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giovedì 9 giugno 2022

Black Adam: il primo trailer in italiano

 

 

Dal regista dell’ottimo Jungle Cruise, dritto in uscita per ottobre, il nuovo film dei supereroi DC Comics appare fin dal primo trailer godurioso, con una buona effettistica, tanta ironia e un The Rock in pienissima forma. Piena forma e regalità che sembra riprendere dai suoi esordi cinematografico ne La Mummia 2, dritto dal minaccioso character del Re Scorpione che omaggiava Ray Harryhauser (chi dice che fosse brutta cg e non gloriosa stop motion futuristica è una brutta persona) dando corpo ad un antieroe muscolare quanto dark. Trama ancora blindata, ma che fin qui sembra coinvolgere nel modo più spettacolare possibile i supereroi della Justice Society, tra Hawkman e il Dottor Fate. Immaginiamo almeno un cameo di Shazam, visto che nei fumetti Black Adam è intriso della stessa “lore”. Non vediamo l’ora di saperne di più e ci godiamo l’attesa. 

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venerdì 3 dicembre 2021

Il nuovo Trailer di Spiderman - No way home è una bomba!!

 


C’è una cosa molto specifica che questo trailer mi ha fatto ribollire, in positivo, ma per arrivarci devo fare una premessa pallossissima. 

Quando intorno al 2000 iniziai a leggere massicciamente i fumetti “da edicola” Marvel ero attratto dai lavori di scrittori come Peter David, Mark Millar, Warren Ellis, Garth Ennis, Straczynski. Mi stregavano i disegni di John Romita Jr, Mark Bagley, Gary Frank, Steve Dillon, Andy Kubert. Poi trovavo interessantissima, per motivi del tutto slegati a storie e disegni, la questione dell’Universo Condiviso, con i supereroi che andavano a “visitare” le testate di altri supereroi o vivevano avventure insieme, in serie o eventi stagionali ad hoc. Questo aspetto aveva scopi narrativi (perché è bello immaginare un mondo pieno di supereroi) quanto se vogliamo obiettivi “manageriali” (perché devi comprare più fumetti di più testate quando una storia inizia sul fumetto di un personaggio e termina sul fumetto di un altro) o “promozionali” (se un personaggio ha poco successo editoriale, lo fai incontrare con uno con più successo per incrementare le vendite). Spider-Man, proprio perché il character più famoso e amato della casa delle idee di Stan Lee, in queste operazioni era un po’ il più “aziendalista di tutti”, te lo trovavi ovunque e in fondo era lui stesso il volto della Marvel, specie in quello specifico periodo intorno al 2000, in cui I fantastici 4 erano un po’ opachi (e lo saranno per anni, fino all’arrivo di Warren Ellis), gli Avengers non erano ancora al cinema e nessuno se li filava (cosa che permise totale carta bianca a opere rivoluzionarie come Ultimates) e Hulk spaccava come sempre ha spaccato per fatti suoi facendosi gli affari suoi (affari sempre più introspettivi, come nel ciclo La psicanalisi di Hulk). Anche perché se Hulk non fa l’aziendalista tu non puoi costringerlo a farlo. Negli anni questo giochino dell’universo condiviso, che ho apprezzato molto ai tempi della saga House of M mi è sempre più venuto a noia, fino a quando ho smesso di seguire tutto, dopo la saga Assedio, conscio che non ne potevo più di una politica editoriale spinta basata su supereroi sempre più “vicini di casa invadenti” che non facevano che girare come trottole su tutte le testate, anche le più marginali, sostanzialmente impedendo un qualsiasi sviluppo decente di un arco narrativo. Da lì ho continuato a seguire per lo più in libreria gente come Moon Knight, Devil e Hulk, tutti e tre eroi misogini che a queste mega-feste cross-over non se li cagava mai nessuno. Per un po’, per stima e simpatia, ho retto anche con lo Spider-Man da edicola, arrivando a leggere più o meno intorno alla saga di Spider-Island. Una saga in cui gli Spider-Man di più linee temporali e narrative facevano tra di loro un maxi-crossover interno. Insomma Spiderman vicino di casa invadente di se stesso, per dire. Però era un evento alla fine divertente, qualcosa che poi avrei ri-visto al cinema nell’ottimo cartone animato di Spider-Man di Sony, con protagonista Miles Morales. 


Ed eccoci al punto. Sì, ci ho messo un bel po’ a questo giro, ma sono arrivato al punto. Il trailer rivela tutto questo popò di fanservice crossoveristico, ma sembra farlo con un senso interessante.

Quello che succede “nel mondo delle case cinematografiche”, è che il “manager attuale di Spider-Man”, Sony, non ha rinnovato il contratto di collaborazione con Marvel Disney e quindi dopo questo film, salvo future intese, l’arrampicamuri non potrà più giocare insieme agli Avengers nelle future pellicole. Sony però sta preparando da tempo per Spider-Man un “campionato minore” tutto suo, in cui potrà incontrarsi con i suoi antagonisti storici (sempre di proprietà Sony) quanto (per le magie meta/narrative e meta/paragnoste di un Multi-verso con “versioni alternative”, evocato già nella pellicola di Doctor Strange) con le versioni alternative di Spider-Man stesso, che derivano dai film precedenti o da fumetti stile What if (sempre di proprietà Sony). Se sul versante “comprimari” al cinema è da poco uscito il secondo film su Venom e presto arriverà anche il film di Morbius, è davvero interessantissima l’idea di ripescare e buttare nel mucchio tutti i personaggi dei film di Raimi, Webbs e dello Spider-Man animato. Anche perché nello Spider-Man animato c’era un eroe di un universo narrativo in bianco e nero, Spider-Man Noir, con la voce di Nicolas Cage e noi sul blog amiamo Nicolas Cage. Chi non vorrebbe vedere Cage interpretare Spider-Man al cinema in un team-Up con a fianco gli Spider-Man di Toby Maguire, Andrew Garfield e Tom Holland, magari contro villain interpretati negli anni da Willem Dafoe (Goblin), Alfred Molina (Octopius), Paul Giamatti (Rinho) Jamie Foxx (Electron), James Franco (secondo Goblin) Dane DeHaan (secondo Goblin e mezzo) Thomas Church (Sandman)? Ma tagliando corto, Cage che fa Spider-Man per noi basta e saremmo felici, gli altri tre possono pure non esserci.


Naturalmente mancano ancora molte delle conferme ufficiali (quando lo annunciano Cage??? quando???), ma fin dai primi trailer della nuova pellicola di Spider-Man si intuiva che si andasse a parare da queste parti e va bene. Si poteva, per lo Spider-Man di Tom Holland, in film futuri re-introdurre con nuovi attori un Goblin o un Doc Ock. Ma non sono già perfetti Dafoe e Molina? Si poteva trovare un modo nuovo per legare Spider-Holland a Venom, ma questa esperienza non era già stata vissuta traumaticamente da Spider-Maguire? Si poteva a livello drammaturgico far rivivere a Spider-Holland il dramma/crisi di una persona amata che cade nel vuoto, ma questo dramma non lo ha già vissuto Spider-Garfield e noi con lui al cinema? Tutto si lega, in una ragnatela che già esiste da sempre nel cuore dei fan dell’arrampicamuri. Ed è qualcosa che sta facendo anche la Warner DC, con il prossimo film di Flash che va a ripescare nientemeno che il Batman interpretato da Michael Keaton.

