martedì 8 luglio 2014

Deliver us from Evil - Liberaci dal male - Jerry Bruckheimer fiuta nuovi blockbuster...e noi vi mettiamo il trailer!


Nota!! Questo non è "Last Exorcism 2: Liberaci dal Male" anche se è pure lui un film sull'esorcismo. E' un film nuovo e speriamo promettente. Che forse al momento di entrare in sala cambierà titolo (magari lasciandolo in originale) per evitare le ovvie confusioni nate dai sempre amati titolisti italici. Ed ora il trailer: Chi vuole un bel traler del nuovo blockbusterone di Gerry Bruckheimer che sta per dare brividi all'estate cinematografica (e che da noi arriverà il 20 agosto, in contemporanea con Zimbawe e Mato Grosso)? Spegnere le luci, trovate una cuffia da collegare e mettere al massimo volume, modalità schermo intero e pronti per lo spavento!


Quel mattacchione di Gerry Bruckheimer. Ci ha fatto innamorare di una bruttina saldatrice che voleva diventare ballerina, e tutti l'abbiamo vista come la donna più sexy della terra (Flashdance). Ha fatto credere a qualcuna che Richard Gere, il più bolso degli attori bolsi, fosse sexy (American Gigolò). Ci ha fatto per un istante sognare che Tom Cruise perdesse la vita abbattuto da un Mig, ma senza andare fino in fondo (Top Gun). Ci ha portato ad Alcatraz con il Nick Cage più in acido di sempre (The Rock, il film non l'attore). Grazie a lui gli Aerosmith hanno salvato il mondo (il video di Armageddon). E poi le varie serie di CSI, i tamarrissimi Bad Boys, I pirati dei Caraibi, Black Hawk Down. Gerry ha fiuto per le storie che piacciono e gasano e il suo "tocco" è riconoscibile (anche se quando si abbina a Michael Bay si mischia un po'), soprattutto negli action. Dialoghi spigliati, fotografia di lusso, spadate o pistolettate continue e ritmate, tantissimo divertimento alla base di tutto magari condito di qualche sincera burinata, che non fa mai male.

Mike: Oggi ho un mal di testa infernale...
Marcus: Ah. tu hai il mal di testa? questa mattina mi sono svegliato con un pupazzetto dei power ranger trapiantato nel culo!
Ora Bruckheimer, mentre pare siano imminenti National Treasure 3, Bad Boys 3 e I Pirati dei Caraibi 5, sta esplorando un nuovo franchise, il genere "biografico-esorcistico".  Un genere che pare tirare, dopo che la famiglia Warren (L'Evocazione) è entrata a far parte dei vicini di casa che chiunque vorrebbe avere. Ma un genere di solito contenuto, giocato sulla recitazione, quattro mura di scenografia e tanta suspance. Magari un po' statico per chi fa scoppiare palazzi. Ma Bruckheimer è fortunato. Scova un libro autobiografico scritto da un poliziotto, Ralph Sarche, che ha avuto a che fare nella sua carriera con strane forze paranormali, accompagnato nelle indagini da un prete esorcista. Un libro con dentro una ventina buona di casi. Giusto per accertarsi la possibilità di qualche sequel. Una storia lo colpisce. Parla di una specie di epidemia e coniuga perfettamente il buddy movie alle tematiche horror. L'idea giusta per un nuovo Bad Boys in salsa soprannaturale, esattamente quello che il pubblico invoca da sempre. Un "Bad Boys in hell!"

Sarchie: Oggi ho un mal di testa infernale...
Mendoza: Ah. tu hai il mal di testa? questa mattina mi sono svegliato con un power ranger trapiantato nel culo!
Sarchie: Perchè hai in casa dei power ranger?
Mendoza: .....
Sì ma che palle, un altro film di esorcismi uguale ad altri mille... e invece no! Certo, il genere ultimamente gode di spaventosa inflazione e per una pellicola buona ci sono spesso quintalate di cose scarse o naif o poco convinceti. Però, appunto, qualcuna si salva. Come Il Rito, L'evocazione, L'Esorcismo di Emily Rose.

