro romanzo che scorre da paura, emoziona e insegna. Sì, penso di aver imparato più dai suoi libri che a scuola (se c'è qualche studente che sta leggendo... io alle superiori non studiavo molto e in classe non ero mai attento, ma sbagliavo! Voi seguite le lezioni e fate i compiti! Studiate, capre! ... mica che poi mi si additi come un cattivo esempio). L'Ulisse che vive tra le pagine del libro, è umano, con le sue debolezze e i suoi punti di forza, è eroe, ma tutt'altro che invincibile. Il resoconto dei dieci anni di assedio a Troia potrebbe essere quello della guerra del Vietnam: crudo, realistico... leggetelo non ve ne pentirete e come me rimarrete in spasmodica attesa della seconda parte.
Bionda. Bella. Fumava. Uno sparo. Cervella sul muro. Non fumava più. "Sei pezzi da mille" di James Ellroy è un po' tutto così, non perché sia "Sei pezzi da mille", ma perché il noir di Ellroy ha in sostanza questa forma di scrittura, che può piacere o può stancare dopo poche pagine. A me piace, tanto che questo è il terzo libro di Ellroy che mi leggo nell'arco di un anno. La storia parte dall'assassinio di Kennedy e si dipana lungo gli anni immediatamente successivi (morte di Martin Luther King, guerra in Vietnam, rivolte contro il KKK ecc... e poi ci lamentiamo dei giorni nostri...) attraverso gli occhi dei tre personaggi principali, le cui vite si intrecciano sullo sfondo decadente di una società storicamente contraddittoria (e qui era tutta campagna e si stava meglio quando si stava peggio...). Come dicevo Ellroy ha uno stile tutto suo, frenetico, costruito su dialoghi serrati e periodi brevissimi, quasi ossessivi. Dipinge un'America disperata e incapace di uscire dalla ruota di eventi tragici che si è messa in moto quel dannato 22 novembre del '63. Non posso evitare di consigliarvi di leggere almeno un suo libro. 

Ursula Le Guin è una delle più famose scrittrici fantasy della storia dell'universo e non solo. Io ovviamente ho scoperto della sua esistenza scartabellando nella sezione dei libri per ragazzi in libreria. Mi scuso con tutti i fan della signora. Non è colpa mia, non ho mai letto libri fantasy. Ho approfittato della super edizione Mondadori che raccoglie tutti i sei libri della saga, così da non dover cercare i libri singolarmente in giro per le librerie di Milano (quello che mi sta succedendo per "Il gioco di Ender"; il primo libro è introvabile, quindi non riesco e non posso iniziare. Sarebbe come guardare "L'impero colpisce ancora" senza aver visto "Guerre Stellari"; sto divagando...). La Le Guen è una donna e si capisce. Niente splatter, arti staccati e cose del genere, ma c'è comunque un alone dark nel suo mondo (Terramare appunto), che difficilmente scontenterà gli appassionati (io non saprei se definirmi così o no, avendo letto poco altro). Chi detesta gli orrendi troll, gli odiosi elfi a cavallo e gli sempre ubriachi gnomi stia tranquillo, qui ci sono solo draghi (pochini) e magia. Una scuola di magia fa da sfondo alle peripezie dei personaggi... non è Hogwarts, ma sicuramente la Rowling ha letto Terramare. Due cose rendono la saga diversa dalle altre. Anzi tre. Primo, i libri di distanziano di molti anni l'uno dall'altro, quindi i personaggi invecchiano ed evolvono molto rapidamente. Secondo: il personaggio principale cambia da libro a libro, non c'è un solo vero eroe. Terzo: be' la Le Guen scrive bene, senza fronzoli, senza dialoghi inutili o descrizioni chilometriche delle piante che crescono su ogni singolo isolotto del suo mondo o del piatto preferito degli abitanti della seconda città per grandezza della quarta isola dell'arcipelago di 'sta Cippa. Si va dritto al sodo. i fan di Tolkien potranno vomitare (visto che l'autrice gli è stata paragonata), ma credo che questa lettura sia qualcosa di profondamente diverso. Provatela! 
Fine della rubrica. Come può concludersi una rubrica? Arrivederci al prossimo numero? Ci rileggiamo il mese prossimo? Lo spero, mi sono divertito e spero di aver dato qualche buon consiglio...
Gianluca