In questo nuovo trailer si vede Molina, si rivive la scena straziante della caduta nel vuoto di una ragazza come in The Amazing Spider-Man 2, c’è Sandman. Ed è tutto al suo posto, tutto interconnesso.

Manca solo Nicolas Cage. Spider-Cage che potrebbe diventare il nuovo mentore di Spider-Holland. Dateci Nicolas Cage. 

Lo spider-verso non ha senso senza Nicolas Cage. Non vorrete mica perdervi un confronto a boccacce e sguardi pazzi tra Spider-Cage e il Venom di Tom Hardy? Quei due sono nati per questo scontro!!!! 

È in uscita il 15 dicembre per Sony e già sembra testimoniare un passo molto interessante  per la gestione futura del personaggio di Spiderman. Noi non vediamo letteralmente l’ora di fiondarci in sala per tifare per Spider-Nicolas Cage.

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martedì 2 novembre 2021

Book of Boba Fett: il trailer

È il cacciatore di taglie definitivo di Star Wars, quello che pure Darth Vader deve ammonire prima di un incarico chiedendogli: “Niente disintegrazioni”. Ha un casco integrale che ne nasconde i lineamenti, un'armatura ammaccata e scucita che ha visto mille battaglie, un jetpack rugginoso e inaffidabile sulle spalle, un lanciafiamme armato sul polso, un cavo metallico con il quale immobilizza le prede. Parla poco, perché non ha troppo bisogno di parlare. E visivamente, per i fan delle action figures, è un “pupazzetto bellissimo”. 

Qualcuno si ricorda di averlo visto “per primo”, ai  tempi del famigeratissimo show natalizio di Star Wars, nel quale compariva una sua “versione a cartoni animati”, sul dorso di un brontosauro, armato e cazzuto. Ma nella saga cinematografica “classica” di Lucas, quella “del cinema”, Boba Fett ha vita breve ed è di fatto più “fumo che arrosto”. Poche scene e una morte indegna, all’inizio del Ritorno dello Jedi, dopo essere precipitato per una avaria del jetpack nella panza di un vermone delle sabbie, colpito di striscio, per puro caso, da un Han Solo sostanzialmente in stato di cecità. 

È andata così. 

Luke: “Attento, Han! C’è Boba Fett dietro di te!!”. 

Han: “Boba chi?” 

…e BAM!!, giù nello stomaco del verme dopo che Ian ha agitato nell’aria un bastone. 

La legenda poi vuole che Boba “non doveva finire così”, ma per colpa di uno screzio con l’attore, Jeremy Bulloch, reo di aver divulgato alla stampa anzitempo la trama del nuovo film. 

Ma il personaggio è amatissimo, i pupazzetti vendono insieme al mito di “quello che poteva fare un cacciatore come Boba nello spazio”, così arriva la seconda trilogia di Star Wars, con Lucas che ci ripensa e inventa per Boba un padre come Django Fett, interpretato dal granitico Jack la Furia di Once were warriorsTemura Morrison. Django diventa l’uomo da cui clonano i primi troopers imperiali e da cui è clonato lo stesso Boba. Piovono pupazzetti di Troopers imperiali che ricordano l’armatura di Boba Fett ma non basta. Così arriviamo al Mandalorian, serie in cui Pedro Pascal impersona un cacciatore di taglie dello stesso pianeta e “codice del guerriero” di Boba Fett. Piovono milioni di nuovi pupazzi ma non basta. Così sul finire della seconda stagione dello show in streaming per il canale Disney Plus ecco che torna in scena il Boba originale. Non è stato ucciso nello stomaco del vermone delle sabbie, ha sempre il volto di Temura Morrison ed è pronto per avere una serie tv tutta sua, The book of Boba Fett, che di sicuro venderà tanti nuovi pupazzetti. E voi siete pronti per la “Boba Fett Mania?” 

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venerdì 30 luglio 2021

Ghostbusters afterlife: il trailer

 


Allora: reazione a caldo. 

C’è aria di guardia di porta e mastro di chiavi... speriamo non sia solo materiale copia-incolla in salsa Strangers Things del primo film. Le “brutte inclinazioni” potrebbero essere dietro l’angolo... ma voglio essere positivo, non guardare da quella parte, almeno per ora. 

A ogni nuovo trailer poi mi viene un piccolo brivido (wow la battuta finale di Ray nel negozio dell’occulto!!!)  e credo che stiano andando nella direzione giusta, che è un po’ quella dei film di IT. Paura e divertimento messi bene insieme, in una cornice amarcord. Ora comprendo che ci sono anche persone a cui i film di IT non è che siano piaciuti “di brutto”, aspetto di cui bisogna tenere ugualmente conto. Come non posso negare che c’è Paul Rudd, pure in una deliziosa scenetta con gli omini di mashmallow, che in Friends faceva quel personaggio insignificante in modo molesto. Nonostante Ant Man, non riesco a farmelo piacere come attore... ma pure di questo non voglio occuparmi adesso.

Per lo meno vedo di nuovo in un film dei Ghostbusters (per quanto siamo solo nel trailer) dei fantasmi che “fanno paura”. Creature da affrontare sì con l’ironia, tra una smerdata verde e un “pigliala”, ma anche creature da trattare con la dovuta riverenza e timore. Con tutta quell’epica del confronto tra “uomini e dei” che il film “delle ghostbusters” aveva dimenticato esistesse. Come fosse solo una roba di balletti e luci colorate. Come se i fantasmi non fossero più “spiriti” ma oggetti da videogame da distruggere... mamma mia, anche solo a ripensare a quel film sul piano della rappresentazione e uso dei fantasmi mi viene da vomitare... ma non voglio ora pensare a quello, voglio prenderla con filosofia e positiva a attesa.  

È un “buon inizio” questo nuovo trailer e quindi in attesa del debutto in sala di novembre, mi sento appagato. Speriamo bene e che non si debbano incrociare i flussi. 

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venerdì 14 maggio 2021

Luca - il primo trailer del nuovo film Disney Pixar in uscita questa estate

 


Luca è un sirenetto che decide di andare a vivere nel posto più bello del mondo: in Liguria, nelle Cinque Terre. Lì incontrerà, sotto le note del Gatto e la volpe di Bennato, tanti amici e simpaticissimi italiani medi che si chiamano tutti “Bruno”, amano la Vespa, stanno a piedi nudi, vivono in allegri palazzi fatiscenti. Il regista è Italiano, si chiama Enrico Casarosa e si è già distinto nel 2012 per il cortometraggio premiato con l’oscar La Luna, già realizzato presso gli studi Pixar. Luca è la consacrazione di quel percorso e ha fin dalle prime immagini tutto il sole e la gioia del nostro bel paese, che tanto ci invidiano all’estero. In effetti sembra la classica cartolina cinematografica idilliaca a uso turisti, come la Sicilia immaginata in Aquaman, come la Verona di Letters to Juliet, la Venezia di Spiderman Far from home, la Roma di To Rome with love. Ma anche un po’ dalle parti della serie animata Holly e Benji, nella saga “Sfida al mondo” del 1995, dove il nostro bel paese ha le case con i balconi pieni di panni stesi e i nostri concittadini vestiti come ai tempi del Collodi. Insomma, un’Italia che a me fa irritare come non mai, perché queste cose non mi pare di viverle, ma che all’estero forse piace. E perché questa cosa del “Silenzio, Bruno”??? Da dove nasce questa cosa del “Silenzio, Bruno”?????? 