Fermo e mani in alto! Ho un crocifisso e non ho paura di usarlo!
Ecco, Deliver us from evil è scritto e diretto da Scott Derrickson, in collaborazione con il suo socio di sempre Paul Harris Boardman. Già regista de L'esorcismo di Emily RoseSinister, un Hellraiser che qui non è mai stato distribuito ufficialmente (il 5, dannata distribuzione italiana che vede gli Hellraiser come "trilogia"). Pare accreditato anche per il film Marvel sul Dr.Strange, un personaggio che di esorcismi e demoni transdimensionali se ne intende. Uno che se ne intende. Uno che sa mettere davvero paura e, se non ci credete, vi invito a rimettere il vostro dvd dell'Esorcismo di Emily Rose nel lettore. Il tipo giusto.
E se siamo entusiasti da queste premesse su regia e sceneggiatura (in contemporanea dall'America arrivano già le prime recensioni, ma voglio aspettare a leggere e ben sperare, almeno per un po'), ci piacciono anche gli attori. Eric Bana, da sempre un tipo solido e interessante, nei panni del poliziotto. Edgar Ramirez, un nome "caldo" (è stato Ares in La furia dei titani, e nemmeno io me lo ricordo, ma sarà Brodhi, la parte che fu di Patrick Swayze, nell'essenziale remake di Point Break, schedulato per il 2015) nei panni del prete. Poi, oggettivamente, Ramirez sembra avere le carte in tavola per meritarsi il poster in qualche cameretta di adolescente media... diciamo che ricorda abbastanza qualcuno che nelle camerette delle adolescenti ci è già stato...
perché? non so perché... sono "fati" miei...
Aspetto non da disdegnate, una bella atmosfera generale alla "Seven" e un bel po' di pupazzi inquietanti e tipi pazzi... alla "Seven", appunto. Non che andasse male come modello, anzi. Altra nota positiva, il film pare da subito piuttosto sanguinolento e disturbante, ma le foto in rete ci garantiscono-rassicurano che anche nella scena più tetra si tratta comunque di plastica.
certo non il classico pupazzino da happy meal..
Il film ci incuriosisce. Appena ne avremo le manacce sopra non tarderemo a riparlarvene. E speriamo che le buone premesse non si risolvano in un nulla di fatto. 
Talk0

domenica 6 luglio 2014

Ai miei amici che oggi fanno il grande passo.

Qualche tempo fa.
io:"Allora, come è andata? Che tipo è? "
lui: "è una tosta, simpaticissima"
io: "cosa avete fatto, siete andati a cena?"
lui: "sì, e a vedere Shaolin Soccer! e le è piaciuto!!"
Credo che non si potesse iniziare meglio una bella storia.
Credo non potesse continuare meglio, giorno dopo giorno, anno dopo anno. Nonostante il lavoro, le bollette, i mille impegni della vita di tutti i giorni. Una bella storia che oggi continua e si festeggia con una grande torta e due pupazzetti in cima.

Con affetto. Talk0

sabato 5 luglio 2014

When Marnie was there - il trailer del nuovo film dello studio Ghibli


Sinossi: Anna è una ragazza un po' solitaria, che viene spedita per le vacanze in un piccolo villaggio del Norfolk. Qui incontra Marnie, una ragazza dai capelli biondi che vive in un enorme caseggiato e fa presto amicizia con lei. Marnie nasconde un segreto, ma questo non impedirà alle due ragazze di trascorrere iniseme una felice estate.


Il nuovo malinconico Ghibli:  Se vi trovate in Giappone il 19 luglio e avete a portata di mano una sala cinematografica, magari potreste avere l'occasione di assistere alla prima del nuovo lavoro dello studio Ghilbi. Il trailer parla da solo, ci immerge in un istante nel racconto e ci avvolge di colori caldi.
Ancora una volta lo studio si basa su un'opera occidentale, When Marnie was There, novella scritta e illustrata di Joan G.Robinson, pubblicata per la prima volta nel 1967 e on-line disponibile anche come E-book (se la trovo poi in Italiano aggiorno il post). Una lettura che sarebbe carino recuperare nell'attesa di una quanto mai possibile futura trasposizione italiana.
Decisamente appropriata la scelta di un programmazione estiva, in perfetta simmetria con l'ambientazione del  racconto. La trama è facilmente intuibile e non voglio pertanto rivelare quel poco che già si sbandiera on-line. Ma pare evidente che sia una pellicola che, più che sulla sorpresa narrativa, prediliga farsi apprezzare per le atmosfere, per la bravura delle doppiatrici interpreti e per i sempre splendidi colori pastello dell'amato studio di Totoro.
Il film è scritto e diretto da Hiromasa Yonebayashi, che oltre a lavorare per Ghibli ha collaborato a Jin-Roh, Serial Experiment Lain e alla trasposizione anime del bestseller Monster di Urasawa. Qui Hiromasa è alla prima regia e siamo molto curiosi e speranzosi.


