mercoledì 17 dicembre 2025

Wicked 2: For good - la nostra recensione della seconda parte del film musicale diretto da Jon M.Chu, con protagoniste Cynthia Erivo e Ariana Grande.


Se con Wicked: prima parte non mi aspettavo nulla ed ero rimasta strabiliata dalla bellezza del film, “anche meglio del musical visto a teatro a Londra”, con Wicked: for good, cioè la seconda parte, ero turbata. 

Riusciranno a “rovinarmi” tutto quello che avevano fatto con la prima parte? 

Di solito tutti i musical, nella seconda parte, hanno un calo per poi riprendersi nel finale… ma andiamo a vedere meglio, senza fare spoiler!! 

Sono trascorsi cinque anni dagli eventi raccontarti nella prima pellicola. 

La cattiva strega dell’ovest era volata via con la sua scopa e la buona strega del nord era rimasta ad Oz per portare pace, amore e tranquillità nei suoi abitanti, con il tutto che ci viene presentato da un filmato fatto in stile Istituto Luce in bianco e nero. Poi tutto prende colore, partendo dalla costruzione della strada per arrivare ad Oz, con le sue mattonelle gialle, arrivando al rosa degli outfit della strega buona. 

Una Glinda combattuta, tra il rinnegare la sua amica Elphaba o darle una nuova possibilità per redimersi, che riceve in dono da Madame Morrible (Michelle Yeoh) una enorme bolla gigante. Una bolla per siglare il suo “nuovo status”, un mezzo di trasporto elite “perché lei vola e tu no”, ma forse più che altro un oggetto appariscente che sembra rinchiuderla in una effimera “bolla di sapone”. Il nobile Fiyero (Jonathan Bailey), sempre innamorato di Glinda, intanto si è innamorato sempre di più della sua nuova divisa da alto ufficiale dell’esercito di Oz: un perfetto e un po’ ottuso soldato di latta.  

Elphaba, ormai diventata per tutti controvoglia la “strega verde”, vive invece male tutto quello che prova a fare e le succede intorno. Vorrebbe smascherare quel gran cialtrone del mago di Oz, aiutare a costruire un mondo migliore e più equo, ma ogni azione finisce per ritorcersi contro. 

Arrivata a rifugiarsi nella foresta per sfuggire dalle scimmie volanti, qui ha trovato l’ambiente ideale per dare una casa agli animali magici scappati da Oz, ma quegli stessi animali ora prendono ordini da quel leone che lei aveva salvato quando era alla scuola di magia. Un leone più risentito che coraggioso. Come è risentita dei conformi di Elphaba persino la sua amata tata orso, che ora ha smesso di ascoltarla. Anche i pochi momenti in cui Glinda ed Elphaba si incontrano-scontrano, cercando di ricostruire il loro rapporto sempre sul filo di odio-amore, finiscono inevitabilmente per… ma niente spoiler! 

Nel frattempo Nessarose (Marissa Bode), la sorellina di Elphaba, ha preso il posto del padre, diventando la governatrice del paese dei Mastichini. A giorni alterni appare “mezza buona” o “mezza tiranna”, più che altro spinta dal timore di perdere per sempre il suo unico affetto: un Boq (Ethan Slater), che spesso viene trattato alla stregua di un pupazzo senza volontà, quasi uno… Ma niente spoiler!! 

Vabbè, ma come vado avanti, senza aggiungere qualche spoiler? Dicendo che a un certo punto, dietro consiglio di Glinda, gli avvenimenti che portano alla costruzione della situazione iniziale de Il mago di Oz  “accadono”. Con tutti i personaggi che “mutati nella forma”, ma non nella sostanza trovano “il loro posto” alla perfezione, accanto a Dorothy. Una  Dorothy misteriosa, che non vediamo mai in volto (scelta che condivido perfettamente perché porta rispetto al film del 1939), con al seguito il cagnolino Toto, un leone codardo (che però qui abbiamo già “conosciuto” in tutta la sua rabbia), un tagliaboschi di latta (spettacolare la sua prima apparizione) e infine uno spaventapasseri. L’uomo di latta sarà meno pacato e adorabile del personaggio con voce calma e cordiale che ricordiamo: più simile a un gran rompiscatole che odia profondamente la cattiva strega dell’Ovest. Lo spaventapasseri sarà invece particolarmente affascinante. 

Durante la storia ovviamente, “rivedremo” e scopriremo qualcosa di più anche sul passato ( e sul “futuro”) del mago di Oz.  


Bellissima seconda parte del musical Wicked, a cui sono state aggiunte un paio di canzoni bellissime ma che, a detta di chi scrive, magari si potevano ridurre… perché, da super amante dei musical, in questa seconda parte cantano veramente tanto… si muovono benissimo sulla scena tutti i protagonisti, ma ruba a tutti la scena la straordinaria Cynthia Erivo: splendida Elphaba che vive il tormento di essere buona, fare del bene per salvare animali, persone, cose e infine essere incolpata come causa di ogni loro male, finché non esplode nella canzone “No good deed”. Da vera nuova diva dei musical, ci regala qui una interpretazione da brivido, trasformando “No good deed” in un momento musicale che ci ricorda il brano “Gethsemane” del musical Jesus Christ Superstar: un'opera che ha interpretato la stessa Cynthia Erivo proprio in questa estate, nel ruolo di Giuda, in un’edizione speciale eccezionale del capolavoro di Andrew Lloyd Webber e Tim Rice. 

Ma non meno sorprendente della Erivo è Ariana Grande, nei panni di un personaggio decisamente più complesso di quel che appare come fata in una bolla di sapone. Un personaggio in grado di tenere sulle proprie spalle l’intero film, diventandone il cuore pulsante, la parte più fragile e umana. Probabile la doppia candidatura e, perché no, la doppia vincita ai prossimi Oscar per entrambe le attrici. 

Film da gustare, magari anche se non si è vista ancora la prima parte, con durata più contenuta. 

Non saprei dire com’è la versione italiana perché ho preferito vedere l’originale, ma scommetto un ottimo lavoro come per la prima parte. Un ottimo regalo cinematografico in questo periodo di feste. 

Voto 4 su 5.

B.Gis

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