C’è da dire però che i disegni sono spettacolari, i personaggi molto teneri e non vedo davvero l’ora di vedere questo nuovo cartone animato Disney Pixar. Non vedo l’ora di aggiornarvi. E chissà che al cinema a un certo punto esca dal nulla Stefano Accorsi con un Maxibon in mano che dice “Tu gust is megl’che uan”. 

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lunedì 26 aprile 2021

Space Jam: il trailer

 


LeBron James prende l’eredità di Michael Jordan nel nuovo scontro di basket tra Looney toons e “i cattivi” Goons. Dirige Malcom D.Lee, che pende il trono di director che fu di Joe “tutti i video di Michael Jackson tranne Thriller” Pytka, con alle spalle un sacco di film da noi abbastanza ignoti. Tra gli sceneggiatori gente che ha lavorato a Creed e Black Panther. Nel ricchissimo cast, oltre al cast vocale storico dei Looney Toons, c’è  Sonequa Martin-Green (che tutto il mondo odia unanime per il suo personaggio in Star Trek Discovery), la “MJ“ Zendaya, un vecchissimo Don Cheadle... alcuni giocatori di basket e... un sacco di persone “non accreditate” da Imdb. Produce tra gli altri Ryan “Creed” Coogler. 

Lo Space Jam nel 1996 è stato uno dei più grandi successi di sempre del cinema Silvio Pellico di Saronno, al punto da rimanere in cartellone per mesi con fiumi umani presenti a ogni proiezione. La produzione era di lusso, con Ivan “GhostBusters“ Reitman, Daniel “Una notte da leoni” Goldberg e Joe “Beethoven” Medjunk. La colonna sonora originale, con in testa I Believe I can Fly di R.Kelly,  è uno dei dischi che è stato più tempo nel mio lettore cd e in famiglia è ricordato con super-affetto come uno dei film che si guardava tutti insieme. Michael Jordan era super simpatico (e forse è per colpa di questa troppo felice commistione cinema/sport se poi siamo finiti a vedere Shaolin Soccer doppiato in italiano dai giocatori della Lazio), le animazioni frutto della Industrial Light and Magic bellissime, c’era Bill Murray, Lola Bunny era più sexy di Jessica Rabbit (al punto che ai tempi scoppiò un mezzo scandalo, abbastanza esagerato, sulla sua “sessualizzazione inappropriata”). Funzionava praticamente tutto nello Space Jam del 1996, durava il giusto, era divertente, faceva venire la laccrimuccia, ti faceva realmente avere voglia di prendere un pallone da basket e andare giù al campetto a fare due tiri. Se mi capita il dvd tra le mani lo rivedo in questo momento, più che volentieri, ve lo giuro. Si era deciso di fare “qualcosa di simile ma senza il basket” con Looney Toons back in action, con il sempre moscio Brendan Fraser, diretto niente meno che da sua maestà Joe Dante, ma non è andata così bene. Dopo questo trailer sono ancora più convinto che è giusto che una nuova generazione possa avere il “suo” Space Jam, con tutte le cose fatte giuste e le musiche al top da sentire magari non su un cd ma su Spotify. Spero davvero esca bene e non vedo l’ora di vederlo. Magari di nuovo al cinema, per poi correre al campetto con un pallone. A far vedere al mondo che oggi a basket sono forse più schiappa che nel 1996. Appena uscirà siamo pronti a recensirlo. 

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domenica 25 aprile 2021

Ghostbusters: afterlife - un mini trailer già da amare

Lo spirito-guida è quello di trattenere l’entusiasmo, razionalizzare, aspettare fiduciosi ma con compostezza. Però davanti a questo bocconcino gustoso, io mi sciolgo letteralmente. Come un marshmallow... o un fantomatico e mitologico “cereale di lichene”. 

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sabato 3 aprile 2021

Suicide Squad - squadra suicida: il primo trailer italiano!

 


James Gunn si “impossessa” dei losers DC e già dal primo trailer mette in scena la “versione Deadpool” dei Guardiani della Galassia. Amabilmente sfigati nel look, super-auto-ironici, nel contesto di un fumettone esageratissimo e sanguinolento, i membri della Squadra Suicida, con in testa la Harley Queen di Margot Robbie e la Amanda Walker di Viola Davis, con tante gustose aggiunte come Idris Elba, John Cena, Taika Waititi in versione “Street Shark” (lo dico per i non addetti ai lavori), Nathan Fillon e Michael Rooker (amici e attori - feticcio di Gunn, che tornano diretto da lui dopo quella bomba di Slither. Con Fillon che per molto tempo avrebbe dovuto già essere Star Lord) sembrano in ultra-forma. Ovviamente ritornano anche il Captain Boomerang di Jai Courtney e il Rick Flagg di Kinnaman. La prima pellicola era sgangherata, piena di buchi logici, ma aveva personaggi adorabili. Si riparte da questi è il clima generale non sembra niente male. Stiamo sintonizzati per aggiornamenti. 

P.S. Idris Elba interpreterà Bloodsport e non sostituirà quindi Will Smith nel ruolo di Deadshoot, come inizialmente si pensava. Anzi, sembra che a una prima stesura della pellicola fossero presenti anche il Deadshoot di Smith e il Deathstroke di Joe Manganiello (già presente nel ruolo nei titoli di coda di Justice League, mentre nella serie tv Arrow era interpretata da Manu Bennett). Al momento non sappiamo se i due compariranno da qui alla release finale.

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domenica 7 marzo 2021

Il primo trailer di Godzilla vs Kong

 


Un paio di pugni belli grossi, i missili e un tuffo in acqua da una bagnarola over-size del gorilllone, con il lucertolone che gioca a fare lo squalo. Una scena a raggi laser che pare Goku in ultra-istinto contro Kefla in Dragon Ball Super, la musica rap in Roland Emmerich style, l’immancabile scontro cittadino e c’è tutto. Compresa la bambina...

Dalla timeline di Skull Island Kong è diventato enorme!! 

Visivamente per questi pochi secondi è da urlo, speriamo in tanti combattimenti e che le scene con la bambina... mamma mia la bambina... siano tutte qui nel trailer. 

Arriverà in streaming il nuovo capitolo del Monsterverse e sarà scontro tra titani. 

Chi si ricorda il nostro primo video sul tema? Ci avevano preso anche su quanto non appare in questo trailer? 

Non vediamo l’ora di saperne di più! Ai posteri...

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Mi sa però che niente Mechagodzilla...

Né mechaniKong...

Né il crossover con il Pianeta delle scimmie “verdi”, i Simians, che Ishiro Honda metteva ai tempi di Godzilla contro il Mechagodzilla come villain. Mi sarebbe piaciuto vedere i figli di Cesare del reboot tutti verdi, in tute spaziali e pronti a conquistare la terra come gli alieni di Mars Attack, ma con in più i mostri robotici spaziali godzilleschi. Siamo ancora in tempo a vedere tutto questo in un vicino futuro. Forse. Chi lo sa.

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lunedì 22 febbraio 2021

Willy's Wonderland - il trailer del “nuovo” film (non) ispirato a Five Nights at Freddy’s con Nicholas Cage - facciamoci 4 chiacchiere!