Speriamo di vederlo presto dalle nostre parti! 
Talk0

venerdì 4 luglio 2014

Ci lascia Giorgio Faletti


Oggi a 63 anni, dopo brutta malattia ci lascia Giorgio Faletti. Non pensavo davvero di scrivere queste parole oggi, non immaginavo di doverle scrivere mai. Faletti è stato un grande attore, un inaspettato bravissimo cantante, un ottimo scrittore. Dal Drive in a Colletti Bianchi. Da Minchia Sig.Tenente a Io uccido. Da Vito Catozzo al professore severo ma umano di Notte prima degli esami. Faletti c'è stato. Con la sua garbata presenza è stato uno dei volti più riconoscibili della nostra Italia dagli anni ottanta ad oggi. L'ho sempre apprezzato. Ho riso, ho pianto con le sue canzoni, ho divorato i suoi libri, quando ha deciso di diventare giallista. Anche se il suo recente modo di "vestirsi da giallista", con maglione nero a collo alto, stile Lucarelli, mi faceva un po' ridere (magari lo faceva apposta?). Avrei voluto conoscerlo e dirgli quanto mi era piaciuto Io Uccido, quanto del meglio del cinema italiano c'era in Io Uccido (da Bava a Fulci). Avrei voluto dirgli quanto mi aveva colpito  Appunti di un venditore di donne, quanto avrei divorato milioni di romanzi ambientati in quella Milano, con quei personaggi veri e sognanti insieme. Dirgli che quando si impegna non lo batte nessuno. Dirgli che la voglia di mettermi a scrivere, in fondo, me la aveva messa addosso lui.  Fino a questa ultima brutta notizia, fino ad un secondo fa, speravo di poter leggere un suo nuovo romanzo, con impazienza.  Cose che non posso più dirgli, pagine che non posso più leggere perché le brutte malattie arrivano e ti portano via in un attimo. Anche se sei un grande, anche se hai solo 63 anni. Da quando a Ora, il suo ultimo libro - cd, ce l'ho ancora mezzo confezionato. Volevo un altro bel giallo, non qualcosa di malinconico e autobiografico, quella è roba che si scrive da vecchi, pensavo, te lo leggerò tra vent'anni, quando ne scriverai il seguito aggiornato. Mi sa che ora te lo leggo, mannaggia a te.  
Ci mancherai Giorgio. Grazie per tutto quello che ci hai regalato negli anni.


Un abbraccio sincero a tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerti.
Talk0

mercoledì 2 luglio 2014

Puella Magi Madoka Magica - parliamone così, come se non ci fosse un domani



Premessa: Con il nuovo film in uscita oggi nelle sale italiane mi è venuta voglia di rispolverare questo classico moderno dell'animazione giapponese. Un'opera che nonostante mille dubbi iniziali è riuscita a fare breccia anche in me, gasandomi ed emozionandomi come non mai. E dire che ho sempre detestato tutti gli anime con le maghette..
Sinossi: Mitakihara, ridente cittadina di provincia situata in uno spaventoso mondo alternativo dove le donne hanno completamente preso il sopravvento. Relegati in casa alla stregua di fuchi riproduttivi (da adulti) e animali da compagnia (da piccoli), gli uomini vivono privati in ogni volontà propria, costretti a sorridere come ebeti e ad accoppiarsi con la donna che prima li reclama. In questo luogo oscuro vive Madoka Kaname, figlia della imprenditrice Junko e dello schiavo senza palle Tomohisa. Madoka frequenta il secondo anno della scuola media cittadina (a due passi da casa, seguendo un passaggio nel parco, simile alla luna di Endor), un istituto dalla architettura folle sul cui tetto ci sono più guglie del duomo di Milano e le cui classi sono costituite da gabbie ricoperte di vetri. Qui si studiano prevalentemente economia domestica, da impartire ai fuchi, e tecniche di coercizione mentale degli stessi. Madoka è una ragazza timida ma solare ed ha come sue amiche la "sgamata"Sayaka Miki e la stronzissima e altezzosa Hitomi Shizuki. Un giorno nella classe frequentata dalle tre ragazze arriva una inquietante studentessa in nero, Homura Akemi. Homura eccelle in ogni disciplina e sembra più grande della sua età. Tutti le diventano amici ma pare avere una forte antipatia proprio per Madoka. Al termine della giornata Madoka e Sayaka si trovano in un centro commerciale grande come uno stadio e ovviamente deserto come tutto l'incoerente mondo architettonico dell'anime. Qui sentono la voce implorante di uno schifoso animaletto puccioso tipico dei cartoni animati sulle maghette. Madoka lo raccoglie e lo protegge quando sul posto arriva Homura, vestita in modo strana e armata, intenzionata a fargli la pelle. Subito dopo giunge anche Mami Tomoe, una studentessa di un'altra scuola, l'unica con una misura di seno accettabile. Anch'essa vestita strana, anch'essa armata. Homura desiste, minaccia e sparisce. Contenta del salvataggio la schifosa creatura, con lo sgamo e tempismo tipico dei venditori dela Folletto, decide di proporre a Madoka e Sayaka un'occassione irripetibile di guadagno. Racconta che Homura e Mami sono in realtà delle maghe, intente nella lotta contro creature mistiche e misteriose che infestano la terra: le streghe. Ovviamente il cosetto peloso glissa sul fatto che una delle maghe lo volesse uccidere pochi istanti prima, come insegnano alla Folletto durante il periodo di affiancamento (ovviamente scherzo, massima stima e rispetto a tutti i venditori della Folletto!). Chiunque (solo le donne ovviamente, non i fuchi)può diventare una maga e contribuire a salvare il mondo dal male. Basta stringere un patto con lui. E in cambio, subito in pronta consegna insieme alle due coperte e alla fantomatica "terza trapunta componibile", le novelle maghe avranno la possibilità di esprimere un desiderio. Un desiderio qualsiasi, massima serietà, come quelli del drago Shenron di Dragon Ball ma anche più potenti. Per convincerle della bontà della sua proposta, lo schifoide peloso si accorda con Mami perchè porti le due a vedere come una maga affronta una strega e quanto beneficio per il mondo questa pratica comporti. Mami le porta davanti all'ingresso di una dimensione parallela, luoghi popolati da mostri che sembrano incubi grafici disegnati da un fattone in acido. Mami combatte. Mami vince con un sacco di coreografie alla Sailor Moon e colpi decisivi pronunciati in italiano come "Tiro finale".Le ragazze vedono. Le ragazze sono estasiate. In sottofondo c'è un gioioso coretto femminile in acido che canta roba tipo "Maaami Ma miiiiii, Ma ma mi, mami maaaaa mi"(credo perché la maga si chiami Mami, ma potrei sbagliarmi). Sayaka vuole già combattere e pensa al suo desiderio, rimettere in forza il suo fuco personale che attualmente vegeta depresso in ospedale per una leggera torsione (dai sù, non sembra effettivamente che stia morendo per qualcosa, è solo uno sfigato...). Madoka ci vuole pensare. Non che non voglia combattere le cattive streghe disegnate da un fattone in acido, è che vuole aver chiaro cosa chiedere in cambio del il disturbo.L'altruista. E fa bene! Perchè in questo anime diventare maghe significa principlamente una cosa: rogne da paura. Pensavate di vedere un innocuo anime sulle maghette? In realtà state vedendo un horror, di quelli spaventosi.

Bello e batuffoloso vero? Aspettate di vedere dove ha realmente la bocca e ne riparliamo...
Le maghette per le femminucce: Negli anni '80 lo studio Pierrot in primis, ma poi un mare di altra gente, crearono il genere delle "maghette". Ragazzine che grazie ad un particolare ciondolo donatogli da un pupazzo alieno diventavano momentaneamente adulte in una colorata trasformazione. La cosa interessante di anime come L'incantevole Creamy e Magica Emi è che sostanzialmente, avvenuta la metamorfosi, le ragazzine "andavano a lavorare". Una come cantante, l'altra come illusionista. C'era sempre un qualche elemento magico, volto per lo più ad attirare l'attenzione del pubblico, ma la cosa era davvero tutta qui. Con la massima semplicità. Le ragazzine vedevano il cartone animato e si abituavano ai "tempi della vita adulta". Arrivare in orario ad un lavoro, fare gioco di squadra, impegnarsi per migliorare al massimo. Spesso poi nasceva conflittualità tra loro e la loro trasformazione adulta, quando il ragazzo che le piaceva inesorabilmente si innamorava della loro controparte adulta. E ovviamente, essendo bambine nell'animo, se il maschietto ci provava con la loro versione adulta, si pigliava un due di picche sonoro.I disegni erano molto belli, le trame ammiccanti ma innocue. Trovate qualcosa nel catalogo Yamato Video mi pare. Il filone delle maghe combattenti è la diretta evoluzione delle maghette. Con un'identità nascosta Sailor Moon e compagne combattono le oscure forze del male provenienti da strani pianeti alieni. Ma in concreto svolgono attività di "valorizzazione del territorio" e "assistenza sociale". I nemici, badate bene, sono sempre creature che cercano di attirare vittime utilizzando per amo le loro vanità. Una gioielleria che fa sconti diabolici. Un ristorante eccezionalmente buono. Un centro di bellezza alla moda. Luoghi che zombificano di materialismo le loro vittime. Fino all'arrivo delle maghette. Le ragazzine qui non solo sono spinte dalla responsabilità del loro potere a combattere, dall'altruismo innato, ma hanno a che fare con i più tipici problemi-pericoli connotati all'età adulta, spesso sottolineati con il pennarello rosso. Fare allenzione alle futilità e diffidare sempre degli sconosciuti, pupazzi pelosi pucciosi alieni a parte. Poi le ragazzine crescono e un posto pericoloso paro paro a quello visto in Sailor Moon lo frequentano. Ma questa è un'altra storia.


davvero non ci serviva altro. bastava il canovaccio classico: una puntata alle terme, una in piscina, una al mare, una al pigiama party, una in cui tutte si ubriacano. E magari trasformazioni in maghette zozze! E invece no! L'opera ammicca ma nulla più... però ammicca bene... Per la cronaca, questa è una delle rarissime immagini ufficiali che le vede il costume balneare.Il resto è tutta produzione non autorizzata.