(Premessa 1: un videogame gestionale con i pupazzi che spaventano macina soldi) Five Nights at Freddy’s è un piccolo videogame indipendente creato da Scott Cawthon nell’agosto del 2014, ma perfetto oggi come gioco “da cellulare”, diventato a oggi una serie con all’attivo più di dieci seguiti, svariati riconoscimento dei critici, un successo internazionale di pubblico e una significativa montagnetta di dollari in crescita grazie agli introiti delle copie vendute tutt’ora, negli store di digital download, disponibili praticamente per tutti i modelli di computer, console e, ovviamente, dispositivi mobile. Una macchina da soldi che è però solo la punta dell’iceberg del vero profitto, quello che arriva dal merchandising, al suo “brand”. Ma facciamo un passo indietro.


Il gioco, un survival “gestionale”, mette il giocatore nei panni del guardiano notturno di un luogo di intrattenimento misterioso chiamato Freddy Fazbear’s Plaza (nota: questa tipologia di locali in America sono chiamati “Family Entertainment Center” o “Fun center”. Come le “Fun House” sono delle case del terrore da lunapark, con all’interno scenografie e attori a tema horror, i fun center sono il loro corrispettivo per i bambini, con pupazzi buffi e sale per la musica e le feste di compleanno al posto di zombie e cimiteri di cartapesta), popolato da pupazzi animatronici usati per intrattenere i bambini. Tipo Uan, Four e Five in Fininvest, pace all’anima loro, ma più tecnologici, mossi da intelligenza artificiale e dall’interno robotico sotto il pelo. Per questioni misteriose che saranno chiarite in modo spesso criptico durante le avventure videoludiche, i pupazzi, durante la notte, vengono rinchiusi e sorvegliati. Questo perché prendono vita e diventano violenti, possono abbastanza facilmente arrivare ad attaccare. Attraverso telecamere, sensori di movimento ed esche sonore, il guardiano deve sorvegliare questi leoni in gabbia, cercando di contenerli dal tramonto all’alba. Cinque giorni al Freddy’s e si viene pagati bene, a patto che si sia ancora vivi. Scopo del gioco è sostenere la baracca in un periodo di tempo determinato da un orologio: finito “il turno” si passa al giorno e livello successivo. Il succo dell’attività del giocatore è gestire da una schermata (prevalentemente statica) all’altra alcuni pannelli di controllo del sistema di sorveglianza, con occhi e orecchi tese, evitando che i pupazzoni arrivino alla sala dei bottoni decretando il game over istantaneo. Un game over che è forse il cuore del successo del titolo, con il pupazzo di turno realizzato in computer grafica che compare all’improvviso urlandoci addosso un “bu bu settete” da incubo. È un gioco di nervi, di bottoni e di bu bu settete, zero azione alla Rambo o di fatto qualsiasi azione che possa far alzare il sederone del nostro eroe dalla scrivania. È un gioco difficilotto, anche perché i nostri “avversari” sono spesso imprevedibili e letali fin dai primi livelli, a monte di controlli che non danno mai la sensazione di funzionare benissimo. Negli anni è stata migliorata la responsività dei comandi, la grafica generale, la chiarezza dei comandi delle consolle, ma resta un gioco frustrante, noto, seguito e “collezionato” (spesso mai davvero giocati e tenuti in raccolta a mo' di cimelio anche da gente che conosco... roba che però fa comunque introito!!) principalmente per gli youtubers e twitcher che “giocano al posto dei giocatori” da anni, facendo le facce buffe e terrorizzate all’occorrenza. Le dirette streaming di questi giochini sanno diventare quindi un piccolo “contenuto horror” gradito al pubblico, nonostante il gioco sia in sé altamente migliorabile, proprio per la messa in scena peculiare e la estremamente curata rappresentazione dei pupazzi animatronici. Sono dolci quanto straordinariamente inquietanti, una miscela “creepy“ unica e psicologicamente dai danni ancora non calcolabili sugli spettatori più giovani, principalmente per la sovrapposizione, in questi mattacchioni digitali, di un’immagine buffa e legata all’infanzia a quella di mostri inquietanti che appaiono all’improvviso facendo morire di paura. Vedo già le mamme chiedere le restrizioni di movimento all’orsacchiotto del figlio che ora lo fissa terrorizzato: “non più vicino di 30 metri”. Sono forse negli incubi dei bambini “i nuovi pagliacci”. Ma torniamo a noi. Questi pupazzi “buffospaventosi” sono le star di una infinita serie branderizza di magliette, poster, pupazzi che riproducono a loro volta i pupazzi, gli immancabili Funko Pop, spille, capi d’abbigliamento, libri, fumetti, lampade, cover di cellulare e tutto il resto che potete immaginare e non, considerando che si parla comunque di un game horror “virtualmente (non) destinato ai più piccoli”. Ma una linea-scuola non mi stupirebbe. Diciamo che un’idea bella come questa fa gola, anche a chi vorrebbe potervi vendere un’idea “simile”, diciamo. 



(Premessa 2: Film con pupazzi che spaventano) In tutto questo, diranno i miei piccoli lettori, dov’è che arrivano i “soldi veri” del cinema e serie tv, ossia i media che potrebbero rendere i pupazzi di Freddy popolari quanti i Pokémon??! Torniamo a Scott Cawthon, l’ideatore del gioco. Il nostro e corteggiato da anni dalle major per una trasposizione in qualsiasi forma, che sia serie Tv, cinema, spettacoli televisivi. 

Sulla barca sono saliti in tanti. Nel 2015 fu la Warner Bros direttamente all’indomani dell’uscita del primo videogame della serie, ad aprire le danze legando il progetto a Seth Grahame - Smith. L’autore di Orgoglio e Pregiudizio Zombie, sceneggiatore di Dark Shadows e di Abramo Lincoln cacciatore di vampiri, all’epoca inseguì a lungo la collaborazione con Cawthon, disposto a scrivere e produrre insieme. Il regista doveva essere Gil Kenan, che si era fatto le ossa con un altro horror per ragazzini, Monster House. Cawthon entusiasta in un primo momento e poi terrorizzato, cincischiò, “non era ancora pronto” per dare il giusto lustro al film basati sul suo “capolavoro“, anche perché la storia del gioco non era nella sua testa ancora finita, doveva lavorarci ancora. Tutti tornano in panchina “in attesa di aggiornamenti” con il rammarico di non aver concretizzato un progetto che sentivano nelle proprie corde. Kenan va al remake di Poltergeist, dove si concentra molto sulle scene di un pagliaccio giocattolo che si anima all’improvviso e poi attacca i bambini. Seth Grahame-Smith si dà, tra le varie cose (come il film su It, e due righe fa parlavamo di pagliacci inquietanti), ai film sui Lego (quello su Batman e quello su Ninjago), che in fondo sono rappresentati come giocattoli senzienti, e nel 2019 produrrà il remake di Bambola Assassina, dove il nuovo “Chuky” è alla base un pupazzo animatronico con intelligenza artificiale.




Nel 2017 Cawthon si dichiara deluso dal mondo del cinema a gennaio, a marzo riporta di avere nuovi contatti con la Blumhouse e a luglio Kenan dichiara di essersi rotto le balle e lascia che a dirigere sia un altro. Febbraio 2018, sale come regista Chris Columbus, autore esperto e regista impeccabile, con alle spalle un “survival con bambini” come Mamma ho perso l’aereo e la sceneggiature di Gremlins, per citare qualcosa di ugualmente survival, ma con il plus dei mostriciattoli carini come possono essere quelli di Five Nights at Freddy’s. Chris Columbus aspetta ad agosto per leggere la prima bozza della pellicola scritta da Cawthon, che a settembre tweeta che la produzione del film è avviata e sarà il tutto nelle sale per il 2020. Poi a novembre, sempre del 2018, Cawthon ci ripensa, la sceneggiatura ora gli fa cagare, va riscritta tutto da capo, il film ritarderà un po’. In assenza di ulteriori crisi di Cawthon, Jason Blum di Blumhouse prende quindi la parola nel luglio 2020 e poi il 20 novembre dello stesso anno, annunciando che il film dovrebbe uscire ancora, che dovrebbe essere “ancora vivo”. Lo stesso giorno Cawthon su Reddit annuncia che le riprese inizieranno nella primavera 2021, ma lasciando la porta aperta sullo script, definendolo lo “script Mike” senza precisare se sia la versione della sceneggiatura che ama di più tra quelle realizzate. Sarà la volta buona? Intanto...