Le maghette per i maschietti: Ci sono quelli che vedono in queste opere una sana ingenuità, la purezza davanti ad un mondo sporco e logoro. A volte capita anche a me. Alcune opere più di altre hanno un indubbio lirismo, una costruzione formalmente ed educativamente perfetta. Ma c'è anche dell'altro, anche se pare un "parente scomodo". Vorrei essere elegante, ma mi viene difficile. Le maghette, combattenti o meno, sono da sempre un inesauribile fonte di ispirazione per pulsioni sessuali. Vuoi la cultura giapponese, che prevede in molti episodi visite alle terme, capatine in piscina, al mare, in sauna, bagni pubblici. Vuoi le scene di trasformazione che ammiccano. 'Ste maghette stanno sempre nude e sono in genere un ottimo vedere (ma occhio ad alcune fregature già ampiamente esposte in Sailor Moon!... in questo caso gli anime per ragazzine hanno un valore educativo anche per i maschietti..). Esiste di fatto pure un sottomercato di bambolotte a figura intera riproducenti le più note combattenti magiche. Esistono al contempo simulatori di "fidanzamento" elettronico che culminano in fiori d'arancio. Roba da giapponesi.Ma ciò non toglie che le maghette siano apprezzate anche dai maschietti e guarda caso la maggioranza le preferisca pure, sempre in versione ultra-casta, immacolate come il primo amore ad 11 anni. E la cosa non è per forza un male. Puella magi Madoka Magica ammicca. Ma lo fa con estremo garbo, a livello delle pellicole Disney per intenderci. Le eroine protagoniste rappresentano tutte un preciso archetipo di figura femminile e sono esteticamente molto graziose. Maschietti accontentati, tutti quanti

Eh. eh. Ha tutta l'aria di risolversi in una scenetta divertentissima!!
L'idea di Gen Urobuchi di "scherzare con il genere": Gen Urobuchi è un grande, uno sceneggiatore brillante. Basta vedere quello che ha realizzato di recente con la Production I.G., il geniale Psycho Pass. Urbuchi, insieme al team di auotri che va sotto lo pseudonimo di Magica Quartet, conosce bene il genere delle maghette, autentico tesoro nazionale nipponico. E nonostante questo decide di stravolgerlo, pur sapendo dell'ira funesta dei fan in cui sarebbe incorso. Una volta Frank Miller disse, in relazione al suo trattamento di Daredevil, che bisognava osare. Per realizzare qualcosa di forte ed originale bisognava prendere il comics americano, da sempre un imberbe adolescente e brufoloso, e portarlo a bere all'insaputa dei genitori. Farlo sfogare,lasciarlo libero di dire i suoi problemi. Ora non erano queste le esatte parole di Miller e forse voleva dire atro ma il puto è questo: trovare i limiti dei personaggi per farli davvero crescere, evolvere. Urobuchi fa lo stesso con il genere delle maghette. Le pone all'interno di un autentico dramma esistenziale, uno scenario che le estremizza come estremizza il ruolo della donna nella società. Il genere dice: "guardate che è bello diventare grandi". Urobuchi ribatte: "ma ne siamo sicuri? vogliamo veramente diventare grandi? Cosa comporta aver perso nel frattempo la nostra fanciullezza? A che scopo competere, lottare perennemente le une contro le altre? Perchè devo dare retta ad un pupazzo orrendo, probabilmente infido?". Sembra poco, ma è una autentica rivoluzione copernicana. L'anime di maghette si tinge di colpo di autoconsapevolezza quanto di horror. Iniziamo a farci domande sulla relazione tra streghe e maghe, tra paranoie e vita adulta. Iniziamo a ragionare sul modo in cui il corpo muta, degrada con lo sfiorire degli anni, diventando inesplicabilmente diverso. Valutiamo il cinismo "per sopravvivenza"che inizia a farsi largo anche all'interno dei personaggi-persone in apparenza più simpatici e disincantati. C'è forse ancora spazio per i buoni sentimenti, rimane tenpo per sperare negli eroi, ma il mondo è troppo cattivo e il finale dell'anime SPOILER risulta essere davvero amarissimo FINE SPOILER. Madoka ha spaccato la critica. Tra chi ha accettato i suoi cambiamenti e chi accusa l'anime di aver rotto la splendida e felice palla di vetro in cui sono racchiusi i più innocenti sogni di ogni bambina. L'illusione di vedere per mezzora a puntata un mondo felice in cui con la buona volotà tutti diventano felici. Io voglio vedere Madoka come l'evoluzione corretta degli anime sulle maghette, la versione più adatta ad un periodio disincantato e critico come l'attuale. Un mondo nel quale non si può fare affidamento nemmeno su un pupazzo puccioso che rece in dono una bacchetta ad una brava bambina.
scena da orgasmo multiplo per chiunque non sopporti i pucciosi "aiutanti delle maghette"
Le nuove bacchette magiche tritano la carne al suono di musica gothic metal. Se il lavoro di Urobuchi è di pregio, volutamente scomodo ma profondo e dalle tempistiche perfette, non da meno è il lavoro grafico dello studio Shaft e di tutti coloro che sono stati impiegati nell'animazione sotto l'egida della Aniplex. La sfida era bilanciare le atmosfere classiche del genere maghette ibridandole con qualcosa di mai visto. I personaggi disegnati da Aokiume sono apparentemente semplici, dotati di ingenuamente forzate linee di contorno, ma al momento opportuno riescono a tirare fuori gli artigli e rendersi insospettabilmente tetri e complessi. Con pari agilità grafica le maghette passano dal comporre i classici balletti di trasformazione allo sfoderare impressionanti armi da taglio e da fuoco  per cimentarsi in combattimenti che pur avvenendo in luoghi onirici appaiono quantomai reali, fisici, splatter, estremi e dall'esito spesso inaspettatamente drammatico. Ad assottigliare la violenza visiva l'Art director Ken Naito per certi versi compie un lavoro che avvicina graficamente Madoka ad Utena, il capolavoro del genio Kunihiko Ikuhara (quando sarò ispirato parlerò anche di quanto sono belli i suoi pinguini..prima o poi). Vengono dipinte scenografie enormi, surreali, aliene e al contempo ricche di dettagli ricercati, di citazioni pittoree. Ambienti dove vivono di fatto unicamente i personaggi principali della vicenda, palchi teatrali dove espirere sentimenti e angosce dove il resto del mondo è in qualche misura tenuto fuori, per non distrarre troppo. Le musiche curate da Yuki Kajira sono epiche e disperate, trasmettono davvero la potenza e sgomento della vicenda. Montaggio serrato, colori sempre brillanti, una direzione artistica di livello. Un panorama grafico e sonoro di primissimo piano, ma che diventa davvero di eccellenza quando ci addentriamo nel mondo parallelo delle streghe, il mondo creato da Gekidan Inucurry. Autentici pittori prestati all'animazione.
Roba molto da Terry Gilliam
Incubi animati by Inu Curry. Ci hanno abituato (Sailor moon) a mostri alla power ranger e ad ambientazioni gotico generiche. I territori di caccia delle maghe guerriere qui invece hanno tutto l'aspetto di pazzeschi dipinti in movimento, dal tratto violento quanto raffinato, dalla animazione retrò che fa intuire la tecnica del passo uno, dentro i quali veniamo risucchiati subendo la classica sindrome di Stendhal. Il male viene del tutto decostruito, concettualizzato. Streghe espressioniste che rappresentano la tendenza al suicidio, la bulimia, la pazzia e l'inesorabilità del tempo sfilano davanti ai nostri occhi accompagnate da particolari "famighi", piccole emanazioni del loro potere. La lotta delle maghe si fa quindi pura astrazione, un farsi largo geometrico dentro una cortina d caos incontrollato. Il mondo stesso, infettato dalle streghe, muta e marcisce degradando degli accesi colori caratterizzanti questi mostri.
Ehi, ma una cosa simile non l'aveva fatta anche Jovanotti?
In questi frangenti l'anime riesce ad essere effettivamente spaventoso e dalla ferocia implacabile. Disturbante quanto al contempo artisticamente alto, inarrivabile. Le composizioni visive di Inu Curry

questa roba è animata tipo carosello e inquieta un botto..
riescono davvero a spiazzare e a riempire lo schermo di soluzioni innovative. uno spettacolo visivo in cui perdere lo sguardo. L'animazione tradizionale dell'anime riesce senza problemi a fondersi con questi mondi e mostri parallei. Il risultato finale è semplicemente sbalorditivo.

Titoli di coda: Anime e film vari. Puella Magi Madoka Magica si compone di 12 puntate televisive. Due film di ricapitolazione e un terzo film collocato direttamente dopo il finale della puntata 12. Dynit ha pubblicato la serie sia in simulcast che in televisione che in dvd e ugualmente anche i film di montaggio sono presenti in home video ed il primo ha goduto anche di una uscita al cinema. Il terzo film, che non ho ancora visto, esce nelle sale oggi, 2 luglio e sarà presto disponibile in home video. Rispetto alla serie tv i film di ricapitolazione vantano nuove scene di trasformazione delle maghe (davvero bruttine, preferivo le originali), una nuova opening graziosa e una bella scena con Homura ambientata in un cimitero. Nonostante siano film curatissimi, a livello di ritmo narrativo io preferisco di gran lunga vedere gli episodi della serie. Se volete vedere la serie per farvi un'idea è comunque disponibile subbata in simulcast sul canale di popcorn.tv anche adesso.
Una maga che svolazza "felice"con la sua bacchetta dalle mille farfalle colorate. Non vi ricorda Sailor Moon?
Puella Magi Madoka Magica è un'opera che se amate l'animazione giapponese dovete provare a vedere almeno una volta. Artisticamente è qualcosa di davvero unico, tanto dal punto di vista della scrittura e che della realizzazione complessiva. Un'opera corta, dodici episodi, che anche se di primo acchito può risultare di difficile inquadramento, quasi una "truffa"agli amanti dei classici anime per maghette, riesce a crearsi un mondo, una mitologia tutta sua, personaggi in grado di rimanere impressi nella mente. Non più un prodotto destinato solo alle bambine ma l'avanguardia delle migliori buone intenzioni dell'animazione giapponese moderna. La voglia di parlare alto. Certo, in rete troverete una marea di detrattori. Per alcuni è tutto troppo zuccherino comunque. Per altri a livello narrativo è stato già fatto qualcosa di più incisivo in passato.Per altri le streghe di Inu Curry sono roba troppo strana. Per altri è da ignorare unicamente perchè ha avuto successo. Per altri basta nominare le "maghette"e giù di vomito. Tutte opinioni valide, bene inteso. L'opera divide. Ed è giusto che un'opera divida, faccia parlare, si renda scomoda. Significa che siamo ancora vivi e non accettiamo supinamente tutto quello che ci viene propinato. Però le critiche devono venire da dopo una visione analitica, non per partito preso perchè, in fondo in fondo, parliamo di un anime di maghette. Vi invito a darci un'occiata. A farvi trascinare in un mondo onirico e spietato come quello di Puella Magi Madoka Magica. Se non vi sarà piaciuto e la vostra argomentazione mi piacerà, magari vi offrirò pure una birra. A tutti, una buona visione. Talk0