(Il film horror delle Banana Split) è il primo (non) film ispirato a Five Nights at Freddy’s. Quando si cincischia su una buona idea, può capitare che qualcuno abbia voglia di raccoglierla in qualche modo. La serie tv Banana Split, prodotta da Hanna e Barbera nel 1968 e arrivata pure da noi intorno agli anni ‘80, ha goduto nel 2008 di una nuova edizione a marchio Warner Bros e nel 2019 ha ricevuto la trasposizione a film per il canale Syfy. La regista Danishka Esterhaz ha realizzato Io ero Lorena Bobbit, che parla di una nota vicenda horror spaventosa per ogni maschietto, ma anche episodi della serie tv antologica Channel Zero. Tutta la troupe è stata dietro a robe come la serie tv di Raven e una roba che si chiama Vagrant Virgin, ma tra i credits dei produttori figurano anche chicche come Fido, uno zombie movie dall’anime vintage che spesso danno su Rai4, il nuovo film del “Leprecauno” e udite udite l’ultimo/reboot film legato alla saga di Critters, del 2019, Critters Attack!, dal 20 agosto 2020 in italiano su Sky. Se la serie originale è uno show per bambini con pupazzi animati, il film prodotto da Syfy con tutto il cast di Vagrant Virgin è un horror. Una famiglia per il compleanno della più piccina va negli Studios dove realizzano da sempre lo Show delle Banana Split in un momento cruciale: la cancellazione del programma a causa dei bassi ascolti. Il cast si ribella, ma quelli che fanno peggio sono i pupazzi dello show. In passato erano attori con un costume, ma ora sono degli animatroni con intelligenza artificiale... come i pupazzi di Five Nights at Freddy’s!! Seguono inseguimenti sul set abbandonato, reso lugubre al calare delle tenebre, con i Banana Split armati e sul piede di guerra. Non sono i pupazzi inventati da Cawthon, ma la storia potrebbe essere il perfetto (anche se ovviamente non il solo)  prequel della situazione che precede il gioco Five Nights at Freddy’s. L’elemento-chiave dei pupazzi “decaduti” che si muovono al buio c’è tutto, così come l’atmosfera generale. Il film è una divertente “poverata”, ma dimostra quanto era buona e duttile l’idea di fondo. Ed è piaciuto molto per quanti riguarda i numeri dello streaming.

(Ed eccoci al punto... ci abbiamo giusto messo una ventina di minuti. Meno del solito, trovate?). 

La storia del film, in uscita in America il 12 febbraio, si riassume rapidamente.

Nick Cage è un vagabondo che viene assunto come guardiano notturno in un family center di un paesino del Nevada. Presto scopre che di notte i pupazzi animatronici del locale si animano e cercano di ucciderlo. Dovrà difendersi e difendere un gruppo di ragazzini che sono entrati di straforo nel luogo. 

Il film era stato annunciato nell’ottobre del 2019 dall’etichetta indipendente americano-canadese Screen Media Films, a cui dobbiamo perle come Jeepers Creepers 3 e Blood and Money con Tom Berengher, ma soprattutto il magnifico L’uomo che uccise Don Chisciotte di Terry Gillian, capolavoro recensito anche sul nostro blog.

La sceneggiatura è di G.O.Parsons, attore di Criminal Minds al suo secondo lavoro ai testi. Il direttore della fotografia ha lavorato tra le altre cose al musical su O.J.Simpson, O.J. The musical, che non conoscevo, ma anche ad Heroes, dove ha realizzato un lavoro pazzesco. Il budget è di 5milioni di dollari e Cage è tra i produttori. Sembra un film piccolo piccolo, con “energia giovane”, il trailer è divertente, con un po’ di azione, pupazzi assassini, pieno di colori. Tutta roba da valutare nel post visione, sia chiaro. Ma c’è l’energia giusta e il ricordiamo premio Oscar Nicholas Cage, uno che quando si innamora di un progetto il film se lo mangia e lo riempie di stile. Il buon Nick è un amante di questo genere di film di nicchia ma dall’animo ultra-pop, incrociamo le dita.

(Finale) Riuscirà Cawthon a dare l’OK definitivo per girare Five Nights at Freddy’s nella primavera 2021? Usciranno nel mentre altri film che gli copiano l’idea? Vi faremo sapere. Talk0

giovedì 18 febbraio 2021

Star - parte il nuovo canale della piattaforma Disney +



Il sesto canale di Disney +

C’è stato un tempo in cui ci sembrava difficile vedere sotto la bandiera “adatta a tutte le età” di Disney prodotti come Deadpool e Alien, ma oggi inizia l’avventura di Star e noi siamo stati così fortunati da riuscire a partecipare all’evento “virtuale“ della sua inaugurazione.

Quello che segue sono quindi le nostre impressioni a caldo.

Il canale “adulto” del pacchetto Disney Plus “Star” andrà ad affiancare da fine febbraio gli altri 5 canali tematici della piattaforma, ossia “classici Disney“, “Pixar“, “Marvel cinematic Universe“, “Star Wars“ e “National Geographic”. Star presenterà un’ ampia offerta, tra cui sono comprese produzioni  dei canali di ABC e Hulu e il vasto listino della acquisita 20th Century Fox, permettendo quindi a noi vecchi appassionati di fantascienza non solo di godere delle saghe di Avatar, Alien, Predator e X-Men, ma anche aspettarci futuri spin-off legati a questi brand. È una autentica rivoluzione nella filosofia della piattaforma Disney, centrata da sempre su prodotti dedicati prevalentemente all’infanzia e ai ragazzi, che riesce a espandersi ai più grandicelli anche in ragione di nuove modalità di accesso dei contenuti streaming. Attraverso nuove funzioni di parental control basate su un sistema di codici di accesso riservati e gestibili liberamente dai genitori, la piattaforma permette infatti ai più piccoli di godere di prodotti a loro dedicati in sicurezza, esattamente come prima. Con questa implementazione arriva su Star anche un cospicuo numero di grandi classici della storia dei cinema, da Titanic a Braveheart, così come sono state inserite serie Tv amatissime come Grey’s anatomy e Modern Family, per un totale di più di 400 pellicole e 60.000 episodi tv. 

 


Tra poco in streaming

 

Parte dell’offerta è costituita dai nuovi contenuti espressamente pensati per il canale, gli “Star Original”. Titoli internazionali ma anche italiani, alcuni dei quali accessibili già dal 23 marzo. Ecco un piccolo elenco delle prime novità. 