martedì 1 luglio 2014

L'attacco dei giganti: anime in Italia by Dynit


Con comunicato del 30 giugno direttamente dal suo sito, Dynit si aggiudica i diritti per l'anime de L'attacco dei giganti. Un titolo grosso, attesissimo da legioni di fans, realizzato a regola d'arte dal blasonato studio Production I.G. Un titolo che presto godrà anche di una seconda stagione animata, poichè il manga va fortissimo e sta già raggiungendo una considerevole quota di episodi inediti da trasporre. Un titolo che si appresta a fare il salto sul grande schermo in un film con attori dal vivo.


Del manga abbiamo già parlato su queste pagine (fate una ricerchina e lo trovate), ma è giusto ribadire il concetto. L'opera di Hajime Isayama è ambientata in un mondo distopico in cui l'umanità vive in piccoli castelli medioevali circondati da mura e assediati da famelici giganti. I protagonisti sono dei giovani diventati grandi troppo in fretta che con indosso uniformi militari e armati di tanto coraggio combattono contro questi colossi, lanciandosi di palazzo in palazzo come spiderman grazie a una complicata attrezzatura steam-punk. I giganti tendono a mangiare le loro prede, i soldati cercano di colpirli nel loro unico, difficile, punto debole, il collo. Seguono drammi, morti e distruzioni.  Nonostante una realizzazione grafica molto ruvida (ma vivida, quasi Munchiana, ottima nel sottolineare la componente orrorifica dell'opera) il manga  ha da subito saputo imporsi nel panorama nipponico grazie a idee innovative, una storia coinvolgente, personaggi ben gestiti e pazzeschi colpi di scena. Raramente si erano visti combattimenti così geniali e arzigogolati come quelli de "L'attacco dei giganti", raramente in un manga si è avvertita uguale forza e disperazione nei personaggi. Io poi devo ancora riprendermi dall'ultimo colpo di scena... Uomini ridotti a formiche, inermi, contro colossi che aspirano a mangiarli vivi. Uomini che combattono con la forza della disperazione in attacchi suicidi. Terrribile ma anche epico. Un classico, che migliora esponenzialmente e trova nuovi fan grazie a questo anime, che porta all'eccellenza l'opera in tutti i campi, regalando uno spettacolo unico nel suo genere.


L'opera piace un casino. I fan ne vogliono sempre di più. Gli spaventosi giganti divengono amatissimi. Lo spaventoso "gigante colossale" ormai è più famoso di Totoro!
I giganti, o "Titans" nella denominazione internazionale, sono dappertutto in Giappone. Testimonial per il ramen, al posto delle ombrelline nelle manifestazioni motoristiche.

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E cosa dire dello spot della Subaru?

Panini ha portato in Italia il manga de "L'attacco dei Giganti", che oggi prosegue in pari con il Giappone, e già molti si sono attaccati alla giganto-mania. Ora è il tempo dello sdoganamento definitivo, tanto atteso quanto fino a ieri insperato. Siamo una piccola penisoletta dove tutto quello che arriva doppiato è tanto di guadagnato. Io che arrivassero i giganti ci speravo, ma in un periodo di crisi come questo ci speravo poco (anche perchè la gestione di questa licenza è stata piuttosto "tormentata"). Felice di essermi sbagliato. E ora, trionfalmente, vi metto qua sotto la opening. Che è una figata, carica da paura ed è animata "daddio". Da ascoltare e riascoltare e imparare a memoria.