 

Big Sky 




Da David E. Kelley, autore di Big Little Lies, arriva Big Sky un thriller drammatico basato sul libro “The Highway” di C.J. Box, per ora da noi ancora inedito (in Italia di questo autore sono editi  da Piemme “L’ultimo giorno del lupo” e  “Un angolo di paradiso”). La scomparsa di due ragazze porta un detective “scalcinato” ad indagare ai margini dell’autostrada che costeggia i boschi del Montana, tra camionisti e luoghi desolati, mettendolo forse sulle tracce di un serial killer. Sembra molto interessante. 

 

Love, Victor



Spin-off del film di grande successo Tuo, Simon, in originale Love, Simon, tratto dal libro “Non so chi sei, ma io sono qui” di Becky Albertalli. La serie ha già all’attivo su suolo americano due stagioni per un totale di 20 puntate. Love, Victor è una serie di stampo scolastico-sentimentale che parla, come del resto il film, della difficoltà di riconoscersi omosessuali, nella specie durante un momento della crescita molto complicato come l’adolescenza. Tra il timore di non trovare approvazione presso i propri genitori, i compagni di classe, i bulli, le amicizie a distanza tramite internet, lo studio e le prospettive per il futuro, Love, Victor è la piccola l’epopea di un ragazzo all’ultimo anno del liceo alla ricerca del proprio posto nel mondo. 

 

Solar opposites 



Creata da Justin Roiland, uno dei folli autori del cartoon Rick e Morty, e da Mike McMaham, Solar Opposite è una sit-com animata su quattro alieni che scappano dalla distruzione del loro pianeta per insediarsi sulla Terra. Tra chi è pro o contro l’integrazione con i terrestri, il gruppo forse potrebbe distruggere il nostro pianeta per terraformarlo da un momento all’altro. E forse lo farà. Per ora sono pronti 8 episodi da una ventina di minuti. Lo stile, tra Rick e Morty ( solo partendo dagli occhi stralunati dei personaggi) e Spongebob (gli alieni sembrano i “pesci” di Spongebob) è inconfondibile e spassoso. 

 

Helstorm 



Serie nata sul canale Hulu, ispirata ai fumetti horror di Marvel con protagonisti Daimon e Satana Hellstorm.  Helstorm, con una “L” sola, realizzata dallo stesso showrunner di Agent of SHIElD, è però staccata dal Marvel Cinematic Universe, anche per questioni relative al target cui le storie originali erano destinate, diventando per Marvel parte di un progetto parallelo destinato a un pubblico adulto denominato “Adventure into fear”. Progetto che avrebbe coinvolto anche una serie “per adulti” di Ghost Rider, ma che ha subito uno stop anche per le complicazioni della produzione dovute al periodo covid. Con già prodotta una prima serie, Helstorm è un progetto per il momento ancora misterioso, in bilico, che deve in qualche modo essere testato a livello internazionale. Se avrà successo potrebbe fare da apripista a molte altre opere “horror” tratte dai fumetti Marvel, magari la Legion of Monsters è dietro l’angolo.

 

Godfather of Harlem



La storia, in 10 puntate, del boss del crimine di New York Bumpy Johnson, quando negli anni sessanta del vecchio secolo fece la guerra al clan dei Genovese e incontrò sul suo cammino Malcom X. Nel cast Forrest Whitaker, Paul Sorvino, Giancarlo Esposito e Vincent D’Onofrio. Non vediamo l’ora di parlarvene di più.  

 

Prossimamente

Prossimamente su Star approderanno anche nuove serie, realizzate anche con cast e produzioni italiane e internazionali. Sono progetti recentissimi o ancora in lavorazione per i quali è stato possibile conoscere solo pochi dettagli. Per il momento ci è stato possibile “sbirciare” queste tre proposte. 

 

The good mothers

Basata sul libro di Alex Perry, The good mothers: The true story of the women who took on the world’s most powerful mafia, la serie ripercorre la storia del procuratore Alessandra Cerreti dopo gli eventi del 2009 relativi alla scomparsa di Lea Garofalo, in cui era indagato il suo ragazzo, affiliato alla ’Ndrangheta. Il procuratore, agendo fuori dagli schemi portò le mogli, le madri e le figlie dei malavitosi a collaborare con la giustizia, creando sulla base della solidarietà femminile un modo nuovo di combattere il sistema. Sarà una serie in 6 parti.

 

Le fate ignoranti 

La serie prende le mosse dall’omonimo e celebre film scritto e diretto da Ferzan Ozpetek, che più di 20 anni fa riscosse un enorme successo e fu molto importante per ampliare il dibattito sul tema della omosessualità. Secondo le parole dello stesso Ozpetek,  la miniserie intende attualizzarne il tema principale, evolverlo. Se all’epoca al centro del racconto c’era il tradimento “nascosto” di un marito defunto per un altro uomo, che sconvolgeva la visione che la moglie aveva sempre avuto del marito, oggi, in un periodo in cui l’omosessualità è mediaticamente più presente e socialmente più accettata, Ozpetek vuole raccontare il tema del tradimento da un punto di vista diverso, più viscerale e forse più “cattivo”, raccontando  un rapporto di coppia e fiducia che si frantuma a causa più di interessi “spicci”, “professionali”, quanto legati al mondo dell’arte, degli artisti e della cultura italiana. Come in Napoli Velata le bellezze italiche avranno quindi un ruolo centrale all’interno della narrazione. 8 puntate previste, cast per ora blindatissimo. Una puntata sarà girata anche in Tunisia. 

 

Boris - la quarta serie! 

Nata nel 2007 come serie tv originale di Wilder per il canale di Fox Italia e poi assurta ad un successo di stampo quasi “mitologico“, Boris, scritta da Giacomo Ciarrapico, Luca Vendeuscolo e Mattia Torre, è una delle serie tv più amate di sempre. Al centro della storia c’è la sgangherata troupe di una altrettanto sgangherata serie tv, un po’ soap opera e un po’ medical drama, dal titolo “Gli occhi del cuore”. Seguendo il punto di vista del nuovo stagista Alessandro (Alessandro Tiberi), che inizia a muoversi sul set insieme allo “stagista-schiavo” Lorenzo (Carlo Luca de Ruggieri), conosciamo, puntata dopo puntata, backstage dopo backstage, la variopinta brigata guidata dallo stralunato e umorale regista Renee Ferretti (Francesco Pannofino), che dirige ispirato dal suo pesce rosso Boris. Dalla brusca assistente alla regia Arianna (Caterina Guzzanti) allo “psichedelico” direttore della fotografia Duccio (Ninni Bruschetta), dall’addetto alle luci burino Biascica (Paolo Calabresi) all’ambiguo responsabile di produzione Lopez (Antonio Catani). Dall’attore egocentrico Stanis (Pietro Sermonti) alla attrice “cagna” Corinna (Carolina Crescentini), alla attrice “raccomandata e assenteista” Cristina (Eugenia Costantini), all’attrice “raccomandata zozza” Karin (Karin Proia), passando per la “linea comica” Nando Martellone (Massimiliano Bruno) e l’attore “pazzo e pericoloso“ Mariano (Corrado Guzzanti). E questi sono solo alcuni degli indimenticabili personaggi di quella che è stata la più riuscita, gustosa  e feroce critica a un certo modo di fare tv (vorrei dire ””"del passato”””) da parte dei “poteri forti”, tra influenze politiche, “argomenti problematici per il pubblico”, attori e maestranze incapaci ma soprattutto tanta titanica voglia di “portare a casa lo sporco lavoro”. Abbiamo aspettato per anni una stagione 4 e finalmente con Star saremo accontentati, anche se non ci saranno più purtroppo nella brigata la segretaria di edizione Itala di Roberta Fiorentini e uno dei tre grandi costruttori della serie Boris,  Mattia Torre, scomparsi di recente. Sembra che il tema centrale della quarta stagione saranno i telefilm all’epica dello streaming. Non vediamo letteralmente l’ora. 

 

Sono ancora tantissime le sorprese da svelare e non vediamo l’ora di comunicarvele quanto prima! 

Talk0

giovedì 28 gennaio 2021

Shadow in the cloud - trailer “natalizio”, perché i Gremlins fanno sempre Natale



La regista Roseanne Ling scrive, insieme al nostro amato Max Brooks, e dirige, nello splendore della fotografia “vintage” di Kit Fraser, un action thriller che fin dai primi rumors ci ha mandato in fibrillazione. Protagonista assoluta della scena, nei panni di una cazzutissima pilota di un bombardiere B-17 della seconda guerra mondiale, Chloe Grace Moretz, la vera lolita nerd del nuovo millennio. la “Hit-Girl” di Kick-Ass. La seguiamo con amore dagli esordi di quando era bambina in Desperate Housewife, passando per Hugo Cabret di Scorsese, un remake forse troppo “X-Men” e forse “meh” di Carrie, un curioso Dark Shadows di Burton fino a diventarmi erotica dancer in Suspiria di Guadagnino. Temiamo di vederla presto (ma speriamo tardissimo, meglio mai) in Tom & Jerry, ma intanto e con gioia la abbiamo di nuovo qui, più Kick-Ass che mai, sulla fortezza volante, a sparare all’impazzata ad una montagna di aerei nemici, manco fossimo in 1943 di Capcom, e pure a picchiare a cazzottoni i temibili Gremlins che stanno smontanto l’aereo dall’esterno. La mente non può che tornare a quel film a episodi sulla Twilight Zone con un John Lithgow al finestrino di un aereo notturno in un giorno di pioggia e con la paura del volo, da cui sarebbe nato il classico natalizio di Joe Dante. Oltre da quanto abbiamo visto finora non possiamo andare. Ci immaginiamo un one-girl-show, magari un Gravity in salsa piccante. Così come si affaccia ai ricordi quel promettentissimo, ma un po’ spento, action in salsa nazi-Zombie di nome Overlord che proprio nei suoi primi minuti, con i soldati che colavano a picco in un aereo in fiamme, aveva sparato tutte e troppo presto le cartucce della pellicola. Cloe è nei nostri cuori, il trailer parla di spettatori entusiasti ai massimi livelli, noi nel nostro piccolo speriamo bene e incrociamo le dita. La regista è promettente, Landis ha il potenziale (Chronicle) ma ogni tanto sborda (American Ultra). Siamo ufficialmente curiosi e sempre innamoratissimi della piccola e cazzutissima Choe Grace Moretz. 

Talk0

P.S.: intanto, dai tempi in cui avevamo programmato questo post, il film è passato tra le maglie della critica internazionale che l'ha giudicato un po' troppo "tiepidino"... incrociamo le dita che almeno a noi possa piacere e ci aggiorniamo dopo la visione.


giovedì 19 novembre 2020

JIU JITSU - primo trailer

 



Quando all’improvviso scopro che c’è in uscita un film in cui il nostro mito Nicholas Cage indossa una bandana armato di katana, il mondo mi appare subito più bello. Poi vedo che ci sono pure i nostri beniamini dei film di arti marziali di fascia b-fiera, come Alan “Kickboxer 2.0” Moussi, Rick “Drift King” June, il nostro villain preferito Frank Grillo e soprattutto sua maestà Tony Jaa, e inizio a credere nel futuro. Poi ti vedo sto tizio in tuta low budget da predator-wannabe che si muove come un power ranger e sono sicuro di aspettare già, nei migliori cestoni dei film in dvd a 3 euro, questa nuova fatica del folle, tamarro e irresistibile Dimitri Logothetis. L’uomo che ha ridato lustro alla saga di Kickboxer, dando un’occasione da attore a quel simpatico stoccafisso, ma pazzesco lottatore che è Alan Moussi, potrebbe regalarci una nuova adrenalinica perla action-vintage, da mettere già lì sullo scaffale, sulla fiducia, tra un Arma Non Convenzionale e Skyline Beyond, con la benedizione di Paramount. Attendiamo trepidanti un bel match Tony Jaa vs Rick Yune vs Moussi vs Cage con katana. 

Talk0

P.s. E se non riuscite ad aspettare l’uscita nelle sale (22 novembre in America, da noi ancora non confermato), su Amazon potete già trovare il fantastico e ultra-underground fumetto che ha ispirato la pellicola. Rigorosamente anche lui parto di Logothesis.

lunedì 16 novembre 2020

Monster Hunter - il primo trailer

 



L’ultima volta che P.T. Anderson ha detto alla bellissima Milla Jovovich “facciamo un film tratto da un videogioco Capcom di successo” sono usciti i 6 film di Resident Evil. Come andrà a questo giro? 

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mercoledì 11 novembre 2020

Diabolik - il primo teaser del nuovo film dei Manetti Bros con Luca Marinelli protagonista

 



Era tanto atteso un nuovo adattamento cinematografico del fumetto delle sorelle Giussani, dopo il film diretto da Bava nel 1968. Diabolik è una vera istituzione e vanta da anni schiere di fans che vanno anche al di là della nostra piccola Italia. È un ladro spietato, sexy, astuto. Un antieroe con un passato misterioso e violento, ha un cuore che sembra di ghiaccio. Predilige un coltello affilato come arma, ma nella sua cassetta degli attrezzi non può mancare un rampino e una serie infinita di molle e strumenti per il salto. Un fisico scultoreo, degli occhi azzurri penetranti, delle sopracciglia cespugliose da vero uomo, i lineamenti de volto ispirati all’attore Robert Taylor. Guida una Jaguar E, è l’unico in tutta la regione che ce l’ha ma nessuno riesce a risalire a lui (Claudio Bisio, cit.). Indossa una tuta senza zip dalla quale può entrare solo dai buchi fatti per gli occhi (Claudio Bisio cit.). La sua donna, Eva Kant, ha i lineamenti algidi della Principessa di Monaco Grace Kelly, che con i suoi occhi di ghiaccio lo segue nelle sue imprese con devozione ed esperienza. Ha un nemico, il commissario Ginko, infaticabile e scaltro, ma non quanto lui.

Migliaia di copie e migliaia di omaggi, dal fumetto Cattivik di Bonvi alla parodia con Johnny Dorelli Dorellik (Arriva Dorellik, film di Steno), passando per tutta una serie di antieroi che a lui si ispirano e per questa devozione portano una “K” nel nome, da Satanik a Kriminal



Servivano gli attori giusti, i registi giusti, il glam più corretto. È interessante che a vestire i panni dell’antieroe sia stato chiamato Luca Marinetti, già meraviglioso nei panni dello Zingaro, un villain “alla Joker”, in Lo chiamavano Jeeg Robot di Gabriele Mainetti, già Fabrizio De André nello sceneggiato Rai diretto da Luca Faccino, splendido interprete in Non essere cattivo. Forse non ce lo aspettavamo per il fisico un po’ segaligno, ma nel frattempo potrebbe aver fatto una “cura Christian Bale”. Di sicuro gli occhi ci sono, come una predisposizione a interpretare personaggi complessi, spesso maledetti. Eva Kant è il nostro tesoro nazionale Miriam Leone. Un fisico da infarto, un sorriso infinito, uno sguardo da innamorarsi all’istante. Valerio Mastrandrea è Ginko, anche lui un po’ magretto per il ruolo ma con la giusta esperienza.