Bene! Manga, anime, i primi pupazzi che già si trovano nelle fumetterie specializzate e negozi on line A questo punto siamo al prossimo step. Il film!
Ma in questo caso sapranno i giganti di Isayama fare meglio di quelli di Singer? Vi faremo sapere..
Intanto godiamoci questa bella notizia. 
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lunedì 30 giugno 2014

Dracula Untold - primissime brutte impressioni

Certo se fanno già schifo gli effetti speciali mostrati in locandina...

Chi si ricorda il mitico Dracula di Francis Ford Coppola con Gary Oldman? L'incipit del film era qualcosa di fuori di testa, di pazzesco. Narrava della "nascita" del Vampiro. Il conte Vlad era un "dragone", un guerriero della Chiesa, con tanto di armatura rosso fuoco (bellissima, della stessa artista orientale che in seguito ha curato i costumi di The Cell di Tarsim), posto a baluardo dell'avanzata dei Turchi. Un guerriero letale, spietato, che per atterrire il nemico impalava i corpi dei soldati morti  (e anche di qualcuno ancora vivo).  Un giorno il nemico,  sfiancato, decise di ricorrere a una tattica vile. Fece recapitare al suo castello la notizia della falsa morte del conte. La sposa si getta dalle mura del castello per la disperazione. Tornato dalla battaglia, davanti alla moglie esanime, Vlad maledice Dio. Il Dio per preservare il cui credo si era tramutato in una bestia sanguinaria. Il Dio che però non era riuscito a salvare la vita della sua amata. Vlad bestemmia e con la spada trafigge una croce dalla quale sgorga sangue. Vlad lo beve e diventa un vampiro, il Nosferatu. Epico. E dura solo pochi minuti, ma precisi, perfetti, da imprimersi nella memoria.
Qualcuno poi deve aver visto Dracula 2000 di Wes Craven, conosciuto anche come Dracula's Legacy. Film pasticciato, poco riuscito ma con almeno due o tre spunti fighi. Il migliore dei quali era proprio l'origine di Dracula. Che si scopre essere Giuda, l'apostolo traditore, condannato all'immortalità per la sua inestinguibile colpa. In Blade 3 si parlava addirittura di origini egizie.
I vampiri sono tornati un po' (ma non troppo) nell'oblio oggi, dopo i mille film a tema e telefilm di cui magari la programmazione continua tuttora, ma con meno slancio.  E grazie al cielo, direi. Il mostro succhiasangue ha vissuto un'autentica sovraesposizione.
Certo la figura di Dracula, il primo dei vampiri, sembra non conoscere gli acciacchi del tempo. Il mostro risorge sempre e attira nelle sale anche dopo il tremendo Dracula 3d di Dario Argento.
Ogni tentativo di ancorarne la figura a storia o religione è stimolante. A me nello specifico era piacuta da matti l'origine di Dracula di Coppola. Mi sarei visto un film intero sulle crociate di Vlad contro i Turchi. Così quando tempo fa appresi dell'esistenza di questo progetto, fui oltremodo contento.
In una mia distorta logica attendista mi incuriosivano i nomi degli sceneggiatori. Matt Sazama e Burk Sharpless. Apparentemente dei novellini, ma accreditati per il prossimo mega block buster Warner, datato 2016, per la regia di Alex "il corvo" Poyas: Gods of Egypt, con Gerard Butler. Un grosso investimento che ha fatto mettere momentaneamente in soffitta i "Titani" e di cui sentiremo parlare presto. Per quanto riguarda la regia di questo Dracula Untold, un nome preso dalla pubblicità al suo esordio, Gary Shore. Anche il cast pareva  valido, giovane ma già apprezzato. Luke Evans (che guarda caso sarà Eric Draven nel prossimo remake de "Il corvo"... sarà un caso?),uno che a prima vista sembra Orlando Bloom ma poi ti ricredi, uno che ha la faccia giusta .
la faccia giusta
Dominic Cooper, che dopo La leggenda del cacciatore di vampiri sembra oltremodo qui nella parte.  Samantha Banks è gnocca e quindi può fare tutto, compresa la scienziata termonucleare in un film di Michael Bay. Poi però ecco che ti vedo il trailer.


Subitanea arriva la nostalgia di Coppola. L'allestimento pare qui carino, ma nulla più. Gli effetti speciali altamente risibili (il "pugno a vampiri" di un brutto quasi tattile), il colpo d'occhio di gran lunga inferiore a quanto ci ha abituato, per citarne uno, Game of thrones. Magari si salva proprio per l'interpretazione degli attori, per qualche geniale trovata di trama (pare quasi che sia un epigono di Nosferatu a dare la vita eterna a Dracula, e questa è una cosa carina), ma questo Dracula Untold non fa aspettare febbrilmente l'arrivo dell'autunno, sa molto di home video in offerta, magari meglio nelle promozioni tre per due. Noi pertanto sospendiamo il giudizio, in attesa di nuove più confortevoli update. Ma se il modo di resuscitare i vampiri è questo...
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