Dirigono, producono e scrivono i Manetti Bros, cultori assoluti della cultura pop anni 60/70, i cui temi, spirito e colori inseguono in molte loro opere, dal “poliziottesco” Coliandro agli horror come Paura, passando dal “musicarello” Song’e Napule. Tra i pochissimi in Italia a fare film di genere, dalla fantascienza aliena di L’arrivo di Wang ai concept thriller come Piano 17. Ci piacciono e non vediamo l’ora di vederli scatenati con un budget più corposo del solito. La fotografia è di Francesca Amitrano, già collaboratrice dei Manetti per Ammore e malavita e per le stagioni cinque e sei dell’Ispettore Colliandro. Produttore Esecutivo è Carlo Macchitella, di Rai Cinema e 01 Distribution, che nel recente ci ha portato anche l’horror zombesco The End? L’inferno fuori di Daniele Misischia, un piccolo ma divertente “action da ascensore” come lo era Piano 17 dei Manetti, ma anche il bel thriller Non sono un assassino di Andrea Zaccariello. Le buone premesse ci sono tutte, si parla di un adattamento del terzo numero della serie, quello sull’incontro tra Diabolik ed Eva Kant. 

La data di uscita è il 31 dicembre 2020. 

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mercoledì 23 settembre 2020

Ue’ raga, è arrivato il trailer del film del Batman, quello nuovo. Stasera tutti alla gintoneria e alla mezza “operazione spago” dalla Tati!

 


Il Batman è uno fuori fuori, ma c’hai il grano. Si veste bene ed è il bello come il tizio di Twilight perché è interpretato dal tizio di Twilight (non so se rendo). Ha un macchinone paiura sicuro linea esclusive limited da emirato. Veste costumino in pelle del Dolce con accessori Fendi Fendi. Poi combatte chi si veste male ed è solo per questo mito totale.

Ma soprattutto IL Batman (The Batman con il “The” davanti per prima volta, adoooro) è finalmente un raga vero, uno con la faccia giusta che si può divertire all’Hollywood più figo, quello di Milano, con i “raghi” più giusti di corso Como. Uno che alle due di notte dopo aver giocato con il pinguino te lo trovi dal porchettaro.

Andiamo al succo del trailer. Robert Pattinson mi ha convinto come ipotetico Batman dai tempi di Cosmopolis di Cronenberg e mi è piaciuto come attore anche in Lighthouse di Eggers. Quando l’ho visto per la prima volta con il costume dell’uomo pipistrello fatto su misura per lui ho pensato “forse devo vederlo per un altro paio di volte... forse al cinema in movimento ha il suo perché. Quando ho visto la batmobile ho pensato più o meno la stessa cosa, ma questo non è il punto... anzi un po’ sì, lo è e mi spiego: Batman è la massima gallina dalle uova d’oro in ambito supereroi. È normale e legittimo proporlo in modo sempre diverso e accattivante, spiazzando anche il pubblico con intuizioni di design nuove ma accattivanti, astutamente nascoste fino alla fine in trailer pieni di immagine scure e confuse stile il Daredevil di Mark Steven Johnson con Ben Affleck. Il problema è che questo trailer sembra tutto un maxi omaggio a Daredevil di Mark Steven Johnson con Ben Affleck, maniacale come lo Psycho di Van Sant, non sembra farina del bravo Matt Reeves del Pianeta delle Scimmie 2 e 3, qui anche sceneggiatore. E non mi convince neanche se si sono dannati a scrivere in Italiano ogni bigliettino che compare nel trailer, compreso lo scontrino Esselunga di Alfred, per lisciarmi il pelo.



Però devo dire che questo progetto mi affascina e nonostante trovi questo primo trailer una bruttura senza senso di sicuro mi hanno già convinto ad andare in sala. Andy Serkis come Alfred. Colin Farrell novello pinguino e già con la “fame giusta”. Paul Dano potrebbe non dirvi molto come nome e possibile genio del crimine come Enigmista, ma guardate cosa fa a Daniel - Harry Potter - Redcliffe in Swiss Army Man e immaginate cosa potrebbe voler fare a Robert - Cedric Diggory - Pattinson. Fossi nell’attore che ha interpretato Ron inizierei a tremare per una futura collaborazione con Dano. Nel cast anche Zoe Kravitz novella Cat-Woman, Peter Sarsgaard, John Turturro, sembra davvero difficile lamentarsi! L’unico cosa che un po’ mi intimorisce è forse tornare a Gotham, dopo averla percorsa in lungo e in largo in troppi film, videogiochi, fumetti e serie tv. Già visti il manicomio, la fun house, il locale del Pinguino, il distretto di polizia, il porto, l’ospedale, il quartiere dei night, la bat-caverna. Serve un po’ di “magia” per renderla “nuova” per l’ennesima volta questa città e spero che il film di Reeves sappia sorprendermi. Va bene, per ora diciamo che è tutto. Ci si risente con gli aggiornamenti di questo “IL” Batman nel 2021! 

Intanto ho visto pure il trailer di Wonder Woman e temo siano riusciti nell’impresa di rendere la mia amatissima Kristen Wiig una Cheetah molto più inquietante quanto i gatti anatomicamente inquietanti di Cats. Ho paura a riguardare il trailer.

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lunedì 21 settembre 2020

Il primo trailer del film sulla Suicide Squad diretto da James “Guardiani della galassia” Gunn


Uscirà il 2021, per ora c’è solo un lungo elenco del cast accompagnato da disegni colorati e la certezza che James Gunn, qui in veste di regista e sceneggiatore come in Guardiani della Galassia, voglia far dimenticare al mondo l’esistenza del primo, maldestro, film dedicato agli anti-eroi DC a firma David Ayer + “i tizi del trailer buffo” (mamma, quanto mi fa male rinverdire tutta la faccenda... se volete sul blog ne abbiamo parlato secoli fa QUI). Ritorna naturalmente Margot “Harley Queen” Robbie, ritorna Viola Devis, ritorna il Captain Flagg di Joel Kinnaman e pure il Captain Boomerang di Jay Courtney. Il resto del cast è rivoluzionato e comprende nomi come John Cena, Peter Capaldi e Idris Elba nel ruolo del “nuovo Deadshot”. Essendo un film di Gunn, erano immancabili, a parte il fratello Sean, un paio di suoi attori “feticcio” come Michael Rooker e Nathan Fillion, entrambi provenienti dalla sua horror Commedy a base di vermi spaziali Slither. Nel gruppo anche Taika Waititi, che probabilmente farà qualcosa di folle e stralunato come solo lui sa fare. Gunn ha preso un fumetto come I guardiani della galassia, ossia il super-gruppo Marvel più inavvicinabile e “nerd-only” e ne ha fatto una delle punte di diamante dell’universo cinematografico Marvel - Disney con stile, cuore e interpreti favolosi. Sappiamo che presto tornerà per i Guardiani “capitolo 3”, ma per ora non vediamo l’ora di seguirlo in questa nuova avventura. E lo dico da suo fan dai tempi dei film di Scooby Doo con Matthew “Scream” Lillard. 

Per ora solo un trailer veloce con la “formazione in campo”. Non vediamo l’ora di conoscere aggiornamenti a riguardo. 

In fondo non può essere peggio di di Birds of Prey...

Forse.

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